La donna che canta

Film 2010 | Drammatico 130 min.

Titolo originaleIncendies
Anno2010
GenereDrammatico
ProduzioneCanada
Durata130 minuti
Regia diDenis Villeneuve
AttoriMohamed Majd, Lubna Azabal, Remy Girard, Allen Altman, Yousef Shweihat Anthony Ecclissi, Karim Babin, Bader Alami, Baya Belal, Nabil Sawalha, Mélissa Désormeaux-Poulin, Maxim Gaudette, Abdelghafour Elaaziz.
Uscitavenerdì 21 gennaio 2011
TagDa vedere 2010
DistribuzioneLucky Red
MYmonetro 3,35 su 70 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Denis Villeneuve. Un film Da vedere 2010 con Mohamed Majd, Lubna Azabal, Remy Girard, Allen Altman, Yousef Shweihat. Cast completo Titolo originale: Incendies. Genere Drammatico - Canada, 2010, durata 130 minuti. Uscita cinema venerdì 21 gennaio 2011 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 3,35 su 70 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Commovente storia di due giovani verso l'epicentro dell'odio, dell'amore duraturo e delle guerre senza fine. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, 1 candidatura a BAFTA, 1 candidatura a Cesar, In Italia al Box Office La donna che canta ha incassato 490 mila euro .

La donna che canta è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,35/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,67
PUBBLICO 3,54
CONSIGLIATO SÌ
Un'epopea costruita sulla rigida struttura di un teorema matematico.
Recensione di Edoardo Becattini
venerdì 3 settembre 2010
Recensione di Edoardo Becattini
venerdì 3 settembre 2010

In seguito alla morte della madre Nawal, due gemelli, Jeanne e Simon, scoprono alla lettura del testamento di avere un fratello e un padre ignoti a Beirut. Dei due, solo Jeanne decide di relazionarsi alla scoperta e di partire per Deressa (o Daresh), dove la madre compì i suoi studi universitari. Le ricerche della figlia procedono di pari passo con uno sguardo al tragico percorso giovanile della madre, entrambi diretti verso la verità sui parenti scomparsi.
Al quarto lungometraggio, Denis Villeneuve dimostra di essere un regista con due ossessioni: la matematica e le tragedie contemporanee. Dopo averle incrociate in un racconto su una strage compiuta nel 1989 al Politecnico di Montréal (Polytechnique), adatta una pièce teatrale sul dramma di una donna palestinese in un teorema filmico. La donna che canta è un film costruito come una formula e la prima inquadratura è la sua equazione: la prima immagine mostra infatti una finestra affacciata su una piantagione di ulivi, passando poi lentamente verso l'interno di una stanza dove un ragazzino rasato da dei miliziani palestinesi guarda verso di noi.
Dentro quello sguardo in macchina pieno di rabbia e innocenza si situa l'avvio e la soluzione dell'intricata epopea di due gemelli canadesi alla ricerca della verità sulle loro radici. Le indagini scorrono parallele al percorso travagliato che porta la madre cristiana a diventare una dissidente politica, subire reiterate violenze e poi fuggire in Quebec. Villeneuve mette in scena due personaggi dall'identica incognita (l'enigma sui parenti dei due gemelli) e ne segue, passaggio dopo passaggio, la soluzione del problema e la rivelazione dell'enigma, aprendo uno sguardo storico sul sanguinoso percorso di costruzione di un'identità palestinese. Le indagini di Jeanne e la vita della "madre coraggio" Niwal rappresentano infatti dimostrazione e corollario dello stesso enunciato: due percorsi che non solo arrivano alla medesima verità, ma anche a raccontare, in sostanza, la stessa storia due volte. Ma la ridondanza non fa paura a Villeneuve. Sa che la matematica crea solo certezze e perciò evita ogni di lasciare ogni possibile dubbio, costruendo la tensione ricorrendo a una logica talmente ferrea da pensare di poter rendere credibili anche le espressioni numeriche più paradossali (1+1=1).
Le ambizioni di La donna che canta sono quindi molto alte: cercare di raccontare un pezzo della sanguinosa storia recente della Palestina attraverso una drammaturgia di ampio respiro, tragica e complessa come un romanzo d'appendice. Ma le vicende della storia e della politica contemporanea, così ispide e indecifrabili, non si adattano bene alla liscia perfezione delle funzioni matematiche.

