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Denis Villeneuve

Denis Villeneuve è un regista, produttore, sceneggiatore, è nato il 3 ottobre 1967 a Trois-Rivières (Canada).
Nel 2021 ha ricevuto il premio come miglior regia al Toronto per il film Dune. Denis Villeneuve ha oggi 54 anni ed è del segno zodiacale Bilancia.

Just light

A cura di Fabio Secchi Frau

Regista e sceneggiatore canadese, conosciuto in patria per pellicole come Maelström (2000), Polytechnique (2009) e La donna che canta (2010), ha avuto una meritata carriera hollywoodiana, ibridando il thriller con molti altri generi e realizzando così titoli come: Prisoners (2013), Enemy (2013), Sicario (2015) e Arrival (2016). Non c'è cosa peggiore della superficialità e della banalità. E di questo, Villeneuve è convinto. "Il cinema è una forma d'arte che è stata progettata per andare oltre i confini. E come regista, l'unico modo in cui posso dirigere un film è quando mi sento vicino alla mia cultura. [...] Il cinema è pop art. Non è che si tratta di cinema d'autore o no, questa è una falsa distinzione. Il cinema è cinema", così ha detto in numerose interviste nelle quali giustifica la poca timidezza delle sue inquadrature e delle sue storie, il sovrappeso della violenza, la delusione che i suoi personaggi lasciano nello spettatore, ma soprattutto un brillante modo di concepire la scena che, credeteci, non si riesce a dimenticare tanto facilmente...

Studi
Denis Villeneuve nasce a Trois-Rivières, in Québec, il 3 ottobre 1967. Fratello dello sceneggiatore e regista Martin Villeneuve, studia al Séminaire Saint-Joseph negli anni liceali, mentre da universitario preferirà studiare scienze naturale al Cégep e cinema all'Université du Québec di Montreal.

I primi lavori
Fra il 1990 e il 1991, vince il Course Europe-Asia, grazie ai suoi audaci reportages. Reportages che poi vengono acquistati da Radio-Canada e diffusi in tutta la nazione, facendogli guadagnare i finanziamenti dell'Office national du film du Canada (ONF) per la realizzazione di un film. La sua prima fatica cinematografica sarà il mediometraggio di genere documentaristico REW FFWD, incentrato su un tema imposto dall'Agence canadienne de développement international: il multiculturalismo. Partendo dalla Giamaica, Villeneuve racconta la storia di un fotografo che rimane con l'auto in panne in un ghetto reputato pericoloso. A seguire, nel 1996, scrive e dirige uno degli episodi del film collettivo (con lui ci sono anche André Turpin, Arto Paragamian, Marie-Julie Dallaire, Manon Briand, Jennifer Alleyn) Cosmos, selezionato al Festival di Cannes del 1997, nella sezione Quinzaine des réalisateurs e che riceve il Prix International des cinémas d'art et d'essai.

Il debutto di successo
Per il suo primo lungometraggio, dovremo aspettare il 1998, quando dopo aver firmato la sceneggiatura di Un 32 août sur terre, decide di dirigerlo e di presentarlo in ben trentacinque festival internazionali. Il film si fa notare a Cannes e a Toronto ed è così apprezzato dai critici che verrà scelto per rappresentare il Canada agli Oscar del 1999, nella categoria Miglior film straniero.

Gli altri film canadesi
Ancora più conosciuto sarà il drammatico Maelström (2000), selezionato da una quarantina di festival, fra i quali il Sundance e il Festival Internazionale dei film di Toronto. Il film raccoglie più venticinque premi in tutto il mondo, rappresentando ancora una volta il Canada agli Oscar del 2001. Inaspettatamente, torna ai cortometraggi con Next Floor, anche questo presentato a Cannes nel maggio del 2008 e vincitore del Grand Prix Canal+, salvo poi distribuire anche un nuovo lungometraggio, Polytechnique, che ripercorre i tragici avvenimenti accaduti a Montréal il 6 dicembre 1989, quando un giovane misogino ha seminato morte e terrore tra gli studenti dell'Istituto Politecnico, uccidendo alcune ragazze a colpi di fucile. La critica italiana lo stronca come noioso.

Il successo de La donna che canta
Villeneuve si ripresenterà poi nel 2011 con l'ammirevole e drammatico La donna che canta, adattamento cinematografico del testo teatrale di grande successo firmato da Wajdi Mouawad. Presentato alla Mostra di Venezia e poi successivamente nominato all'Oscar nella categoria miglior film straniero, è un film che appassiona gli Stati Uniti e che induce Hollywood a volere Villeneuve nelle sue file. Con La donna che canta si sancisce definitivamente la svolta di questo giovane regista che riesce a raccontare perfettamente un Medio Oriente attraverso un gorgo di rivelazioni familiari che si rivelerà essere non solo fonte di violenza e orrore, ma anche di rinnovato perdono e speranza. Il mondo ha gli occhi puntati su questo autore che li ha lasciati senza fiato. Se ne scopre l'insostenibile straordinarietà, l'uso lapidario della macchina da presa per scene esteticamente di qualità, ma molto dure, dove non si risparmia nulla.

