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domenica 25 febbraio 2018

Elena Cucci

Lady Don Giovanni

34 anni, 26 Maggio 1983 (Gemelli), Tregnago (Italia)
Elena Cucci

A casa tutti bene

* * - - -
(mymonetro: 2,30)
Un film di Gabriele Muccino. Con Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino.
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Genere Drammatico, - Italia 2018. Uscita 14/02/2018.

Mister Felicit

* * - - -
(mymonetro: 2,22)
Un film di Alessandro Siani. Con Alessandro Siani, Diego Abatantuono, Carla Signoris, Elena Cucci, Cristiana Dell'Anna.
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Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 01/01/2017.

Viva l'Italia

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,61)
Un film di Massimiliano Bruno. Con Raoul Bova, Michele Placido, Ambra Angiolini, Alessandro Gassman, Rocco Papaleo.
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Genere Commedia, - Italia 2012. Uscita 25/10/2012.

Io, Don Giovanni

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,52)
Un film di Carlos Saura. Con Lorenzo Balducci, Lino Guanciale, Emilia Verginelli, Tobias Moretti, Elena Cucci.
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Genere Drammatico, - Austria, Italia, Spagna 2009. Uscita 23/10/2009.

Marcello Marcello

Un film di Denis Rabaglia. Con Francesco Mistichelli, Elena Cucci, Alfio Alessi, Luigi Petrazzuolo, Luca Sepe.
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Genere Commedia, - Svizzera 2008.
Filmografia di Elena Cucci »

sabato 17 febbraio 2018 - In tutti i film del regista le donne sembrano nate per sconvolgere, turbare, fare a pezzi il mondo. Per poi restituirlo in tutt'altra forma, non sempre migliore. Al cinema.

A casa tutti bene, tutte le donne di Gabriele Muccino

Ilaria Ravarino cinemanews

A casa tutti bene, tutte le donne di Gabriele Muccino "Le donne sono fatte per sorreggere il mondo", dice Stefania Sandrelli, madre di famiglia in procinto di festeggiare le nozze d'oro nell'ultimo film di Gabriele Muccino, A casa tutti bene. Eppure in tutti i lavori del regista romano, pi che sorreggere il mondo, le donne sembrano nate per sconvolgerlo, turbarlo, farlo a pezzi. Per poi restituirlo in tutt'altra forma, non necessariamente migliore della precedente. Biografico come forse fu solo il suo secondo film, quel Come te nessuno mai che nel 1999 vinse premi e pregiudizi ancora acerbi, A casa tutti bene mette in scena per la prima volta sul noto scacchiere muccinano (famiglia vs individuo, responsabilit vs libert, amore vs sesso), accanto ad alfieri storici come Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi, anche una gran quantit di donne, in un'ideale galleria dei caratteri femminili che hanno attraversato, sconquassandole, le vite dei personaggi dei suoi film. un cast davvero corale quello di A casa tutti bene, circa una ventina tra protagonisti e comprimari, in cui il femminile si moltiplica, si sdoppia (Sandrelli/Impacciatore), fa esplodere conflitti (Michelini), scatenare gli istinti (Crescentini), tenta di sedare gli animi (Sandrelli) e accendere passioni sopite (Cucci). Come se per raccontare l'implosione di una famiglia, tema legato alla stessa biografia del regista - anche lui una madre pittrice, un fratello attore, un burrascoso trascorso sentimentale - Muccino avesse sentito il bisogno di aumentare l'entropia sentimentale dello script affidando a tutte le "sue" donne il compito di alzarne il coefficiente di isteria, ansia, tensione, competizione. Per arrivare a un inedito - almeno nel suo cinema - punto di rottura.

venerd 9 febbraio 2018 - Ansimante e nevrotica, sorridente intorno a un pianoforte ma perennemente accigliata tra le mura domestiche. Dal 14 febbraio al cinema.

A casa tutti bene, la famiglia (nevrotica e altoborghese) di Muccino

Claudia Catalli cinemanews

A casa tutti bene, la famiglia (nevrotica e altoborghese) di Muccino Colorata, allargata, caciarona, ma anche disgregata, nevrotica, costantemente sospesa sull'orlo dell'implosione. Ha queste caratteristiche la famiglia descritta da Gabriele Muccino nel suo ultimo film, che pi corale non si pu, dal titolo amaramente ironico A casa tutti bene. Non una casa qualsiasi, anzi tutto, ma una villa maestosa ad Ischia, dove si rifugeranno causa mal tempo tutti i protagonisti, accorsi a festeggiare le nozze d'oro dei genitori. Una famiglia alto borghese di ristoratori, guidata dalla saggia dolcezza di Stefania Sandrelli e dalla praticit del pater familias interpretato da Ivano Marescotti. Il ruolo della pecora nera - il personaggio pi interessante di tutti - spetta a Gianmarco Tognazzi, unico nipote in difficolt economica e con una fidanzata incinta (Giulia Michelini). Facile, fin troppo, l'equazione romantico/sociale: in sostanza, vero amore uguale pochi soldi (alla Semo gente de borgata dei Vianella), l dove l'agiatezza economica permette il lusso del tempo libero e della scelta, fa incombere tradimenti multipli, sotterfugi, separazioni e gelosie a non finire. ansimante e nevrotica, questa grande famiglia allargata. Sorridente solo intorno a un pianoforte, ma perennemente accigliata tra le mura domestiche, logorata da insoddisfazioni e frustrazioni a due. C' la coppia Favino-Crescentini rosa dalla possessivit e dall'incapacit di confessarsi a vicenda l'inadeguatezza del proprio matrimonio, Morelli-Impacciatore capaci di seppellire sotto un abbraccio al tramonto un polverone di multiple menzogne, Cucci-Accorsi che finiscono per fare i "forever young" alla Ultimo Bacio, Ghini-Gerini destinati ad un drammatico capolinea a causa di una brutta malattia. Il tutto tra le continue esplosioni di urla e grandi passioni a cui la filmografia di Muccino ci ha abituati negli anni, individuando puntualmente nei pi inconfessabili segreti familiari la fonte di ogni male. Dispiace constatare che, per povert non tanto di regia o di interpretazioni, quanto di sceneggiatura (la firma lo stesso Muccino con Paolo Costella), la famiglia risulti alla fine un insieme di macchiettistiche marionette incapaci di badare a se stesse, di prendere decisioni adulte, di assumersi responsabilit, di crescere figli secondo i valori pi alti, o anche solo dirsi la verit evitando scene madri (nel film a ripetizione). come se Muccino si fosse, in altre parole, limitato a oliare un meccanismo di narrazione collaudato, che gli ha s portato fortuna negli anni, ma che in mancanza di un adeguato tagliando rischia di non funzionare pi e non far muovere il suo cinema neanche mezzo passo pi avanti (come invece avevano tentato altri film, da La ricerca della felicit a Padri e figlie). Le relazioni familiari risultano cos bozze irrisolte di rapporti pieni di tensione ma senza spessore, poveri di approfondimento e introspezione autentici, ricchi di banalit ma mancanti di magia.

   

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