Escape Room

Film 2019 | Azione, Avventura +13 99 min.

Titolo originaleEscape Room
Anno2019
GenereAzione, Avventura
ProduzioneUSA
Durata99 minuti
Al cinema336 sale cinematografiche
Regia diAdam Robitel
AttoriDeborah Ann Woll, Tyler Labine, Taylor Russell, Logan Miller, Nik Dodani Adam Robitel, Jay Ellis, Jamie-Lee Money, Jessica Sutton, Kenneth Fok.
Uscitagiovedì 14 marzo 2019
DistribuzioneWarner Bros Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,07 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Adam Robitel. Un film con Deborah Ann Woll, Tyler Labine, Taylor Russell, Logan Miller, Nik Dodani. Cast completo Titolo originale: Escape Room. Genere Azione, Avventura - USA, 2019, durata 99 minuti. Uscita cinema giovedì 14 marzo 2019 distribuito da Warner Bros Italia. Oggi tra i film al cinema in 336 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,07 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Solo grazie all'ingegno un gruppo di sei sconosciuti può salvarsi la vita. Escape Room è 2° in classifica al Box Office. martedì 19 marzo ha incassato € 61.880,00 e registrato 10.936 presenze.

Consigliato no!
2,07/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,20
PUBBLICO 1,50
CONSIGLIATO NÌ
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Sadico voyerismo così sopra le righe e poco originale che non può essere preso sul serio.
Recensione di Andrea Fornasiero
giovedì 28 febbraio 2019
Recensione di Andrea Fornasiero
giovedì 28 febbraio 2019

Sei persone di diversa provenienza si vedono recapitare un misterioso pacchetto, che contiene un ancora più misterioso puzzle a forma di cubo. Una volta risolto, questo produce un biglietto d'ingresso per l'esclusivo complesso di escape room della Minos, stanze chiuse da cui si può uscire solo risolvendo un enigma. La Minos, mette inoltre in palio un premio di 10mila dollari per chi riuscirà a venirne a capo. C'è il maniaco delle escape room che parteciperebbe anche gratis, c'è la reduce delle guerre in medio Oriente segnata dalle cicatrici, il ragazzo che non capisce perché sia finito a partecipare, il genio della fisica timida al punto da sfiorare l'autismo, il camionista che teme di essere sostituito in futuro da IA dedicate alla guida e il broker egoista, narcisista e arrogante: chi tra loro sopravvivrà a un gioco molto più mortale del previsto?

Come in Saw i protagonisti si trovano a dover superare una serie di enigmi letali, una trappola dopo l'altra, con la differenza che Escape Room non è splatter, quindi è espressamente diretto al pubblico giovane e ancora più basilare nel suo meccanismo.

In Usa non è stato uno di quegli horror che sbancano il box office a fronte di un budget esiguo (9 milioni di dollari pare), ma se l'è comunque cavata bene e sembra un prodotto perfetto per attirare in sala ragazzini in cerca di brividi e divertimento senza pretese né pretesti. La trama infatti è davvero ridotta all'osso, la scrittura dei personaggi pure li definisce con una sola caratteristica e poche esplicite battute, cui seguiranno alcuni brevi flashback a svelare il mistero di cosa abbiano in comune tra loro. Ma se in Saw è dato molto peso alle ragioni della punizione applicata dal serial killer, tanto che le sue trappole praticano una sorta di contrappasso, qui invece il legame tra i partecipanti e il mistero dietro l'organizzazione che li ha coinvolti nel gioco lasciano il tempo che trovano e sono infatti liquidati velocemente.

Un film come questo funziona sulla curiosità di vedere che elaborati meccanismi e scenografie gli autori si sono inventati per le varie stanze, così come la qualità degli enigmi dovrebbe essere un punto di forza. In realtà le prove sono più fisiche che in Saw e allo spettatore è impossibile partecipare al gioco insieme ai personaggi, inoltre come tipico degli horror a buon mercato la divisione del gruppo di protagonisti e le poche informazioni che si danno l'un l'altro finiscono per risultare pretestuose.

Tra una stanza che appare come un lago ghiacciato all'aperto, una che si scalda sempre più e una capovolta, le trappole hanno comunque un certo fascino, inoltre è chiaro che alcuni partecipanti ci lasceranno la pelle, quindi lo si è implicitamente invitati a indovinare a chi toccherà.

