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nino pellino
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sabato 25 aprile 2026
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travolgente e nostalgicamente emozionante
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"Michael" del regista Antoine Fuqua è un film bellissimo e diretto in maniera eccellente. Esso racconta l'ascesa costante negli anni verso il successo planetario del re del pop nel corso di un lungo periodo temporale che va dal 1966 fino alla grande consacrazione nel 1988 in occasione del concerto di Wembley, quale data del Tour del suo album "Bad". Questo film ha avuto la capacità di farmi entusiasmare ed apprezzare ancora di più Michael Jackson rispetto a quando ero giovanissimo in quei lontani anni '80 nei quali chiaramente stimavo molto questo artista ma non ne ero proprio un fan incallito. "Michael" mi fa insomma sentire orgoglioso e fortunato di essere appartenuto ad un'epoca generazionale in cui Michael era in giro negli Stadi di tutto il mondo e credo che sicuramente anche le nuove generazioni, che non lo hanno potuto conoscere in passato, si facciano l'idea che Michael sia stato un personaggio straordinario e unico nell'ambito della storia musicale contemporanea.
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"Michael" del regista Antoine Fuqua è un film bellissimo e diretto in maniera eccellente. Esso racconta l'ascesa costante negli anni verso il successo planetario del re del pop nel corso di un lungo periodo temporale che va dal 1966 fino alla grande consacrazione nel 1988 in occasione del concerto di Wembley, quale data del Tour del suo album "Bad". Questo film ha avuto la capacità di farmi entusiasmare ed apprezzare ancora di più Michael Jackson rispetto a quando ero giovanissimo in quei lontani anni '80 nei quali chiaramente stimavo molto questo artista ma non ne ero proprio un fan incallito. "Michael" mi fa insomma sentire orgoglioso e fortunato di essere appartenuto ad un'epoca generazionale in cui Michael era in giro negli Stadi di tutto il mondo e credo che sicuramente anche le nuove generazioni, che non lo hanno potuto conoscere in passato, si facciano l'idea che Michael sia stato un personaggio straordinario e unico nell'ambito della storia musicale contemporanea. Lodevoli i due attori che lo interpretano, rispettivamente Juliano Krue Valdi che recita il ruolo di Michael bambino, quando già cantava nel gruppo di famiglia, i Jackson 5 e dove già si intuivano le sue spiccate doti canore e di piccolo frontman e poi soprattutto l'attore Jafaar Jackson, nella vita reale quale figlio del fratello Jermain, che non si è limitato solo ad emulare lo zio, ma a calarsi totalmente nel personaggio fino a diventarne una vera e propria icona vivente. Sono rimasto esterefatto e strabiliato nell'assistere ai momenti del film dedicati alle sue performance sul palco, caratterizzate dalle sue movenze uniche; non ho parole, zio e nipote simili proprio come a due gocce d'acqua. Anche il suo look l'ho trovato praticamente perfetto, soprattutto per quanto concerne il periodo di "Thriller" in poi quando Michael si sottopose ad un'operazione al naso. Il film si concentra e si limita a descriverci la dimensione più solare e propositiva dell'artista tralasciando volutamente gli aspetti più bui e problematici che lo hanno accompagnato soporattutto durante i suoi ultimi anni di vita. L'unico fattore disturbante che trapela in tutto il film e che gli ha comportato spesso sofferenza psicologica è stata la presenza, sin dalla sua tenera età, di un padre opprimente, padrone e anche violento. Per fortuna il destino e le sue capacità artistiche gli hanno consentito comunque di realizzare i suoi obiettivi. La pellicola inoltre ci mostra in maniera morbida ed elegante alcuni aspetti della personalità dell'artista come il suo amore smisurato per gli animali, la sua sensibilità umana ad aiutare i bambini in difficoltà e la sua perenne voglia di rimanere adolescente. "Michael" resta pertanto un altro gran bel film dedicato ai grandi artisti musicali del passato usciti al Cinema in questi ultimi 10 anni, mi riferisco ovviamente a quelli precedenti dedicati ai Queen, a Bob Dylan e ultimamente a Bruce Springsteen.
