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sabato 10 aprile 2021

Joaquin Phoenix

Il volto oscuro e fascinoso di Hollywood

Nome: Joaquin Raphael Phoenix
46 anni, 28 Ottobre 1974 (Scorpione), San Juan (Portorico - USA)
occhiello
Massacrerei il mondo intero se solo tu mi amassi.
dal film Il gladiatore (2000) Joaquin Phoenix  Commodo
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Joaquin Phoenix
Golden Globes 2020
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film Joker di Todd Phillips

Critics Choice Award 2020
Nomination miglior attore per il film Joker di Todd Phillips

SAG Awards 2020
Nomination miglior attore per il film Joker di Todd Phillips

Golden Globes 2020
Premio miglior attore in un film drammatico per il film Joker di Todd Phillips

BAFTA 2020
Nomination miglior attore per il film Joker di Todd Phillips

Premio Oscar 2020
Nomination miglior attore per il film Joker di Todd Phillips

Critics Choice Award 2020
Premio miglior attore per il film Joker di Todd Phillips

SAG Awards 2020
Premio miglior attore per il film Joker di Todd Phillips

BAFTA 2020
Premio miglior attore per il film Joker di Todd Phillips

Premio Oscar 2020
Premio miglior attore per il film Joker di Todd Phillips

Spirit Awards 2019
Nomination miglior attore per il film A Beautiful Day di Lynne Ramsay

Festival di Cannes 2017
Premio miglior attore per il film A Beautiful Day di Lynne Ramsay

Golden Globes 2015
Nomination miglior attore in un film brillante per il film Vizio di forma di Paul Thomas Anderson

Golden Globes 2014
Nomination miglior attore in un film brillante per il film Lei di Spike Jonze

Golden Globes 2013
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film The Master di Paul Thomas Anderson

BAFTA 2013
Nomination miglior attore per il film The Master di Paul Thomas Anderson

Premio Oscar 2013
Nomination miglior attore per il film The Master di Paul Thomas Anderson

Critics Choice Award 2013
Nomination miglior attore per il film The Master di Paul Thomas Anderson

Festival di Venezia 2012
Premio coppa volpi migliore interpretazione maschile per il film The Master di Paul Thomas Anderson

Golden Globes 2006
Premio miglior attore in un film brillante per il film Quando l'amore brucia l'anima di James Mangold

Premio Oscar 2006
Nomination miglior attore per il film Quando l'amore brucia l'anima di James Mangold

SAG Awards 2006
Nomination miglior attore per il film Quando l'amore brucia l'anima di James Mangold

Golden Globes 2006
Nomination miglior attore in un film brillante per il film Quando l'amore brucia l'anima di James Mangold

Critics Choice Award 2006
Nomination miglior attore per il film Quando l'amore brucia l'anima di James Mangold

SAG Awards 2001
Nomination miglior attore non protagonista per il film Il gladiatore di Ridley Scott

Premio Oscar 2001
Nomination miglior attore non protagonista per il film Il gladiatore di Ridley Scott

Golden Globes 2001
Nomination miglior attore non protagonista per il film Il gladiatore di Ridley Scott



L'attore racconta il processo di creazione del personaggio di Joker. Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia, Joker è al cinema.

Joaquin Phoenix: «Per ogni scena abbiamo discusso almeno 15 alternative»

sabato 5 ottobre 2019 - Sonia Serafini cinemanews

Joaquin Phoenix: «Per ogni scena abbiamo discusso almeno 15 alternative» Arthur Fleck vive con l'anziana madre in un palazzone fatiscente e sbarca il lunario facendo pubblicità per la strada travestito da clown, in attesa di avere il giusto materiale per realizzare il desiderio di fare il comico. La sua vita, però, è una tragedia: ignorato, calpestato, bullizzato, preso in giro da da chiunque, ha sviluppato un tic nervoso che lo fa ridere a sproposito incontrollabilmente, rendendolo inquietante e allontanando ulteriormente da lui ogni possibile relazione sociale. Ma un giorno Arthur non ce la fa più e reagisce violentemente, pistola alla mano. Mentre la polizia di Gotham City dà la caccia al clown killer, la popolazione lo elegge a eroe metropolitano, simbolo della rivolta degli oppressi contro l'arroganza dei ricchi.L'attore protagonista di Joker Joaquin Phoenix racconta la costruzione del personaggio. Joker (guarda la video recensione), Leone d'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, è al cinema.

   

L'attore tornerà presto in sala con Don't Worry di Gus Van Sant, emozionante dramma sul potere curativo dell'arte. Presentato alla Berlinale e dal 29 agosto al cinema.