Questa sorta di sadico voyerismo è in realtà anche il tema stesso del film, ma tutto è così sopra le righe che non si può prendere sul serio una morale sulla complicità dello sguardo. Sarebbe come accusare il pubblico di Final Destination di essere contro la vita solo perché si diverte a vedere in che modo la morte riuscirà a mietere le sue vittime: il gioco è dichiaratamente questo e il film strizza l'occhio più volte. Il finale che rilancia la sfida è pure tipico di titoli affini, che aspirano a diventare franchise giovanili, rimane però tutto da vedere se un'operazione così derivativa riuscirà a suscitare abbastanza interesse anche nelle sue prosecuzioni. Questo primo film è infatti poco più di una variazione sul tema, anche simpatica, ma così poco originale e sfrontata che è difficile dia vita a qualcosa di più articolato.

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Interpretato da volti televisivi, un film che vive della dinamica tra i suoi protagonisti.
Overview di Andrea Fornasiero
giovedì 27 dicembre 2018

Sei sconosciuti sono invitati a gareggiare in una serie di dettagliate escape room. Sembra un gioco, ma si rivela letale quando le stanze dimostrano di essere attrezzate con trappole mortali. «Trova gli indizi o muori» recita infatti la tagline del film, posta anche all'inizio del trailer. Sorta di incrocio tra Saw - L'enigmista e Cube, Escape Room è un horror dalla struttura molto semplice, dove ovviamente i vari personaggi scopriranno di essere stati scelti per una ragione, quello che hanno ricevuto non è infatti un invito banale, bensì una sorta di misteriosa scatola, recapitata loro direttamente a casa o sul posto di lavoro.

Credo che con l'esperienza si impari a prepararsi per le riprese, ma pure a essere pronti a stravolgere tutto ed essere spontanei sul set. Gli attori vorranno invariabilmente fare qualcosa di diverso dal previsto e in passato, quando ho cercato di immaginare gli attori in scena mi sono spesso trovato a lavorare per nulla, perché poi sul set la situazione ha preso tutta un'altra piega. Credo che bisogna sapersi preparare mentalmente al lavoro e conoscere il linguaggio delle macchine da presa, ma pure saper buttare tutto la preparazione al momento giusto, perché l'importante è chiedersi di cosa parla davvero la storia.
Adam Robitel

Escape Room è un film che vive della dinamica tra i suoi protagonisti, interpretati da volti per lo più televisivi come del resto è piuttosto tipico dei B-Movie di oggi. La più nota è Deborah Ann Woll, che è stata tra i protagonisti di tutte le stagioni di True Blood e poi ha interpretato Karen Page in Daredevil, inoltre avrà presto un suo show televisivo, Relics and Rarities per il canale web Geek & Sundry, dove sarà dungeon master di una "campagna" di Dungeons & Dragons. Tyler Labine è stato invece spalla comica in Reaper quindi protagonista della comedy Deadbeat e, dimagrito e d'aspetto più maturo, è tra i titolari del medical drama New Amsterdam.

L'afroamericano Jay Ellis, ex modello, è l'interesse romantico della protagonista e autrice di Insecure, Issa Rae, su HBO; Nik Dodani è Zahid in Atypical, su Netflix e sulla stessa piattaforma troviamo anche Taylor Russell, ossia la Judy Robinson di Lost in Space. Oltre ai sei concorrenti del gioco mortale nel cast figurano il sudafricano Kenneth Fok, nei panni di un detective, e il corpulento olandese Yorick van Wageningen, noto soprattutto per i ruoli del serial killer di Millennium - Uomini che odiano le donne di David Fincher e dell'hacker Sadak, diabolico villain in Blackhat di Michael Mann.

Escape Room è diretto da Adam Robitel, fattosi notare con l'horror indipendente The Taking of Deborah Logan molto apprezzato da Bryan Singer. Il buon riscontro ottenuto l'ha fatto entrare nella cerchia di Jason Blum, prima co-sceneggiando Paranormal Activity: The Ghost Dimension, quindi come regista di Insidious: L'ultima chiave, dove ha avuto la collaborazione e il sostegno di James Wan. Ha scritto anche per Guillermo Del Toro una sorta di incrocio tra western e thriller, The Bloody Benders, sulla storia vera di una famiglia che amministrava un hotel in Kansas intorno al 1870 e dal quale una ventina di persone non sono mai tornate. Del Toro non riuscirà a dirigerlo, ma pare lo stia producendo per la regia dello stesso Robitel, che dovrebbe farne il suo prossimo film.

