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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.27 - CONSIGLIATO SÌ
Un film di filtri e di superfici che lascia fuori l'ipocrisia glossy di Los Angeles e si immerge nel torbido.
Drammatico,
USA 2026.
Durata 110 Minuti.
Una storia sul potere delle immagini, l'etica dei media e la vertigine del successo televisivo. Espandi ▽
Nel 2004, il programma giornalistico Dateline sulla NBC lancia un nuovo format investigativo sotto la guida di Chris Hansen. I produttori usano degli attori "esca" che si fingono minorenni per attirare predatori sessuali e smascherarli a favore di telecamera prima che la polizia li arresti. La serie, intitolata How to catch a predator, diviene in breve tempo un successo enorme e nel 2006 a Hansen viene proposto lo spostamento in prima serata. Per il giornalista, che lavora con la fidata produttrice Andie e con Dan, giovane esca che sogna soltanto di diventare attore professionista, ciò si traduce nell'obbligo di trovare predatori sempre più di alto profilo per vincere la guerra degli ascolti televisivi.
Noto per i documentari Some kind of heaven e Spermworld, Lance Oppenheim passa alla finzione con un sordido thriller sui giochi di potere mediatici.
È un film di filtri e di superfici, che però ha un gusto analogico per il torbido sottostante. Lascia l'ipocrisia glossy di Los Angeles per seguire le piste investigative su e giù per il paese, dal Texas alla Florida, sporcandosi le mani di un'atmosfera umida e transazionale.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.73 - CONSIGLIATO SÌ
Una storia magmatica e corale che riflette su come il maschile tossico e patriarcale possa essere corretto.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 100 Minuti.
Dall'omonimo romanzo del regista. Un infarto e la perdita della memoria possono diventare l'occasione per un uomo nuovo e una nuova idea di mascolinità. Espandi ▽
Giulio è figlio di Sergio Grossi, un uomo che ha seguito i dettami patriarcali di suo padre, e di innumerevoli padri prima di lui: fra le sue regole c'è il non dare baci e abbracci - altrimenti si passa da fregnoni - soprattutto fra uomini - altrimenti si passa da ricchioni - e non ballare, perché "è roba da femmine". Quando Sergio ha un infarto facendo sesso con una collega di lavoro, la sua compagna Gabriella e la sua ex moglie Alba gli si stringono intorno, come fa il figlio diciottenne Giulio. Sergio si risveglierà dal coma senza ricordare nulla del suo passato. Ma da questo reset potrà nascere un uomo nuovo, e una nuova idea di mascolinità?
Se ami qualcuno dillo segna il debutto alla regia cinematografica di Marco Bonini, attore e autore il cui romanzo omonimo era stato anche il suo debutto letterario. Nel film i ruoli si ribaltano non solo perché un figlio fa da infermiere a un padre e due donne devono accudire l'uomo che hanno amato come un bambino, ma anche perché è tempo che le persone escano dai cliché sociali cui sono ancora inchiodati, e si scoprano liberi di inseguire le cose che contano: l'amore, il mare, il calcio (fuori dalla curva), e la vita.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.47 - CONSIGLIATO NÌ
Lisa Azuelos ritrova una sempre adorabile Sophie Marceau. E si sorride delle derive della contemporaneità.
Commedia,
Francia 2026.
Durata 100 Minuti.
Il film incontra e racconta la generazione immersa nei social network: un confronto necessario e reale tra madri e figli, relazioni, amicizie, desiderio di indipendenza e inevitabili ritorni a casa. Espandi ▽
Sono passati quasi vent'anni da quando Anne, mamma di Lola, raccontava le sue peripezie in
LOL (Laughing Out Loud), la commedia francese scritta e diretta da Lisa Azuelos diventata un successo al botteghino e addirittura oggetto di un remake americano con Miley Cyrus, diretto dalla stessa Azuelos.
All'epoca Lola aveva 16 anni e Anne aveva appena divorziato, avevano entrambe il cuore spezzato e fra loro litigavano e si rappacificavano, come ogni coppia madre-figlia che si rispetti. Oggi Lola è andata a vivere lontano e la figlia minore di Anne, Louise, che ha 25 anni e viveva con il fidanzato Marco, torna a casa dalla madre, che pensava fosse finalmente arrivato "il suo tempo" e contava di godersi la singletudine con i boytoy di turno.
La convivenza non è facile: Louise è stata lasciata da Marco, "l'amore della sua vita" nonché suo partner in un progetto di startup naufragato insieme alla loro relazione, e Anne ha appena scoperto che la compagna del figlio Theo è incinta, dunque diventerà nonna, con ciò che questo comporta in termini di immagine e di futuri impegni accuditivi.
