La vita è bella

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Un film di Roberto Benigni. Con Horst Buchholz, Roberto Benigni, Giustino Durano, Nicoletta Braschi, Giuliana Lojodice.
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Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 131 min. - Italia 1997. MYMONETRO La vita è bella * * * * - valutazione media: 4,35 su 171 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,35/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Usa)
 dizionari * * * * -
 critican.d.
 pubblico * * * * -
   
   
   
Sei anni dopo il matrimonio di Guido e Dora, lui viene prelevato con lo zio Eliseo e il figlio Giosué e portato in un campo di concentramento. Lei, pur non essendo ebrea, decide di seguirli di sua iniziativa.
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primo piano
La magia di una storia che ci ricorda come, nonostante tutto, la vita meriti di essere vissuta
Davide Di Finizio     * * * * *

Quando a Dumas père era mossa l'accusa di violentare la Storia, il sagace romanziere si scagionava obiettando che dai suoi atti di violenza nascevano dei bei bambini. Un'osservazione simile si potrebbe rivolgere ai puristi e a quanti storcono il naso di fronte a La vita è bella. Il film di Benigni infatti non è una pedante ricostruzione manualistica, ma una storia nella Storia, una favola moderna costruita sullo sfondo di una delle più drammatiche pagine che l'umanità ricordi.
Guido, un giovane ebreo amante della vita e della poesia, si reca ad Arezzo con l'amico Ferruccio in cerca di lavoro. Si fa assumere come cameriere dallo zio Eliseo, che gestisce il Grand Hotel, e s'innamora di Dora, un'insegnante promessa sposa all'antipatico fascista Rodolfo. Con l'esuberanza e l'allegria del suo carattere, riesce a vincere le reticenze della maestrina, e a sposarla. Sei anni dopo, probabilmente denunciato dalla suocera che non ha mai digerito il matrimonio, Guido è deportato in un campo di concentramento con lo zio Eliseo e col suo figlioletto, il piccolo Giosuè, mentre Dora, pur non essendo ebrea, decide di seguirli di sua iniziativa.
È l'inizio della tragica avventura di un padre che, per proteggere il figlio dalla realtà, maschera l'intero dramma della prigionia dietro la ridente facciata di un appassionante gioco a punti; di un marito che, vincendo la lontananza fisica, cerca di restare vicino all'amata moglie; di un uomo, che è disposto veramente a tutto, anche al personale sacrificio, pur di difendere ciò che ha di più caro. Sino alla prova conclusiva, che nella fantasia di Giosuè assume i connotati di una lunga partita a nascondino, prima dell'assegnazione dell'ambito premio finale.
Da un punto di vista strettamente razionale, La vita è bella è un film ricco di punti deboli: anacronismi a volontà (l'espediente del gioco a punti, per dirne uno, somiglia molto alla più recente logica del videogame), inverosimiglianze che sfociano nell'assurdo, situazioni melense e semplicistiche che mettono a dura prova la credibilità del racconto. Per tacere il sotteso buonismo e la retorica che trapela in alcune sequenze. Ma l'insidia di uno sciropposo melodramma è superata da un'insolita carica emotiva. L'intera storia è attraversata dalla forza di una poesia, sorretta dall'incantevole commento musicale di Nicola Piovani, che trascende le incoerenze dello script, spingendo lo spettatore a guardare ben oltre le apparenze, e persino oltre la spesso sopravvalutata sfera del pensiero.
È un poema sulla vita, sull'amore, sulla famiglia, e profonda in questo senso è l'intesa umana, oltre che professionale, tra Benigni e il piccolo Cantarini, non dimenticando quella altrettanto notevole tra il protagonista e la Braschi, che portano sul set l'autenticità di un rapporto collaudato dalla vita stessa. Deciso è anche il tratteggio di alcune figure di contorno, come il già ricordato zio Eliseo, interpretato da un convincente Giustino Durano, e il curioso dottor Lessing, deus ex machina ridicolo e tragico, che da apparente angelo custode di Guido si rivela in tutta la sua impotenza, vittima non tanto del sistema, quanto di un cieco solipsismo che sospinge la vicenda nel suo risvolto più spiccatamente drammatico. Ma la grande rivelazione è proprio lui, Benigni, attore, regista, e uomo. Il film segna un solido spartiacque e insieme un momento di felice connubio tra il "comico puro" della prima produzione e "l'artista impegnato" della successiva, non solo sul piano strettamente cinematografico, ma su quello più generale di uomo di spettacolo.
Rivela compiutamente un talento soltanto incubato nei lavori precedenti, e qui pienamente espresso, con eleganza e con un esuberante citazionismo, che va da Chaplin al collega e grande amico Massimo Troisi, cui deve tantissimo, e che ricalca soprattutto nell'esasperato "girotondo" messo a punto per incontrare Dora, memore dell'originale, ma meno appariscente, in Ricomincio da tre. Nel complesso emerge una vivace macchina narrativa, emozionante e divertente (la scena dell'interpretariato, da sola, è un piccolo capolavoro di comicità), sino all'inatteso finale, un po' pretenzioso, ma che scalda il cuore e zittisce anche i cinismi più accaniti. E' la magia di una storia che ci ricorda come, nonostante tutto, la vita meriti di essere vissuta. Magari con un pizzico della salutare follia di questo piccolo grande diavolo del cinema!

