Arrival

Film 2016 | Fantascienza +13 116 min.

Titolo originaleArrival
Anno2016
GenereFantascienza
ProduzioneUSA
Durata116 minuti
Regia diDenis Villeneuve
AttoriAmy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker, Michael Stuhlbarg, Tzi Ma, Mark O'Brien Nathaly Thibault, Joe Cobden, Russell Yuen, Julian Casey.
Uscitagiovedì 19 gennaio 2017
TagDa vedere 2016
DistribuzioneWarner Bros Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,39 su 86 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Denis Villeneuve. Un film Da vedere 2016 con Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker, Michael Stuhlbarg, Tzi Ma, Mark O'Brien. Cast completo Titolo originale: Arrival. Genere Fantascienza - USA, 2016, durata 116 minuti. Uscita cinema giovedì 19 gennaio 2017 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,39 su 86 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'atterraggio di navicelle aliene sulla terra pone un quesito all'umanità intera: guerra o pace? L'esercito chiama in causa un'esperta di linguistica per capire se le intenzioni degli invasori siano pacifiche o meno. Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 9 candidature e vinto un premio ai BAFTA e 1 candidatura a London Critics. In Italia al Box Office Arrival ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 2,8 milioni di euro e 1,1 milioni di euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,39/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,28
PUBBLICO 3,40
CONSIGLIATO SÌ

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Villeneuve realizza un dramma fantascientifico intimo che contempla il côté umano.
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 3 settembre 2016
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 3 settembre 2016

Louise Banks, linguista di fama mondiale, è madre inconsolabile di una figlia morta prematuramente. Ma quello che crede la fine è invece un inizio. L'inizio di una storia straordinaria. Nel mondo galleggiano dodici navi aliene in attesa di contatto. Eccellenza in materia, Louise è reclutata dall'esercito degli Stati Uniti insieme al fisico teorico Ian Donnelly. La missione è quella di penetrare il monumentale monolite e 'interrogare' gli extraterrestri sulle loro intenzioni. Ma l'incarico si rivela molto presto complesso e Louise dovrà trovare un alfabeto comune per costruire un dialogo con l'altro. Il mondo fuori intanto impazzisce e le potenze mondiali dichiarano guerra all'indecifrabile alieno.

Alla domanda se la Terra è il solo luogo ad ospitare la vita, il cinema ha risposto sovente grossolanamente. È difficile allontanarsi dai modelli fondatori in materia di esplorazione spaziale, più arduo eluderne i cliché. Avventurarsi nello spazio, uscire dai sentieri battuti e scrivere una storia radicalmente nuova è impresa (quasi) impossibile ma perseguita e generatrice di emuli a profusione. Ma la prima volta di Denis Villeneuve in assenza di gravità è di quelle che non si dimenticano.

Senza rivoluzionare l'immaginario della science-fiction, l'autore canadese evoca un concetto e gli dona una forma. Dalle parti di Spielberg (Incontri ravvicinati del terzo tipo) e di Zemeckis (Contact) piuttosto che dei blockbuster di Roland Emmerich, Arrival non affronta la questione della fine del mondo, niente battaglie sanguinose o confronti militari, uomini e alieni questa volta provano a comunicare e a comprendersi.
Se il tema è dato (e visto), Villeneuve aggiunge una dimensione supplementare interrogandosi sulla nostra maniera di comunicare. In attesa di ultimare il sequel di Blade Runner, debutta nel genere e realizza un dramma fantascientifico intimo che contempla il côté umano, già al cuore di Gravity e di Interstellar.

