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fabriziog
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venerdì 22 maggio 2026
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la fragilita'' e la grandezza
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La figura incombente, tirannica e direi angosciante del padre traccia la narrazione del film Michael si Antoine Fuqua sulle gesta musicali e danzanti del mito del pop Michael Jackson. A otto anni Michael Jackson già mostra i segni evidenti del proprio talento e a dieci è già una star con i Jackson Five.
Il padre è un operaio in una piccola cittadina dell’Indiana e vuole riscattare la propria vita in bianco e nero sfruttando sino allo schiavismo, anche a colpi di frusta sulle gambe, le doti canore e artistiche dei propri cinque figli maschi e, primo fra tutti, il piccolo Michael.
All’ombra del padre, il giovanissimo, giovane e adulto Michael Jackson, nonostante diverrà il Numero Uno al mondo, osannato e adulato da folle svenevoli e piangenti, manterrà una inguaribile fragilità emotiva, che lo porterà ad una non accettazione del proprio viso e del proprio colore della pelle (spacciata per vitiligine), rimanendo eterno fanciullo, vicino ai bambini oncologici anche se le cronache racconteranno ben altro.
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La figura incombente, tirannica e direi angosciante del padre traccia la narrazione del film Michael si Antoine Fuqua sulle gesta musicali e danzanti del mito del pop Michael Jackson. A otto anni Michael Jackson già mostra i segni evidenti del proprio talento e a dieci è già una star con i Jackson Five.
Il padre è un operaio in una piccola cittadina dell’Indiana e vuole riscattare la propria vita in bianco e nero sfruttando sino allo schiavismo, anche a colpi di frusta sulle gambe, le doti canore e artistiche dei propri cinque figli maschi e, primo fra tutti, il piccolo Michael.
All’ombra del padre, il giovanissimo, giovane e adulto Michael Jackson, nonostante diverrà il Numero Uno al mondo, osannato e adulato da folle svenevoli e piangenti, manterrà una inguaribile fragilità emotiva, che lo porterà ad una non accettazione del proprio viso e del proprio colore della pelle (spacciata per vitiligine), rimanendo eterno fanciullo, vicino ai bambini oncologici anche se le cronache racconteranno ben altro.
Ottimamente raccontati il legame con i fratelli e la vicinanza amorevole della madre.
Il genio appare in tutta la sua magnificenza nella creazione del primo cortometraggio di lancio di un “pezzo”, da cui origina uno specifico genere di video musicale: “Thriller”.
Il nipote di Michael Jackson, Jaafar Jackson, interpreta lo zio quasi identificandosi con lui: i tipici passi di danza con i piedi che scivolano sul palco, gli acuti improvvisi, le sonorità vocali ed i brevi versi sonori che intermezzano l’esecuzione del brano, i movimenti del corpo repentini, a scatti. Voce, mimica e corpo in Michael divengono un unico scintillio artistico: la canzone non è solo voce ma anche corpo, viso, luce e occhi.
Il pubblico vede Michael Jackson non vede un attore che lo interpreta.
Il film non raggiunge le vette di “Bohemian Rhapsody” di Bryan Singer, ma è certamente godibile, sia nel contenuto e nella costruzione dei personaggi che – e non potrebbe essere altrimenti - nella musica e nel ballo.
Il finale “tronco” apre ad un sequel.
Fabrizio Giulimondi
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simona proietti
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mercoledì 20 maggio 2026
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vorrei avere i soldi di micheal
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" Vorrei avere i soldi di Micheal " dice un bambino nella pausa tra il primo ed il secondo tempo. Questo è l'insegnamento che traspare dal film, in una società consumistica e capitalistica. Non vorrebbe la bravura di Micheal Jackson, ma i suoi soldi. Soldi per vivere negli agi e possibilmente senza faticare, idolatrato dai suoi coetanei. Non è certo colpa del film se poi se ne coglie solo l'aspetto dei benefici, senza dover passare attraverso la fatica, lo studio, le prove continue fino allo sfinimento, che il racconto mette in primo piano. Il padre ruvido che indica due strade: o la fabbrica o i sacrifici per diventare cantanti. Tutto viene annullato dai soldi, dal potere, dall'essere un protagonista, come tutti noi siamo protagonisti - oggi - con i social network.
