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Il favoloso mondo di Amelie
Un film di Jean-Pierre Jeunet.
Con Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Dominique Pinon, Rufus, Jamel Debbouze.
continua»
Titolo originale Le Fabuleux destin d'Amélie Poulain.
Commedia,
durata 120 min.
- Francia 2001.
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![]() Una storia deliziosa, diversa e curiosa, che fa star bene
Daniela Azzola
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Amélie cresce in provincia, siamo in Francia. Suo padre è un medico fin troppo originale: visita ogni mese la figlia, che si agita ogni volta, e crede che sia malata di cuore. La madre, uscita dalla chiesa, viene schiacciata da una suicida. Più grande la ragazza va a Parigi. Fa la cameriera e incontra tanta gente. Il 31 agosto 1997 è il giorno decisivo della sua vita: vede in tv il servizio dulla morte di lady Diana, le cade di mano un tappo di bottiglia che finisce sotto una piastrella, dove Amélie trova una vecchia scatola di cianfrusaglie (figurine, la foto di un calciatore, un ciclista di ferro). Si mette in testa di rintracciare il proprietario, che a quel punto avrà una cinquantina d'anni. Lo trova, gli restituisce il "ricordo" e gli cambia la vita. Da quel momento decide di far felice il prossimo, ed ecco una galleria di personaggi secondo la tradizione del cinema francese...dell'arte: un pesce che cerca continuamente di suicidarsi, un impiegato dei treni in pensione che oblitera le foglie delle piante di sua moglie, un pittore che falsifica una volta l'anno un dipinto di Renoir, un cieco che Amélie accompagna, descrivendogli ciò che vede. Il film è stato un "caso". Negli USA ha battuto l'incasso del nostro La vita è bella. In Francia il chiasso è stato altissimo, con riferimenti al grande cinema del passato, da Carné a Malle ( Zazie nel metro), a Lelouch alla magica scrittura di Prévert. Con tutto il rispetto, la sceneggiatura di Jeunet-Laurent, spumeggiante e fantasiosa, non si avvicina certamente allo spessore di Prévert. Dunque Amélie più che beatificata, va considerata una bella storia, diversa e curiosa, che fa star bene, uscita nel momento propizio. Ma noi continuiamo a preferire Benigni. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 5 |
Il sorriso di amelie brilla su questo capolavoro
sabato 2 febbraio 2002
di Diego
Il genere commedia fantastica sembrava realmente lontano dal cinema contemporaneo.E invece ecco spuntare "Il favoloso mondo di Amelie". Il film è narrato proprio come una favola,a cominciare dalla bellissima fotografia dai caldi color pastello. A tratti tornano in mente le vecchie commedie del grande Jean Renoir (citato mediante la pittura del suo geniale padre Auguste).Quelle commedie sono lontane...La ricetta per farle rinascere è allora:prenderne gli strati,gonfiarli,e farli viaggiare a mille continua » |
Film veramente interessante
mercoledì 28 agosto 2002
di Massimo
Gran bel film questo favoloso mondo di Amelie. Disegna una galleria di personaggi fornendo per ciascuno un quadro psicologico chiaro e preciso e li innesta in una storia irrealistica ma che una volta calati nell'atmosfera del film, acquista una sua razionalità divenendo credibile. Su tutti spicca Amelie,ingenua ragazza francese cui è stato negato affetto da un padre troppo freddo e una madre fin troppo rigida, che un bel giorno decide di spendere tutta sè stessa per la felicità degli altri. Alla continua » |
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Di rara dolcezza...
sabato 23 febbraio 2002
di Anders
Non ho memoria di aver mai visto un film di così rara dolcezza,che colpisce senza riserve lo spettatore nell'intimo dei suoi sentimenti(a meno che egli non sia un pezzo di marmo!),il quale,da parte sua,non può far altro che rimanerne coinvolto.Dolcezza sì,ma mai eccessivamente sdolcinato o coercitivo verso un perbenismo a tutti i costi,cosa che già di per sè dimezzerebbe(se non di più)la qualità del film.La scena,che credo avrà colpito la maggior parte di voi,è quella del prefinale in cui lei dà,e continua » |
Tre stelle? non scherziamo...
