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sabato 26 maggio 2018

Sergi López

Il cattivo spagnolo in Francia

52 anni, 22 Dicembre 1965 (Capricorno), Barcellona (Spagna)
occhiello
Vidal: Non la capisco. Perché non mi ha obbedito?-
Ferreira: Perché obbedire senza pensare, così, istintivamente, lo fa solo la gente come lei.

dal film Il labirinto del fauno (2006) Sergi López è Vidal
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Sergi López

L’eroina romantica secondo Catherine Corsini, tra Flaubert e Truffaut.

L'amante inglese: un'eroina tragica

giovedì 25 febbraio 2010 - Marianna Cappi cinemanews

L'amante inglese: un'eroina tragica Una bella villa nel sud della Francia, un marito ricco, due figli non più bambini. E la passione che entra travestita da operaio spagnolo, non chiede nulla e nulla ha da offrire, ma si prende tutto, perché la muove la forza del destino. Catherine Corsini si confronta con una storia d'amore e con la costruzione di un personaggio femminile eroico e tragico. Peccato solo che le esigenze commerciali della distribuzione italiana trasformino l'originale Partir, titolo che conteneva più di un significato, nel banale L'amante inglese.

Come motiva la scelta di Sergi Lopez per un ruolo tanto sensuale?
Corsini: I gusti a livello di attrazione sono molto personali e io trovo che Sergi doni qualcosa di voluttuoso al personaggio. C'è in lui qualcosa di carnale, di forte ed di emozionante, non mi interessa la bellezza plastica. A dirla tutta, lo trovo molto più sensuale di Kristin Scott Thomas e credo che sia lui che avvolge anche lei in un'aura di sensualità. Non sarà Jeremy Irons ma è certamente meno cerebrale e io volevo fare un film su una passione amorosa e non morbosa, viva, potente e anche gioiosa. Lei, non a caso, si innamora veramente di lui.

Lo spettatore è portato a prendere le parti di Suzanne, la protagonista, ma il suo gesto finale rischia di allontanarci bruscamente
Corsini: Il film adotta prima il punto di vista di lei ma poi anche quello del marito, che prima soffre e poi però diventa violento. Quando le dichiara guerra, una guerra economica, l'unico modo che ha lei per sopravvivere è quello di farsi schiacciare o di fare altrettanto e di adottare un'arma di guerra, com'è il fucile.

Perfect Day

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,62)
Un film di Fernando León de Aranoa. Con Benicio Del Toro, Tim Robbins, Olga Kurylenko, Melanie Thierry, Fedja štukan.
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Genere Drammatico, - Spagna 2015. Uscita 10/12/2015.

Tango Libre

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,79)
Un film di Frédéric Fonteyne. Con François Damiens, Anne Paulicevich, Sergi López, Jan Hammenecker, Zacharie Chasseriaud
Genere Drammatico, - Francia, Belgio, Lussemburgo 2012. Uscita 13/02/2014.

Potiche - La bella statuina

* * * - -
(mymonetro: 3,30)
Un film di François Ozon. Con Catherine Deneuve, Gérard Depardieu, Fabrice Luchini, Karin Viard, Judith Godrèche.
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Genere Commedia, - Francia 2010. Uscita 05/11/2010.

L'amante inglese

* * * - -
(mymonetro: 3,16)
Un film di Catherine Corsini. Con Kristin Scott Thomas, Sergi López, Yvan Attal, Bernard Blancan, Aladin Reibel.
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Genere Drammatico, - Francia 2009. Uscita 05/03/2010.

Ricky - Una storia d'amore e libertà

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,85)
Un film di François Ozon. Con Alexandra Lamy, Sergi López, Mélusine Mayance, Arthur Peyret, André Wilms.
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Genere Commedia drammatica, - Francia, Italia 2009. Uscita 09/10/2009.
Filmografia di Sergi López »

martedì 8 maggio 2018 - Un appuntamento imprescindibile per chi ama il cinema. Stasera l'apertura con Penelope Cruz e Javier Bardem, i protagonisti di Everybody Knows di Ashgar Farhadi.

