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MYMONETRO
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Più che un film un'installazione, un'opera d'arte contemporanea sulla terrificante presenza dell'assenza.
Horror,
USA 2026.
Durata 111 Minuti.
Il fenomeno globale che ha terrorizzato il web approda al cinema. Espandi ▽
Il film è basato su uno dei più affascinanti e sconvolgenti miti moderni nati sul web: le Backrooms, un luogo liminale, una sorta di dimensione parallela infinita fatta di stanze vuote, strutture inquietanti e sfarfallanti luci al neon, in cui puoi trovarti improvvisamente e senza preavviso se attraversi la barriera della realtà. Fai attenzione là dentro, perché i passi che riempiono quelle stanze potrebbero non essere solo i tuoi...
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.22 - CONSIGLIATO SÌ
Dal punto di vista di una gallina, il film segue la sua vita tra libertà, istinto materno, incontri con animali e uomini, rivelando violenza e ingiustizie del mondo. Espandi ▽
Hen è l’unico pulcino nero nata in mezzo a tantissimi gialli nato in un allevamento industriale. Si trova dentro un tir e sembra destinata a morte sicura quando riesce a scappare durante una sosta in una stazione di servizio. Neanche il tempo di godersi la libertà che la sua vita è di nuovo in pericolo. Una volpe l’ha avvistata e le sta dando la caccia ma riesce a sventare anche questo attacco. Poi si ritrova in un mercato affollato e in mezzo a una manifestazione fino a quando viene catturata da un cane, Titan, che la porta dal suo padrone Ioannis, proprietario dell’ex-ristorante Panorama che vive lì assieme alla figlia e al fidanzato di lei, un trafficante senza scrupoli. Hen così viene catturata e rinchiusa poi in un pollaio assieme alle altre galline. Ma anche in quella situazione di estrema difficoltà, trova il modo di reagire tentando di nuovo la fuga.
La vita ad altezza di gallina. La libertà, il vagabondaggio, la cattura. Che cos’è
Hen. Storia di una gallina? Ha la struttura del coming of age ma anche il respiro di un thriller, che caratterizza tutta la seconda parte del film, forse non controllata del tutto fino in fondo anche se c’è un momento particolarmente riuscito, quello in cui due criminali irrompono nel ristorante e dicono ai clienti di andarsene. Il suo sguardo corrisponde spesso con quello del cineasta. A volte è in simbiosi, altre in contrasto. Diventano contagiose soprattutto le sue percezioni sensoriali ed è qui che Hen. Storia di una gallina risulta comunque originale. Si passa dalla paura all’incoscienza e alla ricerca della fiducia nel mondo. Non sempre serve mostrare tutto ed
Hen. Storia di una gallina l’ha capito solo in parte. Perché i momenti più riusciti sono quelli in cui il nostro passo è lo stesso di Hen.
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MYMONETRO
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Un film d'autore con un andamento jazz capace di parlare al grande pubblico. Con Hoffman in una parte scritta con amore e grazia.
Drammatico,
Canada,
USA 2025.
Durata 109 Minuti.
Un thriller elegante che esplora la fragilità e la forza di chi sente il mondo più intensamente degli altri. Espandi ▽
Niki è un ex bambino prodigio del pianoforte con un dono rarissimo: un udito assoluto capace di cogliere ogni vibrazione, ogni micro–suono nascosto nel mondo. Un talento straordinario, ma anche una condanna. La sua ipersensibilità ai rumori è talmente acuta da costringerlo a indossare protezioni auricolari e ad abbandonare il sogno di diventare pianista. Il giovane si reinventa come accordatore di pianoforti, preciso e solitario, ma la sua vita tranquilla cambia quando qualcuno scopre che il suo orecchio perfetto può essere usato per molto più che accordare strumenti. Da quel momento Niki si ritrova coinvolto in un gioco che non ha scelto e dovrà fare i conti con il peso del suo dono e con i limiti che gli ha imposto per anni.
«…Intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film», cantava Luca Carboni nel 1984 e fa veramente molto piacere rivedere in un film il grande attore statunitense ottantottenne in una parte scritta con amore e grazia. Il meccanismo della sceneggiatura, che porta alle estreme conseguenze il gioco pericoloso del protagonista con i malavitosi russi, dipinti forse con un po’ troppa eccentricità e approssimazione, funziona e consente alla fine di mettere tutti i pezzi a posto e allo spettatore di ripensare al film che ha un andamento jazz contrappuntato anche dalle scelte musicali (come omaggio appare in un cameo addirittura Herbie Hancock) in linea con le percezioni auditive del protagonista. In un peculiare attraversamento tra un film d’autore e più di nicchia, come la professione messa in scena e studiata in maniera abbastanza precisa, e uno rivolto a un pubblico più ampio grazie anche alla presenza di star amate e conclamate come Dustin Hoffman e Tovah Feldshuh.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.32 - CONSIGLIATO SÌ
Anna e Maggi si separano lentamente, tra lavoro, figli e momenti condivisi. I gemelli, lasciati spesso soli, inventano giochi strani e rischiosi. Espandi ▽
Anna e Magnus, detto Maggi, si stanno separando: è un processo graduale, che la coppia porta avanti trascorrendo ancora del tempo insieme ai tre figli, in escursioni o in cene a casa. Quando i genitori non ci sono, i figli si dedicano a passatempi curiosi: in particolare i due gemelli, che tendono a creare giochi bizzarri e talora pericolosi per la loro incolumità. Il tipico gusto nordico per uno humour trattenuto, ma non per questo meno crudele, trova in Hylnur Pálmason un interprete di eccezione.
The Love That Remains appare come la sua opera più compiuta sin qui, particolarmente sentita perché attinente all’esperienza di vita del regista e perché la giusta misura per mantenere un equilibrio di umori contrastanti – la commedia con un tocco di surreale e il dramma famigliare (mitigato dalla prima) – sembra aver trovato la soluzione perfetta.
Permane un senso di inafferrabilità nel film, la sensazione che la vita e le sue assurdità non si possano prevedere né comprendere e che, forse, un nucleo familiare possa meglio funzionare se disunito.
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MYMONETRO
Non ancora disponibile.
Un viaggio straordinario e mastodontico che restituisce l'opera alla visione originaria dell'autore.
Azione,
2004.
Durata 281 Minuti.
