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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.18 - CONSIGLIATO SÌ
Un viaggio emotivo e di grande impatto visivo al cuore dell'intreccio tra creatività e relazioni. Espandi ▽
Mother Mary è una cantante pop che, dopo una lunga assenza conseguente a un avvenimento tragico, sta per tornare sulle scene. Nell'imminenza dello show avverte che nessuno degli abiti che le sono stati proposti aderisce alla sua più intima essenza. Quindi si precipita dalla fashion designer Sam Anselm che un tempo fu la persona che le era più vicina. Il legame tra le due ha subìto una lunga interruzione ed ora l'una ha bisogno dell'altra. Ma l'altra, non sa quanto possa essere disposta ad aiutarla.
David Lowery, con un budget decisamente più consistente rispetto al passato, non rinuncia alla propria indipendenza. Si diverte a mescolare le carte affrontando contemporaneamente temi legati alla religione, all'esoterismo, allo show business, alla moda, al tempo e alla morte.
Le due attrici Anne Hathaway e Michaela Coel offrono un livello interpretativo decisamente alto. Lowery scruta il lato oscuro dell'animo umano che si riveste di tessuti per coprire quella nudità interiore atavica la cui percezione la Bibbia attribuisce ad Adamo ed Eva.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.86 - CONSIGLIATO SÌ
Un sequel che ci dà quello che aspettavamo. C'è meno ferocia ma il cast si conferma di primo piano.
Commedia,
Drammatico -
USA 2026.
Durata 119 Minuti.
Il film segue la lotta di Miranda Priestly contro Emily Charlton, la sua ex assistente diventata dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e mentre Miranda si avvicina alla pensione. Espandi ▽
Sono passati vent'anni da quando Miranda Priestley faceva il bello e il cattivo tempo come direttrice della rivista di moda Runway. Per riparare ai danni d'immagine dell'azienda il proprietario di Runway, Irv, convoca Andy Sachs, l'ex stagista di Miranda che è diventata un'ottima giornalista, ma ha anche appena perso il lavoro per i tagli all'editoria. Andy torna dunque a Runway come caporedattrice attualità e ritrova l'adorabile Nigel.
Dopo il successo planetario di
Il diavolo veste Prada questo sequel si assicura di dare al pubblico, soprattutto femminile, ciò che si aspetta.
Il film riposa su un format di successo e sulla bravura di un cast di primo piano. Il "glitter" degli abiti prende lo spazio del "grit" della trama che invece, visti i tempi, poteva diventare più sarcasticamente feroce, alla Piombo rovente per intenderci. Ma il pubblico si accontenterà facilmente della dimensione "eye candy" (l'abuso di anglicismi è intenzionale), e fioccherà a riempire le sale.
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2.75 - CONSIGLIATO SÌ
I gemelli Boukherma approdano al realismo crudo, ma il film non trova la strada giusta.
Drammatico,
Francia 2024.
Durata 146 Minuti.
La storia di due adolescenti della Francia orientale. Espandi ▽
Da qualche parte nell'est della Francia, tra laghi balneabili e altiforni ormai spenti, il quattordicenne Anthony trascorre l'estate del 1992 in compagnia del cugino, del richiamo della trasgressione e di una noia fagocitante. Poi l'incontro con Steph, più grande, bellissima, per rivedere la quale Anthony porta di nascosto fuori dal garage la moto che suo padre conserva come una reliquia. A fine serata scopre con terrore che la moto non c'è più. La sua vita, da questo momento, s'intreccia, per anni, con quelle di Steph e di Hacine, in un ricorrere di desideri frustati e crescente violenza.
I fratelli gemelli Ludovic e Zoran Boukherma, appassionati di genere, dopo un horror licantropico e una shark-comedy, si cimentano con l'adattamento del romanzo di Nicolas Mathieu, "E i figli dopo di loro", vincitore del premio Goncourt nel 2018, e con il registro del realismo, nella sua accezione più cruda.
Resta valida la descrizione di un mondo paesaggisticamente rigoglioso e socialmente riarso, di cui si percepiscono con vividezza gli umori e gli odori; una certa tendenza del cinema francese a raccontare luci e ombre dell'integrazione attraverso l'evento nazionalpopolare per eccellenza, e cioè la finale di una partita di calcio; e quel determinismo sociale senza scampo che è la cifra più netta del racconto.
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Un elaboratissimo teorema di trame occulte che si snodano tra una Praga notturna e una Bologna misteriosa.
Drammatico,
Thriller -
Italia 2026.
Durata 128 Minuti.