Oggetto insolito, come la sua astronave ovale e gravida di futuro, Arrival avanza in un silenzio opaco e negli occhi liquidi di Amy Adams, riempiendo con la parola il vuoto muto di Gravity. Perché la lingua è il motore di un poema spazio-temporale che non impiega le sue straordinarie abilità tecniche per considerazioni metafisiche ma disegna (letteralmente e più dimessamente) una metafora narrativa ipnotica, spostando il significato e covandolo in un ventre materno. Una misteriosa struttura ovale che ha il colore e la vibrazione perturbante del monolite kubrickiano. Se in Gravity la protagonista è in immersione totale nello spazio e prova a ricongiungersi con la terra madre, in Arrival l'eroina di Amy Adams, sospesa tra materia nera e luce bianca, tra verticalità e orizzontalità che si invertono abolendosi mutualmente nella pancia dell'astronave, interpella l'altro da sé e 'prende contatto' con la lingua madre. La tessitura iniziale della nostra vita, dei nostri vissuti, il copione che ci portiamo dentro, il pensiero che deve trovare una rappresentazione, il nodo che deve essere sciolto e riconosciuto, lasciando la presa sul passato e aprendo un nuovo possibile percorso di esistenza. Colpite dal medesimo lutto, riducono la gravezza nell'assenza di gravità e in una storia di rinascita. Lungo linee temporali e sospesa in una cortina opalescente, la più celeste delle action woman descrive una coreografia di 'apertura', concepisce un alfabeto rotondo e trascrive ideogrammi circolari, una lingua: il suo e il loro punto di partenza nel mondo. Quello che la ritrova e ritrova la sua visione, ridisegnando il suo destino e avviandola a una nuova avventura di vita.
Portatrice terrena di un tempo futuro ancora a noi sconosciuto, Louise è amore in azione che piega gli eserciti, traduce la lallazione aliena e chiude il cerchio. Figura geometrica perfetta di un'opera che scarta la rappresentazione antropomorfica dell'extraterrestre e inventa una forma di intelligenza aliena singolare, a cui replica il volto di un essere umano capace di empatia per la differenza. La differenza fondamentale non quella 'cosmetica'. E così sul nostro cinema antropocentrico abituato a parlare inglese a umanoidi con le orecchie a punta e sul nostro pianeta piegato dai cambiamenti climatici ed estinto di specie viventi che non abbiamo nemmeno ancora censito, galleggia una vita aliena che emette inchiostro e segni sciolti su uno schermo bianco, producendo l'essenziale bicromia della scrittura. Essenziale perché non può darsi il nero della linea progressiva senza il bianco dello spazio, il campo puramente esperienziale della pagina dove Susan incontra l'altro e sancisce la convivenza.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 7 gennaio 2017
Ashtray_Bliss

Spoiler-Alert: Come spettatrice e amante del genere sci-fi premetto che sono rimasta un poco delusa dal encomiato Arrival di Villeneuve del quale mi aspettavo qualcosa di diverso, probabilmente di più magnetico e coinvolgente. Ma come linguista io stessa ho particolarmente apprezzato in questo film la tematica. Il modo in cui si approccia alla tematica del linguaggio e della comunicazione, [...] Vai alla recensione »

domenica 5 febbraio 2017
Writer58

Spoiler alert: nella recensione ci sono anticipazioni sulla trama e gli sviluppi del film. Nel film di Villaneuve "Arrival", il tempo è il protagonista principale, un tempo non più unidimensionale, ma circolare, capace di abbracciare con un solo sguardo passato, presente e futuro. Circolarità che consente di estendere lo sguardo oltre ai limiti fisici imposti dai nostri [...] Vai alla recensione »

mercoledì 18 gennaio 2017
Eugenio

Misto tra Malick e Spielberg, il nuovo film di Dennis Villenueve, apprezzato regista di thriller (come dimenticare Prisoners?) centra in pieno il filone della “fantascienza esistenziale”. Un genere che consiste nel contaminare un filone, quello dell’ incontro con l’alieno, il diverso, con una vicenda profondamente personale che coinvolge lo spirito umano.

lunedì 23 gennaio 2017
laurence316

Prima di dedicarsi al sequel di Blade Runner, Villeneuve esordisce nella fantascienza con questo “piccolo” film di genere, tratto da un racconto di Ted Chiang e sceneggiato da Eric Heisserer, interessante e ben costruito, con un colpo di scena sul finale che non delude. Anche se, come nel precedente film del regista (Sicario) si tenta di mascherare gli elementi di un racconto abbastanza [...] Vai alla recensione »

martedì 23 maggio 2017
lgiulianini

Arrival è un film strano, di cui mi è piaciuta molto l'atmosfera densa di sospensione e di mistero nello sforzo non indifferente di comunicare con una specie aliena, ipotesi probabile e poco indagata dalla fantascienza finora, ma ricco di snodi soggettivi, legati alla vicenda umana della protagonista Louise, che conducono a risultati oggettivi poco plausibili, ed a volte non facilmente [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 settembre 2016
Peer Gynt

Un'ottima fantascienza, quella dell'ultimo film del canadese Denis Villeneuve, che si ispira ad un racconto dell'americano Ted Chiang (coetaneo del regista) per raccontare ben più di una storia di invasione aliena della Terra. Siamo nel cinema di genere, ma gli ascendenti di questo film non vanno cercati nei blockbuster tematicamente simili, ma nello spirito di film come "Incontri [...] Vai alla recensione »

martedì 17 gennaio 2017
Maurizio.Meres

Film basato essenzialmente sul paradosso del tempo,attraverso una studiosa ed esperta nella traduzione delle lingue e sul significato universale dei simboli,inizia l'approccio di comunicare con il grande mistero della vita "che non siamo soli "Louise attraverso una sorta di comunicazione quasi spirituale con gli alieni viene beneficiata dal dono di vedere tutto il trascorrere della propria vita con [...] Vai alla recensione »

domenica 12 febbraio 2017
enrico danelli

"Nessuna divisione, nessuna separazione" recitava una canzone del 2016. Il senso del film è questo. Gli espedienti della tecnica cinematografica (alcuni riusciti, altri molto meno) e la fantasiosa sceneggiatura (infarcita di scienza e tecnica, che, se fini a se stesse, nel film vengono ampiamente sbeffeggiate) servono per far passare il messaggio principale: la condivisione [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 gennaio 2017
Andrea1974