Il capolavoro di Quentin Tarantino come il regista ha sempre sognato di mostrarlo al mondo: senza tagli, con scene mai viste prima e in un'unica opera. Espandi ▽
Il ricordo, che spesso è distorto e mendace, rimandava a una prima parte ipercinetica e ultra-citazionista e a una seconda parte rallentata nei ritmi e densa di ambizioni da Autore. Era vero solo in parte, perché rivedendo Kill Bill in un unico viaggio di oltre 4 ore nella mente scoperchiata di Quentin Tarantino l’effetto è completamente diverso. Ciò che appariva pretestuoso diviene essenziale, il ritmo e il respiro del racconto acquisiscono un nuovo senso. E il percorso dell’eroe diviene degno dell’epica classica: a metà si colloca la discesa nel regno dei morti, sostituendo all’Ade dell’Eneide di Virgilio la più prosaica tomba di Paula Schultz in uno sperduto cimitero dalle parti di El Paso.
L’opus magnum di Tarantino, da godere rigorosamente in lingua originale, è una Babele di idiomi – inglese, giapponese, francese, mandarino, cantonese, spagnolo – e insieme un calderone in cui sono state gettate le influenze più disparate. Tarantino non è più l’astuto grassatore di Le iene, che saccheggia Ringo Lam sperando che nessuno se ne accorga; ora invoca le Muse alla luce del sole, e con loro una pletora di numi tutelari, dalla Shaw Brothers invocata nei titoli di testa a Kung Fu e Sergio Leone, fumetti e rock’n’roll. Un viaggio straordinario che restituisce l’opera alla visione originaria dell’autore – costretto a dividerla su richiesta della Miramax – con la sequenza degli 88 Folli finalmente a colori e non in bianco e nero, in un’orgia di sangue; e senza il fastidioso spoiler in chiusura di Kill Bill Vol, 1, che anticipava la rivelazione sulla figlia di Beatrix.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.89 - CONSIGLIATO SÌ
Un sequel che ci dà quello che aspettavamo. C'è meno ferocia ma il cast si conferma di primo piano.
Commedia,
Drammatico -
USA 2026.
Durata 119 Minuti.
Il film segue la lotta di Miranda Priestly contro Emily Charlton, la sua ex assistente diventata dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e mentre Miranda si avvicina alla pensione. Espandi ▽
Sono passati vent'anni da quando Miranda Priestley faceva il bello e il cattivo tempo come direttrice della rivista di moda Runway. Per riparare ai danni d'immagine dell'azienda il proprietario di Runway, Irv, convoca Andy Sachs, l'ex stagista di Miranda che è diventata un'ottima giornalista, ma ha anche appena perso il lavoro per i tagli all'editoria. Andy torna dunque a Runway come caporedattrice attualità e ritrova l'adorabile Nigel.
Dopo il successo planetario di
Il diavolo veste Prada questo sequel si assicura di dare al pubblico, soprattutto femminile, ciò che si aspetta.
Il film riposa su un format di successo e sulla bravura di un cast di primo piano. Il "glitter" degli abiti prende lo spazio del "grit" della trama che invece, visti i tempi, poteva diventare più sarcasticamente feroce, alla Piombo rovente per intenderci. Ma il pubblico si accontenterà facilmente della dimensione "eye candy" (l'abuso di anglicismi è intenzionale), e fioccherà a riempire le sale.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.30 - CONSIGLIATO SÌ
Un film-evento musicale, dal ritmo travolgente. Da brividi la performance di Jafaar Jackson.
Biografico,
USA 2026.
Durata 127 Minuti.
La storia del re del pop Michael Jackson. Espandi ▽
Michael è un bambino pieno di sogni e di talento. Balla e canta in modo unico, si trova a crescere con un padre opprimente, che non esita a tirare fuori la cinta per imporre il suo volere. Ma Michael è destinato a diventare un'icona, la sua ascesa da solista va di pari passo con l'intima urgenza di avere sempre maggiore emancipazione dalla figura paterna, fino al "divorzio professionale". Nel frattempo, tra un animale esotico e l'altro nella sua villa, il suo successo non si arresta, anzi spicca il volo: Off the Wall, Thriller e Bad, il resto è storia.
Più che un biopic fedele alla verità dei fatti,
Michael è uno spettacolare evento musicale. Antoine Fuqua si assume la responsabilità di raccontare una delle icone più osannate e criticate del mondo, e per farlo sceglie - per evidenti questioni legali - di sacrificare una parte della storia: quella processuale, legata alle gravi accuse di pedofilia e molestie su minori.
Un film da grande pubblico,
Michael che sa commuovere, esaltare, ispirare, divertire e far cantare e ballare chi guarda.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.54 - CONSIGLIATO SÌ
La conferma del talento dell'astro nascente Curry Barker.
Horror,
USA 2026.
Durata 108 Minuti.
Dopo aver spezzato il misterioso "Salice dei Desideri" per conquistare il cuore della persona per cui ha una cotta, un romantico senza speranza si ritrova a ottenere esattamente ciò che aveva chiesto. Espandi ▽
Dopo aver spezzato il misterioso bastoncino del desiderio per conquistare il cuore della ragazza che ama, un romantico senza speranza ottiene esattamente ciò che ha chiesto ma presto scopre che alcuni desideri hanno un prezzo sinistro e pericoloso. È il momento di un nuovo 'elevate horror', accompagnato dalla casa di produzione Blumhouse, che conferma il talento dell'astro nascente Curry Barker, regista (e interprete) di una decina di corti e del mediometraggio Milk & Serial.
Proprio Milk & Serial è l'anello di congiunzione con Obsession dal momento che la dimensione del gioco e dello scherzo iniziale, che poi prende ovviamente altre pieghe, è presente anche in questo lungometraggio che però ha, fin dall'inizio, un tono molto diverso, direi quasi un po' malato. Forse a rispecchiare quella Generazione Z, di cui il regista fa parte, le cui modalità relazionali sono ben rappresentate dal gruppo dei quattro protagonisti, due ragazzi e due ragazzi, che lavorano tutti in un negozio di articoli musicali e che sono così amici da stare insieme anche nel tempo libero.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.42 - CONSIGLIATO NÌ
Almodóvar è ancora magnifico nel contrapporre spazi, musiche e tinte. Ma la messinscena risulta asfittica.
Drammatico,
Spagna 2026.
Durata 111 Minuti.
Dopo il suo primo film in lingua inglese, La stanza accanto, il regista premio Oscar Pedro Almodóvar torna in Spagna per raccontare una storia sull'elaborazione del lutto e i ritmi frenetici della vita. Espandi ▽
Raul è un regista sulla cinquantina che da cinque anni non riesce a girare un film per mancanza di ispirazione. Comincia a scrivere una nuova sceneggiatura proprio quando Monica, la sua prima lettrice, al suo fianco da vent'anni, si licenzia per raggiungere la compagna in grande difficoltà, e lo affida alle cure amorevoli di Santi, il compagno di Raul di 15 anni più giovane.
