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Ricordati di me |
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Un film di Gabriele Muccino.
Con Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Monica Bellucci, Nicoletta Romanoff, Silvio Muccino.
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Drammatico,
durata 120 min.
- Italia 2003.
MYMONETRO
Ricordati di me
valutazione media:
2,79
su
35
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Carlo e Giulia hanno due figli adolescenti: Velentina, la minore, è disposta a tutto pur di sfondare nel mondo dello spettacolo.
![]() Non proprio una salutare ventata di ottimismo, ma un manifesto dell'autocritica italiana |
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Andrea Chirichelli
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Prendete Stefano Accorsi e Giovanni Mezzogiorno alla fine de L'ultimo bacio, aggiungete 20 anni ed ecco comparire magicamente Fabrizio Bentivoglio e Laura Morante, protagonisti di quello che, se non è il seguito ufficiale del film che tanto successo ha dato al giovane regista, sicuramente è la quadratura del cerchio, la conclusione del trittico sui difficili equilibri della famiglia media italiana iniziato con Come te nessuno mai. Un po' meno urlato del solito, il film di Muccino inquadra subito l'italia in cui vivono e si muovono i personaggi: quella delle radio accese persino in sala operatoria, quella in cui si possono semidistruggere le auto in sosta senza farsene troppi problemi, quella in cui le madri. più fanatiche delle figlie, si mettono alla costante ricerca per queste ultime di un futuro sotto i riflettori, anche se le figlie non sanno far nulla. Il titolo del film è un manifesto: è un urlo inespresso, all'inizio, e soffocato alla fine della pellicola. Se i protagonisti de L'ultimo bacio cercavano l'amore, qui è l'essere riconosciuti e riconoscibili l'obietivo primario dell'agire, obiettivo davanti al quale anche l'accoppiata amore/sesso cede il passo. Di fatto l'unico personaggio positivo alla fine della storia è quello interpretato da una soprendentemente valida Monica Bellucci: unica ad accettare il caro prezzo delle sue scelte e grazie a questo unica persona veramente libera. Infatti trando le somme la "morale" esce con le ossa rotte: solo il caso, presentatosi sotto la forma di incidente, interrompe il precipitare della crisi familiare. La meschinità generale in cui navigano i personaggi diventa protagonista essa stessa ed il sorriso ebete di Bentivoglio, che chiude il sipario sulla storia, non lascia presagire un futuro felice alla già provata famigliola.
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Triste consacrazione della tv
di giovanni ciampaglia
Una voce fuori campo prepara il tappeto sul quale il film scivolerà, presentandomi il quadro di una famiglia italiana, con una vita da famiglia italiana. Si entra in fretta nella vita di questa famiglia. Impossibile non 'sentire' nella storia una mano invisibile (quella del regista) che mi vuole accompaganre da qualche parte, mostrandomi e spiegandomi un certo paesaggio umano: ci riesce molto bene. Famiglia medio borghese, madre passionale e accentratrice (Laura Morante), figli cresciuti a nutella continua » |
Tempi moderni
mercoledì 10 marzo 2004
di Tiziana Stanzani
C’è un solo minuto di calma, sospeso in un silenzio carico di aspettative, nel nuovo film di Muccino. E’ l’impagabile tempo fuori del tempo che precede la sveglia della famiglia Ristuccia: eccoci al via dello sfascio e della riunificazione della famiglia media dei nostri tempi, ala protettrice e galera a un tempo, e ring di rapporti umani sul quale nessuno può evitare di salire e combattere. Quello che resta è dipendenza e frustrazione da cellulare; quello che resta, dopo un susseguirsi frenetico continua » |
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Un invito a riflettere
di Giuliana '83
SE PER UN ISTANTE SOLO TUTTI NOI SMETTESSIMO DI INSEGUIRE IL RAPIDO E FRENETICO RITMO DELLA VITA CHE QUOTIDIANAMENTE CI TRAVOLGE E PROVASSIMO A RIFLETTERE SU CIO' CHE OGNI GIORNO CI CIRCONDA E CHE SPESSO IGNORIAMO,CI ACCORGEREMMO DI QUANTA IPOCRISIA E INSICUREZZA SI CELA NELLE COSE CHE CREDIAMO VERE E DIAMO PER CERTE...CREDO CHE NIENTE AL GIORNO D'OGGI POSSA DARCI CERTEZZA MA CREDO ANCHE NEI SOGNI,SPESSO IRREALIZZABILI,CHE CI PERMETTONO DI SPERARE IN UNA VITA MIGLIORE...COSI' FANNO I PROTAGONISTI continua » |
Muccino ha fatto 3, ma non convince
lunedì 30 aprile 2007
di Nicolò
Saga di una famiglia borghese (padre, madre, figlio, figlia) come tante altre. Carrellata di tradimenti, sogni, delusioni. C’è chi vive la gioventù come un incubo e cerca di crescere in fretta e chi non è mai cresciuto, anzi rimpiange quel bel periodo. Tartagliante come il suo autore, indeciso se denunciare l’odierna mediocrità della Tv di oggi o se sfruttarla per far batter cassa alla Medusa, è un melodramma ridondante di urla e superficiale con destrezza, con l’obiettivo di piacere a tutti i costi continua » |
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| Monica Bellocci e Fabrizio Bentivoglio, un tempo fidanzati, si rivedono dopo anni. Lei gli chiede come va il menage coniugale | |
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E tu, marito felice? Marito. |
