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domenica 18 aprile 2021

Stellan Skarsgård

Stellan da esorcizzare

Nome: John Stellan Skarsgård
69 anni, 13 Giugno 1951 (Gemelli), Göteborg (Svezia)
occhiello
Dieci anni in mare e un giorno a terra: è un caro prezzo da pagare per quello che abbiamo fatto.
Dipende da com'è quel giorno…

dal film Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo (2007) Stellan Skarsgård  Bill Turner
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Stellan Skarsgård
Golden Globes 2020
Nomination miglior attore secondario serie miniserie film tv per il film Chernobyl di Johan Renck

Critics Choice Award 2020
Nomination miglior attore secondario miniserie o film tv per il film Chernobyl di Johan Renck

Golden Globes 2020
Premio miglior attore secondario serie miniserie film tv per il film Chernobyl di Johan Renck

Critics Choice Award 2020
Premio miglior attore secondario miniserie o film tv per il film Chernobyl di Johan Renck

Emmy Awards 2019
Nomination miglior attore secondario miniserie o film tv per il film Chernobyl di Johan Renck



Il regista danese presenta in concorso a Cannes il suo film sulla fine del mondo.

Melancholia, è Von Trier Show

mercoledì 18 maggio 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Melancholia, è Von Trier Show «Forse questo film è una schifezza. O forse no. Comunque è abbastanza probabile che non valga la pena vederlo. E quindi? Adesso che facciamo? Parliamo de L'Uomo Ragno?». Lars Von Trier, eccentrico e provocatorio per contratto: impossibile prenderlo sul serio, persino nel serissimo contesto del Festival di Cannes. Il suo film Melancholia, immaginifica storia sulla fine del mondo presentata oggi in concorso e accolta in sala da qualche fischio e applausi, sarebbe bastato a fornire sufficiente materia di discussione. Ma la performance del maestro danese, celebre per la personalità complessa («autovenerativa», dice lui), oltre che per la sua fertile e controversa produzione artistica, raramente si conclude in sala: se l’anno scorso, in competizione con Antichrist, si ritenne personalmente offeso dai giornalisti «che hanno applaudito solo per gentilezza – disse – dopo aver sghignazzato tutto il tempo», quest’anno sul palcoscenico di Cannes ha scelto di polemizzare soprattutto con se stesso. Accanto a lui i suoi attori, Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Jesper Christensen, John Hurt, Stellan Skarsgård, vinti dalla personalità dell’istrionico regista e serenamente disposti ad assecondarlo: uno come Von Trier, del resto, non si può certo arginare.


LARS VON TRIER

Perché un film sulla fine del mondo?
Von Trier: Per me non è esattamente un film sulla fine del mondo ma una riflessione su uno stato mentale, quello della malinconia, che conosco benissimo. Non ho tanto da dire su questo film. Sono felice di essere qui e sono felice che Melancholia non arrivi sugli schermi del pianeta Terra prima di un mese.

Perché questo titolo, Melancholia?
Perché è una bella parola, anche se abusata. Il sentimento della malinconia pervade le arti, e nel mio film è molto presente. L’idea di Melancholia è venuta da là, dal titolo.

Altre fonti di ispirazione?
Mi sono ispirato ai dipinti classici, agli artisti tedeschi e preraffaelliti. E anche ad Antonioni, a Bergman e Tarkovski. Piango sempre, quando vedo i film di Tarkovski. Però a me adesso piacerebbe parlare del mio prossimo film, si può?

Come sarà il suo prossimo film?
Kirsten Dunst mi ha convinto a fare un porno: in Melancholia ho ripreso la sua vagina, ma non le basta. Ha detto di sentirsi pronta per il nudo e di voler fare di più. Ne vuole sempre di più. Vuole un vero film hardcore, farò del mio meglio per accontentarla.

Pensa di trovare altre attrici per il suo porno?
Figuriamoci, ma certo. Siamo già al lavoro sul soggetto: io voglio i dialoghi, ma alle mie attrici non gliene frega niente. Vogliono solo sesso. Vi prometto che il mio prossimo film durerà 4 ore. Sarà un film a capitoli, posso già rivelare il nome del primo: "East/West Church".

Tornando a Melancholia, può raccontare come ha lavorato sulla luce?
L’unico consiglio che mi ha dato il mio direttore della fotografia è stato quello di non fare l’errore tipico dei registi di mezza età, che ingaggiano donne sempre più giovani e sempre più nude. L’ho mandato a quel paese, io faccio quello che voglio. Mi sento un uomo libero, soprattutto da quando ho smesso di bere e mi sono dato alla lettura. Sono diventato più noioso ma mi sento bene, anche se filosoficamente sono contrario al non bere.

Si parlava della luce...
La luce divina è qualcosa di molto importante, ma la luce in generale è importante, perché è il cuore del cinema. Per questo quando guardo Tarkovski piango, perché per me è come avere a che fare con lo Spirito Santo. Sono un uomo molto sensibile alla sofferenza e al senso di colpa cattolico, per quanto ci sia in me anche un lato più leggero che di tanto in tanto, con film come Melancholia, riesco a far emergere.

