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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.83 - CONSIGLIATO SÌ
Dopo la guerra di Troia, Ulisse affronta un pericoloso viaggio di ritorno a Itaca, incontrando lungo il cammino creature come il ciclope Polifemo, le Sirene e Circe. Espandi ▽
Ulisse, eroe degli achei di proteiforme ingegno, ha ideato lo stratagemma del cavallo di Troia per porre fine ai dieci anni di assedio della città e finalmente conquistarla. La vittoria gli permette di partire verso casa, all'isola di Itaca, ma la sua flotta incontra diverse sventure e il suo viaggio lo porta a confrontarsi con minacce sovrannaturali, a visitare l'Ade e a una lunga sosta sull'isola della ninfa Calipso. Nel mentre suo figlio Telemaco cerca di proteggere la madre Penelope e il trono di Itaca dai proci.
L'epica si fa cinema in
Odissea di Christopher Nolan, con impressionanti mezzi produttivi e sforzi tecnici, ma pure con una intelligente e attuale rilettura.
Il film trova non solo messaggi pacifisti ma pure femministi, perché questa è la caduta di una società patriarcale di cui le donne per prime vedono i limiti, ma si tratta di passaggi che pur suonando molto moderni - ma poi nemmeno tanto se si ripensa alle tragedie come Medea - non interrompono mai il flusso del racconto.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.33 - CONSIGLIATO SÌ
Un'avventura godibile - e una bella lettera d'amore per il cinema - che mantiene viva la natura surreale dei piccoli protagonisti.
Animazione,
USA 2026.
Durata 90 Minuti.
Uno scatenato capitolo che introduce personaggi inediti nella più grande franchise animata mondiale di sempre: Minions & Monsters. Espandi ▽
Scopriamo le avventure di due Minions - Harry e James - (e di tanti altri Minions) fin dagli albori della Settima arte, durante gli anni Venti e all'arrivo del sonoro. Harry è un filmmaker nato e James un grande inventore di storie, e i due uniranno le forze per creare un "monster movie" con cui Harry spera di vincere il massimo riconoscimento cinematografico (una banana dorata). Ma soprattutto sono amici per la pelle e si sostengono attraverso mille difficoltà.
Minions & Monsters è una sorta di prequel (o origin story) che non è solo l'ennesima avventura degli ometti gialli ma una cavalcata attraverso il grande cinema, soprattutto quello dell'epoca del muto.
C'è forse un po' troppa carne al fuoco e i mostri non sono particolarmente convincenti. Ma nel complesso
Minions & Monsters è un'avventura godibile che non tradisce la natura surreale dei beniamini dei più piccoli, e una lettera d'amore per il cinema.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.13 - CONSIGLIATO NÌ
Una commedia sugli equivoci che fa leva soprattutto sulla popolarità di Christian Clavier.
Commedia,
Francia,
Belgio 2025.
Durata 91 Minuti.
Una commedia che racconta con leggerezza l'arrivo di uno strano fidanzato della figlia. Espandi ▽
Il dottor Olivier Béranger è uno psicanalista che ha in cura Damien, un paziente affetto da mille patologie. Dopo cinque anni di analisi e l'ennesimo tentativo di Damien di gettarsi dal balcone del suo studio, il dottor Béranger decide di sospendere le sedute con il giovane e lo congeda dandogli un ultimo consiglio: trovare un'anima gemella nevrotica quanto lui e innamorarsene. Peccato che la scelta di Damien cada (inconsapevolmente) proprio su Alice, l'unica figlia di Olivier, e la ragazza decida di presentarlo a casa in occasione dell'anniversario di matrimonio dei suoi.
Terapia di famiglia, scritto e diretto da Arnaud Lemort è una commedia francese degli equivoci che fa leva soprattutto sulla popolarità dell'attore comico Christian Clavier, già notissimo oltralpe (e in parte anche in Italia).
La narrazione è esile, basata su gag infantili e sulle brevi caratterizzazioni comiche di una galleria di personaggi di contorno. Il risultato è una commedia tanto leggera da risultare inconsistente e già vista.
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Cinema aderente all'iniziativa Cinema Revolution dal 19 giugno al 20 settembre. Biglietto a €3,50 per tutti i film italiani ed europei. cinemarevolution.it
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
1.44 - CONSIGLIATO NO
Un'opera prima dalle buone intenzioni e dalla buona regia. Ma la sceneggiatura non regge.
Drammatico,
Polonia,
Italia 2026.
Durata 84 Minuti.
Luce cerca di salvare il fidanzato da un pericoloso debito e, senza alternative, sceglie di guadagnare denaro attraverso una piattaforma di sesso in diretta. Espandi ▽
Luce è una studentessa universitaria figlia di un oncologo. Il suo ragazzo, Loris, a causa di un quantitativo di cocaina che gli è stato rubato, si trova a dover pagare una grossa cifra che non possiede. Luce vorrebbe aiutarlo e chiede un prestito in famiglia senza ottenerlo. Si rivolge a colei che un tempo era sua insegnante e che ora ha mutato tenore di vita. Lo ha potuto fare grazie a "Blue", sito porno in cui si pratica sesso live venendo pagati da chi osserva. Luce finisce con il non vedere un'altra strada per aiutare Loris.
Eleonora Puglia, alla sua opera prima, dirige un film le cui indubbie buone intenzioni non sono supportate da una sceneggiatura adeguata.
Puglia sa girare e sa anche come creare atmosfere ma quando la protagonista viene definita con l'appellativo 'lucciola' si tocca l'apice e la memoria corre a una canzone i cui versi dicevano "Noi siam come le lucciole/brilliamo nelle tenebre./Schiave di un mondo brutal/noi siamo i fior del mal". Era il 1927. Davvero nulla di nuovo sotto il sole.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.20 - CONSIGLIATO NÌ
Un volo internazionale da Los Angeles a Shanghai è costretto a un atterraggio d'emergenza nel cuore dell'oceano. L'aereo si schianta in acque infestate da squali. Espandi ▽
Durante il volo internazionale da Los Angeles a Shanghai, un incendio nella stiva causa un'esplosione distruggendo un motore. Il comandante Rich e il primo ufficiale Ben tentano un ammaraggio di emergenza mentre i passeggeri sbalzano fuori dall'aereo che poi impatta contro una barriera corallina spezzandosi in tre tronconi. I sopravvissuti si ritrovano intrappolati tra le lamiere del velivolo che affondano lentamente, soli in mezzo al mare e senza nessuna possibilità di essere soccorsi. In più in acqua ci sono degli squali pericolosissimi che fanno fuori alcuni di loro. Malgrado la tensione, Ben riesce però a prendere in mano la situazione mettendosi a capo delle operazioni di salvataggio. I superstiti dovranno così mettere da parte i loro conflitti personali per cercare di sopravvivere.
Il cinema di Harlin non riesce più a puntare sull'essenzialità dell'action, che è stato spesso uno dei punti di forza del suo cinema migliore.
Dalla ripetitività delle riprese subacquee agli squali in CGI,
Deep Water mette in campo tutti gli elementi del survival-thriller riproponendone stancamente i meccanismi.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.50 - CONSIGLIATO SÌ
La ditta Taitou Fireworks che produce fuochi d'artificio è in procinto di essere chiusa e sfrattata dal luogo che ha occupato negli ultimi 330 anni. Espandi ▽
Nel cuore di una fitta foresta si erge una casa fatiscente, sede di una piccola azienda a conduzione familiare che fabbrica fuochi d'artificio da secoli. È l'ultimo baluardo di una provincia giapponese che sta perdendo inesorabilmente la sua connotazione rurale a favore della gentrificazione. La vecchia struttura sta per essere rasa al suolo per far posto a una distesa di pannelli solari, ma il giovane Keitaro, erede dell'opificio, rifiuta di andarsene. Hikikomori di campagna, si barrica in casa per mettere a punto lo Shuhari.
