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Una ragazza sviluppa capacità telepatiche. Espandi ▽
Dietro l'apparenza di una vita perfetta, Julia e Tobias nascondono tensioni e segreti che la loro figlia Marielle è destinata a scoprire. Quando, dopo aver ricevuto uno schiaffo, la bambina sviluppa misteriosi poteri telepatici, nessuna menzogna può più essere taciuta. Mentre la verità invade la loro quotidianità, la coppia si ritrova in un gioco di manipolazioni e recriminazioni sempre più assurdo e ironico, che mette a nudo la fragilità dei rapporti familiari e il bisogno, spesso contraddittorio, di sincerità e finzione.
Il tono del film è quello di una commedia satirica in cui i tre attori, con mamma Julia (Julia Jentsch), papà Tobias (Felix Kramer) e un'enigmatica oltre che imperscrutabile ragazzina (Laeni Geiseler), sono perfetti per sottolineare l'assurdità della vicenda.
Lo sguardo della protagonista è uno sguardo che pervade, controlla, smaschera, sa. Uno sguardo che hanno quasi tutti gli adolescenti senza nemmeno bisogno di schiaffi telepatici. Recensione ❯
Un road movie che riesce a raccontare un'Italia vera con una sua energia lenta e sul finale commovente. Drammatico, Italia, Germania2025. Durata 100 Minuti.
Nel Veneto rurale, due amici di bevute inseguono la leggenda di un tesoro nascosto dal loro compagno Genio. Con loro un giovane architetto in cerca di sé. Espandi ▽
Doriano, detto Dori, e Carlobianchi (sì, tutto attaccato) sono amici di bevute, in un Veneto rurale che pare quasi il Far West. Credono alla leggenda metropolitana secondo cui il loro storico amico Genio ha nascosto da qualche parte un tesoretto ricavato dalla vendita di frodo di occhiali dal sole. Per questo, e perché gli vogliono bene, devono andare a prenderlo all’arrivo dall’Argentina. Lungo il loro percorso incontrano Giulio, studente di Architettura timido e insicuro, che si unisce al loro viaggio. Le città di pianura è l’opera seconda del regista e sceneggiatore Francesco Sossai: un road movie sbullonato con per improbabili protagonisti due cinquantenni che rimpiangono gli anni Novanta. Il film riesce a raccontare un’Italia vera, lontana dai riflettori e dai set delle commedie mutuate dall’estero. Trova una sua energia laconica che cresce lentamente e alla fine commuove, perché forse il segreto del mondo – o almeno di una vita alternativa a quella frenetica e arrivista di oggi - Dori e Carlobianchi l’hanno scoperto davvero. Recensione ❯
Tre generazioni palestinesi, tra esilio e resistenza: una storia che svela il volto nascosto dell'oppressione. Drammatico, Cipro, Germania, Grecia, Giordania2025. Durata 145 Minuti.
Un ritratto di famiglia che esamina il rapporto tra nonno, padre e figlio e l'eredità del
trauma tramandato a ciascuno di loro. Espandi ▽
1988 Prima Intifada. Noor, un adolescente viene colpito da un proiettile sparato dagli israeliani. La madre, ormai anziana, si rivolge ad un interlocutore, di cui scopriremo l’identità solo molto più avanti, sentendo la necessità di raccontargli quanto accaduto alla famiglia nel passato. Si passa a Jaffa nel 1948 quando il nonno di Noor, Sharif, viene arrestato perché attaccato alla propria terra dopo che gli inglesi hanno lasciato la regione. E poi si arriva al 1978, al campo dei rifugiati in Cisgiordania. Qui Salim, figlio di Sharif, viene umiliato da un soldato israeliano dinanzi al figlio Noor, del quale poi seguiremo le vicende che coinvolgeranno i genitori. Cherien Dabis dirige e interpreta un film che invita tutti a interrogarsi su quanto accade oggi. È solo conoscendo il passato che si può comprendere il presente, ed è ciò che Dabis fa scegliendo un punto di vista, quello palestinese, senza dimenticare quello di chi vi si oppone. Recensione ❯
Un film che rispetta le regole delle produzioni delle major. Con un buon esito, tra adrenalina e sensibilità. Animazione, Germania, Gran Bretagna2025. Durata 98 Minuti.