La sceneggiatura vede protagonista Elsa, una regista che dopo due film "di culto" (ma non di cassetta) decide finalmente di tornare a scrivere un copione, attingendo alle vite del suo giovane compagno Beau (da Bonifacio, ovvero colui che fa del bene, in una sovrapposizione del buono col bello) e delle uniche due amiche: Patricia, sposata con un uomo che (forse) la tradisce ma che lei non si decide a lasciare, e Natalia, che vive una situazione drammatica con il figlio. Ma anche Raul, mentre costruisce la sua storia, pesca a piene mani dalla realtà quotidiana e dagli affetti che lo circondano, e questo è pericoloso.
Almodóvar è come solito magnifico nel contrapporre spazi, musiche (hitchcockiane) e tinte a scopo narrativo (qui dominano il rosso e l'azzurro, e in coppie alternate il verde e il giallo) e i suoi personaggi sono come sempre una segnaletica vivente del mood del loro autore, in questo caso il disagio. Ma il film raffigura un'impasse creativa impantanandosi in una messinscena che risulta asfittica.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.56 - CONSIGLIATO NÌ
Chicche per i fan, un adorabile Grogu e un trionfo di marionette animatronic. Un'opera che funziona.
Azione,
Avventura,
Fantasy -
USA 2026.
Durata 132 Minuti.
Il Mandaloriano e Grogu intraprendono la loro missione più emozionante di sempre. Espandi ▽
Il mandaloriano Din Djarin è al lavoro per la Nuova Repubblica e dà la caccia agli uomini dell'Impero rifugiatisi sull'orlo più esterno della Galassia. Al suo fianco c'è il piccolo Grogu, il bambino appartenente alla stessa specie dell'anziano Yoda e già capace di usare la forza ma non ancora di parlare. Al mandaloriano viene affidato un incarico insidioso: aiutare due gemelli Hutt a recuperare il figlio di Jabba, ostaggio su un pianeta dove i gladiatori si battono nelle arene. Se riuscirà nell'impresa, al mandolariano saranno rivelati il nascondiglio e la vera identità di un pericoloso latitante dell'impero, ma ci si può davvero fidare dei malavitosi Hutt?
Star Wars - The Mandalorian and Grogu è come un lungo episodio della prima stagione della serie The Mandalorian, dove invece la brevità era un punto di forza. Ci sono però molte chicche per i fan e Grogu rimane una delle creature più adorabili dello schermo, grande o piccolo che sia.
Alla domanda se il film possa essere il punto di ripartenza della saga di Star Wars la risposta sarà necessariamente un no, ma non importa. Il film è soprattutto un omaggio e un coronamento alla serie Tv che, nella prima stagione in particolare, è stata una delle cose migliori del franchise in tempi recenti.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.34 - CONSIGLIATO NÌ
Un film che non vuole far finta di innovare un genere che ha
codici e topoi ben definiti.
Horror,
USA 2026.
Durata 94 Minuti.
Dopo aver assistito a un raccapricciante incidente sull'autostrada, una giovane coppia riparte convinta di essersi lasciata tutto alle spalle. Espandi ▽
Dopo aver assistito a un raccapricciante incidente sull'autostrada, una giovane coppia riparte convinta di essersi lasciata tutto alle spalle. Ma qualcosa è salito a bordo con loro. Una presenza demoniaca, si annida nell'ombra, silenziosa e inesorabile. Non si fermerà finché non li avrà presi entrambi, trasformando il loro viaggio on the road in una discesa senza ritorno nell'incubo.
Ci sono horror che non se la tirano e cercano di stare nel loro classico perimetro per fare dignitosamente quello che sanno fare.
Passenger rientra proprio in questa categoria che non vuole far finta di innovare un genere che ha codici e topoi ben definiti.
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MYMONETRO
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Prevedibile commedia romantica, accompagnata da una regia che asseconda con grazia le evoluzioni romantiche dei protagonisti.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 97 Minuti.
La storia di un avvocato che organizza una vendetta sentimentale dopo essere stato lasciato, coinvolgendo una donna in guai legali. Espandi ▽
L’avvocato Lino Attanasio è convinto di avere una vita perfetta: la bella moglie Grazia, la figlia Aurora, una carriera di successo in cui è riuscito a vincere tutte le cause. Ma Grazia si innamora del cuoco VIP Paolo, e Lino si ritrova accampato a casa del suo migliore amico, il poliziotto Tommy. Lino vuole riprendersi Grazia e cerca ogni informazione contro il rivale e Tommy, grazie al suo mestiere, scopre che Paolo è un dongiovanni. Dunque quando Sofia, una insegnante di lingue che sta per passare dalle supplenze all’incarico di ruolo, chiede all’avvocato aiuto per fare causa all’ex fidanzato che la accusa di stalkeraggio, Lino coglie la palla al balzo: difenderà Sofia gratis se lei farà cadere in tentazione Paolo. Chiude il cerchio Matilde, l’amica informatica coinquilina di Sofia, che scoprirà di avere molto – forse troppo – in comune con Tommy.
Innamorarsi e altre pessime idee è la più prevedibile delle commedie romantiche e riprende il format dell’unione di forze fra due ex che compiono insieme una vendetta contro chi li ha abbandonati, perché anche Sofia è stata lasciata, nel suo caso con un post it. Lo svolgimento della trama è quanto di più prevedibile e la regia di Simone Aleandri segue i cliché delle commedie romantiche italiane degli ultimi vent’anni, compresi il product placement e la musica sparata a palla ad ogni piè sospinto, ma asseconda con una certa grazia le evoluzioni romantiche della coppia centrale.
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MYMONETRO
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Un film che immerge nelle percezioni della protagonista trovando una completa identificazione tra il suo sguardo e quello della cineasta.
Drammatico,
Spagna 2025.
Durata 99 Minuti.
