La notte non aspetta

Film 2008 | Azione, 109 min.

Regia di David Ayer. Un film con Keanu Reeves, Forest Whitaker, Hugh Laurie, Chris Evans, Martha Higareda, Naomie Harris. Cast completo Titolo originale: Street Kings. Genere Azione, - USA, 2008, durata 109 minuti. Uscita cinema venerdì 27 giugno 2008 distribuito da 20th Century Fox Italia. - MYmonetro 2,54 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il detective Tom Ludlow, veterano del LAPD, è un eroe per la stampa e per la città, ma un problema per se stesso e per la sua squadra. L'assassinio di un suo ex collega lo mette nei guai. Dovrà tirarsene fuori da solo. In Italia al Box Office La notte non aspetta ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 564 mila euro e 217 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,54/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,04
PUBBLICO 3,09
CONSIGLIATO NÌ
Buon thriller crudo e violento, che non brilla per originalità ma per l'ottimo cast e il ritmo mozzafiato.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 15 maggio 2008
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 15 maggio 2008

Il detective Tom Ludlow non si è ancora ripreso dalla morte della moglie e trova conforto nella bottiglia. Vive di notte, sulle strade di Los Angeles, armato e incapace di provar paura. È lui che garantisce la sicurezza dei cittadini, affrontando gli aspetti più ripugnanti della società e applicando una giustizia rapida e priva di compromessi, che ignora i protocolli e gli scrupoli morali. Ma poi un collega muore, il partner di una vita, ed emergono delle prove che lo vorrebbero coinvolto nella sua esecuzione. Ludlow si prepara così ad indagare su se stesso e sulla cultura poliziesca di cui è un esemplare di punta e un veterano.
Viene sempre un momento, nel poliziesco, in cui il distintivo dell'agente protagonista rischia di finire nel cestino o nel taschino del capo. È un turning point imprescindibile, che mette fretta alla scrittura e la surriscalda. Ne La notte non aspetta, tratto da una storia originale di James Ellroy, questo momento non arriva mai. L'agente Tom Ludlow può far di tutto, scannare chiunque gli si trovi a tiro, appropriarsi delle prove, mentire. I suoi colleghi e i suoi superiori lo copriranno, lo favoriranno, aggiungeranno falso su menzogna. Gli terranno persino lontano il capitano Biggs della commissione disciplinare, che lo tiene d'occhio in attesa di un passo incerto.
Crudo, violento, bagnato di sangue, questo thriller urbano non brilla per originalità ma per un ottimo cast e per un ritmo mozzafiato. Buon prodotto di genere, innesca una spirale respingente: non c'è personaggio che non sia violento, non c'è professionalità che il mito dei soldi e del potere, o semplicemente l'adrenalina scatenata dall'illusione del controllo, non abbiano corrotto. Ci sono solo delle sfumature e a queste si aggrappa il film, ponendo alcune domande provocatorie: chi protegge chi ci protegge? Di chi ci si può fidare? Come si estirpa l'erbaccia, se ricresce ogni volta più forte e più radicata? Il film risponde strutturandosi come una tragedia, con una scura tentazione giustificazionista e lo spiraglio di una redenzione che non fa che confermarla. Dopo una corsa a perdifiato sul limite, dove le figure della legge si confondono e si rispecchiano nelle figure avversarie, che eludono la legge o la calpestano, il duello finale tra Ludlow e il suo rivale ultimo è una clamorosa battuta d'arresto, da imputare ad un dialogo velleitario e mal riuscito.
Il regista del realismo estremo e navigatore satellitare umano di L.A. è David Ayer, che ripercorre i propri passi, strizzando l'occhio a Training Day e ancor di più a Harsh Times. Si cita addosso anche Hugh Laurie, alias Biggs: insolitamente fuori dalla cornice del Dr. House, fa comunque il suo primo ingresso in scena all'interno di un ospedale.
Keanu Reeves, bolso, emaciato, incattivito e ritrovato, è l'anima di un film senz'anima, la sua più convincente ragione d'esistenza.

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Incline all'alcol e incapace di elaborare il lutto per la perdita della moglie, il detective Tom Ludlow si prende gli incarichi più difficili e più sporchi perché li risolve senza scrupoli e ignorando ogni protocollo ("Io tampono le falle del sistema" dice di sé). Quando cercano di coinvolgerlo nella morte del suo ex partner, comincia a capire che il marcio non c'è solo in Danimarca. Tratto da una storia originale di James Ellroy, che l'ha sceneggiata con Jamie Moss e Kurt Wimmer, è un cupo, sporco, violento poliziesco di Los Angeles non certo originale - si riconosce il marchio di Ellroy, ma alla seconda scena già si capisce chi sono i cattivi, i dialoghi sono usurati, i personaggi scontati, anche se le musiche di Graeme Revell colpiscono fin dalla prima scena - ma raccontato (e montato) con sapiente senso del ritmo, e sostenuto da un buon cast: il più maturo (e robusto) Reeves, Whitaker, mentre il dr. House televisivo (Laurie), qui nei panni del cinico capitano Biggs, manovra le cose dietro le quinte nell'interesse suo e della città.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 24 luglio 2017
elgatoloco

