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sabato 22 luglio 2017

Sylvester Stallone

The Italian Stallion

Nome: Michael Sylvester Enzio Stallone
71 anni, 6 Luglio 1946 (Cancro), New York City (New York - USA)
occhiello
L'importante non è come colpisci l'importante è come sai resistere ai colpi come incassi e una volta che finisci al tappeto hai la forza di rialzarti… così sei un vincente!
dal film Rocky Balboa (2006) Sylvester Stallone è Rocky Balboa
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Sylvester Stallone
Golden Globes 2016
Nomination miglior attore non protagonista per il film Creed - Nato per combattere di Ryan Coogler

Golden Globes 2016
Premio miglior attore non protagonista per il film Creed - Nato per combattere di Ryan Coogler

Premio Oscar 2016
Nomination miglior attore non protagonista per il film Creed - Nato per combattere di Ryan Coogler

Razzie Awards 2014
Nomination peggior attore per il film Il Grande Match di Peter Segal

Razzie Awards 2014
Nomination peggior attore per il film Jimmy Bobo - Bullet To the Head di Walter Hill

Razzie Awards 2014
Nomination peggior attore per il film Escape Plan - Fuga dall'inferno di Mikael Hafström

David di Donatello 1977
Premio miglior attore straniero per il film Rocky di John G. Avildsen

Golden Globes 1977
Nomination miglior attore per il film Rocky di John G. Avildsen

David di Donatello 1977
Nomination miglior attore straniero per il film Rocky di John G. Avildsen

Premio Oscar 1976
Nomination miglior attore per il film Rocky di John G. Avildsen



Torna un altro dei personaggi simbolo del cinema anni '70 e '80.

5x1: lo Stallone italiano

martedì 19 febbraio 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: lo Stallone italiano John Rambo e Rocky Balboa, piaccia o no, hanno scritto pagine importanti del cinema mondiale. Qualsiasi sia l'opinione – estetica, sociologica o politica – sui film in questione, non si può negare che abbiamo segnato un'epoca, lanciato una moda e fatto fare un mucchio di soldi ai produttori e allo staff tecnico. Fra chi certamente è riuscito a dare una svolta alla propria carriera e a segnare una storia personale all'insegna di Rambo e Rocky c'è indubbiamente Sylvester Stallone, il quale, al di là dell'esperienza nei panni di queste due icone del cinema, è riuscito a dare poco altro alla settima arte. I tentativi di riciclarsi come attore comico sono andati a vuoto; è rimasto il suo essere rappresentante di un genere in cui ha segnato uno standard al quale hanno dovuto adeguarsi tutti coloro che sono arrivati dopo di lui. Nessun film d'azione sarebbe oggi quello che è senza il contributo dato da Stallone. Nell'anno di grazia 2008 torna l'eroe per eccellenza, quel John Rambo simbolo di una ferita nel tessuto connettivo della società americana e che fatica a rimarginarsi anche alla luce dei fatti iracheni.

Rambo is back. Lo avevamo lasciato in Afghanistan e lo ritroviamo in Birmania vent'anni dopo, pronto a combattere un'altra guerra e a conquistarsi la strada di casa.

Fortissimamente Rambo

venerdì 8 febbraio 2008 - Marzia Gandolfi cinemanews

Fortissimamente Rambo Prima che l'action rinnegasse il corpo per la tecnologia, mutando la carne in acciaio, il cinema di Hollywood aveva i muscoli di Sylvester Stallone. Lontano dal corpo blindato di Schwarzenegger, dalla perfezione plastica di Van Damme e dallo spirito disincarnato dell'eletto Neo, Sly è di nuovo John Rambo, ultimo eroe in carne ed ossa a sperimentare i confini del dolore. Un corpo vero che subisce la vita e suoi drammi, un corpo scartato dal sistema economico e sociale che non tollera i fallimenti e non ammette le sconfitte. Il reduce del Vietnam, in pensione in Tailandia, condurrà una guerra sanguinaria in Birmania contro un sadico regime militare. L'attore-guerriero risale il fiume e affronta il suo karma: combattere, farsi a pezzi e soffrire. Rambo torna a sfidare l'anemica violenza di Hollywood esplicitando sullo schermo il desiderio (spettacolare) di riscatto, scontando la pena di una colpa mai voluta e conquistando, dopo vent'anni, la strada di casa.

Guardiani della Galassia Vol. 2

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,67)
Un film di James Gunn. Con Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Vin Diesel, Bradley Cooper.
continua»

Genere Azione, - USA 2017. Uscita 25/04/2017.