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[+] bravo
(di paola d. g. 81)
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fabriziog
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venerdì 22 maggio 2026
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la fragilita'' e la grandezza
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La figura incombente, tirannica e direi angosciante del padre traccia la narrazione del film Michael si Antoine Fuqua sulle gesta musicali e danzanti del mito del pop Michael Jackson. A otto anni Michael Jackson già mostra i segni evidenti del proprio talento e a dieci è già una star con i Jackson Five.
Il padre è un operaio in una piccola cittadina dell’Indiana e vuole riscattare la propria vita in bianco e nero sfruttando sino allo schiavismo, anche a colpi di frusta sulle gambe, le doti canore e artistiche dei propri cinque figli maschi e, primo fra tutti, il piccolo Michael.
All’ombra del padre, il giovanissimo, giovane e adulto Michael Jackson, nonostante diverrà il Numero Uno al mondo, osannato e adulato da folle svenevoli e piangenti, manterrà una inguaribile fragilità emotiva, che lo porterà ad una non accettazione del proprio viso e del proprio colore della pelle (spacciata per vitiligine), rimanendo eterno fanciullo, vicino ai bambini oncologici anche se le cronache racconteranno ben altro.
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La figura incombente, tirannica e direi angosciante del padre traccia la narrazione del film Michael si Antoine Fuqua sulle gesta musicali e danzanti del mito del pop Michael Jackson. A otto anni Michael Jackson già mostra i segni evidenti del proprio talento e a dieci è già una star con i Jackson Five.
Il padre è un operaio in una piccola cittadina dell’Indiana e vuole riscattare la propria vita in bianco e nero sfruttando sino allo schiavismo, anche a colpi di frusta sulle gambe, le doti canore e artistiche dei propri cinque figli maschi e, primo fra tutti, il piccolo Michael.
All’ombra del padre, il giovanissimo, giovane e adulto Michael Jackson, nonostante diverrà il Numero Uno al mondo, osannato e adulato da folle svenevoli e piangenti, manterrà una inguaribile fragilità emotiva, che lo porterà ad una non accettazione del proprio viso e del proprio colore della pelle (spacciata per vitiligine), rimanendo eterno fanciullo, vicino ai bambini oncologici anche se le cronache racconteranno ben altro.
Ottimamente raccontati il legame con i fratelli e la vicinanza amorevole della madre.
Il genio appare in tutta la sua magnificenza nella creazione del primo cortometraggio di lancio di un “pezzo”, da cui origina uno specifico genere di video musicale: “Thriller”.
Il nipote di Michael Jackson, Jaafar Jackson, interpreta lo zio quasi identificandosi con lui: i tipici passi di danza con i piedi che scivolano sul palco, gli acuti improvvisi, le sonorità vocali ed i brevi versi sonori che intermezzano l’esecuzione del brano, i movimenti del corpo repentini, a scatti. Voce, mimica e corpo in Michael divengono un unico scintillio artistico: la canzone non è solo voce ma anche corpo, viso, luce e occhi.
Il pubblico vede Michael Jackson non vede un attore che lo interpreta.
Il film non raggiunge le vette di “Bohemian Rhapsody” di Bryan Singer, ma è certamente godibile, sia nel contenuto e nella costruzione dei personaggi che – e non potrebbe essere altrimenti - nella musica e nel ballo.
Il finale “tronco” apre ad un sequel.
Fabrizio Giulimondi
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felicity
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sabato 13 giugno 2026
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un biopic monumentale ricostruisce la leggenda
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Michael ripercorre la vita e l’eredità artistica di Michael Jackson, seguendo la nascita di un talento destinato a modificare per sempre l’immaginario della musica popolare. Dall’infanzia a Gary, Indiana, dentro la disciplina feroce dei Jackson 5 e sotto il comando paterno di Joseph Jackson, il film accompagna il giovane Michael nel passaggio da bambino prodigio a figura sempre più autonoma, fino all’affermazione come artista solista capace di trasformare voce, danza, videoclip e performance in un linguaggio scenico totale.
