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mercoledì 16 agosto 2017

Romain Duris

Mr. alter-ego di Cédric Klapish

43 anni, 28 Maggio 1974 (Gemelli), Parigi (Francia)
occhiello
"Loro non sanno quanto sono fortunati. Camminano, corrono, respirano, spensierati a Parigi. Io li invidio la vita".
dal film Parigi (2008) Romain Duris è Pierre
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Romain Duris
Cesar 2015
Nomination miglior attore per il film Una nuova amica di François Ozon

Cesar 2011
Nomination miglior attore per il film Il truffacuori di Pascal Chaumeil



Come rendere la seduzione un business con Il truffacuori.

Inganni del cuore e balli proibiti

martedì 8 febbraio 2011 - Edoardo Becattini cinemanews

Inganni del cuore e balli proibiti In tempi di business agonistico e di crisi economica, è molto probabile che arte della finzione e arte della seduzione tendano a combaciare. Non è un caso, d'altronde, che si faccia un gran parlare in questi giorni di Rubacuori di nome (d'arte) e di fatto, mestieranti dell'adescamento che han reso titoli come Le regole dell'attrazione o Attrazione fatale più adatti alle pagine della cronaca politica che ad un film di finzione. Anche il cinema contemporaneo ha i suoi adulatori di professione e quel che essi vanno raccontandoci da qualche anno è che i nuovi Casanova, Don Giovanni e Valmont sarebbero oggi piccoli imprenditori della fascinazione o affaristi dell'ars amatoria. In Hitch, Will Smith era un “dottor rimorchio”, esperto pianificatore di incontri amorosi per uomini timidi e impacciati. Ne L'uomo perfetto, l'attore disoccupato Riccardo Scamarcio si improvvisava gigolò per mandare a monte un matrimonio. Il Romain Duris de Il truffacuori è un po' l'uno e un po' l'altro: un po' speculatore degli umani sentimenti e un po' frantumatore di coppie a cottimo, un po' businessman spregiudicato e un po' commediante sornione. Come racconta lui stesso in quella sorta di lungo prologo-spot che apre il film: “In una coppia, ci sono tre tipi di donne: quelle felici, quelle infelici ma che tengono alta la testa e quelle infelici ma incapaci di ammetterlo. Queste ultime sono alla base dei miei affari”. Il capitalismo creativo trova nuovi campi d'azione nei rapporti insoddisfacenti grazie a parenti o amici scontenti della relazione.

Colpo grosso
L'approccio dell'impresa Duris & Co. prevede l'allestimento di scenari romantici e la recita di dialoghi trasognanti prelevati dai più noti luoghi comuni del cinematografo. Niente che abbia pretesa di decostruzione, sia ben chiaro, o che non risulti protetto da uno spesso esoscheletro morale. Ma prima di arrivare verso la fine e “scoprire” che non si può fingere o speculare sul vero amore, si gioca amabilmente con i cliché del cinema contemporaneo esibendo paesaggi esotici o lussuosi, simulando sequenze d'azione o di spionaggio, mettendo in scena continui mascheramenti e trasformismi. In un certo senso, Il truffacuori dà la sensazione di una commedia romantica che si finge un heist movie. Pascal Chaumeil gira un film sentimentale come fosse il racconto di una rapina, come se il nuovo colpo della banda di Ocean's Eleven fosse allestire un remake di Dirty Dancing. Il principio è che l'insieme vale più della somma delle parti e che lo spirito di squadra si crea in base a una sinergia di connotati glamour, atteggiamenti affabili e una gaia e disinvolta esuberanza fra diversi caratteri. Anche se gran parte del film si svolge a Monaco, il vero colpo grosso non è la rapina a un casinò di Montecarlo, ma poter vedere Romain Duris e Vanessa Paradis danzare sulle note di “I've had the time of my life” all'interno di un ristorante italiano. Guardare il giovane scrittore in Erasmus de L'appartamento spagnolo e la bambola eterea dal fascinoso diastema de La ragazza sul ponte imitare i passi di Patrick Swayze e Jennifer Grey, è un po' come vedere George Clooney e Brad Pitt reinventare i duetti fra Frank Sinatra e Dean Martin: un gioco di ruolo per mattatori in cui è difficile distinguere quale sia la stella che brilli di luce riflessa, ovvero se trovi più gloria l'imitatore o l'imitato.

