La vita è bella

Film 1997 | Drammatico +13 131 min.

Regia di Roberto Benigni. Un film Da vedere 1997 con Horst Buchholz, Roberto Benigni, Giustino Durano, Nicoletta Braschi, Giuliana Lojodice. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 1997, durata 131 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 4,48 su 205 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La vita è bella
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Sei anni dopo il matrimonio di Guido e Dora, lui viene prelevato con lo zio Eliseo e il figlio Giosué e portato in un campo di concentramento. Lei, pur non essendo ebrea, decide di seguirli di sua iniziativa. Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto 3 Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto 7 Nastri d'Argento. Al Box Office Usa La vita è bella ha incassato 57,2 milioni di dollari .

Consigliato assolutamente sì!
4,48/5
MYMOVIES 3,63
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,39
ASSOLUTAMENTE SÌ
Semplice e chiaro, La vita è bella laicizza la memoria senza mai dimenticare.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 21 settembre 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 21 settembre 2017

Guido Orefice, ebreo romantico nell'Italia di Mussolini, raggiunge 'senza freni' Arezzo. Assunto come cameriere al Grand Hotel sposa Dora, la principessa precipitata dal cielo e promessa a un grigio funzionario di regime. Dal loro amore, più forte delle discriminazioni e della propaganda antisemita, nasce Giosuè. Cinque anni dopo la situazione precipita e Guido e Giosuè vengono deportati. Condannati all'inferno, Guido oppone instancabilmente la forza del sogno all'incubo troppo reale dei campi di concentramento. Giorno dopo giorno convince il figlio che quello a cui assiste è soltanto un immenso gioco di ruoli in fondo al quale si vince un tank. Guido traveste l'orrore, lo adatta, lo dirotta perché il suo bambino non smetta mai di sognare.
Guido ha un dono raro. È capace di ridisegnare la vita, di farla più bella con la forza dell'immaginazione. Guido è un mago, com'è permesso di esserlo solo nelle favole o in un film che si azzarda a sfidare le leggi del realismo. Come si comporterebbe allora questo funambolo allegro e generoso in faccia all'orrore indicibile dei campi nazisti? Con esuberanza. Un'esuberanza che lascia costantemente sbalorditi protagonisti e spettatori. Cameriere al Grand Hotel di Arezzo, Guido semina un trambusto sovversivo che confonde i burocrati fascisti che lo incrociano. Perché Guido il fascismo non lo combatte frontalmente, si accontenta di metterlo in ridicolo alla prima occasione e in ogni occasione, sostituendosi a un ispettore mandato da Roma per tenere una lezione sulla superiorità della razza o al fidanzato fascista della sua principessa. Guido è un personaggio felice e inafferrabile, uno schlemiel formidabilmente capace di piegare a suo favore gli scacchi della sorte, di farsi gioco dei cattivi.
L'impertinenza gli si addice come l'ardore. E infatti la sola idea fissa di Guido è Dora, la giovane istitutrice che cede sotto il suo charme e la sua poesia leggera. La sposa e cinque anni più tardi cammina con suo figlio sotto lo sguardo di un soldato tedesco e verso un treno coi vagoni di legno. "Dove andiamo?", domanda il bambino, e La vita e bella scivola nell'imponderabile. Come il destino di Guido, come l'ambizione di Benigni. Dove vanno, Guido non ne ha idea ma, precipitato nell'orrore concentrazionario, non si arrende. La favola volge al nero e Benigni introduce un'idea luminosa sulla quale costruisce la seconda parte del film: il suo eroe, abile a incantare la vita degli altri, inventa per suo figlio il gioco della sopravvivenza. Un gioco in cui i soldati tedeschi, "quelli cattivi, cattivi che urlano forte", dettano le regole, dove si guadagnano punti a nascondersi, dove si perdono piangendo, dove accumulandone mille si vince un carro armato, uno vero. Chiunque voglia sottrarsi al male non ha altra scelta, per Benigni, che recitare il folle.
Seguendo l'impronta delle comiche slapstick, l'autore fa del suo Guido l'erede più diretto del barbiere di Chaplin (Il grande dittatore). Come lui non perde mai la propria identità, prendendo la libertà di sostituirsi (in)consapevolmente agli avversari. Qualsiasi magia Guido compia non è che un piccolo tentativo di resistere alla grandezza del Male. Nell'incessante confronto tra i segni accumulati di una tragedia in marcia (il fumo nero che esce di continuo da un camino, la montagna di abiti smessi, la doccia dove vengono spediti vecchi e bambini) e i prodigi d'invenzione di un padre per dissimularli al proprio figlio, nasce la singolare pertinenza del film, che svela e denuncia progressivamente la crudele assurdità della loro situazione.
Tra l'infilmabile e il troppo filmato, Benigni prende la sola decisione possibile, elude il realismo e stilizza per non tradire. Questa scelta morale ed estetica insieme è decisiva. Il campo in cui è stato deportato Guido non esiste ma è un richiamo inconfutabile al male banale e assoluto che conosciamo. La vita è bella affronta la tragedia seguendo un sentiero puramente fantastico ma la fantasia subisce un terribile tracollo di fronte allo svelamento effettivo della realtà (il muro di cadaveri). Nondimeno Guido è l'unico personaggio in grado di incarnare l'elemento favolistico, di sfidare gli orchi, di giocare con un dio capriccioso e invisibile. Contro l'ineluttabile si difende con l'ironia, un'ironia che finisce per disfarsi quando gli eventi precipitano. Quando Lessing, il medico che Guido aveva servito anni prima al Grand Hotel, non vede la 'soluzione' che ha davanti agli occhi. Quando nel momento più critico, rispetto al quale le proprie dimensioni e le proprie magie cessano di 'funzionare', Guido trova la risorsa di una giulleria che spacca il cuore. Quando non c'è più niente da ridere e il male diventa un'evidenza tutta da piangere. È allora che misuriamo il bel trionfo di Benigni, la sua abilità a evitare la drammatizzazione a oltranza e la buona coscienza consensuale. Ma il racconto e la memoria della Shoah possono passare per la risata? Se lo è domandato una parte della critica accanita contro una commedia in due atti che rompe l'interdizione in maniera più significativa di Schindler's List. Benigni non ride di o con la Shoah. Benigni conferma piuttosto che la risata e l'orrore, lontani dall'escludersi, si attraggono naturalmente. Ridere salva la vita, è una reazione vitale contro il caos e la disperazione. Semplice e chiaro, La vita è bella laicizza la memoria senza mai dimenticare. La poesia dopo Auschwitz è possibile. Lo diceva Paul Celan, lo ribadisce Roberto Benigni, il clown che ha sbaragliato la barbarie nel tempo di una favola.

