Un'opera che risponde alla necessità di non seppellire nell'oblio quanto accaduto in Brasile negli anni della dittatura. Thriller, Brasile, Francia, Paesi Bassi, Germania2025. Durata 158 Minuti.
Negli anni '70 in Brasile un uomo torna nella propria città di origine essendo ricercato da chi lo vuole morto. Espandi ▽
1977. Il Brasile vive sotto un regime militare dittatoriale. Con il falso nome di Marcello un professore universitario torna con il figlio nel nordest del Paese per cercare notizie sulla madre in attesa di espatriare. Nel passato si è messo di traverso rispetto all’attività di un corrotto imprenditore di origini italiane ed ora due killer sono sulle sue tracce per eliminarlo. Kleber Mendonça Filho torna a Recife, sua città di nascita, per raccontare il clima di violenza che dominava nel Brasile degli anni della dittatura. Il film viene strutturato in capitoli come fosse un romanzo e inserito, da un certo punto in poi, nella ricerca che due giovani studentesse stanno svolgendo nel presente in un archivio al fine di far emergere storie del periodo della dittatura. Questa modalità di narrazione ci rimanda alle origini giornalistiche del regista offrendo anche occasione per un riferimento alla necessità di non seppellire nell’oblio quanto accaduto in quegli anni. Recensione ❯
Il manifesto della Nouvelle Vague, un film immortale che ha segnato una svolta nella storia del cinema. Drammatico, Francia1960. Durata 89 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Il protagonista è un eroe "nero" dei nostri giorni senza ideali, senza il romanticismo di un Humphrey Bogart o di un Jean Gabin (cui il regista continuamente allude in fulminei fotogrammi). Espandi ▽
Michel Poiccard ruba un'automobile a Marsiglia e poi uccide un poliziotto che lo stava inseguendo. Arriva a Parigi e rivede Patricia, una studentessa americana di cui è innamorato e con cui vorrebbe condividere la sua vita spericolata. Intanto le forze dell'ordine gli danno la caccia e lui capisce che gli stanno alle costole dopo che la sua foto compare su "France Soir". Cerca di così di fuggire cercando di portare con sé la ragazza in Italia. Patricia però decide di non seguirlo e alla fine lo denuncia alla polizia. Recensione ❯
Una commedia satirica con delle immagini che rimarranno per sempre impresse nella Storia del Cinema. Commedia, Gran Bretagna1964. Durata 93 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Protagonisti sono un generale folle, che di sua iniziativa vuole bombardare la Russia con ordigni nucleari, e il presidente Usa che invece tenta di fermarlo a tutti i costi. Espandi ▽
Dalla base statunitense americana di Bulperson vengono attivati dal generale Ripper i B52 armati con ordigni nucleari contro l'Unione Sovietica. In base alle modalità previste solo lo stesso Bulperson può richiamare i velivoli utilizzando un codice segreto. Il generale però è un maniaco depressivo. Nella War Room, con la presenza del Presidente degli USA, bisogna decidere come intervenire. Recensione ❯
Dopo il successo di Cortina Express Christian De Sica e Lillo tornano sulla neve. Espandi ▽
Christian Agata, il detective e criminologo più famoso d'Italia viene invitato da Walter Gulmar, figlio di Carlo, patron della celebre ditta di giocattoli Gulmar e Gulmar, per fare da testimonial nello spot della nuova edizione di un gioco in scatola, il Crime Castle, best seller dell'azienda. Lo spot sarà girato in Val d'Aosta, e Agata raggiunge i Gulmar nel loro sontuoso castello fra le montagne innevate, che è stato di ispirazione per il gioco di cui sopra. Nel castello ci sono molti ospiti. Quando una valanga isola tutta l'improbabile compagnia, spunta il classico cadavere e i dieci piccoli indiani resteranno intrappolati nell'edificio. Il detective Agata dovrà risolvere il mistero.
Le assurdità non si contano e siamo ben lontani da capolavori come Crimen, ma la collezione incessante di battute surreali riesce a creare un mini effetto valanga che strappa più di una risata e potrebbe trasformare il film in un piccolo cult.