Jiames Elllroy da decennni racconta storie di violenza, corruzione, corruzione nella polizia(scritte bene, ispirate a farri reali, a referenti concreti e documentabilli), il film che David Ayer ne trae(ne ha tratto.era il 2008)è decisamente attinente al romanzo, non alla lettera, ma nello"spirito", ossia nella prodiuone di senso, ispirata a durezza, a notevole freddezza(non emozionalit&agra [...] Vai alla recensione »

martedì 11 gennaio 2011
ultimoboyscout

Un bellissimo film, un poliziesco d'altri tempi, con un eroe strano che non è di certo un vero eroe ma è un uomo che rispecchia perfettamente il tenore del film: durissimo, crudo, puzza di morte e sangue, notturno. Erano anni che non vedevo un film del genere fatto così bene perchè reale, con atmosfere da western urbano, nonostante ci abbiano provato in tantissimi. [...] Vai alla recensione »

martedì 25 agosto 2009
baffo sudato

bel film mi unisco ai complimenti di tutti!guardatelo forse in alcuni punti un po lento ma molto bello!

lunedì 28 settembre 2009
enrico B

sarà anche un giustiziere solitario, ma tom Ludlow è soprattutto una pedina nelle mani dei vari capò del distretto... il finale mi pare memorabile (per lo meno dickiano - ved. Scanner Darkly)... il dottor house non è meno peggio di tutti i poliziotti corrotti che sfilano nel corso del film e che muovono i fili dell'automa scannatore (il vero anti-arci-eroe contemporaneo)!

sabato 24 aprile 2010
augustobelli

Nell'insieme bel film, veloce e dinamico. Forse troppo lontano della realta della corruzione del  Dipartimento di Polizia. Finale da rivedere.

martedì 10 gennaio 2012
denzel for ever

giusta la media di 2.5 stelle..il film scorre abbastanza bn...ma poteva essere fatto un po meglio...la storia è sempre quella e ahe se amo il genere..qst nn mi ha entusiasmato molto...cosa che ha fatto pochi giorni fa il film...Il negoziatore...di kevin Spacey e samuel L jackosn

Frasi
Il male porta sempre altro male
Una frase di Il detective Tom Ludlow (Keanu Reeves)
dal film La notte non aspetta - a cura di pittina
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

«Siamo tutti criminali», dice il capitano Jack Wonder (Forest Whitaker) a Tom Ludlow (Keanu Reeves), poco prima che finisca La notte non aspetta (Street King, Usa,2008, 109').L'agente gli punta addosso la pistola, e lui è in casa propria, ammanettato e legato. Il doppio gioco è finito, ma Wonder tenta ancora una via di fuga.Certo,s'è servito di Tom,e ancora se ne servirebbe, se potesse.

Alberto Castellano
Il Mattino

Riconosciuto come il più significativo rappresentante del romanzo noir contemporaneo, il più incisivo scrittore di crimini, James Ellroy è autore di una straordinaria tetralogia dedicata alla sua Los Angeles con la quale ha raccontato quell'inestricabile, disperato intreccio di corruzione e violenza negli anni '40 e '50 ideale per lui per ridefinire i confini tra il Bene e il Male.

Sandro Rezoagli
Ciak

Rieccoci nelle atmosfere di L.A. Confidential, ma 50 anni dopo: su un soggetto originale di James Ellroy il regista di Harsh Times-I giorni dell'odio (2005) racconta un'altra storia di idealismo, corruzione e redenzione nella polizia della città degli angeli. L'eroe positivo è uno sgualcito Keanu Reeves che si è attaccato alla bottiglia dopo la vedovanza.

Manohla Dargis
The New York Times

James Ellroy, the self-described “demon dog” of American crime fiction, writes in a baroque, pulp prose style that hurtles along the page like a speed freak in a rocket, an image that I probably lifted from one of his books. In his fiction and nonfiction he rushes forward fast, fast, fast, pausing regularly to do a little scat singing (“a hypodermic full of hyper-hazy, health-hazarding” stuff, from [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

Diceva che Hollywood non aveva le palle di trasportare i suoi poliziotti deviati sul grande schermo. Diceva che della Mecca del Cinema amava gli assegni a sette cifre, il produttore kubrickiano con i "cojones" James B. Harris (regista del notevole Indagine ad alto rischio dal suo straordinario Le strade dell'innocenza) e un solo film degli '80: Vivere e morire a Los Angeles.

