C'era una volta... a Hollywood

Film 2019 | Drammatico, Thriller, +13 161 min.

Titolo originaleOnce Upon a Time in Hollywood
Titolo internazionaleOnce Upon a Time... In Hollywood
Anno2019
GenereDrammatico, Thriller,
ProduzioneUSA
Durata161 minuti
Regia diQuentin Tarantino
AttoriLeonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Emile Hirsch, Margaret Qualley Timothy Olyphant, Austin Butler, Dakota Fanning, Bruce Dern, Al Pacino, Kurt Russell, Damian Lewis, Luke Perry, Victoria Pedretti, Scoot McNairy, Lorenza Izzo, Julia Butters, Mike Moh, Nicholas Hammond, Samantha Robinson, Rafal Zawierucha, Costa Ronin, Damon Herriman, Lena Dunham, Madisen Beaty, Mikey Madison, James Landry Hébert, Maya Hawke (II), Sydney Sweeney, Harley Quinn Smith, Dallas Jay Hunter, Kansas Bowling, Parker Love Bowling, Cassidy Hice, Ruby Rose Skotchdopole, Danielle Harris, Josephine Valentina Clark, Clifton Collins Jr., Marco Rodriguez, Ramón Franco, Raul Cardona, Courtney Hoffman, Dreama Walker, Rachel Redleaf, Rebecca Rittenhouse, Rumer Willis, Spencer Garrett, Clu Gulager, Martin Kove, Rebecca Gayheart, Zoë Bell, Michael Madsen, Tim Roth, Perla Haney-Jardine, James Remar, Monica Staggs, Craig Stark, Keith Jefferson, Omar Doom, Kate Berlant, Victoria Truscott, Allison Yaple, Bruce Del Castillo, Brenda Vaccaro, Lew Temple, Daniella Pick, David Steen, Mark Warrack, Gabriela Flores, Heba Thorisdottir, Breanna Wing, Kenneth Sonny Donato, Sergio Gonzalez (III), Casey O'Neill, Michael Graham (III), Emile Williams, Vincent Laresca, JLouis Mills, Gilbert Saldivar, Maurice Compte, Eddie Perez, Hugh McCallum, Zander Grable.
Uscitamercoledì 18 settembre 2019
TagDa vedere 2019
DistribuzioneWarner Bros Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,70 su 43 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Quentin Tarantino. Un film Da vedere 2019 con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Emile Hirsch, Margaret Qualley. Cast completo Titolo originale: Once Upon a Time in Hollywood. Titolo internazionale: Once Upon a Time... In Hollywood. Genere Drammatico, Thriller, - USA, 2019, durata 161 minuti. Uscita cinema mercoledì 18 settembre 2019 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,70 su 43 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 20 maggio 2020

Quentin Tarantino si esercita su uno dei casi criminali più celebri di fine anni Sessanta. Il film ha ottenuto 10 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, 5 candidature e vinto 3 Golden Globes, 10 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 1 candidatura a Cesar, 12 candidature e vinto 4 Critics Choice Award, 4 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards, ha vinto un premio ai ADG Awards, 4 candidature e vinto un premio ai NSFC Awards, In Italia al Box Office C'era una volta... a Hollywood ha incassato 12 milioni di euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,70/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,85
PUBBLICO 3,26
CONSIGLIATO SÌ
Canto malinconico di un autore romantico che crede nel potere del cinema e sa reinventarne la storia.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 22 maggio 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 22 maggio 2019

Los Angeles, 1969. Sharon Tate, promettente attrice americana e sposa di Roman Polanski, è la nuova vicina di Rick Dalton, star della televisione in declino. Dalton condivide la scena con Cliff Booth, stuntman che si è fatto (e rotto) le ossa nei western girati a Spahn Ranch. Controfigura e chauffeur di Dalton, Cliff vive in una roulotte con una cane disciplinato e fedele proprio come lui che da anni ammortizza le cadute e i rovesci dell'amico. E l'ultimo scacco costringe Rick e il suo doppio a traslocare dall'altra parte dell'oceano per girare un pugno di spaghetti-western. Sei mesi e una moglie (italiana) dopo, Rick e Cliff tornano a Los Angeles dove li attende la notte più calda del 1969.