Joaquin Phoenix: più che un attore, una forza della natura

martedì 14 agosto 2018 - Paola Casella cinemanews

Joaquin Phoenix: più che un attore, una forza della natura "Non ho fatto altro che cavalcare la forza vitale di Joaquin Phoenix", ha dichiarato Philip Seymour Hoffman nell'accettare la Coppa Volpi ex aequo alla 69esima edizione della Mostra di Venezia per The Master. E in effetti è più giusto descrivere Phoenix come una forza della natura che come un semplice attore: da quando è comparso sulla scena - a 8 anni, in una trasposizione televisiva del musical Sette spose per sette fratelli - il pubblico ha dovuto fare i conti con la sua presenza scenica potente (nonostante un labbro leporino mal ricucito) e la sua recitazione intensa. Terzo dei cinque fratelli Phoenix dopo River e Rain, anche loro attori (il primo scomparso a 23 anni), ha rinunciato al "nome d'arte" Leaf ("Foglia") per recuperare quello assegnatogli dai genitori, Joaquin, in onore del suo luogo di nascita, Porto Rico. Anche il cognome è un'invenzione: in origine era Bottom, cioè "fondo" o "base", ma poiché la tendenza famigliare era quella di risorgere dalle proprie ceneri come la Fenice, è diventato Phoenix. Nel caso di Joaquin, però, l'animale di riferimento resta il camaleonte. Dal ruolo del problematico amante 19enne di Nicole Kidman in Da morire a quello del perverso imperatore Commodo ne Il Gladiatore, dal re della musica country Johnny Cash in Quando l'amore brucia l'anima al divo ingestibile e strafottente del mockumentary Joaquin Phoenix: Io sono qui!, in cui interpretava se stesso con straordinaria autoironia sotto la regia del cognato Casey Affleck, Joaquin si è trasformato incessantemente, spesso anche fisicamente, acquistando e poi perdendo decine di chili di peso, passando da una barba incolta e un capello hippie a una rasatura da Marine senza alcuna lamentela da divo.

Joaquin Phoenix e Lynne Ramsay raccontano il loro film, premiato a Cannes e dal 1° maggio al cinema.

A Beautiful Day: «vi presentiamo le due facce della mascolinità»

sabato 28 aprile 2018 - Paola Casella cinemanews

A Beautiful Day: «vi presentiamo le due facce della mascolinità» "Sul set di Irrational Man avevo chiesto al direttore della fotografia Darius Khondji con quale regista gli sarebbe piaciuto lavorare. Lynne Ramsay, ha risposto - lei, e nessun altro. Visto che Darius è uno dei migliori fotografi al mondo e che ha lavorato con Woody Allen, David Fincher, Michael Haneke e Bernardo Bertolucci, ho pensato bene di seguire il suo consiglio". Joaquin Phoenix ha accettato di interpretare il ruolo di Joe, l'ex marine e agente dell'Fbi protagonista di A Beautiful Day (guarda la video recensione), dramma a basso budget con cui la regista e autrice scozzese ha conquistato a Cannes il premio per la Miglior Sceneggiatura. "In A Beautiful Day, Ramsay si butta nella narrazione visiva entrando nella materia delle cose e permeando la psicologia disturbata dei suoi personaggi." Dalla recensione di Paola Casella, MYmovies.it Lo stesso Joaquin si è aggiudicato la Palma come miglior attore, ed è a Roma per sostenere un film alla cui realizzazione ha partecipato attivamente, ben oltre il suo ruolo di interprete. "Non scelgo mai un film in base al cachet o al genere", afferma. "Mi convincono la sceneggiatura, il regista e in generale la qualità delle persone che lavorano al progetto. A Beautiful Day nasce da una lunga serie di conversazioni con Lynne, apparentemente prive di senso, e invece capaci di accendere quella scintilla che dà vita all'ispirazione". "Mi piace un cinema in cui musica, recitazione, montaggio concorrano a creare qualcosa di mai visto prima", gli fa eco Ramsay. "E mi interessano solo i personaggi complicati perché mi piace analizzarli. Forse sono io che ho bisogno di uno psicologo!".

Il regista Paul Thomas Anderson e il protagonista Joaquin Phoenix raccontano i retroscena del film.

Vizio di forma e il 1969

martedì 27 gennaio 2015 - Gabriele Niola cinemanews

Vizio di forma e il 1969 Quando si parla di noir al cinema la tradizione in materia è così grande che non si può fare a meno di pensare a tutto quello che è venuto prima, a quanto un regista o un attore si siano appoggiati alla vasta filmografia in materia, quanto si citi e quanto sia pura ispirazione. Per Vizio di forma "non c'era da guardare vecchi film o altro, tutto era nel libro, il tono è così unico che serviva solo quello" ha raccontato Joaquin Phoenix che nel film è Doc Sportello, un investigatore privato hippie nel 1969, un'era in cui la cultura hippie stava tramontando per lasciare spazio a quella della paranoia.