Si sorride, si apprezza l'interpretazione della sempre adorabile Marceau, ma Thais Alessandrin che ha il ruolo (ingrato) di Louise appesantisce un film che invece dovrebbe essere impalpabile, nel classico stile Azuelos.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.88 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Ambientato all'apice della Guerra Fredda, il film racconta il rapporto tra lo scrittore Thomas Mann e sua figlia Erika, attrice, giornalista e pilota di rally. Espandi ▽
Thomas Mann torna in Germania con la figlia Erika dopo l'autoesilio negli Stati Uniti e l'attraversa per un ciclo di conferenze su Goethe passando dalla Germania Ovest alla Germania Est in un alternarsi di apprezzamenti e recriminazioni nei suoi confronti. Pawlikowski aggiunge una nuova riflessione al suo percorso di indagine sul rapporto tra l'uomo e la Storia.
Se Roberto Rossellini ci aveva fatto sperimentare quasi in maniera diretta e immersiva il senso di distruzione materiale e morale della nazione tedesca in Germania anno zero con una prospettiva dal basso, Pawel Pawlikowski muta il punto di vista offrendoci una lettura anch'essa di considerevole spessore.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.31 - CONSIGLIATO SÌ
Strippoli trasforma l'horror in un perturbante dramma familiare.
Thriller,
Italia 2026.
Durata 115 Minuti.
Un intenso thriller psicologico con un cast d'eccezione. Espandi ▽
Bari, 1999. Anna, Walter e i figli Alice e Tobia sono "quello che gli altri vorrebbero diventare", ovvero una famiglia ricca, felice e di successo. Walter è titolare della sartoria Colonna, ereditata dal nonno e trasformata nel negozio di Bari centro da dove passa tutta l'alta borghesia cittadina per rifornirsi delle uniformi consone al proprio status sociale; Tobia è una giovanissima promessa del calcio; Alice è stata appena scelta per una pubblicità della Barilla; e Anna è moglie e madre modello, se non fosse per quel sogno irrealizzato di diventare un'attrice che sta cercando di realizzare attraverso la figlia, e quella strana abitudine di mangiare rotelle di liquirizia a nastro per placare un'ansia senza nome.
Roma, 2026. Anna si presenta nel modesto appartamento romano di Alice, ora ventenne, in una notte di pioggia scrosciante, e comincia a raccontarle una storia che ha inizio proprio nel lontano 1999, durante la festa a casa Colonna per celebrare l'ultimo Ferragosto del millennio. Ed è la storia degli incontri con un'estranea che le ha proposto patti faustiani e irrinunciabili.
Paolo Strippoli, casse 1993, ha scelto il genere horror per veicolare storie che si addentrano nella crudeltà e perversione dei legami famigliari, e prosegue su questo filone anche in L'estranea, compiendo un ulteriore salto di maturità espressiva. La sua padronanza della tecnica cinematografica è impressionante per un regista appena trentenne, e si nutre di una conoscenza ampia e internazionale del cinema, non solo di genere, evidente in ogni inquadratura.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.99 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Il nuovo film di Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro registi coautori del documentario No Other Land vincitore dell'Oscar 2025. Espandi ▽
Di notte, sui tetti di Tel Aviv, vanno in scena le registrazioni di testimonianze anonime da parte di operatori dell'intelligence e membri dell'esercito israeliano, che dal 2023 hanno preso parte ai sistematici spionaggio, sorveglianza e uccisione di civili palestinesi a Gaza. Il documentario fa un resoconto delle tecnologie - dalle intercettazioni all'hackeraggio, per arrivare all'intelligenza artificiale - usate per il monitoraggio della popolazione e di come esse agiscano in diretto supporto a una campagna pluriennale di bombardamenti, droni e cecchini che hanno prodotto decine di migliaia di morti in tutta la Cisgiordania negli ultimi anni.
Dopo il successo globale ottenuto con
No Other Land, la "metà" israeliana del collettivo di quattro registi del documentario premio Oscar sposta l'obiettivo dai territori occupati della Cisgiordania fino al cuore di Tel Aviv.
L'opera si configura come un atto necessario di resistenza e di responsabilità che viene dall'interno della società israeliana, giusto correlativo di un'opinione pubblica globale ed europea del 2026 che (troppo) lentamente e dolorosamente ha preso coscienza sul tema.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.08 - CONSIGLIATO NÌ
Horror in pieno stile Blumhouse. Estenuante nella ripetività dei jump scare.
