| Anno | 2026 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Massimo Selis |
| Uscita | mercoledì 11 marzo 2026 |
| Distribuzione | Emera Film |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 11 marzo 2026
Ragazzi che riflettono sull'esistenza, sulla politica, sul senso e sul valore della condivisione e su argomenti profondi, legati alla vita e alla spiritualità. E se ora, lontano - Un'altra voce esiste è 112° in classifica al Box Office. giovedì 26 marzo ha incassato € 343,00 e registrato 301 presenze.
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CONSIGLIATO NÌ
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Undici giovani (ragazze e ragazzi) si riuniscono in quella che un tempo era una pieve ed ora è un casale che è stato loro affittato dal proprietario in cambio di qualche piccolo lavoro di manutenzione. Nel corso dello scorrere dei giorni affrontano argomenti importanti che riguardano sia il loro presente che il futuro e intanto decidono di fondare una nuova radio per dare una voce il più ampia possibile a coloro che spesso una voce non ce l'hanno.
La documentazione di un'esperienza interessante che può costituire un modello anche se cinematograficamente non raggiunge tutti gli obiettivi.
Il riferimento, neppure troppo occulto, è al "Decameron" di Giovanni Boccaccio con undici tra ragazze e ragazzi quasi coetanei che si sottraggono per dieci giorni alla quotidianità. Solo che qui non ci si raccontano novelle. Si trattano invece tematiche profonde che vanno dal rapporto con la morte a quello con il prossimo, dall'amore al senso che deve e può assumere lo studio a livello universitario.
Questi sono solo alcuni degli argomenti trattati mentre si cerca di realizzare quella che inizialmente era solo un'idea: una radio in cui chi vuole può raccontare le proprie esperienze di vita e metterle a confronto con quelle altrui. Tutto questo è molto interessante anche perché ci si trova di fronte a quelli che un tempo si chiamavano campi scuola con la differenza che qui c'è una dimensione paritaria perché non c'è nessuno che conduce o modera gli incontri. In più, sul piano visivo, dopo poco ci si accorge che la telecamera è in mano a turno ad alcuni partecipanti che talvolta intervengono nella discussione mentre stanno riprendendo.
Le riprese rendono ampia giustizia a questo angolo di Umbria in cui la bellezza dei luoghi favorisce la meditazione e l'allontanamento, seppur temporaneo, dalla rumorosa quotidianità.
Tutto ciò deporrebbe in favore della freschezza e della spontaneità della narrazione se non si avesse spesso l'impressione che coloro che dialogano siano fin troppo consapevoli del fatto di essere ripresi e che quindi le loro riflessioni che, va sottolineato, sono spesso profonde e degne di nota, finiscono con il risultare un po' troppo impostate quasi che si fosse dato loro un tema da svolgere e che stessero assolvendo al compito assegnato.
Dato poi che esiste una sceneggiatura firmata da due persone viene da chiedersi perché la narrazione finisca con il dare la sensazione di mancare di una vera e propria progressione. Si è di fronte ad un susseguirsi di incontri e di scambi di visioni sulla vita mentre si riserva al finale un'improvvisa realizzazione del progetto iniziale del quale si è tornati a parlare solo a tratti.
È nata durante la pandemia di COVID-19, con il lockdown, l'idea di questo film, cioè ascoltare un'altra voce: quella dei giovani, in particolare di 11 ragazzi, provenienti da tutta Italia, invitati - come in un moderno Decameron - a trascorrere dieci giorni in una pieve sconsacrata nel cuore dell'Umbria, sopra il lago Trasimeno, per raccontarsi non già novelle ma riflessioni.