Parabola sul conflitto tra tradizioni e progresso, A New Dawn esplora l'importanza di onorare la memoria del passato e la difficoltà di accettare la dissoluzione del legame tra paesaggi e identità locali.
Intriso di struggente malinconia e di sensibilità ecologica, attraverso la sequenza della foresta abbattuta, il film evoca il dramma della devastazione ambientale e della distruzione dell'intima connessione tra uomo e natura.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.06 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un ottimo thriller dall'eleganza concisa. Il racconto degli Anni Settanta in Cile, intriso delle preoccupazioni del presente.
Drammatico,
Italia,
Cile 2026.
Durata 83 Minuti.
Film d'esordio nella fiction del regista cileno Juan Pablo Sallato. Espandi ▽
Subito prima del colpo di stato che avrebbe posto fine al governo cileno di Salvador Allende e instaurato la dittatura di Pinochet, Jorge Silva è un capitano dell'aeronautica di cui si ricorda in gioventù il valore come paracadutista, e che ora dirige un centro di addestramento per cadetti alle porte di Santiago. La mattina dell'11 settembre 1973 riceve ordini dai suoi superiori di aprire le porte della base militare e favorire la detenzione dei tanti prigionieri catturati durante il golpe.
Stretto tra le pressioni dall'alto, in particolare del colonnello Jahn con il quale ha dei trascorsi, e il senso di responsabilità per le reclute che lo guardano con ammirazione come il giovane sergente Hernández, Silva dovrà fare i conti rapidamente con i propri imperativi morali.
Con eleganza concisa, il regista all'esordio Juan Pablo Sallato firma un ottimo thriller su un periodo storico ancora non ampiamente esplorato come i terribili anni settanta in Cile, epoca di brutali violenze e sopraffazioni la cui memoria è ancora viva e dolorosa.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.78 - CONSIGLIATO SÌ
Woody, Buzz e gli altri affrontano nuove sfide tra giocattoli tradizionali e tecnologia moderna, in un'avventura Pixar piena di emozioni. Espandi ▽
Jessie è terrorizzata che la sua bambina, Bonnie, la abbandoni come avevano fatto a suo tempo l’amata Jennifer e poi Andy, perché quando i bambini crescono accantonano i giocattoli che avevano “da piccoli”. Ma adesso è arrivata una nuova, inattesa rivale: la tecnologia, che attraverso mille dispositivi ruba il tempo ai giovanissimi e impedisce loro di continuare a giocare nella realtà. L’era dei giocattoli sembra dunque proprio tramontata, e gli amici di Jessie – da Rex a Dollie, da Slinky Dog a Mr e Mrs Potato – temono un imminente destino di estinzione. Quando i genitori di Bonnie le regalano un tablet, Jessie si vede perduta e chiede l’aiuto di Woody e Buzz, nonché di tutti gli altri amici di sempre, a partire dal fido destriero Bullseye. Nel frattempo da un container escono decine di Buzz Lightyear che individuano in Jessie e la sua stella da sceriffa il comando stellare che sono destinati a incontrare. E il Buzz originario cerca il momento giusto per chiedere a Jessie di unirsi a lui per sempre.
Toy Story 5 affronta l’elefante in salotto, ovvero il modo in cui la tecnologia e i device hanno soppiantato non solo il gioco attivo e in presenza, ma la possibilità stessa di farsi degli amici che vogliano condividere lo spazio del gioco reale invece di quello virtuale. Come da tradizione, il quinto capitolo della saga ideata da John Lasseter, affronta le più grandi paure dei bambini (e non solo): l’abbandono, la solitudine, la mancanza di amici, il sentimento di estraneità rispetto a ciò che li circonda. Andrew Stanton e Kenna Harrris co-dirigono e firmano il quinto capitolo della saga rispettandone in pieno i topos e la natura profonda dei personaggi, la qualità delle interazioni e i temi essenziali – appartenenza, solidarietà, amicizia, crescita, fantasia, nostalgia.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.94 - CONSIGLIATO SÌ
Il sesto capitolo del franchise mostra il suo debito al cinema di Raimi.
Horror,
USA 2026.
Durata 112 Minuti.
Un nuovo capitolo di ferocia e follia demoniaca: l'esperienza più selvaggia e terrificante del franchise fino ad oggi. Espandi ▽
Alice, una giovane donna francese e suo marito Will hanno appena litigato nel locale che gestiscono insieme. L'uomo, in preda alla collera, prende la sua auto, corre a tutta velocità, investe un Deadite che lo stava proprio cercando, e muore. Dopo il funerale, Alice si ritrova così nella lugubre e isolata casa di famiglia del defunto. I suoceri Edgar e Susan e Polly, la nonna di Will, hanno spesso nascosto a fatica l'ostilità nei suoi confronti mentre il cognato Joseph e la sua ragazza Thya si sono mostrati più comprensivi e amichevoli. Mentre sono tutti a tavola, la tensione sale e finisce per esplodere. Poco prima, all'obitorio la salma di Will esce dalla bara e il suo spirito demoniaco contagia prima Edgar e, successivamente, anche tutti gli altri membri della famiglia. Per sopravvivere, Alice deve schivare i loro attacchi e l'unica possibilità di sopravvivenza è un pugnale magico in grado di uccidere i Deadites.
Sam Raimi è solo il produttore di La casa - Il rogo del male, eppure in tutto il franchise composto di sei capitoli, ha sempre fatto sentire la sua presenza.
I primi tre (La casa, La casa 2 e L'armata delle tenebre) li ha diretti lui mentre nei film successivi (il remake diretto da Fede Alvarez del 2013 e il reboot La casa - Il risveglio del male per la regia di Lee Cronin) sono comunque influenzati da quell'atmosfera demoniaca da B-movie.
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3.19 - CONSIGLIATO SÌ
Il film che segna il ritorno di Steven Spielberg al genere dedicato agli UFO. Espandi ▽
Mentre il mondo è sull'orlo del collasso per una serie di crisi geopolitiche, in particolare nella penisola coreana, Daniel Keller è braccato dagli agenti di una misteriosa organizzazione guidata dallo spietato Noah. Vogliono recuperare ciò che lui ha rubato e impedirgli di diffondere le informazioni ottenute grazie alle sue straordinarie capacità informatiche.
Nel frattempo Margaret Fairchild, volto delle previsioni meteo di Kansas City ma aspirante conduttrice, viene avvicinata da un uccellino, un cardinale rosso, e inizia a manifestare inspiegabili capacità linguistiche: prima parla russo, poi coreano, lingue che non ha mai studiato. Soprattutto, riesce a vedere nel cuore delle persone ed empatizzare con loro al punto da convincerle a non ostacolarla. I due sono destinati a incontrarsi, almeno secondo Hugo, che li sostiene insieme a un gruppo di ribelli fuoriusciti dall'agenzia di Noah.
Avvolto in fase promozionale da fitto mistero,
Disclosure Day è una sorta di rivisitazione in chiave moderna e thriller di Incontri ravvicinati del terzo tipo.
