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MYMONETRO
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Più che un film un'installazione, un'opera d'arte contemporanea sulla terrificante presenza dell'assenza.
Horror,
USA 2026.
Durata 111 Minuti.
Il fenomeno globale che ha terrorizzato il web approda al cinema. Espandi ▽
Il film è basato su uno dei più affascinanti e sconvolgenti miti moderni nati sul web: le Backrooms, un luogo liminale, una sorta di dimensione parallela infinita fatta di stanze vuote, strutture inquietanti e sfarfallanti luci al neon, in cui puoi trovarti improvvisamente e senza preavviso se attraversi la barriera della realtà. Fai attenzione là dentro, perché i passi che riempiono quelle stanze potrebbero non essere solo i tuoi...
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.56 - CONSIGLIATO NÌ
Chicche per i fan, un adorabile Grogu e un trionfo di marionette animatronic. Un'opera che funziona.
Azione,
Avventura,
Fantasy -
USA 2026.
Durata 132 Minuti.
Il Mandaloriano e Grogu intraprendono la loro missione più emozionante di sempre. Espandi ▽
Il mandaloriano Din Djarin è al lavoro per la Nuova Repubblica e dà la caccia agli uomini dell'Impero rifugiatisi sull'orlo più esterno della Galassia. Al suo fianco c'è il piccolo Grogu, il bambino appartenente alla stessa specie dell'anziano Yoda e già capace di usare la forza ma non ancora di parlare. Al mandaloriano viene affidato un incarico insidioso: aiutare due gemelli Hutt a recuperare il figlio di Jabba, ostaggio su un pianeta dove i gladiatori si battono nelle arene. Se riuscirà nell'impresa, al mandolariano saranno rivelati il nascondiglio e la vera identità di un pericoloso latitante dell'impero, ma ci si può davvero fidare dei malavitosi Hutt?
Star Wars - The Mandalorian and Grogu è come un lungo episodio della prima stagione della serie The Mandalorian, dove invece la brevità era un punto di forza. Ci sono però molte chicche per i fan e Grogu rimane una delle creature più adorabili dello schermo, grande o piccolo che sia.
Alla domanda se il film possa essere il punto di ripartenza della saga di Star Wars la risposta sarà necessariamente un no, ma non importa. Il film è soprattutto un omaggio e un coronamento alla serie Tv che, nella prima stagione in particolare, è stata una delle cose migliori del franchise in tempi recenti.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.88 - CONSIGLIATO SÌ
Un dramma distopico che crede nella restaurazione degli affetti. Anche quando tutto sembra perduto.
Drammatico,
Svizzera,
Italia 2025.
Durata 100 Minuti.
Il calore continua a salire. La gente cresce lontana fra loro, in curiosi tipi di solitudine. È qui che Jonah offre conforto agli estranei, ma quando si ritrova nel ruolo del padre di Nika, bambina di nove anni, la sua vita inizia a sgretolarsi. Espandi ▽
In un mondo futuro il caldo non dà tregua e costringe l'umanità a vivere di notte e a stare ritirata di giorno. In una grande città di mare, la giovane madre Cleo, preoccupata per la solitudine della figlia Nika, si affida a un'agenzia per chiedere che la ragazzina abbia un padre. Viene così chiamato l'impiegato più bravo di tutti, Jonah, abituato a offrire protezione e conforto agli sconosciuti.
In un paesaggio urbano allucinato, un dramma distopico che scava in una solitudine fisica ed esistenziale accentuata dall'indifferente deriva della crisi climatica.
Il rigore stilistico della regista Jacqueline Zünd, che lavora sulle architetture di una città senza nome sfruttando la dimensione straniante di spazi sia pubblici che privati, aiuta il film a non disperdere l'idea iniziale, inserendo la vicenda nel solco del genere apocalittico ma declinando l'estetica anaffettiva di Lanthimos (a cui si ispira) in una chiave più sentimentale, o semplicemente umanista.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.89 - CONSIGLIATO SÌ
Un sequel che ci dà quello che aspettavamo. C'è meno ferocia ma il cast si conferma di primo piano.
Commedia,
Drammatico -
USA 2026.
Durata 119 Minuti.
Il film segue la lotta di Miranda Priestly contro Emily Charlton, la sua ex assistente diventata dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e mentre Miranda si avvicina alla pensione. Espandi ▽
Sono passati vent'anni da quando Miranda Priestley faceva il bello e il cattivo tempo come direttrice della rivista di moda Runway. Per riparare ai danni d'immagine dell'azienda il proprietario di Runway, Irv, convoca Andy Sachs, l'ex stagista di Miranda che è diventata un'ottima giornalista, ma ha anche appena perso il lavoro per i tagli all'editoria. Andy torna dunque a Runway come caporedattrice attualità e ritrova l'adorabile Nigel.
Dopo il successo planetario di
Il diavolo veste Prada questo sequel si assicura di dare al pubblico, soprattutto femminile, ciò che si aspetta.
Il film riposa su un format di successo e sulla bravura di un cast di primo piano. Il "glitter" degli abiti prende lo spazio del "grit" della trama che invece, visti i tempi, poteva diventare più sarcasticamente feroce, alla Piombo rovente per intenderci. Ma il pubblico si accontenterà facilmente della dimensione "eye candy" (l'abuso di anglicismi è intenzionale), e fioccherà a riempire le sale.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.30 - CONSIGLIATO SÌ
Un film-evento musicale, dal ritmo travolgente. Da brividi la performance di Jafaar Jackson.
