A casa tutti bene

Film 2018 | Drammatico +13 105 min.

Regia di Gabriele Muccino. Un film con Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2018, durata 105 minuti. Uscita cinema mercoledì 14 febbraio 2018 distribuito da 01 Distribution. Oggi tra i film al cinema in 408 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,11 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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A casa tutti bene
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Il film segna il ritorno in Italia del regista Gabriele Muccino dopo tanti anni trascorsi in America. A casa tutti bene è 4° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 178.796,00 e registrato 32.806 presenze.

Consigliato no!
2,11/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,40
PUBBLICO 2,56
CONSIGLIATO NÌ
Frustrati, infelici e tutti inguaribilmente narcisisti, i personaggi di Muccino restano fedeli a se stessi.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 5 febbraio 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 5 febbraio 2018

Pietro e Alba festeggiano cinquant'anni d'amore. Dal loro matrimonio sono nati Carlo, Sara e Paolo, imbarcati con coniuge, prole, zie e cugine per un'isola del Sud. In quel luogo ameno, in cui Pietro e Alba hanno speso il loro tempo più bello, si riunisce una famiglia sull'orlo di una crisi di nervi. Carlo, separato da Elettra, è vessato da Ginevra, la nuova e insopportabile consorte, Sara, sposata con Diego, cerca di recuperare un matrimonio alla deriva, Paolo, cacciato dalla moglie e disprezzato dal figlio a causa di un tradimento, gira a vuoto e finisce a letto con la cugina. E poi c'è Riccardo che aspetta un figlio da Luana ed elemosina una (seconda) chance allo zio Pietro, Elettra che prova a fare fronte alla gelosia di Ginevra e Isabella, moglie annoiata di un marito troppo lontano che tradisce con Paolo. Il mare grosso e un temporale improvviso, impediscono le partenze dei traghetti e costringono gli invitati a prolungare soggiorno, convivenza e agonia. Satelliti nevrotici intorno agli 'sposi' provano a passare una nottata che non passa e non passerà.

Frustrati, infelici e tutti inguaribilmente narcisisti, i personaggi di Gabriele Muccino restano fedeli a se stessi e a una trilogia ideale di baci presi e dati dentro un cinema ombelicale.

A casa tutti bene, a dispetto del titolo evidentemente ironico, è una commedia "che sta male". Stanno male i suoi personaggi, tutti piccoli piccoli e alle prese coi contrasti e i conflitti (mai risolti se non a colpi di sceneggiatura) dei capitoli precedenti (L'ultimo bacio e Baciami ancora). Muovendosi con flusso ondivago dall'uno all'altro, A casa tutti bene comincia con la voce fuori campo di Stefano Accorsi, decano del genere, che sembra voler focalizzare la vicenda da un punto di vista soggettivo, ma poi la voce si perde nell'isteria collettiva, torna per un istante col timbro di Pierfrancesco Favino, per poi scomparire definitivamente, dichiarando la difficoltà a trovare un punto di vista. Sulla vicenda narrata, sui suoi personaggi.

Lo sguardo dell'autore va e viene, fugge e ritorna, tradisce e si pente alla maniera dei suoi protagonisti e coerente con quel nomadismo sentimentale che è da sempre la sua cifra e che da sempre li riguarda. Ma poi qualcosa accade, qualcosa di inaspettato e inaspettatamente sorprendente. Quella che sembrava l'ultima ed ennesima versione della sindrome di Peter Pan infila la deriva e traghetta le sue anime oltre la linea d'ombra. A questo giro di giostra i baci sono amari e conducono all'appuntamento con le scelte irreversibili della vita. A questo giro, ancora, non ci sono effetti di campo o di copione a blandire, soccorrere e assolvere i personaggi. Condotti al loro punto di rottura, con modalità diverse e appropriate al registro degli attori in campo, i protagonisti dovranno (finalmente) fare delle scelte, confrontarsi (senza sconti) con la propria narcisistica immaturità. Niente famiglie ricompattate al capezzale di un padre malato (Ricordati di me) o di un figlio in arrivo (L'ultimo bacio).