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Francesco Rufo
venerdì 10 luglio 2009

La vita è bella è un film sospeso tra comico e tragico, fantasia e realtà, magia e Storia. È diviso in 2 parti. La 1ª si svolge in città e si basa sull’amore di Guido e Dora. La 2ª si svolge nel lager e si basa sulla tragedia dell’Olocausto. Il film si lega all’opera Il mondo come volontà e rappresentazione, di Schopenauer. Secondo Schopenauer, il mondo è fenomeno, è una rappresentazione dell’individuo. Se si vuole risalire a ciò di cui il mondo è fenomeno, alla cosa in sé, bisogna cercare in noi, in ciò che vi è di più intimo nella nostra persona. La cosa in sé è la volontà, non come valore razionale, ma come tendenza istintiva, mossa dal desiderio, dal bisogno: è volontà di vita. Torniamo al film nell’ottica di Schopenauer. Nella 1ª parte, Guido, per conquistare Dora, trasfigura la realtà quotidiana, la fa diventare magica, comica, usa gli elementi della vita per allestire una rappresentazione magica, padroneggiando la causalità prevedibile della catena causa-effetto, e fa credere a Dora che ciò che accade sia frutto della sua volontà. Si ha così una rappresentazione magico-comica dettata da una volontà amorosa. Nella 2ª parte, Guido, per proteggere Giosuè, trasfigura la realtà tragica del lager, la fa diventare ludica, comica, usa gli elementi della vita nel lager per allestire una rappresentazione ludica, tentando di padroneggiare la casualità tragica e imprevedibile del lager. Si ha così una rappresentazione ludico-comica dettata da una volontà naturale di vita, la volontà del padre di far sopravvivere il figlio, di proteggerlo dall’orrore, di preservare la credenza del figlio nella bellezza della vita. Guido traduce la lingua tragica della realtà e della Storia nella lingua salvifica della fantasia comica. La frase finale di Giosuè, «Abbiamo vinto», attesta la riuscita del progetto educativo di Guido: Giosuè è sopravvissuto al lager, ha conservato la fantasia e la letizia, è salvo fisicamente e spiritualmente. Secondo Nietzsche, il mondo è segnato dal dolore, e chi arriva a vedere l’atrocità e l’assurdità dell’esistenza come verità raccapricciante, rischia di divenire incapace di agire: «Ed ecco, in questo estremo pericolo della volontà, si avvicina, come maga che salva e risana, l’arte; soltanto lei è capace di volgere quei pensieri di disgusto per l’atrocità o l’assurdità dell’esistenza in rappresentazioni con cui si possa vivere: queste sono il sublime come repressione artistica dell’atrocità e il comico come sfogo artistico del disgusto per l’assurdo».

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La magia di una storia che ci ricorda come, nonostante tutto, la vita meriti di essere vissuta.
Recensione di Davide Di Finizio

Quando a Dumas père era mossa l'accusa di violentare la Storia, il sagace romanziere si scagionava obiettando che dai suoi atti di violenza nascevano dei bei bambini. Un'osservazione simile si potrebbe rivolgere ai puristi e a quanti storcono il naso di fronte a La vita è bella. Il film di Benigni infatti non è una pedante ricostruzione manualistica, ma una storia nella Storia, una favola moderna costruita sullo sfondo di una delle più drammatiche pagine che l'umanità ricordi.
Guido, un giovane ebreo amante della vita e della poesia, si reca ad Arezzo con l'amico Ferruccio in cerca di lavoro. Si fa assumere come cameriere dallo zio Eliseo, che gestisce il Grand Hotel, e s'innamora di Dora, un'insegnante promessa sposa all'antipatico fascista Rodolfo. Con l'esuberanza e l'allegria del suo carattere, riesce a vincere le reticenze della maestrina, e a sposarla. Sei anni dopo, probabilmente denunciato dalla suocera che non ha mai digerito il matrimonio, Guido è deportato in un campo di concentramento con lo zio Eliseo e col suo figlioletto, il piccolo Giosuè, mentre Dora, pur non essendo ebrea, decide di seguirli di sua iniziativa.
È l'inizio della tragica avventura di un padre che, per proteggere il figlio dalla realtà, maschera l'intero dramma della prigionia dietro la ridente facciata di un appassionante gioco a punti; di un marito che, vincendo la lontananza fisica, cerca di restare vicino all'amata moglie; di un uomo, che è disposto veramente a tutto, anche al personale sacrificio, pur di difendere ciò che ha di più caro. Sino alla prova conclusiva, che nella fantasia di Giosuè assume i connotati di una lunga partita a nascondino, prima dell'assegnazione dell'ambito premio finale.
Da un punto di vista strettamente razionale, La vita è bella è un film ricco di punti deboli: anacronismi a volontà (l'espediente del gioco a punti, per dirne uno, somiglia molto alla più recente logica del videogame), inverosimiglianze che sfociano nell'assurdo, situazioni melense e semplicistiche che mettono a dura prova la credibilità del racconto. Per tacere il sotteso buonismo e la retorica che trapela in alcune sequenze. Ma l'insidia di uno sciropposo melodramma è superata da un'insolita carica emotiva. L'intera storia è attraversata dalla forza di una poesia, sorretta dall'incantevole commento musicale di Nicola Piovani, che trascende le incoerenze dello script, spingendo lo spettatore a guardare ben oltre le apparenze, e persino oltre la spesso sopravvalutata sfera del pensiero.
È un poema sulla vita, sull'amore, sulla famiglia, e profonda in questo senso è l'intesa umana, oltre che professionale, tra Benigni e il piccolo Cantarini, non dimenticando quella altrettanto notevole tra il protagonista e la Braschi, che portano sul set l'autenticità di un rapporto collaudato dalla vita stessa. Deciso è anche il tratteggio di alcune figure di contorno, come il già ricordato zio Eliseo, interpretato da un convincente Giustino Durano, e il curioso dottor Lessing, deus ex machina ridicolo e tragico, che da apparente angelo custode di Guido si rivela in tutta la sua impotenza, vittima non tanto del sistema, quanto di un cieco solipsismo che sospinge la vicenda nel suo risvolto più spiccatamente drammatico. Ma la grande rivelazione è proprio lui, Benigni, attore, regista, e uomo. Il film segna un solido spartiacque e insieme un momento di felice connubio tra il "comico puro" della prima produzione e "l'artista impegnato" della successiva, non solo sul piano strettamente cinematografico, ma su quello più generale di uomo di spettacolo.
Rivela compiutamente un talento soltanto incubato nei lavori precedenti, e qui pienamente espresso, con eleganza e con un esuberante citazionismo, che va da Chaplin al collega e grande amico Massimo Troisi, cui deve tantissimo, e che ricalca soprattutto nell'esasperato "girotondo" messo a punto per incontrare Dora, memore dell'originale, ma meno appariscente, in Ricomincio da tre. Nel complesso emerge una vivace macchina narrativa, emozionante e divertente (la scena dell'interpretariato, da sola, è un piccolo capolavoro di comicità), sino all'inatteso finale, un po' pretenzioso, ma che scalda il cuore e zittisce anche i cinismi più accaniti. E' la magia di una storia che ci ricorda come, nonostante tutto, la vita meriti di essere vissuta. Magari con un pizzico della salutare follia di questo piccolo grande diavolo del cinema!