Antoine Fuqua racconta il percorso di Jackson oltre il perimetro musicale, intrecciando la costruzione pubblica della leggenda con le zone più intime di un’esistenza segnata dalla solitudine, dalla pressione del successo e da un’ambizione creativa inesauribile.
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Michael ripercorre la vita e l’eredità artistica di Michael Jackson, seguendo la nascita di un talento destinato a modificare per sempre l’immaginario della musica popolare. Dall’infanzia a Gary, Indiana, dentro la disciplina feroce dei Jackson 5 e sotto il comando paterno di Joseph Jackson, il film accompagna il giovane Michael nel passaggio da bambino prodigio a figura sempre più autonoma, fino all’affermazione come artista solista capace di trasformare voce, danza, videoclip e performance in un linguaggio scenico totale.
Antoine Fuqua racconta il percorso di Jackson oltre il perimetro musicale, intrecciando la costruzione pubblica della leggenda con le zone più intime di un’esistenza segnata dalla solitudine, dalla pressione del successo e da un’ambizione creativa inesauribile.
Attraverso la ricostruzione di alcune delle esibizioni più iconiche dei primi anni della carriera solista, da Thriller a Billie Jean, il film restituisce il momento in cui Michael Jackson smette di essere soltanto un interprete straordinario e diventa un’apparizione globale, un corpo capace di ridisegnare il rapporto tra musica, immagine, danza e spettacolo.
È il racconto di una consacrazione e, insieme, della sua ombra: la storia di un artista che cerca di diventare il più grande intrattenitore del mondo portando con sé, dietro la luce accecante del mito, il bambino da cui tutto era cominciato.
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67user
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venerdì 12 giugno 2026
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fatto decisamente bene, ma incompleto
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Bel film, che racconta la storia dietro le quinte di uno dei più grandi talenti di sempre nel mondo dello spettacolo.
Magistralmente interpretato, ci racconta l'infanzia e gli esordi di questo bambino prodigio che, fin dalla tenera età, esibiva doti canore e personalità scenografica sicuramente non comuni, dagli inizia con i Jackson five (i suoi fratelli) alla sfolgorante carriera solista, con i tanti retroscena e le difficoltà che si è trovato ad affrontare per sfondare nel mondo dello spettacolo.
La trama del film si conclude però a metà: a quando fu annunciato, il famoso album "Bad"; ma la storia dell'artista non finisce certo qui: ci sono ancora tante cose da raccontare, dalle sue opere successive, tra musica e cinema, alle numerose questioni legali che si è trovato ad affrontare, fino alla tournee di commiato che non ebbe luogo per la scomparsa prematura (e mai ben chiarita) dell'artista; è verosimile che questo film sia destinato ad avere un seguito che racconti il resto della sua storia.
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Bel film, che racconta la storia dietro le quinte di uno dei più grandi talenti di sempre nel mondo dello spettacolo.
Magistralmente interpretato, ci racconta l'infanzia e gli esordi di questo bambino prodigio che, fin dalla tenera età, esibiva doti canore e personalità scenografica sicuramente non comuni, dagli inizia con i Jackson five (i suoi fratelli) alla sfolgorante carriera solista, con i tanti retroscena e le difficoltà che si è trovato ad affrontare per sfondare nel mondo dello spettacolo.
La trama del film si conclude però a metà: a quando fu annunciato, il famoso album "Bad"; ma la storia dell'artista non finisce certo qui: ci sono ancora tante cose da raccontare, dalle sue opere successive, tra musica e cinema, alle numerose questioni legali che si è trovato ad affrontare, fino alla tournee di commiato che non ebbe luogo per la scomparsa prematura (e mai ben chiarita) dell'artista; è verosimile che questo film sia destinato ad avere un seguito che racconti il resto della sua storia.
