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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.51 - CONSIGLIATO SÌ
Dopo lo straordinario successo mondiale di Spider-Man: No Way Home, Spider-Man: Brand New Day segna un capitolo completamente nuovo per Peter Parker e Spider-Man. Espandi ▽
Dopo aver fatto dimenticare al mondo la sua vera identità, con l'aiuto del Doctor Strange, Peter Parker ha ripreso la carriera di Spider-Man, questa volta in modo del tutto solitario - con il solo appoggio dell'intelligenza artificiale E.V. Dopo aver sconfitto vari criminali, aver ridotto il crimine a New York, aver ottenuto la simpatia dei cittadini e pure delle forze dell'ordine, Spider-Man si trova di fronte a una nuova minaccia: una entità capace di possedere le persone. Questa cerca qualcosa di nascosto dalla Damage Control, l’agenzia governativa che controlla l’uso dei superpoteri e delle tecnologie più avanzate. Inoltre, sul fronte privato, Peter Parker si imbatte nell'amico Ned, ritornato da Boston insieme a MJ. Nonostante avesse scelto di non rivelare la propria identità, lo segue a un party nel suo nuovo appartamento e qui si rende conto di aver perso, forse per sempre, qualcosa di estremamente prezioso. Nel frattempo, i poteri di Spider Man iniziano a funzionare in modo anomalo e presto Peter si trova a cercare di combattere una sconcertante evoluzione.
Spider-Man: Brand New Day è una ripartenza che riporta il personaggio verso avventure più urbane e meno metafisiche, ma che lo costringe anche ad andare avanti e ad accantonare l’idea adolescenziale di essere un solitario. Destin Daniel Cretton si conferma un regista tra i più promettenti della nuova ondata Marvel: dopo aver convinto già con
Shang-chi e la leggenda dei Dieci Anelli e con l'ottima serie tv
Wonder Man, ora dimostra di sapere maneggiare anche le complesse acrobazie aeree dell'Uomo Ragno. Si avvale ancora una volta del coreografo Peng Zhang e, grazie alla fisicità di Tom Holland che ha una formazione anche da ballerino, realizza stunt impressionanti, più concreti di quelli che si erano visti in passato.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.80 - CONSIGLIATO SÌ
Dopo la guerra di Troia, Ulisse affronta un pericoloso viaggio di ritorno a Itaca, incontrando lungo il cammino creature come il ciclope Polifemo, le Sirene e Circe. Espandi ▽
Ulisse, eroe degli achei di proteiforme ingegno, ha ideato lo stratagemma del cavallo di Troia per porre fine ai dieci anni di assedio della città e finalmente conquistarla. La vittoria gli permette di partire verso casa, all'isola di Itaca, ma la sua flotta incontra diverse sventure e il suo viaggio lo porta a confrontarsi con minacce sovrannaturali, a visitare l'Ade e a una lunga sosta sull'isola della ninfa Calipso. Nel mentre suo figlio Telemaco cerca di proteggere la madre Penelope e il trono di Itaca dai proci.
L'epica si fa cinema in
Odissea di Christopher Nolan, con impressionanti mezzi produttivi e sforzi tecnici, ma pure con una intelligente e attuale rilettura.
Il film trova non solo messaggi pacifisti ma pure femministi, perché questa è la caduta di una società patriarcale di cui le donne per prime vedono i limiti, ma si tratta di passaggi che pur suonando molto moderni - ma poi nemmeno tanto se si ripensa alle tragedie come Medea - non interrompono mai il flusso del racconto.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.31 - CONSIGLIATO SÌ
Un'avventura godibile - e una bella lettera d'amore per il cinema - che mantiene viva la natura surreale dei piccoli protagonisti.
Animazione,
USA 2026.
Durata 90 Minuti.
Uno scatenato capitolo che introduce personaggi inediti nella più grande franchise animata mondiale di sempre: Minions & Monsters. Espandi ▽
Scopriamo le avventure di due Minions - Harry e James - (e di tanti altri Minions) fin dagli albori della Settima arte, durante gli anni Venti e all'arrivo del sonoro. Harry è un filmmaker nato e James un grande inventore di storie, e i due uniranno le forze per creare un "monster movie" con cui Harry spera di vincere il massimo riconoscimento cinematografico (una banana dorata). Ma soprattutto sono amici per la pelle e si sostengono attraverso mille difficoltà.
Minions & Monsters è una sorta di prequel (o origin story) che non è solo l'ennesima avventura degli ometti gialli ma una cavalcata attraverso il grande cinema, soprattutto quello dell'epoca del muto.
C'è forse un po' troppa carne al fuoco e i mostri non sono particolarmente convincenti. Ma nel complesso
Minions & Monsters è un'avventura godibile che non tradisce la natura surreale dei beniamini dei più piccoli, e una lettera d'amore per il cinema.
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2.07 - CONSIGLIATO NÌ
Una commedia sugli equivoci che fa leva soprattutto sulla popolarità di Christian Clavier.
Commedia,
Francia,
Belgio 2025.
Durata 91 Minuti.
Una commedia che racconta con leggerezza l'arrivo di uno strano fidanzato della figlia. Espandi ▽
Il dottor Olivier Béranger è uno psicanalista che ha in cura Damien, un paziente affetto da mille patologie. Dopo cinque anni di analisi e l'ennesimo tentativo di Damien di gettarsi dal balcone del suo studio, il dottor Béranger decide di sospendere le sedute con il giovane e lo congeda dandogli un ultimo consiglio: trovare un'anima gemella nevrotica quanto lui e innamorarsene. Peccato che la scelta di Damien cada (inconsapevolmente) proprio su Alice, l'unica figlia di Olivier, e la ragazza decida di presentarlo a casa in occasione dell'anniversario di matrimonio dei suoi.
Terapia di famiglia, scritto e diretto da Arnaud Lemort è una commedia francese degli equivoci che fa leva soprattutto sulla popolarità dell'attore comico Christian Clavier, già notissimo oltralpe (e in parte anche in Italia).
La narrazione è esile, basata su gag infantili e sulle brevi caratterizzazioni comiche di una galleria di personaggi di contorno. Il risultato è una commedia tanto leggera da risultare inconsistente e già vista.
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Cinema aderente all'iniziativa Cinema Revolution dal 19 giugno al 20 settembre. Biglietto a €3,50 per tutti i film italiani ed europei. cinemarevolution.it
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1.44 - CONSIGLIATO NO
Un'opera prima dalle buone intenzioni e dalla buona regia. Ma la sceneggiatura non regge.
Drammatico,
Polonia,
Italia 2026.
Durata 84 Minuti.
Luce cerca di salvare il fidanzato da un pericoloso debito e, senza alternative, sceglie di guadagnare denaro attraverso una piattaforma di sesso in diretta. Espandi ▽
Luce è una studentessa universitaria figlia di un oncologo. Il suo ragazzo, Loris, a causa di un quantitativo di cocaina che gli è stato rubato, si trova a dover pagare una grossa cifra che non possiede. Luce vorrebbe aiutarlo e chiede un prestito in famiglia senza ottenerlo. Si rivolge a colei che un tempo era sua insegnante e che ora ha mutato tenore di vita. Lo ha potuto fare grazie a "Blue", sito porno in cui si pratica sesso live venendo pagati da chi osserva. Luce finisce con il non vedere un'altra strada per aiutare Loris.
Eleonora Puglia, alla sua opera prima, dirige un film le cui indubbie buone intenzioni non sono supportate da una sceneggiatura adeguata.