Horror,
USA 2026.
Durata 93 Minuti.
Jessica Chastain in un horror che riflette sul ruolo della maternità. Espandi ▽
Bela, una bambina di 7 anni, sembra avere una vita apparentemente tranquilla assieme alla madre Ursula, che è spesso fuori casa per motivi di lavoro e il padre Russell che si occupa di lei durante il giorno. Ma in realtà le cose non stanno così. Una sera, dopo che è andata a letto, invoca la presenza di un'entità oscura che lei chiama 'altra mamma'. Questa creatura, apparentemente premurosa, vuole in realtà insinuarsi nella mente della bambina. Compare all'improvviso, assume le sembianze di Ursula e stravolge la vita di tutta la famiglia. Tra l'altro, il rapporto dei genitori di Bela sta attraversando un momento di crisi. La situazione esplode in occasione della festa di anniversario di matrimonio di Ursula e Russ. Pensando che la casa sia infestata, accettano di farsi ospitare a casa di un amico, Frank. Ma il mostro continua a perseguitarli anche lì.
Mammina non fa mai veramente paura tranne forse nelle iniziali apparizioni di Jessica Chastain. Chi è la madre vera e chi è la sua copia? Il film non riesce a sfruttare il potenziale della presenza dell'attrice che, di solito, col genere sembra a trovarsi a proprio agio
Il film è come un videogame dove con il joystick si può manovrare a piacimento la figura mostruosa.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.75 - CONSIGLIATO SÌ
Un'odissea carceraria raccontata con essenzialità e rigore. Che ti fa uscire dalla sala con un barlume di speranza.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 111 Minuti.
Il film tratto dal libro di Mauro Trogu e Beniamino Zuncheddu dal titolo "Io sono innocente". Espandi ▽
Sardegna,1991. Il 27enne Beniamino Zuncheddu viene arrestato con l'accusa di aver sparato a quattro persone, uccidendone tre. La quarta vittima, unica sopravvissuta, identifica Zuncheddu da una serie di fotografie, e il giovane uomo viene condannato all'ergastolo, pur essendosi dichiarato innocente e avendo fornito un alibi confutato da più testimoni. Inizia così un'odissea carceraria durata 33 anni, forse "il più lungo errore giudiziario italiano".
Dal 2016 l'avvocato penalista Mauro Trogu lavorerà per dimostrare l'innocenza di Zuncheddu passando attraverso infinite lungaggini burocratiche, e a poco a poco capirà che la vicenda del suo assistito si colloca all'interno di un quadro più grande di corruzione e vendetta. Al centro della vicenda ci sono le testimonianze, quelle non credute e quelle false orchestrate da chi si trova ben più in alto di un pastore, perché "le pecore bisogna tenerle d'occhio".
Zustissia è narrato con essenzialità e rigore, le due armi che hanno reso possibile il riscatto di Zuncheddu. Il suo respiro è soffocato finché non può finalmente aprirsi, e Piras alterna visivamente gli spazi di vita del suo protagonista, dai pascoli aperti alla cella della prigione, dal bar dove grazie a Trogu riesce a trovare un impiego e a tornare in contatto con la gente alle aule di tribunale che lo ricacciano continuamente in carcere.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.17 - CONSIGLIATO SÌ
Un biopic autentico e appassionato su Pino Daniele. Con una grande performance di Massimiliano Caiazzo.
Biografico,
Italia 2026.
Durata 105 Minuti.
Il film è liberamente tratto dal libro "Pino Daniele. Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce" di Alessandro Daniele. Espandi ▽
Il film racconta l'ascesa di Pino Daniele, dagli anni difficili dell'infanzia segnata dall'abbandono, fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Tra conflitti familiari, fragilità personali e amori profondi, Pino trova nella musica un linguaggio per esprimere ciò che non riesce a dire. Ma il successo porta con sé nuove sfide: il rapporto irrisolto con il padre, il peso delle aspettative, e il rischio di ripetere gli stessi errori.
C'è tutto, la musica nel suo farsi, la Napoli in fermento degli anni '70, i compromessi, le insicurezze, le gioie e i dolori di Pino Daniele interpretato in maniera straordinaria da Massimiliano Caiazzo.