Una donna sorda deve affrontare le difficoltà di crescere un figlio. Espandi ▽
Ángela, una donna sorda, aspetta un figlio dal suo compagno Héctor che è udente. La coppia è felice e la gravidanza sembra portare un nuovo entusiasmo. Lei ha un gruppo di amici, anche loro sordi, e dei genitori, udenti, con cui non ha un rapporto facile e che fanno fatica a capirla. Con la nascita della bambina, che si chiama Ona, iniziano però ad emergere delle paure e dei dubbi. La coppia deve intanto aspettare un paio di mesi per sapere se la neonata è udente o no. Poi Ángela non riesce a entrare in sintonia con la figlia e si sente isolata dal mondo esterno come nel caso delle mamme degli altri bambini, e con Héctor ci sono delle incomprensioni sempre più frequenti. La situazione esplode quando una mattina litigano per un motivo apparentemente banale ma che crea una distanza ancora maggiore tra loro. Il loro amore non è finito ma dovrà evolversi se vuole sopravvivere.
Nel modo di raccontare la storia sembra esserci l’intimità, quasi la riservatezza di un film di famiglia. Alcuni momenti sembrano rubati dalla vita vera a cominciare da tutta la sofferta sequenza del parto, che ha un’intensità e una fisicità potentissimi. Superata la marcata componente descrittiva iniziale, immerge alla distanza nelle reazioni e nelle percezioni della protagonista. Non cerca la pietà o l’identificazione forzata e trova nella parte finale, quando il suono sparisce, una completa identificazione tra lo sguardo della cineasta e quello di Ángela.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.92 - CONSIGLIATO SÌ
Un film che va oltre il genere codificato family aprendosi a considerazioni più ampie.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 98 Minuti.
Il film racconta il viaggio di due ragazzi alla ricerca del cane scomparso, affrontando una realtà più complessa del previsto. Espandi ▽
Il padre di Filo si lascia scappare l'amato cane Birillo. Il ragazzo decide, nonostante il parere opposto del genitore, di mettersi alla ricerca dell'animale. Lo accompagnerà Rullo, il suo migliore amico. Entrambi fingeranno di andare ad un campo scout mentre invece saranno altrove. Durante la ricerca i due avranno modo di trovarsi di fronte ad un uomo di cui temono la presenza.
Un film che può essere visto con la famiglia che però va oltre il genere codificato aprendosi a considerazioni più ampie.
Ispirato al libro omonimo di Gianluca Antoni il film di Cattani vede tra i produttori la presenza di Ipotesi Cinema che è, per chi non lo ricordasse, la scuola creata da uno dei Maestri del cinema italiano: Ermanno Olmi.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.20 - CONSIGLIATO SÌ
Basato su eventi reali, un film che racconta la condizione femminile in Afghanistan. Espandi ▽
Naru è l'unica operatrice televisiva afghana. I suoi colleghi e superiori sono tutti uomini, ma a lei non importa, sa di essere brava nel suo lavoro. Subisce la discriminazione in una società che considera le donne come subalterne. Siamo a Kabul, poco prima del ritorno al potere dei talebani. Naru si scontrerà persino con il noto giornalista d'inchiesta di Kabul News per cui si troverà a fare da operatrice. Ma saprà scalfire le sue diffidenze.
Funziona la prospettiva adottata: una volta tanto non è l'occhio occidentale a narrare una storia afghana, ma una regista afghana direttamente, e la differenza si avverte in ogni singola inquadratura e in ogni singolo dettaglio.
Una commedia all'inizio brillante che si tinge di fosco man mano che avanza la narrazione trasformandosi in un dramma politico e sociale senza scampo.
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MYMONETRO
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Il giovane Michael, naufragato su un'isola remota con il suo cane, deve adattarsi alla vita selvaggia senza la sua famiglia. Trascorso un po' di tempo, incontra il riluttante Kensuke, un misterioso uomo anziano che gli mostra la bellezza dell'isola e gli spiega come è sopravvissuto da solo nel "Regno di Kensuke" in tanti anni.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.22 - CONSIGLIATO SÌ
Un film più unico che raro in Italia sulla ricerca scientifica, con un ottimo cast.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 93 Minuti.
Il film segna l'esordio alla regia di Lucia Calamaro, drammaturga di fama internazionale, vincitrice di 3 Premi Ubu. Espandi ▽
Una piccola comunità di scienziati, irraggiungibile per otto mesi l'anno, guarda al futuro della specie umana, cercando cose che ancora non capisce. Non conosce. Non sa. L'arrivo di Maria, genio forastico e cocciuto, nella base più isolata dell'Antartide, metterà in crisi i progetti del capomissione Fulvio Cadorna, suo mentore. Fulvio e Maria sono simili, sono legati, sono complici. Ma come spesso capita, tutti vogliono la stessa cosa, fino al giorno in cui ognuno vuole la sua. Un conflitto scientifico, ideologico, affettivo.
Un film più unico che raro sul mondo della ricerca scientifica che privilegia il racconto del rapporto tra i due protagonisti interpretati con grande aderenza da Silvio Orlando e da Barbara Ronchi.
L'impressione è che la vita nella base di ricerca, e anche la scoperta scientifica che il personaggio di Maria si trova ad affrontare, siano solo un pretesto, una cornice, per raccontare un bellissimo rapporto filiale tra il personaggio di Silvio Orlando e quello di Barbara Ronchi. È nella loro scrittura e nella grande prova attoriale che prendono forma anche i non detti, le suggestioni affettive, l'idea di cose che potevano accadere, le sliding doors… È un centro narrativo nevralgico che ipoteca le altre, troppe storie, impossibili da tratteggiare a dovere. I costumi di Andrea Cavalletto sorreggono bene questa dicotomia e aggiungono un'interessante funzione narrativa a un film che sembra volere volare alto nei rapporti umani ma rimane troppo freddo, distante e stereotipato in quello della rappresentazione del mondo scientifico, soprattutto sul versante istituzionale.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.88 - CONSIGLIATO SÌ
Il personale Mission: Impossible di Guy Ritchie. Con Eiza González, un asso nella manica.
Azione,
Gran Bretagna,
USA 2026.
Durata 98 Minuti.
Un action thriller adrenalinico e imprevedibile che riflette lo stile inconfondibile di Guy Ritchie. Espandi ▽
Bronco, Sid e Sophia sono i principali membri dello staff di una squadra speciale d'élite, organizzatissima e molto esperta a muoversi nell'ombra nella 'zona grigia' tra la moralità e l'immoralità, la legalità e l'illegalità, il potere e il denaro e la violenza. Quando Salazar, uno spietato despota, si impossessa di un miliardo di dollari, il team guidato da Sophie, chiamata "la Mamma", entra in azione con una missione che si presenta, sin dal primo momento, quasi impossibile.