Un racconto avvincente che mescola azione e comicità sullo sfondo dell'universo delle corse su quattro ruote. Espandi ▽
Edda è una topolina che, insieme al padre, gestisce un Luna Park che rischia la chiusura. Il suo sogno è quello di poter guidare un giorno un'auto da corsa nella prestigiosa gara del Gran Prix. La sua esperienza di pilota ha dovuto interrompersi dopo la morte della madre. Ed è Il campione indiscusso del settore ed Edda ha l'occasione di incontrarlo. Scoperta una certa somiglianza tra di loro Edda convincerà il riluttante Ed a sostituirlo in una gara. Lei fingerà di essere lui e ad Ed spetterà il compito, nei panni di un accanito fan del campione, di tentare di darle suggerimenti a distanza.
Un film di produzione europea che rispetta le regole delle produzioni delle major inserendovi tematiche che affrontano le relazioni interpersonali.
Si può cogliere una sensibilità tutta europea che sin dalle prime battute cerca di trovare un equilibrio tra la pura e semplice azione sfavillante e qualche, seppur semplice, occasione di riflessione anche per gli spettatori più piccoli mescolando con un interessante esito di adrenalina e sensibilità. Recensione ❯
Andrea Arnold racconta una storia ambientata nella zona del Kent, nel Regno Unito. Espandi ▽
Bailey ha 12 anni che sembrano dieci di più, perché è da sempre abituata a risolvere da sola i guai suoi e di chi le sta intorno. La sua famiglia più che allargata è scomposta: lei vive con il padre Bug e il fratello maggiore Hunter, figlio della ragazza che papà ha messo incinta a 14 anni, mentre la madre di Bailey ha avuto altri tre figli da uomini di passaggio, e al momento frequenta un tipo equivoco e violento, circondandosi di tossici. Bug sta per sposarsi con una donna conosciuta tre mesi prima, e Bailey rifiuta di andare al suo matrimonio: non ne può più del caos della sua esistenza e non sa come diventare adulta, nemmeno adesso che l’arrivo del ciclo le ha annunciato di essere biologicamente una donna. Le uniche creature che la mettono di buon umore sono gli animali - cani, cavalli, gabbiani, corvi, farfalle - e uno strano giovane uomo soprannominato Bird, che se ne sta appollaiato in cima ai palazzi del quartiere e cerca la sua famiglia, che un tempo abitava accanto alla madre di Bailey.
Bird è il quinto lungometraggio di finzione della Arnold e in qualche modo ne riassume il percorso: ci sono gli animali al centro come nel documentario Cow e nel corto Dog; c’è società blue collar e un personaggio scombinato e narcisista come in Fish Tank e nel corto Wasp; c’è la violenza delle emozioni e una natura imprevedibile come in Cime tempestose; e c’è l’ipercinesi giovane e incontenibile di American Honey.
La camera a mano della regista segue la vita movimentata sulla quale Bailey non ha alcun controllo, anche se lei lo cerca proprio attraverso il cinema facendo continue riprese con il cellulare, prevalentemente per frapporre una distanza di sicurezza fra lei e le persone che incontra. Recensione ❯
Un uomo parte per ritrovare l'essenza della sua vita. Espandi ▽
Munir non riesce a respirare. Lo pneumologo gli fa una serie di accertamenti e poi lo rassicura, invitandolo a fare approfondimenti sulla sua salute mentale. Il bisogno di tornare a respirare non è fisico, ma psicologico. Tutto sembra andare per il peggio nella vita di Munir, scrittore arabo esiliato che prende la decisione di partire per una remota isola della Germania, isolata dal resto del mondo. Lì incontrerà un’albergatrice sui generis, la volitiva Valeska, con cui avrà uno scontro-incontro, per poi compiere, grazie alla piccola comunità dell’isola che lo accoglie, un viaggio di guarigione e riappacificazione, anzi tutto dentro se stesso.
