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Jesse EisenbergIntrappolato nel Social NetworkNome: Jesse Adam EisenbergAltri nomi: Jesse Adam Eisenberg 29 anni, 5 Ottobre 1983 (Bilancia), New York City (New York - USA) |
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![]() ‎"La gente vuole un sito con cui possa andare su Internet e curiosare sugli amici.. Facciamo un sito e mettiamoci tutto quello che vogliono.."
dal film The Social Network (2010)
Jesse Eisenberg è Mark Zuckerberg
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Grazie al suo aspetto da irresistibile nerd, Jesse Eisenberg ha fatto breccia nel cuore della "Bella" Kristen Stewart, in sella alle mirabolanti giostre di Adventureland. Si è - poi - coalizzato con il fanatico di dolciumi Woody Harrelson nello sterminio di mutanti creature in Benvenuti a Zombieland, propagandosi come un virus informatico nella rete di Facebook in The Social Network.
Origini
Talento precoce, il giovane Eisenberg suonava la batteria già all'età di otto anni.
Nato nel Queens di New York da una famiglia ebrea di origini polacche, Jesse ha due sorelle: Kerri e Hallie Kate Eisenberg, quest'ultima anch'essa attrice.
Suo papà - Barry - è un medico e professore di college; sua madre, Amy, intrattiene i bimbi alle feste di compleanno, camuffata da clown.
Formazione
Trasferitosi nel New Jersey, si forma presso la East Brunswick Public Schools e - successivamente - alla Hammarskjold Middle School. Frequenta le prime due classi del liceo alla Churchill Junior High School, per poi conseguire la maturità fra i banchi della East Brunswick High School. Dopo aver ottenuto l'ammissione alla New York University, il ragazzo decide di non iscriversi poiché impegnato a recitare sul set. Approda, tuttavia, a Greenwich Village (sobborgo di NY) laureandosi nelle aule della New School.
Carriera
Debutta, appena tredicenne, calcando la scena di Broadway nel revival di "Estate e fumo" di Tennessee Williams.
Nel 1999, è il teenager protagonista della serie tv a format familiare, Get Real.
Nel 2002, si fa notare tra gli allievi del corso di Storia del Professor Kevin Kline ne Il club degli imperatori.
Ventiquattro mesi più tardi, si insinua fra i misteriosi abitanti di The Village.
Nel 2005, viene contagiato da un'infezione licantropica nell'horror Cursed - Il maleficio.
In seguito, è un reporter che si mette sulle tracce di un criminale di guerra bosniaco nel thriller, The hunting party - I cacciatori.
Nel 2010, si cimenta per David Fincher nello studente di Harvard che ha rivoluzionato la comunicazione globale progettando The Social Network, Facebook.
Inoltre, lo troviamo nel cast dell'indie crime Holy Rollers, nella commedia - prodotta da Ben Stiller - 30 Minutes or Less, nonché nel sequel Zombieland 2.
Curiosità
La sua performance in Adventureland di Greg Mottola gli ha fruttato una nomination ai BAFTA 2010, come miglior stella emergente.
Come il suo ultimo alter ego cinematografico (il Mark Zuckerberg di The Social Network ndr. ), l'attore è un portento della "rete"; ha recentemente progettato il wordplay website, "OneUpMe.com", registrando oltre 850 utenze.
Consuma le sue serate con gli amici divorando pizza al "Sal and Carmine's Pizza" di Broadway.
Golden Globes 2011
Premio Oscar 2011
BAFTA 2011
BAFTA 2010
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Now You See Me - I maghi del crimine
continua»
Genere Thriller, - USA, Francia 2013. Uscita 11/07/2013. |
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Rio 2
continua»
Genere Animazione, - Brasile, USA 2014. Uscita 17/04/2014. |
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Il film su Facebook. Niente di più istantaneo, semplice, commerciale e cinematograficamente svilente. L'abbiamo fatto in Italia e si chiamava Feisbum, aggregava diverse storie che di comune avevano ben poco e soprattutto non affrontava nemmeno uno dei temi inerenti agli sconvolgimenti portati nella società dai nuovi media.
L'esatto contrario di quello che ha fatto David Fincher, il quale non ha girato "un film su Facebook" ma si è posto l'obiettivo altissimo di raccontare la storia di chi ha messo in piedi uno dei colossi di maggiore successo dell'economia contemporanea, con lo scopo recondito di mostrare un'altra America ancora, quella moderna, della nuova finanza, della nuova imprenditoria e dei nuovi media. Un'America intravista unicamente con toni grotteschi e ironici nel cinema delle teen comedies.
Sono i geek al potere, un processo che almeno dagli anni '90, e a partire dalla Silicon Valley, sta progressivamente mutando i prodotti di cui fruiamo (cinema incluso, vedasi il profluvio di film fumettistici) e il modo in cui la tecnologia entra nella nostra vita e inevitabilmente la cambia. Si potrebbe dire che il compito scelto da Fincher è tra i più gravosi: raccontare, attraverso The Social Network, la più grande storia della contemporaneità, come l'emergere delle tecnologie digitali stia dando una forma diversa ai rapporti sociali.
Già in passato un film come I pirati della Silicon Valley aveva cominciato a raccontare quel mondo, ma troppo immaturo era il tema e troppo corti i tempi. Ora, a poco più di dieci anni di distanza, il rapporto tra creatori dei nuovi strumenti tecnologici e loro creature è pronto a fare da chiavistello per un racconto di più ampio respiro e di ancora maggior urgenza. Se il cinema è la forma d'arte che meglio intercetta e analizza il contemporaneo un film come The Social Network allora ne deve essere la quintessenza.