Il cinema può salvare il mondo? Quentin Tarantino crede in ogni caso che possa vendicare gli ebrei (Bastardi senza gloria), affrancare dalla schiavitù (Django Unchained), cambiare il passato e offrire la chance ai vinti di regolare i conti coi propri carnefici.

In risonanza con Django Unchained e Bastardi senza gloria, che offrivano un'alternativa alla Storia facendo un falò dei gerarchi nazisti e dei bianchi schiavisti dell'America alla vigilia della Guerra Civile, C'era una volta...a Hollywood segue lo schema appropriandosi della storia del cinema, di una storia del cinema. La vendetta, sempre. Sempre più catartica, sempre più selvaggia, sempre più appassionante e sadica sul piano della rappresentazione. A compierla è un altro irresistibile tandem, due naufraghi della sottocultura hollywoodiana, un attore di serie B e la sua controfigura, che sembrano sognare ciascuno la vita dell'altro mentre le rispettive carriere colano a picco sotto il peso dei fallimenti e delle frustrazioni. Ma la vendetta questa volta non è quella dei personaggi, inconsapevoli 'dei fatti reali', ma è quella di un autore romantico che crede nell'immenso potere del cinema, che crede che tutto sia ancora possibile, come se la finzione potesse deflagrare la realtà.

Agli spettatori Tarantino offre un'esperienza differente, imbarcandoli nella sua nostalgia e nella deambulazione urbana piuttosto che costruire daccapo intrighi esplosivi. Per la prima volta rinuncia alla cavalleria, evocando con riguardo e pudore il soggetto che gli sta più a cuore: il suo amore per il cinema. C'era una volta...a Hollywood è un film intimo e contemplativo, lisergico e (incredibilmente) lineare su un'età dimenticata, perduta, sul cinema della sua infanzia, quello che lo ha innamorato perdutamente mentre il colore diventava la norma e Hollywood perdeva la sua innocenza sotto i colpi di coltello di Charles Manson e dei suoi adepti. Il cinema di Steve McQueen e di Bruce Lee, quello dei vecchi western di seri B e delle produzioni televisive poliziesche degli anni Sessanta.

La macchina da presa infila, come il documentario del debutto, le quinte dell'industria dei sogni con Leonardo DiCaprio che assume su di sé l'afflizione degli attori che conoscono la gloria per preparare meglio il proprio tramonto, Brad Pitt che gioca sfacciato e disinvolto le ombre del cinema e Margot Robbie che risorge Sharon Tate dalla finzione per allacciare il film alla realtà storica.

Realtà di cui crediamo di sapere tutto, di comprendere tutto, dimenticando che siamo in una sala buia e che il 'proiezionista' è Quentin Tarantino. L'autore che come nessuno è capace di reinventare il cinema, di reinventare la violenza al cinema, trasgredendo le regole della Storia, immaginando una soluzione o un'uscita di emergenza. In C'era una volta...a Hollywood gli eventi non si svolgono come nella realtà, la loro declinazione rivela una sorpresa, una svolta imprevedibile.

Ancora una volta la finzione viene in soccorso della realtà, abbracciando la crudeltà assassina del mondo per riscattarla. L'espediente, che altrove funzionava da gag metaforica, in C'era una volta...a Hollywood si eleva a professione di fede (estetica), trasformando il film in un canto melanconico che nessuno slancio irridente può incidere. Perché l'effervescenza dei sermoni ai quali Tarantino ci ha educati lasciano il passo allo spleen e invitano lo spettatore a perdersi. E i primi a smarrirsi sono i suoi protagonisti dopo otto whisky e troppi margarita.

Nella Los Angeles del 1969, anno cerniera di una rivoluzione culturale e cinematografica (usciva in sala Easy Rider, primizia e simbolo della New Hollywood), Tarantino incontra la 'famiglia' di Charles Manson e quella di Sharon Tate, Roman Polanski e Sergio Corbucci, l'aristocrazia hollywoodiana (Sharon Tate e Roman Polanski) e l'attore al declino a cui fa eco la base della piramide sociale del cinema, lo stuntman Cliff Booth. La passione e la volontà di preservare il cinema sono al centro del film come il desiderio di salvarne la musa. Per Sharon Tate, Tarantino inventa due cavalieri erranti, uno per l'acrobazia e uno per la ribalta, ruba 'c'era una volta' a Sergio Leone e restituisce alla locuzione la sua aura infantile. Un'espressione di candore incarnata da un'attrice appena sbocciata che il film 'tocca' da lontano, con grazia e in una sequenza spettacolare in cui Sharon Tate va al cinema per (am)mirarsi nel film che condivide con Dean Martin (Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm).