È un’opera potente, immaginifica e poetica Yunan, fimata dal regista siriano Ameer Fakher Eldin. Racconta l’avventura esistenziale dell’autore arabo Munir, a cui la vita non sorride da un bel po’.
L’attore libanese Georges Khabbaz, nei panni del protagonista, regge egregiamente sulle sue spalle tutto il film, firmando una performance straordinaria dal punto di vista sia fisico che emotivo, nel dare voce e corpo alla vulnerabilità di un uomo. Un uomo sofferente, spezzato, devastato dalla vita, che vorrebbe farla finita. Recensione ❯
Matthias sembra essere perfetto ma la sua vera sfida è essere se stesso. Presentato in concorso alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia 81. Espandi ▽
Un fidanzato da portare con te il weekend se non desideri che i vecchi amici ti credano ancora single? Un figlio che ti faccia fare bella figura a una cena aziendale e magari ottenere una promozione? Un compagno per andare a teatro o anche solo per fare conversazione? Matthias è il candidato perfetto per tutti questi ruoli e altri ancora. Basta noleggiarlo, pagare, e si può stare certi che tutto filerà liscio.
L'opera prima di Bernhard Wenger affonda in un humus riconoscibile, lo stesso del suo conterraneo Seidl (più che altro formalmente, nella predilezione di inquadrature fisse) ma anche del norvegese Trier (in particolare La persona peggiore del mondo) e poi, su tutti, dello svedese Ostlund, il cantore dell'ipocrisia della borghesia intellettuale contemporanea; anche se quest'ultimo resta più un modello aspirazionale che altro, una citazione da un piano inferiore.
Tutto è performance, anche l'esaurimento nervoso. Tutto è spettacolo, perché lo spettacolo è (ormai) nell'occhio di chi guarda. Recensione ❯
Un ritratto dalla fantasia brutale e virtuosa. Che suscita emozioni violente, fa paura, rivolta ed esalta. Drammatico, Germania, Italia, Paesi Bassi2022. Durata 140 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Fatih Akin scrive e dirige con tutta l'energia del giovane rapper, mescola generi, stili e suggestioni, attraversa due continenti, colora, smorza, rallenta, accelera. Espandi ▽
Il primo ricordo di Giwar Hajabi è quello di una prigione. In cella ci tornerà più volte e a ogni età. Tra una dose di cocaina e un pugno sferrato, Giwar coltiva il sogno di fare la sua musica. Il padre, celebre compositore curdo, gli ha insegnato a suonare il pianoforte, la madre, combattente resiliente, gli ha pagato per anni le lezioni private. Giwar sogna l'oro del Reno e trova la redenzione nelle rime musicali.
Fatih Akin dirige un film che suscita emozioni violente, provoca scariche di adrenalina, fa paura, rivolta ed esalta. Questa fantasia brutale e virtuosa si appoggia su una costante attenzione alla realtà e ai suoi dettagli: dal décor al vocabolario, dalle posture ai costumi, dai suoni ai nomi dei personaggi.
A fare la singolarità di Rheingold è l'audacia della storia, la tensione permanente, il rigore febbrile della messa in scena e un cast di attori portati all'incandescenza. Fatih Akin conferma ancora una volta che il ritratto, in senso fotografico, è il cuore del suo lavoro. Recensione ❯
Dopo decenni di solitudine, una famiglia benestante che vive in una miniera di sale entra in contatto con una ragazza sconosciuta. Espandi ▽
Anni dopo una catastrofe climatica che ha estinto la vita sulla Terra, una famiglia di ex capitani d'industria vive ancora nel bunker sotterraneo. In un ambiente elegante e confortevole, la Madre, il Padre, un'amica di famiglia, il maggiordomo, il medico e una cameriera si occupano principalmente dell'educazione del Figlio, che ha una ventina d'anni e non ha mai conosciuto la vita di prima. L'arrivo di una ragazza da fuori, sopravvissuta al tentativo della sua famiglia di raggiungere il bunker, porta scompiglio. Come difendere, dunque, un mondo strenuamente costruito?
