|
|
|
| Kids | iPhone | Scrivere di Cinema | La bocca del lupo new! | | |||||
|
|||||
|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|||
|
|
|||
Il pianista
Un film di Roman Polanski.
Con Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Emilia Fox, Maureen Lipman.
continua»
Titolo originale The Pianist.
Drammatico,
durata 148 min.
- Polonia 2002.
|
Accedi
|
Registrati
|
|||||||||||
|
||||||||||||
|
|
|
|
||||
![]() Polanski racconta l'Olocausto. Palma d'oro a Cannes 2002.
Pino Farinotti
|
|
Torna l'Olocausto, e per mano di un "autore". Pareva che Spielberg avesse detto l'ultima parola, invece ecco una storia sul ghetto di Varsavia. Siamo nel '38. Comincia a stringersi la tenaglia nazista che produrrà le prime limitazioni per gli Ebrei: prima leggere -la stella di Davide cucita sul braccio- poi pesanti, poi intollerabili, poi mortali. Fino alla decimazione. Wladyslaw, giovane, talentoso pianista, sta suonando Chopin per una registrazione radiofonica proprio mentre arriva la notizia dell'invasione nazista della Polonia. Il giovane assiste all'orribile spirale: tutta la famiglia deportata e poi le condizioni del ghetto: bambini che muoiono di fame, gente uccisa per nulla, e una piccola parte di ebrei che tradiscono per sopravvivere. Alla fine Wladyslaw è di nuovo al piano, proprio come all'inizio. Ma naturalmente l'esperienza lo ha devastato. Niente, neppure Chopin sarà più come prima. Il film ha vinto la Palma d'oro al festival di Cannes 2002. Molti hanno disapprovato. |
|
|||||
|
|
premi nomination |
Premio Oscar 2 1 |
Golden Globes 0 2 |
Festival di Cannes 1 0 |
David di Donatello 1 0 |
L'olocausto al di là della rete
martedì 17 maggio 2005
di Dona
La storia di un uomo che è costretto a vivere la tragedia del nazismo e l'orrore dello sterminio attraverso le stanze e le vie di una città, anch'essa succube della pazzia dell'uomo: così Roman Polanski descrive l'olocausto. Non attraverso i campi di sterminio o le fosse comuni, ma tramite le senzazioni e la solitudine di Wladyslaw, tenuto a galla da straordinari gesti di comprensone ed amore da parte di figure al i fuori della logica della morte; logica che pare divorare anche le note della musica, continua » |
Il coraggio di parlare d'olocausto senza retorica
di lemke
Tesi: Schindler's list, seocndo me è un capolavoro mancato, nel quale ad una magistrale prima aprte si contrappone una seconda parte a dir poco stucchevole per retorica. Antitesi: il pianista è un film dove non trova spazio la retorica, in quanto ci mostra in maniera quasi documentaristica la quotidianità, secca, asciutta. Sintesi: Il pianista è un capolavoro e, dal mio punto di vista, il migliore film da un bel po' di anni a questa parte. continua » |
|
Recensione de "il pianista"
venerdì 8 febbraio 2008
di valentina C 13 ANNI
Il film il pianista è un film che parla di Wladyslaw Szpilman un pianista polacco di religione ebrea con un talento grandissimo che sopravvive ai tedeschi nazisti. Il protagonista viene rinchiuso con la sua famiglia nel ghetto costruito dai tedeschi per gli ebrei.Quando lui e la sua famiglia vengono portati a bordo dei "treni della morte", treni che portavano ai campi di concentramento viene tirato giù dal treno,da un soldato, e messo in salvo. Da quel momento la sua vita si riempie di paure,ansie continua » |
||
| wilm hosenfeld | |
| ringrazi Dio,non me.Lui ci ha fatti sopravvivere..almeno..è cio che dovremmo credere | |
|
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
|
| Wladyslaw Szpilman (Adrian Brody) e Dorota (Emilia Fox) | |
| Wladyslaw Szpilman: C’è un’ordinanza che vieta agli ebrei di sostare nei giardini Dorota: Stai scherzando? Wladyslaw Szpilman: No per niente. Ci potremmo sedere su una panchina, ma c’è un’altra ordinanza che vieta agli ebrei di sedersi sulle panchine Dorota: Ma è assurdo! Wladyslaw Szpilman: Possiamo stare in piedi e parlare, non penso che ciò sia vietato. | |
|
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
|
| Aggiungi una frase | |
DVD | Il pianistaUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 12 aprile 2006
|
SOUNDTRACK | Il pianistaLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 11 ottobre 2002
|
|
di Alberto Crespi L'Unità
Wladek Szpilman corre incontro ai militari sovietici che per lui rappresentano la salvezza. Da settimane vive come un animale, nascosto in una Varsavia ormai deserta, abbandonata anche dai nazisti. Non c'è più una sola casa in piedi, la neve dell'inverno del 1945 copre solo macerie. Dei 360.000 ebrei che erano stati rinchiusi nel ghetto, nel 1940, ne sopravvivono solo 20; ma Wladek non lo sa. Lui è vissuto alla macchia, solo come un cane, e ora quei militari dell'Armata Rossa sono il segnale che è finita, che si può tornare a vivere. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
La sala cinematografica diventa tempio. Gli occhi lucidi, le mani serrate, entriamo nello spazio sacro del dolore e della schiavitù del Male. In Il pianista, di Roman Polanski, questa schiavitù ha un nome preciso: il Ghetto di Varsavia, dove centinaia di migliaia di ebrei polacchi morirono durante la Seconda guerra mondiale, schiacciati dalla micidiale organizzazione nazista. Il tutto è ricreato attraverso il racconto delle infinite traversie, realmente accadute, di un grande suonatore di pianoforte, Wladyslaw Szpilman (Adrien Brody), che riuscì miracolosamente a uscirne vivo (come del resto lo stesso Polanski). » |
|
|
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Nel ghetto di Varsavia in Polonia, nel 1940 della Seconda Guerra Mondiale, erano stati chiusi dai nazisti 360.000 ebrei. Ne sopravvissero 20. Uno di loro era il pianista Wladyslaw Szpilman (scomparso nel 2000 a ottantotto anni), che ha raccontato come rimase vivo nell´autobiografia pubblicata da Baldini & Castoldi. Un libro di memoria scritto in un tono neutro, distante, asciutto, quasi l´autore parlasse di qualcun altro; e Roman Polanski ha adottato nel bel film che ne ha tratto, Il pianista, Palma d´oro all´ultimo festival di Cannes, un tono analogo, serio, sobrio e sincero. » |
di Emanuela Martini Film TV
Non dev'essere facile per un ebreo polacco che da bambino ha attraversato le persecuzioni naziste, il ghetto di Cracovia, i bombardamenti, le deportazioni di massa, la perdita di familiari e amici, e la paura, la solitudine, il randagismo, affrontare con lucidità una storia di Olocausto. Forse è per questo che Roman Polanski rifiutò l'offerta di Spielberg di dirigere Schindler's List e che è arrivato quasi a settant'anni prima di imprimere sulla pellicola il suo Olocausto:la storia privata, molto simile alla sua anche se il protagonista è un adulto, di un ebreo fuggiasco che, solo, sopravvive nella Varsavia occupata dai nazisti. » |
|
| Recensioni & Opinionisti |
Premi |
Multimedia | Shop & Showtime |
|
Premio Oscar (3) Golden Globes (2) Festival di Cannes (1) David di Donatello (1) Articoli & News |
Link esterni
Sito ufficiale |