Sullo schermo Margot Robbie osserva solare ed estatica la performance dell'artista che interpreta perché è la vera Sharon Tate che appare nel buio della sala. Con l'omaggio, la sequenza rivela allo spettatore la 'distanza' riverente con la quale Tarantino ha deciso di trattare il soggetto. Ed è in quella intenzione che abita la più bella idea del film: sognare in pieno giorno, in pieno sole di ritardare la caduta dal cielo (drive), provando a afferrare un istante temporale nella sua infinita brevità.

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Il 9° film di Quentin Tarantino, un atto d'amore per il cinema.
Overview di Andrea Fornasiero
venerdì 29 marzo 2019

1969: la star di un'ormai conclusa serie western televisiva, Rick Dalton, non se la passa bene, è ridotto a ruoli occasionali e non è ancora riuscito a sfondare nel cinema, tanto che pensa di partire per l'Italia dove il western da vivendo una nuova età dell'oro. Insieme al suo migliore amico e stunt double, Cliff Booth, si giocherà le sue ultime chance a Hollywood, incontrando tutto e tutti, come Bruce Lee e Steve McQueen senza dimenticare i vicini di casa Sharon Tate e Roman Polanski, il cui destino sta per incrociare quello della Manson Family.

«Io sono di Los Angeles, sono cresciuto qui, avevo 7 anni nel 1969 e questo è davvero un film di Los Angeles, dove ho già ambientato Jackie Brown e Pulp Fiction. È il film più vicino a Pulp Fiction che ho fatto, perché racconta di una coppia di protagonisti e dei moltissimi altri personaggi che incontrano, disegnando un grande arazzo di tutta la città».
Quentin Tarantino

La vicinanza a Pulp Fiction ritorna anche nelle dichiarazioni di Leonardo DiCaprio, che definisce quella di C'era una volta a... Hollywood come la miglior sceneggiatura di Tarantino. Nonostante il regista sia riuscito a radunare un cast a dir poco impressionante, il progetto non ha però avuto vita facile, perché l'abituale producer di Tarantino, Harvey Weinstein, è stato travolto dalla scandalo del #metoo e dalle sue conseguenze legali. Dopo una combattuta asta è stata Sony Pictures a ottenere la distribuzione e per farlo ha dovuto fare enormi concessioni al regista: un budget di 95 milioni di dollari, l'ultima parola sul montaggio (il cosiddetto "final cut") e uno straordinario controllo creativo durante l'intera realizzazione, oltre al 25% dell'incasso lordo e al ritorno dei diritti sul film allo stesso Tarantino nel giro di 10 o 20 anni.

Se Margot Robbie ha detto che avrebbe ucciso per lavorare con il regista, per cui interpreta il ruolo di Sharon Tate (ma né lui né lei si sono consultati con Roman Polanski, che a Hollywood è più che mai persona non grata), sono invece alla seconda esperienza i due protagonisti: Leonardo DiCaprio che era stato il villain di Django Unchained e Brad Pitt che già aveva partecipato a Bastardi senza gloria, cui si può aggiungere il ruolo da giovanissimo in Una vita al massimo di Tony Scott, da una brillante sceneggiatura di Tarantino.

Se il personaggio di Pitt è ispirato allo stuntman e regista Hal Needham, quello di DiCaprio si riferisce invece a Burt Reynolds, che infatti era tra gli attori chiamati per una piccola parte, poi purtroppo la sorte avversa ha colpito prima dell'inizio delle riprese e, in seguito alla sua scomparsa, il personaggio è stato interpretato da Bruce Dern. Costellato di star, C'era una volta a... Hollywood vedrà in ruoli secondari i fidatissimi Tim Roth, Kurt Russell e Michael Madsen, inoltre tra i membri della Manson family troveremo Dakota Fanning, Lena Dunham e Damon Herriman nei panni di Charles Manson in persona, che curiosamente incarnerà anche nella seconda stagione di Mindhunter di David Fincher.