Sembra che gli attori - a partire da Christian De Sica e Lillo - si siano divertiti a prestarsi a questo festival del nonsense, e se ci si abbandona allo swing delirante, anche il pubblico - forse - gradirà. Recensione ❯
Un innovativo film d'animazione che ribalta lo zuccheroso mondo delle fiabe parodiandolo con la figura del simpatico orco verde. Espandi ▽
Un orco che rutta e legge le favole seduto sul cesso. Un asino petulante e splendido cantante. Una principessa che va ghiotta di topi arrostiti e ogni tanto gioca come Lara Croft. Una "draghessa" che diventa buona dopo essersi innamorata dell'asinello. Il principe "ufficiale" che ha il petto peloso come una foresta. Recensione ❯
Un film avventuroso che spiazza lo spettatore senza perdere coerenza. Il più canonico di Miyazaki. Animazione, Giappone1997. Durata 133 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Una principessa guerriera lotta per difendere la sua foresta. Espandi ▽
Ashitaka, un giovane guerriero della dinastia Emishi, è costretto ad uccidere un cinghiale-demone diventato pazzo a causa di una ferita di arma da fuoco. Ferito dall'animale, il giovane deve lasciare il suo villaggio per evitare ai compaesani la maledizione del Demone e, a causa dell'avvelenamento ricevuto, è destinato ad una morte certa. Durante il suo viaggio si imbatte nella giovane San, allevata dai lupi e chiamata Principessa Mononoke,e nei suoi nemici umani, guidati da Lady Eboshi, volitiva leader di un villaggio che basa la sua esistenza sulla fabbricazione di armi da fuoco, la quale ha come obiettivo la distruzione delle foreste abitate dai lupi e dagli altri animali cari a San. Recensione ❯
Una morbosa ballata della morte di notevole intensità emotiva e passionale. De Sica definisce l'identità del suo sguardo. Drammatico, Italia, Belgio2025. Durata 90 Minuti.
Ispirato al delitto Casati Stampa (1970), il film racconta una vicenda di passione e morte, tra amori clandestini, eccessi decadenti e sguardi voyeuristici. Espandi ▽
Inizio anni Sessanta. Il marchese Lelio vive con la moglie in una lussuosa villa su un’isola di sua proprietà. È spesso frequentata da gruppi di amici e vengono organizzati dei party. In uno di questi conosce Elena. Tra loro scatta subito il colpo di fulmine. La passione è travolgente. Si sposano e all’inizio sono felicissimi. Poi di colpo tutto finisce. Il gioco si trasforma in ossessione. Ci sono già tutti gli elementi per fare di Gli occhi degli altri un torbido melodramma che s’incrocia con le forme di un thriller che richiama l’anima elegante e decadente del cinema di François Ozon. Filippo Timi sembra essere uscito da un romanzo dell’Ottocento con il fisico di Laurence Olivier. Jasmine Trinca a sua volta buca lo schermo in ogni sguardo, movimento, gesto. Non è solo un film di notevole intensità emotiva e passionale. Rappresenta piuttosto il passo più convinto che definisce l’identità dello sguardo di De Sica. In parte è l’opera della maturità, in parte è l’improvviso slancio sul futuro di un cineasta che (ancora) crede in modo convinto alla bellezza e all’ipnosi del cinema. Recensione ❯
Miyazaki entusiasma, diverte e stupisce con il contributo di una sceneggiatura brillante e ben bilanciata. Animazione, Giappone1979. Durata 100 Minuti.
Dopo un colpo al casinò che non ha portato i risultati sperati, Lupin e Jigen, decidono di impossessarsi delle preziose matrici che un potente falsario, il Conte di Cagliostro, tiene nel suo castello. Espandi ▽
Dopo un colpo al casinò che non ha portato i risultati sperati, Lupin e Jigen, decidono di impossessarsi delle preziose matrici che un potente falsario, il Conte di Cagliostro, tiene nel suo castello.
Arrivati sul posto però, i due si imbattono nella bella Clarissa, promessa sposa in fuga dal crudele Conte che la desidera per meri motivi di interesse.
Seppur braccato da Zenigata, Lupin aiuta la ragazza e si trova quindi costretto a dover affrontare un nemico insidioso. Recensione ❯
Commedia sull'amore contemporaneo raccontato attraverso gli occhi "storici", curiosi e indagatori di un padrino d'eccezione, il grande letterato, maestro di seduzione, poeta esperto d'amore: Ovidio. Espandi ▽
Il poeta Publio Ovidio Nasone, "autore di best seller sempreverdi", si aggira per la Roma di oggi, seguendo il percorso di varie coppie, ognuna in qualche modo collegata anche alla coppia successiva. La giornalista Ada, dopo tanti tentativi andati a vuoto, si scopre incinta non del compagno docente d'arte Filippo, ma di un antico ex, il musicista Pietro. Filippo a sua volta ha una giovane amante, l'allieva e cameriera part time Silvia, che attira anche le attenzioni di Arianna, cardiochirurga moglie di Ester. La psicoterapeuta Ester è invece attratta anche da un suo paziente.