Puglia sa girare e sa anche come creare atmosfere ma quando la protagonista viene definita con l'appellativo 'lucciola' si tocca l'apice e la memoria corre a una canzone i cui versi dicevano "Noi siam come le lucciole/brilliamo nelle tenebre./Schiave di un mondo brutal/noi siamo i fior del mal". Era il 1927. Davvero nulla di nuovo sotto il sole.
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2.21 - CONSIGLIATO NÌ
Un volo internazionale da Los Angeles a Shanghai è costretto a un atterraggio d'emergenza nel cuore dell'oceano. L'aereo si schianta in acque infestate da squali. Espandi ▽
Durante il volo internazionale da Los Angeles a Shanghai, un incendio nella stiva causa un'esplosione distruggendo un motore. Il comandante Rich e il primo ufficiale Ben tentano un ammaraggio di emergenza mentre i passeggeri sbalzano fuori dall'aereo che poi impatta contro una barriera corallina spezzandosi in tre tronconi. I sopravvissuti si ritrovano intrappolati tra le lamiere del velivolo che affondano lentamente, soli in mezzo al mare e senza nessuna possibilità di essere soccorsi. In più in acqua ci sono degli squali pericolosissimi che fanno fuori alcuni di loro. Malgrado la tensione, Ben riesce però a prendere in mano la situazione mettendosi a capo delle operazioni di salvataggio. I superstiti dovranno così mettere da parte i loro conflitti personali per cercare di sopravvivere.
Il cinema di Harlin non riesce più a puntare sull'essenzialità dell'action, che è stato spesso uno dei punti di forza del suo cinema migliore.
Dalla ripetitività delle riprese subacquee agli squali in CGI,
Deep Water mette in campo tutti gli elementi del survival-thriller riproponendone stancamente i meccanismi.
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3.55 - CONSIGLIATO SÌ
La ditta Taitou Fireworks che produce fuochi d'artificio è in procinto di essere chiusa e sfrattata dal luogo che ha occupato negli ultimi 330 anni. Espandi ▽
Nel cuore di una fitta foresta si erge una casa fatiscente, sede di una piccola azienda a conduzione familiare che fabbrica fuochi d'artificio da secoli. È l'ultimo baluardo di una provincia giapponese che sta perdendo inesorabilmente la sua connotazione rurale a favore della gentrificazione. La vecchia struttura sta per essere rasa al suolo per far posto a una distesa di pannelli solari, ma il giovane Keitaro, erede dell'opificio, rifiuta di andarsene. Hikikomori di campagna, si barrica in casa per mettere a punto lo Shuhari.
Parabola sul conflitto tra tradizioni e progresso, A New Dawn esplora l'importanza di onorare la memoria del passato e la difficoltà di accettare la dissoluzione del legame tra paesaggi e identità locali.
Intriso di struggente malinconia e di sensibilità ecologica, attraverso la sequenza della foresta abbattuta, il film evoca il dramma della devastazione ambientale e della distruzione dell'intima connessione tra uomo e natura.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.08 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un ottimo thriller dall'eleganza concisa. Il racconto degli Anni Settanta in Cile, intriso delle preoccupazioni del presente.
Drammatico,
Italia,
Cile 2026.
Durata 83 Minuti.
Film d'esordio nella fiction del regista cileno Juan Pablo Sallato. Espandi ▽
Subito prima del colpo di stato che avrebbe posto fine al governo cileno di Salvador Allende e instaurato la dittatura di Pinochet, Jorge Silva è un capitano dell'aeronautica di cui si ricorda in gioventù il valore come paracadutista, e che ora dirige un centro di addestramento per cadetti alle porte di Santiago. La mattina dell'11 settembre 1973 riceve ordini dai suoi superiori di aprire le porte della base militare e favorire la detenzione dei tanti prigionieri catturati durante il golpe.
Stretto tra le pressioni dall'alto, in particolare del colonnello Jahn con il quale ha dei trascorsi, e il senso di responsabilità per le reclute che lo guardano con ammirazione come il giovane sergente Hernández, Silva dovrà fare i conti rapidamente con i propri imperativi morali.
Con eleganza concisa, il regista all'esordio Juan Pablo Sallato firma un ottimo thriller su un periodo storico ancora non ampiamente esplorato come i terribili anni settanta in Cile, epoca di brutali violenze e sopraffazioni la cui memoria è ancora viva e dolorosa.
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3.78 - CONSIGLIATO SÌ
Woody, Buzz e gli altri affrontano nuove sfide tra giocattoli tradizionali e tecnologia moderna, in un'avventura Pixar piena di emozioni. Espandi ▽
Jessie è terrorizzata che la sua bambina, Bonnie, la abbandoni come avevano fatto a suo tempo l’amata Jennifer e poi Andy, perché quando i bambini crescono accantonano i giocattoli che avevano “da piccoli”. Ma adesso è arrivata una nuova, inattesa rivale: la tecnologia, che attraverso mille dispositivi ruba il tempo ai giovanissimi e impedisce loro di continuare a giocare nella realtà. L’era dei giocattoli sembra dunque proprio tramontata, e gli amici di Jessie – da Rex a Dollie, da Slinky Dog a Mr e Mrs Potato – temono un imminente destino di estinzione. Quando i genitori di Bonnie le regalano un tablet, Jessie si vede perduta e chiede l’aiuto di Woody e Buzz, nonché di tutti gli altri amici di sempre, a partire dal fido destriero Bullseye. Nel frattempo da un container escono decine di Buzz Lightyear che individuano in Jessie e la sua stella da sceriffa il comando stellare che sono destinati a incontrare. E il Buzz originario cerca il momento giusto per chiedere a Jessie di unirsi a lui per sempre.
Toy Story 5 affronta l’elefante in salotto, ovvero il modo in cui la tecnologia e i device hanno soppiantato non solo il gioco attivo e in presenza, ma la possibilità stessa di farsi degli amici che vogliano condividere lo spazio del gioco reale invece di quello virtuale. Come da tradizione, il quinto capitolo della saga ideata da John Lasseter, affronta le più grandi paure dei bambini (e non solo): l’abbandono, la solitudine, la mancanza di amici, il sentimento di estraneità rispetto a ciò che li circonda. Andrew Stanton e Kenna Harrris co-dirigono e firmano il quinto capitolo della saga rispettandone in pieno i topos e la natura profonda dei personaggi, la qualità delle interazioni e i temi essenziali – appartenenza, solidarietà, amicizia, crescita, fantasia, nostalgia.
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2.94 - CONSIGLIATO SÌ
Il sesto capitolo del franchise mostra il suo debito al cinema di Raimi.
Horror,
USA 2026.
Durata 112 Minuti.
Un nuovo capitolo di ferocia e follia demoniaca: l'esperienza più selvaggia e terrificante del franchise fino ad oggi. Espandi ▽
Alice, una giovane donna francese e suo marito Will hanno appena litigato nel locale che gestiscono insieme. L'uomo, in preda alla collera, prende la sua auto, corre a tutta velocità, investe un Deadite che lo stava proprio cercando, e muore. Dopo il funerale, Alice si ritrova così nella lugubre e isolata casa di famiglia del defunto. I suoceri Edgar e Susan e Polly, la nonna di Will, hanno spesso nascosto a fatica l'ostilità nei suoi confronti mentre il cognato Joseph e la sua ragazza Thya si sono mostrati più comprensivi e amichevoli. Mentre sono tutti a tavola, la tensione sale e finisce per esplodere. Poco prima, all'obitorio la salma di Will esce dalla bara e il suo spirito demoniaco contagia prima Edgar e, successivamente, anche tutti gli altri membri della famiglia. Per sopravvivere, Alice deve schivare i loro attacchi e l'unica possibilità di sopravvivenza è un pugnale magico in grado di uccidere i Deadites.