Come una diaspora, A casa tutti bene disperde i suoi personaggi nel mondo, lontani dal centro, dalla casa-madre, da un pianoforte scordato come loro. Diventa grande a fatica il cinema di Gabriele Muccino, sempre fuori dal tempo e ficcato in una dimensione insulare ("l'isola che non c'è", la chiama il Paolo di Accorsi), sempre in ritardo sul mondo in cui ci è dato vivere, sempre accanito sugli attori, veterani cronici della declamazione armata, carica a pallettoni e massime da cioccolatini, sempre indulgente con i suoi uomini e le sue donne che non assumono mai uno sguardo (auto)critico. Ma confidiamo nella burrasca che li ha colti, nella crepa, che li ha spezzati e ha spezzato (forse) lo schema. Confidiamo nel sorriso di Valeria Solarino che prende atto e riparte. In barba alle stupide, quelle che perseverano nel dolore (Sara) e quelle che lo cambiano soltanto di posto (Ginevra).

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Le contraddizioni di una famiglia allargata.
Overview di Andrea Fornasiero
martedì 11 luglio 2017

Una grande famiglia, che come tutte ha parenti che si vedono spesso e altri che non si vedono quasi più, si ritrova tutta insieme per festeggiare le Nozze d'Oro dei nonni Alba e Pietro sull'isola dove questi si sono trasferiti a vivere, in una splendida villa con vista sul golfo. Un'improvvisa mareggiata blocca l'arrivo dei traghetti e fa saltare il rientro previsto in serata costringendo tutti a restare sull'isola, dove dovranno convivere per tre giorni e a fare i conti con loro stessi, con il proprio passato, le gelosie, i tradimenti, e inaspettati colpi di fulmine.

Racconto la storia perversamente ironica di una famiglia estesa, che si cela dietro una grande maschera di ipocrisia finché non "scoppia" la vita. Il film esplora più generazioni, compresa l'adolescenza, e più classi sociali. Gli altri film erano pezzetti di un affresco da diverse angolazioni anche generazionali. Qui il ritratto è completo.

Anche se l'isola non avrà nome, il film è stato girato a Ischia, perché «serviva un'isola così: piena di angoli suggestivi e logisticamente pratica», spiega Muccino che aggiunge un valore fortemente personale alla scelta della location: «Mia madre è nata a Ischia. Io ci ho trascorso l'infanzia, ma mi legava all'isola il ricordo, terribile, del morso di un cane. Non ci ero più tornato. Cercavamo per il film un luogo in grado di rivelare un paradossale contrasto tra la bellezza della natura e una prigionia forzata per il mare agitato: l'abbiamo trovato qui. Dove ho appena scoperto da mio padre di essere stato concepito».

Estremamente nutrito con il cast con attori a partire da Stefania Sandrelli e Ivano Marescotti nel ruolo dei nonni. Per Marescotti, che ha lavorato con molti grandi registi italiani come Soldini, Tullio Giordana, Luchetti, Benigni, Mazzacurati e con alcuni stranieri del calibro di Ridley Scott e Anthony Minghella, si tratta della prima volta con Muccino, mentre Stefania Sandrelli, vera e propria icona del cinema italiano, aveva partecipato nel 2001 a L'ultimo bacio con un'interpretazione che le era valsa il David di Donatello e Nastro d'Argento. Legatissimo al regista è poi Stefano Accorsi, che dopo essere stato protagonista di L'ultimo bacio è tornato a lavorare con lui nel sequel Baciami ancora e ora con A casa tutti bene, dove di nuovo sembra avere la parte del leone nel ruolo di uno dei tre figli, il sodalizio tra i due arriva al terzo titolo.