Biografico,
USA 2026.
Durata 127 Minuti.
La storia del re del pop Michael Jackson. Espandi ▽
Michael è un bambino pieno di sogni e di talento. Balla e canta in modo unico, si trova a crescere con un padre opprimente, che non esita a tirare fuori la cinta per imporre il suo volere. Ma Michael è destinato a diventare un'icona, la sua ascesa da solista va di pari passo con l'intima urgenza di avere sempre maggiore emancipazione dalla figura paterna, fino al "divorzio professionale". Nel frattempo, tra un animale esotico e l'altro nella sua villa, il suo successo non si arresta, anzi spicca il volo: Off the Wall, Thriller e Bad, il resto è storia.
Più che un biopic fedele alla verità dei fatti,
Michael è uno spettacolare evento musicale. Antoine Fuqua si assume la responsabilità di raccontare una delle icone più osannate e criticate del mondo, e per farlo sceglie - per evidenti questioni legali - di sacrificare una parte della storia: quella processuale, legata alle gravi accuse di pedofilia e molestie su minori.
Un film da grande pubblico,
Michael che sa commuovere, esaltare, ispirare, divertire e far cantare e ballare chi guarda.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.54 - CONSIGLIATO SÌ
La conferma del talento dell'astro nascente Curry Barker.
Horror,
USA 2026.
Durata 108 Minuti.
Dopo aver spezzato il misterioso "Salice dei Desideri" per conquistare il cuore della persona per cui ha una cotta, un romantico senza speranza si ritrova a ottenere esattamente ciò che aveva chiesto. Espandi ▽
Dopo aver spezzato il misterioso bastoncino del desiderio per conquistare il cuore della ragazza che ama, un romantico senza speranza ottiene esattamente ciò che ha chiesto ma presto scopre che alcuni desideri hanno un prezzo sinistro e pericoloso. È il momento di un nuovo 'elevate horror', accompagnato dalla casa di produzione Blumhouse, che conferma il talento dell'astro nascente Curry Barker, regista (e interprete) di una decina di corti e del mediometraggio Milk & Serial.
Proprio Milk & Serial è l'anello di congiunzione con Obsession dal momento che la dimensione del gioco e dello scherzo iniziale, che poi prende ovviamente altre pieghe, è presente anche in questo lungometraggio che però ha, fin dall'inizio, un tono molto diverso, direi quasi un po' malato. Forse a rispecchiare quella Generazione Z, di cui il regista fa parte, le cui modalità relazionali sono ben rappresentate dal gruppo dei quattro protagonisti, due ragazzi e due ragazzi, che lavorano tutti in un negozio di articoli musicali e che sono così amici da stare insieme anche nel tempo libero.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.42 - CONSIGLIATO NÌ
Almodóvar è ancora magnifico nel contrapporre spazi, musiche e tinte. Ma la messinscena risulta asfittica.
Drammatico,
Spagna 2026.
Durata 111 Minuti.
Dopo il suo primo film in lingua inglese, La stanza accanto, il regista premio Oscar Pedro Almodóvar torna in Spagna per raccontare una storia sull'elaborazione del lutto e i ritmi frenetici della vita. Espandi ▽
Raul è un regista sulla cinquantina che da cinque anni non riesce a girare un film per mancanza di ispirazione. Comincia a scrivere una nuova sceneggiatura proprio quando Monica, la sua prima lettrice, al suo fianco da vent'anni, si licenzia per raggiungere la compagna in grande difficoltà, e lo affida alle cure amorevoli di Santi, il compagno di Raul di 15 anni più giovane.
La sceneggiatura vede protagonista Elsa, una regista che dopo due film "di culto" (ma non di cassetta) decide finalmente di tornare a scrivere un copione, attingendo alle vite del suo giovane compagno Beau (da Bonifacio, ovvero colui che fa del bene, in una sovrapposizione del buono col bello) e delle uniche due amiche: Patricia, sposata con un uomo che (forse) la tradisce ma che lei non si decide a lasciare, e Natalia, che vive una situazione drammatica con il figlio. Ma anche Raul, mentre costruisce la sua storia, pesca a piene mani dalla realtà quotidiana e dagli affetti che lo circondano, e questo è pericoloso.
Almodóvar è come solito magnifico nel contrapporre spazi, musiche (hitchcockiane) e tinte a scopo narrativo (qui dominano il rosso e l'azzurro, e in coppie alternate il verde e il giallo) e i suoi personaggi sono come sempre una segnaletica vivente del mood del loro autore, in questo caso il disagio. Ma il film raffigura un'impasse creativa impantanandosi in una messinscena che risulta asfittica.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.34 - CONSIGLIATO NÌ
Un film che non vuole far finta di innovare un genere che ha
codici e topoi ben definiti.
Horror,
USA 2026.
Durata 94 Minuti.
Dopo aver assistito a un raccapricciante incidente sull'autostrada, una giovane coppia riparte convinta di essersi lasciata tutto alle spalle. Espandi ▽
Dopo aver assistito a un raccapricciante incidente sull'autostrada, una giovane coppia riparte convinta di essersi lasciata tutto alle spalle. Ma qualcosa è salito a bordo con loro. Una presenza demoniaca, si annida nell'ombra, silenziosa e inesorabile. Non si fermerà finché non li avrà presi entrambi, trasformando il loro viaggio on the road in una discesa senza ritorno nell'incubo.
