Mood Indigo - La schiuma dei giorni

Film 2013 | Drammatico 125 min.

Regia di Michel Gondry. Un film con Romain Duris, Audrey Tautou, Gad Elmaleh, Omar Sy, Aïssa Maïga, Charlotte Lebon. Cast completo Titolo originale: L'écume des jours. Genere Drammatico - Francia, Belgio, 2013, durata 125 minuti. Uscita cinema giovedì 12 settembre 2013 distribuito da Koch Media. - MYmonetro 2,39 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Rinasce ancora una volta il mondo visionario e giocoso di Michael Gondry (Eternal Sunshine of the Spotless Mind). Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai Cesar. In Italia al Box Office Mood Indigo - La schiuma dei giorni ha incassato 143 mila euro .

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Consigliato nì!
2,39/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,25
PUBBLICO 2,29
CONSIGLIATO NÌ
Gondry mette mano e cuore a un romanzo affamato di vita di Vian, ma qualcosa nella traduzione si perde.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 11 settembre 2013
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 11 settembre 2013

Colin è un giovane uomo che spende le sue giornate dentro una casa e una città surreali. Ricco di una fortuna sufficiente a permettergli di vivere senza lavorare, è accudito da un topo e da un cuoco che coltiva una cucina 'decorativa' e cita Jules Gouffé. A una festa Colin si innamora di Chloé, a cui chiede molto presto mano e cuore. Pazzo di gioia suggerisce a Chick, amico fraterno e compagno di pianococktail, di sposare la sua Alise per vivere come lui felice e contento. La dote che Colin mette generosamente a disposizione del matrimonio dell'amico viene però impiegata nell'acquisto di opere di Jean Sol Patre, filosofo esistenzialista con pipa e cravatta. Ossessionato dalla propria collezione, Chick rimanda le nozze con Alise e partecipa al matrimonio e alla felicità di Colin, minacciata da una malattia che cova nel petto bianco di Chloé. Colin impegna tutto il suo denaro in fiori di dolorosa bellezza per contrastare l'effetto esiziale di una ninfea letale che vorrebbe soffocare l'amata. Addolorato e sempre più povero, comincia a lavorare mentre la casa intorno a lui si restringe e il mondo impazzisce inghiottendo tutti quelli che ama.
Secondo Raymond Queneau "La schiuma dei giorni" è forse il più straziante dei romanzi d'amore. Una storia semplice quella di Boris Vian, che sviluppa i suoi personaggi in un universo poetico e inaspettato dove amore, malattia e morte si esibiscono sulle note jazz e nel mood indaco di Duke Ellington. E tra l'azzurro e il viola si muove pure la trasposizione cinematografica di Michel Gondry, che col romanzo di Vian è cresciuto e ha nutrito la sua immaginazione. Dopo aver applicato alla materialità delle immagini l'arte del sogno (Be Kind Rewind), elogio sublime del cinema e dell'analogico, Gondry mette mano e cuore a un romanzo affamato di vita come il suo autore. Il lirismo scoperto del suo cinema lo rendeva candidato ideale a trasferire sullo schermo il surrealismo, la schizofrenia onirica, l'eccentricità oggettistica, l'animismo e l'impossibilità della felicità amorosa delle pagine di Boris Vian.
E invece qualcosa nella traduzione si è perso ingombrando il film, dove la ridondanza della scenografia strangola i personaggi e soffoca i sentimenti. Mood Indigo - La schiuma dei giorni 'porta fuori' il mondo interiore di Colin e Chloé, dissipandolo nelle loro azioni e negli effetti speciali artigianali. L'eccezionale inventiva di Vian si annulla in quella altrettanto traboccante di Gondry, producendo una distanza emotiva quasi insormontabile tra film e spettatore. Diversamente dalle opere precedenti, l'esplosione di immaginario non innesca una rigenerazione capace di riscrivere la realtà col furore di un poeta. È nel secondo atto, quello tragico di una malattia che non permette di invecchiare, che il film si incendia. Mood Indigo - La schiuma dei giorni splende nel tempo in cui perde letteralmente il colore e scolora in un bianco e nero dove il mondo, la vita e i sentimenti assumono contorni incerti, sfumando l'uno nell'altro. La malattia e la morte non trasformano solo le persone ma cambiano anche gli spazi, li riducono come la casa di Colin e Chloé, che si riproporziona nelle dimensioni e alle dimensioni di un topo grigio dai baffi neri, testimone muto della rovina economica e della caducità dei corpi.
Sagome da set intagliate nell'arte del sogno sono Romain Duris e Audrey Tautou, miniature in cerca di una dimensione reale in cui amarsi e viversi prima che la natura faccia scempio dei loro cuori. Dolci e gentili, infantili e illusori, cantano l'incanto totale dell'amore sopra una nuvola e una Parigi (in)distinguibile. Smantellando e riassemblando i materiali organici del fare cinema, Gondry realizza un film di geometrie implosive e di oggetti reali destinati ad animarsi nelle sue mani e nel suo sguardo che, a un passo dalla fine, afferra la luce di Boris Vian e il fiore malvagio che l'ha spenta.