Joshua Oppenheimer, autore di uno dei documentari più scioccanti degli anni Duemila (L'atto di uccidere), esordisce nel cinema di finzione con un musical che immagina un'umanità oltre la fine del mondo, condannata a vivere senza prospettive. Immerso in atmosfere stranianti per eleganza e composizione figurativa, il film sfiora a più riprese il kitsch per come cerca di dare forma simbolica allo spirito millenaristico di cui è imbevuto.
The End è un film senza subbio coerente. E forse ci dice, non tanto chi saremo o chi potremmo essere, ma chi siamo. Recensione ❯
Un tenero ed energico ritratto, non privo di poesia, di un rapporto padre e figlia tutto da costruire. Drammatico, Germania, Italia2025. Durata 113 Minuti.
Un padre non ha la minima idea di come reagire quando si ritrova davanti Leo, la figlia tedesca adolescente mai conosciuta. Espandi ▽
Luca Marinelli interpreta il non facile ruolo di Paolo, padre tutt'altro che nato per esserlo. Inadeguato, vulnerabile, irrisolto, non ha la minima idea di come reagire quando si ritrova davanti Leo, la figlia tedesca adolescente mai conosciuta. Ecco che il coming of age diventa di entrambi, figlia e padre, adolescente e adulto in formazione a confronto, dentro un doloroso gioco di specchi che la regista ha il merito di portare sullo schermo con sobrietà, misura e senza retorica. A parte qualche urlo di troppo, funziona il racconto di questo rapporto tutto da costruire che si nutre di paste improvvisate, canzoni, bagni, illustrazioni di tatuaggi, sorrisi e silenzi condivisi. Jung firma un dramma familiare a tratti molto duro, con un padre che si ostina a ricadere nell'errore e nascondere a tutti questa figlia ritrovata e il dolore di quest'ultima, che sente tutto il peso dell'impropria etichetta dell'errore. Ma anziché firmare un film "camera e cucina", la regista ha il merito di far respirare i suoi personaggi, e il pubblico con loro. Recensione ❯
L'adattamento di un'opera di George R.R. Martin, l'autore dei romanzi da cui è stata tratta la serie della HBO Il trono di spade. Espandi ▽
Una coproduzione canadese-tedesca che adatta per la prima volta per il grande schermo un'opera di George R.R. Martin, l'autore dei romanzi da cui è stata tratta la serie della HBO Il trono di spade. Il film adatterà tre racconti: in uno, la disperata regina di una città costruita in una montagna imponente ingaggia una maga (Jovovich) per viaggiare nello spettrale deserto delle Terre Perdute per ottenere il dono dei mutaforma e potersi trasformare in un lupo mannaro. In un'altra storia seguiamo una ragazza guerriera che deve combattere un drago, il custode dei sette mondi, per riunirsi al suo amante perduto. Il futuristico racconto "Bitterblooms" è incentrato su una giovane ragazza barbara che è affascinata da una strega solitaria in un veicolo spaziale. Recensione ❯
Nel gelido Minnesota, una donna sola salva una ragazza da un rapimento. Isolate e senza aiuto, lotteranno insieme per sopravvivere e fuggire. Espandi ▽
Nella parte più a nord del Minnesota, avvolta dalla neve e dal ghiaccio, Barb è rimasta vedova dell'adorato marito Karl, e continua a vivere nelle zone dal clima estremo in cui ha trascorso tutta la vita. Un giorno, nel tentativo di onorare un desiderio del defunto marito, si perde nella ricerca di un lago ghiacciato e si imbatte in un uomo che sembra aver rapito una giovane ragazza. Impossibilitata a chiamare aiuto e con l'auto in panne, la donna non ha altra scelta che cercare di aiutare la sventurata in prima persona. Davanti a sé trova però la moglie di quell'uomo, avversaria altrettanto determinata per la quale questa lunga giornata sarà letteralmente questione di vita o di morte.