Sei d'accordo con Edoardo Becattini?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Alla lettura del testamento della madre, i gemelli Jeanne e Simon scoprono di avere un fratello di cui ignoravano l'esistenza e un padre che credevano morto. Decisa a ritrovarli entrambi e a dare finalmente una spiegazione ai silenzi delle ultime settimane di vita di sua madre, Jeanne decide di partire dal Canada dove è cresciuta per il Medio Oriente, contro il parere di Simon, che ancora non riesce a perdonare la durezza e la mancanza di affettività della madre. Il viaggio di Jeanne, raggiunta in un secondo tempo dal fratello, sarà doloroso e scioccante. Tratto dall'omonima pièce di Wajdi Mouawad, è un film teso e potente come una tragedia greca trasposta nella drammatica situazione del Libano moderno, quello degli anni della guerra civile tra cristiani maroniti e arabi musulmani. Ottimi interpreti dai volti intensi, ben diretti da un Villeneuve che sa quel che fa.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 23 gennaio 2011
castoro

ho rischiato di non andare a vedere il film a causa della recensione di Becattini; anche perchè  di solito ritengo piuttosto affidabili le recensioni di MYmovie; l'indicazione va assolutamente modificata, e alla svelta; non è un film di cassetta, nè un film divertente"; non è un film di svago, sconsigliato quindi se si è dell'umore per una [...] Vai alla recensione »

martedì 25 gennaio 2011
Domenico A

Abbiamo visto “ La donna che canta “ ( Incendies ) regia di Denis Villeneuve. Dobbiamo fare una premessa storica, il Libano è stato un Paese ‘ felice ‘ fino alla fine degli Anni Sessanta ( fatta eccezione per una breve guerra civile nel 1958 tra Cristiano Maroniti e Arabi mussulmani ). Il Libano era un Paese ospitale e cosmopolita, liberale e ‘ laico ‘ e [...] Vai alla recensione »

sabato 29 gennaio 2011
Bandy

Una trama originale, al momento il film  può sembrare un po lento, ma in seguito è molto coinvolgente.Una storia molto bella un film drammatico e crudo,rasenta il trhiller...da vedere... Però siamo alle solite:  pubblicità zero,e pessima distribuzione.Solo in poche città nei cinema d'essai... Ho scoperto questo film grazie a internet nei soliti [...] Vai alla recensione »

domenica 23 gennaio 2011
Enrique

Non occorrono molte parole per descrivere questo film. Ti lascia "quel qualcosa" nel cuore e nella testa.

lunedì 24 gennaio 2011
Enrique

Questo film non ha bisogno dii tante presentazioni, è solo da vedere. Ti entra nel cuore e nella testa e non ti lascia più!

mercoledì 26 gennaio 2011
Toro Sgualcito

Il film è tratto dal testo teatrale Incendies del 2003 di Wajdi Mouawad, canadese nato in Libano. Il regista Denis Villeneuve, anche lui canadese, ne ha fatto un film che in Italia viene distribuito col titolo La donna che canta. E' un ottimo lavoro. Un soggetto difficile ma realizzato con coraggio e qualità. Non importa se gli eventi storici rimangono un po’ difficili da seguire (lo sono anche nella [...] Vai alla recensione »

martedì 1 febbraio 2011
renato volpone

Volutamente crudele, come la guerra, come le torture, come la morte di bambini innocenti... e il canto sovrasta ogni cosa, per non sentire, per non morire, quel canto che si ribella, sfrontato agli aguzzini. Ma ci sono dolori più grandi, inconcepibili, crudeli giochi del destino, che fanno morire. La musica e il silenzio, le città affollate e i villaggi fantasma, la pace della campagna e gli spari [...] Vai alla recensione »