Melancholia parla della fine del mondo: le sembra un tema leggero?
A me non pare così terribile pensare al fatto che il pianeta muoia. Tutti dobbiamo morire prima o poi. Per me in un certo senso Melancholia è una commedia: se avessi voluto farne una tragedia, vi sareste spaventati.

Perché ha scelto di cominciare il film con la fine del mondo?
Si dice che i film si guardano per sapere come andranno a finire, ma secondo me non è così: sappiamo che James Bond rimarrà vivo alla fine, eppure le sue avventure sono sempre emozionanti. Ho voluto essere chiaro sin dall’inizio: quando vedi Melancholia sai come finisce, almeno non ti illudi.

È soddisfatto del risultato? Che effetto le fa rivedere il suo film a Cannes?
Forse tutta quella musica di Wagner era esagerata, ci siamo fatti prendere la mano e il film è diventato troppo romantico. Quando ho visto i primi fotogrammi, ho pensato che questo film fa veramente schifo. Spero di no.

La sua vita privata influenza la sua ricerca stilistica?
Non lo so. L’unica cosa che posso dire è che per tanto tempo ho pensato di essere ebreo e ne ero molto felice, ma da quando è arrivata Susanne Bier ho perso tutta l’allegria. Ho scoperto recentemente di avere origini tedesche, nella mia famiglia ci sono anche dei nazisti. Noi nazisti in effetti abbiamo una certa tendenza alla megalomania.


KIRSTEN DUNST e CHARLOTTE GAINSBOURG

Cosa vi ha spinte a lavorare con Von Trier?
Kirsten Dunst: Per me Lars è l’unico regista capace di scrivere grandi film per donne, ruoli magari complicati ma unici: la cosa più interessante del mio personaggio è che mentre il mondo sta per finire, lei diventa più forte. A volte i depressi nelle situazioni tragiche tirano fuori una forza inaspettata.
Charlotte Gainsbourg: Rispetto ad Antichrist è stata un’esperienza molto diversa. Non ho l’impressione che ci affidi ruoli particolarmente “da donna”: in Antichrist io interpretavo lui, e in Melancholia è toccato a Kirsten.

Umanamente come avete interagito con Von Trier?
Dunst: Il fatto che Lars si presenti in maniera un po’ bizzarra non mi ha impedito di trovare in lui anche un grande amico.
Gainsbourg: Il problema è che Lars non risponde mai a nessuna delle mie domande sulla sceneggiatura, quindi ho lavorato all’oscuro di tutto. Devo dire che mi è piaciuto.

Com’è stato il lavoro sul set?
Dunst: Lars crea sul set una grande intimità, che rende gli attori emotivamente disponibili. Il processo delle riprese è molto creativo, giriamo anche scene di cinque minuti. C’è totale libertà sulla scena.

Gordon & Paddy e il Mistero delle Nocciole

Gordon & Paddy e il Mistero delle Nocciole

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,50)
Un film di Linda Hambäck. Con Stellan Skarsgård, Melinda Kinnaman, Felix Herngren, Mingus Broman, Tove Sacklén
Genere Animazione, - Svezia 2017. Uscita 18/04/2019.
L'Uomo che Uccise Don Chisciotte

L'Uomo che Uccise Don Chisciotte

* * * - -
(mymonetro: 3,08)
Un film di Terry Gilliam. Con Adam Driver, Jonathan Pryce, Stellan Skarsgård, Olga Kurylenko, Joana Ribeiro.
continua»

Genere Avventura, - Gran Bretagna, Spagna 2018. Uscita 27/09/2018.
Mamma mia! - Ci risiamo

Mamma mia! - Ci risiamo

* * - - -
(mymonetro: 2,37)
Un film di Ol Parker. Con Christine Baranski, Pierce Brosnan, Dominic Cooper, Colin Firth, Andy Garcia.
continua»

Genere Musical, - USA 2018. Uscita 06/09/2018.
Borg McEnroe

Borg McEnroe

* * * - -
(mymonetro: 3,39)
Un film di Janus Metz Pedersen. Con Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf, Stellan Skarsgård, Tuva Novotny, Ian Blackman.
continua»

Genere Drammatico, - Svezia, Danimarca, Finlandia 2017. Uscita 09/11/2017.
Il traditore tipo

Il traditore tipo

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,83)
Un film di Susanna White. Con Ewan McGregor, Stellan Skarsgård, Damian Lewis, Naomie Harris, Jeremy Northam.
continua»

Genere Thriller, - Gran Bretagna 2015. Uscita 05/05/2016.
Filmografia di Stellan Skarsgård »

giovedì 15 aprile 2021 - Il festival, in programma su MYmovies dal 4 al 14 giugno, rinnova l'impegno nell'educazione al linguaggio cinematografico, per contribuire alla promozione del cinema per le nuove generazioni.