domenica 17 febbraio 2002
di Fabio Cerullo
Un film delizioso, emozionante, divertente, coloratissimo. L'elogio delle piccole cose in un mondo che ognuno di noi può rivestire della polvere magica di cui sono fatti i sogni. Azzeccati i personaggi, il ritmo narrativo e le riprese originalissime. Una scena su tutte: Amelie che diventa gli occhi del cieco mentre lo aiuta ad attraversare la strada. Una morale: per ricevere amore bisogna provare piacere nel dare amore. Ma se ne trovate un'altra, ben venga. Amelie ci fa riflettere, ma non nel modo continua » |
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| Suzanne (Claire Maurier) | |
| Prendete due persone normali di sesso opposto, fate credere a ciascuno che l’altro lo trova irresistibile e lasciateli cuocere a fuoco lento. Funziona sempre. | |
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| Hipolito (Artus de Penguern) | |
| Senza di te le emozioni di oggi sarebbero la pelle morta delle emozioni passate! | |
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| Audrey Tautou porge una moneta a un mendicante. Che rifiuta dicendo | |
| Grazie signorina, ma non lavoro mai di domenica. | |
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Altre frasi celebri del film Il favoloso mondo di Amelie
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DVD | Il favoloso mondo di AmelieUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 16 aprile 2008
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CELEBRITIES | La favola di un sorriso che sa commuovere, sorridere, incantare.Una ragazza deliziosa
martedì 26 maggio 2009 - Stefano Cocci
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Amélie Poulain, il dolce, bizzarro angelo custode di Montmartre, plana tra noi già coronata di una spessa aureola mediatica. Nei prossimi giorni si accettano scommesse cominceremo a descriverci (o qualcuno lo farà a nostre spese) alla maniera in cui Jean-Pierre Jeunet descrive i personaggi del film, con "quel che ci piace" e "quel che non ci piace": diventerà uno dei tormentoni che nascono al cinema e si diffondono nel gergo sociale, come "le cose per cui vale la pena di vivere" di Allen o "dì qualcosa di sinistra" di Moretti. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
C’è speranza se questo accade a Parigi. Il favoloso mondo di Amélie, di Jean-Pierre Jeunet, è un albergo del sorriso. Il mondo così come sarebbe piaciuto a Zavattini, e a Prévert, e a Carné: le fate e gli gnomi possiamo essere noi, capaci di trasformare la realtà che ci circonda con la sola forza dello sguardo. Prendete Amélie Poulain (Audrey Tautou): avrebbe tutto il diritto di tenere il muso da mattino a sera, di mandare a quel paese il prossimo che le ha sempre giocato tiri poco simpatici. A partire dal padre vedovo, prima medico e ora pensionato, sempre tanto triste ma tanto triste da far venire l’angoscia appena lo si incrocia (figurarsi crescerci insieme). » |
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di Gabriella Gallozzi L'Unità
Chirac ha voluto una proiezione privata all'Eliseo. Jospin, più "democraticamente", l'ha potuto apprezzare nelle sale. Da destra a sinistra tutto il mondo politico l'ha amato. Jean-Paul Gaultier gli ha dedicato una sfilata. In Usa ne vorrebbero fare una serie per la tv. Le ragazze francesi assediano i parrucchieri per farsi pettinare alla Amélie. Ed Elle ha dedicato un numero ai suoi vestitini colorati. Insomma, Il favoloso mondo di Amélie da semplice film sui buoni sentimenti firmato da Jean-Pierre Jeunet - ex complice di Marc Caro in Delicatessen e La cité des enfants perdus - si è trasformato in un potentissimo fenomeno di costume. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Proprio ora, a Legnano, il ragionier Alfonso Leoni s'aggiusta soddisfatto il bavero della giacca nuova, intanto a Gallipoli la vedova Lucia Giuffrè pensa con una punta di sollievo al suo Domenico che non c'è più. Quanto alla piccola Marisa Gilardino, in questo momento a Taggia si prova traballando le scarpe della madre, mentre a Comiso il verduraio Lino Amenta legge distratto una recensione di Il favoloso mondo di Amélie ( Le fabuleux destin d'Amélie Poulain, Francia e Germania, 2001, 122'). Se così fosse - se Alfonso, Lucia, Marisa e Lino (a parte il povero Domenico) davvero facessero quello che qui si suppone, e se una voce fuori campo ce lo raccontasse -, alloranoi stessi saremmo dentro il gioco inaspettato e felice inventato da Jean-Piene Jeunet e dal cosceneggiatore Guillaume Laurant. » |
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