Il film immerge lo spettatore in un universo popolato da élite segrete e sistemi di controllo che si estendono in Europa e nelle gerarchie della Chiesa. Espandi ▽
In tutta Europa, una potente società d'élite agisce rafforzando la propria influenza e manipolando dall'interno istituzioni, politica e Chiesa. Quando Matteo viene promosso a un livello superiore della società e ne scopre i meccanismi oscuri, capisce di essere rimasto intrappolato in un sistema da cui non si può tornare indietro. Per salvarsi decide di rivelare ciò che sa, ma liberare la verità significa entrare in un gioco molto più grande di quanto sembri.
Il giovane regista ceco David Balda, all'opera seconda, mette in scena un elaboratissimo teorema di trame occulte che si snodano tra una Praga notturna e brumosa e una Bologna altrettanto misteriosa.
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3.37 - CONSIGLIATO SÌ
Un film-evento musicale, dal ritmo travolgente. Da brividi la performance di Jafaar Jackson.
Biografico,
USA 2026.
Durata 127 Minuti.
La storia del re del pop Michael Jackson. Espandi ▽
Michael è un bambino pieno di sogni e di talento. Balla e canta in modo unico, si trova a crescere con un padre opprimente, che non esita a tirare fuori la cinta per imporre il suo volere. Ma Michael è destinato a diventare un'icona, la sua ascesa da solista va di pari passo con l'intima urgenza di avere sempre maggiore emancipazione dalla figura paterna, fino al "divorzio professionale". Nel frattempo, tra un animale esotico e l'altro nella sua villa, il suo successo non si arresta, anzi spicca il volo: Off the Wall, Thriller e Bad, il resto è storia.
Più che un biopic fedele alla verità dei fatti,
Michael è uno spettacolare evento musicale. Antoine Fuqua si assume la responsabilità di raccontare una delle icone più osannate e criticate del mondo, e per farlo sceglie - per evidenti questioni legali - di sacrificare una parte della storia: quella processuale, legata alle gravi accuse di pedofilia e molestie su minori.
Un film da grande pubblico,
Michael che sa commuovere, esaltare, ispirare, divertire e far cantare e ballare chi guarda.
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3.26 - CONSIGLIATO SÌ
Un film più unico che raro in Italia sulla ricerca scientifica, con un ottimo cast.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 93 Minuti.
Il film segna l'esordio alla regia di Lucia Calamaro, drammaturga di fama internazionale, vincitrice di 3 Premi Ubu. Espandi ▽
Una piccola comunità di scienziati, irraggiungibile per otto mesi l'anno, guarda al futuro della specie umana, cercando cose che ancora non capisce. Non conosce. Non sa. L'arrivo di Maria, genio forastico e cocciuto, nella base più isolata dell'Antartide, metterà in crisi i progetti del capomissione Fulvio Cadorna, suo mentore. Fulvio e Maria sono simili, sono legati, sono complici. Ma come spesso capita, tutti vogliono la stessa cosa, fino al giorno in cui ognuno vuole la sua. Un conflitto scientifico, ideologico, affettivo.
Un film più unico che raro sul mondo della ricerca scientifica che privilegia il racconto del rapporto tra i due protagonisti interpretati con grande aderenza da Silvio Orlando e da Barbara Ronchi.
L'impressione è che la vita nella base di ricerca, e anche la scoperta scientifica che il personaggio di Maria si trova ad affrontare, siano solo un pretesto, una cornice, per raccontare un bellissimo rapporto filiale tra il personaggio di Silvio Orlando e quello di Barbara Ronchi. È nella loro scrittura e nella grande prova attoriale che prendono forma anche i non detti, le suggestioni affettive, l'idea di cose che potevano accadere, le sliding doors… È un centro narrativo nevralgico che ipoteca le altre, troppe storie, impossibili da tratteggiare a dovere. I costumi di Andrea Cavalletto sorreggono bene questa dicotomia e aggiungono un'interessante funzione narrativa a un film che sembra volere volare alto nei rapporti umani ma rimane troppo freddo, distante e stereotipato in quello della rappresentazione del mondo scientifico, soprattutto sul versante istituzionale.
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3.02 - CONSIGLIATO SÌ
Una commedia surreale che rompe le convenzioni sociali e parla a ognuno di noi. Con un cast di superstar.
Commedia,
USA 2026.
Durata 106 Minuti.
Pochi giorni prima delle nozze, il rapporto di una coppia viene scosso quando uno dei due partner scopre verità inquietanti sull'altro. Espandi ▽
Emma e Charlie si incontrano in un bar e si innamorano. La coppia arriva alla vigilia del matrimonio, ma appena prima del grande evento ha l'infelice idea di partecipare, insieme ad una coppia di amici, a un gioco assai pericoloso: raccontarsi l'un l'altro la cosa peggiore che abbiano mai fatto nella loro vita fino a quel momento. Charlie inizierà a chiedersi se davvero sia opportuno legarsi per tutta la vita a quella giovane donna.
