La talentuosa Dominga Sotomayor è tornata con un film che la riporta all’attenzione della critica più sensibile e attenta. Presentata in Quinzaine des Cinéastes.
di Emanuele Sacchi
Silvia vive prevalentemente sola, eccetto per la sporadica compagnia di Mario, nell'isola di Santa Maria, al largo del Cile. Per vivere si occupa della pesca e della vendita di frutti di mare e pare imperturbabile a ogni cambiamento, finché non prende con sé uno dei due cuccioli ritrovati in una barca. Silvia adotta la cagnolina e la chiama Yuri: le due diventano inseparabili finché un giorno Yuri scompare, riaprendo una ferita mai completamente rimarginata nel passato di Silvia.
Proprio quando si temeva che un'autrice talentuosa come Dominga Sotomayor - folgoranti il debutto di De jueves a domingo e il successivo Tarde morir para joven - si fosse smarrita tra i meandri delle produzioni Netflix, ecco un film che la riporta all'attenzione della critica più sensibile e attenta.
Forte di una benedizione alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes, Dominga Sotomayor è tornata, con un'opera dal fascino misterioso, in cui la mescolanza delle esperienze pregresse conduce a una maturità di sguardo e linguaggio ragguardevole.