Inoltre ci saranno Al Pacino, Emile Hirsch, Damian Lewis nei panni di Steve McQueen, Scoot McNairy, Timothy Olyphant, la stunt woman Zoë Bell e Luke Perry nella sua ultima interpretazione prima della scomparsa. Molta curiosità poi per il finora misconosciuto Mike Moh, che già nel trailer veste i panni del mitico Bruce Lee con impressionante mimetismo. Dal cast è rimasto comprensibilmente impressionato anche il direttore della fotografia Robert Richardson, sodale del regista da Kill Bill in poi: «Lavorare con Brad e Leo insieme è stato come una sorta di versione contemporanea di Butch Cassidy con Redford e Newman. Anche Margot è fenomenale ed è un piacere averla sul set, inoltre ci sono molti attori coinvolti che hanno avuto poca visibilità ma che sono straordinari. Dakota Fanning per esempio è una bomba e poi c'è Al Pacino».

Proprio Richardson è il solo che ha parlato anche del tono del film: «Oscilla tra lo humour, il drammatico e il thriller, è giocoso e difficile da descrivere ma è molto tipico di Quentin. Ci sono grandi monologhi e scene elaborate, c'è la sua passione per il cinema di allora, con film importanti come 2001 e Romeo e Giulietta di Zeffirelli, che lui al tempo ha visto in un Cinerama e ha ricreato con successo quel tipo di esperienza di visione».

Ovviamente il direttore della fotografia ha fornito anche dati sulle riprese: «Abbiamo girato in 35mm. anamorfico, perché il 70mm. era troppo costoso. Ci sono moltissimi set e quindi abbiamo dovuto risparmiare su qualcosa, inoltre con il 70mm. non si può zoomare e per Quentin era importante che ci fosse lo zoom in questo film». C'era una volta a... Hollywood si prospetta quindi, fin dal titolo leoniano, come un atto d'amore per il cinema, che Tarantino ha sempre saputo caricare di una passione contagiosa, superando la nicchia della cinefilia con il suo estro e il suo puro e incontenibile entusiasmo.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 23 ottobre 2019
Writer58

A differenza di molti film che si ispirano a storie "vere", ripercorrendone i punti salienti, gli snodi, gli sviluppi, le dinamiche tra i personaggi e che c'informano, mediante le didascalie finali, sul destino dei protagonisti, la proposta di Tarantino  rimodella il passato, liberandosi dalla necessità di seguirne  l'evoluzione e gli esiti, in un gioco narrativo [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
venerdì 20 settembre 2019
Pino Farinotti

Sono centinaia i film che raccontano il cinema. Alcuni sono grandi classici. Del resto il tema presenta possibilità infinite. Conosciamo quell'ambiente e sappiamo quali siano le insidie del sogno, del successo, dell'ambizione, strettamente legate al loro opposto, l'incubo, il fiasco, la velleità. Poi naturalmente c'è l'intrigo, il tradimento, il sesso, la violenza, il denaro. Ingredienti irresistibili per le storie. Quentin Tarantino ha aggiunto una scheda al cartello "cinema", col suo C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione), uno sguardo secondo aggressività e cattiveria alla Tarantino. Si è valso di Brad Pitt e Leonardo DiCaprio, che sono i due leader dello star system americano. E qui nasce un tema suggestivo. C'è stata tanta gente di cinema, decisamente importante, che ha affrontato l'argomento. E quasi sempre in chiave di critica, magari abrasiva. E spesso a criticare l'ambiente che ne ha fatto dei divi sono stati proprio... i divi. Gente di vertice, come i due diretti da Tarantino.

Uno come Woody Allen non poteva esimersi dal raccontare il cinema. Lo fa in Hollywood Ending, la storia di quel regista che fa film osannati dalla critica, da cieco. Una metafora più crudele del dramma e della violenza. Anche Café Society (guarda la video recensione), riguarda Hollywood, in chiave grottesca.

