Automata

Film 2014 | Fantascienza, Thriller +13 109 min.

Regia di Gabe Ibáñez. Un film con Antonio Banderas, Dylan McDermott, Melanie Griffith, Birgitte Hjort Sørensen, Robert Forster. Cast completo Genere Fantascienza, Thriller - Spagna, Bulgaria, 2014, durata 109 minuti. Uscita cinema giovedì 26 febbraio 2015 distribuito da Eagle Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,79 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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A produrre il film Les Weldon su una sceneggiatura che il regista ha scritto a sei mani con Igor Legarreta e Javier Sánchez Donate. In Italia al Box Office Automata ha incassato 557 mila euro .

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Consigliato sì!
2,79/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,58
CONSIGLIATO SÌ
Al netto di qualche eccessiva lungaggine, il film di Ibáñez ha il coraggio di fondare (in parte) una propria mitologia.
Recensione di Gabriele Niola
mercoledì 25 febbraio 2015
Recensione di Gabriele Niola
mercoledì 25 febbraio 2015

2044, la superficie della Terra si sta desertificando in maniera innaturale e a causa dell'uomo. Vaste lande desolate e inabitabili a causa delle radiazioni prima hanno decimato gli uomini e poi li hanno costretti ad arroccarsi in megalopoli. Da tempo i robot sono una realtà quotidiana, per lo più impiegati come operai con disprezzo da parte dei padroni. Hanno due direttive inalterabili: non possono mettere a rischio nessuna forma di vita e non possono alterare se stessi in nessuna maniera.
Jacq, detective per una società di assicurazioni, entra in contatto con un robot che viola le direttive davanti a lui riparandosi, scopre così qualcuno l'aveva alterato. Non è il solo a mostrare segni di pensiero indipendente, così il detective viene assegnato all'indagine e capisce che da qualche parte esiste qualcuno che sta modificando i robot per dargli una vita migliore.
C'è principalmente Asimov nel bagaglio intellettuale di Automata e il film non fa nulla per fingere che non sia così. Le leggi che regolano il comportamento dei robot non sono esattamente quelle auree fissate dallo scrittore russo ma prendono le mosse dai medesimi princìpi per arrivare là dove solitamente ci si spinge quando si parte dal presupposto che le intelligenze artificiali non devono danneggiare l'uomo: che cosa succede se invece avessero dei motivi per farlo? Motivi simili a quelli che hanno gli uomini per danneggiare altri uomini.
È almeno da Wall-E in poi che la fantascienza ha seriamente cambiato paradigma e smesso di raccontare il trionfo dello spirito (ciò che ci rende umani, la parte più ancestrale di noi) sulla materia (ciò che abbiamo creato e che contamina le nostre vite e le società con nuove regole aberranti), per iniziare a considerare la tecnologia non una minaccia ma un'opportunità per ciò che abbiamo di più caro: l'umanità. Automata è perfettamente in linea con questo nuovo pensiero revisionista, le intelligenze artificiali non solo sono nostre amiche ma rappresentano la parte migliore di noi, sono le uniche entità in grado di esprimere ancora della sincera umanità.
Gabe Ibanez, ex esperto di effetti visivi cinematograficamente figlio di Alex de la Iglesia, esordisce con un lungometraggio che parte dai presupposti classici degli anni '80, ovvero l'incrocio del noir con la fantascienza (il protagonista è un detective di una società di assicurazioni come in La fiamma del peccato ed ha il compito di cacciare i robot come in Blade Runner) per andare a finire nei deserti causati dall'uomo, luoghi in cui la vita non è più possibile a causa delle radiazioni ma nei quali qualcun altro può prosperare. Non solo, ai principi di Asimov affianca anche le idee di Ghost in the Shell riguardo la disperata speranza di una forma di evoluzione come conseguenza della più classica delle prese di coscienza da parte degli automi, l'aspirazione delle macchine a diventare razza e migliorare con le diverse generazioni.
Non tutto purtroppo fila liscio in questo film evoluzionista (quando il pianeta cambia e sembra progressivamente non lasciare più spazio vitale per l'uomo emerge un'altra forma di vita più adatta a quegli ambienti) che sembra eccessivamente innamorato della propria filosofia e invece che lasciarla trasparire spesso preferisce metterla in bocca ai personaggi. C'è però nell'impegno di Antonio Banderas, nell'uso degli ambienti tra gli opprimenti scantinati al neon e l'eccessivamente assolato deserto, il tentativo di dare una nuova dimensione ad un genere solitamente confinato al paesaggio della metropoli. Automata, al netto di qualche eccessiva lungaggine, ha il coraggio di fondare (in parte) una propria mitologia a partire dagli spazi e andando a concludersi nelle immensità che sanno di morte per affermare che qualcun altro lì può trovare un domani migliore, guadagnarsi il diritto ad una vita e a dei sentimenti.