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 19 gennaio 2011
Anna LaCritica

E' uno dei capolavori italiani che rimarranno nella storia del nuovo millennio. Benigni ha fatto trasudare al 100% ciò che il film vuole trasmettere. L'inizio è tipico dei film con Troisi, ma riesce quasi subito a trascinarti nel film con dolcezza e originalità. La coppia Braschi-Benigni non delude, anzi, dà ancora di più in questo film che risulta avere una [...] Vai alla recensione »

sabato 9 maggio 2015
Beppe Baiocchi

Siamo subito prima della Seconda Guerra Mondiale, Guido (Roberto Benigni), si trasferisce con un amico ad Arezzo, in cerca di lavoro, si fa assumere dallo zio come cameriere al Grand Hotel. Proprio ad Arezzo gli piomba giù dal cielo la donna dei suoi sogni.Dora (Nicoletta Braschi). Guido che è un incallito amante della vita se ne innamora perdutamente.

lunedì 18 novembre 2013
Great Steven

LA VITA è BELLA (IT, 1997) Diretto ROBERTO BENIGNI. Interpretato da ROBERTO BENIGNI (Guido Orefice) – NICOLETTA BRASCHI (Dora) – GIORGIO CANTARINI (Giosuè Orefice) – HORST BUCHHOLZ (Dott. Lessing) – AMERIGO FONTANI (Rodolfo) – GIUSTINO DURANO (Eliseo Orefice, lo zio) – MARISA PAREDES (madre di Dora) – SERGIO BUSTRIC (Ferruccio) – GIULIANA [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 dicembre 2010
Lady Libro

Uno dei film più belli della storia di tutto il cinema, sia italiano che straniero. Dolcissimo, struggente, commovente, strappalacrime e anche comico. Roberto Benigni è capace di trovare il bello dovunque, grazie al suo ottimismo e alla fiducia nel futuro e si rivela un attore molto bravo e capace, così come regista. Nicoletta Braschi, invece, recita piuttosto male e si vede [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 maggio 2016
Francesco Marziani

Negli anni trenta, Guido Orefice si reca ad Arezzo con l'amico Ferruccio in auto in cerca di fortuna. Durante il movimentato tragitto, Guido incontra per caso una giovane insegnante di nome Dora, a cui le da subito il soprannome di "principessa". Arrivati in citta', I due amici vengono ospitati in casa dallo zio Eliseo, che possiede il grand hotel piu' bello Della cotta'.

mercoledì 11 dicembre 2013
Dave San

Questa pellicola nostrana ha avuto ottimo successo in tutto il mondo diventando film di culto. Si racconta il sodalizio amoroso tra il giovane ebreo Guido Orefici e Dora, una maestra elementare.Si sposeranno e avranno un figlio, Giosuè. In seguito, l’avvento e la propagazione del nazi/fascismo, li costringerà a sopravvivere tra le reti spinate e/o elettrificate di un lager.

lunedì 6 giugno 2011
peppe97

Che dire; il contesto dtorico su cui la pellicola si basa è preciso, ed è stato tante altre volte utilizzato in altri film, ma il suddettto ha qualcosa di diverso, anzi m verrebbe da dire di "strano": il protagonista attraverso una serie di storie "buffe ma efficaci" riesce a convincere il proprio figlio che tutto ciò che gli stava succedendo non era altro che un gioco; quindi nella pellicola si affiancano [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 dicembre 2015
Barolo

Si sono sperticati tantissimi critici a tessere le lodi di questo film, che trovarne difetti, oltre che difficile rischia di essere impopolare.A onor del vero, per quanto geniale la costruzione di questo lavoro e straordinaria l'interpretazione di Benigni,resta il dubbio se sia giusto proporre questa chiave di lettura dell'olocausto, riducendo  la tragedia dello sterminio di [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 settembre 2015
Tetsuya

E nel farlo ripercorre, quasi in modo ossimorico, la pagina più straziante e orribile della storia umana: la seconda guerra mondiale e l'olocausto degli ebrei. Tuttavia "La vita è bella" non cade nella voragine della banalità cui ci hanno abituato da molto, troppo tempo le produzioni cinematografiche globali, nel senso che il protagonista della sua immensa opera [...] Vai alla recensione »

sabato 25 luglio 2015
Super Santos

Finalmente un Benigni maturo oltre ogni aspettativa, Volendolo interpretare come un film esclusivamente sull'olocausto ,il voto da attribuire sarebbe molto basso. Ma quello che mi ha colpito di più è stato il messaggio d'amore verso gli affetti più cari. Nella prima parte del film ,Benigni riesce a conquistare la sua bella con una corte spietata, la fa sognare [...] Vai alla recensione »

domenica 9 gennaio 2011
Renato C.

