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Piccoli affari sporchi
Un film di Stephen Frears.
Con Audrey Tautou, Sergi López, Chiwetel Ejiofor
Titolo originale Dirty Pretty Things.
Drammatico,
durata 98 min.
- Gran Bretagna 2002.
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![]() Film di denuncia, noir e melò: troppo per un unico film
Giancarlo Zappoli
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Okwe è un immigrato clandestino dall'Africa a Londra. Lavora di giorno come taxista e di notte come portiere in un hotel. Quando scopre in una camera un cuore umano per lui le cose cambiano. Si trova così ad indagare e a scoprire un traffico di organi umani. Stephen Frears sembra fare film a corrente alternata: uno interessante e uno molto meno a turno. Questa volta la corrente alternata scorre all'interno di un'unica opera. Infatti alla prima parte che mescola noir e film di denuncia fa seguito una seconda melò e potenzialmente strappalacrime che ha scarse relazioni con la prima. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 1 |
DVD | Piccoli affari sporchiUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 21 aprile 2004
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
“Non sono qui per voi in particolare, ma per tutti quelli che sono stati abbandonati dal sistema”. Questo dice Okwe (Chiwetel Ejiofor) nella sequenza d’apertura di Piccoli affari sporchi (Dirty Pretty Things, Gran Bretagna, 2002, 107’). I suoi interlocutori immediati sono due sconosciuti che, entrati nel suo taxi, subito scompaiono dal film diretto da Stephen Frears e scritto da Steve Knight. Ma è a noi in platea che Okwe si rivolge. E un po’ come se ci avvertisse: in questa storia al limite tra commedia e tragedia, al confine tra il sorriso e il raccapriccio, non sono qui per nessuno in particolare, ma per tutti quelli la cui umanità non rileva. » |
Romanzone contro il traffico d’organi
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Nella pellicola-denuncia di Frears anche Audrey Tatou. PICCOLI AFFARI SPORCHI di Stephen Frears con Audrey Tatou, Sergi López, Chiwetel Ejiofor. Tra festival e dopofestival le cose si svolgono a volte in maniera incomprensibile, tanto che uno dei titoli più apprezzati dal pubblico della mostra di Venezia 2002, Piccoli affari sporchi dell’inglese Stephen Frears, esce sui nostri schermi con un anno di ritardo. È la vicenda del medico nigeriano Chiwetel Ejiofor che, clandestino a Londra, fa il tassinaro di giorno e il portiere di notte in un albergo malfamato. » |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Una Londra senza inglesi: non ce n’è uno, in Piccoli affari sporchi di Stephen Frears. Africani, ispanici, cinesi, turchi, una folla di immigrati clandestini che, nelle viscere della “sala macchine”, fanno andare avanti l’immenso “transatlantico” sopra le loro teste. Sono portieri di notte, riassettano le camere, guidano i taxi, si occupano dei morti negli obitori. Lavori invisibili, rifiutati dagli indigeni, mal pagati e pur tuttavia essenziali. Okwe e Senay sono un uomo e una donna presi nell’ingranaggio. » |
di Emanuela Martini Film TV
«Vengono di notte per fare delle cose sporche, che la mattino dopo sono diventate delle cosette gradevoli». È questa la filosofia che Sneaky, ambiguo capo del dirty pretty things personale di un vecchio hotel londinese, riassume a Okwe, un immigrato clandestino africano che al suo paese era medico e che invece a Londra si sfinisce facendo di giorno l’autista di minicab e di notte il portiere d’albergo. E, tra le cosette sporche che accadono al Baltic Hotel, oltre ai clienti pervertiti che picchiano le prostitute, c’è anche qualche traffico più cupo, lucroso e tragico. » |
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