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Jacques Audiard

Jacques Audiard è un attore francese, regista, produttore, scrittore, sceneggiatore, è nato il 30 aprile 1952 a Parigi (Francia).
Nel 2019 ha ricevuto il premio come miglior regia al Cesar per il film I Fratelli Sisters. Dal 1996 al 2019 Jacques Audiard ha vinto 6 premi: Cesar (2010, 2013, 2019), Festival di Cannes (1996), Festival di Venezia (2018). Jacques Audiard ha oggi 70 anni ed è del segno zodiacale Toro.

Un grande autore contemporaneo

A cura di Matteo Treleani

Figlio dello sceneggiatore Michel Audiard, Jacques é uno dei migliori registi francesi contemporanei. Dopo degli studi in lettere si lancia nel mondo del cinema studiando montaggio. Scriverà alcune sceneggiature prima dell'uscita del suo primo lungometraggio, nel 1994, Regarde les hommes tomber con Mathieu Kassovitz e Jean-Louis Trintignant. Il film lascia già capire le marche di un cinema autoriale che adatta le logiche di genere in maniera innovativa e accattivante. Jacques Audiard realizza dei polar, ma l'intensità dei personaggi, l'originalità delle storie che iniziano e non si sa dove porteranno, e la perfetta calibrazione del ritmo e della fotografia ne fanno delle opere d'interesse universale. Regarde les hommes tomber vince un César come miglior film nel 1994. Il 1996 lo vede alle prese invece con Un héros très discret, che vince il premio per la miglior sceneggiatura al festival di Cannes (la pellicola adatta il romanzo di Jean-François Dienau).

Dalle labbra ai battiti del cuore
Jacques si considera un mestierante del cinema, vede la macchina cinematografica come una bottega in cui si realizzano dei prodotti. Impiegherà cinque anni per realizzare il suo quarto lungometraggio, Sulle mie labbra (2001), con Emmanuelle Devos (che vince il César come miglior attrice eclissando la Audrey Tautou del Favoloso mondo di Amelie) e Vincent Cassel. Un polar atipico, con due interpreti di grande intensità (Carla, interpretata dalla Devos, é sordomuta, e assume come collaboratore Paul, Cassel, appena uscito di prigione). Audiard evolve e i suoi film sono sempre più maturi.
Nel 2005 ci regala dunque Tutti i battiti del mio cuore, dove un finalmente straordinario Romain Duris lavora nel mondo mafioso dell'immobiliare parigino, combattuto da un'aspirazione musicale. Un altro polar atipico basato su un grande gioco d'attori e una sceneggiatura senza sbavature. Remake di Rapsodia per un killer di Toback, il film é acclamato dalla critica e il pubblico internazionali.

Il profeta
Nel 2009 è la volta de Il profeta, che permette di scoprire lo straordinario Tahar Rahim, e svela un mondo carcerario che non era mai parso così reale, raccontando l'ascesa nel crimine di un giovane magrebino. Gran Premio al festival di Cannes, miglior film non anglofono ai Bafta 2010, candidato all'Oscar come miglior film straniero e vincitore di numerosi César. In due ore e mezza che scorrono senza un attimo di tregua, Jacques Audiard sembra raggiungere la vetta del suo cinema regalando uno dei migliori polar visti da diversi anni a questa parte. Quattro anni di studi sulle carceri, sui personaggi che mostrano aderenza al reale pur senza dimenticare dei momenti surreali, fanno de Il profeta un anti-Scarface contemporaneo. Torna al cinema tre anni più tardi con la drammatica e commovente storia presentata a Cannes Un sapore di ruggine e ossa, con Marion Cotillard protagonista. Ma sarà Dheepan, tre anni dopo, a regalargli la Palma d'Oro per il miglior film al Festival di Cannes 2015.
Dopo il western I fratelli Sisters (2018), nel 2021 dirige Parigi, 13arr., adattamento cinematografico dei racconti a fumetti di Adrian Tomine "Amber Sweet" e "Morire in piedi".

Ultimi film

Drammatico, (Francia - 2021), 105 min.
Drammatico, (Francia, Italia - 2009), 150 min.
Drammatico, (Francia - 2001), 115 min.

Focus

INCONTRI
lunedì 1 ottobre 2012
Gabriele Niola

Arriva, si siede, poggia il suo Fedora sul tavolo e chiede se può accendersi la pipa. Spesso i registi assomigliano ai film che fanno, alla stessa maniera con la quale i padroni di cani alle bestie che possiedono. Jacques Audiard sembra uscito da un film di Jacques Audiard. È uno dei più grandi registi in attività ma potrebbe essere una comparsa o uno scommettitore di combattimenti illegali del suo ultimo film, Un sapore di ruggine e ossa, passato allo scorso festival di Cannes e in uscita questa settimana al cinema e su MYMOVIESLIVE!

APPROFONDIMENTI
mercoledì 26 settembre 2012
Mauro Gervasini

Non era facile per Jacques Audiard (Parigi, 30 aprile 1952) smarcarsi dall'ingombrante ombra del padre Michel. Non parliamo di un genitore qualsiasi, ma del principale sceneggiatore e dialoghista del cinema francese del secondo dopoguerra. Uno senza il quale Gabin, Delon o Belmondo non avrebbero mai "parlato", o avrebbero fatto le belle statuine e basta, senza epica e battute tramortenti. Jacques poteva dedicarsi ad altro per sfuggire al confronto e invece no, avendo mangiato baguette e cinema sin da bambino ha continuato la tradizione di famiglia

News

In occasione del festival Rendez-Vous, il regista è stato protagonista di una masterclass in cui ha regalato aneddoti...
Gran Premio della Giuria a Son of Saul e miglior regia Hou Hsiao-Hsien.
Oggi Michel Franco, Guillaume Nicloux e Il piccolo principe.
Un sapore di ruggine e ossa, fluido e imprevedibile come la vita.
Un figlio d'arte dallo stile ricercato e altamente evocativo.
Sulla croisette i protagonisti di De rouisse et d'os e Baad El Mawkeaa.
Gran Torino miglior film straniero e una Letizia Casta molto poco casta.
Nessun premio per l'unico film italiano, Vincere di Marco Bellocchio.
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