Sam Raimi è solo il produttore di La casa - Il rogo del male, eppure in tutto il franchise composto di sei capitoli, ha sempre fatto sentire la sua presenza.
I primi tre (La casa, La casa 2 e L'armata delle tenebre) li ha diretti lui mentre nei film successivi (il remake diretto da Fede Alvarez del 2013 e il reboot La casa - Il risveglio del male per la regia di Lee Cronin) sono comunque influenzati da quell'atmosfera demoniaca da B-movie.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.20 - CONSIGLIATO SÌ
Il film che segna il ritorno di Steven Spielberg al genere dedicato agli UFO. Espandi ▽
Mentre il mondo è sull'orlo del collasso per una serie di crisi geopolitiche, in particolare nella penisola coreana, Daniel Keller è braccato dagli agenti di una misteriosa organizzazione guidata dallo spietato Noah. Vogliono recuperare ciò che lui ha rubato e impedirgli di diffondere le informazioni ottenute grazie alle sue straordinarie capacità informatiche.
Nel frattempo Margaret Fairchild, volto delle previsioni meteo di Kansas City ma aspirante conduttrice, viene avvicinata da un uccellino, un cardinale rosso, e inizia a manifestare inspiegabili capacità linguistiche: prima parla russo, poi coreano, lingue che non ha mai studiato. Soprattutto, riesce a vedere nel cuore delle persone ed empatizzare con loro al punto da convincerle a non ostacolarla. I due sono destinati a incontrarsi, almeno secondo Hugo, che li sostiene insieme a un gruppo di ribelli fuoriusciti dall'agenzia di Noah.
Avvolto in fase promozionale da fitto mistero,
Disclosure Day è una sorta di rivisitazione in chiave moderna e thriller di Incontri ravvicinati del terzo tipo.
Tra le sequenze più sorprendenti spicca una fuga che culmina in uno scontro con un treno e in una sparatoria in movimento, degna di un action coreano. Il ritmo del montaggio, per tutta la parte thriller, conferma che siamo di fronte a un maestro della tensione.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.08 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera d'arte contemporanea sulla terrificante presenza dell'assenza.
Horror,
USA 2026.
Durata 111 Minuti.
Il fenomeno globale che ha terrorizzato il web approda al cinema. Espandi ▽
Da qualche parte nella Silicon Valley e negli anni Novanta, Clark aveva una moglie e il sogno di fare l’architetto ma il destino ha scelto altrimenti. Non gli resta che andare in analisi a cercare il ‘colpevole’ dei suoi scacchi. Lo accoglie e lo assiste la dottoressa Mary Kline, un trauma infantile alle spalle e una carriera di analista da ‘audio-cassette’ motivazionali per raggiungere la felicità e gli obiettivi personali. Clark le ascolta, invano, perché la sua vita è inchiodata a uno showroom di mobili che vende alla televisione vestito da pirata. Una notte, per risolvere l’ennesimo blackout, cerca la causa e trova un passaggio per un mondo parallelo. Al di là del muro uno spazio conduce a un altro spazio e poi corridoi infiniti, scale che non portano a niente e oggetti familiari accatastati o seppelliti come dopo un’apocalisse. Clark vuole esplorarlo e Mary finirà per seguirlo.
Nel gennaio 2022, Kane Parsons pubblica su YouTube “The Backrooms (Found Footage)” ed è subito horror post-moderno. Ha soltanto sedici anni quando seduto al computer della sua cameretta crea un mondo artificiale, ripetitivo e disincarnato. L’orrore ridotto alla sua essenza: una porta che dobbiamo attraversare. Dietro c’è uno spazio digitale e impersonale, un’architettura mentale del vuoto, con una porta d’entrata e senza via d’uscita. Dietro, la tensione è costante. Il post di Parson provoca uno shock e oltre venticinque milioni di “visualizzazioni”. Più che un film,
Backrooms è un’installazione, un’opera d’arte contemporanea fondata sull’incessante ripetizione della stessa cosa: la presenza dell’assenza, più terrificante di qualsiasi mostro.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.16 - CONSIGLIATO SÌ
La conferma del talento dell'astro nascente Curry Barker.
Horror,
USA 2026.
Durata 108 Minuti.
Dopo aver spezzato il misterioso "Salice dei Desideri" per conquistare il cuore della persona per cui ha una cotta, un romantico senza speranza si ritrova a ottenere esattamente ciò che aveva chiesto. Espandi ▽
Dopo aver spezzato il misterioso bastoncino del desiderio per conquistare il cuore della ragazza che ama, un romantico senza speranza ottiene esattamente ciò che ha chiesto ma presto scopre che alcuni desideri hanno un prezzo sinistro e pericoloso. È il momento di un nuovo 'elevated horror', accompagnato dalla casa di produzione Blumhouse, che conferma il talento dell'astro nascente Curry Barker, regista (e interprete) di una decina di corti e del mediometraggio Milk & Serial.
Proprio Milk & Serial è l'anello di congiunzione con Obsession dal momento che la dimensione del gioco e dello scherzo iniziale, che poi prende ovviamente altre pieghe, è presente anche in questo lungometraggio che però ha, fin dall'inizio, un tono molto diverso, direi quasi un po' malato. Forse a rispecchiare quella Generazione Z, di cui il regista fa parte, le cui modalità relazionali sono ben rappresentate dal gruppo dei quattro protagonisti, due ragazzi e due ragazzi, che lavorano tutti in un negozio di articoli musicali e che sono così amici da stare insieme anche nel tempo libero.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.38 - CONSIGLIATO SÌ
Una storia apparentemente piccola che diventa il frattale delle dinamiche alla base del nucleo sociale.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 96 Minuti.
Una donna sta aspettando un figlio ma a essere incinta è la sua compagna. Cerca il suo posto in questa famiglia. Espandi ▽
Francia, 2014. Nadia e Céline sono una coppia gay che ha potuto sposarsi grazie alla nuova legge Taubira che ha sancito il matrimonio omosessuale, e ora che Nadia è incinta tramite fecondazione eterologa avvenuta in Danimarca si preparano all'adozione, che potrà avvenire solo dopo la nascita. È stato deciso che la madre biologica fosse Nadia che ha 37 anni, mentre la più giovane Céline forse potrà vivere personalmente quell'esperienza più avanti. Ma non è facile calarsi nei rispettivi ruoli: la madre biologica che soffre tutte le difficoltà della gestazione e del parto, e quella di adozione che - esattamente come succede ai neopapà - si sente messa in secondo piano e si domanda se il suo attaccamento al neonato sarà un istinto naturale, come sembra esserlo per le neomamme.
In realtà il punto della storia di Love Letters, opera prima della regista Alice Douard che ha vissuto in prima persona l'esperienza che racconta, niente è necessariamente naturale nella genitorialità, anche perché sia Nadia che soprattutto Céline hanno avuto modelli per certi versi discutibili: la prima ha una madre delegittimante e un po' bigotta che ha fatto fatica ad accettare l'omosessualità della figlia, la seconda ha per mamma una celebre pianista che è andata per concerti delegando il ruolo genitoriale al marito, che però è morto per infarto quando la figlia era ancora piccola.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.77 - CONSIGLIATO SÌ
Un classico del gotico padano diretto da Pupi Avati con originalità, maestria e senso del macabro.
Giallo,
Italia 1976.
Durata 110 Minuti.