Certo un biopic su Pino Daniele è qualcosa da far tremare le vene e i polsi di qualsiasi regista. Ma Nicola Prosatore si dimostra all'altezza del compito.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.44 - CONSIGLIATO SÌ
L'incontro di un uomo con un terrificante predatore marino. Espandi ▽
È passato un anno dalla morte di suo padre e Jay Gardiner rientra a casa dal college per la prima volta, tornando a Monterey in California. Il loro rapporto era travagliato e Jay è alle prese con sentimenti contrastanti di dolore e sollievo perché il padre si è tolto la vita mentre era prossimo alla morte a causa di un mesotelioma, gettandosi in mare sul ciglio del canyon di Monastery Beach, al largo della costa centrale della California. Jay va a fare un'immersione nella speranza di trovare i suoi resti ma s'imbatte in un calamaro gigante in fuga da un enorme capodoglio e viene inghiottito dal cetaceo. Ha solo un'ora di ossigeno a disposizione.
Sorprendente survival movie che mette in scena un'ora di pura claustrofobia per raccontare gli spazi quasi infiniti d'una complessa relazione padre/figlio.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.40 - CONSIGLIATO SÌ
L'uomo più potente del mondo provoca un disastro e intraprende una missione per dimostrare di essere il salvatore dell'umanità. Espandi ▽
Digger Rockwell è un magnate del petrolio, la sua fortuna di famiglia ha antiche radici, ma Digger ha continuato a espandere la sua influenza, è in rapporto diretto con il Presidente degli Stati Uniti e al corrente di informazioni del tutto riservate. Quando le operazioni dei suoi pozzi tra i ghiacci della Groenlandia scatenano un terribile incidente, la crisi minaccia di investire gran parte dell’Europa settentrionale, alterando gli equilibri del mondo intero e – naturalmente – non è che l’inizio. Affidandosi al solo scienziato che ha il coraggio di dirgli in faccia le cose come stanno, ossia il Dottor Ganesh, Digger cerca di raddrizzare la situazione.
Satira sull’apocalisse ambientale
Digger, il nuovo film di Alejandro G. Iñarritu, è anche un chiaro tentativo di far vincere l’Oscar a Tom Cruise. Operazione che al regista era già riuscita con Leonardo Di Caprio in
Revenant e che viene qui tentata attraverso una interpretazione trasformativa, dove Tom Cruise torna a essere irriconoscibile, invecchiato, imbruttito e ingrassato come non lo vedevamo dai tempi di
Tropic Thunder e allo stesso tempo tanto esaltato e spregiudicato come in
Magnolia. Il tentativo di realizzare un nuovo
Dottor Stranamore si schianta sugli artifici di Iñarritu, che cerca una finzione più vera del vero, che si muove tra diversi livelli di messa in scena e che in fondo non sembra credere, lui per primo, alla forza della sua satira, tanto da doverla rivestire di giochi di prestigio.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.25 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un documentario che racconta, senza retorica né agiografia, la vita straordinaria di Carlo Acutis.
Documentario,
Italia 2026.
Durata 84 Minuti.
Una figura contemporanea che - a 20 anni dalla scomparsa - riesce a dialogare con le nuove generazioni. Espandi ▽
Carlo Acutis nasce a Londra il 3 maggio 1991 e muore a Monza il 12 ottobre 2006. In questo davvero breve arco di vita si sviluppa una personalità fuori dal comune di cui questo documentario ripercorre le tappe coinvolgendo in primis i suoi genitori e la nonna materna insieme a chi, come coetaneo o come adulto, ha percorso con lui importanti fasi della vita.
Un documentario che parla a tutti, credenti e non credenti, descrivendo senza agiografia la vita di un ragazzo che ha saputo essere straordinario nella quotidianità.
Quello che il documentario riesce a mettere in luce, con grande attenzione e sensibilità, è il fatto che Carlo non era un'asceta e che costantemente, sin dalla sua più tenera età, il suo amore per Dio si è tradotto in uno slancio di interesse verso il prossimo.
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MYMONETRO
Non ancora disponibile.
Kitao Sakurai rilancia uno dei videogiochi più popolari degli anni '90, tra combattimenti adrenalinici, nostalgia e tono demenziale.
Azione,
USA 2026.
Durata 120 Minuti.
Torna al cinema Il nuovo adattamento del famoso videogioco della Capcom prodotto da Legendary Entertainment. Espandi ▽
1993. Un'epoca di sale giochi, monete consumate e leggende nate a colpi di joystick. Ryu e Ken Masters, Street Fighters un tempo inseparabili, oggi sono lontani, divisi da scelte e ferite mai rimarginate. Il destino li richiama sul ring quando la misteriosa Chun-Li li arruola per il nuovo World Warrior Tournament: un torneo spietato dove i pugni decidono il futuro e la furia riscrive il destino.