E' un film che merita gli oscar ricevuti, sia come miglior film, sia per l'interpretazione di Benigni, sia per la colonna sonora! Benigni in questo film ha superato se stesso! La prima parte è comica ma in ogni caso molto piacevole a vedersi e molto divertente ed è molto bella la scena in cui Guido e Dora entrano in casa dopo la fuga da quel pranzo ufficiale di fidanzamento e dopo pochi secondi ne [...] Vai alla recensione »

domenica 17 maggio 2015
Enigmista12

Nonostante sembri assurdo, visto il mio nome, per me questo film è un po'un'enigma; ma prima veniamo alla trama: Guido è un cameriere il cui zio Eliseo  è ebreo. Dopo aver sposato la maestra Dora i due hanno un figlio, Giosuè. Ma c'è la guerra, e ben presto Guido, Giosuè, Dora (che ha insistito per salire sul treno) ed Eliseo vengono deportati [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 gennaio 2011
ivan91

bellisimo un capolavoro di poesia e romanticismo una storia d'amore per una donna e e per un figlio straordinario roberto beninigni da oscar

martedì 21 dicembre 2010
Sixy89

Il miglior film italiano di sempre, Troisi e Fellini mi scuseranno, ma non c'è paragone. Benigni è stato un genio, ha fuso due ossimori assoluti: la commedia e il dramma più profondo. Ha rappresentato la shoa come non era mai stato fatto prima. In ogni film che tratta questo argomento l'atmosfera è giustamente cupa, opprimente e di disperazione.

mercoledì 25 agosto 2010
joker 91

regalo a questo film 5 stelle perchè è creato da un regista che crede ancora nell arte in un paese come l italia dove ormai troviamo solo film del cazzo con gente che non sa neanche che cosa è la recitazione,film di questo tipo si vedono tutti gli anni sotto il periodo natalizio ed con questo ho detto tutto. Uno di quei pochi registi che crede  nell arte e crea in ogni caso [...] Vai alla recensione »

sabato 10 aprile 2010
Donnie Brasco

Detto tra noi, credo sia un capolavoro ''paradossale'' in tutto e per tutto ( lo è anche nel titolo).  Chi si sarebbe mai aspetto un titolo del genere, in un contesto come quello dell' Olacausto ?? Chi avrebbe mai pensato, di trovare il ''sorriso'' in un tragedia del genere??  Eppure, come dimostra Benigni, anche nel macabro si può trovare [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 novembre 2009
Adriano Menezes

Un belissimo film di Benigni. Grandissima ispirazione. Il gioco di parole è stupendo. Al finale del film ho voluto abbracciare mio figlio e lo dire: La Vita è Bella...

sabato 19 giugno 2010
ivan91

bellissimo un film commovente senza essre tragico

domenica 3 gennaio 2010
marea7

"1000 punti da schiantare dal ridere, abbiamo vinto!!" questa frase è stata il mio "incubo" per circa 12 anni, ovvero quando per la prima volta ho visto il film al cinema che ero solo un bambino. ,mi sconvolse talmente tanto che la prima volta che lo diedero sulla rai(record nella storia di spettatori) ero nella mia stanza con le orecchie tappate, troppa angoscia,troppo dolore.

venerdì 30 ottobre 2009
joker91

benigni dimostra di essere un grande come del resto ho sempre pensato anche prima di questo film,crea un capolavoro ed il finale e da brividi,sa solo dio quando ho pianto per sto grande finale. 3 oscar super meritati e 7 nastri d' argento,il film ha ricevuto consensi in tutto il mondo,uno dei migliori film italiani di tutti i tempi, tra i 100 migliori della storia

martedì 30 agosto 2011
st.jimmy

non c'è altro da dire se non: capolavoro!

giovedì 21 giugno 2012
nico11

Un film capolavoro,Roberto Benigni fa il suo lavoro! Un film che spiega le sofferenze(che come si nota Benigni cerca di nascondere al suo figlio)che vi erano nella guerra,un intreccio tra drammaticità e comicità...meraviglia!!!

giovedì 17 marzo 2011
peppe97

Benigni può essere definito colui che è riuscito ad abellire la posizione dell'Italia nella notte degli oscar. Bisogna sapere che l'oscar aveva lasciato il nostro paese circa 8 anni prima dell'uscita della suddetta pellicola,quando Salvatores ci regalò un oscar con Mediterraneo. Oscar meritato sia per l'ottimo comportamento di Benigni,sia per la trama,sia per il commovente finale.

mercoledì 26 gennaio 2011
biancoc

impareggiabile

mercoledì 17 novembre 2010
andre89LOST

Il più bel film che io abbia mai visto. Me lo sono visto un sacco di volte, e ogni volta prima di guardarlo mi faccio una promessa: "Andre, stavolta non piangerai". Purtoppo non sono uno che mantiene le promesse... voto: 10 

domenica 17 febbraio 2013
pao.la

NON CI SONO PAROLE PER COMMENTARE QUESTO FILM...NON E' UN FILM E' UN CAPOLAVORO!!! DI PIU' UNA POESIA...STRAORDINARIO,SOLO BENIGNI POTEVA PENSARE A UN FILM COSI'...LA DOLCEZZA DI UN PAPA' INNAMORATO DEL FIGLIO CHE VUOLE PROTEGGERLO A TUTTI I COSTI DA UNA REALTA'CRUDELE E SENZA SENSO...L'AMORE TRA UN UOMO E UNA DONNA CHE NON SI LASCIA "PORTAR VIA" NEMMENO DALLA GUERRA PIU'DISUMANA CHE SIA MAI ESISTITA...MER [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 gennaio 2013
Matteo Manganelli