Ci sono horror che non se la tirano e cercano di stare nel loro classico perimetro per fare dignitosamente quello che sanno fare.
Passenger rientra proprio in questa categoria che non vuole far finta di innovare un genere che ha codici e topoi ben definiti.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.22 - CONSIGLIATO SÌ
Un film più unico che raro in Italia sulla ricerca scientifica, con un ottimo cast.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 93 Minuti.
Il film segna l'esordio alla regia di Lucia Calamaro, drammaturga di fama internazionale, vincitrice di 3 Premi Ubu. Espandi ▽
Una piccola comunità di scienziati, irraggiungibile per otto mesi l'anno, guarda al futuro della specie umana, cercando cose che ancora non capisce. Non conosce. Non sa. L'arrivo di Maria, genio forastico e cocciuto, nella base più isolata dell'Antartide, metterà in crisi i progetti del capomissione Fulvio Cadorna, suo mentore. Fulvio e Maria sono simili, sono legati, sono complici. Ma come spesso capita, tutti vogliono la stessa cosa, fino al giorno in cui ognuno vuole la sua. Un conflitto scientifico, ideologico, affettivo.
Un film più unico che raro sul mondo della ricerca scientifica che privilegia il racconto del rapporto tra i due protagonisti interpretati con grande aderenza da Silvio Orlando e da Barbara Ronchi.
L'impressione è che la vita nella base di ricerca, e anche la scoperta scientifica che il personaggio di Maria si trova ad affrontare, siano solo un pretesto, una cornice, per raccontare un bellissimo rapporto filiale tra il personaggio di Silvio Orlando e quello di Barbara Ronchi. È nella loro scrittura e nella grande prova attoriale che prendono forma anche i non detti, le suggestioni affettive, l'idea di cose che potevano accadere, le sliding doors… È un centro narrativo nevralgico che ipoteca le altre, troppe storie, impossibili da tratteggiare a dovere. I costumi di Andrea Cavalletto sorreggono bene questa dicotomia e aggiungono un'interessante funzione narrativa a un film che sembra volere volare alto nei rapporti umani ma rimane troppo freddo, distante e stereotipato in quello della rappresentazione del mondo scientifico, soprattutto sul versante istituzionale.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.88 - CONSIGLIATO SÌ
Il personale Mission: Impossible di Guy Ritchie. Con Eiza González, un asso nella manica.
Azione,
Gran Bretagna,
USA 2026.
Durata 98 Minuti.
Un action thriller adrenalinico e imprevedibile che riflette lo stile inconfondibile di Guy Ritchie. Espandi ▽
Bronco, Sid e Sophia sono i principali membri dello staff di una squadra speciale d'élite, organizzatissima e molto esperta a muoversi nell'ombra nella 'zona grigia' tra la moralità e l'immoralità, la legalità e l'illegalità, il potere e il denaro e la violenza. Quando Salazar, uno spietato despota, si impossessa di un miliardo di dollari, il team guidato da Sophie, chiamata "la Mamma", entra in azione con una missione che si presenta, sin dal primo momento, quasi impossibile.
Per portarla a termine con successo non deve sbagliare nulla. Gli agenti devono così affidarsi al loro sangue freddo, alla capacità di infiltrarsi senza farsi scoprire e di usare al meglio le armi e gli esplosivi ad alto potenziale. Ma l'operazione si complica subito e si trasforma in una guerra senza esclusione di colpi con inganni, doppi giochi e tradimenti. Salazar si dimostra un nemico molto difficile da sconfiggere e quando la vita di uno di loro è in serio pericolo, quello che conta è la lotta per la sopravvivenza e ogni errore può essere fatale. Il personale
Mission: Impossible di Guy Ritchie dalla partenza troppo faticosa ma che poi riesce a decollare e trova il piacere del gioco come Soderbergh nella saga degli
Ocean’s. In più ha in Eiza González il suo asso nella manica.
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MYMONETRO
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Un film d' animazione avventuroso, che intreccia azione, divertimento, amicizia e identità, conducendo Hopper verso la scoperta del suo vero destino. Espandi ▽
Continuano le avventure del giovane Hopper, l’eroe metà lepre e metà pollo, chiamato ora dal padre adottivo, il re di Piumaverde, a ritrovare la leggendaria “Marmotta con la faccia al contrario”, creatura mitologica capace di cambiare il passato, che il malvagio zio Harold vuole agguantare per spodestarlo dal trono. Nel frattempo, Hopper conosce per la prima volta sua sorella Gina: gli rivela che il popolo in cui è nato, ridotto in schiavitù, può essere liberato solo con l’aiuto della Marmotta. Così la Leprepollo scappa dal castello reale di notte con lei via mare con i fedeli amici Abe, la tartaruga sarcastica, e la puzzola marzialista Meg per trovare l’animale dai poteri miracolosi. La loro rotta, però, incrocerà presto quella di temibili antagonisti animati dallo stesso obiettivo.
Più che un sequel, il secondo film dalla casa franco-belga nWave con al centro la Leprepollo, diretto ora in solitaria da Benjamin Mousquet, è il naturale secondo atto di Hopper e il tempio perduto uscito nel 2022: quasi un unico film in due parti, con una terza già in cantiere. Infatti, non si avvertono sostanziali novità né stravolgimenti tra atmosfere, stile, trama e temi rispetto alla storia d’origine (allora diretta a quattro mani anche da Ben Stassen), pur nella fisiologica immissione di nuovi personaggi. Rimane l’ossatura da film d’avventura con una trama tutta protesa a esaltare il messaggio morale della storia: la multietnicità, la multiculturalità e l’incontro con l’Altro come valori imprescindibili nella società contemporanea.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.35 - CONSIGLIATO SÌ
Attori che sanno osare in un film libero, dove Pupi Avati si rinnova rimanendo fedele a se stesso.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 92 Minuti.