Biografilm 2021, annunciata la Giuria internazionale e due nuove giurie di giovani

a cura della redazione cinemanews

Biografilm 2021, annunciata la Giuria internazionale e due nuove giurie di giovani Biografilm festival, dal 4 al 14 giugno a Bologna e online su MYmovies, annuncia i componenti della giuria della sezione competitiva internazionale e la creazione di due nuove giurie, rinnovando l'impegno nell'educazione al linguaggio cinematografico, per contribuire alla promozione del cinema per le nuove generazioni e rendere la manifestazione accessibile alle fasce sociali più deboli con due progetti sul territorio.

La giuria del Concorso Internazionale di Biografilm 2021 è formata dal regista indiano Rahul Jain, dalla pluripremiata produttrice italiana Donatella Palermo e dal curatore ed esperto di nuovi media tedesco Sebastian Sorg.

RAHUL JAIN
Rahul Jain è nato a Nuova Delhi e cresciuto spostandosi in varie zone dell'India. Ha studiato ingegneria meccanica, film e video, estetica e politica. Il suo primo film Machines (2016) è stato presentato in anteprima in concorso a IDFA e Sundance, vincendo numerosi premi tra cui l'Excellence in Cinematography Award al Sundance Film Festival. Attualmente sta completando il suo secondo film Invisible Demons, una meditazione sulla sua alienazione dal degrado ecologico della sua città natale.

DONATELLA PALERMO
Donatella Palermo inizia lavorando come proiezionista e senza soluzione di continuita diventa produttore. Per molto tempo alterna opere prime a film di grandi Maestri. Tra i film da lei prodotti: Tano da Morire, un musical sulla mafia, di Roberta TorreLettere dal Sahara, ultimo film di Vittorio De SetaLe Ombre Rosse, di Citto Maselli, Cesare deve Morire di Paolo e Vittorio Taviani. Nel 2015 conosce Gianfranco Rosi e produce Fuocoammare con il quale entra in cinquina nel 2017 per i Documentary Awards. Gli ultimi film prodotti in ordine di tempo sono: Corleone di Mosco Levi BoucaultFaith di Valentina PediciniLast Words di Jonathan Nossiter, con Nick Nolte, Stellan Skarsgard e Charlotte RamplingNotturno di Gianfranco Rosi. Attualmente ha in lavorazione Leonora Addio di Paolo Taviani.

SEBASTIAN SORG
Sebastian Sorg è un curatore freelance esperto di nuovi media e finanziamenti. Prima di lavorare come responsabile finanziario presso l'FFF Bavaria (Fondo per il cinema e la televisione bavarese) e la Zurich Documentary Film Commission, ha studiato regia presso l'Università di Monaco, letteratura e scienze politiche a Heidelberg, Bologna e Berlino. Ha fondato il mercato cinematografico al Dok.fest di Monaco. Ha realizzato pubblicazioni, creato diversi premi e nuovi formati di matchmaking per il mercato creativo oltre a curare collaborazioni ed esposizioni internazionali per i nuovi media. Dal 2015 lavora come esperto freelance, curatore, autore e insegnante per il cinema e l'”Extended Reality” in Germania e all'estero.


In un momento storico che da un lato limita le attività scolastiche e dall'altro rende estreme e drammatiche alcune condizioni di isolamento, Biografilm propone il suo programma  cinematografico come occasione di incontro e riflessione sul mezzo filmico e sulla realtà. Nascono così due progetti educativi di inclusione che coinvolgono l’Istituto Penale per Minorenni “Pietro Siciliani” di Bologna e la Biblioteca multimediale Fuori Catalogo dell’Istituto di Istruzione Superiore Aldini Valeriani di Bologna. Entrambi partiranno a maggio e formeranno due giurie giovanili che saranno coinvolte nella cerimonia di premiazione del Festival.

Più nel dettaglio, il progetto “Tutta un’altra storia”, realizzato con il patrocinio del Ministero della Giustizia - Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità - Centro Giustizia Minorile Emilia-Romagna e Marche, coinvolgerà un gruppo di ragazzi detenuti nell'Istituto Penale per Minorenni di Bologna che saranno spettatori attivi del Festival. Dopo un ciclo di incontri settimanali in presenza incentrati sull'educazione alla narrazione documentaria e la visione guidata di una selezione di film, i ragazzi assegneranno un premio al film per loro più significativo e parteciperanno alla cerimonia di premiazione del Festival. Sempre durante le date di giugno, saranno inoltre organizzati incontri dal vivo o on line con ospiti e professionisti.

“Bring The Change”, invece, è il progetto in collaborazione con il Terra Di Tutti Film Festival di Bologna che prevede attività di formazione in presenza con la classe IV EMM dell'Istituto Aldini Valeriani di Bologna, ideato in collaborazione con la Biblioteca multimediale Fuori Catalogo dell’Istituto. Gli studenti saranno guidati alla visione di alcuni film del festival, in particolare su tematiche di cambiamento sociale e attivismo giovanile nel mondo, tra i quali sceglieranno la storia che più li ha colpiti. Anche per loro sono previsti incontri dal vivo o on line con professionisti del cinema e la partecipazione alla serata di premiazione in qualità di giurati.

   

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