79.ma edizione del Festival di Cannes, il programma dei 122 film. Cannes - 12/23 maggio 2026. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Vince il film che racconta lo scontro ideologico tra due padri sull'educazione. Ex aequo per regia, miglior attore e migliore attrice. Vai all'articolo »
Il regista filma il n’importe quoi de l’enfance come nessuno, coi suoi tic e le sue convulsioni permanenti. In Quinzaine des Cinéastes. Vai all'articolo »
Premio Grand Prix Ami Paris al film scritto e diretto da Marine Atlan e interamente girato in Italia, tra Pompei e Napoli: un’opera che porta sul grande schermo la luce e l’immaginario del Sud Italiano. Vai all'articolo »
Un cast di grandi attrici per un film utile a ricordare un episodio fondamentale per la storia dei diritti femminili. In Special Screenings. Vai all'articolo »
Il film di Biennale College Cinema, è stato presentato in anteprima mondiale alla 81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 2024. Vai all'articolo »
Il regista racconta il suo documentario Vittorio De Sica - La vita in scena, un omaggio al grande regista. Presentato in Cannes Classics.Vai all'intervista »
La storia di un gruppo di adolescenti sulle soglie della vita adulta, vicini alla scelta che darà forma al loro futuro. Presentato a La Semaine de la Critique. Vai all'articolo »
Il regista iraniano, habitué del festival, dirige Isabelle Huppert e un cast tutto francese. Oggi arrivano Hamaguchi, ma anche Soderbergh e John Travolta. Vai alla gallery »
Un omaggio a Thelma & Louise di Ridley Scott: Geena Davis e Susan Sarandon in un'immagine iconica, a trentacinque anni dalla première sulla Croisette. Vai al poster »
Martedì 12 maggio il nuovo film del regista e sceneggiatore francese Pierre Salvadori sarà presentato in anteprima mondiale al Grand Théâtre Lumière, dopo la cerimonia di apertura condotta dall'attrice Eye Haïdara. Vai all'articolo »
Farhadi, Moretti, Hamaguchi, Coen, Mungiu, Kore-eda, Spielberg. In attesa del programma che sarà reso ufficiale il 9 aprile, iniziano a circolare alcuni dei possibili protagonisti della 79° edizione che si svolgerà dal 12 al 23 maggio. Vai all'articolo »
L'attrice si è detta orgogliosa del riconoscimento: "I film hanno la capacità di aprire i nostri cuori e le nostre menti a storie che riflettono la nostra comune umanità". Vai all'articolo »
Dopo Agnès Varda, Marco Bellocchio, Jodie Foster, Meryl Streep, Robert De Niro, il regista neozelandese Peter Jackson riceverà l'importante riconoscimento. Vai all'articolo »
Acclamato in tutto il mondo dalla critica e dal pubblico, il regista, sceneggiatore e produttore sudcoreano Park Chan-wook presiederà la giuria del concorso lungometraggi del 79° Festival di Cannes. Vai all'articolo »
Ambientato all'apice della Guerra Fredda, il film racconta il rapporto tra lo scrittore Thomas Mann e sua figlia Erika, attrice, giornalista e pilota di rally. Espandi ▽
Thomas Mann torna in Germania con la figlia Erika dopo l'autoesilio negli Stati Uniti e l'attraversa per un ciclo di conferenze su Goethe passando dalla Germania Ovest alla Germania Est in un alternarsi di apprezzamenti e recriminazioni nei suoi confronti. Pawlikowski aggiunge una nuova riflessione al suo percorso di indagine sul rapporto tra l'uomo e la Storia.
Se Roberto Rossellini ci aveva fatto sperimentare quasi in maniera diretta e immersiva il senso di distruzione materiale e morale della nazione tedesca in Germania anno zero con una prospettiva dal basso, Pawel Pawlikowski muta il punto di vista offrendoci una lettura anch'essa di considerevole spessore. Recensione ❯
Sullo sfondo di una metropoli futuristica, una giovane donna inquieta va alla ricerca del padre scomparso. Espandi ▽
Elle fa ritorno alla magione del padre, Johnny Thunders (solo omonimo del musicista rock), dove trova Hunter, una giovane starlette in cerca di successo, e Dominique, la sua giovane matrigna. Il padre, figura misteriosa e amante del vizio, racconta loro la leggenda di Leather Man, un'entità diabolica e apparentemente inarrestabile che arriva con la nebbia e uccide giovani ragazze. Dopo breve tempo, Elle assiste a un delitto compiuto da Leather Man e si prepara ad affrontarlo.
È quasi fuorviante parlare di cinema d'autore e forse renderebbe l'idea chiamarlo cinema "griffato": analizzare le sue indagini psicanalitiche, sperare in una profondità di senso e nella carica rivoluzionaria dei cineasti del passato significa andare fuori strada e chiedere a Refn ciò che non può (più) offrire.
