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MYMONETRO
Non ancora disponibile.
Più che un film un'installazione, un'opera d'arte contemporanea sulla terrificante presenza dell'assenza.
Horror,
USA 2026.
Durata 111 Minuti.
Il fenomeno globale che ha terrorizzato il web approda al cinema. Espandi ▽
Il film è basato su uno dei più affascinanti e sconvolgenti miti moderni nati sul web: le Backrooms, un luogo liminale, una sorta di dimensione parallela infinita fatta di stanze vuote, strutture inquietanti e sfarfallanti luci al neon, in cui puoi trovarti improvvisamente e senza preavviso se attraversi la barriera della realtà. Fai attenzione là dentro, perché i passi che riempiono quelle stanze potrebbero non essere solo i tuoi...
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.56 - CONSIGLIATO NÌ
Chicche per i fan, un adorabile Grogu e un trionfo di marionette animatronic. Un'opera che funziona.
Azione,
Avventura,
Fantasy -
USA 2026.
Durata 132 Minuti.
Il Mandaloriano e Grogu intraprendono la loro missione più emozionante di sempre. Espandi ▽
Il mandaloriano Din Djarin è al lavoro per la Nuova Repubblica e dà la caccia agli uomini dell'Impero rifugiatisi sull'orlo più esterno della Galassia. Al suo fianco c'è il piccolo Grogu, il bambino appartenente alla stessa specie dell'anziano Yoda e già capace di usare la forza ma non ancora di parlare. Al mandaloriano viene affidato un incarico insidioso: aiutare due gemelli Hutt a recuperare il figlio di Jabba, ostaggio su un pianeta dove i gladiatori si battono nelle arene. Se riuscirà nell'impresa, al mandolariano saranno rivelati il nascondiglio e la vera identità di un pericoloso latitante dell'impero, ma ci si può davvero fidare dei malavitosi Hutt?
Star Wars - The Mandalorian and Grogu è come un lungo episodio della prima stagione della serie The Mandalorian, dove invece la brevità era un punto di forza. Ci sono però molte chicche per i fan e Grogu rimane una delle creature più adorabili dello schermo, grande o piccolo che sia.
Alla domanda se il film possa essere il punto di ripartenza della saga di Star Wars la risposta sarà necessariamente un no, ma non importa. Il film è soprattutto un omaggio e un coronamento alla serie Tv che, nella prima stagione in particolare, è stata una delle cose migliori del franchise in tempi recenti.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.89 - CONSIGLIATO SÌ
Un sequel che ci dà quello che aspettavamo. C'è meno ferocia ma il cast si conferma di primo piano.
Commedia,
Drammatico -
USA 2026.
Durata 119 Minuti.
Il film segue la lotta di Miranda Priestly contro Emily Charlton, la sua ex assistente diventata dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e mentre Miranda si avvicina alla pensione. Espandi ▽
Sono passati vent'anni da quando Miranda Priestley faceva il bello e il cattivo tempo come direttrice della rivista di moda Runway. Per riparare ai danni d'immagine dell'azienda il proprietario di Runway, Irv, convoca Andy Sachs, l'ex stagista di Miranda che è diventata un'ottima giornalista, ma ha anche appena perso il lavoro per i tagli all'editoria. Andy torna dunque a Runway come caporedattrice attualità e ritrova l'adorabile Nigel.
Dopo il successo planetario di
Il diavolo veste Prada questo sequel si assicura di dare al pubblico, soprattutto femminile, ciò che si aspetta.
Il film riposa su un format di successo e sulla bravura di un cast di primo piano. Il "glitter" degli abiti prende lo spazio del "grit" della trama che invece, visti i tempi, poteva diventare più sarcasticamente feroce, alla Piombo rovente per intenderci. Ma il pubblico si accontenterà facilmente della dimensione "eye candy" (l'abuso di anglicismi è intenzionale), e fioccherà a riempire le sale.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.30 - CONSIGLIATO SÌ
Un film-evento musicale, dal ritmo travolgente. Da brividi la performance di Jafaar Jackson.
Biografico,
USA 2026.
Durata 127 Minuti.