Un film solido, sicuro, che mantiene quel che promette fin da subito: forse è questo il limite e il senso del deja-vù che lo penalizza. Affascina per la filosofia del linguaggio che affronta, forse unica novità al filone fantascientifico, da "Incontri raccivinati del terzo tipo" a "Interstellar", passando per "2001 Odissea nello spazio", cui si rifà [...] Vai alla recensione »

domenica 22 gennaio 2017
robertalamonica

'Arrival'. Inserire e incasellare questo film in un filone di fantascienza esistenzialista che vede Denis Villeneuve in buona compagnia con Terrence Malick e Christopher Nolan non rende giustizia alla specificità di questo bel film e all'infinita delicatezza e profondità  con cui il regista canadese tratta i suoi temi e motivi: l'amore e l'importanza della comprensione [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 gennaio 2017
Cristian

Il regista canadese Denis Villeneuve (Prisoners; Enemy; Sicario; il prossimo Blade Runner 2049) soffia finalmente aria fresca sul panorama fantascientifico, recentemente un po’ fiacco, con il film Arrival che getta nuove e stimolanti basi da cui ripartire appassionatamente. Eric Heisserer (Final Destination 5; La cosa [2011]; Lights Out - Terrore nel buio) realizza una sceneggiatura che dosa [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 gennaio 2017
madmaxx081

  Lento, fino all’eccesso; cupo, ma non per le ambientazioni o il tema, ma semplicemente perché il regista ha abbassato il cursore della luminosità e messo qualche filtro. Che grande!!  Una assoluta novità poi, la trama: sono arrivati gli alieni. OHHHHHHHHHHHH. E vogliono parlare con noi, ma, poverini, non ci riescono.

domenica 22 gennaio 2017
scarface9

Appassionato di film del genere, trovo sempre spunti interessanti e stimolanti in ogni film fantascientifico, perciò deludentemente devo ammettere che a malapena sono riuscito ad arrivare a fine film con entrambi gli occhi aperti, e, come me, anche chi mi era intorno. Il soggetto di partenza è assolutamente interessante ed anche la sua resa, dodici impressionati enormi gusci che sfiorano [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 gennaio 2017
ElPaneZ

 Arrival. Un film di fantascienza che va al di fuori degli standard tipici del genere. Una pellicola potente che fa riflettere sulle tematiche del tempo, e su quanto noi basiamo la nostra vita su di esso. Le nostre scelte vengono influenzate da quelle fatte in passato e vengono condizionate da quelle che faremo in futuro. La regia è gestita alla perfezione creando un film di fantascienza [...] Vai alla recensione »

domenica 29 gennaio 2017
DebraB

Villeneuve cavalca l'onda del facile successo con il neonato genere fantascientifico emozionale di cui Interstellar è il principale manifesto. Quindi c'è tutto. Ci sono gli alieni, c'è la distorsione del tempo e poi c'è il triste caso umano e familiare che fa da collante per tutto il film e che, ancora una volta, cavalca i buoni sentimenti e i rapporti tra [...] Vai alla recensione »

domenica 29 gennaio 2017
DeborahM

 “Arrival” nuovo film di Denis Villeneuve, basato sul racconto “Storia della tua vita”, ci trasporta in una coinvolgente esperienza fantascientifica che non riecheggia all’orecchio e all’occhio come qualcosa di già sentito o visto. È un insieme di emozioni e sentimenti che noi viviamo assieme alla protagonista Louise Banks (Amy Adams), linguista [...] Vai alla recensione »

sabato 28 gennaio 2017
Storyteller

Girato in stato di grazia, un po' pretenzioso nel rappresentare le battute finali ma indubbiamente ricco di spunti sviluppati con competenza e intelligenza, il film di Villeneuve porta avanti una riflessione umanista sulla forza delle parole (da sole, capaci di determinare il futuro ancor più di certe armi) e riprende temi e tropi cari della fantascienza classica ricodificandoli a modo proprio. [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 aprile 2017
Icutino