Il cast è eccezionale, ognuno è stato pronto a metterci un pezzetto di sé. Si è verificata una magica convergenza, tutti hanno aderito con entusiasmo. Grandi attori per personaggi complessi che cozzano tra loro in una storia epica senza tempo. Una grande commedia umana che racconta la vita tra pathos ed emotività e lo spasmo febbrile verso una chance di felicità. La famiglia è il villaggio primordiale in cui si nasce e a cui si torna, sempre. Gabriele Muccino

Gli altri due figli sono invece interpretati da Pierfrancesco Favino e da Sabrina Impacciatore, che come Accorsi erano già stati interpreti in L'ultimo bacio e Baciami ancora. Tra gli altri parenti e consorti figurano poi molti nomi, a partire da un'altra icona assoluta del cinema italiano, la felliniana Sandra Milo, che non ha invece finora mai lavorato con il regista, così come il resto del cast: Massimo Ghini, Claudia Gerini, Giampaolo Morelli, Valeria Solarino, Giulia Michelini, Gianmarco Tognazzi e Carolina Crescentini.

Muccino dopo l'esordio con Ecco fatto e il grande successo del trittico generazionale Come te nessuno mai, L'ultimo bacio e Ricordati di me, è stato catturato dalle sirene di Hollywood. Qui tutto è partito per il meglio con La ricerca della felicità, ma poi il successo ha iniziato a scemare e si è visto via via diminuire anche il controllo sui film che ha firmato da Sette anime, Quello che so sull'amore, Padri e figlie fino L'estate addosso. In mezzo ci sono stati la parentesi di nuovo italiana di Baciami ancora e il pilot di una serie americana prodotta da Hugh Jackman, il musical "Viva Laughlin", un costoso flop cancellato da CBS dopo soli due episodi.
Ho viaggiato fisicamente ed emotivamente in luoghi lontani, scoprendo cose che mai avrei immaginato. Torno per rappresentare la mia visione sul mondo e sull'universalità delle relazioni umane. Sarà un film autentico e personale: ne avevo bisogno dopo l'avventura negli Usa, in cui ho dovuto obbedire alle regole produttive. I film sono sempre stati la mia analisi a porte aperte, da esploratore e osservatore della vita. Questa storia, sintesi di quel che ho fatto finora, è la pacificazione della mia esistenza. Gabriele Muccino
Dei suoi trascorsi americani resta un'unica traccia nel direttore della fotografia Shane Hurlbut, che per lui aveva già fotografato Padri e figlie, anche se è famoso soprattutto per film ben più ipercinetici come Terminator: Salvation, Need for Speed e Act of Valor. Alle musiche invece un'altra novità Muccino, il compositore Nicola Piovani, abituale collaboratore di Benigni, con cui ha vinto l'Oscar per La vita è bella, e di Moretti. Il regista infine dice di avere avuto come principale modello La famiglia di Scola e potrebbe continuare a raccontare i protagonisti di A casa tutti bene in una eventuale serie Tv.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 16 febbraio 2018
Eva K.

 A casa tutti bene, in platea molto male. Il film di Muccino è decisamente isterico, irritante e confuso, dalla sceggiatura alla regia. I dialoghi sconfinano nella banalità di un romanzetto che vorresti non trovare mai nelle librerie; le inquadrature corrono veloci tra un personaggio e l'altro senza mai dargli un senso o uno spessore.

giovedì 15 febbraio 2018
joker91

Classico film Italiota radical chic da salotto. Una specie di PARENTI SERPENTI rivisitato in salsa Mucciniana,Monicelli era un'altra cosa. Un'accozzaglia di personaggi tutti imparentati tra loro che si ritrovano in un casale per festeggiare le nozze d'oro della coppia capofamiglia.... il classico film dove si fa una grossa confusione pure a capire i gradi di parentela e appena inizi a capire [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 febbraio 2018
Carlotta Zanitti

È il miglior film girato sinora da Muccino. L'irritante isteria dei due capitoli "del bacio" ha qui una sua funzionalità che diventa stilistica. Sicuramente l'incipt del soggetto non brilla per originalità,attingendo a piene mani dai film a tema famigliare di Scola e Monicelli (PARENTI SERPENTI rimane IL film sulla famiglia italiana),ma possiamo considerare [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 febbraio 2018
lavil78