Un thriller innevato dal sapore vintage, come se ne facevano una volta, che racconta una storia di sopravvivenza tutta al femminile. Non siamo dalle parti di Fargo e del cinema dei Coen, ma nemmeno di un action usa e getta che cerca di reinventare una star di lungo corso (qui l'ottima Emma Thompson) sulla falsariga del modello Taken. Recensione ❯
Un film d'animazione che cerca di coniugare il racconto del valore dell'amicizia nei ragazzi con gli echi della letteratura classica. Animazione, Argentina, Germania, Spagna, Gran Bretagna2024. Durata 88 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Una rocambolesca avventura animata all'insegna del potere dell'immaginazione e dell'amicizia. Espandi ▽
Film d'animazione, frutto di una coproduzione tra Germania e Argentina, che cerca di coniugare il racconto del valore dell'amicizia nei ragazzi con gli echi della letteratura classica.
La costruzione narrativa è quella classica con la presentazione del personaggio di Alfonso Chisciotte, un ragazzino di 11 anni discendente di Don Chisciotte, che, proprio come il sua antico antenato, ha una fervida immaginazione e vede cose che gli altri non vedono come i tre conigli immaginari che lo accompagnano. Il suo paesino nella Mancia, dopo secoli in cui viveva in armonia con la natura, è ora minacciato da violenti temporali che stanno distruggendo tutto (e la coincidenza con le terribili alluvioni in Spagna della cronaca quotidiana fa certo riflettere). Recensione ❯
Un'avventura con quattro sorelle che non hanno nulla in comune. Nulla, tranne il cognome Martini. Espandi ▽
Livi Martini ha tre sorelle: l'adolescente Tessa, la dodicenne Malea e la piccola Kenny, che comunica con il pesciolino argentato immaginario che tiene stretto nella sua manina. Accanto a loro, e agli occhi di mamma Ines, organizzatrice di eventi, e papà Corilanus, adorabile pasticcione con la mania del fai da te, Livi si sente invisibile. Quando Paul, un pinguino con il talento per la danza, viene catturato da due prestigiatori che vogliono esibirsi con lui a Las Vegas, le sorelle Martini (e Deniz) si imbarcheranno in un'avventura movimentata per cercare di riportarlo in salvo.
Paul - Un pinguino da salvare è una coproduzione italo-belga-tedesca che prende le mosse da un parco realmente esistente in Germania, il Wanyama, e si snoda fra fughe in bicicletta, campeggi al lago e "piccoli problemi di cuore".
Piacevolmente rassicurante, il film conserva un'ingenuità infantile senza trattare le sue protagoniste come sciocche e invita fratelli e sorelle a "restare uniti quando il gioco si fa duro", dando per acquisito che, al netto delle invenzioni drammaturgiche di una commedia per ragazzi, nella vita il gioco può farsi duro anche per i più giovani. Recensione ❯
Il giro del mondo in modalità triathlon. Cronaca di un'impresa sportiva che è anzitutto un'attitudine di vita. Documentario, Germania2022. Durata 95 Minuti.
Un'incredibile storia di coraggio e motivazione, di spostamento di montagne, del magico potere delle barrette di cioccolato e dell'infinità del nostro mondo. Espandi ▽
Un triathlon attorno al pianeta, che parta da Monaco di Baviera e lì ritorni: è l’impresa estrema, progettata e realizzata durante la pandemia dal tedesco Jonas Deichmann: nato nel 1987 a Stoccarda, laureato in economia aziendale, per breve tempo venditore di software, che per scommessa col suo capo si ritrova a stabilire un record mondiale di ciclismo. E che dopo quel primo traguardo smette di lavorare, consapevole di avere una percezione della vita e del tempo non comune, non condivisa: il desiderio di un’esistenza in costante movimento, fatta di avventura e esplorazione, col bagaglio leggero e tecnico che serve ad affrontare sfide atletiche sempre più impegnative. L’occasione di documentare un “viaggio nell’ignoto”, come lo definisce il suo stesso protagonista, è più unica che rara. E infatti viene colta e integrata nell’evento stesso, o meglio nel marchio, che Deichmann (che a fine giugno 2023 affronterà la distanza in bici da New York a Los Angeles e in maratona al ritorno) ha costruito con intelligenza sul suo corpo e sulla sua visione. Recensione ❯