25 anni di cinema indiano a Firenze celebrati con sei giorni di proiezioni dedicate. Oltre 20 film tra anteprime internazionali, europee e italiane ed eventi speciali, anche in questa edizione 2025 del River to River Florence Indian Film Festival, all’interno della cornice della 50 Giorni di Cinema, non mancheranno le sorprese. Grande novità di questa edizione, per celebrare il quarto di secolo, la sezione Fiume, dedicata a capolavori del cinema che esplorano il simbolismo dei fiumi nella cultura indiana.
Si inizia venerdì 5 dicembre con l’inaugurazione, nel pomeriggio, della mostra fotografica “Indian Calling” a cura di Accademia Italiana a Palazzo Vecchio e a seguire con la cerimonia d’apertura e il film Metro …In Dino di Anurag Basu, presente in sala, che racconterà del suo film nel quale si intrecciano le storie di tre donne di generazioni diverse che sfidano le tradizionali aspettative matrimoniali e familiari.
La giornata di sabato 6 dicembre, invece, si aprirà nel primo pomeriggio con il film di Chithra Jeyaram Love Chaos Kin, tra amore e diversità, e, a seguire, Humans in the Loop di Aranya Sahay, incentrata sul tema dell’intelligenza artificiale e ispirata a fatti reali avvenuti nello stato del Jharkhand. Alle 18 prevista, invece, come già accaduto nella precedente edizione, la proiezione, nella saletta del cinema La Compagnia, dei primi due episodi della serie tv Ziddi Girls di Shonali Bose, Vasanth Nath e Neeha Veena Sharma. Anche quest’anno, infatti, il festival vuole dimostrare quanto la filmografia indiana sia ormai presente sia sul grande che sul piccolo schermo.
Alle 18.30 sarà possibile vedere sul grande schermo Le Fleuve di Jean Renoir, capolavoro del regista francese del 1951, ambientato sul Gange. Bad Girl di Varsha Bharath, già proiettato all’ultimo film festival di Rotterdam, è, invece, il film che concluderà la giornata.
Non solo proiezioni, ma anche cooking show e conversazioni e riflessioni nella mattinata e nel pomeriggio di domenica 7 dicembre. Le proiezioni riprendono poi nel pomeriggio, prima con Subarnarekha di Ritwik Ghatak del 1962, capolavoro del regista bengalese nell’anniversario dei cent’anni dalla sua nascita, poi con gli episodi 3 e 4 della serie Ziddi Girls e, al termine, con Saiyaara di Mohit Suri.