Una storia di caduta e rinascita, dove il ritorno alle origini e l'incontro con un amore passato si intrecciano con la riscoperta di sé. Espandi ▽
Gianni Riccio è un famoso conduttore televisivo. Anche se la sua infanzia non è stata facile per la scomparsa di entrambi i genitori in due diverse circostanze, ora però può essere soddisfatto del successo ottenuto. Quando però si ritrova nel bel mezzo di un crack finanziario con complicazioni anche penali tutto gli crolla addosso. Si vede costretto a tornare ai luoghi di origine incontrando di nuovo un antico amore che potrebbe costituire per lui l'occasione di una rinascita.
Pupi Avati realizza un film in cui conferma la sua poetica, immergendola in una visione in cui denuncia e speranza di riscatto coesistono. Avati costituisce un raro esempio di un autore che rimane fedele a se stesso pur rinnovandosi ogni volta con la massima libertà che alla sua, non più tenerissima, età si può esercitare.
Dimostra ancora una volta la capacità di dirigere gli attori a cui chiedere di osare nell'andare controcorrente rispetto a quanto fatto fino ad allora: Massimo Ghini e Giuliana De Sio fanno due grandi performance.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.49 - CONSIGLIATO SÌ
1939. Due settimane dopo la fine della guerra civile spagnola, il generale Franco ordina una cena all'Hotel Palace. Ma l'hotel, riconvertito in ospedale da campo, non è pronto. Espandi ▽
Madrid, 1939. La Guerra Civile è finita da appena due settimane e il Generale Franco vuole organizzare una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace, simbolo della vittoria del nuovo regime. Manca però il personale; i cuochi migliori infatti sono repubblicani e stanno per essere fucilati. Genaro così ne ottiene il temporaneo rilascio per poter garantire un banchetto impeccabile. Quando il cuoco Antón si rifiuta di cucinare per il Generale, viene ucciso senza pietà dal falangista Alonso. Al suo posto viene chiamata Juana, un'esperta cuoca che fa parte della CNT (Confederación Nacional del Trabajo).
Il merito principale di
A cena con il dittatore è quello di dialogare spesso con la sua origine teatrale senza rimanerne imprigionato. In più l'affondo politico nella Storia della Spagna è più deciso di quanto appare.
Per questo i modelli cinematografici, non sono fini a se stessi ma diventano il punto di partenza per un'ulteriore variazione di un gioco di equivoci e malintesi mostrati attraverso un umorismo raffinato. Certo, un cinema vecchia scuola ma che nel caso di film come A cena con il dittatore è sempre un piacere da guardare.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.73 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera silenziosa, quasi astratta, un debutto sorprendente per rigore formale e intensità emotiva.
Drammatico,
Giappone 1995.
Durata 110 Minuti.
Il film d'esordio del maestro Kore-eda. Espandi ▽
A Osaka la giovane Yumiko è perseguitata da un sogno ricorrente. La nonna fugge di casa per tornare a morire nel villaggio natale e lei, bambina, non riesce a fermarla. Nel sogno compare anche un ragazzo in bicicletta, che suona il campanello mentre attraversa la strada. Anni dopo quel ragazzo è diventato suo marito, Ikuo, uomo apparentemente sereno e affettuoso, con cui Yumiko costruisce una fragile quotidianità. Ma la morte improvvisa e inspiegabile di Ikuo spalanca nella donna un vuoto impossibile da colmare. Trasferitasi in un piccolo villaggio sul mare, Yumiko cerca di ricostruire una vita assieme al nuovo marito Tamio, senza però riuscire a liberarsi dalla presenza inquietante del passato.
Con Maborosi, Hirokazu Kore-eda firma un debutto sorprendente per rigore formale e intensità emotiva, distante dal naturalismo caldo e familiare che caratterizzerà il suo cinema successivo. Se i film della maturità avrebbero privilegiato il movimento interno ai nuclei familiari e un’osservazione più morbida dei rapporti umani, qui Kore-eda costruisce invece un’opera ieratica e silenziosa, quasi astratta nella sua rarefazione, in cui ogni inquadratura sembra caricata di un significato ulteriore. L’impressione è che Kore-eda stia filmando non tanto gli eventi quanto il loro residuo emotivo, ciò che resta nei corpi e negli spazi dopo un trauma. Un film di fantasmi senza fantasmi, dove ciò che continua a perseguitare i vivi è semplicemente l’impossibilità di capire perché qualcuno, a un certo punto, scelga di allontanarsi per sempre.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.98 - CONSIGLIATO SÌ
Il sequel di Super Mario Bros., il film che nel 2023 ha incassato più di 1,3 miliardi di dollari in tutto il mondo. Espandi ▽
La principessa Rosalina, sorella maggiore della principessa Peach e dotata di un potere anche superiore, viene rapita da Bowser jr., vendicativo figlio dell'arcinemico del regno dei funghi. Il proposito di quest'ultimo è di fabbricare un'arma con un potere tale da spazzare via interi pianeti. Ma Mario e Luigi la pensano diversamente e correranno in aiuto della principessa per sventare il piano letale.