Stefano, un giovane pittore, è chiamato a restaurare un affresco, terrificante opera di un folle morto suicida. Durante il lavoro, Stefano è vittima di fatti strani e inquietanti e assiste a una serie di morti strane. Espandi ▽
Stefano arriva in un paesino nella pianura emiliana. È stato ingaggiato per restaurare un affresco di Buono Legnani, un pittore morto parecchi anni prima in circostanze misteriose. Definito “il pittore delle agonie”, Legnani amava dipingere la sofferenza delle persone in punto di morte. Grazie a un amico, Stefano apprende che il mistero attorno a Legnani è profondo e persino pericoloso. Girato con pochi soldi e molta inventiva, il film rappresenta la prima vera incursione di Pupi Avati nel thriller a tinte horror, dopo un paio di film iniziali dai toni bizzarri e
weird e un paio di commedie grottesche, l’ultima delle quali (Bordella) non aveva avuto molta fortuna.Avati dirige qui con maestria e senso del macabro, sempre pienamente in controllo della storia e delle situazioni, riuscendo a generare un’inquietudine che si trasforma via via in suspense senza forzare ritmo e tempi, ma lasciando che la forza della storia si imponga in modo naturale. Tutto funziona e tutto congiura a costruire un piccolo classico che ha subito avuto un buon successo commerciale, ma che poi è ulteriormente cresciuto nel tempo sino a entrare di diritto nell’alveo dei cult movies, non solo in Italia.
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Cinema aderente all'iniziativa Cinema Revolution dal 19 giugno al 20 settembre. Biglietto a €3,50 per tutti i film italiani ed europei. cinemarevolution.it
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.00 - CONSIGLIATO SÌ
Commedia francese girata con brio fatta di equivoci, romanticismo e incroci familiari.
Commedia,
Francia 2025.
Durata 98 Minuti.
Marguerite e Sofiane, coppia felice, vedono la loro vita sconvolta da un assurdo: dover "divorziare di nuovo" in Vaticano per annullare il matrimonio cattolico. Espandi ▽
A Rouen, Marguerite vive serena con il compagno e la figlia adolescente, mantenendo al tempo stesso un rapporto amichevole con Fred, suo primo marito da cui ha divorziato. Un giorno l’uomo le annuncia di volersi risposare, e le chiede aiuto per una semplice pratica di annullamento anche della loro unione religiosa. Marguerite si mostra disponibile, ma la burocrazia della Chiesa complica le cose e la costringe a rimettere in esame la natura del suo rapporto con Fred, nonché la storia trascorsa insieme e la figlia che condividono. Il caso finirà per coinvolgere tutti i membri di questa strana famiglia allargata, portando la comitiva fino a confrontarsi con i vertici del Vaticano.
Classica commedia francese fatta di equivoci, romanticismo e incroci familiari,
C'est quoi l'amour è girato con brio da Fabien Gorgeart, il quale saggiamente lascia che a farla da padrone siano Laure Calamy e Vincent Macaigne: due attori protagonisti che sono forse il simbolo di questo particolare genere nel panorama transalpino contemporaneo. Insieme danno vita a un particolare esempio di
comédie de remariage che trova una chiave insolita per squarciare lo status quo relazionale e far (ri)partire la giostra.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.00 - CONSIGLIATO SÌ
Il Bhutan, l'unico Paese al mondo ad aver fatto della Felicità Interna Lorda un principio di governo. Espandi ▽
È possibile misurare la felicità? Per il governo del Bhutan, Paese incastonato tra la Cina e l'India settentrionale, evidentemente sì. I suoi funzionari hanno infatti inventato un indicatore chiamato Felicità Nazionale Lorda, in base al quale è possibile calcolare il livello di soddisfazione personale di ogni cittadino. Il quarantenne Amber è uno degli agenti incaricati di visitare porta a porta le persone per valutare quanto siano felici e parte in compagnia del collega Guna verso le zone rurali. Straniero in attesa della cittadinanza, figlio devoto che vive con la madre anziana, anche Amber, però, aspira alla felicità.
Un documentario ironico e pieno di grazia, che senza mettere in discussione la politica della monarchia ne mostra dal basso l'inconsistenza e si sofferma sulla condizione esistenziale di uomini e donne comuni. Chi, del resto, nel Bhutan come nel resto del mondo, saprebbe dire quanto sia felice da uno a dieci?
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Cinema aderente all'iniziativa Cinema Revolution dal 19 giugno al 20 settembre. Biglietto a €3,50 per tutti i film italiani ed europei. cinemarevolution.it
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.28 - CONSIGLIATO SÌ
Un film-evento musicale, dal ritmo travolgente. Da brividi la performance di Jaafar Jackson.
Biografico,
USA 2026.
Durata 127 Minuti.
La storia del re del pop Michael Jackson. Espandi ▽
Michael è un bambino pieno di sogni e di talento. Balla e canta in modo unico, si trova a crescere con un padre opprimente, che non esita a tirare fuori la cinta per imporre il suo volere. Ma Michael è destinato a diventare un'icona, la sua ascesa da solista va di pari passo con l'intima urgenza di avere sempre maggiore emancipazione dalla figura paterna, fino al "divorzio professionale". Nel frattempo, tra un animale esotico e l'altro nella sua villa, il suo successo non si arresta, anzi spicca il volo: Off the Wall, Thriller e Bad, il resto è storia.
Più che un biopic fedele alla verità dei fatti,
Michael è uno spettacolare evento musicale. Antoine Fuqua si assume la responsabilità di raccontare una delle icone più osannate e criticate del mondo, e per farlo sceglie - per evidenti questioni legali - di sacrificare una parte della storia: quella processuale, legata alle gravi accuse di pedofilia e molestie su minori.
Un film da grande pubblico,
Michael che sa commuovere, esaltare, ispirare, divertire e far cantare e ballare chi guarda.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.89 - CONSIGLIATO SÌ
Un sequel che ci dà quello che aspettavamo. C'è meno ferocia ma il cast si conferma di primo piano.
Commedia,
Drammatico -
USA 2026.
Durata 119 Minuti.
Il film segue la lotta di Miranda Priestly contro Emily Charlton, la sua ex assistente diventata dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e mentre Miranda si avvicina alla pensione. Espandi ▽
Sono passati vent'anni da quando Miranda Priestly faceva il bello e il cattivo tempo come direttrice della rivista di moda Runway. Per riparare ai danni d'immagine dell'azienda il proprietario di Runway, Irv, convoca Andy Sachs, l'ex stagista di Miranda che è diventata un'ottima giornalista, ma ha anche appena perso il lavoro per i tagli all'editoria. Andy torna dunque a Runway come caporedattrice attualità e ritrova l'adorabile Nigel.
Dopo il successo planetario di
Il diavolo veste Prada questo sequel si assicura di dare al pubblico, soprattutto femminile, ciò che si aspetta.
Il film riposa su un format di successo e sulla bravura di un cast di primo piano. Il "glitter" degli abiti prende lo spazio del "grit" della trama che invece, visti i tempi, poteva diventare più sarcasticamente feroce, alla Piombo rovente per intenderci. Ma il pubblico si accontenterà facilmente della dimensione "eye candy" (l'abuso di anglicismi è intenzionale), e fioccherà a riempire le sale.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.47 - CONSIGLIATO NÌ
Un film in cui manca quasi del tutto quello spirito provocatorio, iconoclasta e anarchico che aveva reso Zalone un unicum in Italia.
Commedia,
Italia 2025.
Durata 90 Minuti.
