La storia di un gruppo di adolescenti sulle soglie della vita adulta, vicini alla scelta che darà forma al loro futuro. Espandi ▽
È l’ultimo anno del liceo pubblico francese e una scolaresca va in gita a Pompei, accompagnata dall’insegnante di latino. Come in ogni classe, ogni studente ha la sua personale etichetta. Anche la professoressa ha un’etichetta, quella di single un po’ fanatica nella determinazione a coinvolgere tutti suoi studenti - tutti tranne Toni, che pur di darsi un’identità si inventa un’origine aristocratica italiana vittima del terremoto nella Napoli del 1980.
La Gradiva, una coproduzione italo-francese con un cast di giovanissimi d’oltralpe, è la storia di un gruppo di adolescenti sulle soglie della vita adulta, vicini alla scelta - universitaria o di avviamento professionale - che darà forma al loro futuro, relegandoli in uno dei gironi socioeconomici di un mondo sempre più a compartimenti stagni.
Per ognuno l’etichetta è riduttiva e penalizzante, ognuno cerca il proprio posto nel mondo, augurandosi che non sia già segnato. Come in un affresco di Pompei, una certa malinconia e un senso di catastrofe imminente colora il film di esordio della direttrice della fotografia Marine Atlan.