The Sisters Brothers

Film 2018 | Western, Avventura, Commedia 121 min.

Regia di Jacques Audiard. Un film Da vedere 2018 con Jake Gyllenhaal, Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Riz Ahmed, Jóhannes Haukur Jóhannesson. Cast completo Titolo originale: The Sisters Brothers. Genere Western, Avventura, Commedia - Francia, 2018, durata 121 minuti. - MYmonetro 3,59 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'obiettivo di due ambiziosi fratelli è ammazzare un cercatore d'oro dai modi molto eccentrici. Riusciranno a portare a termine la missione? Il film è stato premiato al Festival di Venezia, Al Box Office Usa The Sisters Brothers ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 3 milioni di dollari e 122 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,59/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,67
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Realista e parodico, il western di Audiard riprende i codici del genere per deviarli come un treno impazzito nell'America della corsa all'oro .
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 4 settembre 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 4 settembre 2018

Oregon, 1851. Eli e Charlie Sisters sono fratelli e pistoleri virtuosi al servizio del Commodore, padrino locale che li lancia sulle tracce di Herman Warm, cercatore d'oro fuggito in California. L'uomo ha messo a punto un processo chimico per separare l'oro dagli altri residui minerali su cui il Commodore vuole mettere le mani. A cavallo, i Sisters avanzano verso il loro obiettivo per torturarlo e poi piantargli una pallottola in testa. A precederli nella caccia è John Morris, investigatore umanista che ha il compito di rintracciare Warm e trattenerlo fino all'arrivo dei due sicari. Ma il chimico è pieno di sorprese e finisce per sorprendere Morris, coinvolgendolo nella sua impresa: trovare l'oro e costruire una società ideale a Dallas.

Ostinato nella ricerca, Charlie prosegue la cavalcata mentre Eli comincia a porsi delle domande sul senso delle loro azioni e sulla sulfurea reputazione che li precede ovunque vadano.

Primo film americano di Jacques Audiard, The Sisters Brothers conquista l'Ovest e riflette a colpi di colt sulla fraternità biologica. Tra l'Oregon e la California, la strada è lunga e gli incontri tanti, il viaggio cova l'oro e un segreto: la consapevolezza che la fratellanza non è un sentimento vano.

Realista e parodico, The Sisters Brothers è un percorso iniziatico che mette alla prova il legame di fraternità che unisce i 'Sisters'. Il cognome (Sisters), che contempla la sorellanza dei fratelli e la grazia del gesto femminile (si prendono cura l'uno dell'altro tagliandosi reciprocamente i capelli), corregge il culto della virilità rimproverato al regista in Dheepan, thriller politico a base di testosterone, ideologia passiva e artiglieria pesante. Pieno di humor nero e di profondità insospettabili, di personaggi truculenti e avventure memorabili, il western di Audiard riprende i codici del genere per deviarli come un treno impazzito nell'America della corsa all'oro.

Adattamento del romanzo omonimo di Patrick deWitt, The Sisters Brothers va al di là dell'omaggio al genere e insegue le sue prede al fianco di due criminali che incarnano alla perfezione il folclore del Far West.

Sovente bestiali e cattivi, qualche volta sensibili e rabbuiati davanti alle loro azioni selvagge e violente, i fratelli Sisters cavalcano costantemente tra il tono elegiaco di Eli e l'azione costante di Charlie. Il racconto mirabilmente condotto, con le sue svolte senza ritorno e le sue rotture di tono, non chiosa il passato familiare e professionale dei nostri. Cortocircuitando l'intrigo principale (il duo che tallona le sue vittime), Audiard segue parallelamente due personaggi gentili che coltivano insieme un'affinità elettiva. Rovescio romantico del tandem scordato e comico, John Morris (Jake Gyllenhaal) e Herman Warm (Riz Ahmed) incarnano le due facce dell'uomo onesto che il coraggio, il senso della decency e l'intelligenza voterebbe al successo. Ma la prepotenza cieca e arbitraria dei fratelli Sisters dimostra che l'America non ha prosperato sulla fortuna di uomini dabbene ma sull'avidità di uomini famelici.

Divorata dalle fiamme, come il granaio nella prima sequenza, l'America affonda sulla riva del fiume e nello spirito 'caustico' di mostri a cui è concesso di dormire in pace. Negli spazi americani, Audiard insegue invano un sentimento di solidarietà e giorni migliori che non arriveranno mai. John C. Reilly (Eli) e Joaquin Phoenix (Charlie) sono gli assi di una partita che gioca sui contrasti, una polarità elementare che si innesca o culmina nel titolo stesso del film. Se il primo concentra una ferita e una ricerca di senso in una cicatrice che risale come una virgola dalle labbra fino al naso, il secondo dispensa le parole che gli mancano tracciando un imprevedibile comeback. Saldo e curiosamente forbito, Eli riflette per due cercando disperatamente il cammino della loro redenzione comune, ingarbugliato e anarchico, Charlie lascia parlare i pugni e le pistole. In sella a un cavallo che fa marcire le loro coscienze più dei cowboy abbattuti alle spalle, galoppano verso un sorprendente ritorno alle origini, alla mamma e al sapone.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 4 settembre 2018
Peer Gynt

Questo del francese Audiard è, più che un western, un film picaresco, nel quale le vicende dei personaggi sono guidate dal caso e immerse nel caos. Siamo in Oregon, nel 1850: è il selvaggio West, dove i paesi che incontri per strada sono nati una settimana fa, dove non esistono ancora strade e per non sporcarsi di fango si cammina su passerelle di legno.

domenica 2 settembre 2018
ROBERT EROICA

#Venezia75 - #theSistersBROTHERS - Concorso - Un western "europeo" dalle sottili venature omoerotiche che riflette su concetti alti come ambizione, potere, felicita' individuale. E lo fa con uno stile ibrido che isola la violenza in brevi attimi necessari mentre un gruppo di uomini, siano essi ricercati o inseguitori, cerca il proprio futuro attraverso una impossibile Utopia.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 3 settembre 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Il western continua a essere dannatamente divertente a Venezia dopo il film a episodi dei fratelli Coen. The Sisters Brothers di Jacques Audiard (Palma d'oro a Cannes nel 2015 con Deephan) è un'esilarante cavalcata di due coppie a tema v-rilità & utopia. I fratelli Sisters (Phoenix e Reilly), uomini di fiducia di un gangster locale, inseguono un chimico che ha scoperto come trovare più facilmente l'oro [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 settembre 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

Il francesissimo Audiard riesce nel genere western meglio di come abbiano fatto negli ultimi tempi la gran parte dei registi americani. Forse perché il suo principale obiettivo non è il gioco cinefilo o la riflessione sulla "nascita di una nazione" ma una storia divertente e con una tensione narrativa e morale non superficiale tra i personaggi. Hermann Warm (Riz Ahmed) è un mite uomo in fuga.

lunedì 3 settembre 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Pare che la stilizzata prosa di Patrick DeWitt, il romanziere canadese di «The Sisters Brothers», produca un effetto comico, ma non definiremmo «comico» il film che il regista francese Jacques Audiard ne ha tratto. Di certo l'ironia del destino è il motore della storia, e si può sorridere di alcune situazioni, ma si sa che il regista di «Il profeta» dei suoi personaggi ama esplorare l'innocenza vulnerata [...] Vai alla recensione »

winner
miglior regia
Festival di Venezia
2018
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