Il ritorno di Checco Zalone, diretto da Gennaro Nunziante, autore insieme a Zalone stesso del soggetto e della sceneggiatura. Espandi ▽
Checco Zalone è un "nuovo Paperone italiano", possiede sei Ferrari rosse fiammanti e sta per festeggiare i suoi 50 anni con una festa a tema egizio per 800 invitati. Vive con la sua attuale compagna, una modella messicana 25enne, mentre sua figlia Cristal (in onore allo champagne) abita con la madre, ex modella e aspirante attrice negli spettacoli del suo spocchioso compagno palestinese. Il motto di Checco è che è sempre bello mostrare la propria ricchezza a chi non può permettersela, e si muove fra la Sardegna, Roma e Milano, non facendo assolutamente nulla di produttivo e spendendo e spandendo i soldi del padre imprenditore di successo, che lo considera un emerito coglione. Ma quando Cristal scompare Checco si metterà a cercarla e scoprirà che è partita per percorrere a piedi il Cammino di Santiago. Il padre la segue (inizialmente in Ferrari), scoprendo a poco a poco un lato di sé che non aveva mai considerato, e incontra una bella quarantenne spagnola, Alma, innamorata di un uomo misterioso.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.40 - CONSIGLIATO SÌ
Un road movie che riesce a raccontare un'Italia vera con una sua energia lenta e sul finale commovente.
Drammatico,
Italia,
Germania 2025.
Durata 100 Minuti.
Nel Veneto rurale, due amici di bevute inseguono la leggenda di un tesoro nascosto dal loro compagno Genio. Con loro un giovane architetto in cerca di sé. Espandi ▽
Doriano, detto Dori, e Carlobianchi (sì, tutto attaccato) sono amici di bevute, in un Veneto rurale che pare quasi il Far West. Credono alla leggenda metropolitana secondo cui il loro storico amico Genio ha nascosto da qualche parte un tesoretto ricavato dalla vendita di frodo di occhiali dal sole. Per questo, e perché gli vogliono bene, devono andare a prenderlo all’arrivo dall’Argentina. Lungo il loro percorso incontrano Giulio, studente di Architettura timido e insicuro, che si unisce al loro viaggio.
Le città di pianura è l’opera seconda del regista e sceneggiatore Francesco Sossai: un road movie sbullonato con per improbabili protagonisti due cinquantenni che rimpiangono gli anni Novanta. Il film riesce a raccontare un’Italia vera, lontana dai riflettori e dai set delle commedie mutuate dall’estero. Trova una sua energia laconica che cresce lentamente e alla fine commuove, perché forse il segreto del mondo – o almeno di una vita alternativa a quella frenetica e arrivista di oggi - Dori e Carlobianchi l’hanno scoperto davvero.
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Cinema aderente all'iniziativa Cinema Revolution dal 19 giugno al 20 settembre. Biglietto a €3,50 per tutti i film italiani ed europei. cinemarevolution.it
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.39 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera che riflette sulla violazione del corpo delle donne conservando il tratto autoriale del suo regista.
Drammatico,
Italia,
Belgio,
Svizzera 2025.
Durata 123 Minuti.
Dal romanzo di Rosella Postorino un film che propone uno sguardo inedito sul nazismo. Espandi ▽
Rosa Sauer, insieme ad altre sei donne, viene costretta per anni a sedere a tavola per assaggiare il cibo destinato ad Adolf Hitler con lo scopo di verificare che non sia avvelenato. Tra le sette donne, che ogni giorno potrebbero perdere la vita, si intrecciano rapporti che implicano sia la solidarietà che il possibile tradimento. Il film si ispira al romanzo omonimo di Rosella Postorino vincitore del Premio Campiello nel 2018. La scrittrice era rimasta colpita dalla vicenda reale di Margot Wölk, una segretaria tedesca costretta dal 1942 ad assaggiare il cibo destinato ad Hitler. Compiendo per la prima volta un balzo indietro nel passato, realizzando quindi il suo primo film ‘in costume’, Soldini continua la riflessione sul corpo delle donne violato. Ne nasce un film che merita la visione dimostrando che un vero autore può rimanere se stesso anche tentando nuove strade ed affrontando storie che sembrano lontane nel tempo ma che possono purtroppo ripresentarsi, mutando magari forme, nella storia di quella che chiamiamo umanità.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.80 - CONSIGLIATO SÌ
Due sorelle affrontano il ritorno del padre regista e l'arrivo di una star americana che sconvolge gli equilibri della loro fragile famiglia. Espandi ▽
Nora (nome ricorrente nella drammaturgia internazionale) è un’attrice di teatro che soffre di attacchi di panico ogni volta che deve entrare in scena. Ha una relazione con un collega sposato, non ha figli ed è legata solo a sua sorella Agnes e alla di lei famiglia. Gustav, il padre di Nora e Agnes, è un famoso regista che dopo il divorzio ha lasciato la Norvegia (e la famiglia) per tornare nella nativa Svezia. Ora però è tornato per il funerale della ex moglie, e per chiedere a Nora di interpretare la protagonista della sua ultima sceneggiatura, a suo dire la più riuscita e personale, che dovrebbe essere ambientata proprio nella casa dove Nora e Agnes sono cresciute.
In
Sentimental Value il regista e sceneggiatore norvegese Joachim Trier fa una cosa difficilissima: imprimere la propria cifra stilistica personale e inconfondibile ad un argomento già molto frequentato dal cinema mondiale (compreso quello nordico), ovvero la complessità dei rapporti famigliari.
La regia di Trier si muove con la consueta morbidezza e fluidità nelle transizioni fra gli spazi e i sentimenti, spesso interrotta da schermi al nero e brusche frenate musicali, e riproduce la natura caleidoscopica dei rapporti, mantenendo una raffinatezza compositiva rarefatta ed essenziale, ma mai algida o priva di pathos.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.49 - CONSIGLIATO SÌ
Un film semplice e nostalgico che guarda alla proverbiale estate italiana che forse non esiste più.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 90 Minuti.
Nico, bambino moderno e ribelle, passa l'estate con una zia siciliana rigida e religiosa. Scontri e diffidenze lasciano spazio a un legame profondo. Espandi ▽
Nico è un bambino di oggi, dipendente dal telefono e con lo smalto sulle unghie. All’improvviso viene strappato al suo mondo “del nord” per passare un mese d’estate in Sicilia, in compagnia di un’anziana zia, Gela. Nico e Gela, ognuno radicato nelle proprie certezze ma con dolori simili nel cuore, dovranno pian piano cercare un linguaggio comune. Prima volta nel lungometraggio per Margherita Spampinato, che con autoriale dolcezza scrive, dirige e monta un omaggio all’arcano mondo delle nonne, come ce lo ricordiamo tutti nella nostra memoria infantile. Gela e Nico non sono esattamente nonna e nipote, ma proprio per questo riescono a isolare e incarnare ancora meglio la dinamica di estrema differenza e di grande vicinanza che si crea in quel rapporto. È un film nostalgico, che guarda a un
milieu classico come la proverbiale “estate italiana”, che forse non esiste più se non filtrata attraverso l’immaginario collettivo.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.54 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Il trionfo del cinema per il cinema. Capolavoro di Welles ritenuto degno leader di una classifica ideale di film.
Drammatico,
USA 1941.
Durata 120 Minuti. Consigli per la visione:
Si narra la vicenda di Charles Foster Kane, magnate dell'editoria. Il film inizia con un flash-back. Espandi ▽
Si narra la vicenda di Charles Foster Kane, magnate dell'editoria. Il film inizia con un flash-back. Kane è morto, si cerca di interpretare la sua incredibile personalità, le sue speranze e le sue azioni. L'uomo è morto pronunciando la parola "Rosebud". Un giornalista si assume l'incarico di venire a capo del mistero andando a parlare con le persone che furono più vicine al magnate. Comincia dal suo più grande amico, Leland (Cotten), che sostenne Kane fin dall'inizio, quando il grand'uomo sembrava animato da irresistibile spinta di onestà e fu da questi licenziato quando non si schierò dalla sua parte in una vicenda di scarsa importanza.