Silvia Bizio
La Repubblica

Sebbene i suoi personaggi da gigante tenero del cinema trasmettano subito un senso di innocenza, indecisione e timidezza, Forest Whitaker ha vinto il premio Oscar nel 2006 con un azzecatissimo ritratto del brutale dittatore dell'Uganda Idi Amin in "L'ultimo re di Scozia". Pelle nera, un metro e 86 centimetri di altezza per oltre cento chili di stazza, il texano Whitaker, 46 anni, era stato da giovane [...] Vai alla recensione »

Alessio Guzzano
City

Il giustiziere in divisa Keanu Reeves stecchisce i criminali, meglio se neri o gialli, per spegnersi il dolore dentro (moglie uccisa) e per la gloria del suo protettivo superiore Forest Whitaker, in delirio di onnipotenza poliziesca: un Idi Amin losangelino. L'ex compagno di ronde, in odore di tradimento, finisce crivellato. Lui si ostina nella caccia ai colpevoli, coinvolgendo la bella vedova Naomie [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

C'è qualcosa di familiare, forse anche troppo nella Notte non aspetta, poliziesco da un soggetto originale di James Ellroy, che è anche coautore dello screenplay. Lo ha diretto David Ayer, già sceneggiatore di "Training Day" e regista di "Harsh Times. I giorni dell'odio": film, entrambi, legati a questo da vari gradi di parentela. Tom Ludlow è uno dei migliori detective del Dipartimento di polizia [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Benvenuti nella Città degli Angeli, che dentro cova mali oscuri come ci ha insegnato tanta letteratura poliziesca USA; e anche il cinema, prima che i thriller divenissero il regno degli effetti speciali. In questo senso La notte non aspetta rappresenta un ritorno al passato, ovvero al noir classico con il suo disincanto; e non poteva essere altrimenti considerato che il solido soggetto del film porta [...] Vai alla recensione »

Jean-François Rauger
Le Monde

"Au bout de la nuit" : la police de L.A. entre doute et violence Si l'on s'intéresse, avec un brin d'anxiété, à l'état de santé du film noir américain, ou plutôt de ce qui lui a succédé, alors Au bout de la nuit est plutôt une bonne surprise. Le film de David Ayer est une incarnation crédible, cohérente, de l'évolution d'une mythologie qui évolue sans cesse mais qui ne saurait se défaire complètement [...] Vai alla recensione »

Michael Phillips
The Los Angeles Times

Police brutality goes down more easily when the cops look sharp and the past provides a measure of storytelling distance, as was the case in director Curtis Hanson's adaptation of the James Ellroy crime novel "L.A. Confidential." Take away the early 1950s lapels and the Brilliantine hair, however, and an audience has a very different relationship to the viciousness on screen.

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Già ai tempi di Serpico il marcio nella polizia era roba d'antiquariato. Figurarsi oggi. Eppure lo stimato James Ellroy si getta a capofitto nella Los Angeles più corrotta per tentare una replica del suo magnifico L.A. Confidential (1997). Operazione fallita: La notte non aspetta, diretto dal semisconosciuto David Ayer, è scritto con la sinistra, per non dire con i piedi, è di un'improbabilità rara [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
DNews

Se la distribuzione italiana non avesse cambiato il titolo originale (Street Kings) questo film avrebbe avuto almeno una cosa bella. Così invece ci ritroviamo di fronte a uno dei papocchi più sconcertanti degli ultimi anni, nonostante un ottimo regista (David Ayer, ha esordito con l'ottimo e scombinato Harsh Times, è produttore e sceneggiatore di Training day), uno sceneggiatore-scrittore di razza [...] Vai alla recensione »

Davide Turrini
Liberazione

Ma quanti uomini avrà fatto fuori l'agente Tom Ludlow (un oramai maturo e pressoché imbolsito Keanu Reeves) nella sua carriera di sbirro a Los Angeles? Quasi come uno spietato robocop, o meglio come un immanente Neo alla Matrix privo di qualsivoglia fisica ed umana fragilità. Infatti, La notte non aspetta è un film disegnato su misura sull'invincibilità del poliziotto che fa fuori cristiani come ridere [...] Vai alla recensione »

Michele Anselmi
Il Riformista

Diciamo la verità, l'unica ragione per andare a vedere La notte non aspetta è il dr. House, ovvero Hugh Laurie, l'attore britannico che nelle pause di lavorazione della mitica serie tv per la quale guadagna 200 mila dollari a puntata, ogni tanto riprova col cinema. Chi lo ricorda nel dittico Stuart Little, lo troverà piuttosto invecchiato, non fosse altro perché, sulle orme di Sean Connery ormai si [...] Vai alla recensione »

Andrea Fornasiero
Film TV

«Perché sono qui?», «Sta diventando un incubo, devo andare»: queste sono le due battute che più rimangono impresse di La notte non aspetta. La ragione è semplice, riflettono i pensieri dello spettatore mentre la pellicola passa sfiancante sullo schermo. Al termine del film, sullo scorrere dei titoli di coda, per i tenaci o gli assopiti rimasti, ecco la sorpresa: soggettista e cosceneggiatore è nientemeno [...] Vai alla recensione »

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