   

Dopo Hotel Rwanda, Terry George torna con un "thriller persecutorio" che riflette sulla vendetta privata.

Reservation Road: la cognizione del dolore

giovedì 22 maggio 2008 - Marzia Gandolfi cinemanews

Reservation Road: la cognizione del dolore Non è vero che tutto il cinema americano dopo il 2001 pensa all'undici settembre ma è pur vero che molto cinema americano racconta una realtà sociale che pensa all'undici settembre. Non fa eccezione il nuovo film "americano" dell'irlandese Terry George, che sulla "reservation road" incontra e scontra gli "umori" della gente comune davanti alla tragedia. Lungo la strada due padri percorrono in direzione opposte i rispettivi destini e quello dell'uno finirà per travolgere e "investire" quello dell'altro. Con un melodramma raggelato, Terry George piange il dolore di un padre e la caducità della vita, piange la tragedia che tocca un bambino normale e il dramma di una famiglia normale. Reservation road capta e declina al privato il day-after e la "terra bruciata" lasciata all'indomani dell'"attacco". L'autore denuncia e fotografa il luogo dello scempio, la reservation road del titolo, affidandosi al collaudato potere testimoniale dell'immagine filmica. Scegliendo di rispondere, almeno inizialmente, con una vendetta che dia ragione del grande dolore causato, Reservation Road vuole colmare i vuoti della giustizia con un atto che la rinnega nuovamente. Nonostante il padre dolente di Joaquin Phoenix covi vendetta, non riuscirà a portarla alle estreme conseguenze. Sulla strada resta allora un innocente, nel cuore un dolore indicibile, sullo schermo il cinema come lavoro del lutto. Pubblico o privato.

Joker

Joker

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,95)
Un film di Todd Phillips. Con Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz, Frances Conroy, Marc Maron.
continua»

Genere Azione, - USA 2019. Uscita 03/10/2019. 14
I Fratelli Sisters

I Fratelli Sisters

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,64)
Un film di Jacques Audiard. Con John C. Reilly, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed, Jóhannes Haukur Jóhannesson.
continua»

Genere Western, - Francia, Spagna, Romania, Belgio, USA 2018. Uscita 02/05/2019.
Don't Worry

Don't Worry

* * * - -
(mymonetro: 3,21)
Un film di Gus Van Sant. Con Joaquin Phoenix, Rooney Mara, Jonah Hill, Jack Black, Beth Ditto.
continua»

Genere Biografico, - USA 2018. Uscita 29/08/2018.
A Beautiful Day

A Beautiful Day

* * * - -
(mymonetro: 3,16)
Un film di Lynne Ramsay. Con Joaquin Phoenix, Ekaterina Samsonov, Alessandro Nivola, Alex Manette, John Doman.
continua»

Genere Drammatico, - USA, Francia 2017. Uscita 01/05/2018.
Maria Maddalena

Maria Maddalena

* * * - -
(mymonetro: 3,08)
Un film di Garth Davis. Con Rooney Mara, Joaquin Phoenix, Chiwetel Ejiofor, Tahar Rahim, Shira Haas.
continua»

Genere Drammatico, - Gran Bretagna 2018. Uscita 15/03/2018.
Filmografia di Joaquin Phoenix »

martedì 16 marzo 2021 - Il regista rimette mano al film che aveva abbandonato dopo il suicidio della figlia: il risultato dell'operazione è non solo un film voluto dai fan, ma un film per i fan. Dal 18 marzo su Sky e NOW.

Justice League, cosa dobbiamo aspettarci dallo Snyder's Cut?

Andrea Fornasiero cinemanews

Justice League, cosa dobbiamo aspettarci dallo Snyder's Cut? «Voglio ringraziare tutti voi fan che avete reso questo possibile, il vostro magnifico supporto per la AFSP [American Foundation for Suicide Prevention], la vostra incredibile passione per questa visione che state per vedere e che voi avete fatto concretizzare. Da parte mia e di Debbie [Deborah Snyder] vi ringrazio profondamente».