"Questa è una storia semplice, eppure non è facile raccontarla, come in una favola c'è dolore, e come una favola, è piena di meraviglia e di felicità." Questa frase apre il film più memorabile della cinematografia italiana dell'ultimo quarto di secolo. Molti ultimamente hanno rivalutato l'opera del regista toscano, definendola come scialba, [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 gennaio 2013
ero-13

Qual' è il motivo per andare al cinema.???  Le emozioni che scaturisce ; questo film non si può dire che non ne sia carico dalla prima all'ultima scena : la comicità travolgente di un benigni veramente unico e irripetibile ,la romanticità della corte frenata alla "principessa" fino alla drammaticità cardine del film nelle scene nel campo di [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 luglio 2012
JerryLewis14

Non dimenticherò mai quel Natale del 1997. Sotto l'albero addobbato c'era una Vhs, con questo film. Un film di cui l'unica immagine fino a quel momento era quella di Benigni che, contento per aver vinto l'Oscar, saliva sopra le poltrone della sala. Io non avevo capito il motivo, dato che non avevo visto quel film. Così, appena scartata, abbiamo deciso di guardarla tutti [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 luglio 2012
Giorgia.98

Credo sia uno dei capolavori italiani, anzi non credo, lo è.  E' un misto di dramma, umiltà, sobrietà, tristezza e anche di gioco. Da una parte troviamo il dramma della seconda guerra mondiale e delle sue vicende, mentre dall'altra vediamo umiltà e l'allegria che un padre non nega mai al prorio figlio. Lui fa di tutto per non far capire al piccolo la brutale [...] Vai alla recensione »

mercoledì 30 maggio 2012
ciccio benzina

un film adoroso e pieno di belle cose .

sabato 16 aprile 2011
Vero2

Film bellissimo, istruttivo, commovente. La prima volta l'ho visto a scuola perchè stavamo facendo una lezione sullo sterminio ebreo e sulla shoah. Benigni?: FANTASTICO! "Funghi fritti fritti fritti" Braschi?: MMMMMMH... "Maria! Porta un cappello asciutto al mio amico!" Buchholz?: SIMPATICO... "Fra sette minuti" Cantarini?: DOLCISSIMO! "Abbiam [...] Vai alla recensione »

sabato 14 aprile 2012
brando fioravanti

Benigni utilizza la sua grande comicità in un dramma. La realtà è interpretabile, possiamo in determinate situazioni decidere se ridere o piangere. Anche in johny stecchino c'era una parte drammatica camuffata sapientemente dal regista. Non è forse un dramma pagare le conseguenze di un altra persona solo perchè ci somiglia.

giovedì 14 aprile 2016
Maurizio Biondo

un buon film,ma che ha alcuni punti deboli di sceneggiatura  e troppi personaggi " senza identità" (la nonna,l'editrice,l'amico scrittore).   La nonna che sembra debba avere un ruolo importante nella vicenda,scompare senza motivo. L'amico scrittore idem. Ci sono alcune buone trovate,ma alcune sono ripescate e rivisitate, da [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 ottobre 2015
pie9701

Un capolavoro assoluto. Film unico e irripetibile. Un inno alla vita e all'amore, trasmesso da un uomo semplice ma speciale alla propria PRINCIPESSA e, naturalmente, al proprio FIGLIO. Questa pellicola rappresenta tutto ciò, e non solo, per cui vale la pena vivere : L'AMORE e la VITA stessa.

lunedì 18 novembre 2013
Paolo Salvaro

A volte bisogna sforzarsi di essere obiettivi.   Mi rivolgo dicendo questo a chi ha valutato questo film in modo negativo, smontandone i contenuti e denigrando l'operato di Benigni e del resto del cast.   Posso capire che il personaggio in questione non sia simpatico a tutti, io per primo non ne ho condiviso gli interminabili sproloqui sanremiani e politici, forzati oltre ogni [...] Vai alla recensione »

martedì 29 gennaio 2013
Elisabettapicchi

Biello biello 1 capolavoro :)

lunedì 12 maggio 2014
AntSca29

Questo film è stato fatto con cura , con attenzione , ma soprattutto la cosa fatta benissimo è che Roberto Benigni è riuscito a dire ciò che è successo davvero cioè una cosa brutta e triste in modo allegro e divertente . Come per esempio a scuola quando si è finto un ispettore di Roma ha preso in giro i razzisti , dicendo che la nostra razza è [...] Vai alla recensione »

mercoledì 23 ottobre 2013
williamd

"La vita è bella"è un film eccellente: vincitore di tre premi Oscar (miglior film straniero - miglior attore a Roberto Benigni - miglior colonna sonora) e miglior incasso italiano di sempre. E' ambientato nel tragico e ripugnante periodo della seconda guerra mondiale, e racconta una storia che potrebbe essere realmente accaduta.

giovedì 9 febbraio 2012
Dario85

Devo dire che i film drammatici a me non piacciono ma questo film è l'unica,sicura eccezione che mi sia mai capitata è bellissimo,diviso in due parti,una comica e una drammatica,già questa è una genialata e poi c'è la presa in giro dell'olocausto e....bisogna guardare il film per capire quanto è bello

giovedì 29 dicembre 2011
Sg.Wolf

All'inizio non volevo guardarlo,ma poi l'ho visto son rimasto scioccato da questo film e da quanta gioia dà guardarlo,roberto benigni è l'orgoglio italiano mentre gli altri registi italiani come vanzina e pieraccioni fanno film volgari per niente divertenti benigni fa ridere senza volgarità. Come dimenticarsi di quando roberto fa la tarduzione del soldato tedesco oppure il finale.

mercoledì 7 settembre 2011
tiamaster

bellissimo,un capolavoro,una pietra miliare,di ottimo umorismo e anche molto commovente,una grande storia ricca di trovate geniali e idee bellissime.una solo pecca:secondo me i campi di concentramento sono raffigurati meno duri rispetto alla realtà ma e comunque un capolavoro.

lunedì 15 novembre 2010
ilmago99

capolavoro senza tempo

lunedì 9 gennaio 2017
ilpiazza

La mia opinione su questo film, è che sia la versione edulcorata e pastorizzata quasi in stile Disney dell'Olocausto, Non posso farci nulla. la trovo una storiella strappalacrime buona si, per alleggerire  -o eludere ?-  coscienze,  acchiappare applausi dal loggione e incassi al botteghino, ma capolavoro.....per piacere.