OGGI A MILANO
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.06 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un umorismo che non vuole essere dissacrante e che lascia trapelare la nostalgia senza però frenare la comicità.
Comico,
USA 1974.
Durata 106 Minuti. Consigli per la visione:
C'è un certo dottor Frederick Frankenstein, discendente del famoso barone Victor, che insegna medicina in una università americana e non ne vuol sapere di essere accomunato col suo famoso antenato. Espandi ▽
Il dottor Frankenstein, nipote del celeberrimo medico, è un affermato neurochirurgo che vive e insegna in una università negli Stati Uniti ed è impegnato a far dimenticare la sua discendenza dal creatore della Cosa. Un giorno però riceve l'invito a recarsi nel castello del nonno in Transilvania a causa di un lascito testamentario. Finisce così per essere attratto dall'atmosfera del luogo, scopre il polveroso laboratorio in cui venne portato a termine l'esperimento e decide di tentare a sua volta l'impresa trafugando un cadavere per restituirgli la vita.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.10 - CONSIGLIATO SÌ
Almodóvar è ancora magnifico nel contrapporre spazi, musiche e tinte. Ma la messinscena risulta asfittica.
Drammatico,
Spagna 2026.
Durata 111 Minuti.
Dopo il suo primo film in lingua inglese, La stanza accanto, il regista premio Oscar Pedro Almodóvar torna in Spagna per raccontare una storia sull'elaborazione del lutto e i ritmi frenetici della vita. Espandi ▽
Raul è un regista sulla cinquantina che da cinque anni non riesce a girare un film per mancanza di ispirazione. Comincia a scrivere una nuova sceneggiatura proprio quando Monica, la sua prima lettrice, al suo fianco da vent'anni, si licenzia per raggiungere la compagna in grande difficoltà, e lo affida alle cure amorevoli di Santi, il compagno di Raul di 15 anni più giovane.
La sceneggiatura vede protagonista Elsa, una regista che dopo due film "di culto" (ma non di cassetta) decide finalmente di tornare a scrivere un copione, attingendo alle vite del suo giovane compagno Beau (da Bonifacio, ovvero colui che fa del bene, in una sovrapposizione del buono col bello) e delle uniche due amiche: Patricia, sposata con un uomo che (forse) la tradisce ma che lei non si decide a lasciare, e Natalia, che vive una situazione drammatica con il figlio. Ma anche Raul, mentre costruisce la sua storia, pesca a piene mani dalla realtà quotidiana e dagli affetti che lo circondano, e questo è pericoloso.
Almodóvar è come solito magnifico nel contrapporre spazi, musiche (hitchcockiane) e tinte a scopo narrativo (qui dominano il rosso e l'azzurro, e in coppie alternate il verde e il giallo) e i suoi personaggi sono come sempre una segnaletica vivente del mood del loro autore, in questo caso il disagio. Ma il film raffigura un'impasse creativa impantanandosi in una messinscena che risulta asfittica.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.44 - CONSIGLIATO SÌ
A Taipei, Shu-fen lotta per tenere insieme la sua famiglia, ma le iniziative delle figlie rischiano di distruggere l'equilibrio già precario. Espandi ▽
Nel mercato notturno di Taipei Shu-fen gestisce un chiosco che serve noodle: lasciata dal marito da diversi anni, sta ancora affrontando i debiti residui, faticando a gestire l’irrequieta figlia ventenne I-Ann e la piccola I-Jing di 5 anni. Mentre Shu-fen si lascia andare alla depressione, la situazione le sfugge di mano e le iniziative di I-Ann e I-Jing rischiano di compromettere ulteriormente l’equilibrio famigliare. Durante la visione di
Left-Handed Girl la prima impressione potrebbe essere quella di un
Florida Project in versione taiwanese, complice la presenza di Sean Baker in qualità di produttore e co-sceneggiatore. È indubbio che tornino alcuni dei temi cari al cineasta americano. Il tocco di Baker in fase di sceneggiatura si percepisce nel ritmo indiavolato e nell’attenzione a dialoghi credibili e ficcanti, tali da coinvolgere un pubblico variegato per cinefilia e capacità di attenzione. Un debutto che sa conquistare per la sincerità proposta e per l’interpretazione di un cast splendidamente assemblato.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.86 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un esordio folgorante che rivela un vero talento cinematografico e una voce femminile unica e potente.
Drammatico,
USA 2025.
Durata 103 Minuti.
Agnes, segnata da una violenza subita, finge che tutto vada bene finché una riunione di classe la costringe a confrontarsi col passato. Espandi ▽
“Mi è successo qualcosa di molto brutto”, dice Agnes, studentessa post laurea e neodocente: quel qualcosa è una violenza sessuale che ha subìto e che cerca ad ogni costo di rimuovere, asserendo agi altri che “tutto va bene”. Una riunione di classe è l’evento che farà riemergere il ricordo della violenza, di cui è stato colpevole un suo ex professore.
Sorry, Baby è il film di esordio di Eva Victor, che ne ha scritto la sceneggiatura, dirige e interpreta il ruolo della protagonista. Ed è un esordio folgorante che rivela un vero talento cinematografico e una voce femminile unica e potente. Affronta in modo originale il tema della sopravvivenza a una violenza alternando dramma e humour, con una leggerezza che non è mai svilente di quanto è accaduto e una capacità di andare a fondo nel dolore della protagonista, e di descrivere il danno che la violenza sessuale causa in chi sembra sopravviverle in modo “efficiente”.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.57 - CONSIGLIATO SÌ
Una ballata folk che racconta il Boss - magistralmente interpretato da Jeremy Allen White - come paladino delle imperfezioni.
Biografico,
Drammatico -
USA 2025.
Durata 120 Minuti.
Il viaggio di Bruce Springsteen nella realizzazione del suo album del 1982 Nebraska, emerso durante la registrazione di Born in the USA con la E Street Band. Basato sul libro di Warren Zanes. Espandi ▽
1981. Bruce Springsteen è reduce dal successo del River Tour e la sua casa discografica vorrebbe subito un nuovo LP per "battere il ferro finché è caldo". Ma lui è in piena crisi. Ovunque lo seguono l'ombra scura che gli sta alle calcagna e quel vuoto dentro del quale non riesce a liberarsi se non quando, in una stanza del suo modesto appartamento, compone i brani che faranno parte del suo LP meno noto e più rispettato - Nebraska - ben lontani da ciò che la casa discografica si aspetta.
Springsteen - Liberami dal nulla sceglie un momento particolare della vita e carriera del Boss per raccontare lo smarrimento identitario di un uomo e un artista che ha sempre avuto come priorità quella di non tradire se stesso.
Jeremy Allen White (interprete di tutte le canzoni in scena) si cala nel tormento di Springsteen. Il regista Scott Cooper evita saggiamente l'agiografia e gestisce bene l'alternanza fra arte e vita, facendo del suo film una ballata folk su un performer che ha sempre incarnato una parte ben precisa dell'identità statunitense: quella diseredata, blue collar, schietta e genuina.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.45 - CONSIGLIATO SÌ
Il pornocinema fa da chiave di lettura degli anni '70 libertari e trasgressivi.
Commedia,
USA 1997.
Durata 152 Minuti.