Il rapporto con il vero Mark Zuckerberg
Mark Zuckerberg, che a 23 anni è diventato miliardario con un'invenzione che forse non è proprio tutta farina del suo sacco (ma di quanti grandi inventori della storia si può dire lo stesso?), non ha solo fatto la sua fortuna personale, è anche diventato uno dei più importanti tasselli nel processo di mutamento del modo in cui stringiamo relazioni mediate da strumenti tecnologici. Di questo parla The Social Network, di come lo strumento che ha evangelizzato la socialità in rete ad un pubblico che in precedenza non credeva fosse possibile, sia nato da una persona con problemi di socialità e che è finito in una causa da milioni di dollari con quello che era il suo migliore amico.
La storia non è frutto di investigazioni dirette o di eccessiva finzione, è stata adattata da Aaron Sorkin dal libro di Ben Mezrich "Miliardari per caso - L'invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento". Libro non di finzione ma di cronaca, dal quale la figura del miliardario ragazzino non esce molto bene. Del resto è stato abbastanza chiaro che Zuckerberg stesso non abbia molto gradito il film quando ha dichiarato di non sentirsi rispecchiato per nulla da quanto aveva visto. Cosa alquanto prevedibile, i fatti sono arbitrari e la storia è palesemente romanzata per adattarsi ai ritmi e ai tempi di un film. Inoltre nello Zuckerberg di The Social Network, quello concepito da Aaron Sorkin e David Fincher, non c'è solo il vero Mark, ma tutto il mondo che lui rappresenta. Gli studenti universitari che con idee e competenze sgomitano per guadagnarsi un posto nella storia dell'informatica contemporanea, quello della giovane imprenditoria della rete, dei suoi meccanismi e delle sue leggi spietate che si consumano in aule di tribunale.
A suo tempo Steve Jobs fu molto più spietato e sportivo al tempo stesso. Dopo che I pirati della Silicon Valley era uscito nelle sale, nonostante il suo personaggio (interpretato da Noah Wyle) non facesse una bella figura, chiamò l'attore, lo vestì con il suo tradizionale maglione a collo alto e alla consueta presentazione dei prodotti Apple di quell'anno fece comparire lui per primo sul palco, con un ritorno d'immagine che schiacciò le polemiche sul film.
Nuovi autori e nuovi attori raccontano nuovi esseri umani
Se il film rispecchi realmente la realtà del mezzo o meno, se parli più dei fatti che hanno portato un ragazzo a fare miliardi rubando, imbrogliando e tradendo o di chi siano questi nuovi imprenditori, in Italia lo scopriremo dal 12 novembre. Intanto in patria l'accoglienza di critica e di pubblico è stata senza precedenti, tanto che si comincia a mormorare la parola Oscar...
All'ovazione della critica quasi interamente schierata a favore, ha fatto eco dopo poco un incasso da grandissimo blockbuster, di quelli che raramente accompagnano film dalle ambizioni intellettuali molto alte, anche in una cinematografia attenta al pubblico come quella hollywoodiana. Alla terza settimana sugli schermi americani il film si è praticamente ripagato i 50 milioni di dollari spesi per la produzione e questo senza contare gli incassi negli altri paesi.
Una consacrazione che è tale anche per il protagonista, Jesse Eisenberg, il quale come molti giovani attori della sua generazione è stato prescelto per incarnare un nuovo specifico umano sotto la direzione di un'altra generazione: quella dei registi cresciuti dagli anni '80. Autori come Greg Mottola, Judd Apatow, Edgar Wright e via dicendo hanno dato vita, attraverso attori come Micheal Cera, Jonah Hill, Jon Heder o lo stesso Eisenberg, a film che hanno preso in esame la grande contraddizione degli ultimi anni, ovvero come la grande quantità di informazioni a disposizione abbia generato ragazzi diversi, più consapevoli, a tratti più introspettivi e radicalmente differenti dagli adolescenti che popolavano i teen-movie della stagione d'oro (gli anni '80 ovviamente).
Mark Zuckerberg, nella sua complessità e nella sua vita immediatamente adulta, è solo un altro personaggio di questa galleria di giovani adulti (termine entrato in voga non a caso negli ultimi dieci anni ad opera del marketing più spietato), scollati dal resto della società, non identificabili in nessun ideale, nessun gruppo e nessun movimento che sia politico o ideologico. Semplicemente "persone". "Chi siete?" - "Esseri umani" rispondevano già nel 1970 i viaggiatori di Giorni e notti nella foresta di Satyajit Ray.
Sgomma in testa Fast and Furious 6: il mix macchine-azione funziona sempre ed il film vola in testa alla classifica italiana con ben 5.7 milioni nel weekend e ben 7.3 complessivi, dato che garantisce al film una posizione nella top ten annuale e, chissà, magari addirittura tra i primi tre film. Buon esordio per La grande bellezza, che parte con 2.2 milioni complessivi, un bel risultato che forse consolerà Sorrentino, tornato da Cannes a mani vuote. Cala, ma non troppo, Il Grande Gatsby, che supera quota 5 milioni. Esordio così così per Epic, che ottiene 1.1 milioni, anche se visto che non c'era concorrenza in quel genere specifico, era forse lecito aspettarsi qualcosa di più. Briciole per tutti gli altri film in classifica. La prossima settimana, altra infornata di titoli in arrivo: Benvenuti a Saint Tropez, Slow Food Story, Solo dio perdona, Ti ho cercata in tutti i necrologi, Tutti pazzi per Rose, Una notte agli studios e Una notte da leoni 3.
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