In
The Drama Borgli sfodera le sue cifre distintive: una narrazione ai limiti del disturbante, in questo caso sotto le mentite spoglie di una commedia romantica hollywoodiana con un cast di superstar; e la volontà di mettere in discussione le morali della contemporaneità.
Il tono è quello di commedia surreale, e i due interpreti, Zendaya e Robert Pattinson, si prestano al gioco, sacrificando il loro glamour per dare di sé la versione meno attraente, a tratti rendendosi persino fisicamente respingenti.
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2.94 - CONSIGLIATO SÌ
Il personale Mission: Impossible di Guy Ritchie. Con Eiza González, un asso nella manica.
Azione,
Gran Bretagna,
USA 2026.
Durata 98 Minuti.
Un action thriller adrenalinico e imprevedibile che riflette lo stile inconfondibile di Guy Ritchie. Espandi ▽
Bronco, Sid e Sophia sono i principali membri dello staff di una squadra speciale d'élite, organizzatissima e molto esperta a muoversi nell'ombra nella 'zona grigia' tra la moralità e l'immoralità, la legalità e l'illegalità, il potere e il denaro e la violenza. Quando Salazar, uno spietato despota, si impossessa di un miliardo di dollari, il team guidato da Sophie, chiamata "la Mamma", entra in azione con una missione che si presenta, sin dal primo momento, quasi impossibile.
Per portarla a termine con successo non deve sbagliare nulla. Gli agenti devono così affidarsi al loro sangue freddo, alla capacità di infiltrarsi senza farsi scoprire e di usare al meglio le armi e gli esplosivi ad alto potenziale. Ma l'operazione si complica subito e si trasforma in una guerra senza esclusione di colpi con inganni, doppi giochi e tradimenti. Salazar si dimostra un nemico molto difficile da sconfiggere e quando la vita di uno di loro è in serio pericolo, quello che conta è la lotta per la sopravvivenza e ogni errore può essere fatale. Il personale
Mission: Impossible di Guy Ritchie dalla partenza troppo faticosa ma che poi riesce a decollare e trova il piacere del gioco come Soderbergh nella saga degli
Ocean’s. In più ha in Eiza González il suo asso nella manica.
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3.15 - CONSIGLIATO SÌ
La conferma del talento dell'astro nascente Curry Barker.
Horror,
USA 2026.
Durata 108 Minuti.
Dopo aver spezzato il misterioso "Salice dei Desideri" per conquistare il cuore della persona per cui ha una cotta, un romantico senza speranza si ritrova a ottenere esattamente ciò che aveva chiesto. Espandi ▽
Dopo aver spezzato il misterioso bastoncino del desiderio per conquistare il cuore della ragazza che ama, un romantico senza speranza ottiene esattamente ciò che ha chiesto ma presto scopre che alcuni desideri hanno un prezzo sinistro e pericoloso. È il momento di un nuovo 'elevate horror', accompagnato dalla casa di produzione Blumhouse, che conferma il talento dell'astro nascente Curry Barker, regista (e interprete) di una decina di corti e del mediometraggio Milk & Serial.
Proprio Milk & Serial è l'anello di congiunzione con Obsession dal momento che la dimensione del gioco e dello scherzo iniziale, che poi prende ovviamente altre pieghe, è presente anche in questo lungometraggio che però ha, fin dall'inizio, un tono molto diverso, direi quasi un po' malato. Forse a rispecchiare quella Generazione Z, di cui il regista fa parte, le cui modalità relazionali sono ben rappresentate dal gruppo dei quattro protagonisti, due ragazzi e due ragazzi, che lavorano tutti in un negozio di articoli musicali e che sono così amici da stare insieme anche nel tempo libero.
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Un film d' animazione avventuroso, che intreccia azione, divertimento, amicizia e identità, conducendo Hopper verso la scoperta del suo vero destino. Espandi ▽
Continuano le avventure del giovane Hopper, l’eroe metà lepre e metà pollo, chiamato ora dal padre adottivo, il re di Piumaverde, a ritrovare la leggendaria “Marmotta con la faccia al contrario”, creatura mitologica capace di cambiare il passato, che il malvagio zio Harold vuole agguantare per spodestarlo dal trono. Nel frattempo, Hopper conosce per la prima volta sua sorella Gina: gli rivela che il popolo in cui è nato, ridotto in schiavitù, può essere liberato solo con l’aiuto della Marmotta. Così la Leprepollo scappa dal castello reale di notte con lei via mare con i fedeli amici Abe, la tartaruga sarcastica, e la puzzola marzialista Meg per trovare l’animale dai poteri miracolosi. La loro rotta, però, incrocerà presto quella di temibili antagonisti animati dallo stesso obiettivo.