George Clooney, un altro che a Hollywood deve qualcosa, con Ave, Cesare! (guarda la video recensione) dei Coen è stato impietoso. L'eterno contrasto fra cultura e denaro è la chiave prevalente dell'affair Hollywood, dove ha (quasi) sempre prevalso la legge del denaro. Raramente un produttore prendeva i rischi di una storia di qualità, magari tratta da un romanzo. Il finale doveva essere un bacio in primo piano e una musica orecchiabile. Tuttavia ci fu chi pensava alla qualità. Un titolo è È nata una stella, eterno, ben 4 edizioni. Comanda quella del 1954, firmata da Cukor, con Judy Garland, cantante che arriva al successo ma paga dolorosamente nel privato. Ricordabile è I protagonisti di Robert Altman, dove il produttore Tim Robbins, che avrebbe idee di qualità deve rinunciare. In Come eravamo Robert Redford è un giovane romanziere di talento. Non resiste alle sirene hollywoodiane e finisce per tradire se stesso sprecando le sue qualità.

Ne Il prezzo di Hollywood Kevin Spacey è un giovane pieno di buona volontà, ma la città del cinema lo travolge. Gli resta la vendetta, inutile. Un classico è Il bruto e la bella, di Minnelli: scontro fra un produttore cinico, Kirk Douglas, e uno scrittore romantico, Dick Powell. Ma se devo estrarre un titolo unico, esemplare, capolavoro, non può che essere Viale del tramonto, di Billy Wilder, la vicenda della diva del muto Norma Desmond che non si arrende al suo declino e finisce per impazzire e coinvolgere l'ambiguo sceneggiatore William Holden.

Ma eleggo, a protagonista di questo mio intervento, Scott Fitzgerald, che può rappresentare alla perfezione, come uomo e scrittore, il "grande pericolo" del cinema. A metà degli anni Trenta, andò a Hollywood. Credeva di essere accolto come una star, lui il grande scrittore. Ma non fu così. L'eleganza di scrittura, l'armonia del fraseggio, non trovarono accoglienza in California. Scott scriveva i suoi dialoghi, che poi venivano umiliati da sceneggiatori con un vocabolario di 50 parole. Mortificazione per un uomo ormai debole e tristissimo. Finché un giorno Louis B. Mayer, il gran capo della Metro, lo convocò e gli disse che era costretto, a malincuore, a rinunciare alla sua collaborazione: "la tua prosa è un godimento, ma non possiamo fotografare gli aggettivi". Fu il colpo di grazia: salute in caduta verticale, crisi da alcol quotidiane. Scott tentò un'ultima carta, un nuovo romanzo, proprio su Hollywood, che vedeva come il ricorso di una corte rinascimentale, con monarchi e principi, dignitari, giullari, artisti, puttane e faccendieri. Si sarebbe chiamato The Last Tycoon, in italiano Gli ultimi fuochi. Protagonista Robert De Niro nei panni di un produttore che punta, invano, alla qualità. Dopo molti anni Fitzgerald era tornato scrittore vero e sperò di poter ricomporre miracolosamente la salute e di arrestare la caduta. Una felicità di pochi giorni. Morì di infarto, a 44 anni, poco prima del Natale del Quaranta. Il romanzo rimase incompiuto. Comunque, capolavoro incompiuto. Sì, Hollywood lo aveva ucciso, e non era un film.

Non resta che attendere la prossima auto-crocefissione da parte dell'ennesimo cineasta.

FOCUS
martedì 14 agosto 2018
Pino Farinotti

Once Upon a Time in Hollywood, C'era una volta in Hollywood. È il titolo del nuovo film di Quentin Tarantino che uscirà l'anno prossimo. Lo scenario è la Hollywood del 1969, un collettore di ogni storia, spettacolo, eccessi, sesso, violenza, il mondo del cosiddetto star system, dove non ci si fa mancare niente. Ho scritto "violenza", in quell'anno accadde qualcosa che divenne un manifesto orribile della violenza: il 9 agosto fu il giorno della strage al 10050 Cielo Drive, a Bel Air, in cui i seguaci della setta di Charles Manson uccisero sette persone, fra cui Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta di otto mesi. Ne fu sconvolta l'America, e lo fu il mondo.

In quell'epoca Hollywood era ancor la città del cinema quasi senza concorrenza, nelle stagioni a venire molto sarebbe cambiato, le produzioni avrebbero cercato altre alternative, di luogo e di contenuti, il centro di gravità non sarebbe più stata la sola California. Allora le major erano ancora in piena attività e i professionisti nei vari mestieri arrivavano in città e trovavano lavoro.