lunedì 4 novembre 2013
williamd

 "La vita è bella"è un film eccellente: vincitore di tre premi Oscar (miglior film straniero - miglior attore a Roberto Benigni - miglior colonna sonora) e miglior incasso italiano di sempre. E' ambientato nel tragico e ripugnante periodo della seconda guerra mondiale, e racconta una storia che potrebbe essere realmente accaduta.

domenica 4 agosto 2013
fufa78

Quando l'ho visto la prima volta mi è piaciuto e questo perchè, probabilmente, è comunque un buon film per tutta la famiglia, una versione alleggerita e "censurata" dell'olocausto, somministrabile anche ai bambini, senza che si vedano indicibili torture e sangue a fiotti. La storia scorre bene, il film in sè e per sè funziona, ogni personaggio è [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 luglio 2013
toty bottalla

Roberto benigni ci racconta in progressione attraverso la favola, una bella storia piena di fantasia e genialità, di storie incredibili testimoniate dai sopravvissuti ne abbiamo sentite tante, e tanto incredibili da sembrare inventate da menti perverse, il grande benigni insieme a vincenzo cerami scomparso proprio ieri, poetizza l'orrore attraverso gli occhi teneri di un bambino, dentro [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 luglio 2013
CoCh_98

Quando ho visto per la prima volta il video della premiazione agli Oscar di Roberto Benigni per mano di Sophia Loren, mi è venuto da ridere per la straordinaria reazione del regista e attore toscano. Ma non avevo mai visto il film. Fino a stasera. C'è tutto in questo film: comicità, dramma, storia... Insomma, un film davvero bellissimo.

martedì 20 marzo 2012
làà Jle

wooo.. questo film è stato davvero emozionante.. raccontato in modo ironoco e anche un po' divertente .. ma nonostante tutto era anche un po' triste perchè ci ha fatto capire, beh almeno a me si, che tutti siamo uguali e non è giusto fare differenze.. tra razze.. colore della pelle.. o provenienze.. !!  Per questo dico a tutti voi.

sabato 28 maggio 2011
dialogoapertamente

purtroppo se si dicono cose così contro corrente si è poco compresi. Credo che il grande Benigni si sia semplicemente adattato ad un modo di fare cinema che piaccia le masse rappresentando eventi storici in cui, fin da piccoli, siamo abituati a riconoscerci (gli americani che salvano tutti, gli ebrei che sono vitime). Infatti anche a me sarebbe piaciuto assistere ad una interpretazione [...] Vai alla recensione »