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MOOD INDIGO - LA SCHIUMA DEI GIORNI
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 14 settembre 2013
Linus2k

«I topi della cucina, cui piaceva molto ballare al ritmo dei colpi che i raggi di sole battevano sui rubinetti, correvano dietro alle bollicine formate dai raggi che si andavano a spegnere per terra, come spruzzi di mercurio giallo» scrive Boris Vian in un passo de "La schiuma dei giorni", surreale romanzo che ha dato origine alla nuova avventura cinematografica di Michel Gondry. La [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 settembre 2013
Flyanto

 Film in cui viene narrata l'intera genesi della relazione amorosa di una giovane coppia: dal momento della reciproca conoscenza, alla nascita del loro sentimento profondo, al proprio matrimonio sino alla malattia della donna con conseguenti rivolgimenti di fortuna nell'esistenza della coppia. La trama di quest'ultima opera di Michel Gondry è tratta dal romanzo di Boris Vian [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 ottobre 2013
marinabelinda

Ho visto questo film dopo aver letto il libro. Un romanzo così surreale e commovente poteva diventare un film che non fosse un film d'animazione? Secondo me si' e nonostante abbia sentito pareri assolutamente contrastanti, a me e' piaciuto. Al di la' delle apparenti stramberie, ma chi ha letto il libro può comprenderle, il film di Gondry stravolge le nostre abitudini.

giovedì 4 giugno 2015
Dandy

Dopo il rifiuto da parte di Tim Burton e Jean Pierre Jeunet,Gondry prende in mano la terza trasposizione dell'opera considerata impossibile da filmare di Boris Vian.Il risultato,complice la presenza di Audrey Tautou,sembra la versione lisergica e pessimista di "Il Favoloso mondo di Amèlie".Una storia d'amore destinata finire male in una Parigi immaginifica,retrò e contemporan [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 settembre 2013
CarloTrevisan

Stessa regia di "se mi lasci ti cancello", va visto assolutamente (sperando che non sia la solita direttrice di fotografia di quel film!). Per come è iniziato, il film stava sulle quattro stelline. Almeno 1/3 di film sta sulle quattro stelline. E' pieno di cose all'apparenza senza senso, ma che lo ritrovano in quello che si direbbe un mondo con una sua logica e dei suoi meccanismi.

lunedì 16 settembre 2013
Wwiwa

Sicuramente c'è chi troverà genialità in questo film io per due ore e mezza ho fatto fatica a tenere gli occhi aperti, tanti spunti ma trama quasi inesistente

martedì 17 settembre 2013
brian77

L'ennesima paccottiglia di surrealismo per principianti, sempre più patetico e sempre più noioso. Difficile arrivare fino in fondo al film.