Quentin Tarantino, che ha lavorato alla sceneggiatura per cinque anni, ha costruito il racconto su due figure non di primissimo piano. Una è Rick Dalton, uno specialista di western, presente in varie serie televisive. L'altro è Cliff Booth, uno stuntman. Si frequentano, si incrociano nelle produzioni, sono amici. C'è un dettaglio che risulterà importante, Dalton abita vicino alla villa di una star, Sharon Tate. L'impatto mediatico dei fatti di Bel Air fu naturalmente enorme e Charles Manson (1934-2017) non poteva non diventare un perfetto soggetto da film. Infatti il grande e il piccolo schermo non lo hanno trascurato.

Fra i molti titoli sono ricordabili Aquarius, Helter Skelter e Manson Family Movies. La sua personalità è stata sviscerata in tutte le forme. Manson ha finito per diventare una vera cultura dell'orrore, è stato il primo angelo del male, con tanto di sponsor, creando un modello che ha fatto proseliti. Fatti tutti i debiti distinguo non c'è dubbio che Tarantino possegga tutte le attitudini artistiche per occuparsi di quel personaggio. Che comunque non sarà il centro della narrazione.

FOCUS
lunedì 20 novembre 2017
Francesca Ferri

Nell'estate del 1969 Charles Manson fece uccidere nella sua abitazione Sharon Tate, allora moglie di Roman Polanski all'ottavo mese di gravidanza in quella che divenne nota come strage di Cielo Drive. Quel capitolo di cronaca nera che sconvolse Hollywood sarà raccontato nel prossimo film di Quentin Tarantino che, dopo tre giorni dall'annuncio dell'affidamento della produzione alla Sony, si ritrova per l'ultima volta faccia a faccia con il mostro. Charles Manson, muore oggi all'età di 83 anni, ricoverato in ospedale, dopo 45 anni di ergastolo.

Se oggi si conclude la storia di uno dei serial killer più sanguinari della storia d'America, cresce la curiosità su come Tarantino la farà rivivere nel suo nono progetto che ha ancora per titolo #9.

Non è la prima volta che il pluriomicida a capo della setta conosciuta con il nome di "Family" diventa intrigante soggetto d'intrattenimento. Recentemente interpretato da Gethin Anthony nella serie tv Aquarius (2015), poi da Evan Peters nella settima stagione di American Horror Story: Cult (2017), Charles Manson detto Charlie non ha però ancora volto nel film di Tarantino. Brad PittLeonardo DiCaprio, e Samuel L. Jackson sarebbero in lizza per il ruolo di protagonista mentre Margot Robbie potrebbe interpretare Sharon Tate. Tuttavia nessun casting è ancora stato fatto e nessuna notizia è ancora certa su #9. Se all'inizio si vociferava che il film fosse incentrato su Charles Manson stesso, ora sembrerebbe che il criminale abbia solo un ruolo minore come Adolf Hitler in Inglourious Basterds. Durante un brunch per sostenere la corsa ai premi de L'inganno di Sofia Coppola, sua ex e amica storica il regista chiarisce: "Non si tratta della storia di Manson", ma il film "parla del 1969", un anno turbolento e cruciale per la storia degli Stati Uniti. Dunque, una tarantinesca rilettura della storia si annuncia già come l'evento del 2019.

Ciò che è certo del nono progetto è l'accordo per la produzione firmata Sony che si era già occupata della distribuzione internazionale di Django Unchained (2012). Dopo lo scandalo sessuale che ha travolto Harvey Weinstein, per la prima volta Tarantino ha deciso di cambiare produttore. E secondo The Hollywood Reporter, per vincere la gara la Sony ha dovuto cedere alle pretenziose richieste del regista: un budget di produzione da 95 milioni di dollari, il final cut, un "eccezionale controllo creativo", più il 25% dell'incasso lordo e i diritti sul film prolungati da 10 a 20 anni. Si rassicurino, dunque, i fan che temevano l'addio alla regia di Tarantino dopo The Hateful Eight.