domenica 13 febbraio 2011
nonnodanko

distribuzione pessima... recensioni non sempre all'altezza... risultato? una bellissima pellicola visionata da una ristretta percentuale di persone informate con il solito tam tam. ho visto il film in seconda fila e di traverso; la sala era già esaurita un'ora prima dell'inizio dello spettacolo delle 19.30!!!! bene anzi male nonostante ciò i miei sentimenti si sono risvegliati [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 febbraio 2011
patpat

e' assolutamente da vedere, film di rara bellezza, struggente, ti penetra nel cuore, ti induce a serie riflessioni. Girato benissimo, panorami mozzafiato, situazioni non facilmente immaginabili. Conosco abbastanza bene il Paese e so che quanto raccontato non sempre è solo frutto di fantasia. Purtroppo. Andate a vederlo, portate i vostri amici, i vostri figli, perchè tutti devono conoscere le atrocità [...] Vai alla recensione »

domenica 30 gennaio 2011
chinoè

Il film di Villeneuve è uno spettacolo di ottima fattura, riesce progressivamente a coinvolgere lo spettatore con una sceneggiatura asciutta e incalzante e con una fotografia curata e spesso molto bella. La vicenda si offre a piani di lettura diversi e complementari: come racconto del conflitto libano-israeliano negli anni 80 del secolo scorso, ma ancor di piú come la ricostruzione della dolorosa esistenza [...] Vai alla recensione »

domenica 23 gennaio 2011
algernon

una terribile ricerca della verità per i due gemelli Jeanne e Simon, dal Canada al Libano per scoprire il drammatico passato della madre Nawal, fra guerra civile, prigione, tortura. Un film intenso e terribile, con una bellissima interpretazione di Lubna Azabal (Nawal) e la rassicurante presenza di Remy Girard (il notaio Lebel), bravo attore franco-canadese già ammirato nei bei film di Denys Arcand [...] Vai alla recensione »

sabato 12 febbraio 2011
vallypally

E' un film capace di trattare temi crudi e forti con una sensibilità e delicatezza affascinanti... Lo spettatore entra subito in un'atmosfera di tesa curiosità con continui colpi di scena e capovolgimenti inaspettati. Il tema è quello dell'Amore, nelle sue sfaccettature più intime e significative, ma anche quello della Guerra, nell'espressione dell'odio cieco che solo la lotta fratricida può narrare. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 maggio 2011
gabriella

130 minuti ben spesi per la visione di questo film fortemente drammatico e scioccante nella sua crudezza.Stupendi attori,specie la belga di origini magrebine Lubna Azabal,perfetta nei tratti del volto per questa parte.Capelli corvini,sopracciglia folte,occhi scuri,naso irregolare,sguardo indurito dagli orrori della vita.Come sfondo la guerra in Libano dal 1975 al 1990.

sabato 12 febbraio 2011
solon

Condivido il disappunto di castoro per la critica di Beccantini che, a mio personalissimo parere, sembrerebbe essersi fermato alla superficie del racconto rilevandone le effettive macchinosità senza coglierne l'impatto e il coinvolgimento emotivo che viene dal mix di immagini, suoni, sapiente gestione del montaggio e eloquenza del colore.

martedì 3 aprile 2018
daniela

Sceneggiatura perfetta, funziona come un orologio. Attrici favolose, regista bravissimo, cast perfetto. Il film bellissimo, coinvolgente, ti tiene incollato allo schermo lasciandoti senza fiato, annichilito dalla forza inesorabile della Storia che incrocia le vite di  donne e uomini, e le segna inesorabilmente, senza possibilita' di scampo.

venerdì 2 dicembre 2011
Omero Sala

In un paese ricco, il Canada, che non ha conosciuto guerre, vive una famiglia borghese, benestante e serena di origini libanesi: Nawal, la madre, è segretaria presso un affabile notaio, i figli gemelli, Jeanne e Simon, sono perfettamente integrati nel milieu del paese nordamericano. In un trenquillo pomeriggio d’estate, in una piscina affollata, la madre ha un improvviso malore: seduta sul lettino [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 giugno 2012
francesca meneghetti