La mano leggera e la regia competente di Francesco Lagi alterna inquadrature canoniche a brevi sequenze girate in camera a mano come frammenti di home movies.
Il dio dell'amore è una commedia delicata e gentile che non va mai a fondo (questa l'unica riserva) ma scalda il cuore, scivola sulla superficie dei rapporti umani con discrezione e glissa sul dolore degli addii per concentrarsi sulle nuove possibilità che si aprono per tutti. Recensione ❯
Stefano, un giovane pittore, è chiamato a restaurare un affresco, terrificante opera di un folle morto suicida. Durante il lavoro, Stefano è vittima di fatti strani e inquietanti e assiste a una serie di morti strane. Espandi ▽
Stefano arriva in un paesino nella pianura emiliana. È stato ingaggiato per restaurare un affresco di Buono Legnani, un pittore morto parecchi anni prima in circostanze misteriose. Definito “il pittore delle agonie”, Legnani amava dipingere la sofferenza delle persone in punto di morte. Grazie a un amico, Stefano apprende che il mistero attorno a Legnani è profondo e persino pericoloso. Girato con pochi soldi e molta inventiva, il film rappresenta la prima vera incursione di Pupi Avati nel thriller a tinte horror, dopo un paio di film iniziali dai toni bizzarri e weird e un paio di commedie grottesche, l’ultima delle quali (Bordella) non aveva avuto molta fortuna.Avati dirige qui con maestria e senso del macabro, sempre pienamente in controllo della storia e delle situazioni, riuscendo a generare un’inquietudine che si trasforma via via in suspense senza forzare ritmo e tempi, ma lasciando che la forza della storia si imponga in modo naturale. Tutto funziona e tutto congiura a costruire un piccolo classico che ha subito avuto un buon successo commerciale, ma che poi è ulteriormente cresciuto nel tempo sino a entrare di diritto nell’alveo dei cult movies, non solo in Italia. Recensione ❯
Agnes, segnata da una violenza subita, finge che tutto vada bene finché una riunione di classe la costringe a confrontarsi col passato. Espandi ▽
“Mi è successo qualcosa di molto brutto”, dice Agnes, studentessa post laurea e neodocente: quel qualcosa è una violenza sessuale che ha subìto e che cerca ad ogni costo di rimuovere, asserendo agi altri che “tutto va bene”. Una riunione di classe è l’evento che farà riemergere il ricordo della violenza, di cui è stato colpevole un suo ex professore. Sorry, Baby è il film di esordio di Eva Victor, che ne ha scritto la sceneggiatura, dirige e interpreta il ruolo della protagonista. Ed è un esordio folgorante che rivela un vero talento cinematografico e una voce femminile unica e potente. Affronta in modo originale il tema della sopravvivenza a una violenza alternando dramma e humour, con una leggerezza che non è mai svilente di quanto è accaduto e una capacità di andare a fondo nel dolore della protagonista, e di descrivere il danno che la violenza sessuale causa in chi sembra sopravviverle in modo “efficiente”. Recensione ❯
Un film di Daniele Vicari sui fatti accaduti alla scuola Diaz a Genova durante il G8. Espandi ▽
Luca è un giornalista della Gazzetta di Bologna (giornale di centro destra) che il 20 luglio 2001 decide di andare a vedere di persona cosa sta accadendo a Genova dove, in seguito agli scontri per il G8, un ragazzo, Carlo Guliani, è stato ucciso. Alma è un'anarchica tedesca che ha partecipato agli scontri e ora, insieme a Marco (organizzatore del Social Forum) è alla ricerca dei dispersi. Nick è un manager francese giunto a Genova per seguire il seminario dell'economista Susan George. Anselmo è un anziano militante della CGIL che ha preso parte al corteo pacifico contro il G8. Bea e Ralf sono di passaggio ma cercano un luogo presso cui dormire prima di ripartire. Max è vicequestore aggiunto e, nel corso della giornata, ha già preso la decisione di non partecipare a una carica al fine di evitare una strage di pacifici manifestanti. Recensione ❯
Il fenomeno globale che ha terrorizzato il web approda al cinema. Espandi ▽