I film americani
Il passaggio americano verrà confermato nel 2013 con il thriller psicologico Prisoners e con Enemy, entrambi con Jake Gyllenhaal. Il primo è ricco di tensione, introspezione, realismo, esasperazione visiva e paranoia narrativa. Un fascinoso filmone alla Fincher di intensa portata, dove buoni e cattivi non sono poi così dissimili fra di loro, perché (e questo è il messaggio del film) ognuno di loro è in preda a pulsioni oscure ed è quindi un pregevole e cupo prigioniero di paure, senso di giustizia, vendetta. Il secondo, tratto dal romanzo "L'uomo duplicato" di José Saramago, è invece surreale e ha una sua tensione, seppur molto minore rispetto al precedente. Nel 2015, ci riproverà con Sicario, che riunisce Emily Blunt, Josh Brolin e Benicio del Toro in un thriller definito "ad alta gradazione stilistica" impolverato di narcotraffico messicano. Qui, il maggior pregio di Villeneuve è di rinnovare esteticamente, grazie al suo direttore della fotografia Roger Deakins, scene tipiche e abusate degli action movies. Ogni inquadratura acquista un proprio inquietante significato metaforico e convulso. Infine, nel 2016, esce l'adattamento del romanzo di fantascienza di Ted Chiang Arrival, con Amy Adams e Jeremy Renner. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia dello stesso anno e candidato a 8 premi Oscar, il film ha come profondissimo messaggio il fatto che la lingua che parliamo può cambiare la nostra percezione della realtà. Da qui, si dipana un thriller sugli incontri del terzo tipo dove la psicologia, la comunicazione e la conoscenza vengono coperte di suspense. Ancora una volta, l'uso eclettico della macchina da presa ha del virtuoso. E Hollywood per "premiarlo", gli affida il sequel di Blade Runner con Ryan Gosling e Harrison Ford.
Nel 2021 sarà dietro la macchina da presa per il film Dune.

Ultimi film

Fantascienza, (USA - 2016), 116 min.
Thriller, Drammatico - (USA - 2015), 121 min.
Drammatico, (USA - 2013), 153 min.
Thriller, (Canada, Spagna - 2013), 90 min.
Drammatico, (Canada - 2010), 130 min.

Focus

INCONTRI
mercoledì 20 settembre 2017
Andrea Fornasiero

Dopo la proiezione di alcune scene in anteprima di Blade Runner 2049, di cui però ci è tassativamente proibito parlare, Denis Villeneuve e l'attrice Sylvia Hoeks, che nel film interpreta Luv, hanno concesso un generoso incontro alla stampa romana. Si è partiti da un riepilogo di alcuni assunti già del film precedente, come il ruolo dei replicanti: «Sono esseri sintetici, sviluppati dalla bio-ingegneria per essere schiavi, pensati per sfruttare le risorse di altri pianeti, al di fuori del sistema solare, e renderli abitabili per gli esseri umani», ha detto il regista, «Inizialmente erano vietati per legge e soprattutto era vietato che si aggirassero non registrati sulla Terra, per questo ci sono poliziotti speciali, chiamati Blade Runner, il cui compito è scovarli e "ritirarli"»

FOCUS
giovedì 19 gennaio 2017
Andreina Di Sanzo

Denis Villeneuve ci riporta al cinema in un viaggio celestiale e drammatico avvicinandosi per la prima volta alla fantascienza (mentre si attende impazienti il suo Blade Runner 2049) con Arrival, il film presentato alla 73. Mostra del Cinema di Venezia. Quante volte il cinema ha tentato di esplorare l'universo e i suoi quesiti più profondi, cercando afflati e risposte in galassie o pianeti proibiti, attraverso cunicoli spazio-temporali, da soli persi nello spazio profondo o rivolgendosi a imperscrutabili oceani dalla natura ignota

INCONTRI
mercoledì 6 novembre 2013
Gabriele Niola

Denis Villeneuve è (assieme a Xavier Dolan) la novità più esaltante del cinema canadese, o per la precisione franco-canadese, esploso anche da noi con La donna che canta, con con il suo ultimo film, Prisoners, è sbarcato in America. Il thriller con Jake Gyllenhaal e Hugh Jackman, in uscita nelle nostre sale il 7 Novembre, mette di nuovo in risalto le doti di questo cineasta dimesso e capace di disseminare i suoi racconti di un'incertezza e una sottile inquietudine che in questa storia di bambini perduti, poliziotti afflitti e genitori giustizieri, esplode definitivamente

News

Denis Villeneuve e Sylvia Hoeks raccontano il film e rispondono sulla possibilità di altri sequel. Dal 5 ottobre al cinema.
L'attesissimo sequel di Blade Runner di Ridley Scott arriva al cinema il prossimo 5 ottobre.
Oggi in concorso Youth di Sorrentino e Jia Zhang-Ke.
Intervista al regista di Prisoners.
Il film è stato scelto come rappresentante del Canada agli Oscar 2011.
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