Meglio affrontarlo con lo spirito di chi si appresta a visitare una mostra o una videoinstallazione, in cui il guardante, pur sapendo a priori ciò a cui assisterà, non vede l'ora di poterlo (nuovamente) esperire. Recensione ❯
Un'incredibile scoperta mette a repentaglio la vita dei cittadini di un paese portuale. Espandi ▽
A Hope Harbor, un paesino della Corea del Sud vicino alla zona demilitarizzata, cominciano a morire mucche, dilaniate da quella che sembra una tigre, o una belva feroce. In breve tempo la cittadina è sconvolta dall'arrivo di una misteriosa creatura, dalla forza sovrumana, che compie una strage. Il goffo tenente di polizia Bum-seok e i suoi assistenti danno la caccia al mostro, fino a compiere scoperte incredibili sulla sua natura.
Si potrebbe sintetizzare come Predators meets The Host. O anche come un Cloverfield in salsa sudcoreana, che utilizza il sapere tecnico del cinema di genere di quei luoghi al servizio di un fanta-horror costantemente sopra le righe.
Na ricorre a didascalie per immagini, che estendono la durata ben oltre le due ore, sperperando quanto di buono era stato introdotto nell'incipit. Di molto buono. E il contrasto tra uno degli inizi di action più memorabili del decennio e quel che segue acuisce il dispiacere per l'esito finale, che coinvolge vanamente versioni CGI di star come Michael Fassbender e Alicia Vikander. Recensione ❯
Un dramma ambientato nella comunità circassa del New Jersey. Espandi ▽
A Newark, nel New Jersey, l'adolescente Temir cresce con il padre Azik, cuoco nel ristorante gestito dalla sorella Zalya, nella comunità degli immigrati circassici, regione caucasica della Russia. Temir è un promettente campione di lotta libera e assiste tra l'ammirazione e la vergogna alle intemperanze del genitore. Sperando di far ottenere al padre un nuovo lavoro più ambizioso, Temir scatenerà in buona fede una catena di eventi che porteranno a una inevitabile tragedia.
Kantemir Balagov, promessa del cinema russo, gira il suo primo film internazionale, dopo aver lasciato il suo Paese in seguito all'invasione dell'Ucraina.
Balagov ha un talento innato per il cinema, usa gli spazi, i suoni, il fuoricampo per costruire sequenze dilatate che portano il peso dello spazio e del tempo occupati e vissuti dai suoi personaggi. Il suo film è fatto di gesti, contatti, corpi, anche cibo. Non un film perfetto, purtroppo, ma nonostante tutto un grande film. Recensione ❯
Accurato e sensibile, un horror sulla ricerca di un mondo 'altro'. Horror, Messico, Spagna, USA2006. Durata 112 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Guillermo Del Toro continua la sua ricerca sulle possibilità narrative del 'mistero' al cinema. Serve solo a stupire o a terrorizzare o può anche far riflettere sulla Storia? Espandi ▽
Spagna 1944. L'esercito franchista sta piegando le ultime frange di resistenza alla "normalizzazione" del paese, ormai quasi totalmente sotto il controllo di Franco. Carmen, una giovane vedova, ha sposato Vidal, un capitano dell'esercito, e lo raggiunge assieme alla figlia dodicenne Ofelia. La bambina soffre per la presenza dell'arrogante patrigno e cerca di aiutare la madre che sta affrontando una gravidanza difficile. Il suo rifugio è costituito dal mondo delle fiabe che si materializza con la presenza di un fauno che le rivela la sua vera identità. Recensione ❯
Trattasi di storia (quasi) vera. In America, Los Angeles per l'esattezza, si
corre una categoria, se così vogliamo chiamarla, sconosciuta in Europa:
corse clandestine nelle vie urbane nel mezzo della notte. Espandi ▽
Trattasi di storia (quasi) vera. In America, Los Angeles per l'esattezza, si corre una categoria, se così vogliamo chiamarla, sconosciuta in Europa: corse clandestine nelle vie urbane nel mezzo della notte. Alcuni piloti, giusto per ottimizzare, approfittano della loro bravura per rapinare i camion. Ecco che Brian riesce a farsi amico il boss Dom e la sorella. In realtà il bel Bryan (l'ennesimo nuovo Brad Pitt) è un agente FBI. Proprio come accadeva in Point Break, solo che qui il cattivo-che- poi-cattivo-non-è, alla fine viene lasciato andar via. Per il resto sono corse, rock di fondo, battute come "il tuo missile reggipalle" (sarebbe la moto). Recensione ❯
Dopo il suo primo film in lingua inglese, La stanza accanto, il regista premio Oscar Pedro Almodóvar torna in Spagna per raccontare una storia sull'elaborazione del lutto e i ritmi frenetici della vita. Espandi ▽
Raul è un regista sulla cinquantina che da cinque anni non riesce a girare un film per mancanza di ispirazione. Comincia a scrivere una nuova sceneggiatura proprio quando Monica, la sua prima lettrice, al suo fianco da vent'anni, si licenzia per raggiungere la compagna in grande difficoltà, e lo affida alle cure amorevoli di Santi, il compagno di Raul di 15 anni più giovane.