L'idea di Escape Room, che inizialmente doveva intitolarsi Maze ossia labirinto, è di Bragi F. Schut, noto per il non proprio felice L'ultimo dei templari. Qui alla sceneggiatura è affiancato da Maria Melnik, che ha un curriculum finora tutto televisivo con partecipazioni alla scrittura di Black Sails, American Gods e Counterpart. La fotografia è firmata da Marc Spicer, già cimentatosi nell'horror con Lights Out ma più noto per i capitoli 7 e 8 di Fast & Furious, mentre la musica è stata composta da Bryan Tyler (Iron Man 3, Avengers: Age of Ultron, la serie Yellowstone) e John Carey, che con Tyler aveva già collaborato all'arrangiamento di alcuni score.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 15 marzo 2019
Taty23

Una puzzle box rappresenta l’invito esclusivo per partecipare all’Escape Room più immersiva di sempre, il vincitore otterrà un premio in denaro. Sei sconosciuti, di genere, età, estrazione sociale differente si ritroveranno a partecipare insieme a questo gioco. Tutto sembra andare perfettamente finché il gruppo non capirà di essere finito in una [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 marzo 2019
CesareDedè

Per prima cosa è totalmente sbagliata la psicologia del film. Un film su un escape room dovrebbe essere incentrato sugli enigmi, il modo di risolverli e su personaggi che abbiano un nesso con l'intelligienza. Inoltre, un film sull' escape room dovrebbe far vedere la risoluzione degli enigmi, invece in questo film ogni volta vengono azionati i comandi sbagliati.

lunedì 18 marzo 2019
Stramonio70

Il film sembra un incrocio tra "Saw - L'enigmista" del 2004 e "Cube - Il cubo" del 1997. Circa il 90% delle idee è preso da queste due pellicole. Ora, questo non sarebbe un problema visto che si tratta di due film molto belli e avvincenti, purtoppo però questo "Escape Room" è il classico film indirizzato ad un pubblico di teenagers, con personaggi [...] Vai alla recensione »

domenica 17 marzo 2019
Flaw54

Film senza alcun significato, visto e rivisto. La tensione è scarsissima, mentre la recitazione è da...... brividi. Ma perché  insistono a fare film sempre uguali? L'originalità ormai è solo un'utopia

martedì 19 marzo 2019
Dulkir

Il film è di quelli già visti...saw...the cube...questo però non ha nulla a che vedere con il primo citato se non per il fatto che quasi sicuramente seguiranno un o più film che possono solamente peggiorare un qualcosa che già di per sé terribile...

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
mercoledì 20 marzo 2019
Alessandro Castellino, Vincitore del Premio Scrivere di Cinema

L'ultimo film di Adam Robitel, precedentemente noto per Insidious: l'ultima chiave, conferma una tendenza del cinema horror contemporaneo ad adagiarsi sugli stilemi (di forma o di contenuto) dei classici del genere. È da intendere che tale propensione non sia per forza negativa e che, indiscutibilmente, una buona parte della produzione horror sia orientata verso uno svecchiamento del genere (si pensi, tra i più recenti, ai fortunati The Witch e Hereditary).

Di Escape Room va sottolineato un merito, da rintracciare più nel concetto espresso che nella realizzazione effettiva. La filosofia del film, infatti, si può brevemente riassumere così: il terrore abita ciascuno di noi dall'interno, e le condizioni esterne (persone, situazioni ecc.) possono soltanto innescare una detonazione che avviene, interiormente, a livello emotivo.

Come a dire, in sostanza, che i fantasmi più difficili da scacciare sono quelli che sono radicati nella nostra coscienza, nel nostro passato personale: l'uomo è, prima di tutto, nemico di se stesso, e in un secondo momento di coloro che permettono di fargli vedere i propri demoni. Per questo motivo tra i vari protagonisti del film si crea un rapporto conflittuale, in una situazione in cui, col procedere delle prove, "l'uomo diventa lupo per l'altro uomo" ("homo homini lupus"). 

