Da un caso di cronaca migratoria, un film senza fronzoli che guarda alla storia con occhio umano.
Drammatico,
Belgio 2026.
Durata 94 Minuti.
Un'opera che intreccia cinema civile e tensione narrativa, portando sullo schermo una storia capace di interrogare lo spettatore senza offrire risposte semplici. Espandi ▽
Sara e Adam, una coppia proveniente dalla Siria, attraversano il Belgio muovendosi tra i campi dei rifugiati con l'obiettivo di attraversare il confine e sbarcare nel Regno Unito. Con loro c'è la figlioletta Clara, di due anni. Dopo essersi affidati a dei trafficanti, salgono su un furgone pieno di altri migranti per un trasporto notturno in autostrada. Una pattuglia si mette all'inseguimento. Il poliziotto Redouane spara un colpo che provocherà una tragedia.
Direttamente dalle pagine più nere della cronaca migratoria recente, il secondo lungometraggio di finzione di Marta Bergman ci riporta al 2018 e a una storia che fece scalpore in Belgio, come punto d'incontro tra i temi sempre critici dell'accoglienza ai rifugiati e della violenza poliziesca.
Bergman la mette in scena senza fronzoli, con una certa efficienza stilistica che arriva rapidamente al lungo inseguimento notturno e costruisce una sequenza centrale ricca di tensione.
OGGI AL CINEMA
Dracula rivive in storie diverse: un anziano vampiro attrazione turistica e un regista che usa l'IA per esplorare le sfaccettature di Vlad. Espandi ▽
Il mito e la storia di Dracula rivisti attraverso una moltitudine di racconti diversi: mentre un anziano “vampiro” si fa inseguire da un'orda di turisti come attrazione vacanziera, un regista chiede a un'applicazione di intelligenza artificiale di creare degli intermezzi narrativi che indaghino le mille sfaccettature di Vlad, tra passato e presente. Cultore dell'eccesso, intrepido formalista, indagatore delle perversioni contemporanee: è il profilo di Radu Jude, autore rumeno che come pochi altri ha saputo interpretare il cinema (e il mondo) di questi tumultuosi anni venti. Era forse inevitabile che i grandi successi lo portassero a un certo punto a confrontarsi con l'icona culturale suprema della sua Transilvania, e Jude lo fa a modo suo: come uno scherzo, indirettamente, e sovraccaricandone il simbolo per accumulo fino a farlo deflagrare in una galassia di riferimenti e provocazioni. Lo fa con un occhio da intenditore per l'estetica del brutto, un talento tanto singolare quanto indiscusso, e ampiamente messo in mostra già nei film precedenti.
OGGI AL CINEMA
Winspeare amplia il suo sguardo all'Europa conservando intatta la sua sensibilità nei confronti di chi porta sullo schermo.
Drammatico,
Italia,
Francia 2026.
Durata 125 Minuti.
Didi, nobile ungherese sopravvissuta a guerra e comunismo, vive gli ultimi anni nel Salento accudita da Vita, giovane pugliese. Tra ricordi, colpa e amicizia, ritrova la pace. Espandi ▽
Didi, un’anziana duchessa di origini transilvane, torna a vivere nel palazzo di proprietà della famiglia in una cittadina del Salento. Avendo bisogno di assistenza e dovendo recarsi nella sua terra d’origine per l’inizio del processo di beatificazione del padre i figli le trovano una badante. Si tratta di Vita, una donna del popolo che non ha una vita facile dovendo vivere con i genitori anziani e con un fratello disabile e avendo una relazione non soddisfacente con un avvocato sposato. Il viaggio in Ungheria le permetterà di scoprire un contesto sociale a lei sconosciuto e di iniziare un complesso percorso di avvicinamento alla persona che le è stata affidata.
Edoardo Winspeare torna a dirigere un film ampliando il suo sguardo all’Europa conservando intatta la sensibilità nei confronti dei soggetti che porta sullo schermo. Attento da sempre a cogliere i molteplici aspetti della realtà sociale e individuale di coloro che vivono nella terra in cui è nato e vive, Winspeare parte da lì per ampliare lo sguardo all’Europa e alla sua storia. Il suo non è solo un viaggio nello spazio (dal Salento alla Transilvania) ma è soprattutto un percorso nel tempo di un continente le cui ferite, nonostante tutto, non si sono ancora completamente rimarginate dopo il secondo conflitto mondiale.
OGGI AL CINEMA