La sceneggiatura vede protagonista Elsa, una regista che dopo due film "di culto" (ma non di cassetta) decide finalmente di tornare a scrivere un copione, attingendo alle vite del suo giovane compagno Beau (da Bonifacio, ovvero colui che fa del bene, in una sovrapposizione del buono col bello) e delle uniche due amiche: Patricia, sposata con un uomo che (forse) la tradisce ma che lei non si decide a lasciare, e Natalia, che vive una situazione drammatica con il figlio. Ma anche Raul, mentre costruisce la sua storia, pesca a piene mani dalla realtà quotidiana e dagli affetti che lo circondano, e questo è pericoloso.
Almodóvar è come solito magnifico nel contrapporre spazi, musiche (hitchcockiane) e tinte a scopo narrativo (qui dominano il rosso e l'azzurro, e in coppie alternate il verde e il giallo) e i suoi personaggi sono come sempre una segnaletica vivente del mood del loro autore, in questo caso il disagio. Ma il film raffigura un'impasse creativa impantanandosi in una messinscena che risulta asfittica. Recensione ❯
Un film intenso che sa arrivare al grande pubblico ricordandogli un passato che si vorrebbe forse gettare alle spalle. Drammatico, Italia1960. Durata 110 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Tratto dal romanzo di Moravia. Durante l'ultima guerra Cesira, giovane vedova coraggiosa e battagliera, si rifugia con la figlia adolescente nel paese natale. Espandi ▽
1943. Cesira ha una figlia adolescente, Rosetta, ed è vedova. In seguito ai bombardamenti decide di lasciare la città per tornare al paese d'origine in Ciociaria. Qui conosce Michele, un giovane intellettuale che si innamora di lei. Dopo l'8 settembre gli alleati risalgono la penisola e sia lei che la figlia vengono violentate da un plotone di soldati marocchini. Recensione ❯
Il titolo è preso da un'opera cinese dei primi del Novecento, scritta da Mei Lanfang. Il regista cinese Chen Kaige vive a New York, trapiantato da ver... Espandi ▽
Dal romanzo di D'Annunzio. Giuliana, fragile di salute e tradita dal marito, ha un figlio da un giovane letterato, che presto muore di febbre tropicale. Espandi ▽
Dal romanzo di D'Annunzio. Giuliana, fragile di salute e tradita dal marito, ha un figlio da un giovane letterato, che presto muore di febbre tropicale. Alla donna restano il ricordo di questo amore e il figlio, che però il marito uccide esponendolo al gelo la notte di Natale. L'ultima amante dell'uomo lo abbandona e questi, disperato, si uccide. Alla fine della carriera, Visconti decide di mettere in scena D'Annunzio (anche De Sica aveva in progetto un D'Annunzio ma morì prima di realizzarlo). Il film mostra segni di stanchezza. Visconti ci lascia il suo saluto mostrando le sue mani che girano le pagine di un grosso libro che reca i titoli. Recensione ❯
L'intelligenza artificiale come strumento per lenire i nostri problemi.
Un'opera sul nostro immediato futuro. Drammatico, Giappone2026. Durata 126 Minuti.
Un film futuristico, dove il figlio di una coppia è un robot. Espandi ▽
In un futuro prossimo, a Yokohama, la coppia dei Komoto, che ha tragicamente perso il figlio di sette anni Kakeru, decide di avvalersi di REbirth, un programma pensato per le famiglie nella loro situazione: riceveranno in prova gratuita un androide guidato dall'intelligenza artificiale, con le fattezze e i ricordi di Kakeru. Il padre Kensuke è inizialmente scettico, laddove la madre Otone si affeziona istantaneamente al nuovo Kakeru, scegliendo di vivere nell'autosuggestione. Finché una visita della madre e della sorella non riportano Otone alla realtà.
Universalmente riconosciuto come uno dei principali cantori della realtà famigliare e del rapporto tra legami ereditati e invece scelti, in Sheep in the Box Hirokazu Kore-eda si muove su un terreno noto.