Per portarla a termine con successo non deve sbagliare nulla. Gli agenti devono così affidarsi al loro sangue freddo, alla capacità di infiltrarsi senza farsi scoprire e di usare al meglio le armi e gli esplosivi ad alto potenziale. Ma l'operazione si complica subito e si trasforma in una guerra senza esclusione di colpi con inganni, doppi giochi e tradimenti. Salazar si dimostra un nemico molto difficile da sconfiggere e quando la vita di uno di loro è in serio pericolo, quello che conta è la lotta per la sopravvivenza e ogni errore può essere fatale. Il personale
Mission: Impossible di Guy Ritchie dalla partenza troppo faticosa ma che poi riesce a decollare e trova il piacere del gioco come Soderbergh nella saga degli
Ocean’s. In più ha in Eiza González il suo asso nella manica.
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MYMONETRO
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Un film d' animazione avventuroso, che intreccia azione, divertimento, amicizia e identità, conducendo Hopper verso la scoperta del suo vero destino. Espandi ▽
Continuano le avventure del giovane Hopper, l’eroe metà lepre e metà pollo, chiamato ora dal padre adottivo, il re di Piumaverde, a ritrovare la leggendaria “Marmotta con la faccia al contrario”, creatura mitologica capace di cambiare il passato, che il malvagio zio Harold vuole agguantare per spodestarlo dal trono. Nel frattempo, Hopper conosce per la prima volta sua sorella Gina: gli rivela che il popolo in cui è nato, ridotto in schiavitù, può essere liberato solo con l’aiuto della Marmotta. Così la Leprepollo scappa dal castello reale di notte con lei via mare con i fedeli amici Abe, la tartaruga sarcastica, e la puzzola marzialista Meg per trovare l’animale dai poteri miracolosi. La loro rotta, però, incrocerà presto quella di temibili antagonisti animati dallo stesso obiettivo.
Più che un sequel, il secondo film dalla casa franco-belga nWave con al centro la Leprepollo, diretto ora in solitaria da Benjamin Mousquet, è il naturale secondo atto di Hopper e il tempio perduto uscito nel 2022: quasi un unico film in due parti, con una terza già in cantiere. Infatti, non si avvertono sostanziali novità né stravolgimenti tra atmosfere, stile, trama e temi rispetto alla storia d’origine (allora diretta a quattro mani anche da Ben Stassen), pur nella fisiologica immissione di nuovi personaggi. Rimane l’ossatura da film d’avventura con una trama tutta protesa a esaltare il messaggio morale della storia: la multietnicità, la multiculturalità e l’incontro con l’Altro come valori imprescindibili nella società contemporanea.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.50 - CONSIGLIATO SÌ
L'esordio nel lungometraggio di Or Sinai è la storia di tante donne dell'est, un'esistenza semplice raccontata con dignità.
Drammatico,
Israele,
Polonia,
Italia 2025.
Durata 91 Minuti.
Mila torna nel suo villaggio natale in Polonia, affrontando tensioni familiari e il peso delle sue scelte dopo anni di lontananza e vita segreta. Espandi ▽
Mila fa la governante in Israele presso una famiglia benestante che la tratta con affetto, (quasi) come una di famiglia. Ha un amante, un giardiniere africano, ma anche un marito nullafacente, e ha lasciato la Polonia per andare a guadagnare il pane per tutta la famiglia, in particolare la figlia 22enne, Kasia: Mila ha accettato la lontananza dai suoi cari e lavora senza risparmiarsi soprattutto per pagare alla ragazza l’università. In seguito ad una caduta dalle scale mentre fa le pulizie la padrona di casa manda Mila in Polonia per due settimane “a riprendersi”, proprio quando lei era sul punto di partire per una sospirata vacanza al mare con il giardiniere. Ma una volta arrivata in Polonia Mila scoprirà che il marito ha una storia importante con una vicina e che la figlia, incinta, ha deciso di sposare un ragazzo che non vuole che Kasia contini gli studi universitari.
Coproduzione fra Italia, Polonia e Israele,
Mama è un progetto nato all’interno del Torino Film Lab e del Museo Nazionale del Cinema e segna l’esordio al lungometraggio della giovane regista di Tel Aviv Or Sinai. La protagonista è interpretata dall’attrice bielorussa Evgenia Dodina con grande pudore ed equilibrio, ma sul suo volto vediamo passare mille emozioni: dalla passione alla delusione, dalla rabbia alla rassegnazione, in un’altalena appena accennata ma resa ben visibile. La storia di Mila è quella di tante donne dell’Est che hanno assunto il ruolo di domestiche o badanti in Paesi più ricchi accettando un ruolo subalterno nella speranza di poter dare un futuro migliore ai propri figli.
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MYMONETRO
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Sette donne iraniane, una lunga storia di disobbedienza civile: archivi e immagini di protesta in un documento vibrante.
Documentario,
2026.
Durata 106 Minuti.
La testimonianza della forza e del coraggio delle donne iraniane che, attraverso la loro indomita ribellione, continuano a ridefinire il presente. Espandi ▽
L’Iran è un Paese di donne coraggiose, e non da oggi. Nel terzo millennio due donne iraniane sono state premiate con il Nobel per la Pace: nel 2003 l’avvocata Shirin Ebadi (1947), fondatrice del Centro per i difensori dei diritti umani in Iran, e nel 2023 Narges Mohammadi (1972) vicepresidente del Centro, reclusa nel famigerato carcere di Evin. Sono due tra le più famose tra le attiviste che partecipano o che sono ritratte e ricordate in A War On Woman di Raha Shirazi, che riassume in meno di due ore una storia di resistenza che parte da molto lontano. Dal 1970, ossia da prima che l’Iran diventasse il Paese illiberale e irrispettoso dei diritti umani che è da anni, e particolarmente nemico della popolazione femminile. Uno stato di sospensione democratica che si è ribellato all’omicidio di Mahsa Amini (2022), con la conseguente reazione in tutto il mondo, non solo delle donne. La guerra del titolo è infatti in corso sulla loro libertà e sul loro corpo non da quei fatti, come il film dimostra. Numerosissime immagini provenienti da archivi internazionali (ABC news, Associated Press, BBC, Ina, Luce Cinecittà…) e altrettanti filmati privati, per lo più girati con smartphone durante le proteste, tracciano una cronistoria della presa di voce e posizione delle donne verso i vari governi che le hanno oppresse.
La ricchezza delle testimonianze e dei materiali messi in fila con chiarezza fanno di questo documentario uno strumento preziosissimo di memoria, informazione, ispirazione e mobilitazione. Un manuale di come organizzarsi, istruirsi, difendersi e costruire una società più civile, per tutti.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.70 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera che spiazza per la complessità della narrazione e dei registri utilizzati.