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" Vorrei avere i soldi di Micheal " dice un bambino nella pausa tra il primo ed il secondo tempo. Questo è l'insegnamento che traspare dal film, in una società consumistica e capitalistica. Non vorrebbe la bravura di Micheal Jackson, ma i suoi soldi. Soldi per vivere negli agi e possibilmente senza faticare, idolatrato dai suoi coetanei. Non è certo colpa del film se poi se ne coglie solo l'aspetto dei benefici, senza dover passare attraverso la fatica, lo studio, le prove continue fino allo sfinimento, che il racconto mette in primo piano. Il padre ruvido che indica due strade: o la fabbrica o i sacrifici per diventare cantanti. Tutto viene annullato dai soldi, dal potere, dall'essere un protagonista, come tutti noi siamo protagonisti - oggi - con i social network. Non ci sono più spettatori, nell'ingordigia di massa, ma solo tanti protagonisti che non guarda più nessuno. Ad ogni modo il film è bello, riproduce esattamente ciò che Michael ha rappresentato sul palco, con la sua danza spettacolare e la musica che invade la sala, regalando almeno un'ora di emozioni. Il primo tempo stenta a partire, con il bambino Micheal che non buca lo schermo e tutto sommato, annoia un pochino. Tutt'altra storia è il secondo tempo, con un ritmo incalzante e i brani più conosciuti che fanno da colonna sonora ad una sceneggiatura alquanto basica, ma che comunque, regala ciò che lo spettatore vuole, ovvero emozioni a ritmo di musica. E' una agiografia del personaggio che dimentica volutamente i suoi problemi giudiziari, la pedofilia, l'ossessione della pelle scura. Con un po' più di coraggio, poteva diventare un 'film Manifesto' sulla crescita di un Divo, con le sue debolezze che hanno contribuito a far parlare tanto di lui.
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stefano73
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domenica 10 maggio 2026
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michel jackson spettacolare...senza approfondire
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Film "Michael". Micheal, bambino nero dell'Indiana viene indirizzato alla musica insieme ai fratelli, i Jackson 5. A gestire il loro ingresso al successo pero c'è il padre violento ed autoritario. Descrivere la vita del re del pop è difficile. Mancano le vicende più discusse e controverse. Qui viene descritta la prima parte con grande spettacolarità e ritmo...senza però analizzare le ombre su questo complesso artista. Comunque da sottolineare l'assoluta e fedele somiglianza del protagonista...e anche il doppiaggio in italiano che cerca di ricalcare la voce di Michael. Voto 6
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stefano73
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domenica 10 maggio 2026
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ottima interpretazione ma senza approfondimenti.
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Film "Michael". Micheal, bambino nero dell'Indiana viene indirizzato alla musica insieme ai fratelli, i Jackson 5. A gestire il loro ingresso al successo pero c'è il padre violento ed autoritario. Descrivere la vita del re del pop è difficile. Mancano le vicende più discusse e controverse. Qui viene descritta la prima parte con grande spettacolarità e ritmo...senza però analizzare le ombre su questo complesso artista. Comunque da sottolineare l'assoluta e fedele somiglianza del protagonista...e anche il doppiaggio in italiano che cerca di ricalcare la voce di Michael. Voto 6
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silvano bersani
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giovedì 7 maggio 2026
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fumettone
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Esattamente ciò che uno si aspetta di vedere: tanta musica e personaggini di cartone.
Una nota di demerito per il doppiaggio, che sottrae spessore al protagonista.
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giupili
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lunedì 4 maggio 2026
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il limone ormai ? secco
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Una mossa di marketing per spremere ancora il limone che ormai è rimasto senza succo, meglio andare a rivedere su youtube un concerto vero di MJ magari con l'upscaling a 4k
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tozkino
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martedì 28 aprile 2026
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biopic meraviglioso ed entusiasmante
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Mi piacciono i musical, mi commuovono sempre e mi coinvolgono, specie se la storia o il compositore! Meno le biografie di cantanti o musicisti. Però era tanto il clamore mediatico, che non potevo tralasciare la possibilità di visionare il film su una delle più grandi star musicali dell’ultimo secolo: Michael Jackson. È stato coraggioso il pur bravo regista sessantenne Antoine Fuqua, con Michael si avventura in una biografia non semplicissima: coraggioso e bravo. Confeziona un biopic molto interessante e risolve, con leggiadria, intelligenza e un pizzico di rischio, i numerosi problemi che questa storia avrebbe potuto riservargli.
