Uno sguardo dall'interno alle accuse di corruzione contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu attraverso i video degli interrogatori della polizia trapelati. Espandi ▽
Nel 1997, un anno dopo essere stato eletto come primo ministro a soli 46 anni, Benjamin Netanyahu è stato oggetto di un'inchiesta per corruzione, poi archiviata. Nel 2016 è tornato sotto indagine, con tre capi d'accusa: corruzione, frode e violazione di fiducia (breach of trust) nei confronti dello Stato di Israele. Sono oltre trecento i testimoni sentiti dalla polizia, tra cui spiccano il potente produttore di base a Hollywood Arnon Milchan (C'era una volta in America, Pretty Woman e Bohemian Rhapsody, tra i tanti), in passato agente segreto per Israele e "facilitatore" in ambito di tecnologie militari, la sua ex assistente Hadas Klein, il ricchissimo uomo d'affari Shaul Elovitch, anche proprietario di "Walla", sito di informazione israeliano orientato dagli scambi di ingenti favori con il capo di Stato.
Ma anche la moglie e il secondo figlio di Netanyahu, Sara e Yair, e l'ex guardia del corpo Meni Naftali o l'ex responsabile della comunicazione Nir Hefetz, testimone chiave. Tutti parlano per la prima volta, tranne i Netanyahu: Benjamin nega e respinge fermamente le accuse, moglie e figlio aggrediscono verbalmente gli investigatori.
The Bibi Files, realizzato nel 2024 sull'onda delle protratte proteste civili in Israele contro il primo ministro, arriva nelle nostre sale oggi grazie alla Mescalito Film dopo l'anteprima al festival di giornalismo Pordenone Docs Fest 2025, dove era passato nella versione originale estesa di 115 minuti.