lunedì 16 settembre 2013
alexkleist

I me mine. Io me mio. Ecco la canzone che risuona, dalla mattina alla sera, nelle orecchie di Gondry, dai tempi del luminoso touché di Spotless Mind. I me mine. Io me mio. Et voilà, ecco sfornata un'altra torta gonfia e barocca, vuota al morso. Dunque, mi chiamo Gondry, e e lavoro così: prendo un buon libro, lo spulcio di significato, e lo imballo con dieci strati di cellophan surrealistico e fiabesco. [...] Vai alla recensione »

domenica 6 ottobre 2013
alicemaffin

Vuole essere un film originale e "strano" perchè va di moda "essere strani". A me personalmente non è arrivato niente, non mi ha comunicato niente (se qualcosa voleva comunicare), e per di più non è stato nemmeno un "passatempo evasivo" come per la maggior parte dei film-banalità hollywoodiani, che almeno, ripeto, mi fanno pensare ad [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 febbraio 2015
aidanitterec

Non perdete tempo per guardare questo film. Non conosco il libro e l'autore, i film precedenti del regista mi sono piaciuti,  ma non c'è niente di interressante, bello e coinvolgente in questa pellicola, recitazione pessima. Interessanti le altre recensioni.

lunedì 6 gennaio 2014
muriel

Hai scritto una gran bella recensione Linus2K la vedo abbastanza come te ad eccezione che io ho gradito molto di piu' la prima parte ,quella a colori gli effetti i personaggi mi hanno  stupito e divertito nello stile inconfondibile di Gondry, anche come narrazione era piu' capibile e assolutamente piacevole ,da quando il film diventa  i b/n purtroppo la caoticita' e' davvero [...] Vai alla recensione »

domenica 15 settembre 2013
Eruannon

Visti gli attori mi aspettavo qualcosa di originale. Davvero senza un senso logico. Dall'inizio alla fine. Deludente.

Frasi
"Be', io penso il contrario. In fondo siamo due. Allora, se perdiamo questo momento, coglieremo quello seguente e, se lo manchiamo, ricominciamo subito... abbiamo tutta la vita per riuscirci!"
Una frase di Chloë (Audrey Tautou)
dal film Mood Indigo - La schiuma dei giorni
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Silvana Silvestri
Il Manifesto

Il testo di Boris Vian, La schiuma dei giorni (L'écume des jours), il libro che Gallimard pubblicò nel '47, nelle mani di Michel Gondry (il regista di Se mi lasci ti cancello) si apre come un origami multicolore, un magnifico apparato di invenzioni, un viaggio al cuore del senso della vita, ma in qualche modo seguendo una traiettoria opposta a quella di Terry Gilliam.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Sulla carta era un matrimonio obbligato. La genialità visionaria di Michel Gondry, il regista di Se mi lasci ti cancello e L'arte del sogno, più la follia e la poesia di Boris Vian, lo scrittore, jazzman e trombettista francese morto appena 39enne nel 1959, precursore di tutto o quasi, adorato da generazioni di lettori per i suoi romanzi strambi e irresistibili, Lo strappacuore, Sputerò sulle vostre [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Michel Gondry è un regista francese, attivo anche a Hollywood, che ha privilegiato spesso nel suo cinema certi giochi quasi surreali sorretti più d'una volta da ricerche stilistiche d'effetto ("Human Nature", "Se mi lasci ti cancello", "L'arte del sogno"). Adesso, conseguente con se stesso, si è rivolto a un campione riconosciuto di questo tipo di surrealismo, Boris Vian, che comunque, pur quasi sempre [...] Vai alla recensione »

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Incomprensihite pastrocchio del supervisionario Gondry che cerca l'impossibile: trasporre la schiuma dei giorni di Vian. Fallisce clamorosamente tra anguille che scappano dai rubinetti e balli Sbircia-Sbircia che allungano le gambe. Il film è zeppo di queste trovate fantasiose che hanno un solo pregio: mandare in estasi la critica snob. Da Il Giornale, 12 settembre 2013

winner
miglior scenogr.
Cesar
2014
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