Il tentativo è quello di riesumare e rilanciare una proprietà intellettuale legata a uno dei videogiochi più popolari degli anni '90 non prendendosi mai sul serio per rivolgersi a un pubblico generalista ma senza dimenticare i fan più accaniti.
Non sono i singoli elementi a fare il film ma la sapiente miscela di ingredienti diversi e disparati che confondono lo spettatore trasportandolo per tutta la durata del film in un mondo altro, fatto di rimandi visivi eterogenei in cui però alcuni possono ritrovare qualcosa del loro passato, altri del loro presente grazie anche alla furbesca scelta di alcuni interpreti come Jason Momoa, Eric Andrè o 50 Cent.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.28 - CONSIGLIATO SÌ
Un romanzo di formazione sull'elaborazione del lutto. Dove resiste il sacro vincolo dell'amicizia, come bussola in un contesto limitante.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 105 Minuti.
La storia di Giovanna, una dodicenne dall'immaginazione sfrenata pronta a tutto pur di ritrovare il suo migliore amico. Espandi ▽
Ad Albinia, alle porte di Grosseto, mentre il Novecento sta per finire, la dodicenne Giovanna, "Giovacca" per l'inseparabile Mirko, teme i bulli, detesta la scuola, la stessa dove insegna sua madre Sabrina, e rimpiange il padre morto. D'improvviso, però, Mirko scompare e lei perde ogni riferimento. Il preside e i professori si mobilitano, la polizia inizia le ricerche e le conclude certificando il suicidio del ragazzo. Giovanna, però, non è soddisfatta della ricostruzione.
Tre anni dopo il successo di
Margini, Falsetti torna nella Maremma di fine millennio per un romanzo di formazione sull'elaborazione del lutto, dove i toni da commedia nera sono risciacquati nell'umorismo animato di Zerocalcare.
Veniamo immersi in un microcosmo fatalista e sonnacchioso, fatto di leggi immutabili e di istituzioni incontestabili ma in crisi; se la famiglia ha perso centralità educativa, la scuola è palcoscenico di bullismo e di regole gerarchiche (le incarna un Sergio Pierattini in versione preside inflessibile).
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.73 - CONSIGLIATO SÌ
Un esercizio di stile diventato un cult che ritrae una generazione senza ideali.
Drammatico,
Gran Bretagna 1996.
Durata 115 Minuti. Consigli per la visione:
Dal romanzo di Irvin Welsh. Quattro amici drogati in Scozia. Il protagonista all'inizio elenca una serie di ottime ragioni che inducono a drogarsi. Espandi ▽
Tratto dal romanzo (1993) di Irvine Welsh, sceneggiato da John Hodge. Ambientato in una zona suburbana di Edimburgo, è la storia del tossicomane Mark e della sua banda di amici: brutti, sporchi, cattivi e ladri, ma nella loro insolenza ribalda suscitano pena e simpatia, più che paura o schifo.
MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.42 - CONSIGLIATO SÌ
Un monito immortale su come il potere ami servirsi della religione e dell'ignoranza per soddisfare i propri scopi.
Drammatico,
Gran Bretagna 1970.
Durata 113 Minuti.
La fama di Grandier, frate corrotto e libertino nella cittadina di Loudun, eccita la curiosità della superiora delle suore che gli propone di stabilirsi nel suo convento come padre spirituale. Espandi ▽
Loudun, 1634. La morte del Governatore sembra segnare il destino dell’ultima cittadella di Francia in cui cattolici e ugonotti convivono pacificamente: il cardinale Richelieu è intenzionato a mettere fine a questo idillio e ad abbattere le mura di cinta. Ad opporsi fieramente è un prete cattolico, Urbain Grandier, la cui condotta privata stride fortemente con l’abito talare che indossa. Oggetto del desiderio delle dame di Loudun come delle suore Orsoline, finisce per farsi troppi nemici e prestare il fianco a una persecuzione giudiziaria, ordita dal barone di Laubardemont e dall’esorcista Barre, che accusano Grandier di connivenza con il demonio. Il sacerdote si rifiuta di confessare e rivendica la sua innocenza, ma il suo destino sembra segnato.