Più che un sequel, il secondo film dalla casa franco-belga nWave con al centro la Leprepollo, diretto ora in solitaria da Benjamin Mousquet, è il naturale secondo atto di Hopper e il tempio perduto uscito nel 2022: quasi un unico film in due parti, con una terza già in cantiere. Infatti, non si avvertono sostanziali novità né stravolgimenti tra atmosfere, stile, trama e temi rispetto alla storia d’origine (allora diretta a quattro mani anche da Ben Stassen), pur nella fisiologica immissione di nuovi personaggi. Rimane l’ossatura da film d’avventura con una trama tutta protesa a esaltare il messaggio morale della storia: la multietnicità, la multiculturalità e l’incontro con l’Altro come valori imprescindibili nella società contemporanea.
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Un documentario onesto, né agiografico né troppo celebrativo, su un gruppo musicale che
ha fatto la storia della musica.
Documentario,
USA 2026.
Durata 106 Minuti.
Il film documenta uno dei percorsi più iconici della storia della musica e ripercorre i cinque decenni degli Iron Maiden. Espandi ▽
50 anni di Iron Maiden, il documentario racconta gli inizi e l'ascesa della band che è diventata uno dei più grandi nomi della storia della musica con 17 album in studio, oltre 100 milioni di dischi venduti e quasi 2.500 concerti in 64 paesi. Oltre alla band, il documentario presenta le riflessioni di fan d'eccezione come Javier Bardem, Lars Ulrich e Chuck D, ognuno dei quali descrive e racconta come sia stato influenzato musicalmente e culturalmente dagli Iron Maiden.
Un documentario onesto, né agiografico né troppo celebrativo, su un gruppo musicale che ha fatto la storia della musica senza gossip o scandali ma solo con il lavoro sui palchi e negli studi di registrazione.
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3.73 - CONSIGLIATO SÌ
Un esordio ricco di sfumature e di sottili trovate narrative. Una piccola opera che contiene moltitudini.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 96 Minuti.
Prima di affrontare la sfida più dura della sua vita Nino trascorre il weekend girovagando per la sua Parigi e affrontando alcune questioni irrisolte che lo riconnetteranno con il mondo e con se stesso. Espandi ▽
A Parigi, Nino si reca in ospedale per un controllo di routine ma scopre all’improvviso di avere un tumore alla gola. Servirà iniziare una terapia invasiva entro tre giorni, un periodo durante il quale il ragazzo dovrà anche prendere decisioni sul suo futuro, per preservare la possibilità di avere figli e per ragionare su quale sia davvero il rapporto con le persone che lo circondano, dalla madre al migliore amico. Avendo perso le chiavi e non riuscendo a rientrare a casa, Nino si avventura per la città alla scoperta di sé. Il bell’esordio nel lungometraggio della regista francese Pauline Loquès non è un “film sulla malattia”, nonostante ne abbia tutte le premesse. Ha più a che fare con lo sgomento che precede la realizzazione, e nel comprimere la finestra temporale a pochi giorni e nell’immaginare un protagonista schivo e reticente, Loquès firma uno studio di momenti fugaci, in perenne controtempo. Ricco di sfumature e di sottili trovate narrative,
Nino è una piccola opera che contiene moltitudini.
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2.69 - CONSIGLIATO NÌ
Un'opera che spiazza per la complessità della narrazione e dei registri utilizzati.
Drammatico,
Italia,
Belgio 2025.
Durata 110 Minuti.
A Perugia, la giovane moldava Rosa Lazar viene trovata viva dopo atroci violenze. Un procuratore e uno psicologo indagano su un caso che svela orrori e verità interiori. Espandi ▽
Periferia di Perugia. In un fosso viene ritrovata una ragazzina che indossa un completo d’alta moda. La polizia sta per portare via il corpo, quando un sospiro la svela ancora viva: si chiama Rosa Lazar, è moldava e non ha nemmeno 16 anni. La sostituta procuratrice Cristina Camponeschi e lo psicologo Stefano Mangiaboschi sono immediatamente chiamati a occuparsi del caso. L’indagine è più complicata del previsto. Apparentemente
Illusione è un peculiare detour nella filmografia di Francesca Archibugi ma il focus sulla misteriosa personalità della protagonista adolescente è sicuramente un altro tassello della sua personale affezione al racconto del mondo giovanile ispirato stavolta a un fatto realmente accaduto. Certo a spiazzare è la complessità della narrazione e dei registri utilizzati perché il tentativo, non proprio riuscito, è quello dell’apologo morale attraverso tre (o più?) diverse linee narrative.
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3.35 - CONSIGLIATO SÌ
Attori che sanno osare in un film libero, dove Pupi Avati si rinnova rimanendo fedele a se stesso.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 92 Minuti.
