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Ben Kingsley

Ben Kingsley (Krishna Bhanji) è un attore inglese, produttore, è nato il 31 dicembre 1943 a Scarborough (Gran Bretagna).
Nel 2002 ha ricevuto il premio come miglior attore miniserie o film tv al SAG Awards per il film Anne Frank: The Whole Story. Dal 1983 al 2002 Ben Kingsley ha vinto 3 premi: Golden Globes (1983), Premio Oscar (1983), SAG Awards (2002). Ben Kingsley ha oggi 78 anni ed è del segno zodiacale Capricorno.

Ben Kingsley: uno, nessuno, centomila

A cura di Nicoletta Dose

Interpretare Gandhi, una figura complessa innalzata a mito dalle masse pacifiste di tutto il mondo, non è cosa facile. Farsi ricoprire di trucco tanto da nascondere totalmente il volto e diventare la rappresentazione in carne e ossa dello stereotipo ebreo vuol dire confrontarsi con un simbolo che porta sulle spalle il peso della storia. O immedesimarsi nella figura di un malavitoso per tentare di raccontarne la vita, vuol dire mettere da parte la propria personale morale e immergersi totalmente in quella di un altro uomo. Tanti volti, tante personalità e tanti sguardi sul mondo dietro a un'unica persona: Ben Kingsley, uno, nessuno e centomila.

I suoi esordi tra teatro e tv
Krishna Bhanji nasce dall'unione di Rahimtulla Harji Bhanji, fisico indiano, e di Anna Lyna Mary Bhanji, una modella e attrice affermata di origine europea. Il padre, spostatosi dal Kenya verso l'Inghilterra, era figlio di un ricco mercante di spezie ma è il mestiere della madre a influenzare gli interessi di Ben bambino. Dopo aver passato l'adolescenza nella città di Manchester partecipando a piccoli spettacoli di periferia, rimane affascinato dalla bravura di Ian Holm nel dramma "Riccardo III". Così, superati i vent'anni, si iscrive alla Royal Shakespeare Company per provare in prima persona l'esperienza del palcoscenico teatrale. Da subito capisce che quella è la sua strada e decide, prendendo spunto dal soprannome del padre ("Clove king"), di cambiare nome e trasformarlo in Ben Kingsley. Accolto con fragorosi applausi già dalle prime performance, viaggia in tutto il mondo raggiungendo il teatro di Broadway dove la sua prima esibizione avviene nel 1971. Trova anche il tempo di costruire una famiglia e si sposa con una collega attrice, Angela Morant, da cui avrà due figli. Dopo il primo approccio con il teatro, si dedica alla TV e partecipa ad alcuni film commerciali di poco conto (il suo esordio cinematografico è del 1972 con lo sconosciuto Gli ultimi sei minuti di Michael Tuchner). Dopo aver divorziato dalla prima moglie, nel 1978 sposa Alison Sutcliffe, da cui avrà altri due figli.

L'Oscar per l'interpretazione di Gandhi
Il salto di qualità avviene nel 1982 con il ruolo di Gandhi nel pluripremiato film biografico di Richard Attenborough, con il quale l'artista vince il premio Oscar e il Golden Globe come miglior attore protagonista e il BAFTA. Per l'immedesimazione nel personaggio, si prepara con impegno meticoloso, perde peso, si documenta sull'argomento e si cala completamente nella parte che gli è stata affidata.

L'Oscar gli porta anche alcuni insuccessi
Dopo il successo internazionale del film, l'attore riesce ad accumulare solo ruoli marginali che, malgrado la professionalità con cui li interpreta, non riconoscono del tutto la sua bravura. Da ricordare Tradimenti (1983) di David Jones o Tartaruga ti amerò (1985), uno dei primi film di John Irvin o l'apocalittico (passato inosservato in Italia) Slipstream (1989) di Steven Lisberger, regista conosciuto soprattutto per Tron. Nel 1980 collabora anche con il canale televisivo PBS in cui legge alcune parti del libro I vichinghi di Magnus Magnusson all'interno di un programma educativo.
Nel 1991 Barry Levinson lo chiama per il film Bugsy, interpretazione per la quale riceverà la nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista.