Misteriosi dischi volanti entrano nell’atmosfera terrestre e si posizionano in varie aree del pianeta, chi sono? Da dove vengono? La loro presenza getta nel caos la popolazione, ma qualcuno si interroga sullo scopo di questa “invasione” e cerca un primo contatto con la presenza aliena. Arrival, diretto da Denis Villeneuve,è una pellicola che condensa con efficacia alcuni [...] Vai alla recensione »

martedì 21 febbraio 2017
djspesso

La trama, a grandi linee, si intuisce dal trailer: arrivano gli alieni che sembrano voler comunicare qualcosa ..eh ma chi li capisce è bravo :-) Battute a parte, questo film non è cio che ti aspetteresti, ma non è male. Una cosa che di solito non amo, ma che ho apprezzato in questo film è la "lentezza" dell'inizio, perchè, a mio avviso non è [...] Vai alla recensione »

mercoledì 1 febbraio 2017
Riccardo Tavani

Film vestito di fantascienza ma che più di noi umani “qui e ora” non potrebbe parlare. Ma che lingua parla una specie che viene dall’infinito? Ancora prima: siamo sicuri che essa si esprima attraverso qualcosa di simile a ciò che noi chiamiamo “linguaggio”? Queste sono le disperate, immani domande che una delle massime linguista Louise Banks della Terra si [...] Vai alla recensione »

sabato 28 gennaio 2017
maumauroma

L' origine e il progressivo svilupparsi del linguaggio ha rappresentato una vera e propria pietra miliare per l'evoluzione della specie umana, mentre la nascita della scrittura ha dato luogo attraverso i millenni alla diffusione della Conoscenza e del Sapere. Fonemi e grafemi che hanno creato le fondamenta per lo sviluppo della civilta' terrestre.

giovedì 26 gennaio 2017
woody62

Una recensione su “Arrival” non può prescindere dal film di Spielberg del 1977, vincitore di due premi Oscar, che ne costituisce ideale premessa narrativa e “filosofica”. Il primo contatto fisico con gli alieni (del “terzo tipo” secondo la definizione dell'astrofisico Hyneck), è qui superato dal “quinto tipo”, ovvero secondo la definizione [...] Vai alla recensione »

domenica 22 gennaio 2017
Mario Nitti

12 astronavi si posizionano, in modo apparentemente casuale, in varie parti del globo. Team di scienziati di ogni nazione cercano di stabilire un contatto e di rispondere ad una domanda fondamentale: “Perché sono qui?” Tra questi ci sono Louise, una linguista, e Ian, un fisico teorico: Louise è la vera protagonista che cerca di capire i misteri del linguaggio alieno perché, [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 maggio 2017
max scia

Se trenta anni fa Spielberg  comunicava con gli alieni attraverso i suoni, oggi Villeneuve comunica con loro attraverso dei disegni.- Infatti i nostri nuovi visitatori sono enormi polipi chiusi nella loro nave spaziale in una camera coambientata, che comunicano con gli umani attraverso un vetro, disegnando con del liquido scuro ideogrammi circolari.

domenica 19 marzo 2017
mtom83

Ho visto Arrival poche settimane dopo l'uscita nei cinema e non posso che lasciare una valutazione estremamente positiva dell'ultimo lavoro di Villeneuve: più che da un "ho visto" dovrei partire effettivamente - come in un contatto alieno - da un "ho avuto esperienza" perchè, come tenterò di spiegare, a mio giudizio la riuscita dell'opera sta nella [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 febbraio 2017
MarcoOrlando

Finalmente torna al cinema un film mainstream di fantascienza che esce dagli archetipi, ormai divenuti stereotipi, di genere. Il soggetto di Arrival, infatti, è una "normale" invasione aliena, lo sviluppo della storia, però, porta la pellicola su territori diversi dalla banale contrapposizione uomo vs. alieno. Un film che parla di linguaggio, di percezione del mondo, di sentimenti [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 febbraio 2017
Fede17

Dennis Villeneuve dimostra di essere in grado di dirigere un film fantascienza, quella fantascienza apparentemente banale che pochi sono stati capaci di valorizzare in questi ultimi anni. La storia comincia quando in una tranquilla mattinata di un qualsiasi giorno arrivano sulla terra dodici astronavi aliene. I governi vogliono comprendere lo scopo del loro arrivo, e per questo motivo viene contattata [...] Vai alla recensione »

martedì 24 gennaio 2017
gianleo67

Chiamata, in qualità di brillante linguista, a decifrare l'oscuro linguaggio di una misteriosa specie aliena che posiziona 12 astronavi, quali altrettanti monoliti sospesi, sui diversi luoghi del globo terraqueo, la dottoressa Louise Banks dovrà trovare presto una forma di comunicazione che comprenda le intenzioni dei visitatori e scongiuri il pericolo di un imminente conflitto [...] Vai alla recensione »

martedì 24 gennaio 2017
bda66

Più o meno ai giorni nsotri, ci si sveglia un mattino con 12 astronavi aliene parcheggiate in giardino a caso sull'orbe terracqueo. Ciò pone molti quesiti: avranno sbagliato strada? Dovranno fare carburante? Se si, quale? Vorranno forse distruggere ogni forma di vita sul pianeta? Come comunicare con loro è affare non di secondaria importanza.