Una storia di caduta e rinascita, dove il ritorno alle origini e l'incontro con un amore passato si intrecciano con la riscoperta di sé. Espandi ▽
Gianni Riccio è un famoso conduttore televisivo. Anche se la sua infanzia non è stata facile per la scomparsa di entrambi i genitori in due diverse circostanze, ora però può essere soddisfatto del successo ottenuto. Quando però si ritrova nel bel mezzo di un crack finanziario con complicazioni anche penali tutto gli crolla addosso. Si vede costretto a tornare ai luoghi di origine incontrando di nuovo un antico amore che potrebbe costituire per lui l'occasione di una rinascita.
Pupi Avati realizza un film in cui conferma la sua poetica, immergendola in una visione in cui denuncia e speranza di riscatto coesistono. Avati costituisce un raro esempio di un autore che rimane fedele a se stesso pur rinnovandosi ogni volta con la massima libertà che alla sua, non più tenerissima, età si può esercitare.
Dimostra ancora una volta la capacità di dirigere gli attori a cui chiedere di osare nell'andare controcorrente rispetto a quanto fatto fino ad allora: Massimo Ghini e Giuliana De Sio fanno due grandi performance.
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3.44 - CONSIGLIATO SÌ
La vita professionale e personale di una coppia di artisti viene sconvolta da un evento legato a una prima teatrale. Espandi ▽
Derya e Aziz, una coppia turca di mezza età, lei attrice di teatro, lui drammaturgo e docente universitario, entrano nel mirino delle autorità turche come oppositori del regime di Erdogan: la pièce politicamente impegnata che Derya intrepreta viene cancellata, Aziz viene allontanato dall'università e i suoi social messi sotto controllo. Persino le dinamiche di coppia, e il rapporto con la figlia adolescente Ezgi, entrano in crisi quando il dramma si sposta dal palcoscenico alla vita reale seguendo logiche narrative simili, e mettendo alla prova l'impegno politico dei due protagonisti, fino a quel momento limitato ad un dissenso astratto e metaforico veicolato in forma artistica e intellettuale. Ma l'arte e l'ideologia sono abbastanza pericolose e potenti da minacciare il potere costituito, e in ogni caso da spingere gli spettatori e gli studenti a porsi domande scomode e potenzialmente sovversive.
Yellow Letters è il quinto film del regista tedesco di origine turca Ilker Çatak, il cui lavoro precedente, La sala professori, aveva fatto incetta di premi in Germania ed era entrato nella cinquina dei titoli per l'Oscar come Miglior film internazionale.
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3.82 - CONSIGLIATO SÌ
Un romantico e ambiziosissimo viaggio che prova a digerire e risputare un secolo abbondante di cinema.
Drammatico,
Cina 2025.
Durata 160 Minuti.
In un futuro dove i sogni sono aboliti, un "Fantasticatore" viene riportato in vita con pellicola e rivive più vite, fino alla fine del mondo (e del cinema). Espandi ▽
In un tempo imprecisato, l’umanità ha scoperto che rinunciando ai sogni potrà vivere per sempre. Alcuni individui, denominati
fantasmers, ossia “Fantasticatori”, continuano a sognare e, pur consumandosi nel farlo, acquisiscono il potere di viaggiare nel tempo, specie se direzionati dai “Grandi Altri”. Una di questi ultimi trova un Fantasticatore in una sala dell’oppio e gli ridà vita innestandogli della pellicola cinematografica: la creatura ritornerà giovane e vivrà storie differenti, fino alla fine del mondo (e del cinema). L’ambiziosissimo Bi Gan lascia briglia sciolta a una visione ermetica e immaginifica sulle “magnifiche sorti e progressive” del cinematografo, ri-raccontando la storia del cinema attraverso i suoi capolavori. Ma Bi non è mai un imitatore: il suo è un sogno che genera sogni e che prova a digerire e risputare un secolo abbondante di cinema in forme nuove, mantenendo un’aura di romanticismo onirico che giustifica l’affermazione di chi vede in lui l’erede di Wong Kar-wai.
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3.65 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera silenziosa, quasi astratta, un debutto sorprendente per rigore formale e intensità emotiva.
Drammatico,
Giappone 1995.
Durata 110 Minuti.
Il film d'esordio del maestro Kore-eda. Espandi ▽
A Osaka la giovane Yumiko è perseguitata da un sogno ricorrente. La nonna fugge di casa per tornare a morire nel villaggio natale e lei, bambina, non riesce a fermarla. Nel sogno compare anche un ragazzo in bicicletta, che suona il campanello mentre attraversa la strada. Anni dopo quel ragazzo è diventato suo marito, Ikuo, uomo apparentemente sereno e affettuoso, con cui Yumiko costruisce una fragile quotidianità. Ma la morte improvvisa e inspiegabile di Ikuo spalanca nella donna un vuoto impossibile da colmare. Trasferitasi in un piccolo villaggio sul mare, Yumiko cerca di ricostruire una vita assieme al nuovo marito Tamio, senza però riuscire a liberarsi dalla presenza inquietante del passato.