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Mi piacciono i musical, mi commuovono sempre e mi coinvolgono, specie se la storia o il compositore! Meno le biografie di cantanti o musicisti. Però era tanto il clamore mediatico, che non potevo tralasciare la possibilità di visionare il film su una delle più grandi star musicali dell’ultimo secolo: Michael Jackson. È stato coraggioso il pur bravo regista sessantenne Antoine Fuqua, con Michael si avventura in una biografia non semplicissima: coraggioso e bravo. Confeziona un biopic molto interessante e risolve, con leggiadria, intelligenza e un pizzico di rischio, i numerosi problemi che questa storia avrebbe potuto riservargli. La breve vita di Michael, infatti, fu assai complessa e stratificata piena di zone chiare e luminose, ma anche di ombre e sospetti: una storia complessa ma risolta con intelligenza. Nel film di Fuqua si balla, letteralmente, tra la storia e il mistero, l’evidenza straripante e il sottotraccia. In questa terreno chiaroscuro il regista, secondo me, ha il coraggio di infilarsi in punta di piedi, quasi con delicatezza, non si scervella in una narrazione audace ma semplicemente la propone come una rievocazione, come più classica biografia. Restituisce frame intensissimi, attimi molto alti, riportando in vita veri e propri set e live storici, ma ponendo curiosamente la lente su un aspetto poco esplorato della vita del cantante, come fosse una gentile concessione documentaristica al retroscena: il difficile e aspro rapporto con i suoi familiari. Il principale conflitto non è la sua ascesa o il difficile apporto con i giornalisti, ma le scintille continue col padre e l’indipendenza musicale dal quintetto dei fratelli. Non è la sua ascesa e realizzazione artistica il fulcro del film, anzi pare proprio secondario questo aspetto, come fosse marginale, di contorno. Il regista segue, passo passo, Michael nel suo rapportarsi col padre, non come genitore ma come manager, un vero opportunista. Questo macigno che la superstar si porta appresso, lo notano persino il suo avvocato e il suo autista, ma non i suoi fratelli né la sorella totalmente assenti e dipinti come freddi e distanti. Solo la madre, silenziosa guardiana, sembra continuare a vedere Michael come suo figlio e non come un’occasione per guadagnare ricchezze e successo. Questo dettaglio riequilibra e render giustizia alla star che ha sofferto questo tipo di rapporti assai dolorosi e, psicologicamente pesanti. Mi piace anche per questo il regista e il cast di attori, che ritengo decisamente all’altezza: sono giochi di luci, una musica unica e toccante, un Jackson-Jaafar (nei panni di Michael Jackson) incredibile, che quasi non fa rimpiangere il re del pop, accompagnato da un ottimo Colman Domingo, nei panni del padre Joe, autoritario fino ai limiti di una vera forma di violenza. Preparatevi a due ore di concerto, al costo di un biglietto che risulta molto economico, rispetto allo spettacolo che vi regalate a pochi euro, una bella esperienza, un vero affare.
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cyrus
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lunedì 27 aprile 2026
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da vedere
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Suggerirei di non dare peso alle critiche di vari giornali, i quali avrebbero voluto vedere un "lato oscuro" che non esiste, in quanto le accuse si sono rivelate infondate in molti modi, anche processuali.
L'unico difetto del film è che "corre troppo", ma d'altronde è difficile condensare una carriera così lunga e densa, in un film di qualche ora.
Attendo con ansia la parte 2.
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mattia
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lunedì 27 aprile 2026
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bel biopic
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Bel film, biopic davvero ben fatto ( e secondo me ci sarà il sequel). Jaafar Jackson bravissimo, si vede la parentela... oltre a muoversi splendidamente è parecchio somigliante allo zio.
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Bel film, biopic davvero ben fatto ( e secondo me ci sarà il sequel). Jaafar Jackson bravissimo, si vede la parentela... oltre a muoversi splendidamente è parecchio somigliante allo zio.
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