Il ruolo che lo fa conoscere al grande pubblico
Ma il pubblico lo ricorda soprattutto per il ruolo dell'ebreo polacco in Schindler's List di Steven Spielberg. Nel 2000 approda al film di fantascienza Da che pianeta vieni? di Mike Nichols, confrontandosi con un ruolo del tutto nuovo rispetto ai precedenti.

Sir Ben Kingsley
La sua bravura viene notata anche a Buckingham Palace: la tradizione inglese vuole che, nel periodo natalizio, la regina Elisabetta assegni i titoli onorifici alle personalità più rappresentative del mondo dell'arte, della cultura, della scienza e dell'industria. Nel 2001 il titolo di Cavaliere è andato a Ben Kingsley per i suoi meriti in campo artistico e per il suo contributo alla crescita e al successo del teatro inglese.
Nello stesso anno interpreta un ruolo per lui inusuale. Veste i panni del malavitoso Don Logan nella commedia nera Sexy Beast e si fa notare nuovamente all'Academy Award. Con una nuova nomination è ancora una volta protagonista della corsa agli Oscar. Nel 2003 si separa dalla seconda moglie e si sposa con Alexandra Christmann dalla quale divorzierà qualche tempo dopo.

La collaborazione con i grandi del cinema
Nei primi anni del nuovo millennio ha collaborato con grandi nomi del cinema, a cominciare da Thunderbirds (2004) di Jonathan Frakes, regista conosciuto per il contributo a Star Trek, per poi essere protagonista di una delle più profonde interpretazioni degli ultimi anni: il perfido Fagin dell' Oliver Twist (2005) secondo Polanski, autore con il quale aveva già lavorato in La morte e la fanciulla (1995). Qui dà il meglio di sé: coperto da un trucco che lo nasconde quasi completamente, è il protettore viscido, dal naso colante e dalla gobba in vista, dei bambini poverissimi della Londra vittoriana ai quali insegna l'arte dell'imbroglio per poi, avido di denaro, tenere tutta la ricchezza per sé. Nel 2006 l'attore ha una doppia collaborazione: interpreta L'ultima legione, un colossal tratto dal best seller dell'archeologo Valerio Massimo Manfredi ma si trasforma anche in gangster nel tarantiniano Slevin - Patto criminale di Paul McGuigan. La criminalità lo vede in prima linea anche in You Kill Me (2007) di John Dahl, a fianco di Téa Leoni: qui è un killer spietato con grossi problemi di alcolismo.

Anche in ruoli scabrosi
Ma la sua versatilità lo porta a interpretare anche ruoli scabrosi come in Fa' la cosa sbagliata - The Wackness (2008) in cui Kingsley veste i panni di un terapista, amico di uno spacciatore, e quello del professore universitario col vizietto delle scappatelle in Lezioni d'amore con Penelope Cruz. Nel 2010 si fa dirigere da Martin Scorsese in Shutter Island, per poi cimentarsi nel fantasy Prince of Persia - Le sabbie del tempo con Jake Gyllenhaal. Due anni dopo un altro ruolo straordinario: è Georges Méliés, padre del cinema di fantasia, nel meraviglioso Hugo Cabret diretto ancora una volta da Martin Scorsese, e torna accanto a Sacha Baron Cohen ne Il dittatore di Larry Charles, presentato al Festival di Cannes 2012. In seguito si dedicherà ai progetti Iron Man 3 e Ender's Game. Nel 2015 è diretto da Robert Zemeckis in The Walk, storia del funambolo Philip Petit, da Ridley Scott in Exodus - Dei e re e da Anton Corbijn in Life. Il 2016 lo vede impegnato invece ne Il libro della giungla di Jon Favreau e nell'action Autobahn - Fuori controllo.

Un mestiere fatto con passione
La bellezza del mestiere dell'attore sta tutta nella libertà di riuscire a vestire maschere diverse per ogni storia nuova da raccontare. Ben Kingsley fa tutto questo con passione, sfocando il confine tra la vita e il lavoro, spesso in bilico tra gesti di pace estrema e una pistola pronta a sparare sui deboli, senza paura di scoprire i lati più nascosti dell'animo umano.

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