Da qualche parte nella Silicon Valley e negli anni Novanta, Clark aveva una moglie e il sogno di fare l’architetto ma il destino ha scelto altrimenti. Non gli resta che andare in analisi a cercare il ‘colpevole’ dei suoi scacchi. Lo accoglie e lo assiste la dottoressa Mary Kline, un trauma infantile alle spalle e una carriera di analista da ‘audio-cassette’ motivazionali per raggiungere la felicità e gli obiettivi personali. Clark le ascolta, invano, perché la sua vita è inchiodata a uno showroom di mobili che vende alla televisione vestito da pirata. Una notte, per risolvere l’ennesimo blackout, cerca la causa e trova un passaggio per un mondo parallelo. Al di là del muro uno spazio conduce a un altro spazio e poi corridoi infiniti, scale che non portano a niente e oggetti familiari accatastati o seppelliti come dopo un’apocalisse. Clark vuole esplorarlo e Mary finirà per seguirlo. Nel gennaio 2022, Kane Parsons pubblica su YouTube “The Backrooms (Found Footage)” ed è subito horror post-moderno. Ha soltanto sedici anni quando seduto al computer della sua cameretta crea un mondo artificiale, ripetitivo e disincarnato. L’orrore ridotto alla sua essenza: una porta che dobbiamo attraversare. Dietro c’è uno spazio digitale e impersonale, un’architettura mentale del vuoto, con una porta d’entrata e senza via d’uscita. Dietro, la tensione è costante. Il post di Parson provoca uno shock e oltre venticinque milioni di “visualizzazioni”. Più che un film, Backrooms è un’installazione, un’opera d’arte contemporanea fondata sull’incessante ripetizione della stessa cosa: la presenza dell’assenza, più terrificante di qualsiasi mostro. Recensione ❯
Nel Wyoming un incontro alieno richiama sensitivi: un figlio ritorna e un uomo parte verso le stelle. Espandi ▽
Stato dell'Indiana. In seguito alla comparsa di alcuni fenomeni magnetici insoliti l'equipe del professor Lacombe raggiunge gli Stati Uniti. Si vorrebbe che tutto rimanesse segreto ma i media si impossessano della notizia e così, nella località denominata Picco del Diavolo in cui sono comparsi i fenomeni, si raduna un buon numero di curiosi. Tra loro ci sono Jillian, una mamma che si è vista assorbire da un fascio di luce il proprio figlio e Roy, un elettrotecnico che ha avuto una strana visione.
Il film dalla gestazione forse più complessa nella filmografia di Steven Spielberg. Una valutazione del film non può che partire dalla presenza di Truffaut che Spielberg definiva un bambino per lo sguardo puro e la passione che gli erano propri.
Qui non abbiamo mostri spaziali e ciò che avrebbe potuto manifestarsi come un'isteria collettiva (l'arrivo delle persone sul luogo degli avvistamenti) si trasforma in un pacifico momento di incontro su quello che, va sottolineato, si presenta come un set cinematografico nel finale in cui gli alieni, di cui Spielberg decide di mostrarci l'aspetto, e il professor Lacombe comunicano muovendo le mani. Recensione ❯
Il divertimento non manca, il gioco del 'chi è stato' è presente, il messaggio è positivo. Un piacevole film per famiglie. Azione, Commedia - Irlanda, Gran Bretagna, Germania, USA2026. Durata 109 Minuti.
Un enigma sconvolge la tranquillità di una fattoria e spinge un gruppo di improbabili investigatori a seguire indizi e sospetti. Espandi ▽
George è un pastore che conduce una vita solitaria allietata dalla presenza delle sue pecore a ognuna delle quali ha assegnato un nome e a cui, a fine giornata, legge capitoli di romanzi gialli convinto che, ovviamente, non possano comprenderli. Quando però avverrà un omicidio saranno proprio le detective a quattro zampe a condurre alla soluzione.
Un piacevole film per famiglie con due attori importanti e un messaggio positivo per i più giovani. Il pensiero non può non andare a Babe, maialino coraggioso con in aggiunta tutto ciò che la tecnologia oggi si può permettere.
Il divertimento non manca, il gioco del 'chi è stato' è presente, il messaggio è positivo. Non si può chiedere di più ad un film che copre un ambito (quello delle proiezioni che vedano insieme in sala adulti e bambini che non siano blockbuster Disney, Pixar o affini) purtroppo spesso emarginato dalla distribuzione nazionale. Recensione ❯
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