Non credo che questo film passerà alla storia come uno dei gradi capolavori di Hollywood, ma merita senz'altro di essere visto, sia dai fan che da coloro che desiderano avvicinarsi alla storia e alle opere del "Re del pop".
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nino pellino
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domenica 26 aprile 2026
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travolgente e nostalgicamente emozionante
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"Michael" del regista Antoine Fuqua è un film bellissimo e diretto in maniera eccellente. Esso racconta l'ascesa costante negli anni verso il successo planetario del re del pop nel corso di un lungo periodo temporale che va dal 1966 fino alla grande consacrazione nel 1988 in occasione del concerto di Wembley, quale data del Tour del suo album "Bad". Questo film ha avuto la capacità di entusiasmarmi e di farmi apprezzare ancora di più Michael Jackson rispetto a quando ero giovanissimo in quei lontani anni '80 nei quali chiaramente stimavo molto questo artista ma non ne ero proprio un fan incallito.
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"Michael" del regista Antoine Fuqua è un film bellissimo e diretto in maniera eccellente. Esso racconta l'ascesa costante negli anni verso il successo planetario del re del pop nel corso di un lungo periodo temporale che va dal 1966 fino alla grande consacrazione nel 1988 in occasione del concerto di Wembley, quale data del Tour del suo album "Bad". Questo film ha avuto la capacità di entusiasmarmi e di farmi apprezzare ancora di più Michael Jackson rispetto a quando ero giovanissimo in quei lontani anni '80 nei quali chiaramente stimavo molto questo artista ma non ne ero proprio un fan incallito. "Michael" mi fa insomma sentire orgoglioso e fortunato di essere appartenuto ad un'epoca generazionale in cui Michael era in giro negli Stadi di tutto il mondo e credo che sicuramente anche le nuove generazioni, che non lo hanno potuto conoscere in passato, si facciano l'idea che Michael sia stato un personaggio straordinario e unico nell'ambito della storia musicale contemporanea. Lodevoli i due attori che lo interpretano, rispettivamente Juliano Krue Valdi che recita il ruolo di Michael bambino, quando già cantava nel gruppo di famiglia, i Jackson 5 e dove già si intuivano le sue spiccate doti canore e di piccolo frontman e poi soprattutto l'attore Jafaar Jackson, nella vita reale quale figlio del fratello Jermain, che non si è limitato solo ad emulare lo zio, ma a calarsi totalmente nel personaggio fino a diventarne una vera e propria icona vivente. Sono rimasto sorpreso e sbalordito nell'assistere ai momenti del film dedicati alle sue performance sul palco, caratterizzate dalle sue movenze uniche; non ho parole, zio e nipote simili proprio come a due gocce d'acqua. Anche il suo look l'ho trovato praticamente perfetto, soprattutto per quanto concerne il periodo di "Thriller" in poi quando Michael si sottopose ad un'operazione al naso. Il film si concentra e si limita a descriverci la dimensione più solare e propositiva dell'artista tralasciando volutamente gli aspetti più bui e problematici che lo hanno accompagnato soporattutto durante i suoi ultimi anni di vita. L'unico fattore disturbante che trapela in tutto il film e che gli ha comportato spesso sofferenza psicologica è stata la presenza, sin dalla sua tenera età, di un padre opprimente, padrone e anche violento. Per fortuna il destino e le sue capacità artistiche gli hanno consentito comunque di realizzare i suoi obiettivi. La pellicola inoltre ci mostra in maniera morbida ed elegante alcuni aspetti della personalità dell'artista come il suo amore smisurato per gli animali, la sua sensibilità umana ad aiutare i bambini in difficoltà e la sua perenne voglia di rimanere adolescente. "Michael" resta pertanto un altro gran bel film dedicato ai grandi artisti musicali internazionali usciti al Cinema in questi ultimi 10 anni, mi riferisco ovviamente a quelli precedenti dedicati ai Queen, a Elton John, a Bob Dylan e ultimamente a Bruce Springsteen.
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