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Giuliana Calandra

Giuliana Calandra è un'attrice italiana, è nata il 10 febbraio 1936 a Moncalieri (Italia) ed è morta il 25 novembre 2018 all'età di 82 anni ad Aprilia (Italia).

Le scelte della Calandra

A cura di Fabio Secchi Frau

Giuliana, ci permettiamo di chiamarla così, è una bellissima attrice piemontese, nonostante tanti anni siano passati davanti ai suoi occhi. Ma sono proprio quegli occhi a fare la differenza. Sguardo leggermente orientale, abbellito da uno splendido taglio degli occhi che denota uno sguardo fiero e deciso. Drammatica, ma un vero piccolo grande fenomeno della recitazione, ha segnato - a modo suo - il cinema, con meno profondità di alcune sue colleghe, certo, ma in maniera molto preziosa, prima che la settima arte fosse cannibalizzata dal piccolo schermo.
La strada di attrice della grande Giuliana Calandra comincia dal teatro. Era giovanissima quando entrò nella compagnia di Anna Proclemer e di Giorgio Albertazzi, partecipando alla messa in scena de "Il seduttore", opera che poi la trasportò direttamente accanto a Lauretta Masiero e Lina Volonghi nella trasposizione di altri testi teatrali. Passando con molta facilità da "Estate e fumo" a "L'incorruttibile", comincia anche a bazzicare in televisione con un piccolo ruolo nello sceneggiato di Vittorio Cottafavi (che poi ritroverà nel 1973 grazie alla miniserie Napoleone a Sant'Elena) La spada di Damocle (1958) accanto a Giulia Lazzarini, Enrico Maria Salerno, Ernesto Calindri, Gianni Agus, Renzo Palmer, Franco Coop ed Enrico Viarisio. Il cinema verrà dopo, ma solo con brevi, quasi invisibili parti in grandissimi film: 8 ½ (1963) di Federico Fellini, Deserto rosso (1964) di Michelangelo Antonioni, Vaghe stelle dell'Orsa (1965) di Luchino Visconti e Prima della rivoluzione (1966) di Bernardo Bertolucci, fino a Giù la testa (1971) di Sergio Leone. Poi, dopo essere stata diretta da Lina Wertmüller, torna alla televisione con qualche puntata de Il Commissario Di Vincenzi (1971) e lo sceneggiato Anna Karenina (1974).
Ma il ruolo che maggiormente si ricorda di Giuliana Calandra nella già lunga ed estesa filmografia è, ancora oggi, quello della scrittrice assassinata nel suo bagno di casa all'interno del capolavoro di Dario Argento Profondo rosso (1975), dove accanto a un cast variegato costituito da David Hemmings, Clara Calamai, Macha Méril, Eros Pagni, Gabriele Lavia e Daria Nicolodi, è protagonista di una delle sequenze omicide più riuscite della storia del cinema per suspense e angoscia. Seguiranno poi a ruota la miniserie Rosso veneziano (1975), il film del purtroppo dimenticato Marco Ferreri L'ultima donna (1976) con Michel Piccoli e Gérard Depardieu e Caro Michele (1976) di Mario Monicelli, nonché alcuni film di Mariano Laurenti e Tonino Cervi.
Dopo il telefilm Lo scandalo della Banca Romana (1977), la Calandra è addirittura partner di Marcello Mastroianni e di una giovane Nastassja Kinski nel film di Alberto Lattuada Così come sei (1978), passando accanto a un più mite Roberto Benigni in Chiaro di donna (1979) e a C'est dingue... mais on y va (1979) con Vittorio Caprioli. Ma con l'arrivo degli Anni Ottanta, cerca di ritagliarsi un po' di tempo per il teatro recitando in "Il Maggiore Barbara" (1980) e "L'affittacamere" (1985), tornando al cinema con Vittorio Gassman ne Il turno (1981), con Stefania Sandrelli ne Bello mio bellezza mia (1981) e diretta da Dino Risi nella commedia Sesso e volentieri (1982). In seguito a In viaggio con papà(1982) di e con Alberto Sordi e Il petòmane (1983) con Ugo Tognazzi e ancora Caprioli (che poi ritroverà ne Uno scandalo perbene, 1984), si concede alla televisione per il film tv Un caso d'incoscienza (1984).
A metà del decennio, la situazione subisce un ribaltamento. La Calandra diventa una caratterista televisiva di grande professionalità - dai telefilm Professione Vacanze (1986) e Vita dei castelli (1990) alla fiction E non se ne vogliono andare! (1988) -, mentre si fanno più rare le sue apparizioni sul grande schermo (Non chiamarmi Omar, 1992) con Stefania Sandrelli).
Dopo un brevissimo periodo di assenza, all'interno del quale si dedica maggiormente al teatro, dove viene diretta dal grande Luca Ronconi in una trasposizione del "Pasticciaccio" di Gadda e da Aglioti in "Donna di piacere", torna al piccolo schermo prendendo parte a: La casa dove abitava Corinne (1996), Avvocati (1998), Commesse (1999, nel ruolo della madre di Veronica Pivetti) e la soap opera Incantesimo (1998), nonché Ma il portiere non c'è mai? (2002), dimostrando di essere ancora un'attrice di talento, molto attenta all'aspetto sociale dei suoi personaggi e profondamente implicata nella loro psicologia, come solo una vera e propria attrice professionista sa fare. Emblematica, la Calandra fa parte di una cinematografia che ormai si è estinta e che ha dovuto fare i conti con la rivoluzione del progresso.

Ultimi film

Commedia, (Italia - 1992), 102 min.
Drammatico, (Italia - 1989), 95 min.
Farsesco, (Italia - 1987), 114 min.

I film più famosi

Drammatico, (Italia - 1963), 138 min.
Giallo, (Italia - 1975), 123 min.
Western, (Italia - 1971), 150 min.
Drammatico, (Italia - 1964), 120 min.
Commedia, (Italia - 1982), 90 min.
Commedia, (Italia - 1982), 110 min.
Farsesco, (Italia - 1987), 114 min.
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