La storia del re del pop Michael Jackson. Espandi ▽
Michael è un bambino pieno di sogni e di talento. Balla e canta in modo unico, si trova a crescere con un padre opprimente, che non esita a tirare fuori la cinta per imporre il suo volere. Ma Michael è destinato a diventare un'icona, la sua ascesa da solista va di pari passo con l'intima urgenza di avere sempre maggiore emancipazione dalla figura paterna, fino al "divorzio professionale". Nel frattempo, tra un animale esotico e l'altro nella sua villa, il suo successo non si arresta, anzi spicca il volo: Off the Wall, Thriller e Bad, il resto è storia.
Più che un biopic fedele alla verità dei fatti,
Michael è uno spettacolare evento musicale. Antoine Fuqua si assume la responsabilità di raccontare una delle icone più osannate e criticate del mondo, e per farlo sceglie - per evidenti questioni legali - di sacrificare una parte della storia: quella processuale, legata alle gravi accuse di pedofilia e molestie su minori.
Un film da grande pubblico,
Michael che sa commuovere, esaltare, ispirare, divertire e far cantare e ballare chi guarda.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.54 - CONSIGLIATO SÌ
La conferma del talento dell'astro nascente Curry Barker.
Horror,
USA 2026.
Durata 108 Minuti.
Dopo aver spezzato il misterioso "Salice dei Desideri" per conquistare il cuore della persona per cui ha una cotta, un romantico senza speranza si ritrova a ottenere esattamente ciò che aveva chiesto. Espandi ▽
Dopo aver spezzato il misterioso bastoncino del desiderio per conquistare il cuore della ragazza che ama, un romantico senza speranza ottiene esattamente ciò che ha chiesto ma presto scopre che alcuni desideri hanno un prezzo sinistro e pericoloso. È il momento di un nuovo 'elevate horror', accompagnato dalla casa di produzione Blumhouse, che conferma il talento dell'astro nascente Curry Barker, regista (e interprete) di una decina di corti e del mediometraggio Milk & Serial.
Proprio Milk & Serial è l'anello di congiunzione con Obsession dal momento che la dimensione del gioco e dello scherzo iniziale, che poi prende ovviamente altre pieghe, è presente anche in questo lungometraggio che però ha, fin dall'inizio, un tono molto diverso, direi quasi un po' malato. Forse a rispecchiare quella Generazione Z, di cui il regista fa parte, le cui modalità relazionali sono ben rappresentate dal gruppo dei quattro protagonisti, due ragazzi e due ragazzi, che lavorano tutti in un negozio di articoli musicali e che sono così amici da stare insieme anche nel tempo libero.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.42 - CONSIGLIATO NÌ
Almodóvar è ancora magnifico nel contrapporre spazi, musiche e tinte. Ma la messinscena risulta asfittica.
Drammatico,
Spagna 2026.
Durata 111 Minuti.
Dopo il suo primo film in lingua inglese, La stanza accanto, il regista premio Oscar Pedro Almodóvar torna in Spagna per raccontare una storia sull'elaborazione del lutto e i ritmi frenetici della vita. Espandi ▽
Raul è un regista sulla cinquantina che da cinque anni non riesce a girare un film per mancanza di ispirazione. Comincia a scrivere una nuova sceneggiatura proprio quando Monica, la sua prima lettrice, al suo fianco da vent'anni, si licenzia per raggiungere la compagna in grande difficoltà, e lo affida alle cure amorevoli di Santi, il compagno di Raul di 15 anni più giovane.
La sceneggiatura vede protagonista Elsa, una regista che dopo due film "di culto" (ma non di cassetta) decide finalmente di tornare a scrivere un copione, attingendo alle vite del suo giovane compagno Beau (da Bonifacio, ovvero colui che fa del bene, in una sovrapposizione del buono col bello) e delle uniche due amiche: Patricia, sposata con un uomo che (forse) la tradisce ma che lei non si decide a lasciare, e Natalia, che vive una situazione drammatica con il figlio. Ma anche Raul, mentre costruisce la sua storia, pesca a piene mani dalla realtà quotidiana e dagli affetti che lo circondano, e questo è pericoloso.
Almodóvar è come solito magnifico nel contrapporre spazi, musiche (hitchcockiane) e tinte a scopo narrativo (qui dominano il rosso e l'azzurro, e in coppie alternate il verde e il giallo) e i suoi personaggi sono come sempre una segnaletica vivente del mood del loro autore, in questo caso il disagio. Ma il film raffigura un'impasse creativa impantanandosi in una messinscena che risulta asfittica.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.65 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera divenuta un "caso" che ci costringe a non voltare lo sguardo altrove.