 Nel 2010 il film di maggior successo in Italia ha incassato oltre 30 milioni di euro (Alice in wonderland). Il film  La donna che canta (titolo originale Incendies, candidato all’Oscar come miglio film straniero, è arrivato a 490.000 euro. Inesorabilmente battuto al botteghino, al pari di molti altri prodotti “impegnati”, merita però di essere visto.

lunedì 13 giugno 2011
astromelia

..questo mi chiedo se da qualche parte questa donna è veramente esistita e con questo pensiero ritengo il film uno dei più belli sentiti toccanti.....una pellicola che rimane viva,  il giorno dopo averlo visto riandavo alle scene e alla storia, agghiacciante altro non aggiungo, concordo con i commenti lasciato nel forum perfettamente esaustivi,bravi attori e regista.....

mercoledì 1 ottobre 2014
darkglobe

È all’omonima opera teatrale del 2003, scritta dall’icona Wajdi Mouawad, libanese emigrato a 10 anni in Bretagna e di seguito in Canada, dove si è diplomato presso la Scuola nazionale di teatro, che fa riferimento questo inquietante film sul dolore e le crudeltà umane. Presentato nel 2010 al Festival del Cinema di Venezia (Menzione 27 volte cinema), premio come miglior [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 maggio 2011
Nalipa

greca. Film da un'adattamento della pièce del canadese Wajdi Mouawad, racconta guerra, terrorismo e genocidio in un crescendo di colpi di scena come in un thriller. Quando il notaio Lebel legge a Jeanne e Simon il testamento dlela madre Nawal , i gemelli restano stupiti e scioccati davanti alle due buste lasciategli, una destinata al padre che credevano morto e l'altra a un [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 marzo 2011
angelo umana

Le parole sono di troppo davanti agli orrori di qualsiasi guerra. Una madre, Nawal, di origini palestinesi, muore in Canada e i due figli Jeanne e Simon apprendono dal testamento letto dal notaio - presso cui Nawal aveva lavorato tanti anni taciturna  e schiva - le sue ultime volontà, cioé che essi vadano a cercare in Palestina il loro padre e il loro fratello, di cui non [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 febbraio 2011
gianmarco.diroma

Nel mondo della matematica pura, lì dove l'intuizione di una donna può veramente essere una guida, lì dove i frutti di una guerra diventano i frutti di uno stupro, lì dove la morte lascia il posto ad un passato tutto da riscoprire, lì dove essere fratelli significa anche essere padri, lì dove essere madri significa anche essere assassine, lì dove [...] Vai alla recensione »

martedì 14 aprile 2015
stefano capasso

La donna che canta è un film di Denis Villeneuve, ambientato tra Canada, Libano e Palestina. All’apertura del testamento di Nawal, il notaio comunica ai due figli gemelli, Jeanne e Simon chela madre ha lasciato un incarico. I due ragazzi dovranno trovare il loro padre ed un fratello, le quali esistenze erano state ignorate fino a quel momento.

mercoledì 2 marzo 2011
Reservoir Dogs

I fratelli gemmelli Jeanne (Désormeaux-Poulin) e Simon (Gaudette) alla morte della madre Nawal (Azabal) ricevono dal notaio, ex datore di lavoro della donna, un testamento che parla di un fratello a loro sconosciuto e di un padre creduto morto. La donna impone ai figli di avere degna sepoltura solo quando i gemelli troveranno i due sconosciuti e avranno consegnato loro una lettera ciascuno. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 17 febbraio 2016
enzo70

    Al momento della morte della madre in Canada i due figli scoprono di avere un fratello ed un padre a Beirut. E le disposizioni testamentarie della donna prevedono che i figli consegnino ai due una lettera. Deressa, la figlia femmina decide di partire per il Libano per ricostruire la storia della made, mentre Simon, il maschio rimane a casa.