Bragi F. Schut e Maria Melnik, gli sceneggiatori, fanno tesoro dell'elemento su cui l'intero genere ha gettato le proprie fondamenta: un senso di terrore che da individuale si fa collettivo. L'impalcatura del romanzo gotico prima e del film horror poi si regge sulla mitologia, appunto, popolare: i grandi horror del passato avevano setacciato racconti e leggende e ne avevano sviluppato una struttura cinematografica, attraverso la quale le paure erano riflesse sul grande schermo. In queste storie bene emergeva come quel senso diffuso di inquietudine fosse frutto dall'immaginazione dell'uomo, che di fatto condannava, senza alcuna base empirica, se stesso e la propria comunità a una vita all'insegna dell'incubo. Le paure si materializzavano e assumevano le sembianze di immagini che precedentemente erano state soltanto ricostruzioni immaginifiche dei vari aspetti del demonio, frutto della fantasia del popolo intimidito. 

Frasi
Vuoi controllare la tua vita. Ma la vita non è un esperimento scientifico. Non puoi contenere il tuo mondo per sempre...
Una frase di Gabe (Adam Robitel)
dal film Escape Room - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 14 marzo 2019
Maurizio Cabona
Il Messaggero

Si chiamano riti di iniziazione e possono essere crudeli. Nel film di Elliot Silverstein Un uomo chiamato cavallo (1970) vi si sottopone un maturo britannico catturato dai pellirosse. Ma in generale non sono gli adulti, ma gli adolescenti di una comunità ad affrontare pericoli e subire tormenti per dimostrare di essere uomini. Con cicatrici come galloni del loro coraggio, i giovani si conquistano un [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 marzo 2019
Roberto Nepoti
La Repubblica

L'"escape room" - ormai sono in pochi a non saperlo - è una specie di videogame che si gioca nella realtà. I concorrenti vengono chiusi in stanze (ce ne sono molte anche in Italia), da cui devono uscire in un certo tempo risolvendo dei rompicapi. Prevalgono le tematiche thriller? così in America è già uscita una mezza dozzina di film che sfruttano la tendenza: ultimo questo, costato 9 milioni di dollari [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 marzo 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Dove l'ho già visto questo film? Perché dopo venti minuti, ti sembra di guardare una copia di Saw, versione adolescenziale. Le stanze mortali, a tempo, da cui evadere, dove si ritrovano rinchiusi i sei protagonisti, prevedono più delle prove fisiche che altro. Infatti, dopo metà film, l'interesse cala a zero. Vedendo la poca attenzione ai singoli personaggi e ascoltando i dialoghi da minimo sindacale, [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 marzo 2019
Claudia Ferrero
La Stampa

Ci sono «Escape Room» in Italia e in tutto il mondo. Chi ci entra deve riuscire a risolvere una serie di enigmi e indovinelli, mettere insieme vari indizi fino a trovare la chiave per scappare dalla stanza. Le camere sono a tema - storico, fantasy, da Guerra Fredda - e si ha un tempo predefinito per fuggire. Un gioco coinvolgente adattissimo per essere trasformato in una sceneggiatura, meglio ancora [...] Vai alla recensione »

martedì 12 marzo 2019
Giona A. Nazzaro
Il Manifesto

Sei persone, un enigmatico puzzle a forma di cubo, la chiave d'accesso a un sistema di escape room. Un premio da 10 mila dollari. Un gioco al massacro in una camera chiusa. L'interattività ha fatto il suo tempo. Purtroppo oggi l'oggetto del racconto sono sempre e solo le strutture del racconto stesso. Decenni di decostruzionismo, narratologia, vulgate del postmoderno, citazionismo, autoreferenzialità, [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
venerdì 15 marzo 2019
Andrea Chirichelli

Captain Marvel (guarda la video recensione) non soffre particolarmente l'arrivo delle new entry settimanali e resta saldamente in testa al box office italiano con 214mila euro, per un totale oramai prossimo ai 6 milioni di euro.

TRAILER
lunedì 11 febbraio 2019
 

Sei sconosciuti si ritrovano coinvolti in un gioco pericoloso e sono costretti ad usare l'ingegno per trovare indizi e salvare la propria vita.

TRAILER
giovedì 8 novembre 2018
 

Sei sconosciuti si ritrovano coinvolti in un gioco pericoloso e sono costretti ad usare l'ingegno per trovare indizi e salvare la propria vita.

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