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The Village
Un film di M. Night Shyamalan.
Con Joaquin Phoenix, Adrien Brody, Bryce Dallas Howard, William Hurt, Sigourney Weaver.
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Thriller,
Ratings: Kids+13,
- USA 2004.
uscita venerdì 29 ottobre 2004.
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![]() Thriller suggestivo e ben girato che conferma la capacità del regista di stupire a breve termine
Giovanni Idili
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Notte e nebbia
venerdì 28 gennaio 2005
di enoc
Alla sua quarta opera, Shyamalan costruisce una pellicola nebbiosa e avvolgente, sapientemente interpretata da un cast gestito con rara intelligenza (notevoli le attribuzioni di parti minori ad attori del calibro di Sigourney Weaver e Brendan Gleeson) e magistralmente illuminata da Roger Deakins (il direttore di fotografia dei fratelli Coen). Ma l'aspetto più significativo di questo film sottostimato è senz'altro il senso di mistero che abita ogni inquadratura, un senso ottenuto giocando con lo continua » |
Il viaggio dell'amore al di la' della paura
domenica 17 settembre 2006
di Peer Gynt
Siamo in Pennsylvania nel 1897 (lo dice la lapide della prima scena del film), a Covington, un villaggio che si stende pigro e solitario in una verde vallata. Gli abitanti vivono la loro vita tutti insieme, stretti l'uno all'altro, accerchiati da un bosco abitato dalle cosiddette "creature innominabili", sorta di incrocio fra terribili angeli posti a guardia dell'Eden da un Dio terribile e austero e divinita' malefiche di un tempo primordiale. Cosi' comincia l'ultimo, straordinario film di Night continua » |
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"zardoz" e "the village"
mercoledì 15 marzo 2006
di Gianpaolo
l'autoconfinamento per fuggire da una società che genera mostri,....per creare una una società alternativa che sia immune dal dolore. Questa è la struttura utopica, basata sulla menzogna..che i cosidetti anziani del villaggio hanno allestito,......creando in sostanza una sorta di geniale, ed edulcorato sistema dittatoriale, il cui funzionamento fa leva sulla paura generata dalle (fittizzie) creature che abitano il bosco, metaforico confine tra il bene e il male. Dopo aver attinto ("Unbreakable") continua » |
Un horror che non è horror
sabato 7 gennaio 2006
di alberto 86
the village è uno di quei film ke,come si suol dire,lascia l'amaro in bocca,ke forse potrebbe deludere molti una volta giunto alla fine perchè mostra tutto fuorchè ciò ke ci si aspettava.ma forse questo non è un difetto per un cineasta come shyamalan che aveva già fatto centro con l'affascinante quanto inquietante "Sesto senso".Certo è difficile per"the village"eguagliare l'oscuro fascino del suo predecessore ma quel qualcosa di misterioso ed enigmatico ke caratterizzava "Il 6o senso"è ancora continua » |
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perché non riesci a dire quello che hai nella testa? Perché non riesci a smettere di dire quello che hai nella tua? perché prendi l'iniziativa quando voglio averla io? se voglio danzare, sarò io a chiederti di danzare; se voglio parlare, io aprirò la bocca e ti parlerò. tutti continuano a tormentarmi perché parli di più, perché poi? a che serve dire che ti penso dall'istante in cui mi sveglio?che può venire di buono se dico che talvolta non riesco ad essere lucido o non posso lavorare bene? Che cosa cambia mai se riesco a dirti che ho paura come tutti gli altri solo quando penso che tu possa essere in pericolo? È per questo che sono sotto questo portico, Ivy Walker, la tua incolumità viene prima di quella degli altri. E . si! Voglio danzare con te al nostro matrimonio! |
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| Il mondo si muove per amore...si inginocchia davanti ad esso ammirato. | |
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DVD | The VillageUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 23 febbraio 2005
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NEWS | M. Night Shyamalan realizza un thriller "ambientalista" ispirato a L'invasione degli ultracorpi.E venne il giorno che la natura si ribellò
martedì 27 maggio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi
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di Roberto Nepoti La Repubblica
A pensarci, sembra strano: oggi è un regista nato a Madras il migliore erede della tradizione del "gotico" americano. Non solo; l'ultimo film del trentaquattrenne cineasta indiano rappresenta forse l'allegoria più riuscita, esatta ed efficace sulla tragedia dell'11 settembre. Eppure, M.Night Shyamalan ambienta The Village alla fine dell'800, in una piccola comunità rurale americana isolata dal resto del mondo. Le regole dei padri fondatori vietano di oltrepassarne i confini, inoltrandosi nei boschi circostanti popolati da pericolosissime "creature che non si possono nominare". » |
C’è lo spirito di Buzzati nel villaggio dei misteri
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Siamo (o almeno così sembra) nel 1897, dentro un villaggio americano circondato da boschi dove allignano (o almeno così si crede) «creature innominabili» che sbranano e uccidono. Donde la consegna, sancita dal consiglio degli anziani, di non muovere un passo fuori dalla cerchia tutelata. Ma servirà tanto impegno protettivo a salvare la comunità dall’esplosione del Male? L’apologo è trasparente: in questa favola si parla di noi, assediati dopo l’11 settembre nel nostro villaggio globale ed esposti alle terrificanti minacce del mondo di fuori. » |
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di Mauro Gervasini Film TV
America, 1879. una piccola comunità e assediata nel proprio villaggio da mostruose creature che vivono nei boschi. Seguendo la forza dell’amore, Ivy Walker (Bryce Dallas Howard), non vedente, affronta la foresta per raggiungere la città, dove poter comprare le medicine che salveranno il promesso sposo Lucius Hunt (Joaquin Phoenix). Film politico, si è detto di questo The Village. Il regista d’origine indiana M. Night Shyamalan non rifiuta l’interpretazione, e ammette di averlo scritto sull’onda emotiva dell’li settembre e a ridosso della campagna dei neocon denominata “shock and awe” (“sconvolgi e intimorisci“, ma “awe” è anche “assoggettare“). » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Il fantastico e il realistico si incontrano e si contraddicono, in The Village (Usa, 2004, 107’). Iniziato in un vago 800, il film scritto e diretto da Manoj Night Shyamalan finisce per tornare ai nostri anni. Tutto in esso, dai vestiti al linguaggio, sembra appartenere al passato, ma poi quel che vi accade si mostra allo spettatore ben radicato nel presente. Si tratta dunque di un incontro “d’autore” tra fantasia e realtà? O si tratta di un errore di racconto, che banalizza l’intreccio? Delle due ipotesi, la prima non dà conto di elementi narrativi che al fantastico non si possono ricondurre. » |
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