domenica 20 aprile 2014
esnaider

...rivelando la propria origine teatrale, il film ha il gravissimo difetto di non localizzare né storicamente, né geograficamente la vicenda. solo chi ha nozioni superiori al normale di storia e politica, può comprendere nella prima ora che i flashback in cui s'articola il film,  si svolgono in libano tra la metà degli anni settanta e quella degli anni ottanta. Vai alla recensione »

martedì 7 marzo 2017
no_data

Due fratelli gemelli scoprono, tramite il testamento della madre da poco morta, di avere un fratello e di non essere orfani di padre come credevano. Simon e Jeanne si trovano totalmente spiazzati dalla notizia, ma se il ragazzo in un primo tempo rifiuta di indagare sulla loro identità per consegnare loro una lettera ciascuno come richiesto da sua madre, Jeanne presto decide di mettersi in [...] Vai alla recensione »

sabato 31 marzo 2018
Giorgio Postiglione Giorpost

Jeanne e Simon sono due gemelli canadesi, figli di una vedova immigrata dal Libano, convocati da un notaio per l'evasione del testamento della mamma appena deceduta. In esso ci sono delle particolari richieste fatte da Nawal, frutto di una vita caratterizzata dal patimento delle più atroci sofferenze possibili (compresa una detenzione di 15 anni) e da misteri che coinvolgono in prima persona i fratelli [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 aprile 2012
Francesco2

Come un altro, piuttosto celebrato film della scorsa stagione, "Un gelido inverno", anche quest'opera racconta sotto certi aspetti una storia che non c'è. Un passato da (ri)scoprire, anche se in questo caso l'intreccio, quando c'è, è sicuramente più denso. C'è (almeno) una differenza sostanziale, tuttavia: se il film statunitense parla [...] Vai alla recensione »

domenica 30 gennaio 2011
goldy

Molto più tragico di una tragedia greca. Una sceneggiatura che mente umana non riuscirebbe a scrivere se non fosse suffragata da una realtà che oltrepassa qualsiasi disumanità accettabile.

giovedì 4 agosto 2011
mauro.t

Traendo spunti  da “Edipo re” e da “La casa degli spiriti”, il film avrebbe il lodevole intento di parlare della guerra che ha insanguinato il Libano tra gli anni ’70 e ‘80. La storia parte dal Canada: i due figli di una signora defunta, nativa del Libano, davanti alla lettura del testamento da parte del notaio, vengono a sapere di avere un fratello e il padre [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 gennaio 2011
melania

Penso che sarebbe un ottimo film se fosse solo più alleggerito.Nonostante la trama interessante e l'ottimo cast,risulta un po'pesante e poco convincente,soprattutto nella parte finale.Peccato|

lunedì 31 gennaio 2011
Zoom e Controzoom

Ci sono delle situazioni storiche e sociali che comunque vengano presentate, hanno valore. Questo film è uno di quei casi dove la denuncia delle violenze e della brutalità dello scontro bellico religioso, è già in sé un valore indiscutibile. Un film va valutato al di là della funzione di memoria e documento per quanto forte esso sia, e quindi si deve constatare, [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 febbraio 2011
luc66

sicuramente il film è coinvolgente, intenso, durissimo: la trama ruota intorno alle vicende cruente e terribili della guerra senza fine tra fazioni religiose in Libano. Però la trama è esasperata e con un colpo di scena finale, direi, troppo "spettacolare". Non si capisce poi bene come matura e il senso del gesto estremo della madre che compie un omicidio e che da vittima diventa quindi carnefice e [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 febbraio 2011
Melusine

Questo film è di fatto un autogol. Vorrebbe nelle intenzioni celebrare il valore della memoria e della ricerca della Verità (maiuscola), ma di fatto fa un pubblicità sfegatata alla Beata Ignoranza. La struttura (e la verosimiglianza) sono quelle della tragedia greca. C'è l'Edipo, c'è la lotta fratricida, c'è il male che genera il bene e il bene che genera il male.

giovedì 3 febbraio 2011
il conformista

Lento, interminabili panoramiche. Ma l'idea è molto forte. Pareva molto più eccitante e dinamico il trailer. Avrei montato in testa una scena della piscina e poi l'incontro dal notaio per l'eredità. Belle le musiche anche se a volta si ha la sensazione scada nel videoclip.

domenica 23 gennaio 2011
luigi cappello

film commovente e drammatico. Assolutamente da vedere! :) struggente

giovedì 27 gennaio 2011
avicenna

non lasciatevi ingannare da ciò che il giornalista di mymovies ha scritto, il film è splendido.

lunedì 24 gennaio 2011
oporcaloca

il vostro recensore non capisce davvero nulla.... Non mi stupirei se questo film vincesse l'oscar

lunedì 7 marzo 2011
Paolo T.