Non mi ero seduto in platea con troppe aspettative, forse la presenza di così tanti attori, mi aveva messo il dubbio che la parte "scritta" potesse esser debole. Così è stato, un film alla fine paradossalmente un po' debole, nonostante le solite tematiche "forti" di Muccino sulle difficoltà della coppia, matrimonio, tradimenti.

domenica 18 febbraio 2018
giajr

Troppa esasperazione per un film dalle grandi potenzialità. Un cast veramente eccezionale, nessuno escluso, ottima l'ambientazione e la fotografia. É il film che in sé e per sé non convince... Sembra qualcosa di già visto, ma soprattutto in più brutto... un po' di "Parenti serpenti", un po' di "Speriamo che sia femmina"... [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 febbraio 2018
alessio codi

Muccino tiene a galla il cinema italiano con un film molto particolare. Pellicola che richiede particolare attenzione, ogni distrazione può essere fatale allo spettatore, perchè tutto si muove quasi come se fosse una processionaria, pezzetti che poco alla volta vanno a comporre un complesso puzzle che altro non è che una famiglia.

sabato 17 febbraio 2018
Erika

Evitatelo perché il film non ha una storia ma tanti luoghi comuni e molto banale. Non si capisce niente di cosa succede veramente pessimo da dimenticare 

sabato 17 febbraio 2018
lilly

ce ne siamo andati a fine primo tempo. Trama che non si era ancora sviluppata, cast sprecato a ripetere dialoghi presi dai peggiori blog pre-adolescenziali, con Stefano Accorsi che fa la parodia di se' stesso nell'ultimo bacio e gli altri a ruota. Regia penosa, con inquadrature da iphone mosso. E molto altro ancora

sabato 17 febbraio 2018
Il gallo

Questo film di Muccino è brutto ma proprio brutto

domenica 18 febbraio 2018
confucio

Ci vuole maestria nel riuscire a riempire di vuoto due ore scarse di pellicola cinematografica, e il Nostro si conferma un regista (?) tra i migliori in circolazione nel mettere in scena il nulla. Vuoto di sceneggiatura, composta da spezzoni di dialoghi sussurrati o gridati, messi insieme dalle solite canzoncine del cantautore di turno (questa volta la vittima è Cocciante) coralmente eseguite dai (troppi) [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 febbraio 2018
pucci1

il primo immeritato posto al bottegino è essenzialmente dovuto al cast, che accontenta tutti. Una macedonia IN SCATOLA di problematiche e personaggi. irritante l'evidente furbizia del regista. Impeccabile commento di evak

sabato 17 febbraio 2018
Alessia

Il peggior film di sempre

lunedì 19 febbraio 2018
je

Sono andata al cinema piena di aspettative anche se i commenti letti sul web e quelli degli altri spettatori non erano molto positivi.  Il film di in se è mediocre , non male ma alcune scene un po’ sconnesse tra loro e ( soprattutto all’inizio) si fa molta fatica a capire il grado di parentela tra i personaggi... Il cast era eccellente e secondo me si poteva fare meglio  [...] Vai alla recensione »

sabato 17 febbraio 2018
zim

 Stefania Sandrelli madre di tutti i traditori lei stessa tradita dal marito e traditrice sin dalla sua adolescenza in un altro film, divorzio all'italiana, il cui finale riverbera la sequenza conclusiva dell'ultimo bacio  sempre del Muccino, in questo film definitivamente chioccia contenta ad Ischia attorniata da i suoi figli e prime e seconde nuore più o meno distratti malati [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 febbraio 2018
Flaw54