Frasi
Buongiorno, principessa! Stanotte t'ho sognata tutta la notte, andavamo al cinema, e avevi quel tailleur rosa che ti piace tanto, non penso che a te principessa, penso sempre a te!
Una frase di Guido Orefice (Roberto Benigni)
dal film La vita è bella
Salve Principessa!
Dialogo tra Dora, la maestra (Nicoletta Braschi) - Guido Orefice (Roberto Benigni)
dal film La vita è bella - a cura di fairy tale
Guarda i girasoli: si inchinano al sole, ma se ne vedi qualcuno che è inchinato un pò troppo, significa che è morto. Tu stai servendo, però non sei un servo. Servire è l'arte suprema; Dio è il primo servitore. Dio serve gli uomini ma non è servo degli uomini.
Una frase di Lo zio (Giustino Durano)
dal film La vita è bella
Eeeh dimenticavo di dirle che...
Dica.
Che ho una voglia di fare l'amore con lei che non si può immaginare ma questo non lo dirò mai a nessuno... soprattutto a lei – mi dovrebbero torturare per farmelo dire...
Dire cosa?
Che ho voglia di fare l'amore con lei... ma non una volta sola, tante volte, ma a lei non lo dirò mai solo se diventassi scemo direi, direi che farei all'amore anche ora qui davanti casa per tutta la vita...
Dialogo tra Guido Orefice (Roberto Benigni) - Dora, la maestra (Nicoletta Braschi)
dal film La vita è bella
Abbiamo vinto! mille punti da schiantarsi dal ridere. Primi, si ritorna a casa col carrarmato
Abbiamo vinto!!!!
Una frase di Giosue (Giorgio Cantarini)
dal film La vita è bella - a cura di rossella
Nulla è più necessario del superfluo!
Una frase di Lo zio (Giustino Durano)
dal film La vita è bella
Papà, ma noi in libreria facciamo entrare tutti...
ok, da domani ce lo metto anchio un cartello. chi t'è antipatico?
boh, a te?
a me mi sono tanto antipatici i visigoti e i ragni. perciò ci scrivo "vietato l'ingresso ai ragni e ai visigoti!"
Dialogo tra Giosue (Giorgio Cantarini) - Guido Orefice (Roberto Benigni)
dal film La vita è bella - a cura di CARLO
Guarda i girasoli: si inchinano al sole, ma se vedi uno che è inchinato un pò troppo significa che è morto. Tu stai servendo, però non sei un servo. Servire è l'arte suprema. Dio è il primo servitore; Lui serve gli uomini, ma non è servo degli uomini.
Una frase di Lo zio (Giustino Durano)
dal film La vita è bella
Scusi, da quanto tempo guida?
Io ? Da... da quasi dieci minuti.
Ah, pensavo meno.
Dialogo tra Dora, la maestra (Nicoletta Braschi) - Guido Orefice (Roberto Benigni)
dal film La vita è bella
CAMERIERE?
SI, ARRIVO! E TORNO.
CAMERIERE?
SI, VENGO! E TORNO.
CAMERIERE?
SI, ECCO! E BASTA! CHE CHIAMANO TUTTI A ME? CI SARANNO ALTRI CAMERIERI!
Una frase di Guido Orefice (Roberto Benigni)
dal film La vita è bella - a cura di CARLO
Champagne: quarantacinque gradi sul braccio sinistro, c**o della bottiglia sull'ultima costola... Si toglie la gabbia con maestria. Importantissimo: l'espulsione del tappo non deve essere rumorosa, ma una candida nota bassa... Ancora importantissimo: non ci deve essere fuoriuscita... Lo champagne non deve sgorgare fuori dalla bottiglia, né dai bicchieri: roba da villani!
Una frase di Guido Orefice (Roberto Benigni)
dal film La vita è bella
Stasera frittata!
Una frase di Guido Orefice (Roberto Benigni)
dal film La vita è bella - a cura di CARLO
No, non lo fanno "per...", lo fanno "per!".
Una frase di Lo zio (Giustino Durano)
dal film La vita è bella
ANCHE VOI DA GRANDI AVRETE DUE BELLE GAMBE COSì. MA NON UNA, DUE. DUE BELLE GAMBE. SE VI ROMPE QUESTA C'è QUEST'ALTRA, SE VI SI ROMPE QUESTA C'è QUEST'ALTRA. SE VI ROMPONO TUTT'E DUE... E VABBè, QUELLO è PROPRIO UN COLPO SFORTUNATO!
Una frase di Guido Orefice (Roberto Benigni)
dal film La vita è bella - a cura di CARLO
"Salve principessa! Questa notte ho pensato sempre a te!"
Una frase di Guido Orefice (Roberto Benigni)
dal film La vita è bella
'Buongiorno Principessa!!!'
Una frase di Guido Orefice (Roberto Benigni)
dal film La vita è bella - a cura di Viky
Quante volte te lo devo dire che a me piacciono le cose semplici , come un bel gelato al cioccolato !
Una frase di Dora, la maestra (Nicoletta Braschi)
dal film La vita è bella - a cura di Delfinocuore27
Buongiorno principessa! Stanotte t'ho sognata tutta la notte, s'andava al cinema e c'avevi quel taieuller rosa che mi piace tanto. Non penso che a te principessa, penso sempre a te!
Una frase di Guido Orefice (Roberto Benigni)
dal film La vita è bella - a cura di fabyp
'Il silenzio è il grido più forte'
Una frase di Lo zio (Giustino Durano)
dal film La vita è bella - a cura di Viky
Comincia il gioco, chi c'è c'è, chi non c'è non c'è. Si vince a 1000 punti. Il primo classificato vince un carro armato vero. Beato lui. Ogni giorno vi daremo la classifica generale da quell'altoparlante là. All'ultimo classificato verrà attaccato un cartello con su scritto "asino", qui sulla schiena. Noi facciamo la parte di quelli cattivi cattivi che urlano, chi ha paura perde punti. In tre casi si perdono tutti i punti, li perdono:
1) Quelli che si mettono a piangere;
2) Quelli che vogliono vedere la mamma;
3) Quelli che hanno fame e vogliono la merendina, scordatevela!
È molto facile perdere punti per la fame. Io stesso ieri ho perso 40 punti perché volevo a tutti i costi un panino con la marmellata. D'albicocche. Lui di fragole. Ah, non chiedete i lecca-lecca perché non ve li danno: ce li mangiamo tutti noi. Io ieri ne ho mangiati 20. Un mal di pancia. Però eran boni. Lascia fare. Scusate se vado di fretta, ma oggi sto giocando a nascondino, ora vado, sennò mi fanno "tana".
Una frase di Guido Orefice (Roberto Benigni)
dal film La vita è bella - a cura di Elisa
-Salve principessa!
Dialogo tra Guido Orefice (Roberto Benigni) - Dora, la maestra (Nicoletta Braschi)
dal film La vita è bella - a cura di fairy tale
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Il regno delle tenebre è il luogo dove manca, per definizione, la possibilità di ridere. Auschwitz ne è il paradigma assoluto: inferno sulla Terra, territorio di Satana, assenza di Dio. Luogo in cui ogni umanità è spenta, deserto radicale dello spirito. Eppure, come ci ricorda uno dei sopravvissuti nel film Memoria, di Ruggero Gabbai, fra i prigionieri, talvolta, riusciva a sopravvivere un barlume [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Un’opera maggiore. Si può ridere, come a una comica muta di Charlot, si piange come a un film di Charlie Chaplin. Solo una volta, nella mia lunga carriera, ho azzardato un confronto con Chaplin-Charlot: ed è stato proprio per Roberto Benigni, attore protagonista nel film di Marco Ferreri Chiedo asilo. E anche lì con un bambino al fianco. Qui il bambino arriva più o meno alla metà della favola, ma basta [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Vedere «l'altro lato delle cose, il lato surreale e divertente, o riuscire a immaginarlo», sostiene Roberto Benigni a proposito di La vita è bella «ci aiuta a non essere spezzati, trascinati via come fuscelli [.. ] a passare la notte, anche quando appare lunga lunga». Sono parole d'un uomo intelligente e sensibile, parole da condividere per intero o quasi.

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Evviva! Per La dolce vita Fellini è entrato nel pantheon della Bbc dedicato ai cento grandi artisti del secolo. Immagino però che i giovani, animati dalla consueta impazienza verso i valori consacrati, sbufferanno: “Ancora Fellini! Ancora La dolce vita!”. E allora a beneficio degli immemori sarà bene sottolineare che proprio intorno a questo film si scatenò ai tempi suoi una specie di guerra santa. [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

Il partner americano di "Il piccolo diavolo": vincerà gli Oscar, la poesia colpisce anche l’animo dei mercanti. "Conservo ancora le strofe che mi faceva trovare ogni mattina sul set è irresistibile, neppure Lemmon mi ha mai fatto ridere come lui". Dopo aver perso la testa per Sofia Loren in vari film e per il vino rosso italiano Picolit, come posso non parlare del mio più grande amico, Roberto Benigni? [...] Vai alla recensione »

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

“Morire dal ridere” è locuzione di uso comune; ma il comico, cioè colui che si assume il compito di far ridere, ha poi il diritto di morire alla fine dello spettacolo come fa Roberto Benigni nel suo nuovo film di cui si annuncia l’invasione su 450 schermi di Natale? E noto che Molière tirò l’ultimo respiro in scena: si trattò tuttavia della morte vera dell’artista e non di quella del Malato immaginario [...] Vai alla recensione »