Con Maborosi, Hirokazu Kore-eda firma un debutto sorprendente per rigore formale e intensità emotiva, distante dal naturalismo caldo e familiare che caratterizzerà il suo cinema successivo. Se i film della maturità avrebbero privilegiato il movimento interno ai nuclei familiari e un’osservazione più morbida dei rapporti umani, qui Kore-eda costruisce invece un’opera ieratica e silenziosa, quasi astratta nella sua rarefazione, in cui ogni inquadratura sembra caricata di un significato ulteriore. L’impressione è che Kore-eda stia filmando non tanto gli eventi quanto il loro residuo emotivo, ciò che resta nei corpi e negli spazi dopo un trauma. Un film di fantasmi senza fantasmi, dove ciò che continua a perseguitare i vivi è semplicemente l’impossibilità di capire perché qualcuno, a un certo punto, scelga di allontanarsi per sempre.
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2.98 - CONSIGLIATO SÌ
Il sequel di Super Mario Bros., il film che nel 2023 ha incassato più di 1,3 miliardi di dollari in tutto il mondo. Espandi ▽
La principessa Rosalina, sorella maggiore della principessa Peach e dotata di un potere anche superiore, viene rapita da Bowser jr., vendicativo figlio dell'arcinemico del regno dei funghi. Il proposito di quest'ultimo è di fabbricare un'arma con un potere tale da spazzare via interi pianeti. Ma Mario e Luigi la pensano diversamente e correranno in aiuto della principessa per sventare il piano letale.
Dopo anni di adattamenti cinematografici fallimentari di videogame,
Super Mario Bros. - Il film ha rappresentato un'inversione di tendenza: puntare tutto sui colori e la luccicanza del look si è rivelata una scelta vincente, tale da permettere di soprassedere sull'inconsistenza della trama.
Ma in questo sequel la magia non scatta e si resta ancorati al suolo, perplessi su ciò che transita sul grande schermo, proprio come i punti di domanda impressi sugli scatoloni di Mario e Luigi.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.34 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un'esaltante esperienza visiva e sensoriale, qualcosa di magico e sacro.
Documentario,
USA 2026.
Durata 114 Minuti.
Un'esperienza musicale e cinematografica completamente nuova e immersiva. Espandi ▽
Manchester. Mancano 18 ore all’inizio dell’inizio del concerto. Si sta preparando il palco dove si esibirà Billie Eilish, la cantautrice statunitense che oggi è tra le star di maggiore successo con circa 50 milioni di copie vendute tra album e singoli digitali e definita da “Billboard” come “la migliore artista nata nel XXI° secolo”. James Cameron. Poi sempre meno tempo: 11 minuti. Billie fa degli esercizi fisici. Un cubo bianco. Lei esce. Cappellino in testa, maglia personalizzata di Billionaire Boys Club e pantaloncini a quadri. Fan in delirio. Inizia un’altra tappa del tour che promuove il terzo album della cantante “Hit Me Hard and Soft” cominciato a Québec il 29 aprile 2024 e si è concluso al Chase Center a San Francisco il 23 novembre 2025.
Billie Eilish. Hit Me Hard and Soft. The Tour è un film che ha due autori; infatti è firmato sia da Cameron che da Billie Eilish che si muove e corre con un microfono in una mano e una piccola telecamera nell’altra. Ci si trova davanti a qualcosa che assomiglia a una cerimonia sacra, a un rito dove la connessione tra Billie Eilish e il suo pubblico è immersiva, totale.
Si può assistere contemporaneamente a un evento musicale memorabile e un grandissimo film? Billie Eilish. Hit Me Hard and Soft. The Tour ci dice che è possibile. Forse resterà scolpito nel tempo come L’ultimo valzer di Martin Scorsese e Stop Making Sense di Jonathan Demme. Se lo meriterebbe perché oggi c’è stata l’impressione di essere stati davanti a qualcosa di unico.
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MYMONETRO
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Un ritratto dell'America profonda alla vigilia delle elezioni del 2024, un'accurata analisi del panorama umano americano.
Documentario,
USA,
Italia 2025.
Durata 94 Minuti.
Un viaggio corale e intimo nell'America contemporanea. Espandi ▽
Sono gli Stati Uniti a un mese dalle elezioni che hanno riportato Donald Trump alla casa Bianca quelli che vengono proposti in questo documentario. Le linee narrative sono parallele. Passano da New York al Midwest giungendo fino al Nord Dakota. Si alternano microstorie di gente comune a un duplice ritratto di due personalità estremamente diverse: un acceso sostenitore di Trump e un cuoco messicano che finiranno per avere un punto in comune senza conoscersi.