Drammatico,
Italia,
Belgio 2025.
Durata 110 Minuti.
A Perugia, la giovane moldava Rosa Lazar viene trovata viva dopo atroci violenze. Un procuratore e uno psicologo indagano su un caso che svela orrori e verità interiori. Espandi ▽
Periferia di Perugia. In un fosso viene ritrovata una ragazzina che indossa un completo d’alta moda. La polizia sta per portare via il corpo, quando un sospiro la svela ancora viva: si chiama Rosa Lazar, è moldava e non ha nemmeno 16 anni. La sostituta procuratrice Cristina Camponeschi e lo psicologo Stefano Mangiaboschi sono immediatamente chiamati a occuparsi del caso. L’indagine è più complicata del previsto. Apparentemente
Illusione è un peculiare detour nella filmografia di Francesca Archibugi ma il focus sulla misteriosa personalità della protagonista adolescente è sicuramente un altro tassello della sua personale affezione al racconto del mondo giovanile ispirato stavolta a un fatto realmente accaduto. Certo a spiazzare è la complessità della narrazione e dei registri utilizzati perché il tentativo, non proprio riuscito, è quello dell’apologo morale attraverso tre (o più?) diverse linee narrative.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.65 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera divenuta un "caso" che ci costringe a non voltare lo sguardo altrove.
Drammatico,
Israele 2025.
Durata 93 Minuti.
Un ragazzo palestinese di 12 anni tenta di raggiungere il mare per la prima volta. Dopo essere stato respinto a un checkpoint, scappa e attraversa clandestinamente Israele; suo padre lo insegue rischiando arresto e lavoro. Espandi ▽
È il giorno della gita scolastica, per una classe di adolescenti di Ramallah diretti in pullman verso il mare, che dista circa settanta chilometri. Khaled non l'ha mai visto, il mare, se non quando era ancora un feto nel ventre di sua madre Jasmine, morta precocemente. Ma una volta al posto di blocco sul confine con Israele, il ragazzo non supera i controlli. Decide di attraversare il confine con mezzi di fortuna e andarci lo stesso, da solo.
Emblema di come un'opera di finzione possa diventare un "caso", The Sea di Shai Carmeli-Pollak si fonda su un paradosso e porta alle estreme conseguenze drammaturgiche un principio incontestabile: è giusto impedire a un ragazzo di realizzare il sogno di una giornata al mare?
The Sea si fa specchio potente, da micro a macro, nel prefinale sulla strada: noi spettatori, ci si ritrova a osservare altri spettatori assuefatti, clienti di un caffè all'aperto di Tel Aviv: tutti inermi testimoni di un'azione poliziesca.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.73 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera silenziosa, quasi astratta, un debutto sorprendente per rigore formale e intensità emotiva.
Drammatico,
Giappone 1995.
Durata 110 Minuti.
Il film d'esordio del maestro Kore-eda. Espandi ▽
A Osaka la giovane Yumiko è perseguitata da un sogno ricorrente. La nonna fugge di casa per tornare a morire nel villaggio natale e lei, bambina, non riesce a fermarla. Nel sogno compare anche un ragazzo in bicicletta, che suona il campanello mentre attraversa la strada. Anni dopo quel ragazzo è diventato suo marito, Ikuo, uomo apparentemente sereno e affettuoso, con cui Yumiko costruisce una fragile quotidianità. Ma la morte improvvisa e inspiegabile di Ikuo spalanca nella donna un vuoto impossibile da colmare. Trasferitasi in un piccolo villaggio sul mare, Yumiko cerca di ricostruire una vita assieme al nuovo marito Tamio, senza però riuscire a liberarsi dalla presenza inquietante del passato.
Con Maborosi, Hirokazu Kore-eda firma un debutto sorprendente per rigore formale e intensità emotiva, distante dal naturalismo caldo e familiare che caratterizzerà il suo cinema successivo. Se i film della maturità avrebbero privilegiato il movimento interno ai nuclei familiari e un’osservazione più morbida dei rapporti umani, qui Kore-eda costruisce invece un’opera ieratica e silenziosa, quasi astratta nella sua rarefazione, in cui ogni inquadratura sembra caricata di un significato ulteriore. L’impressione è che Kore-eda stia filmando non tanto gli eventi quanto il loro residuo emotivo, ciò che resta nei corpi e negli spazi dopo un trauma. Un film di fantasmi senza fantasmi, dove ciò che continua a perseguitare i vivi è semplicemente l’impossibilità di capire perché qualcuno, a un certo punto, scelga di allontanarsi per sempre.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.98 - CONSIGLIATO SÌ
Il sequel di Super Mario Bros., il film che nel 2023 ha incassato più di 1,3 miliardi di dollari in tutto il mondo. Espandi ▽
La principessa Rosalina, sorella maggiore della principessa Peach e dotata di un potere anche superiore, viene rapita da Bowser jr., vendicativo figlio dell'arcinemico del regno dei funghi. Il proposito di quest'ultimo è di fabbricare un'arma con un potere tale da spazzare via interi pianeti. Ma Mario e Luigi la pensano diversamente e correranno in aiuto della principessa per sventare il piano letale.
Dopo anni di adattamenti cinematografici fallimentari di videogame,
Super Mario Bros. - Il film ha rappresentato un'inversione di tendenza: puntare tutto sui colori e la luccicanza del look si è rivelata una scelta vincente, tale da permettere di soprassedere sull'inconsistenza della trama.
Ma in questo sequel la magia non scatta e si resta ancorati al suolo, perplessi su ciò che transita sul grande schermo, proprio come i punti di domanda impressi sugli scatoloni di Mario e Luigi.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.11 - CONSIGLIATO SÌ
Un enigma sconvolge la tranquillità di una fattoria e spinge un gruppo di improbabili investigatori a seguire indizi e sospetti. Espandi ▽
George è un pastore che conduce una vita solitaria allietata dalla presenza delle sue pecore a ognuna delle quali ha assegnato un nome e a cui, a fine giornata, legge capitoli di romanzi gialli convinto che, ovviamente, non possano comprenderli. Quando però avverrà un omicidio saranno proprio le detective a quattro zampe a condurre alla soluzione.
Un piacevole film per famiglie con due attori importanti e un messaggio positivo per i più giovani. Il pensiero non può non andare a
Babe, maialino coraggioso con in aggiunta tutto ciò che la tecnologia oggi si può permettere.