Dopo anni di adattamenti cinematografici fallimentari di videogame,
Super Mario Bros. - Il film ha rappresentato un'inversione di tendenza: puntare tutto sui colori e la luccicanza del look si è rivelata una scelta vincente, tale da permettere di soprassedere sull'inconsistenza della trama.
Ma in questo sequel la magia non scatta e si resta ancorati al suolo, perplessi su ciò che transita sul grande schermo, proprio come i punti di domanda impressi sugli scatoloni di Mario e Luigi.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.11 - CONSIGLIATO SÌ
Un enigma sconvolge la tranquillità di una fattoria e spinge un gruppo di improbabili investigatori a seguire indizi e sospetti. Espandi ▽
George è un pastore che conduce una vita solitaria allietata dalla presenza delle sue pecore a ognuna delle quali ha assegnato un nome e a cui, a fine giornata, legge capitoli di romanzi gialli convinto che, ovviamente, non possano comprenderli. Quando però avverrà un omicidio saranno proprio le detective a quattro zampe a condurre alla soluzione.
Un piacevole film per famiglie con due attori importanti e un messaggio positivo per i più giovani. Il pensiero non può non andare a
Babe, maialino coraggioso con in aggiunta tutto ciò che la tecnologia oggi si può permettere.
Il divertimento non manca, il gioco del 'chi è stato' è presente, il messaggio è positivo. Non si può chiedere di più ad un film che copre un ambito (quello delle proiezioni che vedano insieme in sala adulti e bambini che non siano blockbuster Disney, Pixar o affini) purtroppo spesso emarginato dalla distribuzione nazionale.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.97 - CONSIGLIATO SÌ
Una godibile e divertente ricostruzione de La finestra sul cortile. Con una scatenata Laetitia Casta.
Commedia,
Francia 2026.
Durata 106 Minuti.
A Parigi, uno scrittore e una professoressa di cinema sospettano il vicino di omicidio, finendo in un mistero che ravviva coppia e routine. Espandi ▽
François e Colette sono sposati e vivono a Parigi. Lui scrive romanzi gialli di ambientazione ottocentesca, in cui si immagina detective perspicace; lei insegna cinema alla Sorbona ed è specializzata nell'opera di Alfred Hitchcock. Quando il loro nuovo vicino attore li invita alla prima del suo spettacolo teatrale, i due non immaginano che diventeranno i protagonisti di una storia gialla che ricalca le storie di Hitchcock e offrirà a lui nuove idee.
Un omaggio più che letterale a
La finestra sul cortile, forte dell'alchimia tra i due interpreti protagonisti: il regista e attore Gilles Lellouche e una scatenata Laetitia Casta. La scelta originale di Bezançon, che del suo film è anche sceneggiatore, consiste nell'inserire una trama onirica che fin dalla prima sequenza mette in scena i romanzi dello scrittore François.
Il delitto del 3° piano è godibile e divertente e funziona grazie alla bravura dei due protagonisti.
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tel: 0116198399 - 3203913758 - cinema@agnelli.it
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.51 - CONSIGLIATO SÌ
La vita professionale e personale di una coppia di artisti viene sconvolta da un evento legato a una prima teatrale. Espandi ▽
Derya e Aziz, una coppia turca di mezza età, lei attrice di teatro, lui drammaturgo e docente universitario, entrano nel mirino delle autorità turche come oppositori del regime di Erdogan: la pièce politicamente impegnata che Derya intrepreta viene cancellata, Aziz viene allontanato dall'università e i suoi social messi sotto controllo. Persino le dinamiche di coppia, e il rapporto con la figlia adolescente Ezgi, entrano in crisi quando il dramma si sposta dal palcoscenico alla vita reale seguendo logiche narrative simili, e mettendo alla prova l'impegno politico dei due protagonisti, fino a quel momento limitato ad un dissenso astratto e metaforico veicolato in forma artistica e intellettuale. Ma l'arte e l'ideologia sono abbastanza pericolose e potenti da minacciare il potere costituito, e in ogni caso da spingere gli spettatori e gli studenti a porsi domande scomode e potenzialmente sovversive.
Yellow Letters è il quinto film del regista tedesco di origine turca Ilker Çatak, il cui lavoro precedente, La sala professori, aveva fatto incetta di premi in Germania ed era entrato nella cinquina dei titoli per l'Oscar come Miglior film internazionale.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.40 - CONSIGLIATO SÌ
Melodramma e noir si fondono insieme in una storia pura e universale.
Thriller,
Spagna 2025.
Durata 109 Minuti.
Dal regista de La Isla Minima un thriller che vede per protagonisti due fratelli subacquei. Espandi ▽
Antonio ed Estrella sono fratello e sorella, vivono insieme a La Huelva e fanno i sommozzatori. Figli di un padre che li ha educati alla vita in mare, amano entrambi ciò che fanno, ma hanno destini professionali diversi. Il disperato bisogno di denaro di Antonio spingerà fratello e sorella a tentare la fortuna in maniera illecita, a costo della vita.
Il regista di
La isla minima e
Prigione 77 fonde melodramma e noir raccontando il rapporto sbilanciato tra un fratello e una sorella legati da un amore che imprigiona entrambi nei rispettivi ruoli.
Scritto dal regista con Rafael Cobos, il film costruisce la relazione fra i due protagonisti portando poco alla volta la materia da melodramma sul piano del noir e dando al racconto un ritmo serratissimo. Da un contesto lavorativo inedito, Rodríguez ha saputo trarre una storia pura e universale di legami e di sangue, di fallimenti e ritorsioni.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.35 - CONSIGLIATO SÌ
Un road movie che riesce a raccontare un'Italia vera con una sua energia lenta e sul finale commovente.