Film non perfettamente riuscito, ma scorrevole e in certi passaggi ben recitato. Alcuni personaggi non bene in parte come Favino e la Crescentini o sovreccitati come l'Impacciatore e la Cucci. Ottimo Accorsi che sta diventando un vero attore e Tognazzi nella parte del fallito. Forse i personaggi sono troppi e quindi poco caratterizzati, ma nel complesso il film è vedibile e affronta temi [...] Vai alla recensione »

domenica 18 febbraio 2018
Claudia Fuccio

Se come me ami il cinema e, a prescindere dal soggetto, pensi che ogni film vada "gustato" in sala dico SI, altrimenti è meglio non goderne. Detto questo, l'ho trovato a tratti banale, sopratutto nella sceneggiatura, ma la recitazione degli attori merita tanto, un cast straordinario! Tema scontato ma poi sempre attuale, Muccino ama raccontare le famiglie italiane e i suoi retroscena [...] Vai alla recensione »

sabato 17 febbraio 2018
anna

Un film che parla di amore, dell’amore parlato, dell’amore fatto, di cui la maggior parte dei protagonisti ne ha l’incapacità di offrirlo. Quasi tutti non sono consapevoli di ciò che vivono. Su tutti una mamma normale che tutto vede, tutto capisce, che sà amare e dissimulare. Un bel fim, ben recitato e ben composto.

venerdì 16 febbraio 2018
Riccardo50

In un una magica atmosfera Ischitana Muccino dirige con sagacia un cast di stelle del cinema italiano in una commedia non banale. Una nota particolare per GianMarco Tognazzi che nel ruolo di Riccardino, i dimostra I attore maturo e versatile.

venerdì 16 febbraio 2018
gigi22562

bellissima trama dei tempi moderni. bravissimi gli attori. difficile dire chi siano i migliori. sicuramente i bambini ma mi e' piaciuto molto Ghini,Accorsi,Tognazzi. ma ognuno ha recitato benissimo.bravo Gabriele.

FOCUS
FOCUS
sabato 17 febbraio 2018
Ilaria Ravarino

"Le donne sono fatte per sorreggere il mondo", dice Stefania Sandrelli, madre di famiglia in procinto di festeggiare le nozze d'oro nell'ultimo film di Gabriele Muccino, A casa tutti bene. Eppure in tutti i lavori del regista romano, più che sorreggere il mondo, le donne sembrano nate per sconvolgerlo, turbarlo, farlo a pezzi. Per poi restituirlo in tutt'altra forma, non necessariamente migliore della precedente.

Biografico come forse fu solo il suo secondo film, quel Come te nessuno mai che nel 1999 vinse premi e pregiudizi ancora acerbi, A casa tutti bene mette in scena per la prima volta sul noto scacchiere muccinano (famiglia vs individuo, responsabilità vs libertà, amore vs sesso), accanto ad alfieri storici come Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi, anche una gran quantità di donne, in un'ideale galleria dei caratteri femminili che hanno attraversato, sconquassandole, le vite dei personaggi dei suoi film.

È un cast davvero corale quello di A casa tutti bene, circa una ventina tra protagonisti e comprimari, in cui il femminile si moltiplica, si sdoppia (Sandrelli/Impacciatore), fa esplodere conflitti (Michelini), scatenare gli istinti (Crescentini), tenta di sedare gli animi (Sandrelli) e accendere passioni sopite (Cucci). Come se per raccontare l'implosione di una famiglia, tema legato alla stessa biografia del regista - anche lui una madre pittrice, un fratello attore, un burrascoso trascorso sentimentale - Muccino avesse sentito il bisogno di aumentare l'entropia sentimentale dello script affidando a tutte le "sue" donne il compito di alzarne il coefficiente di isteria, ansia, tensione, competizione. Per arrivare a un inedito - almeno nel suo cinema - punto di rottura.

FOCUS
venerdì 9 febbraio 2018
Claudia Catalli

Colorata, allargata, caciarona, ma anche disgregata, nevrotica, costantemente sospesa sull'orlo dell'implosione. Ha queste caratteristiche la famiglia descritta da Gabriele Muccino nel suo ultimo film, che più corale non si può, dal titolo amaramente ironico A casa tutti bene. Non una casa qualsiasi, anzi tutto, ma una villa maestosa ad Ischia, dove si rifugeranno causa mal tempo tutti i protagonisti, accorsi a festeggiare le nozze d'oro dei genitori. Una famiglia alto borghese di ristoratori, guidata dalla saggia dolcezza di Stefania Sandrelli e dalla praticità del pater familias interpretato da Ivano Marescotti. Il ruolo della pecora nera - il personaggio più interessante di tutti - spetta a Gianmarco Tognazzi, unico nipote in difficoltà economica e con una fidanzata incinta (Giulia Michelini).