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| Fratello e sorella 20enni. Silvio Muccino e Nicoletta Romanoff | |
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Valentina, dimmi la verità, che pensi di me? Come sono visto da fuori? Lo sai cosa penso di te. Dimmelo ancora. Penso che sei anonimo e inespressivo, quando parli sembra che c'hai uno strofinaccio in bocca e non si capisce un ca**o, non ti lavi e ti vesti da sfigato di sinistra quando il mondo va tutto da un'altra parte. Questo penso. Nient'altro? No, a posto così. |
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| Monica Bellucci | |
| Le persone che ci stanno vicine sono le prime a dimenticarsi del bello che c'è in noi. | |
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Altre frasi celebri del film Ricordati di me
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DVD | Ricordati di meUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 6 dicembre 2005
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SOUNDTRACK | Ricordati di meLa colonna sonora del film
Disponibile on line da lunedì 10 febbraio 2003
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Non sarà il caso di cominciare a parlare di "neo-neorealismo"? Le etichette valgono quel che valgono; però è un fatto che Ricordati di me parla degli italiani (o di una parte di essi) come facevano, decenni fa, i neorealisti o i registi della commedia all'italiana: con la macchina da presa ficcata bene a fondo nell'attualità. Siamo pronti a scommettere - e questa ne sarebbe la riprova - che gli spettatori parleranno soprattutto dei contenuti del film di Muccino. E' giusto, o è sbagliato, che le famiglie si sfascino se i coniugi non si amano più? E' davvero la solitudine la sola cosa che abbiamo in comune? Perché siamo tutti dominati dall'ossessione di essere visti (aspiranti-veline, aspiranti-scrittori, aspiranti-attrici), disposti a darci un'identità soltanto attraverso gli occhi degli altri ('ma tu come mi vedi?' è la battuta-tormentone del film)? L'uomo è veramente la parte più fragile della coppia, l'oggetto smarrito del terzo millennio; come sembra confermare Carlo (Bentivoglio), che tenta di lasciare moglie (Morante) e figli per la nuova-vecchia fiamma Alessia (Bellucci), ma poi non sa uscire dall'indecisione e dalla (rassicurante) ambiguità? Muovendo da argomenti che riguardano ciascuno di noi, il regista ha scelto di fotografare la realtà senza concessioni né sconti di pena, con un'esattezza a-ideologica che non esclude, però, la partecipazione. » |
di Mario Sesti Ciak
Chi è questa persona che mi compare di fronte quando sono allo specchio, perché è sempre così insicura e per quale ragione tutti la chiamano con il mio stesso nome? Alzi la mano chi non si è mai trovato almeno una volta in questa posizione. È la stessa nella quale tutti i personaggi del film prima o poi si ritrovano, in continuazione, in balia dell'angoscia. O dell'eccitazione. […] I verbi chiave del film sono "valere" ("Secondo te valgo qualcosa?") e "vedere" ("Ma tu come mi vedi?"). Le frustrazioni e i conflitti esplodono tra le persone che hanno legami più profondi ("Le persone che ci sono vicine sono le prime a scordarsi del bello che è in noi"), la macchina da presa scivola da un angolo all'altro della scena sospinta dai sussulti di ogni personaggio come la puntina di un grammofono su un vinile aspramente sconnesso. » |
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di Paolo Boschi
Il diritto ai quindici minuti di celebrità catodica prefetizzato da Andy Warhol sembra perfettamente esemplificato dalla società italiana contemporanea: lo dicono numerosi sondaggi, lo dicono moltissime ragazzine che sognano di sfondare in TV come veline, e se è accorto anche Gabriele Muccino che in Ricordati di me, la sua ultima fatica sul grande schermo, ha cristallizzato in modo efficacissimo l’insorgente aspirazione nazionale per l’apparire. Allo scopo (e con molta onestà) il giovane regista romano, già cantore della generazione dei trentenni ne L’ultimo bacio e di quella degli adolescenti in Come te nessuno mai, ha deciso di continuare a focalizzarsi sull’ambiente che meglio conosce, la borghesia romana medio-alta ritratta dalla prospettiva di un universo familiare determinato ma in cui tutti gli spettatori potranno ritrovarsi o in cui, almeno a tratti, avranno timore di identificarsi. » |
di Mauro Gervasini Film TV
Ricordatidi me. È un titolo, una speranza, un’incitazione, un imperativo, un valore assoluto del nostro tempo: apparire, essere qualcuno, valere qualcosa, lasciare un segno. Gabriele Muccino ragiona intorno a una delle regole effimere della modernità telematerialistica: i quindici minuti di notorietà di warholiana memoria non bastano più. Sono roba da sfigati. Lo dice il personaggio di Nicoletta Romanoff a Pietro Taricone, la cui fama si è volatilizzata al primo cambio di palinsesto. Il tema viene declinato secondo variabili generazionali, e con i debiti distinguo. » |
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Pubblico (per gradimento)
1° | giovanni ciampaglia 2° | giuliana '83 3° | tiziana stanzani 4° | gianni lucini 5° | gianni lucini 6° | nicolò 7° | arnaldo85 8° | frdb82 9° | bruno |
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