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Premi e nomination La vita è bella MYmovies
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Premi e nomination La vita è bella

premi
nomination
Premio Oscar
3
5
Nastri d'Argento
7
0
Festival di Cannes
1
0
* * * * *

Recensione del film

mercoledì 21 novembre 2007 di enryfree

Recensione del film: La vita è bella Titolo: La vita è bella Regista: Roberto Benigni Genere: drammatico Attori principali: Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Giorgio Cantarini Altri interpreti: H. Buchholz, G. Durano, G. Lojodice, M. Paredes, S. Bustric Casa produzione: Cecchi Gori Distribuzione Luogo e anno di produzione: Italia, 1997. «Questa è una storia semplice, eppure non è facile raccontarla, come in una favola c'è continua »

* - - - -

Il film più sopravvalutato della storia del cinema

domenica 1 luglio 2007 di Nello

Un film mediocre, molto molto inferiore a tantissimi dello stesso genere. Senza mettere in dubbio la grande interpretazione di Benigni, il film è scialbo, piatto e scontato, buonista. Completamente assente l'originalità, anche dove Roberto si vanta di averla messa. Infatti la divisione del film in due parti, la prima comica in preparazione alla seconda drammatica, è una banale ripresa di "Film d'amore e d'anarchia..." di Lina Wertmuller. Il tema dell'olocausto e della Seconda Guerra Mondiale è stato continua »

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Meraviglioso

domenica 2 settembre 2007 di LAra

Lo vedo spesso, per il solo gusto di riassaporare quella voglia di vivere, e quella magia, che solo un uomo profondo come BEnigni poteva mettere in scena. E' fantastico il modo in cui parla con il bambino, è meraviglioso il messaggio di pace e di dolore che trasmette, come disse lui stesso... questo è un film che fa ridere fra le lacrime, ed è il massimo che un film possa fare. continua »

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Un film di una poesia unica

giovedì 23 agosto 2007 di tony64

Quando al cinema passarono i titoli di coda avevo un groppo in gola. Questo per dire che 'La vita è bella' è una rivisitazione dell'olocausto assolutamente non in chiave tragicomica, quanto ancor più drammatica degli altri film che lo hanno trattato. Gli espedienti e le bugie che il padre di Giosuè si inventa non solo per salvare la vita al bimbo, ma anche per non fargli percepire la realtà, sono solo apparentemente comici: nascono invece dalla profonda coscienza della drammaticità dell'esperienza continua »