Facile, fin troppo, l'equazione romantico/sociale: in sostanza, vero amore uguale pochi soldi (alla Semo gente de borgata dei Vianella), là dove l'agiatezza economica permette il lusso del tempo libero e della scelta, fa incombere tradimenti multipli, sotterfugi, separazioni e gelosie a non finire. 

È ansimante e nevrotica, questa grande famiglia allargata. Sorridente solo intorno a un pianoforte, ma perennemente accigliata tra le mura domestiche, logorata da insoddisfazioni e frustrazioni a due. C'è la coppia Favino-Crescentini rosa dalla possessività e dall'incapacità di confessarsi a vicenda l'inadeguatezza del proprio matrimonio, Morelli-Impacciatore capaci di seppellire sotto un abbraccio al tramonto un polverone di multiple menzogne, Cucci-Accorsi che finiscono per fare i "forever young" alla Ultimo Bacio, Ghini-Gerini destinati ad un drammatico capolinea a causa di una brutta malattia. Il tutto tra le continue esplosioni di urla e grandi passioni a cui la filmografia di Muccino ci ha abituati negli anni, individuando puntualmente nei più inconfessabili segreti familiari la fonte di ogni male. 

INCONTRI
lunedì 5 febbraio 2018
Alessandra Vitali

A casa tutti bene è la storia di una grande famiglia che si ritrova a festeggiare le Nozze d'Oro dei nonni sull'isola dove questi si sono trasferiti a vivere. Un'improvvisa mareggiata blocca l'arrivo dei traghetti e fa saltare il rientro previsto in serata costringendo tutti a rimanere sull'isola e a fare i conti con loro stessi, con il proprio passato, con gelosie mai sopite, inquietudini, tradimenti,  paure e anche improvvisi e inaspettati colpi di fulmine.

"Al di là del risultato, perchè nessuno poteva immaginare fino in fondo come il film sarebbe apparso una volta finito, già durante la lavorazione sentivamo che c'era un motivo forte per fare questo film e per farlo con uno spirito fortemente motivato".

In attesa dell'uscita al cinema del 14 febbraio, Gabriele Muccino, insieme ad alcuni degli interpreti del film - Stefania Sandrelli, Pierfrancesco Favino e Sabrina Impacciatore (qui in veste anche di co-sceneggiatrice), racconta il lavoro sul set, le caratterizzazioni di personaggi dalle mille sfumature, il modo in cui ciascuno di questi personaggi è pensato e messo in scena per ricreare la quotidianità, la verosimiglianza, le difficoltà affrontate ogni giorno dalla gente comune.

Frasi
Dicono che la famiglia sia il nostro punto di partenza, poi di fuga e alla fine diventi quello di ritorno.
Una frase di Paolo (Stefano Accorsi)
dal film A casa tutti bene - a cura di MYmovies.it
Le vite normali non esistono
Una frase di Alba (Stefania Sandrelli)
dal film A casa tutti bene
Per le loro nozze d'oro i miei c'hanno voluto riunire tutti, era stato organizzato per stare bene tutti insieme. Come quando eravamo bambini.
Una frase di Sara (Sabrina Impacciatore)
dal film A casa tutti bene - a cura di MYmovies.it
Li trovo ancora così inquieti i nostri figli.
Alba (Stefania Sandrelli)
dal film A casa tutti bene - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 15 febbraio 2018
Fulvia Caprara
La Stampa