Manifesto dell’inevitabile approdo delle ultime propaggini del free cinema britannico, da sempre nel mirino della censura, I diavoli è assurto a cult per la sua aura scandalosa e blasfema prima e per il suo monito politico poi. È il frutto dello sforzo congiunto di alcune delle migliori teste pensanti del cinema inglese: la provocatoria visionarietà di Ken Russell da un lato e le scenografie dell’eccesso di Derek Jarman dall’altro, al servizio di una parabola sul desiderio sessuale e sul rapporto tra quest’ultimo e la religiosità. Fin dalla prima alla Mostra di Venezia del 1971, la tendenza di
I diavoli a rivelare, attraverso l’oltraggio, la doppiezza insita nella morale cattolica, ha infastidito la Chiesa di Roma almeno quanto le visioni senza freni dei sogni di sorella Jeanne e dell’esorcismo orgiastico collettivo, inclusa la sequenza del famigerato “stupro di Cristo”. Ma a distanza di anni quella libertà espressiva appare in tutto il suo vaticinante splendore, come una profezia sul modus operandi del Potere e sulla sua presa ineludibile sulle paure del popolino.
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MYMONETRO
Non ancora disponibile.
Un adattamento che coniuga il commento storico e sociale del testo austeniano con un autentico senso di modernità.
Drammatico,
USA,
Regno Unito 2026.
Durata 132 Minuti.
Adattamento cinematografico dell'iconico romanzo di Jane Austen. Espandi ▽
Dopo la morte del padre, Elinor, Marianne e Margaret Dashwood sono costrette a lasciare Norland, la magnifica tenuta nel Sussex dove sono cresciute. A ereditare, come da tradizione britannica del XVIII secolo, è il fratello, John Dashwood, nato da un precedente matrimonio. E John, soggiogato da una moglie avida di denaro, non lascia nulla, o quasi, alle sue sorellastre, che si trasferiscono con la madre in un modesto cottage nel Devonshire. Ospiti di una vicina della signora Jennings, cugina lontana dal carattere deciso, Marianne soccombe al fascino di John Willoughby mentre Elinor attende invano la visita di Edward Ferrars, il fratello mite della moglie del suo fratellastro. Ragione e sentimento sono i due poli attorno ai quali Elinor e Marianne dovranno ricostruire la loro esistenza, sconvolta dalla morte del padre e dall'arrivo di pretendenti che potrebbero cambiare il loro destino.
Adattare un'opera canonica della letteratura suscita sempre una certa apprensione. Le aspettative sono ancora più elevate quando l'opera in questione ha già prodotto numerosi adattamenti e segnato intere generazioni di spettatori. La regista coniuga il commento storico e sociale proprio del testo austeniano con un autentico senso di modernità. Georgia Oakley firma un nuovo adattamento che non cerca di rivoluzionare Jane Austen e nemmeno di sottoporla a un ringiovanimento forzato. Fa qualcosa di più semplice e in definitiva di più efficace: le dà fiducia. Comprende perfettamente le risorse del suo testo e ce lo fa intendere senza fargli perdere la sua voce.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.84 - CONSIGLIATO SÌ
L'esordio di Harris Dickinson è un dramma sociale che scivola verso il realismo magico.
Drammatico,
2025.
Durata 100 Minuti.
Il dramma di un uomo senzatetto che cerca di dare una svolta alla sua vita. Espandi ▽
Mike, piccolo criminale vagabondo, prova a restare sobrio e a lasciare la strada, collezionando tante idee per il futuro e qualche amico di baldoria altrettanto instabile. Senza casa, finisce in prigione dopo aver aggredito un passante che voleva aiutarlo. Si impegna a riparare lavorando in una cucina di cui fatica tuttavia a seguire le regole. Il recupero è l’orizzonte ma l’autodistruzione è dietro l’angolo.
Esordio di Harris Dickinson (
Triangle of Sadness,
Babygirl) alla regia,
Urchin è un dramma sociale che scivola verso un realismo magico e visioni oniriche che sollevano dalla realtà il
ragazzo di strada del titolo. Per il suo debutto, Dickinson sceglie di raccontare la vita ordinaria di una persona indigente, illuminata da una fotografia di colori saturi e artificiali che contrastano col realismo sociale tipico di Ken Loach o Mike Leigh. Harris Dickinson rivela un individuo nelle sue capacità e debolezze, ma anche nel suo desiderio di essere all’altezza di un’esistenza conforme. Niente di troppo pesante, la regia punta sulla fluidità delle emozioni e sull’umanità dei suoi personaggi, raggiungendo una forma di meraviglia.
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MYMONETRO
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Basato sull'omonimo romanzo di Colin Meloy. Espandi ▽
A Portland, il piccolo Mac McKeel viene rapito da uno stormo di corvi davanti alla sorella adolescente Prue McKeel e al compagno di classe Curtis. Il neonato, trascinato in una foresta incantata ai margini della città, viene consegnato alla sua spietata regina Alexandra e sorvegliato da un branco di coyote, sue guardie imperiali. Così i ragazzi si catapultano in questo strano mondo, ma Curtis viene subito catturato. Prue, allora, prosegue in solitaria la ricerca del fratellino. Trova l'aiuto di Brendan, re dei banditi incatenati dalla sovrana, e del saggio gufo Owl Rex, che la informa sul piano di Alexandra: sacrificare il bambino a un'edera dai poteri magici per riportare in vita il figlio Alexandrei, morto anni prima cadendo da cavallo.
