Jeanne Herry affronta ancora una volta un tema di interesse pubblico. In Concorso.
di Marzia Gandolfi
Garance ha trentasei anni e beve da quando ne ha diciotto, tutti i giorni, tutte le notti. Attrice di secondo rango, aspetta la sua occasione recitando per le scuole o doppiando soap opera. Ma il fisico abusato dall'alcool comincia a cedere. Saranno la malattia della sorella, un ingaggio importante e un'anamnesi disastrosa, a convincerla definitivamente ad appendere al chiodo la bottiglia e a prendere la sua vita sul serio.
Non inventa niente Garance ma può contare su un'attrice irresistibile nel ruolo di una donna ebbra, fragile e ricreativa che farfuglia parole in un racconto a suo modo gioioso.
Un alcooldramma che considera le ferite della sbornia ma evita lo squallore con una sterzata, forse un po' forzata, verso un incontro, verso una storia d'amore e di rinascita. Adèle Exarchopoulos, femme sous influence, che esplode sullo schermo come una deflagrazione. Corpo libero e portatore di una direzione, di una referenza, di un nuovo tempo che suona la campana a morte del vecchio mondo.