Sei d'accordo con Gabriele Niola?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Sulla Terra del futuro (non lontano) 2044 - desertificata dal malcomportamento degli umani - i Governi hanno creato automi - per costruire sistemi di difesa e per i lavori che gli umani non fanno più - regolati da due leggi: il robot non può danneggiare alcuna forma di vita; il robot non può modificare sé stesso. Quando però cominciano a trovarsi robot modificati, Jacq Vaucan, detective di un'assicurazione, è mandato a indagare e finisce sospettato di collaborazione dalla compagnia e malvisto dai robot. Ibáñez attinge - e lo fa bene - da Blade Runner per scene, location e atmosfera da Asimov e dai migliori classici per i contenuti filosofici. Banderas, dimagrito e pelato, regge sulle sue spalle una vicenda che parte bene, ricca di spunti visivi e narrativi (il tema dell'uomo che crea una copia di sé stesso, dell'intelligenza artificiale continua a essere fonte inesauribile per cinema e letteratura), ma si conclude frettolosamente lasciando troppo in sospeso con un finale generico.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 26 febbraio 2015
erone

 Ho letto molti commenti negativi che indicano nella lentezza del film uno dei suoi maggiori difetti. Che sia lento sono d'accordo, e non solo: è triste, desolato, fatalista, come può esserle un racconto che parte dall'antefatto che la vita sulla terra stia arrivando alla fine; inoltre, il protagonista, che è il personaggio di Banderas, è un personaggio [...] Vai alla recensione »

lunedì 2 marzo 2015
p0vr0

Forse filmisticamente parlando non è uno dei migliori film di fantascienza che abbiamo visto ma, rispetto a questi (su tutti Blade Runner), incuriosisce ed è da apprezzare l'idea e l'audacia di voler "saltare il fosso". Dove finisce Blade Runner (l'umanizzazione dell'androide) inizia Automata che riserva ai robot il compito di sostituire l'uomo nell'evoluzi [...] Vai alla recensione »

domenica 21 dicembre 2014
gianleo67

Agente assicurativo al soldo di una compagnia produttrice di robot al servizio di un'umanità rintanata nei malsani agglomerati urbani dopo una catastrofe post-apocalittica causata da violente esplosioni solari che hanno reso inabitabile il pianeta e decimato la popolazione mondiale, deve indagare sullo strano caso di un automa che,contravvenendo al rigido di protocollo di sicurezza integrato [...] Vai alla recensione »

martedì 25 agosto 2015
Elamilmago

Ambientato in un futuro in cui la razza umana si è quasi estinta, Automata per certe inquadrature iniziali strizza troppo l'occhio ad un bladerunner low cost, anche se quasi subito se ne discosta. Automata è un film di fantascienza sull'intelligenza artificiale applicata agli androidi che possiede delle idee, alcune già sfruttate, altre no.

lunedì 24 agosto 2015
Alexander 1986

  2044. Una progressiva impennata delle radiazioni solari ha desertificato la Terra e sterminato la specie umana, rimasta superstite in 21 milioni di anime arroccate in degradate megalopoli. Ad alleviare la condizione della nostra specie sono dei robottoni programmati come manodopera a costo zero, in mancanza di operai cinesi. Proprio come gli odierni schiavi del lavoro, questi poveracci sono [...] Vai alla recensione »

sabato 23 aprile 2016
Eleonora Panzeri

Realizzare un bel film di fantascienza non è semplice, serve fantasia, creatività e l’incredibile capacità di inventarsi qualcosa di unico ed originale. Gabe Ibáñez non riesce assolutamente a fare nulla di quanto servirebbe per rendere questo film memorabile, particolare o addirittura passabile. L’idea che l’umanità si impegni per auto-distruggersi [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 marzo 2015
Mabster

Premessa: forse ci si è abituati troppo ad una certa "velocità" nei film, forse descrivere l'istante in cui avviene la scoperta e il confronto tra una forma di vita intelligente consapevole della sua estinzione e una nuova forma di vita non biologica è considerato, in ogni caso, progetto troppo ambizioso indipedentemente dal risultato, forse la coproduzione canadese/bulgaro/ispanica non è efficace [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 marzo 2015
sev7en