Tra le sequenze più sorprendenti spicca una fuga che culmina in uno scontro con un treno e in una sparatoria in movimento, degna di un action coreano. Il ritmo del montaggio, per tutta la parte thriller, conferma che siamo di fronte a un maestro della tensione.
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3.16 - CONSIGLIATO SÌ
La conferma del talento dell'astro nascente Curry Barker.
Horror,
USA 2026.
Durata 108 Minuti.
Dopo aver spezzato il misterioso "Salice dei Desideri" per conquistare il cuore della persona per cui ha una cotta, un romantico senza speranza si ritrova a ottenere esattamente ciò che aveva chiesto. Espandi ▽
Dopo aver spezzato il misterioso bastoncino del desiderio per conquistare il cuore della ragazza che ama, un romantico senza speranza ottiene esattamente ciò che ha chiesto ma presto scopre che alcuni desideri hanno un prezzo sinistro e pericoloso. È il momento di un nuovo 'elevated horror', accompagnato dalla casa di produzione Blumhouse, che conferma il talento dell'astro nascente Curry Barker, regista (e interprete) di una decina di corti e del mediometraggio Milk & Serial.
Proprio Milk & Serial è l'anello di congiunzione con Obsession dal momento che la dimensione del gioco e dello scherzo iniziale, che poi prende ovviamente altre pieghe, è presente anche in questo lungometraggio che però ha, fin dall'inizio, un tono molto diverso, direi quasi un po' malato. Forse a rispecchiare quella Generazione Z, di cui il regista fa parte, le cui modalità relazionali sono ben rappresentate dal gruppo dei quattro protagonisti, due ragazzi e due ragazzi, che lavorano tutti in un negozio di articoli musicali e che sono così amici da stare insieme anche nel tempo libero.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.87 - CONSIGLIATO SÌ
A tratti leggero, a momenti ricco di pathos. Il film di Gillespie intrattiene senza essere dirompente.
Azione,
USA 2026.
Durata 107 Minuti.
Il film racconta le avventure della cugina di Superman, ovvero Supergirl. Espandi ▽
Su un pianeta illuminato da un sole rosso, Kara Zor El festeggia il proprio compleanno ubriacandosi durante un lungo pub crawl. La sua vacanza alcolica viene però interrotta da Ruthye, una ragazzina del posto in cerca di mercenari che l'aiutino a vendicarsi della banda guidata da Krem delle Colline Gialle. Krem ha ucciso i suoi genitori. Kara è in realtà Supergirl, e in quel sistema solare le sue capacità sono drasticamente ridotte dal sole rosso. Nonostante ciò, non può restare a guardare mentre Ruthye viene maltrattata dai mercenari. L'alleanza tra la ragazza e Supergirl diventa inevitabile.
Il regista Craig Gillespie dà ritmo agli scambi di battute e alle scene d'azione, che però non hanno molta tensione. Il film stupisce invece maggiormente sul villain, che è assolutamente repellente. Nel complesso il tono resta sufficientemente leggero, pur inframezzato di momenti di pathos, ma il film è meno dirompente di quanto si sperava.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.38 - CONSIGLIATO SÌ
Una storia apparentemente piccola che diventa il frattale delle dinamiche alla base del nucleo sociale.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 96 Minuti.
Una donna sta aspettando un figlio ma a essere incinta è la sua compagna. Cerca il suo posto in questa famiglia. Espandi ▽
Francia, 2014. Nadia e Céline sono una coppia gay che ha potuto sposarsi grazie alla nuova legge Taubira che ha sancito il matrimonio omosessuale, e ora che Nadia è incinta tramite fecondazione eterologa avvenuta in Danimarca si preparano all'adozione, che potrà avvenire solo dopo la nascita. È stato deciso che la madre biologica fosse Nadia che ha 37 anni, mentre la più giovane Céline forse potrà vivere personalmente quell'esperienza più avanti. Ma non è facile calarsi nei rispettivi ruoli: la madre biologica che soffre tutte le difficoltà della gestazione e del parto, e quella di adozione che - esattamente come succede ai neopapà - si sente messa in secondo piano e si domanda se il suo attaccamento al neonato sarà un istinto naturale, come sembra esserlo per le neomamme.
In realtà il punto della storia di Love Letters, opera prima della regista Alice Douard che ha vissuto in prima persona l'esperienza che racconta, niente è necessariamente naturale nella genitorialità, anche perché sia Nadia che soprattutto Céline hanno avuto modelli per certi versi discutibili: la prima ha una madre delegittimante e un po' bigotta che ha fatto fatica ad accettare l'omosessualità della figlia, la seconda ha per mamma una celebre pianista che è andata per concerti delegando il ruolo genitoriale al marito, che però è morto per infarto quando la figlia era ancora piccola.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.77 - CONSIGLIATO SÌ
Un classico del gotico padano diretto da Pupi Avati con originalità, maestria e senso del macabro.
Giallo,
Italia 1976.
Durata 110 Minuti.
Stefano, un giovane pittore, è chiamato a restaurare un affresco, terrificante opera di un folle morto suicida. Durante il lavoro, Stefano è vittima di fatti strani e inquietanti e assiste a una serie di morti strane. Espandi ▽
Stefano arriva in un paesino nella pianura emiliana. È stato ingaggiato per restaurare un affresco di Buono Legnani, un pittore morto parecchi anni prima in circostanze misteriose. Definito “il pittore delle agonie”, Legnani amava dipingere la sofferenza delle persone in punto di morte. Grazie a un amico, Stefano apprende che il mistero attorno a Legnani è profondo e persino pericoloso. Girato con pochi soldi e molta inventiva, il film rappresenta la prima vera incursione di Pupi Avati nel thriller a tinte horror, dopo un paio di film iniziali dai toni bizzarri e
weird e un paio di commedie grottesche, l’ultima delle quali (Bordella) non aveva avuto molta fortuna.Avati dirige qui con maestria e senso del macabro, sempre pienamente in controllo della storia e delle situazioni, riuscendo a generare un’inquietudine che si trasforma via via in suspense senza forzare ritmo e tempi, ma lasciando che la forza della storia si imponga in modo naturale. Tutto funziona e tutto congiura a costruire un piccolo classico che ha subito avuto un buon successo commerciale, ma che poi è ulteriormente cresciuto nel tempo sino a entrare di diritto nell’alveo dei cult movies, non solo in Italia.
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3.00 - CONSIGLIATO SÌ
Commedia francese girata con brio fatta di equivoci, romanticismo e incroci familiari.
Commedia,
Francia 2025.
Durata 98 Minuti.
Marguerite e Sofiane, coppia felice, vedono la loro vita sconvolta da un assurdo: dover "divorziare di nuovo" in Vaticano per annullare il matrimonio cattolico. Espandi ▽
A Rouen, Marguerite vive serena con il compagno e la figlia adolescente, mantenendo al tempo stesso un rapporto amichevole con Fred, suo primo marito da cui ha divorziato. Un giorno l’uomo le annuncia di volersi risposare, e le chiede aiuto per una semplice pratica di annullamento anche della loro unione religiosa. Marguerite si mostra disponibile, ma la burocrazia della Chiesa complica le cose e la costringe a rimettere in esame la natura del suo rapporto con Fred, nonché la storia trascorsa insieme e la figlia che condividono. Il caso finirà per coinvolgere tutti i membri di questa strana famiglia allargata, portando la comitiva fino a confrontarsi con i vertici del Vaticano.