Dall'omonimo bestseller fantasy di Colin Meloy, Travis Knight trae una favola nera in stop-motion per indagare i compromessi estremi alla base del desiderio di genitorialità: un'avventura incalzante nei ritmi, canonica nella struttura, grandiosa e magniloquente nell'estetica.
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MYMONETRO
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Basato sull'omonimo romanzo del premio Nobel Kazuo Ishiguro, il film racconta la storia di Klara, un'amica artificiale (AA) altamente avanzata progettata per alleviare la solitudine degli adolescenti. Espandi ▽
In una città futuristica e inquinata Klara, un androide, trascorre le sue giornate esposta nella vetrina di un negozio gestito dalla Direttrice. Osserva il mondo esterno e parla col Sole, la sua fonte di energia vitale. È chiamata AA (Amica Artificiale), fa parte di un modello chiamato B1 ormai fuori promozione e desidera essere comprata da qualcuno con cui poter stringere un legame profondo. L’occasione arriva quando il suo sguardo si incrocia con Josie, una ragazzina affetta da una misteriosa malattia causata dal suo ‘potenziamento genetico’ che ha un rapporto conflittuale con la madre Chrissie e la cui vita è stata già segnata da un grave lutto familiare. Tra loro scatta un’immediata affinità. Così Klara, malgrado le perplessità di Chrissie, viene acquistata, imballata e portata nella loro casa di campagna. Accolta con ostilità dalla governante, conosce anche Rick, vicino di casa e fidanzato di Josie che è esperto di robotica. Nonostante le difficoltà iniziali, l’AA inizia a integrarsi gradualmente e arriva a compiere un pericoloso viaggio per cercare di salvare la vita alla sua amica e tenere unita una famiglia che è sul punto di crollare.
Il film punta a un’estetica edulcorata ed esplora in maniera superficiale la tematica ambientalista, il consumismo e la disumanizzazione tecnologica come se fosse uno spot della Atlas Brookings, la prestigiosa università che rappresenta il massimo traguardo per i ragazzi potenziati geneticamente. Ma soprattutto ha tagliato le gambe al rapporto tra Klara e Josie e non ha valorizzato la presenza di Amy Adams togliendo profondità alla sua vulnerabilità. Il punto più basso della già incostante filmografia del regista.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.19 - CONSIGLIATO SÌ
Un denso adattamento letterario che incornicia una storia
d'amore archetipica in mezzo a faide familiari.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 180 Minuti.
Tratto dal romanzo "Alberi erranti e naufraghi" di Alberto Capitta. Espandi ▽
Subito fuori dalla città, in una fattoria piena degli animali più disparati, vivono il piccolo Giuliano e suo padre Piero. Dopo la morte della madre Giuliano è stato cresciuto dal padre in comunione con la natura e con degli ideali che prevedono di dare rifugio e aiuto a tutte le creature. C'è però chi in loro vede una minaccia, "degli zingari che dormono con i maiali". Sono in particolare Sebastiano Nonne e suo figlio Michelangelo, nonostante l'altro figlio Emilio sia molto amico di Giuliano. Il conflitto durerà anni, fino a quando Giuliano sarà grande e suo padre scomparirà, spingendolo a mettersi alla sua ricerca. Così facendo il ragazzo incontrerà Maddalena, promessa sposa di Michelangelo.
Il cinema complesso - e mai disposto a compromessi - di Salvatore Mereu arriva a confrontarsi con il linguaggio fiabesco in questo denso adattamento letterario che incornicia una storia d'amore archetipica in mezzo a faide familiari, comunità nei boschi e un'atmosfera sospesa tra passato e presente.
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MYMONETRO
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Una storia che esplora la perdita di identità e umanità, l'amore corrosivo e il lato oscuro dell'ambizione scientifica. Espandi ▽
Una creatura mutaforma fatta di argilla magica infesta Gotham City, alternandosi tra il ruolo di antagonista e quello di alleato di Batman. Nel corso degli anni, diverse figure tragiche hanno indossato il mantello di Clayface.
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MYMONETRO
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Una storia di pura sopravvivenza, raccontata con urgenza e immediatezza.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 73 Minuti.