Un film bellissimo, terribile. La narrazione dell'orrore può proseguire solo per l'inesorabilità di un meccanismo di costruzione preciso, come in una tragedia sofoclea. Siamo nella finzione del teatro: che ci porta, a forza, all'agnizione del reale. Spero che il film (e soprattutto la pièce) sia visto anche nelle zone in cui gli eventi hanno luogo.

sabato 30 agosto 2014
no_data

Ma veramente! Mi era già successo di non essere d'accordo con una recensione di mymovie ma almeno si era trattato di recensioni scritte bene da persone che avevano visto il film con attenzione e, pur non condividendo il giudizio complessivo, spesso mi hanno dato nuove chiavi di lettura. Perché pubblicare Becattini, che non si è neppure accorto che Daresh e Deressa sono [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 giugno 2011
janmaris

E' il film che mi ha più colpito quest'anno. E' stato detto molto nei commenti del pubblico, aggiungo poco di più (e quel che più mi urge): intanto che è un film con 'Storia', come pochi se ne vedono, forse perfino con 'troppa' storia; poi che è vero che in questa storia ci sono elementi che non 'si tengono', fino a risultare [...] Vai alla recensione »

domenica 6 marzo 2011
Suffy

Ho visto il film "La donna che canta" di Denis Villeneuve (che lo ha tratto da un'opera teatrale di Wajdi Mouawad Le sang des promesses ed adattato per lo schermo) allo Spaziouno, uno degli ultimi cinema d'essai rimasti a firenze..Ero con due carissimi amici, l'emozione provata è stata intensa, non ricordo da quanto tempo un film non mi 'travolgesse' cosi'.

venerdì 11 febbraio 2011
karmela

FILM BELLISSIMO

mercoledì 30 dicembre 2015
amaiasq

Sono veramente stupita dalla incorretezza della recensione. Prima cosa non accade in palestina ma in lebanon durante la guerra civile fra cristiani e musulmani. Seconda cosa il palestinese cha lascia in cinta la donna è un refugiato e in quel tempo, e ancora ora, i palestinesi non erano considerati benvenuti in Lebanon e rimanevano in campi di refugiati.

martedì 25 novembre 2014
no_data

gran bel film, che descrive orrori e situazioni paradossali cui noi e i nostri figli siamo esenti, per grazia ricevuta dal destino. Il film risulta intenso, probabile, e umano. meriterebbe di girare in prima serata su rai1 al posto di altri programmi improbabili che vi programmano.

sabato 30 agosto 2014
sissio78

Un film che sembra una tragedia greca ma che si basa su una storia vera. All'inizio un pò confusionario e non si capisce dove vuole andare a parare la storia ma piano piano che i pezzi del puzzle vanno al loro posto il film si scioglie fino ad arrivare ad un finale per niente scontato, angosciante, sin troppo chiaro e sconvolgente che non lascia per niente indifferenti. Per me un capolavoro.

lunedì 26 settembre 2011
mik74

Sono questi gli ingredienti, di un piatto decisamente saporito, cucinato a fuoco lento, ma dall'aroma intenso e penetrante. Consiglio questo film a chiunque abbia voglia di emozioni che lascino il segno.

venerdì 11 febbraio 2011
karmela

FILM BELLISSIMO

domenica 2 marzo 2014
ledyna

Ogni commento può essere fuorviante, bisogna vederlo per giudicare. Profondamente calibrato, senza retorica o cadute di stile, "la donna che canta" è un piccolo capolavoro del suo genere. Limpido e chiaro (quindi matematico) il suo svolgimento, ma non è una pecca negativa, anzi; brave le attrici. Mi è piaciuto come la "Bicicletta verde" storie di donne [...] Vai alla recensione »