Drammatico,
Israele 2025.
Durata 93 Minuti.
Un ragazzo palestinese di 12 anni tenta di raggiungere il mare per la prima volta. Dopo essere stato respinto a un checkpoint, scappa e attraversa clandestinamente Israele; suo padre lo insegue rischiando arresto e lavoro. Espandi ▽
È il giorno della gita scolastica, per una classe di adolescenti di Ramallah diretti in pullman verso il mare, che dista circa settanta chilometri. Khaled non l'ha mai visto, il mare, se non quando era ancora un feto nel ventre di sua madre Jasmine, morta precocemente. Ma una volta al posto di blocco sul confine con Israele, il ragazzo non supera i controlli. Decide di attraversare il confine con mezzi di fortuna e andarci lo stesso, da solo.
Emblema di come un'opera di finzione possa diventare un "caso", The Sea di Shai Carmeli-Pollak si fonda su un paradosso e porta alle estreme conseguenze drammaturgiche un principio incontestabile: è giusto impedire a un ragazzo di realizzare il sogno di una giornata al mare?
The Sea si fa specchio potente, da micro a macro, nel prefinale sulla strada: noi spettatori, ci si ritrova a osservare altri spettatori assuefatti, clienti di un caffè all'aperto di Tel Aviv: tutti inermi testimoni di un'azione poliziesca.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.33 - CONSIGLIATO SÌ
Dal punto di vista di una gallina, il film segue la sua vita tra libertà, istinto materno, incontri con animali e uomini, rivelando violenza e ingiustizie del mondo. Espandi ▽
Il film racconta la storia di una gallina, a partire dall'uovo che viene deposto. E adotta il punto di vista del volatile con un effetto spiazzante, inquietante e post-umano. Perché la gallina - che è ostinata, resiliente, determinata a crescere i propri cuccioli e a conservare la propria libertà - oltre ad altri animali (una volpe, un topo, un verme, un falco, un cane, dei dinosauri in un documentario televisivo), incrocia inevitabilmente anche gli uomini, la loro violenza, le loro tragedie e ingiustizie, grandi e piccole: a volte come ignara testimone, a volte come elemento involontariamente scatenante. La protagonista è interpretata da otto galline diverse, nessuna delle quali è stata maltrattata per le riprese del film.
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MYMONETRO
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Un film d'autore con un andamento jazz capace di parlare al grande pubblico. Con Hoffman in una parte scritta con amore e grazia.
Drammatico,
Canada,
USA 2025.
Durata 109 Minuti.
Un thriller elegante che esplora la fragilità e la forza di chi sente il mondo più intensamente degli altri. Espandi ▽
Niki è un ex bambino prodigio del pianoforte con un dono rarissimo: un udito assoluto capace di cogliere ogni vibrazione, ogni micro–suono nascosto nel mondo. Un talento straordinario, ma anche una condanna. La sua ipersensibilità ai rumori è talmente acuta da costringerlo a indossare protezioni auricolari e ad abbandonare il sogno di diventare pianista. Il giovane si reinventa come accordatore di pianoforti, preciso e solitario, ma la sua vita tranquilla cambia quando qualcuno scopre che il suo orecchio perfetto può essere usato per molto più che accordare strumenti. Da quel momento Niki si ritrova coinvolto in un gioco che non ha scelto e dovrà fare i conti con il peso del suo dono e con i limiti che gli ha imposto per anni.
