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La donna che canta |
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Un film di Denis Villeneuve.
Con Lubna Azabal, Mélissa Désormeaux-Poulin, Maxim Gaudette, Remy Girard, Abdelghafour Elaaziz.
continua»
Titolo originale Incendies.
Drammatico,
durata 130 min.
- Canada 2010.
- Lucky Red
uscita venerdì 21 gennaio 2011.
MYMONETRO
La donna che canta
valutazione media:
3,41
su
48
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Commovente storia di due giovani verso l'epicentro dell'odio, dell'amore duraturo e delle guerre senza fine.
![]() Un'epopea costruita sulla rigida struttura di un teorema matematico |
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Edoardo Becattini
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In seguito alla morte della madre Nawal, due gemelli, Jeanne e Simon, scoprono alla lettura del testamento di avere un fratello e un padre ignoti a Beirut. Dei due, solo Jeanne decide di relazionarsi alla scoperta e di partire per Deressa (o Daresh), dove la madre compì i suoi studi universitari. Le ricerche della figlia procedono di pari passo con uno sguardo al tragico percorso giovanile della madre, entrambi diretti verso la verità sui parenti scomparsi.
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premi nomination |
Premio Oscar 0 1 |
David di Donatello 0 1 |
Cesar 0 1 |
BAFTA 0 1 |
È un film bellissimo, andatelo a vedere
domenica 23 gennaio 2011
di castoro
ho rischiato di non andare a vedere il film a causa della recensione di Becattini; anche perchè di solito ritengo piuttosto affidabili le recensioni di MYmovie; l'indicazione va assolutamente modificata, e alla svelta; non è un film di cassetta, nè un film divertente"; non è un film di svago, sconsigliato quindi se si è dell'umore per una serata di cabaret; ma corre per due ore, senza arresti di intensità e di emozione, nel va continua » |
Un melodramma mediorientale in salsa canadese
martedì 25 gennaio 2011
di Domenico A
Abbiamo visto “ La donna che canta “ ( Incendies ) regia di Denis Villeneuve. Dobbiamo fare una premessa storica, il Libano è stato un Paese ‘ felice ‘ fino alla fine degli Anni Sessanta ( fatta eccezione per una breve guerra civile nel 1958 tra Cristiano Maroniti e Arabi mussulmani ). Il Libano era un Paese ospitale e cosmopolita, liberale e ‘ laico ‘ e accettò centinaia di migliaia di profughi che scappavano da Israele e la Palestina, quindi sia continua » |
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Bellissimo
sabato 29 gennaio 2011
di bandy
Una trama originale, al momento il film può sembrare un po lento, ma in seguito è molto coinvolgente.Una storia molto bella un film drammatico e crudo,rasenta il trhiller...da vedere... Però siamo alle solite: pubblicità zero,e pessima distribuzione.Solo in poche città nei cinema d'essai... Ho scoperto questo film grazie a internet nei soliti siti specializzati (come mymovies) altrimenti non l'avrei mai conosciuto... E 'sempre continua » |
Da non perdere!
domenica 23 gennaio 2011
di Enrique
Non occorrono molte parole per descrivere questo film. Ti lascia "quel qualcosa" nel cuore e nella testa. continua » |
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| una figlia al padre | |
| le idee di rivolta vivono finche' c'e' qualcuno che lotta per loro | |
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| Simon | |
| "Uno più uno fa due, non può fare uno. Jeanne, uno più uno può fare uno?" | |
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| Nawal Marwan | |
| Insegnare al nemico cosa ho imparato dalla vita. | |
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Altre frasi celebri del film La donna che canta
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DVD | La donna che cantaUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 8 giugno 2011
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GALLERY | Il film è stato scelto come rappresentante del Canada agli Oscar 2011.La fotogallery del film
mercoledì 19 gennaio 2011 - Marlen Vazzoler
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Libano, la guerra spiegata ai miei figli
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Il primo film rivelazione dell’anno viene dal Canada, è ambientato (senza nominarlo) nel Libano degli ultimi trent’anni ed era a Venezia alle Giornate degli Autori. In italiano si chiama La donna che canta, ma in originale è Incendies, come l’incandescente pièce di Wajdi Mouawad da cui è tratto, vista di recente al Festival Roma Europa: uno di quei lavori che mettono una gran voglia di conoscere meglio l’autore, regista, attore e drammaturgo nato in Libano nel 1968 ma cresciuto in Canada, dove è considerato una delle glorie del teatro contemporaneo. » |
I segreti di mamma nel Libano in guerra
di Paolo D'Agostini La Repubblica
È un film che impegna lo spettatore La donna che canta, che esige uno spettatore attivo e partecipe. Quello che vuole orientarsi rispetto allo sfondo storico-politico evocato, e poco spiegato, che è molto complesso. Ma anche quello che voglia solo seguire la dimensione umana del racconto, che è difficile da digerire per le sue dolorose implicazioni. E' un connotato positivo. Il rigetto della facilità e della semplificazione. Le cose belle vanno conquistate e anche un po' sofferte. In cambio di emozioni potenti, che La donna che canta del canadese Denis Villeneuve, in corsa per il prossimo Oscar al miglior film "straniero", senza dubbio offre. » |
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Tragica lirica di guerra
di Roberta Ronconi Liberazione
Ogni anno cinematografico ha il suo miracolo. Il 2010 è stato l'anno di Incendies che al Festival di Venezia ha illuminato gli spiriti dei fortunati che lo hanno beccato alle Giornate degli Autori più di qualsiasi altro titolo. Come un incendio, sin dalle prime inquadrature avvampa sullo schermo la storia (mitologica, lirica) di Nawal Mawal (magnifica Lubna Azabal) già morta all'inizio del film, voce narrante attraverso il testamento che lascia ai suoi figli. Oltre al testamento, l'avvocato consegna agli eredi due lettere che svelano l'iceberg della vita di Nawal, di cui i ragazzi non hanno mai saputo nulla, o quasi. » |
Libano sofferente in un potente thriller
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Adattamento di un testo teatrale, a dimostrazione di due sistemi espressivi legati da sempre e per sempre, il film di Villeneuve è un potente thriller melodramma basato sulla sofferenza del Libano, sul razzismo, sugli intrighi di una famiglia. Che percorre la tragedia greco-medio orientale al cui centro due figli scoprono nel testamento della madre segreti da risolvere e rimuovere. Un intreccio prepotente di pubblico e privato, con ampie digressioni narrative. Voto 7 Da Il Corriere della Sera, » |
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