In un futuro apocalittico, in cui sono i robot a svolgere gran parte delle mansioni prima delegate all’uomo, l’agente assicurativo Jacq Vaucan si trova ad indagare su alcuni robot “difettosi” scoprendo che l’anomalia e’ ben piu’ di un bug di programmazione... Ci sono nella storia del cinema film definiti “mostri sacri”, opere che nell’immagi [...] Vai alla recensione »

domenica 1 marzo 2015
Barracuda Argento

Quel momento in cui vedi la recensione di no_data e pensi che si tratti del solito guastafeste... Poi vai al cinema, vedi che sono disponibili solo più 12 posti e allora ti convinci che si tratterà davvero di un buon film, magari non si rivelerà un capolavoro, ma sicuramente un'opera degna di questo nome. Il film inizia abbastanza bene, con 10 minuti di buon intrattenimento. Dopo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 marzo 2016
Barolo

Niente male questo film di fantascienza, sulle orme di Asimov,esplora in maniera interessante il rapporto tra robot e uomo andando anche oltre, ipotizzando una teoria dell'evoluzione assolutamente originale.Ottima l'ambientazione in un deserto, arido di umanità e di vita,Banderas finalmente in un ruolo dignitoso, che non parla con le galline(vedi ultimi spot pubblicitari).

venerdì 21 agosto 2015
frankieiron

visione particolare delle leggi fondamentali della robotica da parte di economie con pochi scrupoli. un po superficiale ma godibile

martedì 28 luglio 2015
Kyotrix

Se vi piace il genere ( fantascienza, leggi robotica, futuro post apocalittico, IA che si evolvono )  potrebbe piacervi. Ritmo lento, a me non ha dato fastidio, dura il giusto.

domenica 15 marzo 2015
davidino.k.b.

il grande ritorno di Banderas. Poteva anche rimanere nella casetta del mulino bianco. Film brutto, noisoso, falsa riga di io robot

sabato 8 agosto 2015
deadman

bel film, se non ci fosse stato un blade runner ne sarebbe stato il fratello gemello. non facile da seguire ma è quello che cerco da un film che mi tenga sveglio il cervello con le immagini e la trama e non con esplosioni continue ammazzatimpani, per quelle c'è solo l'imbarazzo della scelta basta andare in una qualsiasi multisala, purtroppo

sabato 28 febbraio 2015
emasbt

Non mi è piaciuto affatto. Lento, assurdo, ridicolo e spesso patetico. Ma come fa la critica a dargli tre stelle?

martedì 24 marzo 2015
kondor17

Un buon incipit non basta. Ci vuole ritmo, ci vuole la storia, ci vogliono attori e credibilità. Banderas in una delle sue peggiori interpretazioni, la Griffith irriconoscibile, i cattivi ridicoli... si salvano solo a malapena i robot e l'ambientazione. Per il resto trash. Tempo e soldi risparmiati, se non lo guardate. Mi tenevo sveglio a sberle, per arrivare alla fine.

domenica 8 marzo 2015
william

A me il film è piaciuto e ho apprezzato il contenuto; inizialmente mi sembrava simile a "Io-robot", invece ho notato quanto il regista abbia voluto curare più l'aspetto emotivo che quello di azione. Ovviamente ricorda molti altri film del genere, ma perché anche questi ultimi hanno preso spunto dal grande Asimov. Lo consiglio e non mi è sembrato lento come altri utenti hanno scritto; ho seguito con [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Quante volte lo abbiamo sentito ripetere? Nel 2044 le tempeste solari hanno devastato la Terra, trasformandola in deserto e riducendo in modo drastico il genere umano. Ad assistere quel che ne resta ci sono i robot, programmati secondo auree regole asimoviane con protocolli di sicurezza perché non possano far danno a nessuna forma di vita, né modificare se stessi.

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Scombinato giallo fantascientifico spagnolo, ambientato nella solita Terra futuribile (ma il 2044 è troppo vicino). Un agente delle assicurazioni tenta di scoprire perché due androidi siano andati in tilt. C'è un misterioso Orologiaio e un altrettanto oscuro Secondo protocollo. Insomma non si capisce niente. Antonio Banderas dal testone pelato sgrana di continuo gli occhi.

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