Festival di Cannes, attese e promesse della 71a edizione

Marzia Gandolfi cinemanews

Festival di Cannes, attese e promesse della 71a edizione Difficile quest'anno fare pronostici dopo i cambiamenti annunciati da Thierry Frémaux nella conferenza stampa del 12 aprile: la varietà dei Paesi invitati (una dozzina), i nuovi arrivi in competizione (otto), l'assenza dei precedenti vincitori per l'insoddisfazione dei selezionatori o per la strategia commerciale dei produttori (Jacques Audiard, Mike Leigh) e naturalmente la presenza istituzionale e irrinunciabile di Jean-Luc Godard (Le livre d'image), che ha ispirato la radiosa locandina ufficiale. Lasciati a casa i favoriti degli anni scorsi (Sorrentino, Kawase, Audiard, Dolan, Lanthimos...), le sorprese arriveranno probabilmente da quei registi conosciuti nel loro Paese ma 'sconosciuti' altrove (Ryusuke Hamaguchi, Kirill Serebrennikov). Autori che partecipano di quel rinnovamento generazionale annunciato da Thierry Frémaux e ribadito dalla programmazione di Un Certain Regard con sei opere prime in concorso. Il Festival di Cannes, arrivato alla sua settantunesima edizione, riserva quest'anno sotto il glamour e le paillettes uno spazio fisico e intellettuale dove ripensare il cinema e prendersi cura dei suoi autori. La presenza del regista russo Serebrennikov, così come quella di Jafar Panahi o l'allineamento del festival a favore di Terry Gilliam nella battaglia dei diritti intorno al suo Don Quichotte, testimoniano un'edizione di grande sensibilità (e solidarietà). La maniera di evocare apertamente le miserie e le traversie della Russia contemporanea non sono state perdonate a Kirill Serebrennikov che esprime da sempre e senza paura la sua opposizione al regime attuale. Un regime che lo costringe ai domiciliari dal 23 agosto scorso. È quindi in condizioni del tutto particolari e difficili che ha terminato le riprese del film in concorso a Cannes (Leto). Assegnandogli per merito un posto nella competizione cannese, i selezionatori del Festival hanno preso una decisione politica forte che suona come un'esortazione per tutti quegli autori costretti a subire le logiche ottuse dei regimi. In Russia come in Iran, la cui 'giustizia' ha formalmente interdetto a Jafar Panahi di girare film per averne realizzato uno senza permesso, in Iran bisogna ottenere un'autorizzazione prima iniziare le riprese.
Nondimeno il suo film, ispirato a una storia vera (Three Faces), una ragazza sogna di essere attrice ma è osteggiata da una famiglia tradizionalista, concorrerà per la Palma d'Oro. Il delegato generale del Festival, Thierry Frémaux ha domandato ufficialmente alle autorità iraniane di accordare a Jafar Panahi il permesso di uscire dall'Iran per venire a Cannes. Al momento in cui scriviamo, ignoriamo ancora se quel permesso sia stato accordato. Il terzo autore che ci auguriamo di vedere sulla montée des marches è Terry Gilliam, il cui 'film maledetto' è bloccato da un contenzioso giuridico. Il produttore portoghese Paulo Branco ha proibito al Festival di proiettare il film che Gilliam ha provato a realizzare per un quarto di secolo. Mille volte sepolto e altrettante risuscitato, oggetto commovente di un documentario (Lost in La Mancha), The Man who killed Don Quixote non smette tuttavia di coltivare la strampalata idea del suo cavaliere errante, uscire al cinema. Auguriamo sinceramente a Terry Gilliam di chiudere il 19 maggio prossimo il Festival rinverdito di Thierry Frémaux, che ancora una volta si rivela luogo di dibattito e di appuntamento imprescindibile per chi ama il cinema.

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