Refn più incline che mai verso il lato oscuro e fetish del suo immaginario. Fuori Concorso.
di Emanuele Sacchi
Elle fa ritorno alla magione del padre, Johnny Thunders (solo omonimo del musicista rock), dove trova Hunter, una giovane starlette in cerca di successo, e Dominique, la sua giovane matrigna. Il padre, figura misteriosa e amante del vizio, racconta loro la leggenda di Leather Man, un'entità diabolica e apparentemente inarrestabile che arriva con la nebbia e uccide giovani ragazze. Dopo breve tempo, Elle assiste a un delitto compiuto da Leather Man e si prepara ad affrontarlo.
È quasi fuorviante parlare di cinema d'autore e forse renderebbe l'idea chiamarlo cinema "griffato": analizzare le sue indagini psicanalitiche, sperare in una profondità di senso e nella carica rivoluzionaria dei cineasti del passato significa andare fuori strada e chiedere a Refn ciò che non può (più) offrire.
Meglio affrontarlo con lo spirito di chi si appresta a visitare una mostra o una videoinstallazione, in cui il guardante, pur sapendo a priori ciò a cui assisterà, non vede l'ora di poterlo (nuovamente) esperire.