lunedì 23 gennaio 2017
robertalamonica

'Arrival'. Inserire e incasellare questo film in un filone di fantascienza esistenzialista che vede Denis Villeneuve in buona compagnia con Terrence Malick e Christopher Nolan non rende giustizia alla specificità di questa bell'opera cinematografica e all'infinita delicatezza e profondità  con cui il regista canadese tratta i suoi temi e motivi: l'amore e l'importa [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 gennaio 2017
Filippo Catani

Un giorno improvvisamente dodici navicelle aliene arrivano sulla Terra e si piazzano in dodici diversi punti del globo. Le autorità mondiali in un primo momento decidono di cercare il dialogo e negli Usa il compito di cercare di parlare con gli alieni è affidato ad una brillante linguista e a un affermato scienziato. Il film di Villeneuve è molto più di un semplice film [...] Vai alla recensione »

martedì 28 marzo 2017
elpiezo

 Durante un'improvvisa invasione aliena, una celebre linguista avrà il compito di comunicare con le misteriose creature nell'attesa che i potenti della terra decidano come meglio agire. Arrival offre una visione inconsueta alle tematiche relative agli alieni proponendo un approccio molto spirituale tra gli esseri umani e le misteriose creature.

domenica 29 gennaio 2017
albydrummer

Che cosa vogliono queste dodici navi spaziali??.. Pace oppure Guerra? Il film va seguito passo per passo,con i suoi flashback,è un giro virtuoso della moderna fantascienza,che cinfa capire in un futuro,nuovo,il contatto del linguaggio,capire in un futuro lontano nuovi ospaiti sulla terra. Mentre i terrestri si preparonomad una guerra contro di loro,la Cina è la prima a combatterli,invece [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 gennaio 2017
trollipp

 Scienze e fiction nel film di Villeneuve sugli schermi mondiali per celebrare un arrivo, gli arrivi alieni.   Arrival vuol dire anche neonato, avvento, apparizione. Il tempo dell'avvento e siamo già nel Carnevale.  "Arrivano" con le due r del verbo che scaldano i motori, arrivano nei gusci, astronavi del 2017, arrivano dei polpi, dei cefalopidi [...] Vai alla recensione »

martedì 24 gennaio 2017
elfoscuro75

Un viaggio introspettivo, la paura del diverso, la mancanza di comunicazione, l'accettazione stessa della bellezza della vita nella propria finitudine: temi sapientemente orchestrati a comporre un film di grande respiro, sapientemente dosato. Il ritmo lento del film ben si adatta alle atmosfere richiamando un grande filone di fantascienza che combattimenti, marvel e frenetici effetti speciali avevano [...] Vai alla recensione »

sabato 21 gennaio 2017
filippotognoli

Arrival entra di diritto tra i migliori film di fantascienza mai girati. La prima parte ricorda molto da vicino "Incontri ravvicinati del terzo tipo", creando un'atmosfera di mistero e curiosita' molto intensa. Poi prosegue sviluppando concetti spazio temporali innovativi (Interstellar). Per poi concludere dando risposte filosofiche universali (2001: odissea nello spazio).

venerdì 20 gennaio 2017
Petrossi

Il film "Arrival" si ispira fortemente al racconto "Storie della tua vita" di Ted Chang del 1998, pubblicato in Italia nel 2002. E' interessante vedere come alcuni elementi del racconto, trascurati nel film, avrebbero reso più scorrevole la narrazione. Per prima cosa, per la linguista c'è la consapevolezza della diversità tra la lingua parlata e quella scritta degli alieni: la lingua parlata è per [...] Vai alla recensione »

lunedì 30 gennaio 2017
IuriV

  Gli alieni sono (di nuovo) tra noi. Resta da capire se sono dei bulli assetati di sangue come dice Emmerich, oppure se somigliano ai simpatici ET in stile Spielberg. O magari niente di tutto questo. Il film si fonda su due parole chiave talmente importanti da poterci dedicare un hashtag: incomunicabilità (della quale non parlerò) e tempo.

sabato 28 gennaio 2017
una voce

Gli adepti della fantascienza tutta action se lo scordino, ma per tutti gli altri un film da non perdere! Per i quali non sarà un film lento, ma da assaporare nel suo svolgersi, che ti tiene incollato alla sedia fino alla fine. Non in senso adrenalinico da mangarsi le unghie, ma nel senso dei contenuti e dei significati che come in un puzzle si svelano completamente solo alla fine.