Ratchet & Clank

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Jericca Cleland, Kevin Munroe. Con James Arnold Taylor, David Kaye, Jim Ward, Kevin Michael Richardson, Armin Shimerman.
continua»

Genere Animazione, - USA 2016. Uscita 29/06/2016.

Rocky

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,81)
Un film di John G. Avildsen. Con Sylvester Stallone, Talia Shire, Burt Young, Carl Weathers, Burgess Meredith.
continua»

Genere Drammatico, - USA 1976. Uscita 14/06/2016.

Creed - Nato per combattere

* * * - -
(mymonetro: 3,30)
Un film di Ryan Coogler. Con Michael B. Jordan, Sylvester Stallone, Tessa Thompson, Phylicia Rashad, Tony Bellew.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2015. Uscita 14/01/2016.

I Mercenari 3 - The Expendables

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,71)
Un film di Patrick Hughes. Con Sylvester Stallone, Jason Statham, Jet Li, Antonio Banderas, Wesley Snipes.
continua»

Genere Azione, - USA 2014. Uscita 04/09/2014.
Filmografia di Sylvester Stallone »

domenica 18 giugno 2017 - Chi era il regista scomparso ieri? Il carattere, il cinema, il premio Oscar.

John G. Avildsen, fra il Sessantotto e Rocky

Pino Farinotti cinemanews

John G. Avildsen, fra il Sessantotto e Rocky Se dici Avildsen in una memoria sollecitata all'istante, dici, soprattutto, Rocky. Ma è riduttivo. Ed è improprio, perché se il regista fosse stato fedele, in assoluto, alla propria attitudine, Rocky non avrebbe avuto il lieto fine. Certo sarebbe stato blasfemo essendo Balboa il modello perfetto del sogno americano. Anzi, ultra-perfetto perché poi di "Rocky", a perfezionare l'indicazione, ne seguirono altri cinque.
Parto da lontano, dall'inizio. John Avildsen (1935-1917) era nato a Oak Park, Chicago, Illinois. Dove trentasei anni prima era nato Ernest Hemingway. Vieni dalla stessa terra di uno così e dico che non può non avere un significato.
Se stiamo alla formazione di John, alla sua attenzione all'individuo destinato a battersi contro le forze della società, della natura e dell'ingiustizia, e a perdere, non c'è dubbio che ci siano segnali di "Santiago", il pescatore de "Il vecchio e il mare", di Harry Morgan di "Avere e non avere" e di Robert Jordan di "Per chi suona la campana". E infatti l'esordio del regista è in questo senso, col film Joe - La guerra del cittadino Joe, del 1970, esemplare del cosiddetto cinema del sessantotto. È il modello americano di un cartello che contiene titoli come La chinoise del francese Godard, Se..., dell'inglese Lindsay Anderson e Zabriskie Point di Antonioni, fra gli altri. Sembravano questi i compagni di viaggio di Avildsen che poi ha viaggiato (anche) su altri sentieri.

sabato 17 giugno 2017 - Il regista si è spento a Los Angeles all'età di 81 anni. A comunicarlo è stato il figlio Antony: «Era malato da tempo di cancro al pancreas».

Addio a John G. Avildsen, papà di Rocky e Karate Kid

a cura della redazione cinemanews

Addio a John G. Avildsen, papà di Rocky e Karate Kid Si è spento ieri a Los Angeles, all'età di 81 anni, John G. Avildsen, conosciuto principalmente per la regia di film cult come Rocky e Karate Kid. A ufficializzare la notizia è stato il figlio Antony, che ha rivelato che il padre soffriva da tempo di un male incurabile. A metà degli anni Settanta Avildsen tentò la via del successo con Rocky, scritto e interpretato dall'allora sconosciuto Sylvester Stallone nel celebre ruolo del pugile che non riesce a sfondare. Il film, uscito nel 1976, divenne un ''cult'' e gli permise di vincere l'Oscar per la Miglior Regia. Prima di vincere l'Oscar e raggiungere la notorietà, Avildsen aveva alle spalle una carriera iniziata nei primi anni '60. Cineasta dilettante, regista e sceneggiatore di film pubblicitari, aiuto-regista (tra gli altri di Arthur Penn, al quale offre una preziosa collaborazione in Mickey One (1965); e Otto Preminger per cui dirige la seconda troupe del film antirazzista Harry Sundown (E venne la notte, 1967). Il film che lo impose all'attenzione della critica fu tuttavia Joe - La guerra del cittadino Joe (1970).

Regista discontinuo, eclettico, a volte anonimo illustratore, a volte funzionale narratore, non ha saputo mai essere particolarmente personale; tuttavia, quando ha trovato sceneggiature interessanti, ha sempre tratto da esse tutto il meglio possibile.

   

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