In ogni famiglia c'è un Riccardino, il parente sfortunato, quello senza un lavoro e senza una lira. I Riccardini, però, hanno le loro doti, sanno mettersi al pianoforte e cantare, sanno chiedere aiuto, sanno sbottare con la disperazione del loro destino balordo. Nella squadra di attori che dà vita al nuovo film di Gabriele Muccino A casa tutti bene, la gara di bravura è evidente.

giovedì 15 febbraio 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

Muccino torna ai suoi temi e ai suoi personaggi preferiti, in una specie di aggiornamento dell'Ultimo bacio 17 anni dopo, corale ma tutto in famiglia. A Ischia una quindicina di parenti si ritrova per celebrare le nozze d'oro di un ristoratore di successo e della moglie (Ivano Marescotti e Stefania Sandrelli), e ed esplodono presto le tensioni. Dopo una mezz'ora dedicata a spiegare la situazione con [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 febbraio 2018
Claudio Trionfera
Panorama

I sentimenti trafelati di Gabriele Muccino. A volte scalmanati. Sempre a temperatura altissima, dunque febbrili. Stavolta con personaggi dai destini intrecciati, coinvolti in una riunione di famiglia organizzata da due coniugi che festeggiano le nozze d'oro nella villa sull'isoletta dove si sono ritirati. Una bella festa? No. L'inizio garantisce abbracci e baci ma il seguito è solo un'esplosione di [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 febbraio 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Muccino dopo Hollywood tira le somme. Da autore, da ragazzo dell' "ultimo bacio" ormai adulto, significa: la famiglia. E la mette sull'isola che non c'è (il cinema?): villa, festa e mare in tempesta. Corale e animale: norme e istinto, amore e rifiuto, tradimento e illusione, genitori, figli e matrimoni si spezzano e ricompongono. Vorrebbe stare tra Scola e Monicelli, con un "savoir faire" di regia [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 febbraio 2018
Alice Sforza
Il Giornale

Su un'isola, si ritrovano parenti serpenti per festeggiare le nozze d'oro dei nonni, tra rese dei conti e paure. Già gli interminabili saluti iniziali fanno capire che non è aria. Poi, dopo la normale tiritera per capire chi sia chi, esplode il caos, con gente perennemente nevrotica e incazzata inseguita da una macchina da presa ancora più frenetica.

NEWS
NEWS
martedì 20 febbraio 2018
Andrea Chirichelli

L'ultimo weekend "lungo", iniziato mercoledì con il giorno di San Valentino, ha permesso a tre film - Cinquanta sfumature di rosso, A casa tutti bene (guarda la video recensione) e Black Panther) - di ottenere risultati eccellenti, con cifre superiore [...]

BOX OFFICE
domenica 18 febbraio 2018
Andrea Chirichelli

Un ricco sabato porta un nuovo leader al boxoffice nostrano: A casa tutti bene (guarda la video recensione) vola con 1,1 milioni di euro e ottiene il primo posto scalzando Cinquanta sfumature di rosso, che continua però a macinare incassi senza sosta [...]

VIDEO RECENSIONE
lunedì 12 febbraio 2018
 

Pietro e Alba festeggiano cinquant'anni d'amore. Per l'occasione riuniscono su un'isola del Sud i figli e le loro famiglie, sull'orlo di una crisi di nervi. Il mare grosso e un temporale improvviso impediranno le partenze dei traghetti e costringeranno [...]

POSTER
martedì 9 gennaio 2018
 

A casa tutti bene è la storia di una grande famiglia che si ritrova a festeggiare le Nozze d'Oro dei nonni sull'isola dove questi si sono trasferiti a vivere. Un'improvvisa mareggiata blocca l'arrivo dei traghetti e fa saltare il rientro previsto in serata [...]

TRAILER
martedì 12 dicembre 2017
 

La storia di una grande famiglia che si ritrova a festeggiare le Nozze d'Oro dei nonni sull'isola dove questi si sono trasferiti a vivere. Un'improvvisa mareggiata blocca l'arrivo dei traghetti e fa saltare il rientro previsto in serata costringendo [...]

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