Roberto Benigni/Guido a Nicoletta Braschi/Dora
Salve Principessa!
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Guido (Roberto Benigni), dagli altoparlanti del campo di concentramento a Dora (Nicoletta Braschi)
Buongiorno, principessa! Stanotte t'ho sognata tutta la notte, andavamo al cinema, e avevi quel tailleur rosa che ti piace tanto, non penso che a te principessa, penso sempre a te!
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Giustino Durano
Guarda i girasoli: si inchinano al sole, ma se ne vedi qualcuno che è inchinato un pò troppo, significa che è morto. Tu stai servendo, però non sei un servo. Servire è l'arte suprema; Dio è il primo servitore. Dio serve gli uomini ma non è servo degli uomini.
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
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DVD | La vita è bella

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 12 luglio 2005

Cover Dvd La vita è bella A partire da martedì 12 luglio 2005 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La vita è bella di Roberto Benigni con Horst Buchholz, Roberto Benigni, Giustino Durano, Nicoletta Braschi. Distribuito da Cecchi Gori Home Video, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1, e sottotitolato in inglese - italiano per non udenti. Su internet La vita è bella è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 7,99 €
Prezzo di listino: 8,99 €
Risparmio: 1,00 €
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BIZ

di Luigi Paini Il Sole-24 Ore

Il regno delle tenebre è il luogo dove manca, per definizione, la possibilità di ridere. Auschwitz ne è il paradigma assoluto: inferno sulla Terra, territorio di Satana, assenza di Dio. Luogo in cui ogni umanità è spenta, deserto radicale dello spirito. Eppure, come ci ricorda uno dei sopravvissuti nel film Memoria, di Ruggero Gabbai, fra i prigionieri, talvolta, riusciva a sopravvivere un barlume di resistenza umana. Le lacrime, certo, ma anche - benché sembri impossibile - il sorriso, portato da qualcuno che, di fronte alla catastrofe, riusciva a intonare ancora una canzone dei tempi di pace o a raccontare una storia dell'altro mondo». »

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

Un’opera maggiore. Si può ridere, come a una comica muta di Charlot, si piange come a un film di Charlie Chaplin. Solo una volta, nella mia lunga carriera, ho azzardato un confronto con Chaplin-Charlot: ed è stato proprio per Roberto Benigni, attore protagonista nel film di Marco Ferreri Chiedo asilo. E anche lì con un bambino al fianco. Qui il bambino arriva più o meno alla metà della favola, ma basta per farla volare alto, senza mai farle perdere però l’equilibrio fra il pianto ed il riso. Il riso, prima; ma già con amari sottofondi. »

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Vedere «l'altro lato delle cose, il lato surreale e divertente, o riuscire a immaginarlo», sostiene Roberto Benigni a proposito di La vita è bella «ci aiuta a non essere spezzati, trascinati via come fuscelli [.. ] a passare la notte, anche quando appare lunga lunga». Sono parole d'un uomo intelligente e sensibile, parole da condividere per intero o quasi. Qualche dubbio, infatti, merita l'idea che le cose abbiano «un altro lato» e che sia, questo lato, la dimensione del comico. Le cose di cui narra il film sono i lager, i milioni di morti accumulati per giustificare, per fondare un'identità politica e psicologica (quella dei nazisti) priva di fondamenti funestamente insicura. »

di Marco Lodoli Diario

In un’intervista di questi giorni, tra mille giravolte, Benigni ha lasciato cadere a perpendicolo un’idea semplice come una lama: il comico recita sul palcoscenico della morte, cercando di rubarle anche per un solo minuto spazio e potenza. «Dietro a Totò c’è un milione di scheletri», dietro al giullare da sempre pende l’impiccato. Ricordo le parole di Mastorna, il protagonista del film che Fellini mai realizzò e che divenne un f umetto con il volto di Paolo Villaggio: «Tutta una vita per arrivare a questa festa sciagurata? È questo il regno di Dio? Non è possibile! Con tutte le mie forze, con tutta la mia passione, con tutta la mia intelligenza, tutto il mio cuore io grido: non è possibile che la morte sia questa! Non dobbiamo accettarla, non possiamo accettarla!” Tremende parole. »

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