Passo a due
Certo, nel caso de Il truffacuori, il ballo sensuale di Dirty Dancing è un riferimento tanto notorio e diretto quanto rischioso, considerando la popolarità del film e di uno quei brani immancabili nella playlist di qualunque festa anni Ottanta. Considerando la pletora di romantici e accaniti sostenitori plurigenerazionali che il film porta con sé da più di vent'anni, ogni riferimento è difficile almeno quanto la celebre presa dell'angelo del finale del film. Ma se ben condotta è la mossa ideale per chiudere il colpo, lo scenario più adatto per allestire l'inganno e muovere il gioco della seduzione con lo spettatore. Il tempo di far ricordare che “non si mette Baby in un angolo”, di far scendere qualche lacrima, di dire “meriti di meglio”, è l'affare è fatto.

   

Una nuova amica

* * * - -
(mymonetro: 3,15)
Un film di François Ozon. Con Romain Duris, Anaïs Demoustier, Raphaël Personnaz, Isild Le Besco, Aurore Clément.
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Genere Drammatico, - Francia 2014. Uscita 19/03/2015.

Rompicapo a New York

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,80)
Un film di Cédric Klapisch. Con Romain Duris, Audrey Tautou, Cécile De France, Kelly Reilly, Sandrine Holt.
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Genere Commedia, - Francia, USA, Belgio 2013. Uscita 12/06/2014.

Mood Indigo - La schiuma dei giorni

* * - - -
(mymonetro: 2,33)
Un film di Michel Gondry. Con Romain Duris, Audrey Tautou, Gad Elmaleh, Omar Sy, Aïssa Maïga.
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Genere Drammatico, - Francia, Belgio 2013. Uscita 12/09/2013.

Tutti pazzi per Rose

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,57)
Un film di Régis Roinsard. Con Romain Duris, Déborah François, Bérénice Bejo, Shaun Benson, Mélanie Bernier.
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Genere Commedia, - Francia 2012. Uscita 30/05/2013.

Il truffacuori

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,91)
Un film di Pascal Chaumeil. Con Romain Duris, Vanessa Paradis, Julie Ferrier, François Damiens, Helena Noguerra.
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Genere Commedia, - Francia, Principato di Monaco 2010. Uscita 11/02/2011.
Filmografia di Romain Duris »

martedì 8 agosto 2017 - In prima serata alle 21.15 le vite straordinarie delle persone ordinarie che abitano la Ville Lumière.

Parigi, il film stasera in tv su RAI5

a cura della redazione cinemanews

Parigi, il film stasera in tv su RAI5 Pierre è un ballerino a cui viene diagnosticata una grave malattia cardiaca; deve attendere il trapianto ma non è affatto certo che sopravviverà. Sua sorella si trasferisce da lui per assisterlo, insieme ai suoi tre figli senza padre, e fa la spesa al mercato di quartiere, dove i fruttivendoli sono in piena schermaglia amorosa. Intanto un nordafricano s'imbarca alla volta dell'Europa, una fornaia assume un'apprendista maghrebina e un professore universitario di storia, in crisi esistenziale, s'innamora di una studentessa, si confronta con il fratello architetto e si presta a commentare la città di Parigi per una collana di dvd. Sono alcune delle traiettorie che Cédric Klapisch traccia sulla mappa di Parigi, storie di vita ordinaria rese straordinarie dallo sguardo di Pierre, "esaltato" dalla prospettiva della morte. Un percorso che si denuncia da solo -nelle parole del professore che cita Baudelaire- senza capo né coda, ambientato in un momento storico antirivoluzionario ma, evidentemente, intriso di spleen.
Pierre è il regista degli incontri tra i personaggi, l'unico a intercettarli tutti, anche se capirli è altra cosa; li guarda dall'alto in basso o dal basso in alto, spettatore alla ricerca di prospettive d'artista. Ma lo scambio è mutuo: Klapisch, che pure si mette al livello dei personaggi, discreta terza presenza nella stanza con loro, soffre a sua volta di un problema di cuore. Il suo sguardo è sentimentale, abbraccia il bello e il brutto, l'attore famoso (Binoche, Duris, Luchini) e quello poco noto, ripropone squarci del proprio cinema ma ne mitiga fortemente la leggerezza. Parigi, splendidamente fotografata da Christophe Beaucarne, senza enfasi ma non senza amore, è il contenitore che tutto tiene e tutto perdona, ma l'idea di percorrerla programmaticamente senza meta, per disegnare un "ritratto effimero di una città eterna" (come avrebbe dovuto specificare un sottotitolo poi omesso), non sempre appare come la soluzione migliore.