giovedì 26 gennaio 2017
Pruno

Arrival è un magnifico pretesto. L'argomento che permea tutta l'opera è la comunicazione, ma ci si illude di vedere un film di fantascienza; per intenderci, è la stessa sensazione (stesso pretesto, fine diverso) che si prova guardando la prima volta Melancholia di Von Trier. Gli abitanti delle civiltà aliene (gli invasori) sono stati spesso rappresentati come infinite [...] Vai alla recensione »

domenica 22 gennaio 2017
NERONE BIANCHI

Sintesi: partito bene, finito male. Il film scorre veloce e deciso nella prima parte, la vicenda è ben raccontata, credibile, coinvolge e tiene desta l'attenzione, poi, strada facendo, comincia a mostrare i primi segni di cedimento che diventano ben presto confusione, fino ad ingarbugliarsi in una matassa inestricabile di storie sovrapposte.

lunedì 13 febbraio 2017
mauro

Se vado al cinema e questa attività mi impegna due ore di tempo libero, pretendo che tutto ciò non si traduca nella promessa e nell'attesa di qualcosa che non arriverà mai. Questa pellicola gioca completamente sulla suspance, senza onorare l'aspettativa, non voglio enrare troppo nello specifico, perchè altrimenti spiego il film e non va bene, però diciamo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 gennaio 2017
Cinefilorosso

 L'inizio e la fine,la fine e l'inizio,sono i punti cardine di arrival,un film visionario e filosofico,che somministra all'umanità il dubbio è la paura di essere annientati da una razza aliena,e costringendoci a porci delle domande.  E se invece il genere umano fosse soltanto vittima del suo egocentrismo? Se invece la natura della razza umana fosse irrimediabilmente [...] Vai alla recensione »

sabato 21 gennaio 2017
Nino Pellino

  Opera ambiziosa ed originale del regista Denise Villeneuve. Sulla Terra approdano dodici navi aliene in attesa di un contatto, per cui viene reclutata dall'esercito degli Stati Uniti la linguista di fama mondiale Louise Banks insieme al fisico Ian Donnelly allo scopo di decifrare le intenzioni degli alieni una volta penetrati all'interno del loro monumentale monolite.

domenica 22 gennaio 2017
Alex62

«Rachele piange i suoi figli che non sono più…»: la morte del figlio, tanto più se si tratta di un bimbo, è il dolore più atroce che si possa immaginare. Ci porta a rifugiarci in mondi iperurani, a scoperte o riscoperte religiose o peggio pseudo-religiose (come in questo film). Ci porta a “migrare” in universi paralleli e/o estremi perché [...] Vai alla recensione »

domenica 22 gennaio 2017
Flaw54

Devo ammettere che il film ha un certo fascino e ti tiene legato alla vicenda, trasformando un' ipotetica invasione aliena in una sorta di riflessione intima, esistenziale e filosofica. Le vicende esterne si fondono e si confondono con le vicende personali della protagonista, una camaleontica e sempre più convincente Amy Adams, e creano quell' atmosfera di sospensione che accompagna [...] Vai alla recensione »

martedì 31 gennaio 2017
GUSTIBUS

E pensare che "SICARIO" visto 3-4volte E'UN CAPOLAVORO!!...quindi mi aspettavo un altro esploit di "Villeneuve".... Mi sono sbagliato!...molto molto deluso...io adoro i sci-fi dell'ultima ora.ma qui lo sbadiglio e' obbligatorio...FILM lento lento...con messaggi...dite voi.. Da interpretare?!...IO non sono stato INCANTATO DA nulla.

sabato 25 marzo 2017
Liuk!

Tralascio le recensioni della critica, i premi e le nomination, probabilmente frutti dell'efficienza del marketing della Warner, per dire che Arrival è uno sci-fi discreto ma senza alcun acuto. Il punto di forza è l'approfondita analisi degli aspetti linguistici, più che plausibili in un incontro tra razze senzienti completamente diverse: l'argomento è ben sviluppato [...] Vai alla recensione »

domenica 5 febbraio 2017
laura

Bel film, peccato per il trailer che mostrava un'altro tipo di opera, forse non ha attirato al cinema il target "giusto", disposto ad apprezzarlo e interessato al tema. Ho una domanda per chi l'ha visto: perché Ian, che sarà poi suo marito e che è a conoscenza della missione, non avrà poi la conoscenza del linguaggio e del dono che comporta cioè [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 febbraio 2017
Chunk Morris

Mamma mia, da dove cominciamo? paragonarlo ad Interstellar??  la Critica è troppo buona. In questo film gli unici protagonisti sono le colonne sonore..Per un'ora e mezza si crea una tensione esorbitante aspettando il colpo di scena che alla fine.....non arriva. Come se il regista stesso si fosse dimenticato di come sviluppare la trama, o meglio, come se fosse indeciso a quale lato [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
sabato 21 gennaio 2017
Roy Menarini

Viene sempre da sorridere quando i film di fantascienza vengono definiti "derivativi". Arrival non fa eccezione, poiché è stato giudicato troppo simile a Interstellar nei suoi contenuti morali e segnato profondamente da Incontri ravvicinati del terzo tipo quanto a tipologia dell'incontro - il tutto senza scomodare l'originale struttura narrativa.