Frasi
Insegnare al nemico cosa ho imparato dalla vita.
Una frase di Nawal Marwan (Lubna Azabal)
dal film La donna che canta - a cura di Gianni
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Il primo film rivelazione dell’anno viene dal Canada, è ambientato (senza nominarlo) nel Libano degli ultimi trent’anni ed era a Venezia alle Giornate degli Autori. In italiano si chiama La donna che canta, ma in originale è Incendies, come l’incandescente pièce di Wajdi Mouawad da cui è tratto, vista di recente al Festival Roma Europa: uno di quei lavori che mettono una gran voglia di conoscere meglio [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

È un film che impegna lo spettatore La donna che canta, che esige uno spettatore attivo e partecipe. Quello che vuole orientarsi rispetto allo sfondo storico-politico evocato, e poco spiegato, che è molto complesso. Ma anche quello che voglia solo seguire la dimensione umana del racconto, che è difficile da digerire per le sue dolorose implicazioni.

Roberta Ronconi
Liberazione

Ogni anno cinematografico ha il suo miracolo. Il 2010 è stato l'anno di Incendies che al Festival di Venezia ha illuminato gli spiriti dei fortunati che lo hanno beccato alle Giornate degli Autori più di qualsiasi altro titolo. Come un incendio, sin dalle prime inquadrature avvampa sullo schermo la storia (mitologica, lirica) di Nawal Mawal (magnifica Lubna Azabal) già morta all'inizio del film, [...] Vai alla recensione »

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Adattamento di un testo teatrale, a dimostrazione di due sistemi espressivi legati da sempre e per sempre, il film di Villeneuve è un potente thriller melodramma basato sulla sofferenza del Libano, sul razzismo, sugli intrighi di una famiglia. Che percorre la tragedia greco-medio orientale al cui centro due figli scoprono nel testamento della madre segreti da risolvere e rimuovere.

Alessandra Levantesi
La Stampa

La morte può essere un inizio, dice il notaio: infatti è da lì che parte la storia. Ha lasciato curiose disposizioni la defunta Nawal, libanese trapiantata in Canada. Ai suoi figli, i gemelli Jeanne e Simon, ha assegnato il compito di consegnare rispettivamente una lettera al padre, da loro creduto morto e mai conosciuto, e a un fratello di cui ignoravano l’esistenza.

Valerio Caprara
Il Mattino

«La donna che canta» («Incendies»), tratto dal canadese Denis Villeneuve da una pièce del libanese Wajdi Mouawad ed entrato nelle nomination all’Oscar per il film straniero, racconta dei gemelli Marwan che, alla morte della madre, scoprono di avere un padre e un fratello in Libano. Partiti per un viaggio di rinascita spirituale, si ritroveranno a investigare nei segreti di un passato trentennale marchiato [...] Vai alla recensione »

Alessia Mazzenga
Terra

La donna che canta (Incendies), la pellicola del regista canadese francofono (Québec) Denis Villeneuve (Polytechnique), presentata alla scorsa Mostra del cinema di Venezia e vincitrice del premio come miglior film Canadese al Toronto International Film Festival è da questo fine settimana nelle sale. Scelta per rappresentare il Canada agli Oscar di quest’anno, il film racconta l’incredibile storia (tratta [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Non fatevi depistare né dal titolo poco eccitante, anche se sarebbe stato più giusto La donna che canta da cani, né dalla lentezza della prima parte. La storia ruota attorno a due giovani gemelli di Montreal che scoprono all'improvviso non solo che il padre non è morto, ma anche di avere un fratello. Quindi cominciano un'affannosa ricerca in Libano, la terra d'origine della loro coraggiosa madre.

NEWS
GALLERY
mercoledì 19 gennaio 2011
Marlen Vazzoler

Il regista Denis Villeneuve scrive e dirige la pellicola canadese La donna che canta, un adattamento dell'omonima opera teatrale di Wajdi Mouawad che racconta la storia del viaggio di due adulti tra odi radicati, una guerra senza fine e un amore duraturo. Il [...]

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