Quella del regista è una visione ottimista e niente affatto luddista, in linea con il positivismo di una filmografia che, anche quando si è soffermata su eventi scabrosi e su sdrucciolevoli limiti etici, ha saputo proporre una via di uscita, un accettabile compromesso per affrontare l'esistenza quotidiana. Il film non fa eccezione e va letto in questo senso, anche quando la nostra sete di eccessi e verità rivelate, di polarizzazioni e sensazionalismi, resta inesorabilmente inappagata. Recensione ❯
Una rilettura in chiave gender dell'horror degli anni '80 e '90. Con un attualissimo sguardo sulla contemporaneità. Horror, USA, Gran Bretagna, Canada2026. Durata 106 Minuti.
Schoenbrun prosegue il suo percorso artistico segnato da temi legati all'identità trans e all'horror queer. Espandi ▽
Kris è una regista queer di 29 anni a cui viene affidato il reboot di una lunga saga horror, Camp Miasma, il cui capostipite, realizzato negli anni '80, ha avuto un grandissimo successo al box-office. Entusiasta del progetto, cerca di coinvolgere l'attrice che interpretava la ragazza sopravvissuta del primo film, Billy Presley. La donna, da anni, vive reclusa nello stesso luogo dove è stato girato Camp Miasma. Kris la raggiunge e da quel momento la regista s'immergerà totalmente nell'atmosfera terrificante della saga e il suo rapporto con Billy si evolverà in modo sorprendente.
I riferimenti sono già dichiaratamente esibiti, Scream e soprattutto Venerdì 13 dove il sanguinario Jason Voorhees sembra essersi reincarnato in Camp Miasma nello psicopatico serial-killer Little Death, creatura metà umana che si muove con una scatola con una griglia d'areazione al posto della testa.
Il film dialoga con Wes Craven. La passione è contagiosa e il suo sguardo sulla contemporaneità è attualissimo. Recensione ❯
Un monito immortale su come il potere ami servirsi della religione e dell'ignoranza per soddisfare i propri scopi. Drammatico, Gran Bretagna1970. Durata 113 Minuti.
La fama di Grandier, frate corrotto e libertino nella cittadina di Loudun, eccita la curiosità della superiora delle suore che gli propone di stabilirsi nel suo convento come padre spirituale. Espandi ▽
Loudun, 1634. La morte del Governatore sembra segnare il destino dell’ultima cittadella di Francia in cui cattolici e ugonotti convivono pacificamente: il cardinale Richelieu è intenzionato a mettere fine a questo idillio e ad abbattere le mura di cinta. Ad opporsi fieramente è un prete cattolico, Urbain Grandier, la cui condotta privata stride fortemente con l’abito talare che indossa. Oggetto del desiderio delle dame di Loudun come delle suore Orsoline, finisce per farsi troppi nemici e prestare il fianco a una persecuzione giudiziaria, ordita dal barone di Laubardemont e dall’esorcista Barre, che accusano Grandier di connivenza con il demonio. Il sacerdote si rifiuta di confessare e rivendica la sua innocenza, ma il suo destino sembra segnato. Manifesto dell’inevitabile approdo delle ultime propaggini del free cinema britannico, da sempre nel mirino della censura, I diavoli è assurto a cult per la sua aura scandalosa e blasfema prima e per il suo monito politico poi. È il frutto dello sforzo congiunto di alcune delle migliori teste pensanti del cinema inglese: la provocatoria visionarietà di Ken Russell da un lato e le scenografie dell’eccesso di Derek Jarman dall’altro, al servizio di una parabola sul desiderio sessuale e sul rapporto tra quest’ultimo e la religiosità. Fin dalla prima alla Mostra di Venezia del 1971, la tendenza di I diavoli a rivelare, attraverso l’oltraggio, la doppiezza insita nella morale cattolica, ha infastidito la Chiesa di Roma almeno quanto le visioni senza freni dei sogni di sorella Jeanne e dell’esorcismo orgiastico collettivo, inclusa la sequenza del famigerato “stupro di Cristo”. Ma a distanza di anni quella libertà espressiva appare in tutto il suo vaticinante splendore, come una profezia sul modus operandi del Potere e sulla sua presa ineludibile sulle paure del popolino. Recensione ❯
L'ispettore Wilson, della "Commissione alleata per i crimini di Guerra", nonostante lo scetticismo dei suoi colleghi, decide di lasciare aperta la cella di un criminale nazista, un certo Konrad Meineke, per farlo scappare. Espandi ▽
In una pacifica cittadina americana vive un nazista scampato al processo di Norimberga. Si è rifatto un'esistenza e sotto mentite spoglie sposa perfino la figlia di un noto magistrato. Giunge un detective incaricato di indagare sulla vera identità del professore, la cui moglie respinge sdegnata gli insistenti sospetti che l'investigatore le confida. Dovrà ricredersi quando il marito, in un ultimo tentativo di farla franca, tenta di ucciderla e dopo un movimentato inseguimento precipita dal campanile della chiesa, ucciso dalla spada di una delle figure del carillon. Recensione ❯
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