Classica commedia francese fatta di equivoci, romanticismo e incroci familiari,
C'est quoi l'amour è girato con brio da Fabien Gorgeart, il quale saggiamente lascia che a farla da padrone siano Laure Calamy e Vincent Macaigne: due attori protagonisti che sono forse il simbolo di questo particolare genere nel panorama transalpino contemporaneo. Insieme danno vita a un particolare esempio di
comédie de remariage che trova una chiave insolita per squarciare lo status quo relazionale e far (ri)partire la giostra.
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3.48 - CONSIGLIATO SÌ
Un film che porta tutti i segni del genio di Jude, con un'elegante struttura e il consueto gusto per l'assurdo.
Commedia,
Romania 2025.
Durata 109 Minuti.
Una donna è costretta a sfrattare un senzatetto. Questa azione le causerà una crisi. Espandi ▽
A Cluj, in Romania, si intrecciano le storie di un senzatetto che vaga per la città e di Orsolya, una donna di origini ungheresi che si è trasferita in Transilvania e qui ha messo su famiglia. Ora lavora per il comune come ufficiale giudiziario, e sarà lei a costringere il senzatetto a sgomberare l'alloggio che occupava irregolarmente. Per la donna sarà l'occasione di confrontarsi con il suo senso di colpa e di responsabilità, un processo grottesco, buffo e amaro al tempo stesso che la spingerà a cercare supporto nelle persone attorno a sé.
Pur meno caleidoscopico dei suoi capolavori recenti,
Kontinental '25 porta tutti i segni del genio di Jude, con un'elegante struttura bipartita e il consueto gusto per l'assurdo che lascia nella memoria immagini tanto ridicole quanto risonanti, capaci di far collassare le nozioni di alto e basso.
Ma è soprattutto attraverso la conversazione - motore instancabile che però gira a vuoto - che Jude mette in scena l'insoddisfazione e la frustrazione, confermandosi come l'autore del cinema europeo più rilevante della nostra epoca.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.96 - CONSIGLIATO SÌ
La commedia politica di Amato si perde in una traiettoria narrativa prevedibile e in un finale banalizzante.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 100 Minuti.
Tra tensioni familiari e caos politico, Renata dovrà lottare per salvare tutto ciò che ha costruito. Espandi ▽
L'onorevole Renata Innocenti è una deputata progressista in corsa per ricoprire l'incarico di Ministro della Pubblica Istruzione, nel caso la sua coalizione dovesse vincere le elezioni. La sera dello spoglio, la deputata e il suo team si riuniscono a casa in attesa dei risultati elettorali. I primi sondaggi danno i due principali schieramenti alla pari, lasciando presagire che l'esito del voto verrà deciso all'ultima scheda.
Quello che la deputata non può immaginare è che nelle stesse ore, il suo compagno, il giornalista sportivo Carlo De Santis, finisce al centro delle polemiche perché nel corso di un collegamento a bordo campo, litiga con un calciatore di origine africana e gli rivolge un insulto razzista. Quando la notizia viene fuori per la deputata si scatena il finimondo, in un crescendo di situazioni grottesche che le stravolgeranno la vita e la carriera politica.
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Cinema aderente all'iniziativa Cinema Revolution dal 19 giugno al 20 settembre. Biglietto a €3,50 per tutti i film italiani ed europei. cinemarevolution.it
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.25 - CONSIGLIATO NÌ
Una commedia dove la finzione domina troppo sulla realtà. Ma Greta Scarano è magnifica.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 102 Minuti.
La storia di Davide Lancia, un quarantenne raffinato e figlio di un potente costruttore romano. Espandi ▽
Davide Lancia è il figlio di un imprenditore edile che fa il bello e il cattivo tempo in città. Il padre gli regala un progetto immobiliare potenzialmente miliardario che comporta la necessità di abbattere una palazzina di periferia che sorge davanti a un terreno abbandonato che il Comune dovrebbe presto riqualificare, rendendo la proprietà appetibile a nuove gentrificazioni. Ma nella palazzina c'è un'inquilina che non se ne vuole andare e rifiuta qualsiasi notifica di sfratto: è Ursula, una giovane donna cieca che lavora come educatrice in un centro per ragazzi in difficoltà del quartiere. E quando Davide incontra Ursula, la sua vita comincia a cambiare, come per miracolo.
Piccolo miracolo nasce da un soggetto di Edoardo Leo, che è anche produttore, per la regia di Guido Chiesa.
La regia di Chiesa, cui il mestiere non manca, cerca qua e là di inserire inquadrature e movimenti di macchina che escano dal seminato della commedia romantica italiana contemporanea, genere ben lontano dalla tradizione, ma la finzione domina costantemente sulla realtà, e l'invenzione filmica finisce per soccomberle.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.00 - CONSIGLIATO SÌ
Il Bhutan, l'unico Paese al mondo ad aver fatto della Felicità Interna Lorda un principio di governo. Espandi ▽
È possibile misurare la felicità? Per il governo del Bhutan, Paese incastonato tra la Cina e l'India settentrionale, evidentemente sì. I suoi funzionari hanno infatti inventato un indicatore chiamato Felicità Nazionale Lorda, in base al quale è possibile calcolare il livello di soddisfazione personale di ogni cittadino. Il quarantenne Amber è uno degli agenti incaricati di visitare porta a porta le persone per valutare quanto siano felici e parte in compagnia del collega Guna verso le zone rurali. Straniero in attesa della cittadinanza, figlio devoto che vive con la madre anziana, anche Amber, però, aspira alla felicità.
Un documentario ironico e pieno di grazia, che senza mettere in discussione la politica della monarchia ne mostra dal basso l'inconsistenza e si sofferma sulla condizione esistenziale di uomini e donne comuni. Chi, del resto, nel Bhutan come nel resto del mondo, saprebbe dire quanto sia felice da uno a dieci?
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.28 - CONSIGLIATO SÌ
Un film-evento musicale, dal ritmo travolgente. Da brividi la performance di Jaafar Jackson.
Biografico,
USA 2026.
Durata 127 Minuti.
La storia del re del pop Michael Jackson. Espandi ▽
Michael è un bambino pieno di sogni e di talento. Balla e canta in modo unico, si trova a crescere con un padre opprimente, che non esita a tirare fuori la cinta per imporre il suo volere. Ma Michael è destinato a diventare un'icona, la sua ascesa da solista va di pari passo con l'intima urgenza di avere sempre maggiore emancipazione dalla figura paterna, fino al "divorzio professionale". Nel frattempo, tra un animale esotico e l'altro nella sua villa, il suo successo non si arresta, anzi spicca il volo: Off the Wall, Thriller e Bad, il resto è storia.
Più che un biopic fedele alla verità dei fatti,
Michael è uno spettacolare evento musicale. Antoine Fuqua si assume la responsabilità di raccontare una delle icone più osannate e criticate del mondo, e per farlo sceglie - per evidenti questioni legali - di sacrificare una parte della storia: quella processuale, legata alle gravi accuse di pedofilia e molestie su minori.
Un film da grande pubblico,
Michael che sa commuovere, esaltare, ispirare, divertire e far cantare e ballare chi guarda.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.89 - CONSIGLIATO SÌ
Un sequel che ci dà quello che aspettavamo. C'è meno ferocia ma il cast si conferma di primo piano.
Commedia,
Drammatico -
USA 2026.
Durata 119 Minuti.