Frasi
Tutti quei morti.... Adoro questa roba!
Una frase di Marvin Shwarz (Al Pacino)
dal film C'era una volta... a Hollywood - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 22 maggio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Era il film più atteso del festival, è stato per molti la delusione del festival. Un film sconcertante, tanto da lasciare il sospetto che ci sia un senso che sfugge alla prima visione. Ma a caldo, l'impressione è quella di un'operazione mancata, di un film fiacco che non aggiunge niente alla carriera del suo autore. I fan del regista (una comunità estesa e implacabile, meno numerosa magari di quella [...] Vai alla recensione »

NEWS
OSCAR
lunedì 10 febbraio 2020
 

L'attore si aggiudica il primo premio per il suo ruolo nel film di Quentin Tarantino. Vai all'articolo »

PREMI
lunedì 6 gennaio 2020
Massimiliano Carbonaro

L'operazione The Irishman non porta risultati a Netflix, i Golden Globe 2020, trascurando le grandi produzioni dello streaming, premiano a sorpresa 1917 come miglior film e Sam Mendes come miglior regista.

HOMEVIDEO
giovedì 2 gennaio 2020
 

Los Angeles, 1969. Sharon Tate, promettente attrice americana e sposa di Roman Polanski, è la nuova vicina di Rick Dalton, star della televisione in declino. Dalton condivide la scena con Cliff Booth, stuntman che si è fatto (e rotto) le ossa nei western [...]

BOX OFFICE
giovedì 3 ottobre 2019
Andrea Chirichelli

C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) trascorre l'ultimo giorno in testa alla classifica dei film più visti, dal momento che oggi dovrà presumibilmente cedere il passo a Joker (guarda la video recensione).

BOX OFFICE
lunedì 30 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Box office in leggero aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, con una crescita di quasi il 2%, mentre il vantaggio accumulato dal primo gennaio è del 14%. C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) stravince il fine settimana [...]

BOX OFFICE
domenica 29 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Gran sabato per C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione), che incassa altri 760mila euro e arriva ad un totale di 8,4 milioni di euro. Il film inizia a intravedere il sorpasso a IT: Capitolo 2 (guarda la video recensione), che è fermo [...]

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venerdì 27 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Come previsto, la top ten cambia radicalmente faccia dopo i tanti arrivi di ieri, ma in testa rimane saldo C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) che ottiene 341mila euro e supera il milione di spettatori con più di 7 milioni di euro [...]

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giovedì 26 settembre 2019
Andrea Chirichelli

C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) continua a viaggiare con ottime cifre e ieri aggiunge altri 447mila euro ad un totale che ora è di 6,8 milioni con 986mila spettatori. Oggi passerà il milione di biglietti staccati, mentre entro [...]

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mercoledì 25 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Nessun cambiamento nella classifica e ancora un'ottima giornata per C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione), che incassa altri 469mila euro e arriva ad un totale di 6,4 milioni complessivi, andando ad occupare la terza posizione nell [...]

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martedì 24 settembre 2019
Andrea Chirichelli

C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) resiste anche al calo naturale degli incassi del lunedì e mette a segno una giornata da oltre mezzo milione di euro, che porta il suo totale a quasi 6 milioni complessivi, con un numero di spettatori [...]

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lunedì 23 settembre 2019
Andrea Fornasiero

C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) stravince il weekend e grazie a una clamorosa domenica da 1,7 milioni di euro, arriva a 4,5 milioni di euro complessivi nel fine settimana e 5,4 milioni dal primo giorno di programmazione con [...]

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domenica 22 settembre 2019
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C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) vola con 1,1 milioni di euro incassati ieri e tocca quota 3,6 milioni complessivi. La coppia DiCaprio- Pitt dovrebbe superare ampiamente i 4 milioni entro oggi e finire il weekend molto vicina [...]

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sabato 21 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Salutata la Ferragni, la classifica torna alla normalità: C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) si conferma fortissimo e mette a segno una giornata da ben 887mila euro, un dato che fa ben sperare per il weekend.

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giovedì 19 settembre 2019
Andrea Chirichelli

C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) si prende la vetta del box office italiano con un'ottima apertura da 855mila euro con oltre 120mila spettatori, una cifra che fa presagire un bel weekend lungo per il film di Quentin Tarantino. [...]

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lunedì 16 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Il viaggio nei mercati internazionali inizia questa settimana dalla Repubblica Ceca dove il locale Pres Prsty sta facendo sfracelli, con oltre 1 milione di dollari incassato in appena due settimane, sufficiente per tenere a distanza IT - Capitolo 2, [...]

