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Il deserto rosso
Un film di Michelangelo Antonioni.
Con Monica Vitti, Richard Harris, Xenia Valderi, Rita Renoir, Aldo Grotti.
continua»
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 120 min.
- Italia 1964.
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A Ravenna, ridotta a deserto industriale, una giovane borghese nevrotica, moglie di un ingegnere, cerca vanamente un equilibrio, si fa un amante e vaga senza trovare soluzione alla sua crisi. 9° film di Antonioni, e il suo primo a colori, in funzione soggettiva (fotografia di Carlo Di Palma, Nastro d'argento) come espressione di una realtà dissociata e con ambizione di trasformarlo esso stesso in racconto come “mito della sostanziale e angosciosa bellezza autonoma delle cose”. Come nei 3 precedenti film con Monica Vitti, la donna è l'antenna più sensibile di una nevrosi comune nel contesto della società dei consumi e della natura inquinata. Leone d'oro alla Mostra di Venezia. |
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premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Nastri d'Argento 1 0 |
Deserto rosso, m. antonioni
lunedì 28 maggio 2007
di Vale86
Un regista del calibro di Antonioni, con un’attrice dal talento indiscusso come Monica Vitti, si cimenta, sull’onda del successo arrivato con la trilogia che si chiude nel '62 con L’Eclisse, nella creazione del suo primo film a colori, che si rivela essere, nonostante le osannazioni da ogni parte, un film pretenzioso, non ispirato, ingiustificatamente lento e pesante. Vuole essere un film psicologico, su una nevrosi - depressione, di cui conosciamo l’esistenza solo per sentito dire (da qualcuno continua » |
Bellissimo
venerdì 9 gennaio 2009
di paride86
Primo film di Antonioni a colori, ambientato in una zona industriale tanto asettica quanto laboriosa, fumosa e colorata. La storia è quella di Giuliana, depressa dopo lo shock di un incidente. Come in molti altri film del regista, la trama è piuttosto evanescente e quello che conta sono le situazioni, i dialoghi e soprattutto l'impianto visivo. Le scenografie sono davvero particolari ed è molto interessante il contrasto che ha usato Antonioni: l'aridità meccanica e industriale viene rappresentata, continua » |
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| Monica Vitti | |
| Devo solo pensare che in fondo tutto quello che mi capita è la mia vita | |
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DVD | Il deserto rossoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 9 giugno 2004
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Alla Mostra di Venezia Deserto rosso ha diviso in due il fronte dei critici: è un film per il quale si romperanno antiche amicizie. Chi è entrato nel gioco afferma che Antonioni ha compiuto la sua opera più raffinata; altri gli negano stavolta ogni capacità di farsi capire. Ancora una volta rimbalzano le vecchie accuse: l’inconsistenza dell’intrigo drammatico, la precarietà dei dialoghi, la recitazione spaesata. Ma se alcuni detrattori di film come L’avventura o L’eclisse sono spinti al consenso dalla cattiva coscienza o dai grandi successi che intanto il regista ferrarese ha ottenuto all’estero, vi sono antonioniani di vecchia data molto perplessi di fronte al nuovo film. » |
di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Povera Giuliana. Ha già tentato una volta di uccidersi, ma non ce l’ha fatta, e nell’incidente automobilistico ha preso una tal botta in testa che nonostante un mese di clinica non è più riuscita a trovare il suo equilibrio. Invece di mandarla in convalescenza in campagna, o a distrarsi in un’allegra stazione turistica, il marito, ingegnere, se l’è riportata, col figlioletto, sui luoghi dove lavora: nella zona industriale di Ravenna, tra altiforni, ciminiere, serbatoi, un paesaggio grigio e fumoso. » |
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Il deserto rosso, di Michelangelo Antonioni: un’opera, sotto certi aspetti, notevolissima e degna d’ogni più rispettoso consenso, anche se suscettibile di talune riserve. Vediamo, per prima cosa, la vicenda (scritta, oltre che da Antonioni, da Tonino Guerra). Siamo a Ravenna, oggi. La città antica, la pineta, la splendida natura attorno, sembrano distrutte; su tutto e su tutti dominano infatti grandi fabbriche che sembrano aver instaurato con assoluta prepotenza il regno della civiltà industriale. » |
di Gian Piero dell'Acqua
In una Ravenna trasformata in un enorme agglomerato industriale, la moglie di un ingegnere chimico, perso l’equilibrio dei nervi per un incidente d’auto che potrebbe anche essere volontario, cerca invano, prendendosi un amante, di sfuggire alla nevrosi. Esercitazione cromatica di elevata raffinatezza, volta a sottolineare il dominio della natura industriale” sull’uomo suo creatore, il primo film a colori di Antonioni non fu altrettanto significativo nel risultato drammatico. Gli nocque la definizione del personaggio femminile ormai alle soglie della psicopatologia. » |
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