Le due registe sono fondatrici del collettivo Oxymoro Creative Studio. Espandi ▽
Johana è una ragazza moldava arrivata in Italia come profuga. Lungo il percorso ha incontrato Alina, una connazionale con cui ha stretto un rapporto di amicizia e d'amore. Presto le due ragazze entrano nel giro della prostituzione, in mano a uomini violenti e senza scrupoli. Proprio nello sfuggire a uno di questi e nel tentativo di raggiungere l'Austria, luogo di sogno di Alina, Johana rapisce un tassista friulano, Lorenzo. I due si avviano verso il confine in un viaggio silenzioso e (quasi) senza speranza, e Johana assume l'identità di Alina, per portare a termine un obiettivo che ne tiene vivo il ricordo.
Il canto di Alina è stato uno sforzo collettivo e indipendente che ha richiesto l'impegno di tutti su molti fronti, compreso quello produttivo (commovente la cordata dei piccoli finanziatori nei titoli di coda). Il film è un lavoro molto fisico, abitato da presenze carnali, umori e fluidi corporei, carne e sangue.
Minimalista nell'impostazione, curato nei dettagli, determinato a cogliere l'urgenza e la materialità grezza di certe situazioni di pura sopravvivenza all'interno di circostanze impietose e disumane (nonché deumanizzanti), il film non perde tempo a fornirci spiegazioni ma procede per immediatezza, nel qui e ora.
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MYMONETRO
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Sul filo della memoria e della nostalgia, un doc che sembra un raduno generazionale e indaga 40 anni di storia nazionale.
Documentario,
Italia 2026.
Durata 105 Minuti.
Quarant'anni di storia nazionale raccontati attraverso l'universo creativo del trio, per scoprire come il nostro Paese è cambiato a colpi di comicità. Espandi ▽
"Ora io a questi piccoli ma piccole uomini e a Japas Benz... che è il momento che la finiscono!". Sono le parole di Mago Gabriel che 'minacciava' a suo modo i tre creatori della Gialappa's Band, Carlo Taranto, Marco Santin e Giorgio Gherarducci. Il loro incontro è avvenuto nel 1985 nella trasmissione "Bar Sport" in onda sulle frequenze di Radio Popolare e il nome del gruppo, "Gialappa", deriva da una pianta floreale messicana da cui si estrae un lassativo per i cavalli. Dagli anni Novanta la Gialappa's ha creato trasmissioni che hanno fatto epoca tra cui Mai Dire Banzai, Mai Dire Gol e Mai Dire Tv dove, con la voce-off, commentava, smontava e ridicolizzava filmati di ogni tipo come, per esempio, i programmi della tv giapponese, gli errori e le interviste assurde dei calciatori e degli allenatori e i personaggi più bizzarri delle tv locali.
L’assurda storia della Gialappa’s Band indaga dichiaratamente, dalle didascalie iniziali, quarant’anni di storia nazionale e racconta come sono cambiati gli italiani. Attraverso i racconti di Taranto, Santin e Gherarducci riaffiorano alcuni degli sketch più famosi. Il tono è colloquiale, anzi amichevole. L’atteggiamento di Veltroni è quello dei fedeli appassionati dei programmi dei Gialappi già dalla prima ora. Il documentario resta troppo dispersivo con il tocco cinefilo (
Il circo di Chaplin) che va a cercare quel sentimentalismo di cui non sembra esserci bisogno. Resta una carrellata nella memoria ma niente di più.
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Tad, Sara e tutta la squadra dovranno seguire la Mummia nel passato prima che cambi la storia. Espandi ▽
Oli, l'intrepida figlia di due anni di Tad, lo ha trasformato in un padre iperprotettivo, mentre la Mummia si sente messa in disparte dalle attenzioni che lei riceve. Quando trovano la lampada magica a Buckingham Palace, la Mummia le chiede di viaggiare indietro nel tempo fino a Paititi, in Perù, nel 1502. Tad, Sara e tutta la squadra dovranno seguire la Mummia nel passato prima che cambi la storia. Il loro viaggio li porterà ad attraversare l'Oceano Atlantico dal Perù alla Grecia, fino al Medio Oriente, nella grotta di Alì Babà e dei Quaranta Ladroni.
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MYMONETRO
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La straordinaria avventura di un gruppo di giovani che ha percorso il Sentiero Italia. Espandi ▽
Il film racconta la straordinaria avventura di un gruppo di giovani che ha percorso il Sentiero Italia, attraversando tutte le 20 regioni italiane, per un totale di quasi 8.000 chilometri.