È un'accusa ingenua, dal momento che la fantascienza vive di piccoli spostamenti progressivi, di imitazioni e rielaborazioni: è uno dei generi più chiusi e al tempo stesso più sperimentali che esistano. Si tratta di un codice dell'immaginario che prevede una tipologia di destinatari competenti e appassionati, per i quali vige da sempre una sorta di standard precedente, un canone che alcuni film definiscono e che, negli anni successivi, deve essere rispettato fino a che un nuovo paradigma non si afferma.

I film-chiave della fantascienza sono noti, da quello che probabilmente ha avuto più influenza su tutti gli altri (Metropolis) a quello che ha traghettato il genere nella sua età adulta (2001 - Odissea nello spazio), dall'opera che ha segnato la contemporaneità (Blade Runner) a quelle che hanno cambiato per sempre le modalità di visione popolare (E.T. - L'extraterrestre). Il fatto che una manciata di capolavori abbia modificato la percezione comune della fantascienza non significa che tutte gli altri prodotti che se ne nutrono - appunto come si fa con un modello letterario - siano da considerare di second'ordine. Del resto, nessuno lo ha pensato di fronte al caso Stranger Things di Netflix, che pur sembra non possedere nemmeno un'inquadratura totalmente "indipendente" dall'immaginario anni Ottanta che cita.

FOCUS
giovedì 19 gennaio 2017
Andreina Di Sanzo

Denis Villeneuve ci riporta al cinema in un viaggio celestiale e drammatico avvicinandosi per la prima volta alla fantascienza (mentre si attende impazienti il suo Blade Runner 2049) con Arrival, il film presentato alla 73. Mostra del Cinema di Venezia. Quante volte il cinema ha tentato di esplorare l'universo e i suoi quesiti più profondi, cercando afflati e risposte in galassie o pianeti proibiti, attraverso cunicoli spazio-temporali, da soli persi nello spazio profondo o rivolgendosi a imperscrutabili oceani dalla natura ignota. L'indagine di natura filosofica attraverso lo "schermo d'argento" utilizza il genere fantascientifico ma ben poche volte ha saputo essere denso e profondo. Non bastano soltanto gli eccessivi e pirotecnici effetti speciali o le teorie astronomiche sciorinate in dialoghi estenuanti e pretenziosi, Arrival sa bilanciare bene tutti gli ingredienti: la spettacolarità con il rimando alla riflessione. Villeneuve aggiunge così un altro piccolo tassello a un universo più grande, quello di un cinema che si pone certi interrogativi.

Sul pianeta Terra compaiono 12 astronavi misteriose, l'esperta di linguaggio Louise Banks (Amy Adams) viene chiamata insieme al fisico teorico Ian Donnelly (Jeremy Renner) ad analizzare questi alieni e cercare un contatto cercando di tradurre il loro linguaggio. Per la donna inizierà un viaggio senza precedenti in cui la questione della maternità e soprattutto dell'amore materno si estende come una sostanza avvolgente ed enigmatica, visioni di immagini passate e future compariranno come lampi nella sua mente facendole prendere coscienza di ciò cui già conosceva la risposta.

Quest'ultimo lavoro di Denis Villeneuve rimanda a diversi capolavori del genere fantascientifico, partendo da Arrival, attraverso delle parole-chiave o elementi tratti dal film, ripercorreremo una piccola lista di capisaldi di questo genere intramontabile.

Frasi
Hannah...è qui che è iniziata la tua storia...il giorno in cui sono partiti.
Una frase di La dottoressa Louise Banks (Amy Adams)
dal film Arrival - a cura di Alessio
...Prima dobbiamo essere sicuri che capiscano che cos'è una domanda, quindi la natura di una richiesta, informazioni insieme a una risposta. Poi dobbiamo chiarire la differenza tra 'Vostro' riferito a loro due e 'Vostro' più in generale, perchè noi non vogliamo sapere perchè 'Mister' alieno è qui; vogliamo sapere prchè sono atterrati tutti; e 'scopo' richiede la comprensione di un'intenzione, dobbiamo scoprire se fanno scelte consapevoli o se la loro motivazione è così istntiva che non capiscono affatto una domanda con un "perchè"; e il punto più importante è che dobbiamo avere un vocabolario sufficente per poterne capire le risposte."
Una frase di La dottoressa Louise Banks (Amy Adams)
dal film Arrival - a cura di Alessio
Se potessi vedere la tua vita dall'inizio alla fine, cambieresti qualcosa?
Esprimerei più spesso quello che sento forse...non lo sò...
Una frase di La dottoressa Louise Banks (Amy Adams)
dal film Arrival - a cura di Diego
Ho passato la vita a testa in su a guardare le stelle, però la più grande sorpresa non è stata incontrare loro ma incontrare te.
Ian Donnelly (Jeremy Renner)
dal film Arrival - a cura di Michela
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 20 gennaio 2017
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Dodici immense astronavi atterrano in altrettanti punti del nostro pianeta. Potrebbe essere l'inizio di uno di quegli innumerevoli film di invasione (tutti figli della Guerra dei mondi) a cui ci ha abituato il cinema di fantascienza. Invece è l'avvio, sottotraccia, di un'impresa tanto concettuale quanto spettacolare. Che intreccia segnali di sicuro richiamo come navi spaziali e intelligenze aliene [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un faro sperduto nelle acque della Tasmania contro 12 astronavi aliene che atterrano in diversi punti del globo. Un gran melodramma all'antica, tutto onde del destino e peccati incancellabili, contro un film di fantascienza tanto concettuale quanto spettacolare. Due film diversissimi ma curiosamente uniti da una serie di punti in comune, come la presenza decisiva di una bambina e il tema labirintico [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 gennaio 2017
Paolo D'Agostini
La Repubblica