Il divertimento non manca, il gioco del 'chi è stato' è presente, il messaggio è positivo. Non si può chiedere di più ad un film che copre un ambito (quello delle proiezioni che vedano insieme in sala adulti e bambini che non siano blockbuster Disney, Pixar o affini) purtroppo spesso emarginato dalla distribuzione nazionale.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.51 - CONSIGLIATO SÌ
La vita professionale e personale di una coppia di artisti viene sconvolta da un evento legato a una prima teatrale. Espandi ▽
Derya e Aziz, una coppia turca di mezza età, lei attrice di teatro, lui drammaturgo e docente universitario, entrano nel mirino delle autorità turche come oppositori del regime di Erdogan: la pièce politicamente impegnata che Derya intrepreta viene cancellata, Aziz viene allontanato dall'università e i suoi social messi sotto controllo. Persino le dinamiche di coppia, e il rapporto con la figlia adolescente Ezgi, entrano in crisi quando il dramma si sposta dal palcoscenico alla vita reale seguendo logiche narrative simili, e mettendo alla prova l'impegno politico dei due protagonisti, fino a quel momento limitato ad un dissenso astratto e metaforico veicolato in forma artistica e intellettuale. Ma l'arte e l'ideologia sono abbastanza pericolose e potenti da minacciare il potere costituito, e in ogni caso da spingere gli spettatori e gli studenti a porsi domande scomode e potenzialmente sovversive.
Yellow Letters è il quinto film del regista tedesco di origine turca Ilker Çatak, il cui lavoro precedente, La sala professori, aveva fatto incetta di premi in Germania ed era entrato nella cinquina dei titoli per l'Oscar come Miglior film internazionale.
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MYMONETRO
Non ancora disponibile.
Una storia di coraggio, dalla regia incalzante e dal piglio del racconto d'avventura alla Spielberg.
Storico,
Italia 2025.
Durata 106 Minuti.
Liberamente ispirato alla straordinaria storia di Pasquale Rotondi, una storia sull'uomo che sottrasse alla distruzione il patrimonio artistico italiano. Espandi ▽
19 ottobre, 1943. I nazisti vogliono raccogliere le opere dei musei italiani e spedirle a Berlino. In particolare, dalle Gallerie dell'Accademia veneziane proviene un dipinto che il Führer vuole per sé, e che gli italiani hanno nascosto. Salto indietro nel tempo al settembre 1939: su consiglio dello storico dell'arte Giulio Carlo Argan, il ministro Giuseppe Bottai ("che è fascista ma non è uno stupido") ha dato il via all'Operazione Salvataggio: vuole che sia messo al sicuro il patrimonio artistico italiano in ricoveri segreti al riparo dalle bombe (e dalle mire predatorie dei tedeschi), e affida il compito al Soprintendete ai beni culturali Pasquale Rotondi.
Il piglio è quello del racconto d'avventura, un po' alla Spielberg, con la Storia che si affaccia il necessario per dare un contesto alle vicende umane narrate, non sappiamo quanto romanzate, ma certamente basate su fatti e personaggi reali.
Il budget contenuto non sacrifica la cura delle ricostruzioni e il film si vede volentieri, nonostante qualche didascalismo: l'intento di divulgare questa storia di coraggio e abnegazione è encomiabile, e necessario in questi tempi di inadempienze istituzionali e qualunquismi individuali.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.35 - CONSIGLIATO SÌ
Un road movie che riesce a raccontare un'Italia vera con una sua energia lenta e sul finale commovente.
Drammatico,
Italia,
Germania 2025.
Durata 100 Minuti.
Nel Veneto rurale, due amici di bevute inseguono la leggenda di un tesoro nascosto dal loro compagno Genio. Con loro un giovane architetto in cerca di sé. Espandi ▽
Doriano, detto Dori, e Carlobianchi (sì, tutto attaccato) sono amici di bevute, in un Veneto rurale che pare quasi il Far West. Credono alla leggenda metropolitana secondo cui il loro storico amico Genio ha nascosto da qualche parte un tesoretto ricavato dalla vendita di frodo di occhiali dal sole. Per questo, e perché gli vogliono bene, devono andare a prenderlo all’arrivo dall’Argentina. Lungo il loro percorso incontrano Giulio, studente di Architettura timido e insicuro, che si unisce al loro viaggio.
Le città di pianura è l’opera seconda del regista e sceneggiatore Francesco Sossai: un road movie sbullonato con per improbabili protagonisti due cinquantenni che rimpiangono gli anni Novanta. Il film riesce a raccontare un’Italia vera, lontana dai riflettori e dai set delle commedie mutuate dall’estero. Trova una sua energia laconica che cresce lentamente e alla fine commuove, perché forse il segreto del mondo – o almeno di una vita alternativa a quella frenetica e arrivista di oggi - Dori e Carlobianchi l’hanno scoperto davvero.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.25 - CONSIGLIATO SÌ
Satira di costume, umorismo e sarcasmo nel riuscito film di Nanni Moretti.
Drammatico,
Italia 1984.
Durata 95 Minuti. Consigli per la visione:
Solitario e nevrotico, Michele passa le giornate studiando la vita di coppia di amici e conoscenti e aggiornando una specie di schedario. Espandi ▽
Solitario e nevrotico, Michele passa le giornate studiando la vita di coppia di amici e conoscenti e aggiornando una specie di schedario. Quando la sua dirimpettaia, che più volte aveva spiato dalla finestra, viene trovata uccisa, Michele è tra i sospettati. Nel frattempo, però, si innamora di una collega e sembra ritrovare un briciolo di equilibrio. Finale amaro e surreale, in perfetto stile "morettiano".
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.44 - CONSIGLIATO SÌ
Un meritato Orso d'argento per il film di Moretti che presenta uno dei personaggi più intensi della sua filmografia.
Drammatico,
Italia 1985.
Durata 94 Minuti. Consigli per la visione:
Di ritorno da una parrocchia sperduta, un giovane sacerdote viene destinato a una chiesa della periferia romana. Espandi ▽
Di ritorno da una parrocchia sperduta, un giovane sacerdote viene destinato a una chiesa della periferia romana. Nella capitale, oltre all'indifferenza ostile dei presunti fedeli, trova gli amici di un tempo trasformati in terroristi, omosessuali o misantropi maniacali. In famiglia le cose vanno anche peggio: il padre se ne va con un'altra donna, la madre si suicida e la sorella vuole abortire. Disgustato e impotente di fronte a tanto squallore, il giovane prete parte per una missione del Sudamerica.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.48 - CONSIGLIATO SÌ
Il film più realista di Kore-eda, tratto da un drammatico fatto di cronaca.
Drammatico,
Giappone 2004.