Il film segue la lotta di Miranda Priestly contro Emily Charlton, la sua ex assistente diventata dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e mentre Miranda si avvicina alla pensione. Espandi ▽
Sono passati vent'anni da quando Miranda Priestly faceva il bello e il cattivo tempo come direttrice della rivista di moda Runway. Per riparare ai danni d'immagine dell'azienda il proprietario di Runway, Irv, convoca Andy Sachs, l'ex stagista di Miranda che è diventata un'ottima giornalista, ma ha anche appena perso il lavoro per i tagli all'editoria. Andy torna dunque a Runway come caporedattrice attualità e ritrova l'adorabile Nigel.
Dopo il successo planetario di
Il diavolo veste Prada questo sequel si assicura di dare al pubblico, soprattutto femminile, ciò che si aspetta.
Il film riposa su un format di successo e sulla bravura di un cast di primo piano. Il "glitter" degli abiti prende lo spazio del "grit" della trama che invece, visti i tempi, poteva diventare più sarcasticamente feroce, alla Piombo rovente per intenderci. Ma il pubblico si accontenterà facilmente della dimensione "eye candy" (l'abuso di anglicismi è intenzionale), e fioccherà a riempire le sale.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.40 - CONSIGLIATO SÌ
Un road movie che riesce a raccontare un'Italia vera con una sua energia lenta e sul finale commovente.
Drammatico,
Italia,
Germania 2025.
Durata 100 Minuti.
Nel Veneto rurale, due amici di bevute inseguono la leggenda di un tesoro nascosto dal loro compagno Genio. Con loro un giovane architetto in cerca di sé. Espandi ▽
Doriano, detto Dori, e Carlobianchi (sì, tutto attaccato) sono amici di bevute, in un Veneto rurale che pare quasi il Far West. Credono alla leggenda metropolitana secondo cui il loro storico amico Genio ha nascosto da qualche parte un tesoretto ricavato dalla vendita di frodo di occhiali dal sole. Per questo, e perché gli vogliono bene, devono andare a prenderlo all’arrivo dall’Argentina. Lungo il loro percorso incontrano Giulio, studente di Architettura timido e insicuro, che si unisce al loro viaggio.
Le città di pianura è l’opera seconda del regista e sceneggiatore Francesco Sossai: un road movie sbullonato con per improbabili protagonisti due cinquantenni che rimpiangono gli anni Novanta. Il film riesce a raccontare un’Italia vera, lontana dai riflettori e dai set delle commedie mutuate dall’estero. Trova una sua energia laconica che cresce lentamente e alla fine commuove, perché forse il segreto del mondo – o almeno di una vita alternativa a quella frenetica e arrivista di oggi - Dori e Carlobianchi l’hanno scoperto davvero.
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3.81 - CONSIGLIATO SÌ
Un film di fantasmi, di morti e rinascite. L'energia potentemente femminile della regista sa affrontare un dolore lancinante con coraggio ed empatia.
Drammatico,
USA 2025.
Durata 125 Minuti.
Chloé Zhao racconta la morte del figlio di Shakespeare dal punto di vista della moglie Anne, fonte di dolore e ispirazione per la nascita di "Amleto". Espandi ▽
Chloé Zhao parte da un best seller dell’autrice irlandese Maggie O’Farrell che assume il punto di vista della moglie del Bardo, per raccontare uno degli episodi più tragici della loro vita, ovvero la morte del figlio Hamnet, a soli 11 anni. Quell’episodio da un lato è stato un trauma profondissimo per la coppia, ma è stato anche la fonte di ispirazione del capolavoro di Shakespeare che porta quasi il nome del suo bambino perduto.
Hamnet è un film di gemellaggi reali e creativi, di fantasmi e (pre)visioni, di buchi neri pronti ad inghiottire, di morti e rinascite, di vasi comunicanti che trasferiscono energia (vitale o letale) l’uno all’altro. Zhao dirige facendo leva sulla sua stessa doppia identità culturale: anglosassone e asiatica, contemplativa e nitida, materica e spirituale. Con coraggio ed empatia affronta un dolore lancinante e mostra un autore in grado di sublimarlo in arte. L’arte trascende persino la morte, consentendo quella trasfigurazione che è un dono di eternità. E le sontuose composizioni musicali di Max Richter offrono al pubblico quella catarsi emotiva che per molti si scioglierà in pianto.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.39 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera che riflette sulla violazione del corpo delle donne conservando il tratto autoriale del suo regista.
Drammatico,
Italia,
Belgio,
Svizzera 2025.
Durata 123 Minuti.
Dal romanzo di Rosella Postorino un film che propone uno sguardo inedito sul nazismo. Espandi ▽
Rosa Sauer, insieme ad altre sei donne, viene costretta per anni a sedere a tavola per assaggiare il cibo destinato ad Adolf Hitler con lo scopo di verificare che non sia avvelenato. Tra le sette donne, che ogni giorno potrebbero perdere la vita, si intrecciano rapporti che implicano sia la solidarietà che il possibile tradimento. Il film si ispira al romanzo omonimo di Rosella Postorino vincitore del Premio Campiello nel 2018. La scrittrice era rimasta colpita dalla vicenda reale di Margot Wölk, una segretaria tedesca costretta dal 1942 ad assaggiare il cibo destinato ad Hitler. Compiendo per la prima volta un balzo indietro nel passato, realizzando quindi il suo primo film ‘in costume’, Soldini continua la riflessione sul corpo delle donne violato. Ne nasce un film che merita la visione dimostrando che un vero autore può rimanere se stesso anche tentando nuove strade ed affrontando storie che sembrano lontane nel tempo ma che possono purtroppo ripresentarsi, mutando magari forme, nella storia di quella che chiamiamo umanità.
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2.96 - CONSIGLIATO SÌ
Tra innovazione e buon vecchio cinema, un cult per tutti.
Commedia,
USA 1990.
Durata 106 Minuti. Consigli per la visione:
Due famiglie decidono di andare in vacanza in Francia, ma una delle due dimentica il figlio in soffitta, dov'era stato chiuso in castigo. Espandi ▽
Nella fretta di prendere l'aereo diretto a Parigi dove vogliono passare le vacanze di Natale, i McCallister, famiglia numerosa, dimenticano Kevin di otto anni a casa. Due malviventi cercano di entrare nella villetta per fare razzia. Peggio per loro. Scritto dal produttore John Hughes il film ebbe anche in Europa un successo inatteso e, per le sue proporzioni, inesplicabile.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.14 - CONSIGLIATO SÌ
A un passo dal musical, una favola che conferma il cinema originale di Rocco Papaleo.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 103 Minuti.
Una guida escursionistica, un gruppo di detenute e una gita premio al Parco Nazionale del Pollino dalle conseguenze inimmaginabili. Espandi ▽
Biagio Riccio è un sognatore nato in un piccolo paese che dopo una breve carriera militare è diventato una guida turistica. Un giorno riceve la telefonata di Raffaella Cursaro, un'attrice di non troppo successo che gestisce un laboratorio teatrale presso una casa di accoglienza. Il laboratorio invita le detenute a immaginarsi come alberi, e Raffaella ha pensato di portarle a vedere da vicino il Pino Loricato. A seguire Biagio c'è suo nipote Luciano, un ventenne che ha rinunciato all'università e quattro donne che hanno avuto guai con la legge.
Il bene comune è il quinto film da regista di Rocco Papaleo, e prosegue lungo il tracciato insolito della sua visione artistica, che ha molto a che fare con il suo talento musicale.
Il tono da favola eccede nella rappresentazione di una casa di accoglienza che sembra un resort per vacanze e in un gruppo di figure eccentriche tutte convenientemente giustificate nelle loro trasgressioni legali, ma il cinema di Papaleo si riconferma "un modo di stare al mondo" originale e sui generis, e ha come al solito un piacevole swing tutto suo.