Pregi e difetti degli anni Settanta, raccontati attraverso la rappresentazione del mondo del porno. Espandi ▽
Anni settanta: prospera il cinema erotico. C'è un sottobosco che ha le stesse regole del grande cinema, i suoi divi, il suo pubblico, i suoi premi. Due "modelli" prendono la professione molto sul serio, a volte confondendo la realtà col set. Una coppia in una scena si fa prendere la mano e ne risulta un orgasmo (vero) da applauso. Attraverso quell'ottica di ambiente emergono tutti i problemi degli anni Settanta e Ottanta.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.65 - CONSIGLIATO SÌ
Remis, un luogo misterioso e nascosto tra le montagne che al tempo stesso isolano e proteggono i suoi abitanti. Espandi ▽
Il nuovo insegnante di educazione fisica, Sergio Rossetti, arriva a Remis, un paesino nascosto in una valle isolata tra le montagne. Grazie all’incontro con Michela, il professore scopre che, dietro questa apparente serenità, si cela un inquietante rituale: una notte a settimana, gli abitanti si radunano per abbracciare Matteo Corbin, un adolescente capace di assorbire il dolore degli altri. Paolo Strippoli si ritrova perfettamente a suo agio nel cinema di genere e costruisce un intenso racconto di crescita personale portandolo fino alle sue estreme conseguenze. Ma non sono i tempi di un film che, dal thriller, si trasforma in horror, pur essendo in definitiva un dramma, a interessare il regista quanto piuttosto tutta la caratterizzazione del personaggio del giovane ‘benefattore’ Matteo Corbin Questa continua tensione tra naturale e soprannaturale, tra sacro e profano, tra padri putativi e religiosi, porta il livello del racconto a toccare questi temi con una problematicità che non si riscontra facilmente in un ‘classico’ film italiano.
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Una ricca famiglia danese festeggia il sessantesimo compleanno del patriarca. Arrivano tutti, figli e amici, partecipa persino la servitù. Tutto è bel... Espandi ▽
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.31 - CONSIGLIATO SÌ
Un film teso come un cavo, sul confine tra vittime e carnefici e sui risvolti nascosti della cronaca che nutre i tabloid.
Drammatico,
Storico -
USA 2025.
Durata 102 Minuti.
Da un fatto realmente accaduto nel 1977, un sequestro con ostaggio le cui trattative - trasmesse in diretta tv - hanno tenuto con il fiato sospeso gli americani per 63 ore. Espandi ▽
La mattina dell’8 febbraio del 1977, nello stato dell’Indiana, Anthony Kiritsis, detto Tony, quarantaquattro anni, entra nell’ufficio del presidente della Meridian Mortgage Company e, in sua assenza, prende in ostaggio il figlio e socio in affari, Richard O. Hall, legandogli al collo un cavo teso collegato al grilletto di un fucile a canne mozze calibro 12 (il “dead man’s wire” del titolo). Chiede cinque milioni di dollari, come risarcimento per essere stato ingannato dall’agenzia e derubato del profitto che avrebbe fatto vendendo il suo terreno se la Meridian Mortgage non lo avesse deliberatamente ostacolato; chiede di non essere accusato né processato; esige delle scuse personali da parte di Hall senior, che ritiene il diretto responsabile della sua disgrazia. Il lungo negoziato telefonico tra rapitore e forze dell’ordine attrae come un magnete altre vite e altre storie: quella del conduttore radiofonico afroamericano Fred Temple, “the voice of Indianapolis”, che parla con Tony in diretta, e di una giovane giornalista televisiva in cerca dell’occasione giusta per essere lanciata in prime time. Il cavo del telefono, della radio e della televisione, dunque, come emblema di ciò che connette, nella diversità di sorti ed esistenze.
Gus Van Sant torna dunque ai personaggi dall’ego sperduto dei suoi primi film, quei loser che il tempo attuale - un tempo di difficoltà economiche e relazionali, un tempo di strumenti “wireless”- richiama prepotentemente in scena. Lo fa a partire da una sceneggiatura preesistente rispetto al suo coinvolgimento, nella quale deve aver intravisto la possibilità di fare proprio il racconto della bizzarra vicenda di cronaca alla base, sfruttandone tanto la tensione interna (del cavo e della narrazione), perfetta per il cinema, che la qualità a suo distorto modo eroica della crociata contro la ferocia del capitale di Kiritsis, che ha saputo evitare un epilogo scontato e brutale.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.39 - CONSIGLIATO SÌ
L'incontro, nel cuore gelido della costa coreana, tra Soo-Ha (Bella Kim), una giovane donna franco-coreana, e Yan Kerrand (Roschdy Zem), illustratore francese in cerca d'ispirazione. Espandi ▽
A Sokcho, cittadina di pescatori vicina al confine settentrionale della Corea del Sud, la giovane Soo-ha lavora in una piccola pensione. È franco-coreana, ma non ha mai lasciato il Paese: il mondo le arriva solo attraverso i racconti degli altri. Quando alla pensione arriva Yan Kerrand, illustratore francese alla ricerca di ispirazione per il suo nuovo graphic novel, tra i due nasce un rapporto sottile, fatto di silenzi, piccoli gesti, attrazioni trattenute.
Tratto dal romanzo pluripremiato di Elisa Shua Dusapin,
Un inverno in Corea è il racconto di una relazione che si realizza più nel non detto e nelle sfumature che nell'interazione tra i suoi personaggi.
Il regista Koya Kamura, al suo debutto, gira con mano ferma l'interazione tra i due protagonisti, superando, a tratti, i limiti di un cinema d'autore midcult, pensato chiaramente come prodotto da esportazione: i riferimenti alla zona demilitarizzata e alla guerra di Corea restano didascalici ma sono fragilità perdonabili nel contesto di un coming of age che ha le qualità di un promettente esordio.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.00 - CONSIGLIATO SÌ
Una commedia d'azione originale firmata Sony Pictures Animation, ambientata in un mondo interamente popolato da animali. Espandi ▽
La capra Will è cresciuta con il mito dei Thorns, la squadra di ruggiball di Vyneland, e in particolare con la pantera Jett Fillmore come modello della più grande giocatrice di tutti i tempi: the Greatest Of All Time. Il sogno di Will, coltivato insieme alla madre, cameriera in un diner, è sempre stato quello di scendere in campo un giorno con la maglia dei Thorns, ma la vita è andata diversamente e Will, cresciuto, si è trovato solo e costretto a fare la capra da consegna per pagare l'affitto a un criceto che non smette di fare figli.
Come in ogni film sportivo che si rispetti, il peggior nemico di Will è lui stesso. È lui che ha smesso di credere di potercela fare, ha rimandato, non ha cercato le occasioni giuste, in fondo spaventato dal pensiero comune che i piccoli come lui non possano veramente diventare dei grandi nello sport.
Finché l'occasione non si è presentata sotto il suo naso, o meglio nel suo campetto da ruggiball, quando il superbo Sbrocco, il cavallo che da anni vince a gamba tesa il campionato, si è prestato a sfidare il pubblico per farsi bello sui social. Da quel giorno, per Will, cambia tutto, anche se la strada per il successo non è mai in discesa, ed è proprio Jett, la sua eroina, a mettersi d'impegno per seminare la strada della capretta di non pochi ostacoli.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.18 - CONSIGLIATO SÌ
Un racconto di emancipazione in un film puro e misurato che non cede al discorso militante.
Drammatico,
Francia,
Germania 2025.
Durata 106 Minuti.