Con queste parole Zack Snyder ha introdotto la Virtual Première del suo Justice League, più noto come “Snyder's Cut”. Il film esiste solo per la pressante campagna che i fan del regista, e di una certa visione dei personaggi DC Comics, hanno tenuto in vita per ben tre anni, versando la metà delle donazioni raccolto all'associazione americana per la prevenzione dei suicidi. Il film è infatti dedicato ad Autumn [Snyder], ossia la figlia del regista che si è suicidata durante la lavorazione di Justice League, portando Snyder a un comprensibile abbandono e lasciando il film in mano a Joss Whedon. La versione uscita in sala era una sorta di mostro bicefalo e da subito è stata rifiutata dai fan, ma la Warner ha a lungo negato che davvero esistesse una versione alternativa e completa firmata da Snyder. I fan, con piglio da complottisti, non ci hanno creduto e hanno insistito finché la Warner non si è rassegnata a far ultimare al regista il proprio progetto – che comunque non era già pronto e impacchettato e ha richiesto 70 ulteriori milioni di dollari in post-produzione e qualche minuto di nuove riprese.  

Il risultato dell'operazione è quindi non solo un film voluto dai fan, ma un film per i fan. Tutti coloro che non amano particolarmente lo stile di Snyder saranno respinti da quattro ore dei suoi plumbei ralenti. Allo stesso modo chi non ha particolare interesse per le sorti dei personaggi DC Comics troverà ben poca redenzione in questa nuova versione del film, visto che la trama è sostanzialmente la stessa ma la durata è raddoppiata.  
 
Se la campagna dei fan è stata straordinaria, non si tratta comunque di una cosa unica: abbiamo già visto campagne simili, soprattutto per le serie televisive cancellate prima del tempo e di solito i rari tentativi di revival non fanno che confermare l'insuccesso iniziale. La Warner nel mentre ha proceduto con altri piani per il mondo DC Comics al cinema e non si sarebbe probabilmente voltata indietro se non fossero sorte due particolari circostanze in contemporanea. La prima è la pandemia, che ha bloccato le uscite cinematografica; la seconda è la difficoltà di HBO Max, che proprio a causa della pandemia si è ritrovata caricata di una grande responsabilità. La contestata scelta di mandare i film del 2020 contemporaneamente in sala e su HBO Max nasce dalla necessità di (ri)lanciare una piattaforma streaming partita in sordina, tanto che persino accontentare i fan di Zack Snyder è diventata una scelta appetibile.  

Si è venuti incontro alle richieste loro e del regista in modo però persino paradossale, con una nuova versione del film realizzata nel formato IMAX, in un momento in cui le sale ancora stentano ad attrarre pubblico. Gli schermi televisivi, su cui la gran parte del pubblico vedrà il film, non gli faranno un buon servizio perché il formato 4:3 richiede bande laterali nere e schiaccia l'immagine, lasciando inutilizzata una buona parte dei nostri 16:9.

 
L'altro paradosso è che il regista ha voluto e potuto realizzare la propria visione fino in fondo, cancellando le soluzioni di Whedon per ridurre Justice League a un capitolo unico e ripristinandolo come primo di tre film previsti sul supergruppo. Il finale è dunque un cliffhanger e nel film ci sono sequenze oniriche che anticipano i capitoli successivi, che però il regista stesso dice non verranno realizzati. Solo che se dai una mano ai fan è naturale che questi cerchino di prendersi il braccio, convinti di avere un reale potere dal basso e di poter vincere altre battaglie. Ecco dunque che, ancora prima dell'arrivo del film su HBO Max, si è passati da #releasethesnydercut a #restorethesnyderverse, ossia una nuova campagna che chiede venga concesso al regista di realizzare i seguiti che aveva previsto. Snyder ha proposto alla DC Comics di scrivere storie a fumetti sulla sua versione dei personaggi, ma l'editore ha rifiutato.

Non era del resto quel che chiedono i fan, che continuano a fare pressione sulla Warner. Lo Studio ha altri piani per i suoi personaggi di punta e pure per il Darkseid appena introdotto da Snyder, che sarà tra i protagonisti di New Gods di Ava DuVernay. D'altra parte la Warner sta realizzando film con i personaggi DC più celebri ma slegati tra loro, come storie parallale ambientate in differenti universi narrativi. Se esiste un Batman interpretato da Pattinson e un Joker interpretato da Joaquin Phoenix, niente impedisce che possano coesistere il Darkseid dello SnyderVerse e quello di Ava DuVernay. Se in questo caso la fan culture ha difeso la visione di un regista, è però assai più normale che abbia pretese di decidere le intere sorti di un franchise. L'abbiamo visto a proposito della recente trilogia di Star Wars, dove si è visto che inseguire i fan non porta lontano. Del resto, come ha scritto in questi giorni Joshua Rivera su “Polygon”: «Il fandom esiste nella tensione tra l'ossessione per le gioie provate in passato e l'anticipazione di quelle future, ma può pensare il futuro solo nel linguaggio del passato».

   

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