Drammatico,
Italia,
Germania 2025.
Durata 100 Minuti.
Nel Veneto rurale, due amici di bevute inseguono la leggenda di un tesoro nascosto dal loro compagno Genio. Con loro un giovane architetto in cerca di sé. Espandi ▽
Doriano, detto Dori, e Carlobianchi (sì, tutto attaccato) sono amici di bevute, in un Veneto rurale che pare quasi il Far West. Credono alla leggenda metropolitana secondo cui il loro storico amico Genio ha nascosto da qualche parte un tesoretto ricavato dalla vendita di frodo di occhiali dal sole. Per questo, e perché gli vogliono bene, devono andare a prenderlo all’arrivo dall’Argentina. Lungo il loro percorso incontrano Giulio, studente di Architettura timido e insicuro, che si unisce al loro viaggio.
Le città di pianura è l’opera seconda del regista e sceneggiatore Francesco Sossai: un road movie sbullonato con per improbabili protagonisti due cinquantenni che rimpiangono gli anni Novanta. Il film riesce a raccontare un’Italia vera, lontana dai riflettori e dai set delle commedie mutuate dall’estero. Trova una sua energia laconica che cresce lentamente e alla fine commuove, perché forse il segreto del mondo – o almeno di una vita alternativa a quella frenetica e arrivista di oggi - Dori e Carlobianchi l’hanno scoperto davvero.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.80 - CONSIGLIATO SÌ
Un film di fantasmi, di morti e rinascite. L'energia potentemente femminile della regista sa affrontare un dolore lancinante con coraggio ed empatia.
Drammatico,
USA 2025.
Durata 125 Minuti.
Chloé Zhao racconta la morte del figlio di Shakespeare dal punto di vista della moglie Anne, fonte di dolore e ispirazione per la nascita di "Amleto". Espandi ▽
Chloé Zhao parte da un best seller dell’autrice irlandese Maggie O’Farrell che assume il punto di vista della moglie del Bardo, per raccontare uno degli episodi più tragici della loro vita, ovvero la morte del figlio Hamnet, a soli 11 anni. Quell’episodio da un lato è stato un trauma profondissimo per la coppia, ma è stato anche la fonte di ispirazione del capolavoro di Shakespeare che porta quasi il nome del suo bambino perduto.
Hamnet è un film di gemellaggi reali e creativi, di fantasmi e (pre)visioni, di buchi neri pronti ad inghiottire, di morti e rinascite, di vasi comunicanti che trasferiscono energia (vitale o letale) l’uno all’altro. Zhao dirige facendo leva sulla sua stessa doppia identità culturale: anglosassone e asiatica, contemplativa e nitida, materica e spirituale. Con coraggio ed empatia affronta un dolore lancinante e mostra un autore in grado di sublimarlo in arte. L’arte trascende persino la morte, consentendo quella trasfigurazione che è un dono di eternità. E le sontuose composizioni musicali di Max Richter offrono al pubblico quella catarsi emotiva che per molti si scioglierà in pianto.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.65 - CONSIGLIATO SÌ
Un cult movie che ha segnato una generazione e ne influenza ancora delle altre.
Avventura,
USA 1985.
Durata 111 Minuti. Consigli per la visione:
I Goonies, scatenato gruppo di ragazzini abitanti nel quartiere di Goon Docks, devono dare l'addio alle case dove sono nati e cresciuti. Espandi ▽
Elodie Fonnard è una cantante lirica impegnata nell'aiuto ai rifugiati in Francia. Conosce così un giovane afgano, Ahmad fuggito dalla cattura da parte dei talebani e di cui si occupa per aiutarlo ad ottenere asilo. Il film mette in scena alcune fasi del loro rapporto e le riflessioni di Elodie su di esso.
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tel: 892960 (no prefisso)
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.45 - CONSIGLIATO SÌ
Un film semplice e nostalgico che guarda alla proverbiale estate italiana che forse non esiste più.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 90 Minuti.
Nico, bambino moderno e ribelle, passa l'estate con una zia siciliana rigida e religiosa. Scontri e diffidenze lasciano spazio a un legame profondo. Espandi ▽
Nico è un bambino di oggi, dipendente dal telefono e con lo smalto sulle unghie. All’improvviso viene strappato al suo mondo “del nord” per passare un mese d’estate in Sicilia, in compagnia di un’anziana zia, Gela. Nico e Gela, ognuno radicato nelle proprie certezze ma con dolori simili nel cuore, dovranno pian piano cercare un linguaggio comune. Prima volta nel lungometraggio per Margherita Spampinato, che con autoriale dolcezza scrive, dirige e monta un omaggio all’arcano mondo delle nonne, come ce lo ricordiamo tutti nella nostra memoria infantile. Gela e Nico non sono esattamente nonna e nipote, ma proprio per questo riescono a isolare e incarnare ancora meglio la dinamica di estrema differenza e di grande vicinanza che si crea in quel rapporto. È un film nostalgico, che guarda a un
milieu classico come la proverbiale “estate italiana”, che forse non esiste più se non filtrata attraverso l’immaginario collettivo.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.97 - CONSIGLIATO SÌ
Un film misteriosamente godibile che riflette sul ruolo dell'eroe.
Azione,
USA 2011.