Parigi andrà in onda stasera in prima serata alle 21.15 su RAI5.

   

venerdì 7 luglio 2017 - Kevin Spacey e Michelle Williams sono i protagonisti del film che racconta il rapimento di John Paul Getty III.

Ridley Scott: «All the Money in the World è una storia che dovevo raccontare»

Paola Casella cinemanews

Ridley Scott: «All the Money in the World è una storia che dovevo raccontare» È girato quasi interamente nel Lazio, fra Roma, Bracciano e Villa Adriana a Tivoli, All The Money In The World, il nuovo film di Ridley Scott che racconta il rapimento di John Paul Getty III, rampollo della potentissima famiglia di petrolieri americani, avvenuto in Italia nel 1973: "Un periodo in cui nel vostro Paese era di moda rapire i figli dei ricchi e chiedere alle famiglie un grosso riscatto", afferma Scott. "Ricordo che quando sono venuto in vacanza in Sardegna - non quella fighetta dell'Aga Khan, quella più genuina intorno a Palau - si mormorava che il personale dell'aeroporto procurasse alle cosche mafiose le liste dei passeggeri facoltosi in arrivo dall'estero".
Senza peli sulla lingua, Scott racconta il suo film chiedendosi se il titolo sia quello giusto.
Del resto se l'avessi chiamato semplicemente Getty il pubblico si sarebbe aspettato un polpettone storico-politico. Invece All The Money In The World è un titolo che fa riflettere sul valore della ricchezza, e si concentra su uno spaccato nella vita di una famiglia sfortunata. Il regista Ridley Scott "I mesi del rapimento di John Paul III, un ragazzo molto libero che, a 16 anni, viveva fra la casa della madre Gail e quelle delle sue fidanzate. Non certo un verginello, tant'è vero che all'inizio fu sospettato dalla polizia di aver inscenato lui stesso il suo rapimento, facendosi nascondere dagli amici italiani per poi dividere con loro il bottino".
I veri protagonisti di All The Money In The World, però, sono Jean Paul Getty, il nonno del rapito, interpretato da Kevin Spacey, e Gail Harris, che ha il volto di Michelle Williams. "Kevin era la mia prima scelta per il ruolo. Un anno fa gli ho mandato la sceneggiatura e lui è salito subito a bordo", racconta Scott, contraddicendo le cronache che sostengono che la parte fosse stata proposta inizialmente a Jack Nicholson.

venerdì 7 luglio 2017 - La scomparsa della moglie di un ricco banchiere spalanca le porte su un mondo vorticoso fatto di ossessioni segrete, azioni disperate e inganni complicati.

Da vedere su Netflix: Iris

a cura della redazione cinemanews

Da vedere su Netflix: Iris Mentre il ricco marito Antoine Doriot, dirigente di banca, paga il conto di un lussuoso ristorante, la moglie Iris scompare. Scopriremo quasi subito che è stata rapita da Max, un meccanico pieno di debiti e separato dalla moglie. Questi è d'accordo con Iris nel simulare il rapimento e chiedere un riscatto a Doriot, ma è solo il primo di una serie di doppi giochi. Ho scoperto la sceneggiatura di questo film nel 2011, prima di conoscere l'originale giapponese. Arrivava da un produttore americano che aveva già al suo attivo i rifacimenti di alcuni film asiatici, tra cui The Departed. Questa storia mi ha attratto perché aveva toni scuri, erotici. Della sceneggiatura, poi, mi piaceva che si inscrivesse nella tradizione del noir ma contemporaneamente se ne allontanasse imponendo una propria personalità. Applica i codici del thriller per poi tradirli in modo molto originale. Jalil Lespert Diretto da Jalil Lespert, che nel film interpreta Antoine, si tratta di un libero remake di Chaos di Hideo Nakata del 2000, di cui condivide lo stesso primo atto, per prendere poi strade diverse. Il film francese predilige lo studio psicologico dei caratteri, riduce un poco i colpi di scena e ha un finale del tutto diverso e più convincente. In entrambi i casi c'è una componente erotica, ma qui Lespert la spinge molto di più con una scena dove si esibiscono escort sadomaso.

Oltre all'attore-regista, che per la prima volta dirige se stesso, figurano nel cast Romain Duris, tra i più amati volti di Francia, e l'ex modella Charlotte Le Bon, che aveva già recitato per Lespert in Yves Saint Laurent. Un cast dunque di grande fascino e glamour, che rende conturbante il nerissimo e disperato intreccio.

   

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