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2.33 - CONSIGLIATO NÌ
Un film che entra nell'universo fantasy e social del 2026, senza sottolineare le sfumature psicosociali del romanzo di Brontë.
Drammatico,
USA,
Gran Bretagna 2026.
Durata 136 Minuti.
Dal capolavoro del 1847 scritto da Emily Brontë, una grande storia d'amore con Margot Robbie e Jacob Elordi. Espandi ▽
Cime tempestose è l'ennesimo adattamento del romanzo di Emily Brontë già portato più volte sul grande schermo, a cominciare dal classico film del 1939 diretto da William Wyler e interpretato da Merle Oberon e Laurence Olivier, così come sul piccolo schermo, compresa la versione del 1992 di Peter Kosminski con Ralph Fiennes e Juliette Binoche.
Quest'ultima trasposizione porta la firma inconfondibile di Emerald Fennell, la regista di Una donna promettente e soprattutto di Saltburn, orgoglioso mix di trash e pop che vedeva fra i suoi interpreti sia Jacob Elordi, che in Cime tempestose edizione 2026 è il nuovo Heathcliff, che Alison Oliver, che intrepreta l'ingenua Isabella, la protetta di Edgard.
Fennell si getta a capofitto in questa celebre storia di passione e tradimenti creando il suo consueto universo glamour e barocco, a metà fra lo storico-pop di Sofia Coppola e il pink romance degli Harmony, senza temere gli sconfinamenti nel kitch e nel trash. Il suo stile è aggiornato ai tempi e ai gusti del pubblico social, e ha l'intrattenimento visivo come priorità assoluta.
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3.10 - CONSIGLIATO SÌ
Almodóvar è ancora magnifico nel contrapporre spazi, musiche e tinte. Ma la messinscena risulta asfittica.
Drammatico,
Spagna 2026.
Durata 111 Minuti.
Dopo il suo primo film in lingua inglese, La stanza accanto, il regista premio Oscar Pedro Almodóvar torna in Spagna per raccontare una storia sull'elaborazione del lutto e i ritmi frenetici della vita. Espandi ▽
Raul è un regista sulla cinquantina che da cinque anni non riesce a girare un film per mancanza di ispirazione. Comincia a scrivere una nuova sceneggiatura proprio quando Monica, la sua prima lettrice, al suo fianco da vent'anni, si licenzia per raggiungere la compagna in grande difficoltà, e lo affida alle cure amorevoli di Santi, il compagno di Raul di 15 anni più giovane.
La sceneggiatura vede protagonista Elsa, una regista che dopo due film "di culto" (ma non di cassetta) decide finalmente di tornare a scrivere un copione, attingendo alle vite del suo giovane compagno Beau (da Bonifacio, ovvero colui che fa del bene, in una sovrapposizione del buono col bello) e delle uniche due amiche: Patricia, sposata con un uomo che (forse) la tradisce ma che lei non si decide a lasciare, e Natalia, che vive una situazione drammatica con il figlio. Ma anche Raul, mentre costruisce la sua storia, pesca a piene mani dalla realtà quotidiana e dagli affetti che lo circondano, e questo è pericoloso.
Almodóvar è come solito magnifico nel contrapporre spazi, musiche (hitchcockiane) e tinte a scopo narrativo (qui dominano il rosso e l'azzurro, e in coppie alternate il verde e il giallo) e i suoi personaggi sono come sempre una segnaletica vivente del mood del loro autore, in questo caso il disagio. Ma il film raffigura un'impasse creativa impantanandosi in una messinscena che risulta asfittica.
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3.86 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un esordio folgorante che rivela un vero talento cinematografico e una voce femminile unica e potente.
Drammatico,
USA 2025.
Durata 103 Minuti.
Agnes, segnata da una violenza subita, finge che tutto vada bene finché una riunione di classe la costringe a confrontarsi col passato. Espandi ▽
“Mi è successo qualcosa di molto brutto”, dice Agnes, studentessa post laurea e neodocente: quel qualcosa è una violenza sessuale che ha subìto e che cerca ad ogni costo di rimuovere, asserendo agi altri che “tutto va bene”. Una riunione di classe è l’evento che farà riemergere il ricordo della violenza, di cui è stato colpevole un suo ex professore.
Sorry, Baby è il film di esordio di Eva Victor, che ne ha scritto la sceneggiatura, dirige e interpreta il ruolo della protagonista. Ed è un esordio folgorante che rivela un vero talento cinematografico e una voce femminile unica e potente. Affronta in modo originale il tema della sopravvivenza a una violenza alternando dramma e humour, con una leggerezza che non è mai svilente di quanto è accaduto e una capacità di andare a fondo nel dolore della protagonista, e di descrivere il danno che la violenza sessuale causa in chi sembra sopravviverle in modo “efficiente”.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.65 - CONSIGLIATO SÌ
Remis, un luogo misterioso e nascosto tra le montagne che al tempo stesso isolano e proteggono i suoi abitanti. Espandi ▽
Il nuovo insegnante di educazione fisica, Sergio Rossetti, arriva a Remis, un paesino nascosto in una valle isolata tra le montagne. Grazie all’incontro con Michela, il professore scopre che, dietro questa apparente serenità, si cela un inquietante rituale: una notte a settimana, gli abitanti si radunano per abbracciare Matteo Corbin, un adolescente capace di assorbire il dolore degli altri. Paolo Strippoli si ritrova perfettamente a suo agio nel cinema di genere e costruisce un intenso racconto di crescita personale portandolo fino alle sue estreme conseguenze. Ma non sono i tempi di un film che, dal thriller, si trasforma in horror, pur essendo in definitiva un dramma, a interessare il regista quanto piuttosto tutta la caratterizzazione del personaggio del giovane ‘benefattore’ Matteo Corbin Questa continua tensione tra naturale e soprannaturale, tra sacro e profano, tra padri putativi e religiosi, porta il livello del racconto a toccare questi temi con una problematicità che non si riscontra facilmente in un ‘classico’ film italiano.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.69 - CONSIGLIATO NÌ
Una commedia che perde la genuinità dell'ispirazione in una trama caotica.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 94 Minuti.
Il film è ispirato all'omonima canzone Cena di Classe dei Pinguini Tattici Nucleari, vero e proprio manifesto generazionale. Espandi ▽
Alla vigilia del funerale del loro compagno di classe Luca Pozzi gli ex “ragazzi della D”, oggi 35enni, si incontrano per una cena commemorativa e scoprono ciò che è successo alle rispettive vite post liceo: i due “pappagallini” Laura e Marco si sono sposati e cercano di avere un figlio; la bella Gemma fa la commessa al supermercato; Romeo detto Babbeo si dichiara poliziotto; Michael e Alex, amici inseparabili, si sono persi di vista (e per strada) e Alex è diventato irriconoscibile; il leader dell’occupazione Ludovico fa il cassamortaro; e Daniela, la ragazza con cui “non si è mai messo insieme”, fa l’avvocata e ha un marito asfissiante. Il risveglio dopo quella cena, cui è seguita una scorribanda all’interno del vecchio liceo, sarà traumatico: nella nottata precedente è successo di tutto e se ne trova parziale testimonianza in una serie di video che qualcuno ha girato in assenza del regista ufficiale delle scorribande di un tempo, ovvero il defunto Luca: la cui bara è scomparsa, e va trovata prima che suoni la campanella di inizio delle lezioni e prima che si celebri il funerale.