Durata 120 Minuti. Consigli per la visione:
The Green Hornet, Kato e la segretaria Lenore contro Benjamin Chudnofsky, l'uomo che controlla la malavita di Los Angeles. Espandi ▽
Erede di una potente famiglia a capo di uno dei giornali più importanti della città, lasciato orfano dalla madre quando era piccolo e di nuovo alle prese con il lutto paterno in età adulta, Britt Reid è di colpo costretto a fare qualcosa della sua vita, dopo aver vissuto a lungo di baldorie inconcludenti. Grazie all'aiuto di Kato, un suo coetaneo talentuoso e tremendamente inventivo che il padre sottoutilizzava come meccanico, si trasformerà in il Calabrone Verde, un giustiziere che si finge criminale per combattere meglio il crimine.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.55 - CONSIGLIATO NÌ
Gondry mette mano e cuore a un romanzo affamato di vita di Vian, ma qualcosa nella traduzione si perde.
Drammatico,
Francia,
Belgio 2013.
Durata 125 Minuti.
Rinasce ancora una volta il mondo visionario e giocoso di Michael Gondry (Eternal Sunshine of the Spotless Mind). Espandi ▽
Colin, ricco parigino annoiato, passa le sue giornate dedicandosi ai più strani passatempi con il suo amico Chick. Un giorno però, casualmente, incontra Chloe e si innamora di lei. La ragazza, durante la sua luna di miele, inizia a soffrire di una rara malattia dovuta a un fiore che cresce nei suoi polmoni. L'unico modo per salvarla sembra essere circondarla di fiori freschi.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.48 - CONSIGLIATO SÌ
Il film più realista di Kore-eda, tratto da un drammatico fatto di cronaca.
Drammatico,
Giappone 2004.
Durata 141 Minuti. Consigli per la visione:
Il film è ispirato ad un fatto di cronaca avvenuto nel 1988 in Giappone e conosciuto come "il caso dei quattro bambini di Nishi-Sugamo". Espandi ▽
Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto nella Tokyo degli anni '80, il film racconta la vicenda di quattro fratelli - tutti figli di padri diversi - lasciati soli dalla madre, Keiko, in un piccolo appartamento. Keiko è abituata a lasciare ad Akira, il maggiore, del denaro e a uscire di casa, per fare ritorno a tarda ora, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Finché un giorno, semplicemente, non fa ritorno.
A rendere
Nobody Knows così perturbante è soprattutto l'assenza di giudizio esplicito. La madre interpretata dalla popstar You non è trasformata in un mostro assoluto: è irresponsabile, egoista, immatura, ma anche figlia di un contesto sociale incapace di vedere gli invisibili.
Il titolo stesso del film allude a questa cecità collettiva. Nessuno sa. Nessuno vede. Nessuno interviene. I bambini diventano fantasmi nel cuore della metropoli, presenze che esistono ai margini di una società troppo occupata per accorgersene.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.40 - CONSIGLIATO SÌ
Una fotografia dell'Egitto di oggi che intreccia sapientemente commedia, intrigo politico e denuncia esplicita.
Drammatico,
Svezia,
Francia 2025.
Durata 127 Minuti.
Il più famoso attore egiziano si trova costretto ad accettare un ruolo che detesta. Espandi ▽
George El-Nabawi è la star più famosa del cinema egiziano. Proprio per questa ragione gli viene chiesto con modalità ricattatorie di interpretare il Presidente Abdel Fatah al-Sisi in un film che inneggi alle sue gloriose gesta. George non può rifiutare anche perché metterebbe in pericolo la vita del figlio ma la sua accettazione non è destinata a semplificargli la vita. Un regista di origini egiziane ma nato in Svezia ci racconta con coraggio e con conoscenza dei generi l’Egitto di oggi. Saleh sa come alternare la commedia a situazioni in cui dominano l’intrigo politico e la denuncia esplicita operando sul cinema nel cinema e mostrandoci come in un regime gli attori possano diventare pedine non intercambiabili ma sicuramente subornabili ai voleri del potere. La scritta finale classica che fa riferimento a fatti frutto della fantasia è una salvaguardia ma non cancella la messa al centro della narrazione di un presidente dittatore di cui si fa nome e cognome.
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La scoperta dell'editing del genoma umano e le tante domande che pone, in una trattazione accessibile e polifonica
.
Documentario,
USA 2019.
Durata 107 Minuti.
Dietro alla rivoluzionaria scoperta della modifica del DNA. Espandi ▽
26 ottobre 1966: in una conferenza tenuta al California Institute of Technology il biologo Robert Sinsheimer indica i canyons statunitensi come una rappresentazione in scala del cammino millenario dell'umanità, di cui la scoperta del DNA è tappa epocale e rivoluzionaria che presto metterà l'uomo in condizione di conoscere il proprio patrimonio genetico. Ma soprattutto lo porrà di fronte al tema del controllo dei geni. Sinsheimer si chiede se l'uomo sarà in grado di affrontare questa opportunità in modo costruttivo e non controproducente. Il suo discorso tornerà anche in chiusura di questo documentario ricchissimo di contributi specialistici e di spettacolari sequenze digitali che illustrano con linguaggio semplice e accessibile la cronologia delle scoperte sul genoma umano.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.00 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un notevole esordio alla regia, che racconta il Male ma restituisce anche la bellezza dei luoghi e delle persone.
Drammatico,
Brasile 2024.
Durata 101 Minuti.