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lunedì 26 agosto 2019
Andrea Chirichelli

Il viaggio nei film "minori" dei vari mercati mondiali inizia questa settimana dall'Argentina, da cui arrivano due notizie interessanti. La prima è il boom di Heroic Losers (il titolo originale è La odisea de los giles), film diretto da Sebastián Borensztein [...]

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lunedì 19 agosto 2019
Andrea Chirichelli

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giovedì 15 agosto 2019
Andrea Chirichelli

Hobbs & Shaw continua a dominare il box office italiano, vista anche la quasi totale assenza di concorrenza. Ieri il film ha incassato altri 261mila euro, portando al cinema quasi 40mila persone, un dato molto positivo visto il periodo.

TRAILER
giovedì 1 agosto 2019
 

Regia di Quentin Tarantino. Un film con Margot Robbie, Brad Pitt, Leonardo DiCaprio. Da mercoledì 18 settembre al cinema. Guarda il trailer »

BOX OFFICE
mercoledì 24 luglio 2019
Andrea Chirichelli

Calma piatta al box office italiano, ma fortunatamente le cifre restano interessanti. Spider-man: Far from Home (guarda la video recensione) rimane in testa con più di 200mila euro e vede oramai avvicinarsi il doppio traguardo dei 10 milioni e dell'entrata [...]

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venerdì 19 luglio 2019
 

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martedì 11 giugno 2019
 

Los Angeles del 1969. L'attore televisivo Rick Dalton e la sua storica controfigura Cliff Booth cercano di farsi strada in una Hollywood che ormai non riconoscono più. Diverse linee narrative per un tributo all'ultimo periodo dell'età d'oro di Hollywood. [...]

VIDEO RECENSIONE
lunedì 27 maggio 2019
A cura della redazione

Sharon Tate, promettente attrice americana e sposa di Roman Polanski, è la nuova vicina di Rick Dalton, star di Hollywood in declino. Dalton condivide la scena con Cliff Booth, controfigura che da anni ammortizza le sue cadute.

GALLERY
mercoledì 22 maggio 2019
 

Era il titolo più atteso di questa 72esima edizione di Cannes e, come da programma, C'era una volta a...Hollywood non ha lasciato spazio mediatico a nessun altro film della manifestazione: file di ore degli addetti ai lavori per assicurarsi un posto in [...]

TRAILER
martedì 21 maggio 2019
 

Los Angeles del 1969. L'attore televisivo Rick Dalton e la sua storica controfigura Cliff Booth cercano di farsi strada in una Hollywood che ormai non riconoscono più. Diverse linee narrative per un tributo all'ultimo periodo dell'età d'oro di Hollywood. [...]

CANNES FILM FESTIVAL
giovedì 2 maggio 2019
 

La selezione della 72esima edizione del Festival di Cannes si arricchisce di nuovi titoli. Il più atteso alla vigilia, C'era una volta a...Hollywood di Quentin Tarantino, è stata confermato in concorso insieme a un altro grande affezionato alla manifestazione [...]

TRAILER
mercoledì 20 marzo 2019
 

Ispirato agli omicidi della setta di Charles Manson, il film racconta uno dei più sanguinari di questi delitti nel quale restò uccisa a Bel Air nel 1969 l'attrice Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta di otto mesi.

POSTER
martedì 19 marzo 2019
 

Ispirato agli omicidi della setta di Charles Manson, il film racconta uno dei più sanguinari di questi delitti nel quale restò uccisa a Bel Air nel 1969 l'attrice Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta di otto mesi.

POSTER
lunedì 18 marzo 2019
 

Ispirato agli omicidi della setta di Charles Manson, il film racconta uno dei più sanguinari di questi delitti nel quale restò uccisa a Bel Air nel 1969 l'attrice Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta di otto mesi.

NEWS
mercoledì 27 giugno 2018
Francesca Ferri

Un completo in jeans e occhiali da sole a goccia per Brad Pitt e una vistosa giacca in pelle arancio su pantaloni marroni per Leonardo DiCaprio. È la prima foto dal set di Once upon a time in Hollywood, il nuovo film di Quentin Tarantino, ambientato nella [...]

SHOWTIME
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