Cena di classe è il quarto film da regista in solitaria (al netto dei due diretti con Fabrizio Biggio) di Francesco Mandelli, e attinge a una serie di titoli di successo, in primis
Una notte da leoni, ma anche il nostrano
I babysitter, di cui Mandelli è stato coprotagonista, e in secundis il telefilm
I ragazzi della terza C come
Compagni di scuola di Carlo Verdone, con in più un tocco di
Il grande freddo, data la premessa della riunione per il funerale di un amico di gioventù. La genuinità dell’ispirazione, e il dolore autentico di certe riflessioni generazionali, si perde in una trama caotica scritta a troppe mani, che impila accadimenti improbabili e facile retorica, mancando ad ogni passo il bersaglio tanto comico quanto drammatico.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.40 - CONSIGLIATO SÌ
1939. Due settimane dopo la fine della guerra civile spagnola, il generale Franco ordina una cena all'Hotel Palace. Ma l'hotel, riconvertito in ospedale da campo, non è pronto. Espandi ▽
Madrid, 1939. La Guerra Civile è finita da appena due settimane e il Generale Franco vuole organizzare una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace, simbolo della vittoria del nuovo regime. Manca però il personale; i cuochi migliori infatti sono repubblicani e stanno per essere fucilati. Genaro così ne ottiene il temporaneo rilascio per poter garantire un banchetto impeccabile. Quando il cuoco Antón si rifiuta di cucinare per il Generale, viene ucciso senza pietà dal falangista Alonso. Al suo posto viene chiamata Juana, un'esperta cuoca che fa parte della CNT (Confederación Nacional del Trabajo).
Il merito principale di
A cena con il dittatore è quello di dialogare spesso con la sua origine teatrale senza rimanerne imprigionato. In più l'affondo politico nella Storia della Spagna è più deciso di quanto appare.
Per questo i modelli cinematografici, non sono fini a se stessi ma diventano il punto di partenza per un'ulteriore variazione di un gioco di equivoci e malintesi mostrati attraverso un umorismo raffinato. Certo, un cinema vecchia scuola ma che nel caso di film come A cena con il dittatore è sempre un piacere da guardare.
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3.65 - CONSIGLIATO SÌ
Un nuovo tuffo nello spleen al neon di Hong Kong, dove amori impossibili e gioie fuggevoli si rincorrono.
Drammatico,
Hong Kong 1995.
Durata 90 Minuti.
Due storie parallele a Hong Kong quella del rapporto tra un killer e la sua partner e l'altra di un muto in cerca di amore. Espandi ▽
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.18 - CONSIGLIATO SÌ
Un racconto di emancipazione in un film puro e misurato che non cede al discorso militante.
Drammatico,
Francia,
Germania 2025.
Durata 106 Minuti.
Fatima ama il calcio, le donne e Dio. Tra banlieue, fede e desiderio, cerca sé stessa, affrontando contraddizioni senza mai smettere di sperare. Espandi ▽
Cresciuta nelle banlieue parigine e in seno a una famiglia musulmana, di origine algerina, Fatima non sa dove ‘mettersi’. Ama il calcio e le donne, la sua famiglia e dio, senza riuscire a conciliarle e a riconciliarsi con se stessa. Per fare ordine balla sul dancefloor o dialoga con l’Imam, attraversando senza paura le sue contraddizioni. Adattamento del romanzo omonimo (e autobiografico) di Fatima Daas,
La petite dernière è un gesto di cinema di grande purezza. Per Hafsia Herzi è prima di tutto una questione d’amore, di emancipazione e costruzione personale di una ragazza musulmana che ama le donne e abita un ambiente religioso, sociale e familiare intrinsecamente intollerante. Hafsia Herzi resta sobria, eludendo pathos e caricatura, e trovando un’attrice ispirata che dona a Fatima la complessità necessaria. Dal punto di vista formale, il film resta misurato, nessuna oscillazione della m.d.p., nessuna illusione documentaristica ma un’attenzione costante alla grana della realtà.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.94 - CONSIGLIATO SÌ
Un film alla francese in cui l'intrattenimento - anche musicale - si fonde con i temi del reale.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 94 Minuti.
Cécile, chef con aspirazioni stellate, torna al paese natale e rimette in discussione la sua vita. Espandi ▽
Cécile, dopo il successo ottenuto in televisione grazie a un cooking show sta per aprire il proprio ristorante insieme al suo compagno. Scopre di essere incinta e, al contempo, si sente in dovere di tornare al paese natio perché il padre, anch’egli ristoratore, ha avuto un infarto. Un film alla francese in cui canzoni e realtà riescono a convivere senza stridere. Uno di quei film che costituiscono una prerogativa del cinema francese. Saper cioè raccontare storie che potrebbero stare tranquillamente nella realtà grazie ai volti giusti unitamente a quel tanto di astrazione che permette di affrontare temi non proprio secondari. Qui Cécile deve decidere su una gravidanza che sente di non volere, lei e il padre si scontrano su due visioni opposte della ristorazione e per di più torna sulla scena un vecchio amore dell’adolescenza per cui la protagonista sente di provare ancora dei sentimenti che sembravano sopiti. Selezionato come film di apertura dell’edizione 2025 del Festival di Cannes si è rivelato come la giusta scelta di intrattenimento non avulso dalla realtà.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.37 - CONSIGLIATO SÌ
Lidia cresce tra abusi e dolore. Nuoto e scrittura sono vie di fuga, ma tra lutti e dipendenze il percorso verso la salvezza sarà lungo e incerto. Espandi ▽
Lidia è una bambina che cresce tra il nuoto e una famiglia in frantumi. Una borsa di studio per il nuoto è la promessa di una vita migliore, ma Lidia dovrà imparare tutto da capo. Ad amare, a rapportarsi agli altri in modo non violento, a sopravvivere a un lutto grave e alle dipendenze multiple in cui finisce per gettarsi. Affamata di vita, intravede nella scrittura una forma di salvezza. È un film viscerale, carnale, appassionato e malato,
The Chronology of Water di Kristen Stewart. Un film fuori dall’ordinario che osa portare in scena una storia “scandalosa”, raccontata nell’omonimo romanzo autobiografico di Lidia Yuknavitch. Un flusso amniotico di immagini ed emozioni che non teme l’indicibile e il conturbante. Alla sua opera prima Stewart dimostra di avere maturato negli anni una sua chiara idea di cinema e uno stile nuovo con cui proporla sullo schermo, lontana dalla retorica e dal didascalismo. Un cinema che non deve e non vuole essere rassicurante, intento a raccontare i sentimenti estremi di chi ha subito traumi troppo grandi da elaborare.
OGGI A MILANO
MYMONETRO
Non ancora disponibile.
Da Von Trier, un esperimento, nelle sue intenzioni, estremo.
Drammatico,
Danimarca 1998.
Durata 117 Minuti. Consigli per la visione:
Nella villa di un quartiere residenziale di Copenaghen una decina di giovani decidono di fingersi volontariamente idioti. Espandi ▽
Alcuni giovani danesi decidono di fare gli idioti per sperimentare le reazioni della gente, ma anche e soprattutto per cercare il piccolo idiota che c'è dentro ognuno di noi. L'esperimento si rivelerà traumatico ma anche liberatorio, soprattutto per Karen, entrata a far parte del gioco quasi per caso. Il primo film di Lars von Trier interamente realizzato secondo le regole
Dogma 95.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.77 - CONSIGLIATO SÌ
Tra doc, fiction e messa in scena teatrale. La costruzione di una casa diversa per un diverso modo di concepire il mondo.