Una tredicenne è decisa a dare una svolta al suo futuro. Espandi ▽
Marcielle detta Tielle ha 13 anni e vive in una capanna a Marajó, nella foresta amazzonica a Nord del Brasile, insieme ai genitori, una sorella più piccola e due fratelli. La sorella maggiore Claudia se ne è andata e le manca, ma la madre, incinta del sesto figlio, dice a Tielle che Claudia che ha avuto fortuna perché ha sposato un brav’uomo e ora abita lontano. La quotidianità sembra serena pur nell’assoluta povertà, dato che la famiglia vive della vendita di gamberetti pescati nel fiume e succo di bacche di açaí colte arrampicandosi sugli alberi. Ma un brutto giorno il padre di Tielle decide che lei debba dormire accanto a lui: è la fine dell’innocenza, e rientra nel quadro desolante di abuso da parte degli adulti sulle ragazzine del luogo, che comprende anche un commercio di favori sessuali per pochi spiccioli con gli estranei a bordo delle chiatte che attraversano il fiume.
Manas – sorelle segna il debutto alla regia della documentarista brasiliana Marianna Brennand, che per questo film ha vinto il premio per la Miglior regia alle Giornate degli Autori. In effetti la direzione del cast e la fotografia degli ambienti sono eccezionali e descrivono senza romanticismi o voyeurismi la vita in una parte del mondo dove l’abuso sessuale è sistemico e ha spesso luogo nell’ambito famigliare. Lo stile della regista è a metà fra il documentaristico e il finzionale, racconta il Male ma restituisce anche la bellezza dei luoghi e delle persone, dedicando grande cura ad ogni inquadratura
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Un documentario celebrativo, ma che non nasconde le fragilità e le riflessioni di Marracash.
Documentario,
Italia 2026.
Durata 100 Minuti.
Un anno di sogni e trionfi del King del rap italiano, a partire da un'impresa senza precedenti in Italia. Espandi ▽
Dopo anni trascorsi a costruire un'immagine di sé come figura divisiva, Marracash arriva al cinema con un'opera che tenta di trasformare il rapper in personaggio tragico, icona pop e corpo vulnerabile al tempo stesso. King Marracash non è semplicemente il documentario celebrativo di una carriera di successo, né soltanto il backstage di un tour monumentale: è piuttosto il tentativo di mettere in scena il conflitto tra l'uomo Fabio Bartolo Rizzo dalla periferia milanese di Barona e la maschera pubblica di Marracash, in un continuo gioco di sdoppiamenti che riflette perfettamente l'evoluzione artistica dell'autore di Persona e Noi, loro, gli altri.
Fin dall'incipit, il film insiste sull'idea della costruzione identitaria. Marracash viene osservato mentre si prepara, si trucca, entra in scena, ma soprattutto mentre riflette su sé stesso e sul prezzo pagato per il successo.
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La carriera di David Bowie raccontata tra andirivieni temporali, tra la crisi degli anni '90 e il ritorno in grande stile poco prima della morte nel 2016. Espandi ▽
A dieci anni dalla scomparsa, il documentario ricostruisce la carriera di David Bowie a partire da uno spunto originale: la crisi che il grande musicista visse negli anni '80, dopo il successo di "Let's Dance" dell'83, e che a fine decennio lo portò a fondare un gruppo di hard rock, i Tin Machine, in cui il suo nome era confuso con quello degli altri. Cosa resta oggi di quell'esperienza, e soprattutto di ciò che è venuto dopo, negli anni '90 e all'inizio dei 2000, quando Bowie improvvisamente "non era più cool", e dopo ancora, negli anni Dieci del Duemila, in cui approcciando la morte, "l'uomo delle stelle" chiuse la carriera con un grande album?
Il tono del film è come sempre in questi casi - ne ha un'idea precisa chi d'abitudine guarda documentari come questo su Sky Arte o Rai 5 - è celebrativo, un tantino eccessivo e romanzato, come se la vita di un cantante non fosse quella di una persona, ma quella di una celebrità a ogni ora del giorno e della notte: eppure
Bowie - The Final Act ha il merito per una volta di dare molto peso alla musica e alle complessità, nella carriera di un artista, del rapporto tra passato e futuro, tra repertorio e novità, classici e sperimentazione.
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Un doc necessario che diffonde i valori e le azioni (ancora molto attuali) di Lucio Fontana.
Documentario,
Italia 2026.
Durata 90 Minuti.
Un ritratto potente e inedito del maestro che ha aperto lo spazio dell'arte contemporanea Espandi ▽
Lucio Fontana è uno tra i pochi nomi dell'arte italiana del Novecento conosciuto e riconosciuto in tutto il mondo. Dal Sud America (anche per le sue origini argentine), ai salotti borghesi tra New York e Chicago; dall'Europa parigina, fino ai paesi nordici più lontani; dalla Cina al Giappone. Insomma: Fontana è un simbolo della nostra cultura, non solo quella visiva, ma di altre legate al pensiero filosofico, alla scienza, alla narrazione dei cambiamenti di prospettiva della società, dal boom economico del Novecento ad oggi.
Una figura unica ma che ha l'urgenza di essere raccontata al pubblico più vasto. Il film di Andrea Bettinetti rappresenta un passaggio importante, necessario: diffondere i valori e le azioni dell'artista che ha sviluppato cultura lungo tutto il Novecento.
Andate a vedere il film e diffondete il verbo, Lucio Fontana ha ampliato gli sguardi e anticipato problematiche e bellezze del nostro vivere.
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