«…Intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film», cantava Luca Carboni nel 1984 e fa veramente molto piacere rivedere in un film il grande attore statunitense ottantottenne in una parte scritta con amore e grazia. Il meccanismo della sceneggiatura, che porta alle estreme conseguenze il gioco pericoloso del protagonista con i malavitosi russi, dipinti forse con un po’ troppa eccentricità e approssimazione, funziona e consente alla fine di mettere tutti i pezzi a posto e allo spettatore di ripensare al film che ha un andamento jazz contrappuntato anche dalle scelte musicali (come omaggio appare in un cameo addirittura Herbie Hancock) in linea con le percezioni auditive del protagonista. In un peculiare attraversamento tra un film d’autore e più di nicchia, come la professione messa in scena e studiata in maniera abbastanza precisa, e uno rivolto a un pubblico più ampio grazie anche alla presenza di star amate e conclamate come Dustin Hoffman e Tovah Feldshuh.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.32 - CONSIGLIATO SÌ
Anna e Maggi si separano lentamente, tra lavoro, figli e momenti condivisi. I gemelli, lasciati spesso soli, inventano giochi strani e rischiosi. Espandi ▽
Anna e Magnus, detto Maggi, si stanno separando: è un processo graduale, che la coppia porta avanti trascorrendo ancora del tempo insieme ai tre figli, in escursioni o in cene a casa. Quando i genitori non ci sono, i figli si dedicano a passatempi curiosi: in particolare i due gemelli, che tendono a creare giochi bizzarri e talora pericolosi per la loro incolumità. Il tipico gusto nordico per uno humour trattenuto, ma non per questo meno crudele, trova in Hylnur Pálmason un interprete di eccezione.
The Love That Remains appare come la sua opera più compiuta sin qui, particolarmente sentita perché attinente all’esperienza di vita del regista e perché la giusta misura per mantenere un equilibrio di umori contrastanti – la commedia con un tocco di surreale e il dramma famigliare (mitigato dalla prima) – sembra aver trovato la soluzione perfetta.
Permane un senso di inafferrabilità nel film, la sensazione che la vita e le sue assurdità non si possano prevedere né comprendere e che, forse, un nucleo familiare possa meglio funzionare se disunito.
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MYMONETRO
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Il giovane Michael, naufragato su un'isola remota con il suo cane, deve adattarsi alla vita selvaggia senza la sua famiglia. Trascorso un po' di tempo, incontra il riluttante Kensuke, un misterioso uomo anziano che gli mostra la bellezza dell'isola e gli spiega come è sopravvissuto da solo nel "Regno di Kensuke" in tanti anni.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.25 - CONSIGLIATO SÌ
Satira di costume, umorismo e sarcasmo nel riuscito film di Nanni Moretti.
Drammatico,
Italia 1984.
Durata 95 Minuti. Consigli per la visione:
Solitario e nevrotico, Michele passa le giornate studiando la vita di coppia di amici e conoscenti e aggiornando una specie di schedario. Espandi ▽
Solitario e nevrotico, Michele passa le giornate studiando la vita di coppia di amici e conoscenti e aggiornando una specie di schedario. Quando la sua dirimpettaia, che più volte aveva spiato dalla finestra, viene trovata uccisa, Michele è tra i sospettati. Nel frattempo, però, si innamora di una collega e sembra ritrovare un briciolo di equilibrio. Finale amaro e surreale, in perfetto stile "morettiano".
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.44 - CONSIGLIATO SÌ
Un meritato Orso d'argento per il film di Moretti che presenta uno dei personaggi più intensi della sua filmografia.
Drammatico,
Italia 1985.
Durata 94 Minuti. Consigli per la visione:
Di ritorno da una parrocchia sperduta, un giovane sacerdote viene destinato a una chiesa della periferia romana. Espandi ▽
Di ritorno da una parrocchia sperduta, un giovane sacerdote viene destinato a una chiesa della periferia romana. Nella capitale, oltre all'indifferenza ostile dei presunti fedeli, trova gli amici di un tempo trasformati in terroristi, omosessuali o misantropi maniacali. In famiglia le cose vanno anche peggio: il padre se ne va con un'altra donna, la madre si suicida e la sorella vuole abortire. Disgustato e impotente di fronte a tanto squallore, il giovane prete parte per una missione del Sudamerica.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.48 - CONSIGLIATO SÌ
Il film più realista di Kore-eda, tratto da un drammatico fatto di cronaca.
Drammatico,
Giappone 2004.
Durata 141 Minuti. Consigli per la visione:
Il film è ispirato ad un fatto di cronaca avvenuto nel 1988 in Giappone e conosciuto come "il caso dei quattro bambini di Nishi-Sugamo". Espandi ▽
Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto nella Tokyo degli anni '80, il film racconta la vicenda di quattro fratelli - tutti figli di padri diversi - lasciati soli dalla madre, Keiko, in un piccolo appartamento. Keiko è abituata a lasciare ad Akira, il maggiore, del denaro e a uscire di casa, per fare ritorno a tarda ora, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Finché un giorno, semplicemente, non fa ritorno.