Fatima ama il calcio, le donne e Dio. Tra banlieue, fede e desiderio, cerca sé stessa, affrontando contraddizioni senza mai smettere di sperare. Espandi ▽
Cresciuta nelle banlieue parigine e in seno a una famiglia musulmana, di origine algerina, Fatima non sa dove ‘mettersi’. Ama il calcio e le donne, la sua famiglia e dio, senza riuscire a conciliarle e a riconciliarsi con se stessa. Per fare ordine balla sul dancefloor o dialoga con l’Imam, attraversando senza paura le sue contraddizioni. Adattamento del romanzo omonimo (e autobiografico) di Fatima Daas,
La petite dernière è un gesto di cinema di grande purezza. Per Hafsia Herzi è prima di tutto una questione d’amore, di emancipazione e costruzione personale di una ragazza musulmana che ama le donne e abita un ambiente religioso, sociale e familiare intrinsecamente intollerante. Hafsia Herzi resta sobria, eludendo pathos e caricatura, e trovando un’attrice ispirata che dona a Fatima la complessità necessaria. Dal punto di vista formale, il film resta misurato, nessuna oscillazione della m.d.p., nessuna illusione documentaristica ma un’attenzione costante alla grana della realtà.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.08 - CONSIGLIATO SÌ
Bahram, regista censurato, intraprende con la produttrice Sadaf un viaggio in Vespa per proiettare clandestinamente il suo film in Iran, sfidando il sistema. Espandi ▽
Bahram, un regista sulla quarantina che realizza film d’impegno, si vede ancora una volta proibire dalle autorità la proiezione del suo ultimo film. Cerca allora di trovare una soluzione muovendosi su una moto rosa insieme alla sua giovane produttrice dai capelli colorati. Trovare un luogo in cui poter proiettare la sua opera non sarà facile. Tutti temono il controllo delle autorità e vogliono evitare i guai. Ali Asgari e Alireza Khatami tornano a fare coppia per una vicenda che racconta con ironia la dura vita dei registi non allineati in Iran. Dopo
Kafka a Teheran fa indubbiamente piacere ritrovare sugli schermi una coppia di autori che non hanno piegato il capo dinanzi alle minacce degli ayatollah. Girato in maniera semiclandestina grazie alla maggiore difficoltà di controllo governativo sul digitale questo film mostra e dimostra come il saper far uso della satira sottile possa talvolta risultare più efficace dei pamphlet con attacchi frontali e drammatici.
OGGI A MILANO
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.94 - CONSIGLIATO SÌ
Un film alla francese in cui l'intrattenimento - anche musicale - si fonde con i temi del reale.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 94 Minuti.
Cécile, chef con aspirazioni stellate, torna al paese natale e rimette in discussione la sua vita. Espandi ▽
Cécile, dopo il successo ottenuto in televisione grazie a un cooking show sta per aprire il proprio ristorante insieme al suo compagno. Scopre di essere incinta e, al contempo, si sente in dovere di tornare al paese natio perché il padre, anch’egli ristoratore, ha avuto un infarto. Un film alla francese in cui canzoni e realtà riescono a convivere senza stridere. Uno di quei film che costituiscono una prerogativa del cinema francese. Saper cioè raccontare storie che potrebbero stare tranquillamente nella realtà grazie ai volti giusti unitamente a quel tanto di astrazione che permette di affrontare temi non proprio secondari. Qui Cécile deve decidere su una gravidanza che sente di non volere, lei e il padre si scontrano su due visioni opposte della ristorazione e per di più torna sulla scena un vecchio amore dell’adolescenza per cui la protagonista sente di provare ancora dei sentimenti che sembravano sopiti. Selezionato come film di apertura dell’edizione 2025 del Festival di Cannes si è rivelato come la giusta scelta di intrattenimento non avulso dalla realtà.
OGGI A MILANO
Cinema aderente all'iniziativa Cinema Revolution dal 19 giugno al 20 settembre. Biglietto a €3,50 per tutti i film italiani ed europei. cinemarevolution.it
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.37 - CONSIGLIATO SÌ
Lidia cresce tra abusi e dolore. Nuoto e scrittura sono vie di fuga, ma tra lutti e dipendenze il percorso verso la salvezza sarà lungo e incerto. Espandi ▽
Lidia è una bambina che cresce tra il nuoto e una famiglia in frantumi. Una borsa di studio per il nuoto è la promessa di una vita migliore, ma Lidia dovrà imparare tutto da capo. Ad amare, a rapportarsi agli altri in modo non violento, a sopravvivere a un lutto grave e alle dipendenze multiple in cui finisce per gettarsi. Affamata di vita, intravede nella scrittura una forma di salvezza. È un film viscerale, carnale, appassionato e malato,
The Chronology of Water di Kristen Stewart. Un film fuori dall’ordinario che osa portare in scena una storia “scandalosa”, raccontata nell’omonimo romanzo autobiografico di Lidia Yuknavitch. Un flusso amniotico di immagini ed emozioni che non teme l’indicibile e il conturbante. Alla sua opera prima Stewart dimostra di avere maturato negli anni una sua chiara idea di cinema e uno stile nuovo con cui proporla sullo schermo, lontana dalla retorica e dal didascalismo. Un cinema che non deve e non vuole essere rassicurante, intento a raccontare i sentimenti estremi di chi ha subito traumi troppo grandi da elaborare.
OGGI A MILANO
Versione originale con sottotitoli:
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.55 - CONSIGLIATO SÌ
Un film sul mestiere di restare autentici: un elogio alla misura, all'intelligenza ironica, alla capacità di non prendersi troppo sul serio.
Documentario,
Italia 2025.
Durata 94 Minuti.
Willie Peyote tra musica, vita e riflessioni a Torino: un ritratto intimo e autentico di un artista tra impegno, ironia e coerenza nello showbiz. Espandi ▽
Torino d’inverno, la nebbia che sale dal Po e un uomo che cerca di mettere ordine tra le parole, come se da quelle potesse dipendere il suo equilibrio.
Willie Peyote. Elegia sabauda è prima di tutto il ritratto di un artista che fa della semplicità e dell’umiltà la sua cifra identitaria, una dichiarazione d’amore a una città e a un modo di intendere la musica. Il documentario, diretto con pudore e curiosità, segue Willie lungo un biennio di cambiamenti – dall’inverno del 2023 fino a Sanremo 2025 – raccontandone la quotidianità, le contraddizioni e la capacità di essere se stesso, anche quando la pressione esterna vorrebbe che su di lui si costruisse un personaggio. Willie Peyote, all’anagrafe Guglielmo Bruno, si presenta come un artista senza trucco né finzione. Si definisce “nichilista, torinese e disoccupato, perché dire cantautore fa subito Festa dell’Unità e dire rapper fa subito bimbominkia”.
Nella sua apparente semplicità, è un film sul mestiere di restare autentici: un elogio alla misura, all’intelligenza ironica, alla capacità di non prendersi troppo sul serio. E forse, in un’epoca di sovraesposizione e clamore, è proprio questo il gesto più radicale possibile.
OGGI A MILANO
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.25 - CONSIGLIATO SÌ
Un autoritratto senza nostalgia. Kim Novak, tra Hollywood e Vertigo.
Documentario,
USA 2025.
Durata 76 Minuti.
Il ritratto lirico e intimo di una donna che rifiutò di lasciarsi plasmare dall'industria che voleva definirla. Espandi ▽
Una Kim Novak novantatreenne racconta se stessa ripercorrendo non solo la propria carriera di star hollywoodiana ma cercando anche di comprendere retrospettivamente le ragioni che l'hanno portata a lasciare il cinema quando era all'apice della carriera nel 1980. Una consistente sezione del breve documentario è dedicata al suo rapporto con il doppio ruolo interpretato in Vertigo.
Alexandre O. Philippe riesce, grazie all'esperienza che gli è propria in documentari sul cinema, a far emergere lati nascosti della personalità della star.
L'analisi del suo doppio ruolo raggiunge il vertice quando si giunge a parlare di uno degli abiti indossati durante le riprese che si trova accuratamente chiuso in una scatola mai più aperta da allora. Anche questa sorta di presa di distanza si rivela come molto significativa trovando una motivazione in quanto poi vedremo accadere.
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