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Nel coro dei consensi per La vita è bella di Roberto Benigni èpuntualmente arrivato l’immancabile controcanto di Goffredo Fofi. Per la sua vocazione di bastian contrario l’ho già definito il Bertinotti della critica, ma forse era più giusto proclamarlo il Papini del 2000: anche lui come l’autore di Stroncature fonda la sua fama sul dissenso, infatti le poche volte che gli piace un film il dettato [...] Vai alla recensione »

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Questo era dunque il nocciolo dello scatenato fantasista, del fluviale monologatore, del fucinatore d’ilarità: ora sappiamo che dentro Roberto Benigni si nascondeva (o stava crescendo?) un grande attore. La novità di La vita è bella è l’esplosione di un talento recitativo che finora non si era palesato in tutto il suo fulgore. E vero che il copione scritto con Vincenzo Cerami ardisce e non ordisce, [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

La figlia del grande attore scomparso ha voluto conoscere l’autore di "La vita è bella": "Mi fa piangere come "Luci della ribalta". Geraldine Chaplin scrive al comico toscano: "Hai ereditato la sua poesia, ti adorerebbe". La famiglia Chaplin, al completo, è "innamorata" di "La vita è bella" e di Roberto Benigni, ma, con ritrosia, nessuno vuole rendere pubblici i contatti che ci sono stati tra il [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

Il partner americano di "Il piccolo diavolo": vincerà gli Oscar, la poesia colpisce anche l’animo dei mercanti. "Conservo ancora le strofe che mi faceva trovare ogni mattina sul set è irresistibile, neppure Lemmon mi ha mai fatto ridere come lui". Dopo aver perso la testa per Sofia Loren in vari film e per il vino rosso italiano Picolit, come posso non parlare del mio più grande amico, Roberto Benigni? [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

"La vita è bella" è ambientato in un campo di concentramento. Protagonista anche un bimbo di 5 anni. Costo 8 miliardi, sugli schermi a Natale. L’attore per la prima volta lontano dal comico: "Non ho paura, le risate spesso nascono dalle lacrime" - Matthau: questa svolta non mi stupisce, potrebbe recitare Amleto. "Sto girando un film "sdrammatico", che ha la commozione nel cuore mentre una risata [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

Parla l’attore - regista festeggiato per tutta la notte anche dai colleghi americani: "Non pensavo di avere ammiratori tanto travolgenti". La star italiana: "Pianterò la statuetta in Toscana, aspettando che ne crescano altre". "Dico grazie a mia moglie Nicoletta. Alla cerimonia ero troppo emozionato per controllarmi". A Vergaio nasce una festa all’americana.

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Benigni ha vinto col suo bellissimo e commovente film sull'Olocausto il Gran Premio della giuria. Non è come riprendersi la Palma d'oro, ma è il segno di una rinascita. Con un film, una favola tragica sul contesto dei campi di sterminio nazisti, su cui non sono mancate polemiche. Disputa: si possono raccontare le fiabe su Auschwitz? Tullia Zevi, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, [...] Vai alla recensione »

Paolo Boschi
Scanner

Per Benigni regista – autore anche della sceneggiatura de La vita è bella, scritta come di consueto a quattro mani con Vincenzo Cerami – questo film rappresenta un deciso passo in avanti dal punto di vista artistico: in una storia dall'implicita difficoltà narrativa, miscelando sapientemente la sua naturale verve comica all'interno di un contesto tragico quale l'Olocausto, Roberto Benigni riesce nel [...] Vai alla recensione »

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Libiamo nei lieti calici per festeggiare l'eccezionale record delle 7 nomination a La vita è bella: film, regia, attore, sceneggiatura, montaggio, musica, migliore straniero. Champagne per tutti meno uno: ovvero il quotidiano già oggetto di una tesi di laurea per aver ospitato oltre 100 stroncature del film di Roberto Benigni. Se però arrivasse dagli irriducibili persecutori un segnale positivo (basterebbe [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

Parla l’attore-regista: "Che gioia, forse non meritavo tanto. Ora sono un filo d’erba in mezzo ai giganti del cinema". "Mi sento come Pinocchio nel Paese dei balocchi. Ho telefonato subito a mia madre". la festa dei genitori. Congresso mondiale ebraico: "Speriamo che vinca tutto". La Melandri: premiato un grande genio. Ferrara: che successo è sotto le 10 candidature?".

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Va sempre così: appena un cineasta nostro (attrice, attore, regista) prende un premio (a Los Angeles, a Cannes, a Berlino, altrove), i commentatori (ministri, politici, giornalisti, gente di spettacolo) si precipitano a dichiarare che quel successo è una testimonianza della vitalità del cinema italiano, che è una prova “di come il saper fare cinema stia scritto nel codice genetico italiano" (l'ha detto [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
lunedì 2 ottobre 2017
 

In occasione del 20° anniversario dall'uscita in sala de La vita è bella, il film di Roberto Benigni premiato con 3 Oscar® sarà pubblicato in una nuova prestigiosa edizione accompagnata negli extra da un'intervista esclusiva rilasciata dal regista.

VIDEO RECENSIONE
lunedì 2 ottobre 2017
 

Guido Orefice, ebreo romantico nell'Italia di Mussolini, raggiunge 'senza freni' Arezzo. Assunto come cameriere al Grand Hotel sposa Dora, la principessa precipitata dal cielo e promessa a un grigio funzionario di regime.

winner
miglior attore
Premio Oscar
1998
winner
miglior colonna sonora per film dram.co
Premio Oscar
1998
winner
miglior film straniero
Premio Oscar
1998
winner
premio speciale della giuria
Festival di Cannes
1998
winner
miglior regia
Nastri d'Argento
1998
winner
miglior attore
Nastri d'Argento
1998
winner
miglior attore non protag.
Nastri d'Argento
1998
winner
miglior scenegg.ra
Nastri d'Argento
1998
winner
miglior scenegg.ra
Nastri d'Argento
1998
winner
miglior soggetto
Nastri d'Argento
1998
winner
miglior soggetto
Nastri d'Argento
1998
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