A rendere
Nobody Knows così perturbante è soprattutto l'assenza di giudizio esplicito. La madre interpretata dalla popstar You non è trasformata in un mostro assoluto: è irresponsabile, egoista, immatura, ma anche figlia di un contesto sociale incapace di vedere gli invisibili.
Il titolo stesso del film allude a questa cecità collettiva. Nessuno sa. Nessuno vede. Nessuno interviene. I bambini diventano fantasmi nel cuore della metropoli, presenze che esistono ai margini di una società troppo occupata per accorgersene.
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MYMONETRO
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La storia di un avvocato che organizza una vendetta sentimentale dopo essere stato lasciato, coinvolgendo una donna in guai legali. Espandi ▽
Lino, avvocato di successo, vede la sua vita crollare quando la moglie Grazia decide di lasciarlo per un affascinante chef, Paolo. Mosso da un desiderio di rivalsa, Lino escogita un piano: dimostrare a Grazia che Paolo è un seduttore pronto a tradirla e ad abbandonarla. Per riuscire nel suo scopo coinvolge Sofia, una donna bellissima sommersa in guai legali con l'ex fidanzato. Lino le offrirà assistenza legale, lei dovrà sedurre Paolo. Ma l'imprevisto è dietro l'angolo: da questa insolita collaborazione nasce qualcosa che nessuno dei due aveva previsto.
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MYMONETRO
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Un film che immerge nelle percezioni della protagonista trovando una completa identificazione tra il suo sguardo e quello della cineasta.
Drammatico,
Spagna 2025.
Durata 99 Minuti.
Una donna sorda deve affrontare le difficoltà di crescere un figlio. Espandi ▽
Ángela, una donna sorda, aspetta un figlio dal suo compagno Héctor che è udente. La coppia è felice e la gravidanza sembra portare un nuovo entusiasmo. Lei ha un gruppo di amici, anche loro sordi, e dei genitori, udenti, con cui non ha un rapporto facile e che fanno fatica a capirla. Con la nascita della bambina, che si chiama Ona, iniziano però ad emergere delle paure e dei dubbi. La coppia deve intanto aspettare un paio di mesi per sapere se la neonata è udente o no. Poi Ángela non riesce a entrare in sintonia con la figlia e si sente isolata dal mondo esterno come nel caso delle mamme degli altri bambini, e con Héctor ci sono delle incomprensioni sempre più frequenti. La situazione esplode quando una mattina litigano per un motivo apparentemente banale ma che crea una distanza ancora maggiore tra loro. Il loro amore non è finito ma dovrà evolversi se vuole sopravvivere.
Nel modo di raccontare la storia sembra esserci l’intimità, quasi la riservatezza di un film di famiglia. Alcuni momenti sembrano rubati dalla vita vera a cominciare da tutta la sofferta sequenza del parto, che ha un’intensità e una fisicità potentissimi. Superata la marcata componente descrittiva iniziale, immerge alla distanza nelle reazioni e nelle percezioni della protagonista. Non cerca la pietà o l’identificazione forzata e trova nella parte finale, quando il suono sparisce, una completa identificazione tra lo sguardo della cineasta e quello di Ángela.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.20 - CONSIGLIATO SÌ
Basato su eventi reali, un film che racconta la condizione femminile in Afghanistan. Espandi ▽
Naru è l'unica operatrice televisiva afghana. I suoi colleghi e superiori sono tutti uomini, ma a lei non importa, sa di essere brava nel suo lavoro. Subisce la discriminazione in una società che considera le donne come subalterne. Siamo a Kabul, poco prima del ritorno al potere dei talebani. Naru si scontrerà persino con il noto giornalista d'inchiesta di Kabul News per cui si troverà a fare da operatrice. Ma saprà scalfire le sue diffidenze.
Funziona la prospettiva adottata: una volta tanto non è l'occhio occidentale a narrare una storia afghana, ma una regista afghana direttamente, e la differenza si avverte in ogni singola inquadratura e in ogni singolo dettaglio.
Una commedia all'inizio brillante che si tinge di fosco man mano che avanza la narrazione trasformandosi in un dramma politico e sociale senza scampo.