Documentario,
Drammatico -
Svizzera 2024.
Durata 89 Minuti.
Ha costruito una casa per sé. Purtroppo si è rivelata un capolavoro. Una storia sul potere dell'espressione femminile e sul desiderio degli uomini di controllarla. Espandi ▽
Pioniera del modernismo, nel 1929 Eileen Gray realizzò in Costa Azzurra un rifugio modernista, intimo e radicale. Questa sua prima architettura, battezzata E.1027, nacque dall’intreccio delle sue iniziali con quelle di Jean Badovici, fondatore della rivista L’Architecture Vivante e figura centrale dell’architettura moderna, con cui la progettò. Quando Le Corbusier scoprì la villa, ne rimase affascinato fino all’ossessione, arrivando a dipingere murali sulle pareti senza permesso e pubblicandone le immagini. Gray definì quei gesti un atto di vandalismo e chiese che venissero rimossi. Lui ignorò la richiesta e costruì il suo Cabanon proprio alle spalle della casa, imponendo la propria presenza sul luogo fino a oggi.
In un'atmosfera sospesa e aperta, che circoscrive il rapporto tra i tre, il film lascia spazio all'immaginazione dello spettatore e al contempo offre una panoramica della produzione artistica di Gray e delle idee che l'hanno ispirata. Nel trio corre una sottile tensione, tra ammirazione e competizione, indipendenza e complicità, ma anche una latente energia sessuale.
OGGI A MILANO
Cinema aderente all'iniziativa Cinema Revolution dal 19 giugno al 20 settembre. Biglietto a €3,50 per tutti i film italiani ed europei. cinemarevolution.it
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.68 - CONSIGLIATO NÌ
Capricciosa, arrogante, la Sarah Bernhardt di Guillaume Nicloux è una donna all'avanguardia per pensiero politico e libertà sessuale.
Biografico,
Francia,
Belgio 2024.
Durata 98 Minuti.
Sarah Bernhardt è stata un'impronta indelebile nella sua epoca, ma il suo nome è rimasto vivo per tutto il XX secolo e lo è ancora oggi. Eppure, pochi conoscono la sua vera storia. Espandi ▽
Sarah Bernhardt è Marguerite Gautier, Lucien Guitry è Armand. La morte li separa, dopo un lungo e sofferto amore, nel finale della Signora delle Camelie. Ma quell’amore non è solo finzione e Sarah e Lucien, i due mostri sacri del teatro francese, non sono solo colleghi. È la stessa attrice a raccontarlo al figlio di Lucien, Sacha Guitry, che da lì a poco diverrà a sua volta un nome di spicco del teatro e del cinema. È giunto il tempo che sappia che, delle sue decine o addirittura centinaia di amanti (così vuole la leggenda), lei ha amato veramente solo suo padre; lo ha fatto soffrire e ha sofferto a causa sua, quando lui, a un certo punto, le ha preferito un’altra.
Il biopic di Nicloux su Henriette Rosine Bernard, in arte Sarah Bernhardt, sceglie la sua relazione professionale e sentimentale con Guitry padre, come linea guida per orientarsi nell’esistenza della divina di Francia, ma fatica a rinunciare alla tentazione dell’aneddoto e finisce per assomigliare a un elenco di fatti noti, spillati senza un chiaro criterio a una scena o a quell’altra. Capricciosa, arrogante (“Non ho più bisogno di te, scarafaggio”), generosa soltanto con il figlio Maurice e contro il suo stesso bene, la Sarah Bernhardt di Guillaume Nicloux è una donna all’avanguardia per pensiero politico e libertà sessuale, ma caratterialmente insopportabile, portatrice consapevole di un narcisismo lucido che poteva essere rivoluzionario all’epoca ma oggi forse non affascina più.
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Un dramma sussurrato sull'implosione dei sentimenti e sul senso di impotenza.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 87 Minuti.
Quando la giovane Laura muore in un incidente di montagna, la famiglia perfetta di Mara e Pietro si sgretola, travolta da un dolore che corrode legami e certezze. Espandi ▽
Pietro ama la montagna e ha cresciuto i suoi figli secondo questa grande passione. I due ragazzi, Laura e Agostino, sono abituati a salire in montagna, Laura soprattutto. Lo sa la madre Mara, che insegna e conosce lo spirito ribelle e anticonformista degli adolescenti. Anche Laura non obbedirà fino in fondo alle raccomandazioni dei genitori e resterà insieme al fidanzato “bloccata” in un incidente. L’attesa del suo ritorno diventa sempre più angosciante e tutta la famiglia si sgretola, giorno dopo giorno, scavata dal dolore lancinante di questa assenza. Un dramma sussurrato, soffice e gelido come la neve della montagna. È
Separazioni di Stefano Chiantini, che negli anni ci ha abituato a una cinematografia con uno sguardo autoriale definito, ma mai invasivo, ingombrante, tanto meno urlato. È un dramma sull’implosione dei sentimenti, sul senso di impotenza che tutti abbiamo nei confronti della Natura, di cui il film sa restituire tutta la potenza evocativa.
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Cinema aderente all'iniziativa Cinema Revolution dal 19 giugno al 20 settembre. Biglietto a €3,50 per tutti i film italiani ed europei. cinemarevolution.it
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.09 - CONSIGLIATO SÌ
Un documentario in cui i ragazzi riscrivono lo spazio urbano attraverso il parkour e le loro storie di vita ed emigrazione. Espandi ▽
La regista Areeb, nata a Nablus, in Cisgiordania, e residente a Washington, ha ancora ricordi dell'infanzia e della sua visita a Gaza a quattro anni, quando insieme alla madre vide per la prima volta il mare. Scoperti su internet i video di alcuni ragazzi palestinesi che praticano parkour sulla spiaggia della Striscia, Areeb si mette in contatto con Ahmed, il regista dei video amatoriali, e comincia una conversazione a distanza.
Impegnata a documentare la situazione storico-politica del Medio Oriente, la regista esordisce nel lungo affidandosi soprattutto alle immagini del suo interlocutore per ridurre la distanza tra passato e presente, tra una personalità divisa e un'identità fortissima.
In
Yalla Parkour lo sguardo della regista, che osserva i video sul suo computer, si riverbera in quello di noi spettatori, che osserviamo una realtà a sua volta osservata. La mise en abîme è vertiginosa e raffigura la distanza che ci separa da Gaza e dalla sua realtà, di cui, il pericolosissimo parkour si fa sinistra metafora.
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MYMONETRO
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In un futuro non troppo lontano in cui gli umani dipendono completamente dai robot, Max, madre ed ex insegnante restia alla tecnologia, si guadagna da vivere usando l'astuzia. Ha un piano: rapire un robot all'avanguardia e venderne i pezzi. Ma tutto va storto. Alle prese con questo robot snervante, si imbarca in un inseguimento disperato per trovare la figlia e dimostrare che c'è ancora un barlume di umanità in questo mondo.
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Nel 1985, gli WHAM! passarono alla storia come il primo gruppo pop occidentale a esibirsi nella Cina comunista. I concerti di George Michael e Andrew Ridgeley a Beijing e Guangzhou sono una pietra miliare della cultura pop. Hanno fatto avvicinare oriente e occidente, musica e politica. E ora, grazie al recupero e al restauro di filmati dell'epoca, scopriamo per la prima volta la storia di una tournée entrata negli annali che ha catapultato gli WHAM! verso il successo mondiale.
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tel: 892960 (no prefisso)
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