Gianluca Vassallo affronta il documentario affronta il documentario tenendo conto di chi lo ha preceduto e, al contempo, proponendo il proprio sguardo. La creatività di Vassallo si esplica nell’andare a cercare dettagli di vite quotidiane, di proporci pensieri detti con la massima naturalezza (“Che si provino a venire a prendere le mie armi a casa mia!”) in una riunione serale con amici magari davanti a un bel fuoco scoppiettante. Ogni inquadratura, grazie anche a precise scelte di montaggio, acquista un significato che va oltre a quanto si vede creando un puzzle che sottintende un’analisi accurata del panorama umano che Vassallo è andato ad esplorare. A chi osserva davanti allo schermo vengono offerte molte occasioni di riflessione.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.67 - CONSIGLIATO SÌ
Un sequel in piena salute e in pieno mito. Che fa volare altissimo lo spettatore.
Azione,
USA 2022.
Durata 131 Minuti. Consigli per la visione:
Il film riporta sul grande schermo Tom Cruise nei panni del celebre Pete "Maverick" Mitchell, già protagonista del film cult degli anni '80, Top Gun. Espandi ▽
A sessant'anni Pete "Maverick" Mitchell è ancora un 'semplice' officiale al servizio dell'aereonautica americana. Aveva tutto per diventare generale ma Mav se ne infischia delle stelle e dell'uniforme, preferisce essere un pilota collaudatore e superarsi a colpi di Mach. In ritiro in un hangar, tra ricordi gloriosi e 'riparazioni', è richiamato dai suoi superiori per addestrare una flotta che dovrà affrontare una missione ad alto rischio in territorio nemico: lo smantellamento di una base segreta di uranio. Tra i giovani allievi c'è Bradley Bradshaw, figlio di Goose, amico e copilota, morto accidentalmente anni primi durante un'esercitazione. La loro relazione fatica a decollare mentre i demoni tuonano come un F-14 e la missione incombe. Quella militare e quella formativa.
Top Gun: Maverick è un sequel in piena salute e in pieno mito. Stesse amicizie virili, stesse rivalità per pilotare caccia potenti, stessa tensione omoerotica dietro ai Ray-Ban, stessa spiaggia e naturalmente stessi titoli di testa, che riprendono l'incipit di Tony Scott sul celebre tema di Harold Faltermeyer.
Le sequenze d'azione, iperboliche e impressionanti, impattano fisicamente i protagonisti e restituiscono al film culto di Tony Scott una nuova giovinezza. Top Gun: Maverick non rivoluzionerà la settima arte ma vi porterà al settimo cielo. Da vedere in sala, obbligatoriamente.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.36 - CONSIGLIATO SÌ
Un road movie che riesce a raccontare un'Italia vera con una sua energia lenta e sul finale commovente.
Drammatico,
Italia,
Germania 2025.
Durata 100 Minuti.
Nel Veneto rurale, due amici di bevute inseguono la leggenda di un tesoro nascosto dal loro compagno Genio. Con loro un giovane architetto in cerca di sé. Espandi ▽
Doriano, detto Dori, e Carlobianchi (sì, tutto attaccato) sono amici di bevute, in un Veneto rurale che pare quasi il Far West. Credono alla leggenda metropolitana secondo cui il loro storico amico Genio ha nascosto da qualche parte un tesoretto ricavato dalla vendita di frodo di occhiali dal sole. Per questo, e perché gli vogliono bene, devono andare a prenderlo all’arrivo dall’Argentina. Lungo il loro percorso incontrano Giulio, studente di Architettura timido e insicuro, che si unisce al loro viaggio.
Le città di pianura è l’opera seconda del regista e sceneggiatore Francesco Sossai: un road movie sbullonato con per improbabili protagonisti due cinquantenni che rimpiangono gli anni Novanta. Il film riesce a raccontare un’Italia vera, lontana dai riflettori e dai set delle commedie mutuate dall’estero. Trova una sua energia laconica che cresce lentamente e alla fine commuove, perché forse il segreto del mondo – o almeno di una vita alternativa a quella frenetica e arrivista di oggi - Dori e Carlobianchi l’hanno scoperto davvero.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.45 - CONSIGLIATO SÌ
L'ultimo film della star americana Marilyn Monroe, un western crepuscolare e paradossalmente proiettato nel futuro.
Drammatico,
USA 1961.