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MYMONETRO
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La carriera di David Bowie raccontata tra andirivieni temporali, tra la crisi degli anni '90 e il ritorno in grande stile poco prima della morte nel 2016. Espandi ▽
A dieci anni dalla scomparsa, il documentario ricostruisce la carriera di David Bowie a partire da uno spunto originale: la crisi che il grande musicista visse negli anni '80, dopo il successo di "Let's Dance" dell'83, e che a fine decennio lo portò a fondare un gruppo di hard rock, i Tin Machine, in cui il suo nome era confuso con quello degli altri. Cosa resta oggi di quell'esperienza, e soprattutto di ciò che è venuto dopo, negli anni '90 e all'inizio dei 2000, quando Bowie improvvisamente "non era più cool", e dopo ancora, negli anni Dieci del Duemila, in cui approcciando la morte, "l'uomo delle stelle" chiuse la carriera con un grande album?
Il tono del film è come sempre in questi casi - ne ha un'idea precisa chi d'abitudine guarda documentari come questo su Sky Arte o Rai 5 - è celebrativo, un tantino eccessivo e romanzato, come se la vita di un cantante non fosse quella di una persona, ma quella di una celebrità a ogni ora del giorno e della notte: eppure
Bowie - The Final Act ha il merito per una volta di dare molto peso alla musica e alle complessità, nella carriera di un artista, del rapporto tra passato e futuro, tra repertorio e novità, classici e sperimentazione.
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MYMONETRO
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Il capolavoro di Quentin Tarantino come il regista ha sempre sognato di mostrarlo al mondo: senza tagli, con scene mai viste prima e in un'unica opera. Espandi ▽
In Kill Bill: The Whole Bloody Affair, Uma Thurman interpreta La Sposa, creduta morta dal suo ex mentore e amante Bill, che le tende un'imboscata durante le prove del suo matrimonio, sparandole in testa e privandola del bambino che portava in grembo. Per ottenere la sua vendetta, la donna si mette sulle tracce dei quattro componenti rimasti della Deadly Viper Assassination Squad prima della resa dei conti finale con Bill. Grazie al respiro epico, l'azione senza sosta e lo stile iconico, The Whole Bloody Affair incarna la saga sulla vendetta definitiva, tra le migliori che il cinema abbia mai visto, raramente mostrata nella sua forma completa e ora presentata anche con un intervallo tipico del Cinema dei tempi d'oro. Un'opera che rappresenta uno dei momenti più importanti nella carriera di Quentin Tarantino e che negli anni si è affermata come uno dei titoli più influenti del cinema contemporaneo.
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MYMONETRO
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Sette donne iraniane, una lunga storia di disobbedienza civile: archivi e immagini di protesta in un documento vibrante.
Documentario,
2026.
Durata 106 Minuti.
La testimonianza della forza e del coraggio delle donne iraniane che, attraverso la loro indomita ribellione, continuano a ridefinire il presente. Espandi ▽
L’Iran è un Paese di donne coraggiose, e non da oggi. Nel terzo millennio due donne iraniane sono state premiate con il Nobel per la Pace: nel 2003 l’avvocata Shirin Ebadi (1947), fondatrice del Centro per i difensori dei diritti umani in Iran, e nel 2023 Narges Mohammadi (1972) vicepresidente del Centro, reclusa nel famigerato carcere di Evin. Sono due tra le più famose tra le attiviste che partecipano o che sono ritratte e ricordate in A War On Woman di Raha Shirazi, che riassume in meno di due ore una storia di resistenza che parte da molto lontano. Dal 1970, ossia da prima che l’Iran diventasse il Paese illiberale e irrispettoso dei diritti umani che è da anni, e particolarmente nemico della popolazione femminile. Uno stato di sospensione democratica che si è ribellato all’omicidio di Mahsa Amini (2022), con la conseguente reazione in tutto il mondo, non solo delle donne. La guerra del titolo è infatti in corso sulla loro libertà e sul loro corpo non da quei fatti, come il film dimostra. Numerosissime immagini provenienti da archivi internazionali (ABC news, Associated Press, BBC, Ina, Luce Cinecittà…) e altrettanti filmati privati, per lo più girati con smartphone durante le proteste, tracciano una cronistoria della presa di voce e posizione delle donne verso i vari governi che le hanno oppresse.
La ricchezza delle testimonianze e dei materiali messi in fila con chiarezza fanno di questo documentario uno strumento preziosissimo di memoria, informazione, ispirazione e mobilitazione. Un manuale di come organizzarsi, istruirsi, difendersi e costruire una società più civile, per tutti.