La fantascienza cinematografica, che però è molto spesso figlia di quella letteraria, naturalmente non è più quella di una volta. Incrinata l'opposizione bipolare della guerra fredda e diventata la partita globale (un po' come anche nelle storie spionistiche) multipolare, tramontate le speranze guerrafondaie di vincitori e vinti con la conseguente affermazione della necessità di cooperare sia pur obtorto [...] Vai alla recensione »

Emiliano Morreale
L'Espresso

Il nuovo film del canadese Denis Villeneuve è un progetto ambizioso, che si inserisce in una nuova moda di fantascienza intellettuale comprendente ad esempio Equals (visto a Venezia l'anno scorso), Ex Machina (passato a Berlino) e in parte Gravity. Qui però non siamo davanti a metafore politiche o morali, sull'omologazione o sull'interazione uomo-macchina, bensì a un'interrogazione sul senso del linguaggio. [...] Vai alla recensione »

Chiara Nicoletti
Il Dubbio

La sensazione è che gli autori del concorso di quest'anno abbiano deciso di affrontare temi attuali in maniera più indiretta, con dei filtri che a volte sono letterari, come nel caso delle numerose trasposizioni cinematografiche di romanzi, o di genere» queste erano state le parole del direttore artistico Alberto Barbera durante la conferenza stampa di presentazione di Venezia 73.

Cristina Piccino
Il Manifesto

Ciò che racconta è già nel titolo: Arrival, l'«arrivo» sul vecchio pianeta Terra di dodici misteriosi oggetti alieni la cui forma ricorda le pietre sull'Isola di Pasqua. Chi sono, cosa vogliono? I governi terrestri sembrano impazziti mentre ovunque si scatena il caos: coprifuoco, emergenza, leggi speciali, saccheggi, violenze. Louis Banks (Amy Adams) è una linguista, ha perduto l'amata figlia ancora [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 gennaio 2017
Valerio Caprara
Il Mattino

L'avremmo capito subito, anche senza le note dell'ufficio stampa. Il regista canadese Villeneuve ("Sicario") è cresciuto nel mito di "2001: Odissea nello spazio" e "Incontri ravvicinati del terzo tipo" e "Arrival" tratto dal racconto "Storia della tua vita" di Chiang non ha fatto altro che fornirgli l'agognata occasione per omaggiare i monumenti di Kubrick e Spielberg.

venerdì 20 gennaio 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Nello spielberghiano Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977)- ispirato al testo di J. Allen Hynek che nel 1972 aveva stilato un sistema di classificazione degli avvistamenti Ufo - la comunicazione con gli extraterrestri passava attraverso la decifrazione di una sequenza di cinque note; in Arrival di Denis Villeneuve, sceneggiato da Eric Heissener sulla base del racconto Story of Your Life di Ted [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 gennaio 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Dodici astronavi extraterrestri appaiono in altrettanti luoghi del mondo. Perché siano arrivate, non si sa. La linguista Louise (Amy Adams) viene incaricata di entrare in contatto con gli alieni e capirne le intenzioni. Operazione complessa. Che pizza pretenziosa questo sci-fi, politico e filosofico, che sembra diretto da Malick. Ovviamente, osannato dalla critica.

NEWS
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martedì 16 maggio 2017
Andreina Di Sanzo

Louise Banks è un'esperta e studiosa di linguaggio chiamata a decifrare i messaggi di esseri enigmatici provenienti forse da altri mondi e di cui non si conoscono ancora le intenzioni. Chi abita le dodici astronavi a forma di guscio apparse improvvisamente [...]

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miglior suono
Premio Oscar
2017
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BAFTA
2017
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