Durata 124 Minuti. Consigli per la visione:
È l'ultimo film di Marilyn Monroe e di Clark Gable. Espandi ▽
Reno, Nevada. Mentre attende il divorzio, Roslyn Taber, ospite dell'anziana amica Isabelle, viene corteggiata dal meccanico Guido e s'innamora di un amico di questi, il cacciatore di mustang Gay Langland, uomo maturo dal modo di fare rude ma romantico. Roslyn e Gay iniziano a convivere, ma la loro relazione è ostacolata proprio da Guido, che propone all'amico un'ultima battuta di caccia ai cavalli selvaggi. A loro si unisce anche il giovane nevrotico Perce, ferito in una precedente battuta. L'intenzione dei tre è procurare carne da destinare al macello, ma Roslyn farà di tutto per ostacolare il suo uomo.
Ultimo film di Marilyn Monroe e Clark Gable, scritto da Arthur Miller (allora marito della Monroe) e interpretato da un altro attore maledetto della Hollywood di allora, Montgomery Clift,
Gli spostati è da sempre un cult: il canto del cigno di un genere (il western, naturalmente) e di almeno due generazioni d'attori americani.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.94 - CONSIGLIATO SÌ
Vedere la vita sotto una nuova prospettiva.
Drammatico,
Francia 1962.
Durata 85 Minuti. Consigli per la visione:
Ossessionata dall'idea di essere affetta di un male incurabile, una giovane cantante per due ore vedrà la vita come non l'ha mai vista. Espandi ▽
Una giovane cantante teme d'essere minacciata da un male incurabile. In attesa della diagnosi, per due ore, considererà in modo diverso i suoi rapporti con le persone e con la vita.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.36 - CONSIGLIATO SÌ
Un uomo e una donna si incontrano dopo essersi conosciuti tramite una rubrica di annunci matrimoniali. L'incontro però frutta solo amicizia.... Espandi ▽
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Jazz e decolonizzazione s'intrecciano e riscrivono un episodio della Guerra Fredda. Espandi ▽
1960: sedici Paesi africani vengono ammessi alle Nazioni Unite, scatenando un terremoto politico. Per mantenere il controllo sulle ricchezze dell'ex Congo belga, Re Baldovino trova un alleato nell'amministrazione Eisenhower, che teme di perdere l'accesso alle forniture di uranio, vitale per la produzione di bombe atomiche. In veste di ambasciatore, il jazzista Louis Armstrong si trasforma inconsapevolmente nel paravento per il primo colpo di Stato post-coloniale in Africa, mentre altri artisti come Nina Simone, Duke Ellington e Dizzy Gillespie si trovano di fronte a un gravoso dilemma: come rappresentare un paese in cui vige ancora la segregazione razziale? La guerra fredda raggiunge l'apice quando il leader sovietico Nikita Kruscev denuncia all'Assemblea Generale la complicità delle Nazioni Unite nella destituzione di Lumumba. Un magistrale racconto a più voci e a ritmo sincopato su come è stata minata l'autodeterminazione africana negli anni '60.
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Versione originale con sottotitoli:
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Un documentario in cui i ragazzi riscrivono lo spazio urbano attraverso il parkour e le loro storie di vita ed emigrazione. Espandi ▽
La regista Areeb, nata a Nablus, in Cisgiordania, e residente a Washington, ha ancora ricordi dell'infanzia e della sua visita a Gaza a quattro anni, quando insieme alla madre vide per la prima volta il mare. Scoperti su internet i video di alcuni ragazzi palestinesi che praticano parkour sulla spiaggia della Striscia, Areeb si mette in contatto con Ahmed, il regista dei video amatoriali, e comincia una conversazione a distanza.
Impegnata a documentare la situazione storico-politica del Medio Oriente, la regista esordisce nel lungo affidandosi soprattutto alle immagini del suo interlocutore per ridurre la distanza tra passato e presente, tra una personalità divisa e un'identità fortissima.
In
Yalla Parkour lo sguardo della regista, che osserva i video sul suo computer, si riverbera in quello di noi spettatori, che osserviamo una realtà a sua volta osservata. La mise en abîme è vertiginosa e raffigura la distanza che ci separa da Gaza e dalla sua realtà, di cui, il pericolosissimo parkour si fa sinistra metafora.
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Si può raccontare un quartiere, una città e un difficile momento storico partendo dal tennis da tavolo?
Sì, se nei giardini di piazza Vittorio Emanuele II, cuore del quartiere più multietnico di Roma, appaiono due tavoli da ping-pong in muratura. Perché allora, complice la pandemia, accade un fatto insolito: intorno a quei tavoli si forma una comunità di pongisti, la più varia che si possa immaginare, per età, provenienza, colore della pelle, lingua, religione. Un gruppo di diverse decine di persone che si sono appassionate al gioco e hanno stretto tra loro un legame profondo.
Attraverso le loro voci, le loro storie, compiamo un piccolo viaggio nella contemporaneità e nel malessere quotidiano.
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