La scomparsa di Josef Mengele

Film 2025 | Drammatico, 135 min.

Regia di Kirill Serebrennikov. Un film Da vedere 2025 con August Diehl, Maximilian Meyer-Bretschneider, David Ruland, Friederike Becht. Cast completo Titolo internazionale: The Disappearance of Josef Mengele. Genere Drammatico, - Germania, Francia, 2025, durata 135 minuti. Uscita cinema giovedì 29 gennaio 2026 distribuito da Europictures. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica - MYmonetro 3,00 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 27 gennaio 2026

Il 'Dottor Morte' di Auschwitz riletto nella clandestinità e nel giudizio del figlio. La scomparsa di Josef Mengele è 109° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 324,00 e registrato 8.808 presenze.

Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Una biografia che scava nella personalità di Mengele non nascondendo niente della sua agghiacciante crudeltà.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 22 maggio 2025
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 22 maggio 2025

Josef Mengele, grazie a una rete di protezione, riesce a raggiungere l'America Latina passando dall'Argentina all'Uruguay e al Brasile. Mentre altri responsabili della Shoah vengono catturati (il caso più clamoroso è quello di Adolf Eichmann sequestrato dal Mossa israeliano in territorio argentino) lui riesce a nascondersi. Il figlio Rolf riesce però a raggiungerlo con il proposito di chiedergli conto di ciò che ha fatto.

Serebrennikov affronta un'altra biografia con uno stile totalmente differente da quello di Limonov.

Ci sono personaggi difficili da contenere in un film e Serebrennikov ne è perfettamente cosciente avendo affrontato, oltre al dissidente russo, la figura di Tchaikovsky visto attraverso gli occhi della consorte. In questo caso però si trattava di accostarsi ad una delle figure più inquietanti della già orribile strategia della Shoah. Sono innumerevoli gli atti di crudeltà a lui attribuiti e le aberrazioni nell'ambito della sperimentazione su esseri umani. Chi ebbe modo di conoscerlo ne descriveva la gentilezza che accompagnava la perversione alternata a scatti di rabbia incontrollabile.

È su questo doppio registro che si sviluppa la lettura del personaggio a cui August Diehl offre un'adesione che non va a ricercare tanto la somiglianza fisiognomica quanto piuttosto l'adesione cieca ad un'ideologia che impedisce qualsiasi, seppur minima, possibilità di pentimento. Il suo Mengele, pur nello scorrere degli anni, rimane identico a sé stesso nella difesa del proprio operato (di cui però non esplicita i dettagli) e ancor più nell'attacco a chi osa metterne anche solamente in dubbio la moralità. A partire dal figlio 'capellone' (che verrà adeguatamente sottoposto a rasatura) che vorrebbe sapere per cercare se sia possibile comprendere l'incomprensibile.

Serebrennikov, mentre scava nella personalità di Mengele, non nasconde tutte le connivenze che hanno permesso a questo essere di morire se non proprio nel suo letto comunque fuori da un carcere. Lo fa con un bianco e nero temporalmente dominante sulla durata complessiva del film che viene però interrotto da inserti a colori, il primo dei quali fa pensare a La zona d'interesse. Sono le riprese dell'arrivo nel campo estremamente luminose come se si trattasse della più normale e quotidiana attività di routine di militari nel corso di un'esercitazione.

Quella banalità del male (definita come tale da Hannah Arendt a proposito del processo ad Adolf Eichmann che Mengele considera un traditore che accetta di parlare dinanzi a un tribunale che non ha alcun diritto di giudicarlo) diventa qui una sequenza di cinema finto amatoriale che, al contempo, diventa documento agghiacciante e ricordo piacevole per chi di quegli orrori era uno degli artefici.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 3 febbraio 2026
fabriziog

 “La scomparsa di Josef Mengele” del regista russo Kirill Serebrennikov, tratto dall’omonimo romanzo del francese Oliver Guez, è un film in chiaro-scuro come le tinte che dominano la pellicola, con rari sprazzi a colori. Certamente Serebrennikov poteva osare di più nel far comprendere agli spettatori di quali indicibili orrori si è macchiato l’”Angelo [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
venerdì 23 gennaio 2026
Paola Casella

La scomparsa di Josef Mengele ripercorre l’ultimo periodo della vita del criminale di guerra tedesco rifugiato in Brasile, il suo rapporto con il figlio e il ricordo delle malefatte passate. Il regista russo dissidente  Kirill Serebrennikov aggiunge il ritratto di Mengele a quelli del cantante rock Viktor Coj in Leto, del compositore Tchaikovsky in La moglie di Tchaikovsky e del poeta e oppositore russo Limonov nel film omonimo in una galleria ideale di identità più o meno celebri, ma sempre a confronto con se stessi e con la Storia.

Come ha scelto il titolo del suo ultimo film?
Volevo raccontare la parabola di un uomo che per anni ha vissuto sotto copertura e sotto falso nome – anzi, sotto falsi nomi – non solo come scomparsa fisica ma anche morale e metafisica, come una sorta di implosione. Ho cercato di raccontare un’anima in putrefazione, circondata dalla solitudine e dall’assenza totale di amore, in una vita che aveva perso ogni traccia di parvenza umana.

Ad un certo punto Mengele, anche per giustificare il suo operato nei campi di concentramento, dice: “Il passato non esiste”.
Affermare che il passato non esiste è una manipolazione pericolosa della realtà, ed è la scusa per crearsi realtà su misura, con leggi ad personam. È un modo per lavarsi la coscienza e affermare che la propria valutazione di ogni situazione esterna è legittima, e legittima è qualunque nostra azione. 

Che cosa dice del passato La scomparsa di Josef Mengele rispetto al nostro presente?
Vorrei che il mio film funzionasse come una sorta di vaccino affinché il passato più terribile non si ripeta, e che fosse visto soprattutto dai più giovani che non conoscono la storia di Mengele. Le nuove generazioni vivono immerse nell’atmosfera tossica e nella bolla di propaganda che si crea sui social. È per questo che il film inizia proprio con un docente universitario che spiega ai suoi studenti chi era quel criminale di guerra.

Mengele però non è mai stato punito formalmente per i suoi crimini.
La sua impunità è al centro del mio film. Per educazione e forse per ingenuità, o anche solo per aver letto Dostoevsky, siamo convinti che ogni crimine debba trovare la sua punizione, ma questo, almeno a livello giudiziario, non sempre succede. Tuttavia quella impunità che in qualche modo logora chi sa di aver commesso un crimine.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 12 febbraio 2026
Grazia Paganelli
Duels.it

Nonostante il titolo, La scomparsa di Josef Mengele non è un film sulla sparizione dell'"angelo della morte", divenuto simbolo della crudeltà nazista. Perché Josef Mengele non scompare affatto. Semplicemente percorre strade "poco battute", protetto da un'ampia rete di complici e famigliari che lo custodiscono in Germania, quando torna dopo la guerra per brevi momenti, ma anche nel suo pellegrinaggio [...] Vai alla recensione »

NEWS
GUARDA L'INIZIO
giovedì 22 gennaio 2026
 

Il 'Dottor Morte' di Auschwitz riletto nella clandestinità e nel giudizio del figlio. Dal 29 gennaio al cinema. Guarda l'inizio »

TRAILER
lunedì 29 dicembre 2025
 

Tratto dalla storia vera del medico nazista Mengele. Da giovedì 29 gennaio al cinema. Guarda il trailer »

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