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Oliver Twist
Un film di Roman Polanski.
Con Ben Kingsley, Frances Cuka, Barney Clark, Lewis Chase, Jake Curran.
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Titolo originale OLIVER TWIST.
Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 130 min.
- Gran Bretagna, Repubblica ceca, Francia, Italia 2005.
uscita venerdì 21 ottobre 2005.
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![]() Conservando intatto lo spirito di un autore come Dickens, Polanski costruisce una trasposizione del classico cupa e ricca d'umanità
Giancarlo Zappoli
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Se c'è chi pensa che il detto "si nasce rivoluzionari e si muore conservatori" valga per il Roman Polanski che "illustra" (come alcuni hanno scritto) "Oliver Twist" di Dickens non si illuda. Il regista di Rosemary's Baby e di Il coltello nell'acqua ha conservato intatto il proprio sguardo attento agli angoli oscuri della società e della psiche. Uno sguardo mediato dall'esperienza di Il pianista e proprio da quel film di successo stimolato a rivisitare il proprio passato di bambino salvatosi dal ghetto di Cracovia con la madre uccisa ad Auschwitz. Lo fa per l'interposta persona di uno dei personaggi più famosi dell'universo dickensiano, quell'Oliver Twist che ha già costituito una fonte di ispirazione per il cinema. |
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Oliver e la ricerca di un posto nel mondo
lunedì 4 dicembre 2006
di Giulia Gibertoni
Quanta pazienza pare avere il piccolo Oliver Twist, mai sfiorato da dubbio o da paura autentica e fino alla fine autarchicamente rinserrato nel suo candore, segno d’elezione: la sua parabola è una variazione sul tema di Cenerentola. Orfano tra gli orfani, maltrattato dai suoi pari e ancor di più dai ricchi in cerca di rivalsa e di chiarezza di censo, eccolo che prende il fagottino e giunge a Londra. La città, allora più tentacolare di oggi, lo riceve tramite alcuni ottimi rappresentanti della continua » |
Stilisticamente impeccabile ma noioso
domenica 30 ottobre 2005
di Maura
Mi sono seduta in sala con la semi convinzione di vedere un bel film, giacché amo sia il Polanski di Repulsion che quello del Pianista. E invece alla scritta Intervallo ho addirittura sentito il desiderio di uscire e tornarmene a casa, ma sono rimasta perché volevo vedere la fine, poiché non avevo mai letto il libro di Dickens (una pecca, forse, ma tant'è). Quel che mi stupisce, ora, è leggere recensioni così positive! Mi sono fiondata davanti al computer per cercare opinioni varie, e invece mi continua » |
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Polanski in declino,non perde comunque maestria
domenica 30 aprile 2006
di Darko
Anche per chi non ha mai letto integralmente il celebre romanzo ottocentesco di Charles Dickens è palese che il nuovo film di Polanski si discosti notevolmente dal testo e trovi l'occasione di raccontare e soffermarsi su aspetti più nascosti e involuti del romanzo, tralasciando altri particolari e non mancando di riferimenti autobiografici del regista. OLIVER TWIST pur rimanendo un'opera minore nella filmografia polanskiana è meglio del PIANISTA perchè nonostante duri 2 ore e 10 non vi è mai un continua » |
Polanski ha fatto di meglio
mercoledì 26 dicembre 2007
di paleutta
ho sempre amato il cinema di Polansky, dal capolavoro Rosemary's Baby, L'inquilino del terzo piano, Luna di fiele, La nona porta per citarne qualcuno tra i più famosi. I suoi film hanno sempre un impatto particolare, specialmente i primi. Inquietano senza sconvolgere, si insinuano e dicono le cose tra le righe solo come un grande regista sa fare. Questo Oliver Twist mi ha lasciato un pò perplesso. Nonostante il mestiere e il talento siano evidenti nello spessore del lavoro, sembra che anche lui, continua » |
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| Oliver Twist | |
| Grazie per la vostra gentilezza Oscuro Signore. | |
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| Dodger | |
| Ti serve un amico, bambolo? | |
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| Dodger | |
| Come te la passi bambola? | |
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Altre frasi celebri del film Oliver Twist
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DVD | Oliver TwistUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 26 aprile 2006
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di Lietta Tornabuoni L'Espresso
Oliver Twist, pubblicato da Charles Dickens a puntate sul “Bentley’s Miscellany” nel 1837-38, è un classico della letteratura inglese, un romanzo lacrimoso e bello, a lieto fine, sulle sventure patetiche di un orfano di nove-dieci anni nella Londra del primo industrialismo. Roman Polanski, 72 anni ne ha tratto un film impeccabile, fatto benissimo, con un protagonista bambino scelto con speciale sagacia (è Barney Clark, angelico, antipatico e struggente), una ricostruzione d’epoca perfetta, tagli indispensabili di sottostorie parentetiche o minori, e una caratteristica molto intelligente. » |
di Marco Cicala Il Venerdì di Repubblica
Ci voleva un diavolo come Roman Polanski per far uscire Oliver Twist dal purgatorio: quello della cosiddetta «letteratura per ragazzi», in cui il grande romanzo di Charles Dickens è stato troppo a lungo e ingiustamente recluso. Da venerdì prossimo nelle sale italiane, il film riporta al cinema la storia del più famoso trovatello d’Inghilterra (insieme al Tom Jones di Fielding) quasi sessant’anni dopo la celebre versione di Sir David Lean con Sir Alec Guinness nel ruolo dell’ebreo Fagin, ora interpretato da un sorprendente e «shylockiano» Sir Ben Kingsley. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Sembra non avere passato il bambino che Bumble (Jeremy Swift), guardiano della parrocchia, tiene per mano all’inizio di Oliver Twist (Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Francia e Italia, 2005, 130’). E senza passato il piccolo Oliver (Barney Clark) è ancora al termine del film di Roman Polanski, quando si allontana sulla carrozza di Brownlow (Edward Harwicke), il suo bene-fattore. Al contrario, nel romanzo di Charles Dickens -che lo sceneggiatore Ronald Harwood ha molto ridotto - la sua origine è svelata dopo una serie intricata di coincidenze e parentele nascoste. » |
di Claudio Carabba Il Corriere della Sera
Forse la colpa è mia, che non avevo voglia di rivedermi le tribolazioni del povero orfanello perduto nella Londra, sporca e cattiva, del vecchio Dickens. Forse la colpa è di Polanski, che è stato frenato dalla gloria del classico romanzo. In definitiva il nuovo allestimento di Oliver Twist mi è sembrato poco nuovo, poco personale. Certo il talento del maestro di Repulsion qua e là traspare, in un’immagine sinistra, in un dettaglio allarmante. Ma è troppo poco. Eppure l’intuizione-chiave ci sarebbe: le autorità e i ricchi borghesi sono più infami del bieco Fagin (lo sfrenato Ben Kingsley), che almeno ai piccoli smarriti dà il pane (e salciccia) e insegna un mestiere. » |
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