Durata 141 Minuti. Consigli per la visione:
Il film è ispirato ad un fatto di cronaca avvenuto nel 1988 in Giappone e conosciuto come "il caso dei quattro bambini di Nishi-Sugamo". Espandi ▽
Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto nella Tokyo degli anni '80, il film racconta la vicenda di quattro fratelli - tutti figli di padri diversi - lasciati soli dalla madre, Keiko, in un piccolo appartamento. Keiko è abituata a lasciare ad Akira, il maggiore, del denaro e a uscire di casa, per fare ritorno a tarda ora, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Finché un giorno, semplicemente, non fa ritorno.
A rendere
Nobody Knows così perturbante è soprattutto l'assenza di giudizio esplicito. La madre interpretata dalla popstar You non è trasformata in un mostro assoluto: è irresponsabile, egoista, immatura, ma anche figlia di un contesto sociale incapace di vedere gli invisibili.
Il titolo stesso del film allude a questa cecità collettiva. Nessuno sa. Nessuno vede. Nessuno interviene. I bambini diventano fantasmi nel cuore della metropoli, presenze che esistono ai margini di una società troppo occupata per accorgersene.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.79 - CONSIGLIATO SÌ
Grazia Deledda raccontata in tre momenti della vita in un film che spinge sulle radici sarde della grande scrittrice.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 80 Minuti.
Grazia Deledda affronta il difficile rapporto con la madre mentre prepara il discorso per il Nobel; nella malattia, la scrittura resta la sua forza e il suo lascito. Espandi ▽
La scrittrice Grazia Deledda ha un rapporto complicato e conflittuale con sua madre. Non l’ha mai incoraggiata, non ha mai appoggiato la sua passione per la scrittura, e non l’ha mai valorizzata come avrebbe dovuto. Se lo ricorda “da grande”, non solo quando viene a trovarla a Roma da Nuoro, ma anche quando le appare in visione mentre cerca di concentrarsi per il discorso al premio Nobel per la letteratura. La scrittura permea tutta la sua vita, anche quando saprà di avere una malattia terminale non smetterà di pensare alle sue storie e ai suoi personaggi. Una vita intera racchiusa in tre momenti per raccontare la prima e a oggi unica donna italiana ad aver ricevuto il premio Nobel per la letteratura. C’era tanto, tantissimo di raccontare di Deledda, tanto anche della sua vita privata e familiare, Marcias spinge sull’evidenziare le radici sarde della scrittrice, sia da un punto di vista visivo, attraverso l’inserto di filmati tematici sulla Sardegna tradizionale, sia narrativo, con una serie di battute anche polemiche al riguardo.
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MYMONETRO
Non ancora disponibile.
Un documentario celebrativo, ma che non nasconde le fragilità e le riflessioni di Marracash.
Documentario,
Italia 2026.
Durata 100 Minuti.
Un anno di sogni e trionfi del King del rap italiano, a partire da un'impresa senza precedenti in Italia. Espandi ▽
Dopo anni trascorsi a costruire un'immagine di sé come figura divisiva, Marracash arriva al cinema con un'opera che tenta di trasformare il rapper in personaggio tragico, icona pop e corpo vulnerabile al tempo stesso. King Marracash non è semplicemente il documentario celebrativo di una carriera di successo, né soltanto il backstage di un tour monumentale: è piuttosto il tentativo di mettere in scena il conflitto tra l'uomo Fabio Bartolo Rizzo dalla periferia milanese di Barona e la maschera pubblica di Marracash, in un continuo gioco di sdoppiamenti che riflette perfettamente l'evoluzione artistica dell'autore di Persona e Noi, loro, gli altri.
Fin dall'incipit, il film insiste sull'idea della costruzione identitaria. Marracash viene osservato mentre si prepara, si trucca, entra in scena, ma soprattutto mentre riflette su sé stesso e sul prezzo pagato per il successo.
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MYMONETRO
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La carriera di David Bowie raccontata tra andirivieni temporali, tra la crisi degli anni '90 e il ritorno in grande stile poco prima della morte nel 2016. Espandi ▽
A dieci anni dalla scomparsa, il documentario ricostruisce la carriera di David Bowie a partire da uno spunto originale: la crisi che il grande musicista visse negli anni '80, dopo il successo di "Let's Dance" dell'83, e che a fine decennio lo portò a fondare un gruppo di hard rock, i Tin Machine, in cui il suo nome era confuso con quello degli altri. Cosa resta oggi di quell'esperienza, e soprattutto di ciò che è venuto dopo, negli anni '90 e all'inizio dei 2000, quando Bowie improvvisamente "non era più cool", e dopo ancora, negli anni Dieci del Duemila, in cui approcciando la morte, "l'uomo delle stelle" chiuse la carriera con un grande album?
Il tono del film è come sempre in questi casi - ne ha un'idea precisa chi d'abitudine guarda documentari come questo su Sky Arte o Rai 5 - è celebrativo, un tantino eccessivo e romanzato, come se la vita di un cantante non fosse quella di una persona, ma quella di una celebrità a ogni ora del giorno e della notte: eppure
Bowie - The Final Act ha il merito per una volta di dare molto peso alla musica e alle complessità, nella carriera di un artista, del rapporto tra passato e futuro, tra repertorio e novità, classici e sperimentazione.
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MYMONETRO
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Un doc necessario che diffonde i valori e le azioni (ancora molto attuali) di Lucio Fontana.
Documentario,
Italia 2026.
Durata 90 Minuti.
Un ritratto potente e inedito del maestro che ha aperto lo spazio dell'arte contemporanea Espandi ▽
Lucio Fontana è uno tra i pochi nomi dell'arte italiana del Novecento conosciuto e riconosciuto in tutto il mondo. Dal Sud America (anche per le sue origini argentine), ai salotti borghesi tra New York e Chicago; dall'Europa parigina, fino ai paesi nordici più lontani; dalla Cina al Giappone. Insomma: Fontana è un simbolo della nostra cultura, non solo quella visiva, ma di altre legate al pensiero filosofico, alla scienza, alla narrazione dei cambiamenti di prospettiva della società, dal boom economico del Novecento ad oggi.
Una figura unica ma che ha l'urgenza di essere raccontata al pubblico più vasto. Il film di Andrea Bettinetti rappresenta un passaggio importante, necessario: diffondere i valori e le azioni dell'artista che ha sviluppato cultura lungo tutto il Novecento.
Andate a vedere il film e diffondete il verbo, Lucio Fontana ha ampliato gli sguardi e anticipato problematiche e bellezze del nostro vivere.